Archivi Tag: moggi

Dario legge Calciopoli Farsa di una lunga estate (1)


 

Calciopoli. Farsa di una lunga estate. Di Vincenzo Ricchiuti.

 

 

Un libro che è uno spaccato su Calciopoli. Non solo su quella lunga estate calda ma sul periodo seguente. Gli umori dei tifosi. Le false verità. Le indagini sui siti web e fra i blogger per ristabilire i fatti. I tifosi che mettono i panni dei detective. I tifosi che difendono la Juventus più della Juventus stessa. E Moggi? Moggi che fino a quel momento è stato amato e odiato da questi stessi tifosi della Juve perchè di questi non si è mai occupato più di tanto, Moggi che diventa improvvisamente umano e solo. Un uomo con tutto un sistema contro. Un uomo che nessuno vuole difendere. Un uomo da cui fuggono amici e beneficiari. Un uomo su cui si avventano come sciacalli tutti i nemici. Quelli che non aspettavano altro. Quell’uomo odiato in primis dai suoi vecchi tifosi diventa ora l’uomo a cui stringersi attorno. Perchè difendere Moggi diventa difendere la Juve e le vittorie conquistate sul campo. Le stesse che la Juve rivendica. Perchè difendere Moggi diventa difendere se stessi. Calciopoi è stata tutto questo. Una farsa come dice il Ricchiuti, ma anche un dramma umano non solo di Moggi ma di tanti coimputati che hanno avuto carriere rovinate senza prove. Per il solo fatto di esser amici di Moggi. E soprattutto è il dramma umano di milioni di tifosi che hanno dovuto scavare nel proprio profondo per rimanere aggrappati al bianconero. Nonostante la serie B. Nonostante l’umiliazione di una Juve minore. Questo libro è tutto questo. Questo è il libro di Vincenzo Ricchiuti che da Napoli non si è perso nemmeno un udienza del processo di Calciopoli. Ecco perchè questo libro non può mancare nella libreria di ogni vero Juventino. Perchè se la verità non è stata ancora ristabilita appieno, la forza e il coraggio di quei giorni, vengono conservati con lucidità in questo scritto.

Recensione di Alessandro Magno

 

Il libro è acquistabile on line ma anche presso le librerie https://www.ibs.it/calciopoli-farsa-di-lunga-estate-libro-vincenzo-ricchiuti/e/9788899633301

ricchiuti143 SPECIALE FARSOPOLI.

Di Enzo Ricchiuti

 

Sono scaduti i termini per chiedere la revisione del processo. Adesso?

Forse ci si riferisce alla storia del deposito delle motivazioni della Cassazione su Calciopoli. Le motivazioni sono state rese pubbliche a inizio settembre ed essendo trascorsi i 30 giorni da tale data sarebbero scaduti i termini per adire l’art. 39. In teoria sarebbe anche vero. Ma per la revocazione basta un qualsiasi fatto nuovo. Un possibile nuovo fatto nuovo potrebbe essere ad esempio la vittoria della Juve al Tar. Io consiglierei la seconda strada prevista dall’art. 39, ossia la revisione. A differenza della revocazione, la revisione non è soggetta a limiti temporali del fatto nuovo ed è praticamente vittoria certa. Perché è la stessa Corte giudicante, la mitica Corte Federale d’Appello, a chiedere giustizia per te. Chiaro che per vincere in questo modo bisogna entrare nelle istituzioni ma per uno (o i tanti ) come me che credono nelle rivoluzioni solo se fatte col permesso di tutti andare sul sicuro è l’unico motivo e modo per andare in generale.

Il silenzio della Juventus e del Presidente Agnelli in questi giorni.

Non mi sembra che Agnelli in generale taccia. Magari lo facesse, nella mia ottica. In realtà il presidente Juve porta avanti una sua strategia politico-sportiva di alto profilo. Altissimo, da vette mai raggiunte in Italia. Vette siderali, da cartolina. Il suo discorso è: la Juve vuole cambiare il sistema modellandolo non secondo la realtà del paese o il bilanciamento degli interessi collettivi bensì secondo la propria vision. Le seconde squadre delle big, gli stadi etc. Discorso nobile, americano. La realtà è che il calcio in Italia è democratico. Poggia sul pari potere (specie d’interdizione) per tutti dalla grande di Serie A all’ultimo dei dilettanti. La maggioranza dei voti la prendi se rappresenti o dici di rappresentare le esigenze delle realtà locali. Quali sono ? Non avere la rivalità delle Juve 2 o Roma 3. Avere la possibilità che gli imprenditori che possono investire nel calcio italiano, cioè quelli che già lo fanno, possano finanziare anche il calcio locale perennemente fallito o in bolletta. Inutile agitargli lo spauracchio del conflitto d’interessi dovuto alla multiproprietà. Se vai a Salerno la gente è contenta che Lotito gli abbia permesso di andare a vedersi la partita la domenica, non si pone il problema della Salernitana in Cempions Lig. E così via. Se tu vai incontro ai piccoli, garantendogli o con le leggi sportive o con le aperture di credito presso banche o casse federali la mera sopravvivenza economica, avrai il tuo Presidente federale. Il tuo Consiglio Federale, con gli otto rappresentanti tra Pro e Dilettanti sempre vigili e presenti e votanti. La tua Corte Federale d’Appello, nominata direttamente o meno dal Consiglio Federale. Il tuo Presidente di Corte Federale d’Appello che in un collegio a 5 sposta gli esiti. La tua revisione su misura. E col permesso silenzio di tanti. La Juve non presenzia con osservazioni neanche quando il Consiglio approva il bilancio. Quella della Juve è una magnifica solitudine modello Inghilterra. Si sta appartati senza sporcarsi le mani in attesa che tutto crolli. In Italia chiunque crolli non muore nessuno.

Farsopoli è chiusa definitivamente?

Ci sono il Tar e la battaglia di Moggi per la riabilitazione a Strasburgo. A mio avviso le due corsie, Juve e Moggi, dovevano andare di pari passo. La riabilitazione può darla anche la Corte Federale d’Appello di cui sopra per dire. Si poteva fare come Cavour: da un lato tranquillizzare i preti e i potenti bloccandoli a casa loro, dall’altro usare assassini, mignotte e straccioni per prendersi il dovuto. Moggi poteva essere il Garibaldi della situazione. Tra il 2010 e il 2011 il posto di Palazzi si era reso teoricamente vacante. Per scadenza mandato. E volendo anche per lo scandalo della mancata azione per tempo contro l’Inter. Moggi provò con le sue sole forze a farlo saltare denunciando alcune cose ma la Juve si assentò. Idem per il tavolo di Della Valle. La storia della società è fatta di ritirate strategiche. Ma la strategia in Italia è sopravvalutata. Questo non è un paese dove si fanno i compiti a casa, spesso vince chi si trova fortuitamente al posto giusto.

Ha senso ancora contare 33 scudetti e soprattutto a questo punto è legale?

Penso abbia senso nel senso che non gliene frega niente a nessuno. Salvo che al gestore di Facebook e Twitter. Quello dei veri o illegali scudetti è un hashtag vincente.
Il processo di Moggi che è ancora in corso può riaprire qualche scenario?
Si ma per il Direttore. Il quale potrebbe tornare a lavorare alla luce del sole nel mondo del calcio se volesse. Ultimamente ha preso il tesserino da pubblicista e si diverte di più così. Resta dunque il più intelligente di tutti.

Cosa ne pensi di quella corrente di pensiero per cui Agnelli vorrebbe fare ma ha le mani legate dal cugino John.

Penso che quando Agnelli parla o illustra o progetta o spiega c’è per un Lotito o un Tavecchio sempre il retropensiero che si aveva in passato quando mandavano in avanscoperta i cadetti a parlamentare. Oppure quando riferivano a Stalin della vision del Papa. Parla parla ma quante legioni ha il Papa ?

Riavremo mai gli scudetti indietro e ristabilita la verità?

Dipende solo da noi. Noi ovviamente nel senso di loro, Juve spa. L’Italia è un paese dove molto è possibile a patto si agisca. Valgono più le azioni delle regole. E la verità non sfugge a questo criterio. La verità non è una cosa astratta, è una azione riuscita. E’ una tragedia vedere Lotito coinvolto per aver aiutato il Bari o Pinco e noi no. Ci siamo ritagliati un ruolo da grillo parlante che tra l’altro nessuno ci riconosce. Noi siamo i ladri. Il capo dei ladri che fa il Dalai Lama è visto come i fasci che portavano il libretto rosso di Mao. E’ visto come una fregatura. Invece di contare i difetti, si cominci a contare i voti. Si smetta di auspicare nuovi stadi mettendo in difficoltà la politica locale che non ha soldi e non vuole dismettere i vecchi impianti per non dover perdere il potere di ricatto e controllo sui club. C’è molto da fare. L’ingresso di stranieri senza soldi e in generale le tante operazioni di maquillage finanziario cui devono ricorrere i club sono tutte occasioni in cui procurarsi amici. Un Milan solido è un vantaggio sia sportivo sia politico. Ti garantisce competizione sul campo e collaborazione fuori, specie in sede di calcio mercato e in trasferta presso le istituzioni internazionali. Ovviamente non gli boicotti i magheggi opinando sul prezzo delle quote come s’è fatto con l’operazione Mister Bee. Specie se c’è una campagna stampa contro in atto con Procura e Guardia di Finanza invocate ad intervenire tutti i giorni, taci o appoggi. Tanto anche se critichi quello, Berlusconi, l’operazione la fa lo stesso. E alla prima te la fa pagare se può. C’è molto da fare. Ad esempio mondarsi dal peccato originale di non aver appoggiato il presidente attuale. Potevamo starci noi al posto di Lotito. Ad esempio cercare uno straniero che da fuori ci faccia da alleato e protettore, secondo la tradizione italiana, con tutta l’incostanza di cui noi italiani siamo capaci. C’è molto da fare, molto da permettere, molto da riscuotere. Per esempio un collegio giusto. I giudici sportivi sono come i giudici di pace. Gente che ha smesso o è stata costretta a smettere. Non sono professionisti di vaglia sennò non accetterebbero di firmare tecnicamente certe porcherie e soprattutto di dedicare tempo gratis. Sono personaggi magari in cerca di vanità senili o condominiali. Fanno tutto via pec prima, riducendo le udienze a una occasione per andare al ristorante fuori porta. Sono giudici trash, locali, alla pec-orara o al pec-orino. A pec-orina mettono gli altri. Ci vorrebbe una infornata di avvocati quarantenni, 2.0. Juve spa dovrebbe avere una lista di professionisti moderni e preparati da inserire tramite le istituzioni federali, senza aspettare concorsi, bandi o nomine dall’alto tra i giudici da Forum disoccupati. Tutte le grandi dovrebbero averne una di lista di giudici per fare giustizia. Nel lobbyng americano s’usa così ma qui d’America si prendono solo certe cose che servono a poco tipo parlare à la John Kennedy nelle sedi qualificate. Ci fosse almeno Jacqueline.

Cosa dovrebbe fare oggi il tifoso della Juve?

Quello che fa sempre. Finanziare il baraccone.

Sei stato tanto impegnato fin da subito con farsopoli andando ai processi scrivendo articoli dando anticipazioni e resoconti legali. Cosa farai ora tu?

Perché, vuoi uscire con me ?

Quattro dicembre 1994…nasce una stella

Cattura

 

Articolo di Silvio Mia

 

Stadio Delle Alpi di Torino. E’ in programma la dodicesima giornata del girone di andata e si gioca Juventus-Fiorentina. La Juventus è all’anno zero. Dopo nove anni all’asciutto di vittorie in campionato , vuole riprendersi la vetta della classifica ed il tricolore , per ricominciare un ciclo di trionfi come quello che ha contrassegnato l’epoca del Presidente Giampiero Boniperti , passata attraverso gli allenatori Armando Picchi/Cestmir Vickpalek , Carletto Parola e Giovanni Trapattoni , quest’ultimo protagonista di un decennio in cui arriva sul tetto del mondo vincendo la Coppa Intercontinentale a Tokio contro gli argentini dell’ Argentinos Junior , battuti ai calci di rigore dopo che nei 120’ di gioco il risultato è stato 2 a 2. Gran protagonista di quella sequenza di calci di rigore il nostro portiere Stefano Tacconi ,che neutralizzandone due permette a Le Roi Michel Platini di realizzare il tiro decisivo dal dischetto . La Juventus nel 1994 è passata in mano a Umberto Agnelli . Il ritorno del Dottore al comando della Società , porta a un cambio della sua struttura tecnica ed amministrativa. Nei ruoli dirigenziali tre persone che faranno epoca e che voglio ricordare per i loro meriti sportivi, visto che altre situazioni risultano controverse ed ancora in via di definizione sull’effettivo grado di colpevolezza ancora tutto da dimostrare.

Sto parlando di Antonio Giraudo Amministratore Delegato, Luciano Moggi Direttore Generale , che sono stati coinvolti in quello che si è definito lo scandalo di calciopoli e Roberto Bettega preposto a curare i compiti di rappresentanza e di immagine nelle riunioni con le Società più rappresentative in seno a UEFA e FIFA . Formeranno la cosiddetta Triade che verrà smembrata nell’estate 2006 prima dalla nostra nuova dirigenza con a capo John Elkann, che ne prende le distanze ancor prima che cominci il processo , poi dai fatti in un’estate da incubo per la Juventus. In panchina arriva dal Napoli Marcello Lippi, un allenatore reduce da un’ottima stagione ,che seppur travagliata per i problemi societari dei partenopei, saprà condurre in porto con fermezza e capacità. La stagione della Juventus comincia in maniera contradditoria , con risultati altalenanti. Lippi sta cercando di dare una mentalità vincente e quella determinazione che in campo serve a non mollare mai per raggiungere l’obiettivo prefissato , ma non è facile riuscire nell’ intento , nonostante le capacità di strizzacervelli che dimostrerà negli anni a seguire nella Juventus ed in Nazionale questo allenatore . Il punto più basso di questo inizio di stagione si registra a Foggia dove i bianconeri vengono sconfitti 2 a 0. Dopo aver perso il derby alla nona giornata , attenzione perché è l’ultimo derby perso prima di quello di quest’anno quando ricorreva il ventennio senza vittorie granata , la Juventus vince in casa contro la Reggiana ed in trasferta a Padova. Alla dodicesima arriva la Fiorentina , acerrima nemica , divisa da una rivalità storica che spesso trapassa il buon senso portando gli accadimenti molto oltre la decenza del tifo ; questo vale per entrambe le tifoserie. La Juventus è priva del suo capitano , Roberto Baggio, uno degli elementi della discordia che corre sull’asse Torino-Firenze. Al suo posto gioca Alessandro Del Piero, un giovane acquistato da un paio d’anni dal Padova che fa le sue prime apparizioni in prima squadra dopo aver primeggiato con la squadra Primavera.

Quando ho visto per la prima volta Alex , sono rimasto un po’ basito , perché avevo letto che la Juventus aveva acquistato un giocatore simile a Van Basten , centroavanti olandese del Milan , quindi pensavo di vedere un marcantonio tipo l’olandese e vedendo , al confronto, una sua miniatura la cosa mi lascia perplesso. Perplessità che ben presto Alex ha fatto sparire dai miei pensieri , con le sue giocate da Campione . Arrivati io e il mio amico in ritardo allo Stadio, quando le squadre stavano già facendo il loro ingresso in campo, mi ricordo che a fatica siamo riusciti a trovare posto nelle gradinate , perché la Curva era piena al limite della capienza. La partita si dimostra difficile e combattuta fin dall’inizio e nonostante la Juventus giochi bene , la Fiorentina , sfruttando due micidiali ripartenze riesce a segnare due goal con Baiano e Carbone . Ricordo anche un episodio controverso in area viola , in quanto il portiere Toldo andando in presa alta su un cross proveniente dalla fascia destra dell’attacco bianconero, probabilmente si porta il pallone oltre la linea bianca , che però né l’arbitro, né l’assistente riescono a valutare . Alla fine del primo tempo si va negli spogliatoi con il risultato di Juventus-Fiorentina 0 a 2 , che per quanto visto in campo non rispecchia la realtà , poiché la Fiorentina è stata brava a sfruttare le uniche occasioni avute , a fronte di una bella Juventus che è però risultata molto imprecisa sebbene abbia , come si suol dire, fatto la partita .Get New Authentic cheap wholesale jerseys Online. Quando le squadre iniziano il secondo tempo, la Juventus man mano che i minuti passano aumenta la sua pressione , costringendo i viola a rimanere rintanati nella propria metà campo o peggio ancora in area di rigore. A cavallo della mezz’ora uno scatenato Capitan Vialli segna le due reti che riportano il risultato in parità e proprio per evidenziare la capacità e la forza di questo giocatore di trascinare e prendere, come suol dirsi, la squadra sulle spalle, dopo aver segnato il goal del pareggio , prende il pallone dalla porta e incitando i suoi compagni a rientrare nella metà campo juventina per permettere la ripresa del gioco, mette il pallone sul dischetto di centrocampo, facendo capire ai viola che il peggio doveva ancora concretizzarsi. Il peggio per la Fiorentina, si concretizza a tre minuti dal termine , quando il terzino sinistro Orlando , che è ricordato in bianconero per quest’unica azione, vedendo Del Piero scattare in avanti a dettare il passaggio, effettua un lancio.

Il lancio non è di per se un granchè , in quanto un giocatore normale avrebbe cercato di stopparlo, magari senza riuscirci , e sicuramente non avrebbe creato pericolo. Il fuoriclasse, il genio , si vede nei momenti in cui la giocata pare impossibile , Alex con una torsione del busto , colpendo la palla con un mezzo esterno destro , dà alla stessa una parabola che supera Toldo e si infila imparabilmente sotto la traversa dando alla Juventus il terzo goal , quello della vittoria e a tutti la sensazione di aver visto ,oltre a un goal spettacolare , la nascita di un campione che della Juventus fa la Storia appropriandosi di tutti i record personali e vincendo tutto quello che c’è da vincere , compreso purtroppo un campionato di serie B. Lo Stadio esplode , io mi ritrovo ebbro di gioia in un posto totalmente diverso da quello che avevo occupato , abbracciato a persone che non conosco , ma con le quali condivido la gioia di ciò che i nostri occhi hanno visto. La Juventus finalmente è tornata a comandare e quell’anno , oltre che al campionato , vince anche la Coppa Italia e apre un ciclo dove , come già con Trapattoni, sa arrivare ancora a Tokio sul tetto del Mondo , battendo ancora degli argentini , il River Plate , con un goal di…..ALESSANDRO DEL PIERO.

 

ricchiuti131

Articolo di Enzo Ricchiuti

L’ormai quasi certa partenza di Vidal.

Amen. S’è fatto un grosso errore perché è un jolly completo, un leader, un uomo goal e privare la squadra di un altro punto di riferimento dopo Pirlo e Tevez è un azzardo. Auguro a tutti di affezionarsi a qualcun altro.

I nuovi acquisti della Juve Mandzukic, Zaza, Khedira, Dybala, Rugani.

Rugani sembra forte ma sembrava fortissimo anche Ogbonna. Khedira e Dybala li aspetto al varco con curiosità: dopo le partenze eccellenti questi sono i nuovi titolari e spero non abbiano nell’ordine problemi di salute e problemi di braccino. Mandzukic, non ho grandi aspettative. Nel senso buono. E’ uno di quei cavalli che rendono poco ma spesso. Zaza, bisognerebbe capire dove si guarda perché a volte è un po’ un Quagliarella psichedelico. Non si capisce dove mette i piedi e dove la testa. Al momento la certezza è che lo Psycho Quaglia lo si guarderà in panca.

L’assoluzione di Moggi su Facchetti e l ‘arciviazione di Lotito nel caso Ischia calcio.

Ho letto che c’è gente che ha scritto che Facchetti comunque non è stato processato a Napoli e quindi è stato una persona pulita. Questa sciocchezza, ricordiamo che i morti non si processano, apparentemente dotata di umanissimo buon senso fa capire perché a Facchetti resti intitolato il torneo Primavera. E’ il mito del piccolo padre. Letteratura, interessi, coglioni dappertutto. Per abitudine o per passione. Magari la generazione dei nostri figli butterà a terra le statue di Facchetti, in passato son cadute quelle di Stalin e Saddam. Che Moggi venisse assolto era ora ma è significativo si sia ottenuto qualcosa in una battaglia laterale. Si vede che non fa più tanto caldo intorno all’argomento oppure si vede che i giudici stavolta avevano l’aria condizionata. L’archiviazione di Lotito ? Il giudice Palazzi quando vuole valuta ciò che ha. Senza interpretare. In sede penale sarà lo stesso, Iodice e la stampa che gli è corsa dietro non conoscono il meccanismo tecnico con il quale si esercita pressione non commettendo violazioni. In altre parole, non conoscono il potere che spesso non è che padronanza della tecnicalità. Scommettiamo che se domandi ad Andrea Agnelli quali sono i fondi a bilancio da manovrare, a quale capitolo e chi è il ragioniere che fa i bonifici ti guarda, s’accende la sigaretta e parla al Wall street Journal di plusvalenze belghe e Padrenostro ?

 

 

 

Boniperti: cose che nessun Juventino ha osato dire

Juventus+FC+v+FC+Internazionale+Milano+Serie+SQlo4YjoFptx

 

Articolo di Alessandro Magno

 

In questi giorni si è festeggiato il compleanno di un personaggio importantissimo per la storia della Juventus: Giampiero Boniperti. Boniperti è stato prima di tutto un grandissimo giocatore. Forte tecnicamente e vincente. Prima di Del Piero deteneva lui tutti i record di presenza e realizzazioni. E’ stato nazionale e capitano di lungo corso. A fine carriera dopo una piccola esperienza da allenatore è rientrato in società con la qualifica di Presidente ed è stato artefice della realizzazione di una delle Juventus più vincenti della storia, la Juve di Trapattoni che va dalla Juve tutta italiana che vinse coppa Uefa e campionato , fino alla Juve di Platini che vinse tutto arrivando fin sul tetto del mondo con l’Intercontinentale vinta a Tokyo.

Boniperti è stato, oltre che un grande giocatore, un grandissimo Presidente. Lo dicono chiaramente i risultati che sono incontrovertibili. E’ stato anche e senza ombra di dubbio, un grande Juventino avendo dedicato quasi tutta una vita alla Juventus. Tuttavia Boniperti a mio parere non sempre è stato un grande uomo o si è comportato da tale. Ci sono due episodi nella sua storia che non me lo fanno apprezzare e uno di questi mi crea sempre un brivido lungo la schiena ogni qualvolta io lo vedo o lo sento nominare. Il primo di questi episodi è stata la nostra discesa in serie B mandati da una farsa che ormai è nota a tutto il mondo come farsopoli o calciopoli. Ormai per chiunque si volesse un minimo informare appare evidente che questo evento è stato creato ad arte per cercare di rovinare la Juve. Bene in questo frangente non solo Boniperti non ci ha visto lungo andandosi a schierare con l’avvocato Zaccone e con John Elkan andando ad affermare che fosse giusto tutto quello che ci stavano facendo ma ha avuto la cattivissima idea di andare a togliersi qualche sassolino dalle scarpe attaccando pesantemente Moggi definendo la sua gestione un periodo da dimenticare. Un attacco personale e ingiustificato dato che Moggi non aveva mai attaccato Boniperti che in ogni caso quando gli subentrò Moggi nella gestione, aveva già fatto il suo tempo. Ma questa, anche se passa alla storia come una mancata difesa della Juve e per questo non gli rende onore, potrei anche archiviarla come bega personale.

In ogni caso non è questa la cosa più inquietante che ha fatto Boniperti in carriera. Boniperti ha sulla coscienza la cattiva (cattivissima) gestione della questione Heysel. Si badi bene, non ho nulla da rimproverare a giocatori che hanno giocato quella partita, a chi ha festeggiato il rigore assegnato o il gol, o a chi ha sollevato la Coppa. Conosco bene tutta la vicenda e molti nostri nemici ne parlano solo per strumentalizzarla. Quella finale è stata una catastrofe, una tragedia, un cataclisma. E’ stato come trovarsi in mezzo a un terremoto o a un inondazione insomma uno di quegli eventi non previsti e più grandi delle persone che li subiscono. In quei momenti non si può pensare col senno di poi a fare le pulci a chi ha agito in un modo piuttosto che in un altro. In quei momenti c’è chi ha paura giustamente, chi si adopera per gli altri, chi vorrebbe fare ma è inerme, chi ha un potere decisionale e non lo sa adoperare. Non ho nulla da rimproverare ai giocatori della Juve che hanno vissuto in prima persona quella tragedia. Nulla.

Tuttavia a bocce ferme si doveva riflettere e cercare di gestire al meglio la questione. Boniperti avrebbe dovuto adoperarsi per conto della Juve per cercare di lenire o alleviare per quanto possibile, le sofferenze dei tifosi che avevano perso i propri cari in quella maledetta sera. Boniperti invece non solo non ha fatto nulla di tutto questo ma si è messo di traverso creando un muro invalicabile fra quelle famiglie e lui (e la Juventus). Ha preso la coppa l’ha messa in bacheca ma di quelle famiglie non ne ha voluto minimamente sapere. Mi risulta non siano state nemmeno aiutate a rientrare in Italia nè abbiano mai avuto un minimo di solidarietà, nè tanto meno un indennizzo o risarcimento. Quelle persone per Boniperti sono state solo 4 rompicoglioni che era meglio se si stavano zitti, d’altronde mica glieli aveva ammazzati lui i parenti. Questo è stato anche Boniperti, purtroppo.

Ecco perchè non mi sono accodato agli auguri per il suo 87mo compleanno. Nonostante ripeto ne riconosca la Juventinità e l’importanza storica che ha ricoperto e tutto il bene fatto a livello sportivo, quel brivido lungo la schiena ogni volta che lo vedo, non lo posso cancellare. Non è vero presidente Boniperti che ”vincere è l’unica cosa che conta” la vita conta più di ogni vittoria sportiva. La dignità contà di più. La storia insegna ad esempio che i 300 spartani di Re Leonida sono stati trucidati alle termopili dai Persiani. Hanno perso. Si hanno perso. Eppure loro sono ricordati più dei Persiani che hanno vinto. Perchè non è vincere ma lasciare un segno nella storia quello che conta. Ci sono ancora un pò di anni di vita per redimersi e chiedere scusa a tutte quelle persone Juventine come lei e forse più di lei a cui lei ha fatto veramente del male Presidente. Lo faccia perchè la storia non si può cambiare e neppure nascondere.

ricchiuti121

Di Enzo Ricchiuti

 

Juventus – Real Madrid.

Bella Juve. Più di quello che s’è fatto non si poteva. Topica su Ronaldo compresa. Una cosa al Real devi concederla di default, è nella natura delle cose. Passiamo se ripetiamo Monaco e facciamo storcere il naso.

Loro.

Loro hanno tanto di quel talento che possono decidere di giocare ad handicap. Sono battibili. E sarà un piacere sputare su quelle facce da fighette.

Noi

Noi manco dovevamo stare qui. Siamo il vaffanculo al mondo.

L’arbitro, il tifo dello stadium, i vip presenti in tribuna  Moggi, Tavecchio, Conte …

L’arbitro ha fatto quel che va fatto quando c’è il Real. Arbitrare senza esagerare. L’importante non è subire ingiustizie, è arrivare ai livelli del Real. Allo Stadium non vengo ma mi piacerebbe vedere la partita con Pavel Nedved. Ogni volta che segniamo cerco solo lui, degli altri ignoro persino se siano rimasti in vita.

ricchiuti116

Di Enzo Ricchiuti

Convocazioni nazionale e polemiche oriundi.

Eder è molto migliorato. Merita la nazionale. Non esiste un problema oriundi: esiste un problema di oriundi bravi. Spesso si fa il paragone col passato, quando nonostante in nazionale andassero i Sivori non si combinasse niente. I paragoni li fanno ed i problemi li creano i giornalisti, che quando c’erano i Sivori facevano loro convocazioni e formazione.

Sentenza calciopoli.
Moggi innocente, De Santis come se lo fosse. Il resto è miserie dei giudici e parcelle di avvocati.

Cosa aspettarsi ora dal processo.

Che mi addormenti stamane. Mi ha fatto fare tardi stanotte.

 

ricchiuti110

Di Enzo Ricchiuti

 

Udinese Juventus un punto guadagnato o due punti persi?

Un punto guadagnato. E’ evidente. Ma sembra difficile dirlo.

Il mercato della Juve: Giovinco, Sturaro, De Ceglie , Matri?

Sturaro sembra un buon prospetto, poi è da vedere perché non ha molte possibilità di giocare. Matri ha fatto 7 goal, non è un ex calciatore come altri. Farà un po’ di Coppa Italia e qualche secondo tempo in casa. De Ceglie dei tre è quello che può giocare di più perché non ha molta concorrenza davanti. Giovinco non era utile, siamo pieni di seconde punte.

La stretta di mano Moratti Moggi?

Magari l’avessero fatto prima.

ricchiuti68

Juventus – Trabzonspor e Torino.

Partite un po’ simili. Vittorie col fiato corto su avversari non trascendentali. La gestione, del risultato, delle forze, della vita in genere è sempre stata brutta da vedere. Ai tempi miei però era indice di maturità e ampiamente tollerata. Anzi. Guai se Trap non metteva Caricola o Prandelli al posto di una punta per bloccare l’ultima fase di una gara. Oggi è tutto diverso, si guarda il calcio con gli occhi di Sacchi e degli sport americani, con le statistiche e il senso di colpa cioè come venderemo i pop corn e i culetti delle majorettes se non facciamo tot tiri da tre, x passaggi in linea, z proiezioni goniometriche. Francamente mi sento molto vecchio nel calcio percepito attuale. Spero almeno di essere vecchio e sexy.

Polemiche post derby, arbitraggio, twitter dei giocatori e striscione Superga. Sciopero del tifo, ragioni pro e contro.

Roba vecchia espressa da gente nuova con mezzi nuovissimi. Riguardo lo sciopero sto coi paganti.

Davids dai caffè non presi con Moggi a stella dello Juventus  Stadium.

E’ stato un grande. Ha fatto vendere molte montature di occhiali da secchione quattr’occhi compreso al sottoscritto. Però Vidal è meglio.

Plugin creado por AcIDc00L: bundles
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: seo valencia