Piove e fa freddo questa domenica del 15 di aprile 2012, fuori il rumore della pioggia battente, perchè, in questa domenica anomala di aprile c’è silenzio. Nessuno ha voglia di parlare di calcio oggi, non sentiremo i gol, le battute, le discussioni. Non ne abbiamo davvero voglia, siamo in lutto, perchè la morte di Morosini ci ha sconvolto.
Solo per oggi, non c’è odio e non ci sarà veleno, ma solo tristezza, per una morte assurda di un ragazzo in salute di 25 anni. Piermario Morosini nonostante la sua giovane età, ne aveva passate tante, orfano e resposabile di due fratelli disabili, dovrà subire anche il dispiacere della morte del fratello. Ma il suo sogno, diventare calciatore professionista è stato più forte delle avversità, si prendeva Piermario cura della sua unica sorella portatrice di disabilità, unico membro della sua famiglia rimasto.
Ormai non c’è più niente da dire e doveroso è il silenzio, ma una riflessione occorre farla: E’ strano come negli ultimi mesi siano accaduti episodi di questo tipo che hanno colpito degli sportivi agonisti, persino un pallavolista ha subito la stessa sorte della morte in campo. Ma come è possibile che gente, preparata seguita e soprattutto giovane, possa morire in questo modo?
Tutte queste morti, potrebbero essere casuali, ma non convince questa tesi, è bene fare chiarezza e soprattutto la salute di questi professionisti andrebbe tutelata allo spasimo. Si è detto anche che i controlli e i monitoraggi non possono prevenire patologie spesso congenite. Ma il l’agonismo non deve diventare un killer, si deve fare di più, nel calcio, sport dove i casi si concentrano, deve investire maggiormente nella prevenzione. Il medico del Pescara il dott. Ernesto Sabatini, raccontando l’intervento di pronto soccorso a Morosini, ha puntualizzato che gli atleti sono più a rischio di morti improvvise, rispetto ad altri, proprio per gli stress a cui sono sottoposti, certe malformazioni cardiache non sono rilevabili neanche con l’elettrocardiogramma, si è parlato anche del ritardo circa l’arrivo dell’ambulanza, ma sembra che poco si potesse fare per la vita di Piermario.
Ciao Piermario ..il mondo ti saluta.
Luna23









In questi casi penso che non ci siano parole per Cio che è successo a questo ragazzo appena 25enne pieno di vita e già sfortunato , ma purtroppo la vita è anche questa. Ciao piermario
condivido alcor non ci sono parole non ci sono spiegazioni e’ tutto cosi assurdo.
Concordo con voi, che non ci sono parole per poter dare una spiegazione ad una tragedia di questo genere.
Inoltre sembra profilarsi l’ipotesi di una deformazione congenita del cuore.
Se cosi fosse sarebbe ancora più difficile trovare una spiegazione ad una morte cosi assurda di un ragazzo di 25 anni super controllato a livello medico-sportivo.
Ho appresso che purtroppo una tragedia simile nel giorno di sabato ha colpito una giocatrice di volley di 27 anni, Veronica Gomez, deceduta mentre giocava una partita.
Dispiace che sia stato dato risalto soltanto al povero Morosini, del tutto legittimo peraltro, e da parte dei media non sia stato trovato anche un solo minuto per ricordare questa ragazza che nello stesso giorno ha subito la stessa sorte.
Si ho letto anche io Baladasar purtroppo è il potere della tv , la ragazza mi pare sia morta in Russia e non c’erano immagini da mandare mentre il povero Morosini ce l’han fatto vedere e rivedere talmente tante volte che perfino i famigliari han chiesto che le immagini non fossero più trasmesse.
Povera Veronica comunque Riposa in pace.
In realtà, Giancarlo, sono 4 casi capitati di fila che stanno facendo riflettere. Indubbiamente Morosini ha attirato di più l’attenzione, perchè era in Italia ed in serie B. Pare molto controllata quanto la serie A. Sono interessanti le dichiarazioni di Di Natale, la predisposizione genetica può starci ma si tratta sempre di un soggetto di 25 anni. Quindi è strano.
se ti appresti a fare un corso di primo soccorso ti insegnano che le tempistiche sono fondamemtali soprattutto nei casi di attacco cardiaco… ma li a bordo campo c erano dottori e massaggiatori che sono subito intervenuti.. certo che se quel disgraziato di vigile non avesse lasciato l auto li chissa…. per quanto riguarda la vita degli atleti si sa che devono recuperare..che devono correre sempre di piu…
molti alteti dopo anni e anni ne subiscono poi le conseguenze… trannec
alcuni sfortunati come Moro… spero esista un paradiso