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35 anni dalla tragedia Heysel Venerdì 29 Maggio 2020 ore 21-30 in Diretta.

 

 

Venerdì 29 maggio 2020 in occasione del 35ennale della tragedia allo stadio Heysel di Bruxelles megliodiniente.com organizza online in diretta STREAMING su YOUTUBE e FACEBOOK la commemorazione annuale del ”Comitato per non dimenticare Heysel di Reggio Emilia”. Interverranno IULIANA BODNARI Presidente del Comitato BENEDETTO CROCE vicepresidente del Comitato FRANCESCO MUSINA responsabile per lo Sport MDN CARLO RICCI e NEREO FERLAT reduci della tragedia presenti nella tristemente famosa curva Z. Regia di Antonello Zedda.

 

Il ronaldocentrismo

 

 

 

Articolo di Alessandro Magno

Abbiamo già parlato di Juve in costruzione e in crescita. Abbiamo già detto della Juve che a piccoli passi si porta verso quell’idea di gioco corale che tanto piace al nostro mister. Anche con la Spal si è visto nel secondo tempo a risultato sbloccato molto di quello che chiede l’allenatore. E’ stata una partita dominata ben più di quanto il risultato dica con la Spal mai pericolosa e la Juventus che senza i miracoli di Berisha avrebbe potuto chiuderla con un risultato più netto. Va dato merito alla Spal che nonostante una specie di catenaccio 6-4 in campo non ci ha preso a calci come han fatto altre squadre tipo Verona e Fiorentina. Detto ciò su questa partita c’è poco altro da aggiungere. Simpaticamente riuscito l’esperimento di Matuidi terzino. Dybala in crescendo con Pjanic e Khedira. Rivisto e bene Emre Can. Rivisto e male Rabiot ma possiamo aspettare.

A questo punto mi soffermerei sulla partita del tanto amato ma pure da qualcuno odiato Ronaldo. Che Ronaldo sia un grandissimo giocatore degno dei più grandi di ogni epoca non lo dico io lo dicono i titoli vinti, i gol segnati, i record personali. Ronaldo è antipatico? Certamente fuori dal campo no. Ragazzo che per quanto vince ed è forte ”se la tira” meno di molti altri meno bravi di lui. Allora Ronaldo è antipatico in campo? Beh in campo Ronaldo è un po’ ”stronzo” e lo è soprattutto con gli avversari. E’ molto furbo e lo abbiamo visto anche noi quando giocava nel Real. Conosce le malizie di come prendersi un fallo e sa anche all’occorrenza dare qualche calcetto. A volte lo è con i compagni in quanto catalizza sempre l’attenzione su di se e vuole sempre palla lui, chiaramente se può tira e non la passa agli altri. Inoltre appare sempre scontento. Perennemente arrabbiato e non si sa con chi. Perfetto.

Se andiamo ad analizzare tanti campioni del passato più remoto fino ad arrivare ai giorni nostri vediamo che questo gene della ”stronzaggine” è abbastanza comune ai grandi campioni. Ricordo che Platini batteva tutte le punizioni e i rigori e Massimo Mauro di lui diceva: ”ti da la palla sempre un poco lunga cosi’ invece di tirare tu sei costretto a ritornargliela indietro e lui fa gol”. Messi fa altrettanto e addirittura si dice che metta becco nelle scelte del mister sia nel Barcellona che nell’Argentina e si scelga i compagni di squadra e addirittura chi tagliare. Ibrahimovic non è mai stato uno stinco di santo e menava per bene idem George Best a cui le risse e i colpi proibiti come i tunnel e i dribbling a umiliare gli avversari, piacevano quanto e più dei gol. Del Piero nell’ultimo suo anno ”rubava” le punizioni a un altro mostro di quel fondamentale come Andrea Pirlo e in carriera gli ho visto cedere solo un rigore a Trezeguet. Insomma se vuoi diventare un grande campione devi esser un tantinello egoista anche perchè dal pulpito vogliono tutti tirarti giù e nessuno di aiuta a starci sopra se non ti aiuti da solo. Questi sono oneri e onori di chi poi nel momento del bisogno però viene fuori e si prende la squadra sulle spalle quando gli altri magari se la fanno sotto.

Oggi grazie ai social e grazie al web dove tutti anche chi ne capisce poco può sparare cavolate liberamente, pare una bestemmia parlare di Juve di Ronaldo. Eppure quando si parlava di Juve di Platini e dentro c’erano i Scirea, Cabrini, Paolo Rossi e tanti altri campioni, non si offendeva nessuno. Così come del Napoli di Maradona o dell’Olanda di Cruijff, altre squadre che avevano dentro fior fiori di giocatori, ma una sola era la stella che brillava più di tutti. E ancora il Milan degli olandesi dove però giocavano Maldini e Baresi e possiamo fare tantissimi altri esempi dove il Campione con la C maiuscola ha fatto un poco ombra o catalizzato su di se tutta l’attenzione. Nel bene e nel male. In queste squadre ci sono stati altri campioni come quelli citati ma anche altri che non ho il tempo di elencare che si sono ritagliati il loro spazio alla grandissima. Sempre per tornare a Platini nessuno può negare che Scirea sia stato un fenomeno così Tardelli o Tacconi o Zoff. Però era la Juve di Platini. E ripeto non si offendeva nessuno.

Il grande campione che brilla più di tutti poi è capace di slanci umani? Si perchè il leader di un gruppo è necessariamente una persona intelligente. Ieri Ronaldo ha ringraziato più volte e in maniera plateale Dybala per avergli fornito l’assist. Ronaldo sa benissimo che per vincere ha bisogno di una squadra in suo supporto e che nessuno vince da solo. E non ci credete quando uno vi dice questo o quello vinceva da solo. Può darsi una partita. Ma per vincere dei titoli occorre la mano di tutti. Unico appunto che voglio fare a Ronaldo e al suo egocentrismo sono le punizioni. Lui ha una bella ”stecca” dai 30 metri e non avendo altri che tirano così forte credo che da quella distanza la migliore soluzione sia ancora il suo tiro. Sotto i 30 metri devono andarci Pjanic o Dybala, perchè la punizione a giro da quella distanza la tirano meglio del nostro alieno portoghese. Se ne deva fare una ragione. D’altronde nessuno è perfetto, nemmeno il superuomo Ronaldo. Anzi lui che è sempre per il perfezionismo consiglio vivamente di farsi dare ripetizioni da Pjanic per quanto concerne tirar le punizione dal limite. Hai visto mai che migliora in questo a 34 anni.

Momenti Intercontinentali

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Articolo di Silvio Mia
La Coppa Intercontinentale nasce nel 1960 con l’intento di mettere di fronte la sue squadre più forti dei due continenti in cui si gioca a calcio , Europa e Sud America. Questa competizione si disputava giocando partite di andata e ritorno tra le vincitrici della Coppa dei Campioni d’Europa e la omologa Coppa Libertadores che laurea la squadra campione del continente sudamericano . Gli incontri venivano disputati con cadenza annuale alternando le partite da giocare in Europa e Sud America in modo tale che una volta ciascuno si giocasse la prima partita in casa e la seconda in trasferta. Le intemperanze dei tifosi sudamericani portarono la manifestazione ad un decennio in cui le squadre Campioni d’Europa rifiutavano la disputa della partita per paura dell’eccessivo calore del pubblico che spesso portava a incidenti di cui erano vittime i giocatori europei. Su tutti , la causa che scatenò questa serie di rifiuti , che a volte davano la possibilità ai vice-campioni d’Europa di giocare al posto dei vincitori per la loro rinuncia, ci fu nel 1969 la partita di ritorno fra Milan ed Estudiantes in cui i giocatori del Milan , su tutti Nestor Combin franco-argentino, vennero letteralmente aggrediti prima dalla folla ,che dagli spalti all’ingresso in campo delle squadre versò addosso ai rossoneri caffè bollente e poi dai giocatori argentini che scatenarono una caccia all’uomo mai vista che portò a squalifiche e perfino condanne agli stessi. Per un decennio la Coppa si giocò a singhiozzo , a volte come già detto con le squadre vice campioni e a volte non si giocò proprio. Per questo motivo nel 1980 e fino al 2004, la Coppa Intercontinentale diventò Coppa Europeo Sudamericana Toyota e si giocò a Tokio capitale del Giappone . Dal 2005 la Coppa diventò Campionato Mondiale per club FIFA , Torneo riservato ai sei Club vincitori dei tornei continentali delle sei Confederazioni calcistiche . Tornando alla Juventus ,nel 1973 partecipò alla finale della Coppa Intercontinentale per rinuncia dell’Ajax che ci aveva sconfitto 1 a 0 con rete di Rep nel maggio precedente a Belgrado. La finale si giocò in partita unica allo Stadio Olimpico di Roma a fine novembre e questo fu il vincolo che la Juventus impose per giocare. La Juventus ha giocato tre finali di questa Coppa sempre contro squadre argentine. Quella di Roma è stata l’unica che i bianconeri hanno perso , giocata contro l’Independiente impostosi con una rete a dieci minuti dal termine della partita, di Bochini nell’unica azione offensiva sviluppata dai sud americani. I bianconeri nonostante le assenze di Capello e Furino , furono come in tante altre finali disputate e perse in campo internazionale, sfortunati perché oltre ad aver colpito due traverse con Bettega e Altafini , sbagliarono un calcio di rigore ad inizio ripresa con Cuccureddu che tirando la solita bomba centrale ,questa invece di infilarsi sotto la traversa le passò sopra. Bisogna dire che la giornata particolarmente ventosa probabilmente favorì la traiettoria del pallone che venne mandato , come già detto oltre il legno trasversale. Pazienza , avevamo perso una Coppa che faceva seguito alla Coppa delle Coppe persa a Torino contro il Ferencvaros nel 1965 sempre per 1 a 0 e alla Coppa dei Campioni persa a Belgrado ancora con il minimo scarto. Forse era una Coppa che , non avendo vinto quella che dava l’opportunità di giocarla, non meritavamo e comunque quella sconfitta non fu certo un dramma .

La seconda Coppa Intercontinentale che la Juventus fu chiamata a giocare , si disputava già in partita unica, a Tokio l’otto dicembre 1985 . La competizione come detto aveva cambiato denominazione, pur rimanendo nella sostanza la stessa cosa. La voglia di vincere questa partita e di festeggiare un trionfo internazionale aveva un significato che andava oltre il fatto sportivo, perché il diritto di giocare quella partita la Juventus l’aveva ottenuto nella drammatica notte dell’Heysel e quindi , anche se un’eventuale vittoria non avrebbe restituito i morti di quella sera, era un impegno morale dare tutto per onorare chi non c’era più. Ancora una volta si presentò al cospetto della Juventus una squadra argentina , l’Argentinos Junior , squadra in cui aveva mosso i primi passi da calciatore Diego Armando Maradona. La partita fu un susseguirsi di emozioni con gli argentini due volte in vantaggio , raggiunti prima da Platini su rigore e poi nel finale da Laudrup con una rete spettacolare frutto di una triangolazione con il nostro numero dieci . Va ricordato che alla Juventus venne annullata una rete di Michel Platini , che con un’esecuzione straordinaria aveva battuto il portiere avversario , rete che avrebbe permesso alla Juventus di andare in vantaggio. Solo che un fuorigioco di Serena costrinse l’ arbitro, il tedesco Roth ad annullare. Sicuramente con il regolamento odierno , che contempla l’applicazione del fuorigioco passivo un giocatore, come lo era Serena, se non partecipa all’azione non provoca l’annullamento di una segnatura. Destando comunque parecchia incomprensione, la spettacolare esecuzione di Michel venne cancellata dal tabellino dei marcatori, azione che venne accolta dal giocatore che si accasciò per terra applaudendo con la sua ironia tipicamente francese, il Direttore di Gara. Si andava quindi ai tempi supplementari che non modificarono il risultato e quindi alla , come si dice, lotteria dei calci di rigore. Si sa che questo ultimo atto per risolvere una partita esula dalla capacità tecnica dei giocatori che vanno a tirarlo perché è un puro esercizio di forza mentale , in quanto in questi casi a volte ,proprio chi non è uno specialista o un giocatore abituato a risolvere le partite , riesce a segnare, mentre si vedono campioni o specialisti farsi parare o peggio ancora calciare fuori il tiro dagli undici metri e non credo sia il caso di fare esempi, ma solo un piccolo sforzo mentale per avere conferma di ciò che ho scritto. In questa situazione , il giocatore che più ha da guadagnare è il portiere , in quanto diventerà sicuro protagonista nel caso riesca a parare qualche tiro e viceversa nessuno potrà renderlo capro espiatorio di una eventuale sconfitta nel caso i tiratori si dimostrassero cecchini infallibili. Stefano Tacconi parando il secondo e il terzo rigore dei rossi sud americani , consentì a Platini di presentarsi sul dischetto per realizzare il rigore della vittoria , diventando il protagonista assoluto della partita.

La Juventus si è presentata una seconda volta a Tokio il 26 novembre 1996. La partita si gioca ancora contro una squadra argentina , la Juventus di quelle parti, il River Plate. I bianconeri avevano ottenuto il diritto a giocare la partita in virtù della vittoria della Champions League ottenuta a Roma contro l’Ajax ai calci di rigore , dove ancora una volta il nostro portiere , Angelo Peruzzi si era reso protagonista parando due rigori agli ajacidi . Il River Plate era una squadra molto forte nelle cui fila ricordo campioni come Ortega, Francescoli, Ayala e Salas , il matador che vestirà il bianconero juventino ed un giovanissimo Sorin , che segnalato da Omar Sivori ha giocato , senza molta fortuna, per un breve periodo con la nostra maglia. La Juventus dopo aver subito l’iniziativa degli argentini , poco alla volta prese il comando delle operazioni che culminarono con la rete di Alessandro Del Piero che in giravolta dopo aver controllato un pallone proveniente da calcio d’angolo e corretto di testa da Zidane ,segnò la rete decisiva . Prima del goal juventino , il River colpì una traversa con un tiro cross di Ortega, ma la vittoria fu meritata perché i bianconeri furono parecchio imprecisi sotto porta , specialmente con Boksic eccezionale giocatore che spaccava le difese con le sue accelerazioni, ma che risultò molto impreciso , come quasi sempre gli accadeva, al momento di concludere. Un’ emozione incredibile aver visto due volte la Juventus sul tetto del mondo, cosa che chissà quando si ripeterà ancora. Le due finali di Tokio , giocate con squadre molto quotate, fanno capire quale era la forza delle due squadre bianconere messe in campo da Trapattoni prima e Lippi poi. La seconda era un vero squadrone che prima di andare a Tokio aveva giocato una partitella di Champions all’Old Trafford di Manchester dove con una rete di Del Piero aveva battuto i red devils . Quella Juventus , che poi con qualche ritocco fu protagonista di altre due finali di Champions ,che perse contro il Borussia Dortmund e contro il Real Madrid . La Juventus del 1985 era ormai a fine ciclo , che terminò vincendo il campionato nel successivo maggio 1986 , dopodichè si dovettero aspettare nove anni per vincere lo scudetto. In quei nove anni magri, comunque arrivarono la Coppa Italia e la Coppa UEFA con Dino Zoff in panchina e un’altra Coppa UEFA con Trapattoni , che nel frattempo era tornato con Boniperti e cercare di riparare al disastro targato Maifredi-Montezemolo.

Prima del Buio.

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Articolo di Silvio Mia
Campionato 1985-1986. Termina con la vittoria del ventiduesimo scudetto della Storia Bianconera un ciclo di trionfi durato tre lustri. In questo periodo la Juventus ha vinto nove scudetti , due Coppe Italia , una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe ,una Coppa UEFA ,una Super Coppa Europea, una Coppa Intercontinentale a livello di club e quattro Palloni d’Oro suddivisi in uno a Paolo Rossi e tre a Michel Platini. Dopo questo scudetto la Juventus dovrà aspettare nove lunghi anni prima di poter cucire il tricolore sulle proprie maglie e riaprire un ciclo di vittorie che la porterà un’altra volta a conquistare tutti i trofei fino ad arrivare sul tetto del Mondo. Tale ciclo si interromperà con la vicenda di Calciopoli quando la squadra era al massimo splendore e pronta a continuare a vincere in Italia e in campo Internazionale.

La stagione 1985-1986 si apre con una Juventus scatenata che fa sue le prime otto giornate di campionato , vincendo tutte le partite in programma e mettendo un’ipoteca sulla vittoria finale , anche se poi le cose si complicheranno nel proseguimento della stagione. La Juventus ha in quell’annata dovuto rinunciare a giocatori importanti del calibro di Zibi Boniek , di Marco Tardelli e di Paolo Rossi , nonché di seconde linee che quando chiamate in causa non hanno fatto rimpiangere i titolari come Beniamino Vignola detto Vignolì perché era il naturale sostituto di Platini e di Cesare Prandelli jolly tuttofare che si alternava fra la sostituzione di compagni della difesa e del centrocampo con una duttilità difficile da ritrovare in altri giocatori. I loro sostituti però seppero non fare rimpiangere queste perdite . Vennero acquistati due esterni Massimo Mauro e Michael Laudrup . Il cartellino di quest’ultimo era già di proprietà della Juventus che lo aveva “parcheggiato” per due anni alla Lazio , Lionello Manfredonia ex stopper della Lazio ed ora convertito a centrocampista, ruolo in cui avrebbe dovuto svolgere i compiti di Tardelli del quale era sicuramente meno propositivo , ma più marcatore per i suoi trascorsi in mezzo alla difesa e due attaccanti Serena e Pacione.

La storia di Serena è quanto mai singolare, perché è stato forse l’unico o uno dei pochissimi giocatori che è riuscito a vestire le maglie di Juventus, Torino, Inter e Milan con un giro di scambi e di prestiti da far arrossire gli operatori dell’odierno calcio mercato. Pacione giovane e promettente attaccante si giocò tutta la sua carriera alla Juventus e non solo, in una serata di Coppa Campioni in cui i Bianconeri vennero eliminati a Torino dal Barcellona ed in cui Marco , questo era il suo nome di battesimo, si divorò una serie di goal praticamente fatti ,che permisero ai Catalani di passare il turno .

La Juventus era partita forte in virtù di una preparazione svolta in estate che avrebbe dovuto raggiungere il top l’otto dicembre a Tokio giorno della finale della Coppa Intercontinentale. Così in effetti fu , la Juventus vinse consecutivamente le prime otto partite ,capitolando alla nona a Napoli.

In merito a questa partita non dimenticherò mai la rete che decretò il successo dei Partenopei , una rete segnata da Maradona che solo il Pibe de Oro poteva realizzare. Uno spettacolo il tiro sferrato dal numero dieci argentino che non avendo spazio riuscì a dare al pallone una parabola incredibile che si spense nel sette alla sinistra di Tacconi invano proteso in tuffo. Ho rivisto non so quante volte quel goal, perché ho sempre ritenuto praticamente impossibile in quella condizione riuscire a tirare in quel modo. La punizione era un calcio a due in area , sanzione che raramente se non mai si vede sui campi , regola che secondo me , se applicata eviterebbe molte polemiche su falli non sanzionati perché non da rigore , ma che sarebbero da sanzionare con questa punizione. La barriera della Juventus non poteva essere a nove metri , come da regolamento , quindi diminuiva la possibilità di poter dare al pallone una traiettoria che la superasse. Oltretutto prima che Diego tirasse un paio di giocatori juventini fecero un’azione di ulteriore disturbo avvicinandosi alla palla . Quello che mi ha affascinato in quella domenica di novembre è stato vedere il movimento del fuoriclasse napoletano , che quasi avesse una stecca da biliardo al posto del piede , con un colpo sotto fece un movimento contrario per evitare che il pallone si alzasse troppo. Un fenomeno .

Dopo quella partita la Juventus riprese a vincere battendo in casa la Roma la domenica successiva e pareggiò contro l’Inter al Meazza S.Siro prima della partenza per il Giappone.

La partita che la Juventus doveva giocare era contro gli argentini dell’Argentinos Junior, una squadra molto forte in cui spiccava il centroavanti Borghi , una promessa che svanì appena acquistato dal Milan che lo girò al Como in quanto i rossoneri avevano già due stranieri. L’hanno successivo con l’apertura delle frontiere al terzo straniero , però il Milan preferì accontentare Sacchi e acquistare Rijkaard , bocciando di fatto l’attaccante protagonista di una stagione deludente sulle rive del Lago di Como. Tornato in Sud America riuscì a dimostrare le sue doti giocando in Cile .

Ricordo che la trasmissione della partita era in visione nel cuore della notte italiana sulla neonata TV commerciale Canale 5. In quel tempo l’emittente di Berlusconi acquistava le partite salvo poi trasmetterle in differita perché non aveva ancora l’autorizzazione a trasmettere in diretta fuori dai confini della Lombardia. Le partite venivano trasmesse come si trasmette un film , intervallate da valanghe di pubblicità che toglievano l’interesse della visione , in quanto le interruzioni avvenivano quasi sempre in momenti topici dell’incontro. Quindi ci si metteva davanti alla televisione ed invece di un’ora e mezza la trasmissione dell’evento non aveva fine.

La partita comunque si poteva ascoltare per radio, ed io con la TV accesa nella speranza che Canale 5 ,vista l’importanza dell’evento ,potesse aver avuto in extremis il permesso di trasmettere l’incontro in diretta , mi misi all’ascolto. Inutile dire che la TV restò bianca e che la telecronaca risultò molto spezzettata per un collegamento telefonico difficile con il Giappone. Come finì lo sappiamo tutti e mi ricordo che , terminata l’esecuzione dei calci di rigore , quando ormai albeggiava ,nella mattinata con un’edizione straordinaria Tuttosport uscì con le prime notizie sulla vittoria dei Bianconeri .

Nel proseguimento della stagione la Juventus pagò quella preparazione estiva mirata alla conquista della Coppa e nello scorrere delle giornate una straordinaria Roma seppe rimontare uno svantaggio di 8 punti. Il recupero dei Giallorossi aveva del miracoloso in quanto allora le vittorie valevano due punti e non tre come adesso e le squadre partecipanti erano 16 per un totale di 30 partite . La rimonta della Roma si concluse dopo la 28^ giornata in cui la Juventus fu fermata dal pareggio a reti bianche a Genova sponda blucerchiata e i Capitolini passarono a Pisa vincendo 2 a 4 . La squadra Bianconera era stanca, ma decisa a non mollare . Il penultimo turno risultava essere favorevole ai Giallorossi che avrebbero dovuto ospitare il già retrocesso Lecce, mentre la Juventus era chiamata ad un incontro più difficile in quanto a Torino sarebbe arrivato un Milan che era fuori dai discorsi scudetto, ma era ancora in lotta per la qualificazione alla Coppa Uefa . Quello che successe lo ricordiamo tutti , la Roma perdendo clamorosamente in casa consegnò di fatto lo scudetto alla Juventus che con un goal di Laudrup aveva battuto il Milan. La domenica successiva i Bianconeri vincendo a Lecce e approfittando della sconfitta di una ormai spenta Roma trionfarono meritatamente assicurandosi il ventiduesimo scudetto.

Nei mesi successivi , durante lo svolgimento del campionato, una frase detta in un’intervista rilasciata dall’Avvocato Agnelli turbò un po’ i miei pensieri . Di fronte a una Juventus che era sicuramente a fine ciclo con Platini ormai prossimo al ritiro a fine stagione e senza più Trapattoni al timone, sostituito da Rino Marchesi, il tifoso numero uno della Società Bianconera affermò che per rivedere aprirsi un altro ciclo di vittorie si sarebbe dovuto aspettare almeno fino al 1990. Io non so su che basi disse una frase del genere, lui sicuramente lo sapeva, ma la Juventus fino al campionato 1994-1995 con l’avvento del fratello il Dottor Umberto, della Triade e di Marcello Lippi non vinse più il tricolore. Nel mezzo le due stagioni di Zoff , coadiuvato da Scirea che morirà in Polonia all’inizio della seconda stagione, coronato dalla vittoria di una Coppa Italia e di una Coppa UEFA nella stagione 1989-1990 , la disastrosa stagione del duo Maifredi-Montezemolo conclusa con l’esclusione dalle coppe Europee dopo 27 anni consecutivi e del ritorno di Boniperti e Trapattoni che in tre anni riuscirono a preparare a Lippi la squadra pronta a riprendere il ciclo di vittorie , come poi sarà e nel frattempo nella loro gestione di ricostruzione di vincere la terza Coppa UEFA della nostra storia.

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Divin Codino.

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Articolo di Silvio Mia.

 

 

Diciotto maggio 1990. La Fiorentina annuncia il trasferimento di Roberto Baggio alla Juventus. A Firenze scoppia il finimondo, con i tifosi gigliati che contestano la Società nella persona del Conte Flavio Pontello azionista di maggioranza e Presidente della Viola, reo di aver ceduto il loro Campione e per giunta all’ odiata Juventus. Era un accordo siglato da tempo , di cui si diceva , si sapeva, ma nessuno voleva confermare. A tal proposito ricordo un’intervista del Natale 1989, in cui Silvio Berlusconi Presidente spendaccione del Milan , che avrebbe fatto carte false per avere Baggio nelle fila della sua squadra, dire che lui su quell’affare non avrebbe potuto , anche volendo, fare nulla perché era già stato definito. Per quanto ne so , tale affermazione scaturiva dal fatto che l’accordo Agnelli-Pontello era di natura commerciale, che esulava dai soliti accordi con pagamenti in contanti o a parziale contropartita con scambi di giocatori. I Pontello erano dei costruttori realizzatori di opere pubbliche, di autostrade e pare che il prezzo del giocatore sia stato pagato con delle forniture di macchinari e attrezzi per le attività che venivano svolte dai proprietari della Fiorentina e che quindi non ci potevano essere ripensamenti , né da parte dei dirigenti, né tantomeno rifiuti del giocatore , che probabilmente pur sapendo dello stato delle cose , continuò a dire che non avrebbe abbandonato la maglia viola , quando sapeva benissimo dell’impossibilità che la cosa potesse concretizzarsi. Il giocatore voleva con questo continuo rifiuto far capire ai tifosi che la scelta della sua cessione non era dettata dalla sua volontà. Visto che si temeva che i tifosi reagissero , come poi in effetti è stato, in maniera violenta , si tardò l’annuncio fino all’ultimo giorno utile di mercato riservato ai giocatori della Nazionale che da li a poco sarebbero stati protagonisti nel Campionato Mondiale del 1990 che si disputava in Italia.

Il resto si sa , Baggio arrivò alla Juventus in un anno in cui le prospettive erano ottime , anche in virtù degli acquisti fatti e dei molti soldi spesi, ma la guida tecnica individuata in un altro santone della zona che era riuscito a portare il Bologna in serie A con un gioco spettacolare, Maifredi ,fallì miseramente e con lui il progetto societario che aveva portato alla sostituzione di Zoff , vincitore della Coppa Italia e della Coppa UEFA nella stagione precedente , con l’allenatore bresciano e di Boniperti che era al comando della Juventus dal luglio 1971, con Montezemolo. Alla fine di quella stagione con la Juventus settima in campionato e fuori dalle Coppe Europee dopo 27 anni di partecipazione consecutiva , per rimettere in sesto una nave che, nonostante fosse composta da giocatori di ottima qualità, era affondata , vennero richiamati dalla lungimiranza dell’Avvocato che seppe ammettere i propri errori, Boniperti e Trapattoni. Non voglio ricordare avvenimenti che hanno caratterizzato l’esperienza del giocatore in maglia bianconera, tipo il rifiuto di calciare il rigore a Firenze, la sciarpa viola raccolta ecc. perché fanno parte di atteggiamenti su cui tutti noi abbiamo un nostro parere che non cambiano e non spostano una virgola della grandezza di questo Campione. Voglio dire che , secondo il mio parere, Baggio è stato per me un giocatore unico , il miglior numero 10 che i miei occhi abbiano visto con la maglia della Juventus, tanto che nella classifica per ruoli che ho inserito nel libro da me scritto “La mia Juve….” dove racconto circa 50 anni di ricordi legati alla mia squadra del cuore, Baggio e Sivori dividono la prima posizione ,davanti a Del Piero , Boniperti e Platini. Divin Codino era in possesso di una tecnica e di giocate da vero funambolo a cui solo il Grande Omar Sivori può essere avvicinato.

Il mio è un giudizio prettamente tecnico , di quello che ho visto sul campo, perché Del Piero e Boniperti oltre ad essere anche loro due fuoriclasse hanno segnato la loro vita con una juventinità che non è pari a nessuno , due miti che rimarranno per sempre nei nostri cuori. Baggio aveva delle giocate in cui sembrava imprendibile, ha realizzato reti superando difese intere ed è riuscito ad incantare i tifosi di ogni squadra in cui ha militato. Da solo ha portato in finale la Nazionale Italiana, nei mondiali disputati in USA nel 1994 , realizzando reti con giocate da fuoriclasse e per un soffio , nei mondiali francesi del 1998, un suo tiro nella parte finale dell’incontro , non elimina la Francia dalla competizione che i transalpini vinceranno poi battendo il Brasile 3 a 0 a Parigi. Nei Campionati Mondiali del 1990 il dualismo con Vialli lo fece giocare titolare poche partite , ma segnò una rete strepitosa contro la Cecoslovacchia partendo da metà campo e dribblando gli avversari come fossero birilli . Nell’incontro di semifinale contro l’Argentina entrando a pochi minuti dalla fine non riuscì a dare la vittoria all’Italia , nella partita in cui Vicini C.T. azzurro sbagliò tutte le scelte. Ricordo di lui le due partite contro il PSG di George Weah nel 1993 ,che segnò il vantaggio dei parigini a Torino, dove realizzò due reti nell’incontro di andata che permisero alla Juventus di rimontare il goal dei francesi . Dopo aver pareggiato le sorti dell’incontro diede la vittoria ai bianconeri realizzando la sua seconda rete in una sua specialità , il calcio di punizione, con un tiro perfetto nel sette della porta dei francesi allo scadere dell’ incontro . Con la sua rete a Parigi qualificò la Juventus alla finale della Coppa UEFA , che vinse battendo nelle due partite conclusive il Borussia Dortmund 3 a 1 in Germania, con una sua doppietta e una rete di Dino Baggio e 3 a 0 a Torino con doppietta di Dino Baggio e rete fortunosa nata da un rimpallo di Moller . Questa vittoria concluse il lavoro di ricostruzione di Boniperti e Trapattoni dalle macerie lasciate da Maifredi e Montezemolo. Di questo giocatore, voglio ricordare quella che per me forse è la rete più bella che gli ho visto fare. La rete l’ho vista dal vivo allo Stadio delle Alpi in un Juventus-Brescia del primo aprile 2001. Il Divino giocava nelle fila del Brescia di Carletto Mazzone, folcloristico allenatore romano.

La Juventus conduceva 1 a 0 per merito di una rete di Zambrotta segnata nel primo tempo e la partita stava volgendo ai titoli di coda. Al minuto 86 un lancio di un giocatore che noi conosciamo benissimo, visto che ci ha deliziato negli ultimi quattro anni con le sue giocate, Andrea Pirlo ,verso l’area juventina raggiungeva il giocatore che aveva dettato il passaggio che non poteva essere che Roberto Baggio. Correndo il fantasista bresciano sembrava non vedere la palla, ma piuttosto sentire il suo arrivo sul suo piede destro, che appena a contatto con la sfera di cuoio, la ammaestrò mettendola a terra e proseguendo il movimento riuscì ad evitare il portiere juventino, il disastroso Van der Sar, a depositare in rete , segnando il goal del pareggio che probabilmente cancellò le ultime speranze di rimonta della Juventus verso il titolo tricolore che verrà vinto dalla Roma. Un bel pesce d’ aprile !!! Per finire mi sento di dire che Baggio non amò , secondo il mio parere, mai particolarmente la maglia della Juventus e non fu mai amato completamente dalla tifoseria juventina. Io forse ero un caso a parte , ho amato questo fuoriclasse che non avrei mai voluto vedere con altra maglia se non con la nostra. Il suo sostituto mi ha ripagato della scelta che venne fatta . Il giocatore a cui mi riferisco è Del Piero ,che dal campionato 1995-1996 diventerà proprietario della maglia numero 10 della Juventus onorandola come meglio non avrebbe potuto fare , fino al campionato 2011-2012, anno in cui si concluse dopo 19 anni la sua carriera di giocatore della Juventus. Baggio è stato quando giocava, ma lo è ancora adesso , un personaggio schivo, forse scomodo , padrone dei suoi sentimenti e dei suoi comportamenti ,ma coerente anche a costo di risultare inviso ai più . Una persona fuori dagli schemi , tant’è che smessi gli scarpini , invece di continuare ad essere protagonista nelle opportunità che le televisioni offrono oggi agli ex giocatori, si è ritirato nella sua casa nel vicentino senza troppo clamore, dividendo la sua vita al massimo con delle battute di caccia in Argentina dove è proprietario di una fazenda. A testimonianza di ciò che dico sul suo modo di essere è l’abbandono da responsabile del settore tecnico delle FIGC , per divergenze sul modo intendere il lavoro. Un fuoriclasse in campo e fuori..

Trent’anni fa l’Heysel.

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Articolo di Silvio Mia.

 
Il 29 maggio 1985 rimarrà una data ben scolpita nella mente di tutti, juventini e non , perché la tragedia che si è materializzata quella sera è stata veramente un dramma che va oltre ogni immaginazione. Mi ricordo che nell’Azienda in cui lavoravo , c’era molta attesa per questo incontro. Per una volta non vedevo aggirarsi gufi o fantasmi anti-juventini e mi sembravano tutti sinceri e convinti , nell’affermare che questa per la Juventus sarebbe stata la volta buona. D’altra parte a Gennaio , in una gelida ed innevata notte torinese, i bianconeri avevano fatto le prove generali battendo al Comunale i reds di Liverpool per 2 a 0 con un doppietta di Zibi Boniek il “ bello di notte “ , copyright Avvocato Agnelli. Il risultato aveva permesso di mettere in bacheca la SuperCoppa Europea , disputata in qualità di detentori della Coppa dei Campioni da parte del Liverpool e della Coppa delle Coppe da parte della Juventus. Nella stagione precedente , gli inglesi avevano battuto a Roma in finale i giallorossi padroni di casa dopo i calci di rigore ,mentre la Juventus aveva superato a Basilea 2 a 1 il Porto con le reti di Vignola e Boniek. A conferma su quanto pensavo della sincerità dei miei colleghi, venne fatta una mega colletta cui parteciparono tutti , compresi anche quelli che non si interessavano di calcio . La colletta serviva per pagare un pasticcere che in caso di vittoria della Juventus avrebbe dovuto costruire un torta raffigurante un campo di calcio , con una Coppa di cioccolato nel mezzo.

Arrivato il fatidico giorno già dal mattino la tensione e l’adrenalina stavano superando i livelli di guardia. Con mio fratello, tifoso granata, avevo programmato la visione dell’incontro a casa di amici juventini, dove alla faccia della scaramanzia in frigorifero riposavano in attesa della vittoria una bottiglia di Champagne ed una torta. Arrivati con qualche minuto di anticipo, ci siamo sistemati nelle posizioni strategiche , quelle che portano bene, vestiti di maglie juventine , con le immancabili sciarpe bianconere al collo , eravamo in attesa del collegamento . Appena la Rai si è collegata con lo stadio teatro della sfida, sentendo la voce del telecronista Bruno Pizzul che parlava in tono molto sommesso di incidenti che erano avvenuti e che stavano continuando, abbiamo capito che qualcosa di grave era successo , anche se non nelle proporzioni con cui poi si è materializzato. Si pensava ai soliti scontri tra tifoserie ed a qualche contuso , ma alla notizia data da Pizzul che sul prato giacevano dei morti , nei nostri pensieri tutto si poteva pensare meno che alla disputa della partita. Si pensava ai tifosi partiti per assistere ad una festa di sport ed alle loro famiglie sconvolte dalle notizie che stavano arrivando. Quello che irritava era vedere la Polizia belga che invece di intervenire , osservava lo scempio che gli Hooligans stavano continuando a fare , provocando la fuga dei tifosi italiani, che erano tutti ammassati dato che per la pressione della spinta delle persone era crollato un muro.

Immagini impressionanti di gente che chiedeva aiuto schiacciata sotto altre persone, gente priva di vita adagiata sulle transenne che fungevano da barella e gente ferita , piangente e spaventata alla ricerca di soccorsi. La situazione era fuori controllo , il servizio d’ordine quasi inesistente e dall’altra curva , vedendo , ma fortunatamente non rendendosi conto dell’effettiva gravità di quello che era successo, stavano comunque entrando in campo i tifosi juventini per cercare una vendetta che se portata a termine , avrebbe provocato una carneficina. L’ingresso in campo dei giocatori per cercare di calmare le acque è riuscito in parte ad evitare un tutti contro tutti veramente pericoloso. Dalla cabina radio i due capitani , leggevano un avviso dicendo che la partita si sarebbe disputata, per permettere lo sgombero dello Stadio senza altri incidenti. Allucinante quello che era successo e che con crudeltà d’immagine stavamo vedendo attoniti ed impotenti davanti alla televisione. Sapremo solo in seguito lo spaventoso tributo di sangue pagato per un incontro di calcio, 39 anime innocenti erano state sacrificate alla follia ed alla violenza umana . Erano morti padri di famiglia con i loro figli , gente comune che nulla aveva da spartire con questi animali ubriachi che ,con il loro assurdo comportamento avevano provocato questa tragedia. Noi con le lacrime agli occhi , smesse le maglie e tolte le sciarpe siamo tornati a casa, e mi ricordo che a parte qualche idiota che strombazzava e festeggiava chissà cosa, attraversando la città abbiamo potuto notare un rispettoso silenzio verso chi era volato in maniera tanto assurda, in cielo.

L’Heysel non è successo per caso, per quanto ne so io, i tifosi inglesi che erano stati a Roma l’anno precedente quando avevano vinto la Coppa contro la Roma , avevano subito dei gravi maltrattamenti da parte dei tifosi avversari , ed infuriati avevano promesso vendetta allorchè il Liverpool avesse giocato contro una squadra italiana , cosa che non era potuta avvenire a gennaio a Torino per ovvie ragioni numeriche , ma che puntualmente si è realizzata in Belgio. Violenza chiama violenza . A margine , e mi scuso se questa volta mi sono dilungato , ma l’argomento lo richiedeva, voglio ancora aggiungere tre pensieri. Il primo è che mi fanno sorridere quelli che dopo una simile tragedia , disquisiscono , ed è ancora argomento dei giorni nostri, sul fallo che ha generato il calcio di rigore decisivo per la Juventus , sull’ esultanza dei giocatori provati e sconvolti dalle scene che avevano visto , ed obbligati a giocare contro la loro volontà , sull’esultanza di Platini , dopo aver calciato e segnato la massima punizione. Si vede chiaramente che la sua espressione facciale è come uno sberleffo all’aria di morte che aleggiava nello Stadio , sulla consegna della Coppa e sull’ opportunità di tenerla o meno , quando gli argomenti da affrontare sarebbero ben altri. La seconda , ben più importante è che nessuno ha chiesto “ la testa” di chi ha assegnato una finale di Coppa dei Campioni ad un impianto così fatiscente , in cui secondo il mio parere non si sarebbe potuta giocare neppure una partita amichevole e vorrei sapere se qualcuno responsabile delle Forze dell’Ordine , ha pagato l’inefficienza di intervento , la disorganizzazione e i ritardi dei soccorsi . Inoltre voglio pensare che se invece di una corda , avessero messo due cordoni di poliziotti a dividere le due tifoserie , chissà magari le cose non sarebbero andate in quel modo. La terza riguarda la mega torta aziendale che avrebbe dovuto essere consegnata la mattina seguente la partita . Arrivati sul posto di lavoro, si commentavano con rabbia e mestizia gli avvenimenti che tutti noi avevamo visto la sera precedente in televisione. Tutti si pensava che il pasticcere , visti i tragici accadimenti , avesse desistito dal preparare il dolce , anche per un senso di rispetto verso chi aveva perso la vita in quella maniera assurda. Evidentemente il buon senso non era nelle corde di questo individuo , che per non perdere un lauto guadagno , alle ore 11 circa del mattino seguente, come da accordi in caso di vittoria bianconera, non tenendo conto di nulla di ciò che era successo , ci ha fatto recapitare la mega torta, di per se bellissima , che noi invece che piena di crema , vedevamo piena di sangue versato da innocenti.

Ovviamente non è stata fatta nessuna festa , si è tagliato il dolce per non buttarlo nell’immondizia, ma la mia soddisfazione è stata che alla fine della giornata, tranne poche persone , nessuno aveva consumato quella torta insanguinata. Un gesto di rispetto verso 39 angeli.. La partita. Sinceramente a parte il lancio in profondità a Boniek che scattato in contropiede si invola verso l’area avversaria provocando il fallo del difensore avversario, giudicato dall’arbitro in area, ma che poi si vedrà avvenuto fuori dalla stessa e dalla trasformazione della massima punizione da parte di Platini, non ricordo un granchè. A quel punto , dopo quello che era successo , ciò che si sarebbe materializzato sul rettangolo di gioco non interessava e non contava più nulla….Juventus-Liverpool 1 a 0…..

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di enzo ricchiuti

Verona – Juventus il gol di pereyra , Luca Toni , la corsa sotto la curva di Mandorlini.

Pereyra fantastico. Però. Mi chiedo quante squadre di vertice abbiano il centravanti di riserva, Llorente, che non capisce dove mettersi quando l’esterno scende. Toni non lo sposti, gioca spalle alla porta e è impossibile anticiparlo. S’è conservato bene perché ha scelto la donna ideale, quella che non s’abbronza e un po’ tramautizzata dalla perdita(nel suo caso quella del figlio). Quando sono così, non rompono i coglioni. Mandorlini ? Può correre dove gli pare, tanto fuori Verona difficile vada.

Polemica Blatter Platini?

Non mi appassiona. E’ un duello di potere come tanti altri solo che lo decidono quattro giornali e quattro voti di chissà chi. Noi non c’entriamo nulla.

E’ peggio la Roma che si fa la foto senza coppa dopo aver battuto la Lazio neanche avesse vinta una coppa oppure De LAurentis che per giustificare i suoi insuccessi tira in ballo l’unità d’Italia e Camillo Benso Conte di Cavour?

Sono gesti calcolati secondo il target di riferimento. La Roma sa che per il romanista conta umiliare la Lazio, il Napoli sa che oramai il napolista si sta identificando con la questione meridionale (benché al Sud già a Salerno schifino Napoli). E’ il nazionalismo degli straccioni di cui ci si faceva beffe negli anni ’70 ma oggi con l’ignoranza che c’è sembra chissà cosa.

CARISSIMA JUVENTUS FC…………………

SPORT, CALCIO: JUVENTUS-PARMA

 

Articolo di Angela Butera

 

 

Questo vostro mutismo è assordante, lasciare la Juve in balia degli “eventi” è per noi tifosi una seconda sconfitta. Appurato il fatto che la Juventus ha compromesso il proprio cammino in champions nel girone di andata, noi tifosi ci chiediamo quanto c’era di regolare nella partita disputata ieri. Sarebbe stato meglio giocarla la sera prima, il regolamento lo prevedeva, non esistevano condizioni tali da permettere la sospensione, ma qualcuno ha deciso che non dovesse disputarsi, per l’incolumità dei calciatori dicono, ma con il senno di poi questa motivazione è poco credibile. Non potete negare che un briciolo di dubbio sia sorto anche a voi, allora perché non esporre questi dubbi all’UEFA? Perché stare sempre in silenzio? In fondo un chiarimento non costa nulla, soprattutto se non si ha nulla da nascondere. La metà campo in cui avrebbe attaccato la Juve era troppo rovinata per essere solo una coincidenza, infondo la neve era presente in egual modo su tutto il terreno di gioco, eppure solo quella metà campo era in quelle condizioni, stranamente le serpentine non funzionavano e la sera prima come mai gli addetti si sono dedicati alla pulizia totale nella nostra area e solo le linee nella loro? nessun dubbio nemmeno in questi casi? Peraltro ci sono delle immagini che parlano da sole, ma a quanto pare, la società Juventus oltre ad essere muta è pure cieca, o fa finta di esserlo. Ma a quale scopo? Eppure non è la prima volta che succede un evento del genere il cui protagonista è sempre il Galatasaray, e stranamente sempre a suo favore, sarebbe bene informarsi carissima società. Quella partita non doveva essere disputata, per stessa ammissione di Mancini. E invece si è giocato(?) o meglio, sono stati tirati due calci ad un pallone. Più che una partita valida per il passaggio del turno in Champions, sembrava una partita organizzata tra amici, o nemmeno, visto che in quei casi si gioca su terreni decenti. Tutto quello che è successo intorno alla partita ha del ridicolo, come l’apertura dei cancelli per riempire lo stadio permettendo a chiunque di entrare, e le forze dell’ordine in quel caso sono riusciti a mantenere l’ordine pubblico? Non è che magari lo spostamento chiesto da loro gli ha permesso di richiamare quanti più tifosi possibili? Non mi stupirebbe affatto. Perlomeno l’UEFA poteva avere il buonsenso di farla disputare a porte chiuse, per l’incolumità dei tifosi. Ma a quanto pare non vi è importato nemmeno di questo, non avete rispetto nemmeno per i vostri tifosi che erano venuti fin li per vedere giocare la Juve e se ne sono andati senza vedere nulla, o meglio qualcosa l’hanno vista, hanno potuto ammirare quello scempio di terreno. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile che squadre sprovviste di stadi adeguati e senza seri addetti necessari per eventuali problemi possano partecipare alla Champions League, tutto ciò ha dell’assurdo. E tralasciamo il discorso degli arbitri, alcuni non sarebbero degni nemmeno di arbitrare squadre dell’oratorio ma misteriosamente si trovano ad arbitrare partite importanti di Champions. In tutto questo Juventus dove sei? Noi tifosi oltre ad esporre i nostri dubbi, altro non possiamo fare, ma voi si, in fin dei conti non vi chiediamo la luna, ma solo di chiedere al signor Michel Platini in quanto presidente UEFA, di aprire un inchiesta e fare chiarezza su quanto successo. Almeno questo noi tifosi i giocatori, e l’intera competizione lo meritiamo.

Intervista a me stesso.

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Di Alessandro Magno

 

 

1- Intanto questa intervista non è una cosa folle?

No perchè se è onesta non è folle, è diversa. Questo si.

2 – Non è facile cominciare perchè ti conosco troppo bene vediamo un pò. Sono anni ormai che ti occupi di Juve quale è stata la maggiore soddisfazione e quale la maggiore delusione?

La maggiore delusione è stata sicuramente la chiusura di juveforum che era un progetto a cui avevo dedicato un paio d’anni della mia vita e al solito mi ci ero buttato anima e corpo; perchè io sono cosi una cosa se la faccio vado fino in fondo altrimenti neppure la inizio e siccome fu chiusa, non per colpa mia, resta una grande sconfitta. Però c’è un altra cosa che mi ha fatto provare ancora più amarezza di questa. La maggiore soddisfazione invece….. non so bo, non mi viene in mente , tante. Come Alessandro Magno la maggiore soddisfazione è conoscere tanta gente che mi è diventata amica leggendomi e con cui ci siamo conosciuti di persona o telefonicamente. Ecco forse questa.

3 – Hai parlato di amarezza ora mi devi dire cosa?

Si la cosa che mi ha creato più amarezza in assoluto (e questo va oltre la delusione) sono state alcune mail di qualcuno che mi ha definito ”sciacallo che vuol farsi pubblicità sui morti” quando mi sono occupato dell’Heysel. Queste son cose che mi hanno fatto veramente male.

4 – Come hai risolto?

Non ho risolto. Chiesi a Domenico Laudadio che è il ”vate” della questione, gli dissi ”Mimmo che devo fare?” e lui mi disse semplicemente: ”Sai che non è così , sai che te ne sei occupato perchè ti andava di farlo, perchè sai che è una cosa giusta, vai avanti, fottitene” e io me ne sono fottuto e son andato avanti, anche se da allora ho imparato a tenere piuttosto un basso profilo sull’argomento.

5 – Domenico ti disse proprio ”fottitene” ?

Non lo so ma il senso era quello.

6 – A Domenico Laudadio hai fatto una bellissima intervista ne hai fatte anche altre ti va di parlarne?

Certo che si, sono orgoglioso delle mie interviste.

7 – La migliore e la peggiore?

Se dicessi la peggiore e la migliore farei torto a qualche amico, e poi le considero tutte ottime, è una cosa che mi viene particolarmente bene, sono logorroico a volte. Direi senza dubbio che quella a Domenico è stata la più emozionante, per l’argomento e per come si è svolta, perchè fu una sorta di discussione fra due persone una un poco più grande e l’altra più giovane….due fratelli che si raccontano……è un quadro che è venuto bene insomma a me piace molto. La più divertente è senza dubbio quella ad Antonello Angellini, lui oltre ad avere una grande ironia ha proprio un lato comico incredibile, mi sono sbellicato dalle risate a farla e devo dire anche il seguito con Zampini è stato ottimo. Però fra le due dico Antonello (spero Max non si offenda).
E la migliore comunque è quella mai pubblicata ad Enzo Ricchiuti. E’ andata così, da non credersi, prima me l’ha chiesta perchè gli piacevano le mie interviste, poi quando gliela feci disse che l’avevo messo veramente spalle al muro e che gli piaceva molto e l’avrebbe tenuta per l’apertura del suo sito che poi non aprì. E cosi è restata chiusa in un cassetto. E lo è tuttora.

8 – Però puoi pubblicarla e farcela conoscere?

No non lo farei mai senza l’autorizzazione di Enzo. Resta li è un segreto fra me e lui. E poi è passato del tempo non mi ricordo neppure più se è attuale, magari parliamo ancora di Krasic e Del Neri.  Non potrrebbe interessare più.

9 – Le cose di Enzo sono sempre interessanti . Come mai le interviste tue vengono considerate un po da tutti ”fatte bene”?

Intanto condivido sulle cose interessanti che scrive Enzo Ricchiuti. Le interviste son fatte bene perchè penso di essere un curioso. Non c’è un altro segreto.

10 – Hai un maestro che ti ha insegnato a fare quello che fai?

No non ce l’ho. Che mi ha insegnato non ho alcun maestro, faccio da autodidatta ed essendo un curioso apprendo un poco da qui e un poco da li.  Leggo molto. Leggo soprattutto da chi scrive bene e da chi scrive con onestà.
Come maestro però riconosco Enzo Ricchiuti perchè anche se scriviamo in modo diametralmente opposto, o comunque molto diverso, mi ha sempre dato un mucchio di consigli utili, mi ha sempre stimolato e incoraggiato a fare le cose che volevo fare, quindi anche se non uso il suo metodo lo vedo come una figura da cui ho imparato molto. Però mo’ basta con Ricchiuti se no l’intervista la fai a lui e poi quando la legge dice che ho esagerato negli elogi nei suoi confronti.

11 – Però lo hai nominato quasi sempre tu, io ti ho chiesto?

E’ vero ora che guardo hai ragione.

12 – Alessandro Magno è uno pseudonimo che durerà per sempre?

Non ne ho la più pallida idea, penso che prima o poi finirà, però non so quando. Forse quando vado in tv o in un vero giornale mi chiederanno di usare il mio nome vero, scrissi una volta per CalcioGp e li fecero cosi.

13 – Questo sottolinea due cose, che vuoi andare in tv o scrivere su un giornale vero?

Non me ne frega sinceramente nulla nè di una e nè dell’altra. Certo quando scrissi per CalcioGp mi fece piacere, feci anche un bel pezzo, anche li diverso.

14 – Ce lo ricordi. Ci ricordi anche il tuo vero nome e come è nato lo pseudonimo Alessandro Magno?

Si l’articolo in questione era la rivisitazione in chiave juventina del famoso discorso di Martin Luhter King ” I have a dream”, avevano chiesto a 12 persone di fare 12 articoli sulla Juve, bisognava per forza di cose cercare di esser originali e devo dire fui molto molto contento del risultato. Mi chiamo Bendetto Croce per cui anche il mio vero nome sembra un nikname tanto che una volta uno su un forum mi disse: ” Ma quale Benedetto Croce e Bendetto Croce cambiati sto cazzo di nikname” ….credo fosse un forum di politica da cui fuggii a gambe levate. L’altra domanda era? A lo pseudonimo di Alessandro Magno nacque come nikname sui forum in onore di Alex Del Piero non è nemmeno particolarmente originale ci sono altri Alessandri Magni che non sono io sui forum, quando Mirko Nicolino di Juvemania mi chiese di scrivere per lui gli chiesi come voleva mi firmassi e lui disse che visto che ero conosciuto come Alessandro Magno lui preferiva quello. E cosi rimase.

15 – A proposito degli articoli che scrivi ci sono articoli in cui ti commentano in molti e articoli in cui ti commentano molto meno, come si spiega questo?

Credo che un poco sia fisiologico nel senso che magari dipende anche dal momento della squadra e un pò sia il mio modo di scrivere. Tendenzialmente non sono uno che scrive per provocare quindi non ”scateno” la discussione però va bene così, non sento la necessità di provocare per forza, non devo inventarmi cose, scrivo quello che sento e spesso quello che sento lo sentono pure tanti altri, quindi in genere i commenti si limitano ad elogi o magari anche a chi non è d’accordo.

16 – Più critiche o più elogi?

In genere piu elogi.

17 – Il miglior commento che ti hanno fatto e quello peggiore.

I migliori quelli che a me piacciono di più son quelli quando mi scrivono che non avrei potuto dire meglio cose che volevano dire loro. Questo mi riempie sempre di gioia e di orgoglio. E’ una dote, piccola ma me la tengo. E’ un pò la dote delle rockstar se ci pensi. Cantano sentimenti loro che però condividono e provano in tanti. Nel loro caso in migliaia di persone, nel mio, molto meno, ma va bene così. Commenti contro una volta uno mi ha scritto: ” Mai visto un articolo più inutile di questo” ……però c’è anche a qualche amico mio che è andata peggio e gli han scritto: ”Torna a scuola”, oppure: ”Non c’ho capito ‘ncazzo” ah ah ah. Io solo: ”Articolo inutile”.

18 – Rispondi sempre ai tuoi articoli rispondi anche a chi non è d’accordo?

Rispondo sempre, lo trovo divertente e mi piace. Rispondo soprattutto a chi non è d’accordo.

19 – Hai mai sbagliato giudizio su un giocatore o dirigente e hai dovuto fare ammenda?

Senza falsa modestia devo dire mi sbaglio poco. Fortunatamente capisco un poco di calcio e ad esempio su Anelka e Bendtner c’ho preso in pieno senza che li vedessi all’opera ( si fa per dire), cosi come su Giovinco o Vucinic. Ricordo ancora un lettore: ”Farà 20 gol Giovinco e 10 Bendtner”. Dico: ”Se ne fanno la metà che hai detto andiamo bene”. Anche su Marotta non mi sono sbagliato. Comunque sia anche ai migliori capitano delle cadute e devo dire che fra i miei errori, cui ho dovuto fare poi ammenda, il primo posto lo occupa Barzagli. Francamente non pensavo si rivelasse così bravo. Ma sfido chiunque a dire che credeva in Barzagli. Siamo onesti. Devo dire che anche un poco Pirlo mi stupì ero convinto che il Milan ce lo dava mezzo rotto. Certo in questo caso la classe era indiscutibile.

20 – Passi per un grande Delpierista è vero, è così, non è così?

Intanto col tempo ho imparato a discostarmi da queste sette. Delpieristi, Agnellisti, 29isti, ventisettisti, l’altra com’era ? A si rancorosi e ju29ri. No, mi dissocio da tutto questo, sono Juventino pensante con la mia testa. Quindi dico ciò che mi piace e ciò che non mi piace. Certo se delpieristi vuol dire riconoscenti a Del Piero allora sono delpierista. Al di la delle etichette per me Del Piero è il più grande giocatore di tutti i tempi della Juventus.

21 – Quindi Agnelli non è il tuo Presidente?

Intanto ad Agnelli vanno riconosciuti tutti i meriti che ha nell’aver riportato la squadra ai vertici. Poi sinceramente io ”miei ” Presidenti non ne ho e non ne ho mai avuti. Agnelli è giustamente il Presidente della Juventus. Non ho mai pensato neppure di Gianni Agnelli o di Umberto Agnelli che fossero ”i miei” Presidenti. Questa è una forzatura che qualcuno ha voluto fare nella diatriba Alex-Agnelli, perchè va da sè che un bambino vuole la maglia del campione che vede in campo e  sogna di emulare il campione che è in campo, non ho mai visto nessuno diventare tifoso perchè la Juve è degli Agnelli o il Milan è di Berlusconi o l’Inter di Moratti. Poi certo c’è la parte storico-societaria ed è chiaro che siamo orgogliosi che la Juve sia della famiglia Agnelli, ma sono diventato della Juve perchè sognavo la maglia di Platini mica l’orologio sul polsino dell’Avvocato.

22 – Quindi sulla torre tra Agnelli e Del Piero butti giù Andrea Agnelli?

Se proprio devo, tra i due si.

23 – Non pensi che un Presidente possa decidere la fine dell’utilizzo di un giocatore anziano?

Altrochè se lo penso. Infatti avrei capito (a malincuore) se fosse arrivato Van Persie al posto di Del Piero. Allora era una questione anagrafica. Siccome son arrivati Anelka e Bendtner non era una questione anagrafica e considererò sempre quella di Andrea una caduta di stile. Del Piero evidentemente gli faceva una qualche ombra e allora ha deciso così. Sbagliando. Spero un giorno se ne renda conto e lo richiami. I suoi avi non erano mai in soggezione davanti ai propri campioni e nemmeno li consideravano ingombranti. Ma Andrea è giovane crescerà e riparerà. E poi mi pare abbia una grande fortuna. Del Piero non è vendicativo.

24 – Su alcune risposte pari Ricchiuti?

… come ti ho detto qualcosa ho imparato.

25 – Mi hai detto di Platini e di Del Piero. Credo che molti Juventini che li hanno visti entrambi faticano a riconoscere che Platini fosse inferiore a Del Piero . Come mai hai questo punto di vista?

Io sono cresciuto con Platini e devo dire non pensavo mai potessero nascere giocatori più bravi. Poi abbiamo visto i Zidane, i Messi, i Baggio. Insomma giocatori fortunatamente ne nascono sempre di bravi. Platini è stato grande, grandissimo per 5 anni. Probabilmente in 4 è stato il giocatore più forte che c’era sulla terra. Forse del Piero non lo è stato mai il giocatore più forte ma è sempre stato in una rosa di nomi. Però Del Piero è durato quasi 20 anni. Allora devo metter le carriere a confronto dei due per 20 anni e allora non c’è partita. Platini a 24-25 anni era uno sconosciuto, Del Piero aveva già vinto tutto. Platini ai primi acciacchi ha preferito lasciare l’altro ancora delizia le platee. Sarò folle ma se li metto sulla bilancia preferisco Del Piero. Comunque ognuno è libero di avere la sua opinione.

26 – Sei contento che questa maglia numero 10 la Juve non l’abbia ritirata?

Contentissimo. Non mi piacciono queste pagliacciate rubate al basket americano. Spero che la 10 della Juve ritorni quanto prima e ci siano tanti bambini che ambiscano ad indossarla.

27 – Quando ci fermiamo?

Direi che possiamo fermarci qui anche perchè te l’ho detto sono logorroico.

E’ stata una follia ma è stato un piacere, alla prossima.

”Questa avventura è stata una follia, è stata colpa mia, tu hai 16 anni ed io….ed io….”(Gabry – Vasco Rossi)
Piacere mio. Alla prossima.

 

Meglio guardarsi le spalle che guardare avanti, vero Bergamo?

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati quest’estate: Agnelli convoca una conferenza stampa a sorpresa, piuttosto anonima ma molto attesa da tutti: l’oggetto sono sempre loro, gli scudi vacanti che da qualche anno vagano in acque torpide neroazzurre lontane dalla casa madre. Ricapitolando, al termine della conferenza nella quale Agnelli si è portato appresso una schiera di avvocati e legali pronti a difendere la Juve, ha annunciato ricorso al Tnas (Tribunale nazionale arbitrato per lo sport) per ottenere l’illegittimità delle decisioni del CF e per avere un risarcimento economico, ha inoltrato l’istanza al Procuratore Regionale del Lazio presso la Corte dei Conti per valutare l’illegittimità degli atti della Federazione, sul piano erariale, per un’altra richiesta di danni economici; ha inoltre presentato esposti al Prefetto di Roma, al Ministero dell’Interno, al Delegato sul Controllo per la Gestione presso il Coni e all’Executive Commitee dell’Uefa. Agosto è stato, a scapito delle calde e afose condizioni climatiche, un mese freddo, tipo la guerra: un mese di studio e di riflessione, lontano dall’ospitare udienze in tribunale ma molto vicino a microfoni e strategie degli imputati perché sia la Juve che Moggi hanno elaborato un’ accurata serie di mosse da mettere in atto durante l’inverno. Quelle della Juve le ho già elencate, quelle di Moggi, invece, partono con il solito pallino fisso: la radiazione non avvenuta e chissà se mai avverrà, di Preziosi. Gli avv. Flavia Tortorella e Maurilio Prioreschi hanno inviato un’altra richiesta, nella speranza che sia l’ultima, al tribunale del Tnas per cercare di chiarire una volta per tutte questo giallo meschino. La partita continua con un altro acerrimo rivale di questi anni, autore di mille battaglie, il Tenente coll. Auricchio che vedrà recapitarsi da Moggi una denuncia al termine del Processo di Napoli. Dulcis in fundo, la battaglia di Moggi sarà colmata dal solito sbobinamento d’intercettazioni sino ad oggi ignote.

Torniamo alla Juve e al suo ricorso al Tnas, il primo step di un lungo percorso. Già mesi fa era nell’aria la notizia che l’Inter si sarebbe costituita come parte nell’arbitrato chiesto dalla Juventus e non sarebbe venuta da sole al processo ma in dolce compagnia della Federcalcio, inseparabile coniuge, con la motivazione comune di dichiarare “eccezioni di incompetenza presumibilmente orientate(Inter e Figc) a considerare l’Alta Corte di Giustizia del Coni come l’approdo naturale della controversia in corso.”  Eccezionalità di competenza che ormai va di moda se si pensa che solo pochi mesi fa proprio il CF si dichiarò incompetente sulla richiesta della Juve e incompetenza che, pochi giorni dopo, ha utilizzato anche lo stesso Tnas per respingere le pretese della Juve dopo essersi dichiarato, in un primo momento, tramite il presidente del tribunale De Roberto, favorevole ad accogliere le motivazioni della Juve. Voltagabbana. Questo è stato il pretesto, per Agnelli, di lasciare definitivamente la giustizia sportiva ed accasarsi a quella penale, precisamente all’Alta Corte: passo più volte dichiarato ed ostentato ed ora intrapreso realmente.

Non è stato un bel mese di Settembre per l’Inter che, andata in confusione con Gasperini, è stata chiamata in causa ancora una volta dalla Juve ma questa volta per una denuncia presentata il 2 Settembre all’Uefa di Platini che ha fatto partire un’indagine molto simile a quella scattata in Turchia per il Fenerbache: sotto l’occhio degli investigatori, naturalmente, le ultime intercettazioni della “Calciopoli 2” ed i comportamenti poco limpidi dell’Inter pre e post Farsopoli.

Platini, da quando è presidente dell’Uefa, ha riservato gioie e dolori ai tifosi bianconeri assicurandosi, dalla società, la parola d’onore sull’attuazione del tanto pubblicizzato “fair-play finanziario”, un’arma a doppio taglio se solo alcune società dovessero rispettarlo. La Juve è stata costretta ma si sarebbe aspettata anche più riconoscenza da “Le Roi”. In una delle ultime interviste rilasciate, poteva risparmiarsi la battuta sull’esposto che la Juve ha presentato all’Uefa riguardo alla questione dello scudetto 2006.  “ESPOSTO? Se Andrea (Agnelli, ndr) mi ha mandato un esposto, beh, avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Fifa e Uefa diranno una parola sulle questioni interne: non abbiamo niente da dire né da fare . Non che scudetto 2006 e Fair Play abbiano qualcosa in comune ma rispetto, discrezione ed un minimo di riconoscenza sarebbero state il minimo sindacale che Platini potesse dimostrare davanti ai microfoni nei confronti di una squadra che l’ha reso IL MIGLIORE AL MONDO e continua a sostenerlo, nel lavoro attuale, come un cane fa adoratamente col suo padrone. In fondo, se la Juve fosse stata ancora quella del pre-Calciopoli dubito che oggi si sarebbe messa a seguire in modo così adulatorio la confusa decisione dell’Uefa, poco credibile e molto nelta nel suo intento di salvare il calcio dal male economico.

Eppure, il sarcasmo delle parole pronunciate da Platini non hanno avuto un effettivo riscontro dal momento che l’Uefa ha mandato comunque una lettera via fax il 30 settembre in cui ufficializza chiede all’Inter con quali modalità si è deciso di arrivare alla non-competenza del 18 Luglio appena trascorso e con che criterio, allora, fu assegnato lo scudetto 2006. Tanto immobile, la Uefa, non è rimasta a quanto pare. Il prossimo 19 ottobre è la fatidica data di consegna delle motivazioni-Inter. Non molti i giorni per spiegare cosa è successo in questi 5 anni e soprattutto in quei 3 mesi Bollenti del 2006.

In questo connubio tra Inter e Figc, naturalmente, a prendere la parola è stato Abete che ha parlato di “atto dovuto” da parte della Uefa cercando di nascondere la preoccupazione per la pressione derivante persino da un organo calcistico di potere non italiano, consapevole che questa vicenda si sta espandendo a macchia d’olio, senza alcun controllo, in zone troppo pericolose. Platini ha comunque dimostrato di essere interessato a questa questione, soprattutto per l’aspetto riguardante la Champions che l’Inter sta disputando e che potrebbe mettere a serio rischio se solo fossero confermati dei comportamenti “poco limpidi” come accaduto per il Fenerbahce.

La prima udienza di Settembre del processo di Napoli è partita con un colpo di scena: Penta, consulente di Moggi, ha rivelato gli strafalcioni del maresciallo Di Laroni ovvero una serie di telefonate ritenute rilevanti ai fini della vicenda, appuntate, a seconda della gravità, con due o tre BAFFI ROSSI e segnalate ai Carabinieri. Alcune partite analizzate sotto la lente da Di Laroni sono state la famosa Inter-Samp 3-2 diretta da Bertini, Messina-Milan 1-4 con ancora Berini arbitro, Reggina-Milan 1-1 arbitro Racalbuto, Parma – Milan 1-1 Pieri. Ecco, ognuna di queste partite presenta delle inesattezze che sarebbero, secondo l’accusa, a favore della Juve e della Cupola ma in tutte queste partite sia Milan che Inter vincono con una grande differenza reti. Tra l’altro, la partita in questione tra Inter-Samp è quella preceduta da una telefonata tra Facchetti e l’arbitro Bertini nella quale Facchetti raccomanda a Bertini di fare 5-4-4, ovvero  di vincere per portare a 5 lo score delle vittorie con l’arbitro designato. Non dimentichiamo un’altra intercettazione uscita negli ultimi giorni con protagonisti gli ex designatori Bergamo e Pairetto che parlano dopo un Juve-Milan del 18/12/2004. L’intercettazione è del 19/12/2004 ore 14:52. È stato appurato che le intercettazioni con i baffi rossi sono centinaia, volendo tutte sbobinabili e nessuna di queste presa in considerazione dai carabinieri. Ma il punto è un altro: queste telefonate segnate come GRAVI con 3 baffi rossi all’epoca erano sparite. E solo ora Moggi le ha ritrovate. La cosa grave è questa, non il resto! A chiarire un po’ la situazione ci ha pensato Narducci, il grande ex del tribunale di Napoli ora assessore sempre della stessa città gestita da De Magistris che, il 13 Settembre scorso, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport ritornando sull’argomento Calciopoli che tanto lo ha tenuto impegnato in questi anni: riguardo alle intercettazioni dell’Inter, mai spuntate fuori nel processo del 2006 ma “rispolverate” dalla difesa di Moggi, Penta&Co., nonostante Penta abbia continuato a sostenere che tutto il materiale in suo possesso fu consegnato alla Figc, Narducci controbatte  sottolineando che la Federcalcio non ha mai ricevuto “quelle altre” telefonate”, che consegnarono tutta la documentazione a Rossi e Borrelli e che tornarono a concentrarsi sulla loro indagine. Quindi, le intercettazioni devono essere state manomesse o selezionate prima: chi può averlo fatto?

In questi giorni, restando sempre in tema di telefonate che paiono non finire mai (ed alcuni tifosi interisti ce ne fanno anche una colpa per il tempismo col quale le presentiamo in tribunale, ovvero durante la fase della “discussione finale” invece che in quella “dibattimentale” –ma io dico, che colpa ne abbiamo se anche Facchetti chiamava così tanto?-) Moggi e il suo legale Penta ne hanno sbobinate altre veramente compromettenti, tutte riguardanti quell’ Inter-Juve 2-2 arbitrata da Rodomonti. Già nei mesi scorsi abbiamo ascoltato varie intercettazioni trattanti tutte questo match come quelle tra Mazzini e un organo della Figc, Facchetti e Mazzei nella quale Facchetti si preoccupa che venga sorteggiato l’arbitro giusto, Collina e Bergamo che parlano della prestazione dell’arbitro e del “rosso” su Toldo che c’era tutto secondo Collina, Facchetti e Bergamo, Carraro e Bergamo con Carraro che spera che non vengano commessi errori a favore della Juve (e qui ci sarebbe da discutere sulle interpretazioni dell’intercettazione in questione che nuovi avvocati neroazzurri stanno divulgando sul web, su un loro personalissimo blog –e questo è un grosso passo avanti- ispirati dalla serietà del lavoro del blog di Antonio Corsa, probabilmente loro mentore)

Le ultime uscite, quelle tra Bergamo-Rodomonti e Bergamo-Fazi, però, hanno qualcosa di speciale. Sono intercettazioni capaci di unire il filo di tutto il discorso che alterò l’esito di quella gara. Parliamo, purtroppo, sempre di Inter-Juve. Vi riassumo in breve ciò che Antonio Corsa è stato capace di spiegare benissimo in un suo articolo sul blog dell’uccellino, giusto per non lasciare niente al caso. Nella chiamata che fa Bergamo a Rodomonti si sente come Bergamo si preoccupi perchè Rodomonti non sbagli in favore della Juve avendo ricevuto pressioni da Facchetti il giovedì precedente, giorno adibito al sorteggio degli arbitri domenicali. Basti ricordare che Facchetti già sapeva, prima del sorteggio, i guardalinee della partita e gli arbitri presenti in griglia da sorteggiare in sede. Bergamo subì pressioni anche dallo stesso Carraro che, per non scatenare le ire di Moratti e Facchetti, cercò di rassicurarsi dal designatore che l’arbitro non sbagliasse, o almeno non facesse errori, contro L’inter. E che nel dubbio, avrebbe dovuto favorire l’Inter, la squadra più dietro di 15 punti. Ecco, per mettere in chiaro che significato avesse  questo scambio di battute:

Carraro: “(Incomprensibile) deve fare la partita correttamente, ma che non faccia errori per carità a favore della Juventus perchè sennò sarebbe un disastro”.
Bergamo: “Sì”.

Bisogna tornare indietro all’intercettazione tra Facchetti e Bergamo, di soli pochi giorni prima appunto, e non lasciarsi andare a facili conclusioni come quelle tratte dagli esperti avvocati-web interisti:

Facchetti: “Senti, per domenica allora?”.                                                                                                                     Bergamo: “Ma tutti internazionali, Giacinto, così perlomeno non c’è discussione…perché c’è dentro…Collina, Paparesta, Bertini e c’è dentro Rodomonti”.                                                                                  Facchetti: “Con Bertini abbiamo avuto qualche problemino anche l’anno scorso là a Torino. Anche altre partite abbiamo avuto qualche problema con Bertini…”.                                                                                                             Bergamo: “Semmai, sfortunatamente fosse così (dovesse essere sorteggiato Bertini, ndr), ci parlo, perché anzi, semmai è meglio, ti devo dire, capito?…”.

Non ci sono telefonate in cui i designatori facciano o provino a fare pressione su un arbitro per favorire la Juve, questo dimostra come la cupola sia stata interpretata in modo scorretto, anzi “contrario” visto che se un arbitro avesse sfavorito la Juve sarebbe stato lontano da molto tempo dai campi e invece Rodomonti è l’esempio palese di come molti arbitri abbiano continuano a rimanere in orbita internazionale arbitrando molti big math: una cerchia ristretta di “favoriti” e “corrotti”, o meglio, addestrati a dovere.

È evidente che l’avv. ssa Elena Nittoli sia l’ultimo monito vivente al quale aggrapparsi per gli interisti. è giusto che sia così, che anche loro tentino di difendersi dagli attacchi che stiamo sferrando ora noi a loro. In guerra non interessa chi ha ragione e chi ha torto, chi lotta per e chi lotta contro… Si combatte alla pari. Adesso, sul web, con gli avvocati e le an. tattiche ma con l’unica differenza che noi, la nostra battaglia, l’abbiamo cominciata molto prima di loro e non a priori contro di loro. I diversamente onesti, prescritti e tarchiati a vita con questo nomignolo. Per cosa poi?

Un’ultima postilla: Il serio lavoro di tante persone che ci mettono tutta la loro professionalità per riportare a galla la verità viene bistrattato e calpestato dall’indifferenza di certa gente che della verità non se ne fa proprio nulla e non rispetta la volontà degli altri di volerla a tutti i costi. In realtà la verità non dovrebbe essere un optional ma un serio dovere del cittadino di pretenderla. Solo a volte le bugie fanno bene ma non in questi caso. Se l’incolumità di questo paese è in mano a gente come Rossi, Montezemolo, Nicoletti, Auricchio, Gualtieri, Pandolfi, Narducci, Moratti , Nicolai, Platini, Abete il futuro è già presente perchè non c’è. I tribunali, poi, ci mettono sempre il loro con questi rinvii ed attese snervanti e incomprensibili: se anche il presidente del collegio del Tnas la lasciato l’incarico, ufficialmente per motivi personali, significa che il senso di responsabilità di questo paese è pari allo zero, come i punti in classifica dell’Inter qualche settimana fa. L’unico dialogo che si può impostare con loro è quello da stadio, fatto d’insulti e urla. Lo stadio nuovo aiuta tanto in questo senso.

eldavidinho94

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