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Pescara-Juve, quelli di una volta.

 

di eldavidinho

Che la Juve col Nordsjaelland doveva vincere si sapeva, Che doveva migliorare la propria differenza reti nel girone anche. Ma che andasse tutto così bene era difficile immaginarlo. Concentrati, aggressivi, affamati. Si sono rivisti la transizione difensiva e il pressing. Nel primo tempo le occasioni sprecate sono state troppe al netto dei gol. Quello di Vidal è l’essenza di questa Juve e questo giocatore simbolo che, con quell’esultanza, ha ricordato lo scrollarsi di dosso le critiche come lo scorso anno a Firenze, in quella “lite simulata” con Bonucci. Il pallone se l‘è ripreso con le unghie e con i denti. Si è inventato il gol in tackle. Bello anche il gol di Giovinco, semi pallonetto e anche lui protagonista di un’esultanza che fa parlare: con quelle mani davanti agli occhi ha voluto comunicare di “aprire gli occhi perché ho segnato io?”. è mancato solo quello di un Matri ormai vittima di un blocco psicologico. Isla mi ha impressionato positivamente. Ha un passo diverso rispetto a Lichtsteiner, sa ben calibrare i cross ed è un esterno vero. Marchisio spaziale, stratosferico, mostruoso. Ha fatto capire agli attaccanti come si segna. Poi c’è quel Quagliarella sempre utile. Se questa squadra torna a giocare col recupero alto del pallone e la manovra ampia, in velocità, torniamo a divertirci come lo scorso anno ma con una compattezza di squadra ed una solidità difensiva veramente notevoli e migliorate. Tanto da potercela giocare sino alla fine contro la fortuna(eufemismo) del Chelsea e la freschezza dei giovani dello Shakhtar: una vittoria d’obbligo in casa con gli inglesi ed un pareggio in Ucraina con i padroni di casa già qualificati. La Juve interrompe così la serie di pareggi europei. Non perde nelle coppe europee dal 18 marzo 2010 quando, in Europa League, venne superata per 1-4 in casa del Fulham e nelle seguenti 13 partite ha ottenuto 4 vittorie e 9 pareggi (di cui 9 nelle ultime 9 gare, appunto). La Juventus non vince in Europa dal 26 agosto 2010 quando, nel playoff di Europa League, si impose in casa per 1-0 contro lo Sturm Graz: con la vittoria di mercoledì, l’imbattibilità in Europa arriva a 14 partite, quasi a rimarcare il percorso cominciato lo scorso anno in campionato. Nella serata in cui la Juventus asfalta il Nordsjaelland, però la società bianconera colleziona un risultato negativo. Mercoledì lo Juventus Stadium ha registrato solo 31.366 paganti, ovvero la terza peggior partita casalinga nel nuovo impianto per presenze. Pare proprio che la Champions League non “tiri” neanche dopo la protesta contro lo Shakhtar. Solo in due occasioni lo Juventus Stadium ha fatto registrare un risultato peggiore: contro il Bologna in Coppa Italia lo scorso anno e proprio contro lo Shakhtar qualche settimana fa, quando il sold out non registrato non influì sul guadagno della società che aveva previsto un aumento del prezzo dei biglietti in Champions.

Forse ha ragione Maurizio Compagnoni a temere che “la sconfitta con l’Inter ha peggiorato la situazione perché questa Juve è ancora più forte di prima”, tanto da portare alcuni giornalisti ieri presenti allo Stadium come cronisti in virtù dell’accredito ricevuto dalla società ad esultare in seguito al gol del 3-2 realizzato dal Chelsea contro lo Shakhtar e a parlare di un “Conte furioso e al limite della censura nella sala stampa dello Juventus Stadium dopo il 3-2 del Chelsea”. Niente. Questo giornalismo proprio non ha la voglia di essere meno fazioso e più sportivo o per lo meno “coraggioso” nel prendersi la responsabilità delle sue azioni. Siamo proprio tornati.

Speriamo di riconfermarci anche nell’anticipo che ci porta a Pescara, allo Stadio Adriatico, contro la squadra che lo scorso anno, impressionando tutti per gioco e spettacolo, ha raggiunto la serieA. Di quella squadra che avrebbe fatto divertire anche quest’anno sappiamo tutti che ne è stato ma i giocatori attualmente in rosa sono 14esimi in classifica con 11 punti sino ad ora raccolti, frutto di un gioco ancora corale ma un gruppo che la coesione sta cominciando a conoscerla. Molti sono gli stranieri in squadra, tante le scommesse: alcune di queste al momento “vinte”. Il colombiano Quintero, centrocampista offensivo classe ’93 e Weiss, trequartista in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco, classe 89’, sono alcune di queste.

Il numero di match disputati nel campionato di Serie A tra Pescara e Juventus è pari a 5. In totale sono stati segnati 13 goal. La squadra di casa ha collezionato 2 vittorie contro 2 della squadra ospite. In tutto un solo pareggio. La vittoria più larga della squadra di casa risale alla stagione 1992/1993, giornata numero 33 valevole per il girone di ritorno: Pescara-Juventus si concluse 5-1. Per quanto riguarda la squadra ospite, la miglior vittoria fu registrata durante la 13° giornata della stagione 1977/1978 girone d’andata: Pescara-Juventus si concluse con il risultato di 1-2. Complessivamente nell’incontro Pescara-Juventus sono stati messi a segno 13 goal, di cui 8 a favore della squadra di casa e 5 dalla Juve.

Stroppa deve ancora rinunciare a Terlizzi al centro della retroguardia, invece tornano a disposizione Colucci e Romagnoli. Contro la Juventus mancherà invece Blasi infortunatosi alla coscia destra contro il Parma e ne avrà per più di un mese. Intanto il tecnico dovrebbe continuare sulla strada del 3-5-2 che ha fruttato i tre punti domenica scorsa. In avanti probabile conferma per il tandem Abbruscato-Jonathas, ma lo slovacco Weiss scalpita. Intanto Quintero si è ripreso dopo il malore accusato nell’allenamento di martedì dovuto ad un’allergia alimentare ed oggi rientrerà in gruppo. Indisponibili infine Crescenzi, Savelloni e Brugman.

Antonio Conte invece può far leva sull’intera rosa eccezion fatta per Simone Pepe, alle prese con un lieve problema al polpaccio destro. Vucinic, costretto ad abbandonare il terreno di gioco durante il match contro l’Inter a causa di una contusione al polpaccio sinistro, dovrebbe essere regolarmente a disposizione dell’allenatore bianconero. Poi sarà il solito turn over a decretare i titolari.

Arbitro designato per questo anticipo è Luca Banti di Livorno che incontra i bianconeri per la prima volta in questa stagione. Due i precedenti in quella passata: il pareggio (1-1) di Bologna in campionato e la vittoria (3-0) in Coppa Italia contro la Roma allo Juventus Stadium. In totale, sono 13 i precedenti della Juventus con Banti. Il bilancio è di nove vittorie, due pareggi e due sconfitte. Tra queste gare non ce sono contro il Pescara. Gli assistenti saranno Pietro Galloni e Alessandro Giallatini. Il quarto uomo Francesco Altomare, gli assistenti d’area Paolo Valeri e Leonardo Baracani. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

Juve-Nordsjaelland, 49 volte grazie.

di eldavidinho

E pensare che il gol di Vidal dopo 19 secondi non era lecito neanche pensarlo dopo gli inizi di gara degli ultimi tempi, spesso sottotono e col freno a mano tirato. E invece, l’interpretazione iniziale dei primi 20 minuti di gara è stata ottima, con la Juve ad attaccare l’Inter in inferiorità numerica dalla cintola in giù a causa della sfacciataggine di Stramaccioni nello schierare tre punte in avanti. Poi l’Inter ha meritato, col passare dei minuti. Vero. Squadra rognosa che, rispetto alle altre che sino ad oggi ci hanno messo in difficoltà, ha giocato di rimessa e in contropiede, sfruttando i prolifici e veramente bravi attaccanti in rosa, Milito e Palacio, la corsa di Nagatomo e, nel secondo tempo, l’innesto del fresco Guarin. Perdere era inevitabile. Prima o poi sarebbe successo. La certezza è che, con questa squadra, capiterà poche, pochissime volte, se s’impara dalla sconfitta. La prima dopo 49 partite di campionato, l’unica di un percorso a ostacoli. La sconfitta ha fatto suonare alcuni campanelli d’allarme che vanno spenti se non si vuole rischiare un’involuzione della squadra. Sarebbe un peccato perché il meticoloso lavoro di mister Conte va protetto, custodito e migliorato perché niente vada a rotoli. Proprio l’assenza del mister e del suo carisma ha cominciato a farsi sentire nelle ultime uscite in cui la squadra si è arrangiata con le unghie e con i denti, arrancando e trascinandosi faticosamente verso la vittoria. Caduta che obbliga a rialzarsi, senza fare troppi drammi. Può capitare dopo 49 partite. Il reparto offensivo della Juve è il vero tallone d’Achille, anche sabato inconsistente. Usare il turnover come grimaldello potrebbe farci avere qualche rimpianto a fine stagione, non integrare con attaccanti validi un impianto di squadra come questo sarebbe un vero peccato. Si può parlare anche di sconfitta salutare dal momento che il record d’imbattibilità era diventato un macigno grosso quanto un’eredità. Adesso non c’è più neanche questo alibi e si riparte da zero con la consapevolezza di essere i migliori e che c’è sempre da imparare, forse anche da Stramaccioni e i suoi fan, esageratamente idolatrato al cospetto di un Antonio Conte mai idoleggiato in questa maniera quando già vinceva a Bari e Siena  e Moratti che, a fine partita, parla di giustizia fatta, merito, rispetto, fastidiosa ironia dei dirigenti juventini. È il boccone amaro da ingerire, ahimè, quello degli avversari che parlano. Di Moratti che accusa a sproposito e della società che non interviene, lasciando fare ad Alessio e Bonucci nella conferenza stampa pre Champions. So che avremmo dovuto perdere con tutti ma non proprio con loro. Effettivamente l’errore di valutazione del guardalinee Preti dopo quello della scorsa domenica di Maggiani c’è tutto(anche se, venisse confermata la notizia della segnalazione istantanea del fuorigioco dall’Ipad di Baresi, ci troveremmo di fronte al primo caso di utilizzo improprio e proibito di apparecchi tecnologici da parte di tesserati…), il mancato rosso a Lichtsteiner anche. Ma non possono parlarci proprio loro di onestà. Sportivamente e umanamente parlando non accetto da loro lezioni di moralità. La loro vittoria ha comunque dimostrato che, al di là degli orrori arbitrali che rovinano le partite(dal momento che, nel secondo tempo, Tagliavento ha cominciato l’arte della compensazione maldestra e volontaria fischiandoci tutto contro e ammonendo qualsiasi juventino che trovasse sul proprio cammino) la squadra che mette in mostra i valori migliori vince. E non quella che viene aiutata dagli arbitri. E scusatemi se mi sento danneggiato e condizionato da questo arbitraggio e questa classe arbitrale che sta “oscurando” la credibilità delle nostre vittorie. Parliamoci chiaro: un arbitro non condizionato non avrebbe mai concesso il rigore di Milito. Eppure Moggi non c’era. Dunque gli arbitri ora sbagliano in buona fede o c’è un’altra Calciopoli in atto, visto che gli errori sono molto più clamorosi di quelli di 6 anni fa? Meditate, gente.

Le squadre di Conte storicamente hanno ottenuto molti più punti nei gironi di ritorno che in quelli d’andata. 28 punti oggi, solo 22 ieri.Inizio modulo Sono numeri. Forse, alla fine dei conti, gira e rigira, il problema, la croce e la delizia ed anche la soluzione di questa Juve è ancora una volta il modulo: quel 3-5-2 che ha preso il posto del 4-3-3. Modulo sparagnino e difensivista che col passare del tempo ha cominciato a mono tematizzare(quante volte avrò già usato questa parola?) il gioco, rendendolo troppo e solo verticale. Azione che si sviluppa tanto rapidamente da farne risentire al possesso palla, a quella transizione difensiva che lo scorso anno era il nostro punto di forza e agli esterni apparsi tutti fuori forma o spaesati nelle ultime apparizioni. Bisogna tornare ad imporre il proprio gioco, soprattutto in Europa, col 4-3-3 e quale occasione migliore per non cominciare a farlo dopo questo stop? Nuove idee, nuove carte in tavola. Gli avversari ci studiano di continuo. L’errore è stato cambiare modulo e modo di giocare adeguandosi al mercato estivo pensando che si fosse aumentata notevolmente la qualità della rosa. E in assenza di Pepe, forse, per questo ora risulta difficile tornare alle origini. Non è detto che una soluzione non la si possa trovare nello stesso 3-5-2 come nel gol di Vidal in cui si sono rivisti bei movimenti senza palla tipici del nostro 4-3-3, tocchi di prima e ventaglio di idee. Insomma, quella fantasia tattica che si era persa in questi primi mesi con l’avvento del 3-5-2. Con Chiellini che scende sulla sinistra e Marchisio che riceve palla proprio da Chiellini dopo essersi allargato, Asamoah si accentra(movimento mai fatto alla Juve sino ad oggi ma che, sulla destra, aveva fatto Lichtsteiner alla prima giornata contro il Chievo) e dimostra di poter tornare utile anche da mezzala, riceve il passaggio in profondità di Vucinic dopo che quest’ultimo finta, si gira su se stesso e riceve da Giovinco, venuto incontro al pallone girato verso il centro da Marchisio. Azione-essenza delle idee contiane, per me.

In fondo, a questi ragazzi non c’è proprio nulla da rimproverare. Le lacrime versate sul campo da Bonucci, sotto la curva, ricominceranno, già da mercoledì, a versarle gli avversari. Per le prossime 49 partite, si spera. 537 giorni di dominio non hanno fatto altro che alimentare l’irrequieta gioia dei repressi antijuventini che non esultavano da più di un anno ed è la cosa della serata che dà più soddisfazioni.

Già contro il Nordsjaelland, nella prima di ritorno di Champions, proprio allo Stadium, si spera di poter da subito invertire la rotta, adottando con calma i piccoli cambiamenti auspicati. Contro i danesi, non deve assolutamente finire come a Copenaghen. La parola d’ordine è tornare a vincere. L’unico risultato che conta: in questo caso non centra il motto bonipertiano, ma si tratta di pura realtà. Se la Juventus non vince, anche con una goleada, la qualificazione agli ottavi diventa sempre più una chimera. Nell’ultima di campionato, i danesi  si sono imposti sul Sonderjyske per 2-1, successo anche dello Shakhtar, 2-0 al Metalurg.

In questa sfida da dentro o fuori, potrebbero trovare posto tra i titolari, Pogba, Caceres, Isla e Quagliarella con Vucinic out. Ancora pazio, dunque, per Bendtner.

C’è un unico precedente giocato a Torino dalla Juventus contro una formazione danese in Coppa dei Campioni. E’ successo il 29 settembre del 1982, nella gara di ritorno dei sedicesimi di finale, impattato 3-3 con l’Hvidovre dopo il 4-3 ottenuto in trasferta. Tra i giocatori più importanti di Hjulmand che sino a questo momento si sono messi in mostra in Champions ci sono Stokholm, Okore, Laudrup figlio d’arte, John, Parkhurst e Christiansen.

Il Nordsjaelland, in tutti e tre gli incontri di Champions, ha dimostrato di avere un ottimo possesso palla, con una percentuale sempre molto alta e costante in entrambe le frazioni di gioco. Ma è spesso risultata netta la differenza della manovra offensiva rispetto ai propri avversari. Anche contro noi, poche settimane fa, la netta supremazia e l’enorme volume di gioco in zona d’area sono stati imbrigliati nella fitta rete di passaggi avversari, nella giornata di grazia del portiere e in una buona organizzazione difensiva che ha mandato i nostri attaccanti 8 volte in fuorigioco. Partita tutt’altro che scontata. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

Nordsjaelland Juventus 1 – 1 Claudio Zuliani. Il gol della Juve

http://www.metacafe.com/watch/9274897/

La solita pareggite di Coppa

Di Alessandro Magno

Cosa succede alla Juve nelle notti di Champions francamente e’ un mistero. Anche ieri una partita che si mette dannatamente male dopo un primo tempo al solito sprecato a dormire, con un gol di questi danesi che nemmeno San Buffon riesce a evitare e un arrembaggio finale che numeri alla mano ha dell’incredibile. 16 angoli 22 tiri in porta! Con un portiere avversario che probabilmente per una sera nella sua vita e’ senza discussione il portiere piu’ forte del mondo. Se penso che il Milan nel turno precedente ha vinto grazie a due autoreti devo dire che le “palle”, come diceva Paolo Conte in una canzone, “ancora mi girano”. E il discorso sfortuna-Juve-Champions si puo’ liquidare qui.

Veniamo ai nostri demeriti. C’e’ un grosso problema di approccio mentale alle serate di Coppa. Anche ieri si e’ scesi in campo con la mentalita’ “calma che tanto si vince”, che funziona molto bene in campionato ma che evidentemente per la coppa non vale. In queste serate bisogna scendere in campo determinati fin dal primo minuto e giocare da subito per la vittoria. I calcoli non vanno bene e noi notoriamente ne facciamo troppi. La formazione francamente non l’ho capita. Mi aspettavo gli eroi di Juve-Napoli in campo, visto che almeno Pogba ha mostrato di esser in gran forma a differenza di Vidal che mi pare assai opaco, invece mi trovo Isla (invece di Caceres) e Lucio, mah. Mi aspettavo anche un impiego maggiore di Giaccherini, uno che aveva fatto cosi bene l’anno scorso tanto da meritarsi una chiamata in nazionale e che oggi mi pare alquanto dimenticato.
La coppia d’attacco poi ha francamente deluso e anche stancato. Se Matri e Giovinco non segnano contro 2 centrali danesi di 20 anni direi che han piu’ di qualche problema. Lasciando perdere Matri che mi pare definitivamente perso e ormai un caso cronico, vorrei spendere due parole su Giovinco.

A detta di molti e’ stato il migliore della Juve e dati alla mano puo’ esser sia così. Francamente pero’ inizia ad esser pesante il numero di gol “mangiati” da questo giocatore. Ha una frenesia che non capisco. Anche qui dati alla mano fino ad oggi non ha fatto un solo gol decisivo; tutti i suoi gol son stati realizzati quando la Juve aveva ampiamente chiuso le partite. La differenza fra l’esser un buon giocatore da Parma e un giocatore da Juve sta tutta qui. Non dimentichiamoci che si e’ mandato via uno che gli bastavano a volte 15 minuti e 3 palle giocate per far un gol o per mandare in gol qualcun’altro. Si diceva non corresse piu’. Ok mi sta bene il correre e far movimento ma quando e’ ora di buttarla dentro bisogna esser spietati. Aver una media di un gol ogni 20 tiri in porta e giocare di punta alla Juve puo’ esser un problema. Ovviamente, non fraintendetemi non si e’ perso per Giovinco e soprattutto meglio lui che almeno ci ha provato di altri che han proprio dormito vedi Chiellini-De Ceglie-Bonucci sul fallo da cui scatuirsce il gol loro. Solo se uno e’ un mangione di gol e’ meglio dirlo chissa’ che si applica e migliora.

Su questo spenderei due parole anche per Marotta che come si vince una partita (vedi Napoli) fa il figo cercando di giustificare il mancato acquisto di una punta di valore. Il famoso top player. Marotta non hai ragione, punto. A questa squadra serve un grande finalizzatore e se non lo hai ancora capito sei di coccio.

Ultima situazione dolente nostra a mio parere e’ il modulo che francamente ci ha stufato (per usare un eufemismo). Andare contro una squadra che equivale al nostro Bologna (se va bene) e giocare con questo 3-5-2 con 3 difensori a marcare la loro unica punta mi pare sprecato ed eccessivamente prudente. Qui voglio spezzare una lancia in favore di quelli che dicevano che questo 3-5-2 (che poi in difesa diventa 5-3-2) e’ un modulo troppo accorto e penalizza la nostra manovra offensiva.

Concludendo grazie alla vittoria del Donetsk sul Chelsea siamo a un solo punto da questi ultimi. Abbiamo perso due punti pesanti e anche discretamente facili ed e’ inutile negarlo, tuttavia il cammino ancora non e’ precluso. E’ ora di liberarsi una volta per tutte dei fantasmi della Champions e scendere in campo la prossima volta, solo esclusivamente per vincere. Dobbiamo necessariamente vincere la prossima e anche contro gli Inglesi in casa. Questo ci consentirebbe di scavalcare il Chelsea e di andarci a giocare la qualificazione all’ultima in Ucraina magari con questi ultimi gia’ qualificati.
Ah gia’… Ho detto che non dobbiamo fare piu’ calcoli. Bene, allora la prossima pensiamo solo a giocare per vincere e basta. Se poi sara’ ancora Champions o Europa League almeno non avremo avuto rimpianti.

Alessandro Magno

Champions league: Nordsjaelland-Juventus- Parken stadium-Copenaghen: Un complicato affare semplice

di Luna23

Sarà stata la non smaltita stanchezza e tensione contro il Napoli, sarà stato che ‘sti attaccanti proprio non ce la fanno, che abbiamo pareggiato una partita che potevamo vincere senza tanto sforzo. La realtà è che la Juventus non è mai stata convinta di cosa fare: poche idee e confuse.

Non sembrerà vero e probabilmente festeggeranno per almeno una settimana consecutiva al Nordsjalleand per  aver pareggiato con la Juve ed essere stati persino in vantaggio per un po’, non ci crede ancora il sig. Beckmann di aver segnato un gol a Buffon, eppure questa squadrina danese, non è scesa in campo per castigarci o per vincere, ha fatto la sua partita adottando un gioco pulito e ordinato, senza tante storie e difficoltà, i nostri apparentemente distaccati si sono fatti letteralmente fregare. Perchè è vero, che i danesi non sono mai stati pericolosi e hanno fatto qualche tiro, ma accade l’occasione che una punizione alla “Pirlo” si concretizzi in gol. E’ ciò che è accaduto a Parken stasera, l’attaccante Beckmann eroe per una notte, ha frenato la corsa della Juve.

Giustificazioni a parte, (stanchezza e cose varie) gli attaccanti non mi sono piaciuti e non capisco cosa succede e perchè vadano in gol solo i centrocampisti e difensori, Vucinic ha pareggiato e va bene, ma è finita lì, non c’è stata l’energia per vincere eppure si poteva eccome.

A questo punto le cose si mettono difficili con tre pareggi consecutivi, la classifica non ci sorride.

Il primo tempo la Juventus non si impone, gioca, reagisce ma non finalizza le numerose possibilità offerte a Giovinco, che lavora  anche molto bene, ma il suo ruolo pare non essere da bomber, idem per Matri, anche i centrocampisti Vidal e Marchisio non sono in forma e sbagliano spesso. Nel secondo tempo arriva al 50mo il gol avversario che gela gli Juventini, considerando la rete provvidenziale tirata a mo’di “se entra ..entra” da Vucinic poco dopo, e a parte un timido tentativo di rimonta, non si è visto nulla d’esaltante, come ho detto poca o niente convinzione.

Al posto dell’allenatore:  questa volta non mi sento d’accordo con la strategia adottata e nemmeno con le dichiarazioni, questa partita è stata scorrettamente interpretata e soprattutto mal gestita, strano che accada con un avversario piuttosto semplice, si poteva stravincere e non so ancora perchè non sia successo. Che il Nordsjalleand avesse buoni giocatori è implicito ma non ho visto fenomeni, si sono accorti che la Juventus era debole e se ne sono approfittati.

Qui se non si svegliano possiamo dire addio alla qualificazione, d’altronde il divario tra campionato e Champions è immane, forse per l’ultima non siamo ancora pronti se non non si è in grado di rimontare in vittoria contro una squadra che non era certo il Chelsea, d’altronde i nostri attaccanti non segnano, Giovinco il nostro uomo di punta, colui che ha preso le redini dell’attacco, finchè gioca a centro campo va bene, appena si trova sotto rete, il nulla: o tira da oratorio, o si fa atterrare, comunque sbaglia sempre, purtroppo gli altri non sono da meno, a parte Quagliarella e Vucinic a cui sporadicamente capita di fare gol, con queste premesse possiamo attaccarci al tram, anche questo Bendtner non mi sembra un’aquila. Che fare?

Speriamo che la triade degli allenatori si metta al lavoro e partorisca qualcosa, la squadra andrebbe settatata in modo tale da essere equivalente nei due tornei, in Champions l’impegno profuso raddoppia e forse ci mancano giocatori ed energia. Manteniamo fiducia, ma un briciolo di autocritica è obbligatoria se si vuole passare il turno.

Forza ragazzi!

Luna23

Nordsjaelland-Juve per la svolta.

di eldavidinho

Contro il Napoli, una serata in cui la forma fisica non era delle migliori, la Juve ha cercato di giocare sui punti forti del Napoli, ha tenuto un baricentro basso per limitare i loro pericolosissimi contropiedi, ha pressato il loro terzetto difensivo e cercato di allargare spesso il gioco. Con un Giovinco ispirato, un Vidal opaco, un Quagliarella abulico, un Lichtsteiner assente ingiustificato ed una squadra, in generale, apparsa sottotono in virtù di una tattica molto attendista. Il Napoli si chiude, non lesina qualche colpo proibito e aspetta l’occasione buona per colpire in contropiede. Al di là dell’ equilibrio e del controllo della partita di cui Mazzarri tanto si vanta, gli unici ad aver davvero dimostrato la volontà di giocare e di vincere, siamo stati noi. Ed i cambi lo dimostrano: tutti indispensabili, il mantra di Conte è entrato nella testa di tutti. Caceres e Pogba, i meno attesi, entrano in campo e in due minuti chiudono la pratica Napoli. Senza Buffon e senza Vucinic, la storia è la stessa da 47 partite con lo Juventus Stadium a cantare O’Surdato Nnamurato. Forse gli aggettivi per descrivere questo capolavoro stanno realmente finendo essendo andato in scena ieri l’apoteosi dello spirito di squadra di questa creatura, capace di stupire sempre e di uscirne sempre vincente.

13 tiri effettuati con i 3 della squadra di Mazzarri, 6-2 il computo di quelli nello specchio della porta, 58,8% di pericolosità contro lo sterile 27,3% ospite. Più equilibrio negli altri dati della sfida. Napoli avanti nel numero di palle giocate e nel possesso palla (54% a 46%). Una leggera supremazia territoriale che, anche per la grande attenzione di tutta la fase difensiva bianconera, non ha quasi mai prodotto pericoli per la porta di Storari, praticamente inoperoso.

Per la cronaca i napoletani dicono che il primo gol sia irregolare perchè c’era punizione e non calcio d’angolo. Damato, poco imparziale, ha lasciato che i giocatori napoletani colpissero sulle nostre gambe per 90 minuti e i colpi presi nel primo tempo da Barzagli, Bonucci e Chiellini dimostrano quale fosse la tattica di Mazzarri in fase d’ attacco. Un arbitraggio a dir poco inglese. Il resoconto dei gialli finali, 3 a 2 per noi (Cavani, Campagnaro, Vidal, Chiellini, Barzagli) ci penalizza dato che non ci si capacita della fedina penale di Inler rimasta immacolata(escludendo il tuffo simulato nel 1T). Intanto, due volte allo Juventus Stadium, 5 gol subiti e 0 fatti dal Napoli. Per noi già 13 marcatori stagionali in 11 partite e 47 da imbattuti. Da quando siamo passati al 352 (2T di Juve-Inter): 17 vittorie in 19 gare (pari con Lecce e Fiorentina): 43 gol fatti e 7 subiti. L’anno scorso dopo 11 giornate (recuperi inclusi) avevamo 21 punti. Ora 22 in 8 giornate. La Juventus ha dunque 6 punti in più rispetto ad un anno fa dopo 8 partite di Serie A. Sempre per dovere di cronaca, solo la Banda Bassotti della Figc e il giornalismo nostrano poteva pensare ad un #tunnelnellojuventusstadium (hashtag lanciata su Twitter) dato che prima del match, la società Napoli ha chiamato la Figc per assicurarsi che Conte non potesse comunicare in alcun modo con lo spogliatoio e, conseguenza di ciò, la Figc ha mandato due ispettori federali a setacciare i tunnel dello Juventus Stadium. Sembrerebbe una cosa comica e invece è tutto vero. Porprio come vi avevo già anticipato, purtroppo, Juve Napoli è partita che si gioca soprattutto fuori dal campo e, oltre a questo episodio, i tifosi napoletani non si sono di certo smentiti: nonostante l’accogliente Curva Ospiti, i napoletani hanno sfasciato i bagni, lanciato biglie in campo, danneggiato gravemente i seggiolini, staccato il coprifilo di una porta, impiastricciato i muri con scritte varie. Un tifoso napoletano è stato arrestato per lancio di petardi e altri due denunciati in stato di libertà. Un bagarino italiano di 43 anni, è stato sorpreso a vendere abbonamenti per la curva Sud della Juventus senza averne titolo, è stato multato. Infine, un magazziniere del Napoli avrebbe schiaffeggiato uno steward addetto alla sicurezza. La Juventus ha denunciato l’accaduto alla Procura Federale per procedere al riconoscimento dell’autore del gesto. Ma loro, lo sapèpiamo, sono folkloristici, passionali. Come i bambini picchiati, il -39 photoshoppato… vabbè, limitiamoci al già citato “dovere di cronaca”, per non andare oltre.

La prossima avversaria della Juventus, il Nordsjaelland, squadra danese per la prima volta nei gironi di Champions, ha vinto il campionato di Danimarca, lasciando a 2 punti il favoritissimo FC Copenaghen battendo per 3-0, nell’ultima giornata, l’ Horsens. Il piccolo club di Farum (periferia nord di Copenaghen), ha così interrotto la serie di tre titoli consecutivi per la squadra della capitale, e si e’ qualificato per la sua prima Champions League. Fondato nel 2003, il Nordsjaelland finora aveva vinto solo due volte la Coppa di Danimarca (2003 e 2010). I danesi, però, attualmente sono quarti nel loro campionato a quota 19 punti, la stessa del Randers e a 2 lunghezze dal AGF Aarhus che li ha scavalcati grazie alla vittoria ottenuta nell’ultimo turno. Il Nordsjaelland avrà 23 h e 30 m di riposo in più avendo già archiviato la pratica Silkeborg, squadra di bassa classifica, con un sonoro 3-0 casalingo che ha permesso loro di risollevarsi dopo un periodo non particolarmente fortunato, in patria come in Europa. Il terzo gol l’ha segnato un certo Andreas Laudrup, il figlio 21enne del grande Michael. Artefice di questo miracolo danese è stato Kasper Hjulman che ha raccolto l’eredità del predecessore Wieghorst, chiamato ad allenare l’under 21 danese. Il 4-2-3-1 con il quale si schierano i danesi è solido, molto compatto e riesce bene a sopperire alla mancanza di un vero bomber. Inutile dire come si tratti di una squadra molto fisica che sarà difficile affrontare in questa lontana trasferta.

Per dovere di cronaca, rimanendo nel nostro girone, lo Shakhtar ha ottenuto la 12ª vittoria in altrettante gare di campionato. Rivale di giornata è stato l’Illichivets, squadra che ha la metà dei punti della formazione di Lucescu. L’unica trasferta è stata per il Chelsea. Trasferta per modo di dire, visto che la squadra di Di Matteo ha disputato uno dei tanti derby di Londra. Sabato, all’ora di pranzo, ha vinto per 4-2 sul campo del Tottenham. I Blues guidano orala Premier League con 22 punti, gli Spurs sono quinti con 14.

Martedì, al Parken Stadium di Copenhagen, la Juve potrebbe cambiare qualcosa nella formazione che ha battuto il Napoli: con Buffon e Vucinic recuperati ma Vidal e Lichtsteiner in riserva, potrebbero trovare spazio Pogba e Caceres, il giusto premio per ciò che hanno fatto sabato.

Arbitro del match sarà il tedesco Deniz Aytekin, mentre gli assistenti di linea saranno i connazionali Guidi Kleve e Stefan Lupp. Quarto uomo Holger Henschel, giudici di porta Marco Fritz e Guido Winkmann. Forza Juve

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

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