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Verona-Juventus: una sconfitta scialba

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Articolo di Alessandro Magno

 

Verona-Juventus 2-1. Dopo una cavalcata di ben 26 risultati utili consecutivi con 25 vittorie e un pareggio una sconfitta poteva capitare, tuttavia non è mai bello perdere anche se la Juventus ogni tanto sottovaluta l’ultima in classifica. Infatti era capitato anche l’anno scorso contro il Parma. Questa volta è avvenuto a campionato già vinto per cui la Juventus non ha avuto alcuna ripercussione negativa, anzi, questa sconfitta rischia seriamente di rinvigorire e risvegliare le ambizioni della Juve qualora si fossero sopite dopo le troppe feste.

Verona-Juventus 2-1. Dopo una cavalcata di ben 26 risultati utili consecutivi con 25 vittorie e un pareggio una sconfitta poteva capitare, tuttavia non è mai bello perdere anche se la Juventus ogni tanto sottovaluta l’ultima in classifica. Infatti era capitato anche l’anno scorso contro il Parma. Questa volta è avvenuto a campionato già vinto per cui la Juventus non ha avuto alcuna ripercussione negativa, anzi, questa sconfitta rischia seriamente di rinvigorire e risvegliare le ambizioni della Juve qualora si fossero sopite dopo le troppe feste.

La partita è stata persa per un approccio non adeguato di alcune delle tante riserve schierate e per colpa di un arbitro che forse, volendo festeggiare l’addio al calcio giocato di Luca Toni, ha arbitrato in un modo praticamente indegno. A parte il rigore che è fasullo come una banconota da un euro, l’apoteosi è stata l’espulsione per doppio giallo ad Alex Sandro dopo aver sistematicamente perdonato Marrone, Siligardi e soprattutto Viviani. Quest’ultimo da possibile ”docciato” prima del tempo addirittura finisce la partita nemmeno ammonito.

Sono emerse due cose. Intanto che è il secondo rigore clamorosamente inventato che danno contro la Juve dopo quello di Firenze alla faccia della Juve che ruba e questo qualcuno dovrebbe farlo notare. La seconda, quella che dovrebbe far riflettere, è che i rincalzi Juve sono ottimi rincalzi qualora buttati nella mischia con i titolari. Se invece li mettiamo dentro tutti insieme o quasi, se il risultato è quello di non riuscire a battere l’ultima in classifica, certamente un problema c’è. Spero che Allegri ne tragga le conseguenze per la finale di Coppa Italia e metta in campo la formazione migliore. Sono ben pagati dalla Juve e questo deve bastare a tutti.

In ultimo un caloroso omaggio a Luca Toni un uomo e un giocatore di primissimo livello. Grazie di tutto. Lunga vita a Luca Toni.

Pagelle Verona – Juventus 2-1

NAPLES, ITALY - JANUARY 09: Luca Toni of FC Juventus during the Serie A match between SSC Napoli and Juventus FC at Stadio San Paolo on January 9, 2011 in Naples, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images) *** Local Caption *** Luca Toni

 

pagelle di Alessandro Magno
Neto 6 Incolpevole sui gol forse si fa trovare eccessivamente fuori dai pali sul secondo. Si guadagna la pagnotta con un paio di parate.

Rugani 6,5 Uno dei piu’ positivi sicuramente.

Bonucci 5 Qualche passaggio sbagliato di troppo e grave la mancata chiusura sul secondo gol. Non era facile quell’intervento ma purtroppo per noi chiude la partita.

Barzagli 6 Anche lui si fa sfuggire un paio di volte gli avversari segno che non è serata per la Juventus ma comunque nei meno peggio.

Cuadrado 5,5 E’ quello che forse gioca piu’ palloni e non si risparmia di sicuro ma non riesce a fare giocate decisive e pulite.

Sturaro 5 Non manca l’impegno ma veramente questa sera una serie impressionante di passaggi sbagliati. Direi quasi tutti.

Lemina 6 Inizia alla grande macinando chilometri e palloni poi piano piano si spegne . Purtroppo manca spesso nella fase difensiva dove un giocatore che gioca davanti alla difesa dovrebbe essere piu’ presente.

Asamoah 5,5 Un poco meglio di Sturaro ma sempre abbastanza fuori dal gioco.

Alex Sandro 6,5 Una buona partita macchiata da un espulsione in cui il primo giallo è assurdo e il secondo ci poteva stare ma che con lo stesso metro il Verona finiva in 9.

Zaza 6 Non molla mai pure in una delle sue non migliori partite. In ogni caso un palo e un rigore conquistato.

Dybala 6,5 In certi momenti pare Messi. Non tutelato dall’arbitro che perdona sistematicamente i falli che gli fanno. Freddo all’ultimo minuto sul rigore.

Pereyra sv
Padoin sv
Chiellini sv

Allegri 6 Credo che la partita sia stata preparata bene e si poteva gestire anche con questa formazione. Messa in discesa per il Verona dall’arbitro con un rigore clamorosamente fasullo. Con i cambi a disposizione prova a cambiare ineriza all’incontro ma non ci riesce anche perchè chi entra non incide.

Juventus 5 I giocatori messi in campo per lo meno non tutti , non hanno risposto a dovere alla chiamata del mister. Partiti un poco sottotono ci siamo ridestati nel momento dello svantaggio. Poi il piu’ clamoroso dei contropiedi ha chiuso l’incontro. Non sempre si puo’ vincere ma l’impressione che ci si poteva impegnare di piu’.

Arbitro 2 Un primo tempo vergognoso con un metro pro Verona quasi scentifico. A Luca Toni basta abbassare la testa sulle palle alte per ricevere il fallo. Pare sistematico: abbasso testa – fallo per Toni. Sorvola su diversi clamorosi interventi da dietro sia di Siligardi che di Viviani a quest’ultimo addiritura che travolge Cuadrado e poi gli va faccia a faccia non lo ammoinsce in nessuno dei casi. Alla fine del primo tempo regala un rigore inesistente e ammonisce Alex Sandro che non fa assolutamente nulla se non stare fermo mentre il giocatore del Verona gli si butta addosso. Nel secondo tempo sul 2-0 si placa e da segni quasi di risveglio ma cade nuovamente in alcune chicche veramente geniali. Ammonisce Lemina per proteste senza ammonire il giocatore che lo trattiene per la maglia pur fischiano il fallo per noi, espelle Alex Sandro pur avendo ripetutamente perdonato i giocatori veronesi. Alla fine quasi ad apoteosi della presa per il culo nei nostri confronti fischia un rigore che c’è su Zaza quasi a tempo scaduto. Un arbitraggio che è una palese presa per i fondelli. Ha capito tutto questo arbitro. Riceverà sperticate lodi da tutti per questo arbitraggio indegno e farà carriera. In Italia se hai la faccia di cuculo per arbitrare contro la Juve ti dicono che hai personalità. Collina docet.

Toni 10 Grande giocatore e grande uomo. L’ultimo forse di una razza in estinzione : I centravanti d’area di rigore, le torri, i bomber. Ragazzo di grande spessore umano. Pur giocando in piazze come Firenze e Roma non ha mai avuto bisogno di ingraziarsi le tifoserie giocando a fare l’antijuventino facile, ma anzi ha sempre e solo fatto parlare il campo con i suoi gol. Lui che è dichiaratamente tifoso Juventino e che con noi, se pure in una parentesi non fortunatissima, ha segnato il primo gol allo Juventus Stadium. Meritava una chanse in piu’ anche da noi, è una delle poche cose che ho sempre criticato a Conte. Averlo messo fuori squadra senza neppure provarlo uno che poi è andato via e ha continuato a segnare con grande continuità mentre noi, in quegli anni, provavamo gente improbabile come Bendtner o Anelka, ma questa è un altra storia. Lunga vita a Luca Toni.

Finalmente è finita questa perdita di tempo

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Articolo di Alessandro Magno

 

Complimenti a Luca Toni unica nota veramente lieta di questo Verona – Juventus inutile e pericoloso. Pericoloso per le caviglie piu’ che altro. A Verona c’è sempre un clima ostile anche quando dovrebbero starsene tranquilli per una salvezza raggiunta già da tempo. Comunque sia è finita siamo tutti sani e questo è quello che conta. Mettiamo una pietra sopra questo campionato chiuso a 87 punti quindi due più della Roma dell’anno scorso e se non erro gli stessi della Juve del secondo anno di Conte e qualcosa in più della stessa dell’anno prima. Con la Coppa Italia vinta direi che è una stagione assolutamente positiva. Mettiamo anche una pietra sopra i deliri vari che si sentono tipo Garcia che si ritiene Campione d’Italia in quanto secondo, Mandorlini che corre sotto la curva per un pareggio all’ultima giornata in una partita inutile nemmeno avesse vinto qualcosa, De Laurentis che per giustificare le pochezze sue e della sua squadra rievoca l’unità d’Italia e Camillo Benso Conte di Cavour, evidentemente juventino. Poi cosa centri il Dnipro con l’unità d’Italia non è dato sapere. Mi manca solo di sentire Zeman dire che ha disputato un ottimo campionato e poi le ho sentite tutte. Il top direi è la foto scudetto dei giocatori della Roma in campo contro la Lazio. Quella che credo passerà alla storia come la foto con la coppa ma senza la coppa. Va be’, in questo paese di matti mi pare che gli unici a posto siamo noi.

Ora testa alla Coppa, sono già in fibrillazione. Non so dirvi come arriverò a quella sera. Se dovessi morire d’infarto seppellitemi con una bandiera della Juve. Ho sentito dire del Barcellona che ha strapazzato l’Ateltico di Bilbao e ho visto un gol; quello di Messi. Lionel lo sappiamo e non è una novità, è un giocatore straordinario ma mi permetto di dire che i difensori dell’Atletico di Bilabao in quel frangente fanno proprio i birilli. Mi aspetto che i nostri siano più coriacei. Fra l’altro ho visto e in classifica il Bilbao è staccatissimo, mi pare settimo. Conoscendo poi il campionato spagnolo dove fra le prime due e le altre dalla terza in giù, c’è un divario veramente notevole, non credo che ci si debba spaventare per la Coppa del Re vinta dal Barca. Sono fortissimi lo sappiamo lo erano già prima e non lo sono diventati di più l’altra sera. Andiamo a giocarcela con la consapevolezza che in 90 minuti uno scherzetto glielo possiamo giocare. Poi comunque vada sempre forza Juventus.

P.S. Il prossimo articolo sarà sicuramente il più difficile che abbia mai scritto. Nel bene e nel male. Fino alla fine.

Mandorlini parlaci dell’arbitraggio 2: tutte le cose strane che succedono contro la Juve.

 

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

 

Succedono cose strane tutte le volte che Mandorlini incontra la Juve. Succede che perde sempre. Succede che in due partite prende 10 gol. Succede che gioca due volte Pepe che non giocava da due anni, che segna una doppietta Giovinco e poi una Tevez, che segna sempre Pogba e sempre Pereyra che era uno che non segnava neppure a porta vuota. Succede che c’è gloria per tutti: Mattiello, Padoin. Persino Evra a volte sembra ancora un giocatore. Succede che Buffon lo hanno trovato in entrambe le partite a fare le parole crociate con la schiena al palo mentre si fumava una sigaretta.

Dicevo, sono successe cose strane, stranissime in queste due partite. Non ci si è potuti lamentare mai dell’arbitro perché la Juve ha avuto il 99,8% di possesso palla. Lo 0,02% del Verona è dovuto a quando hanno battuto il calcio d’Inizio e a quando gli hanno ridato la palla indietro come ricordo a fine della partita. E’ successo che in due partite si sono cambiati ben 12 arbitri ma il risultato non è cambiato, il Verona è stato letteralmente preso a pallonate. E’ successo che in coppa Italia Mandorlini fosse venuto con un modulo diciamo meno difensivista e ne abbia presi 6 e memore di questo al ritorno si è presentato col 9-1 giusto così per rispolverare un poco di sano catenaccio, e abbia preso un gol dopo appena 2 minuti e un altro nemmeno 5 minuti dopo. E’ successo che nonostante il 2-0 ha preferito starsene li tranquillo nella propria area non cambiando nulla fino quasi alla fine della partita quando è entrato Saviola perché meglio perdere 2-0 che di nuovo 6-1 e questo è il genio di Mandorlini

Succede che l’altra volta parlando di un gol annullatogli ingiustamente contro la Juve ai tempi di Mosè, pensando che poi noi non andassimo a controllare ha omesso di dire che nella stessa partita annullarono un gol regolare alla Juve prima di annullare il suo. Gol di Zavarov. Povero Zavarov che già che aveva segnato giusto quella volta glielo hanno pure annullato. E’ successo che quel Inter-Juventus del 1988 sia finito 1-1 con gol di Serena per loro e Galia per noi e che quell’anno l’Inter vinse lo scudetto. Questi si lamentano persino quando raramente vincono. Ma vi rendete conto? Questo è Mandorlini e quelli come lui, quelli che noi chiamiamo rosiconi. Quelli abituati al se perdo non è colpa mia. Se perdo piango. Lui è andato oltre addirittura ha tirato fuori il pianto preventivo. Spero in cuor mio che lo esonerino. Senza rancore si capisce.

E’ successo anche questo in questo doppio Juve -Verona senza storia, che alla Juve in due partite hanno giocato meglio le riserve nella prima che i titolari nella seconda. E’ successo che invece del Verona hanno fatto tutti pena sia in una che nell’altra a iniziare dal Mister che ha fatto più pena di tutti. Anzi no, nel Verona uno s’è salvato: Luca Toni. Il grande, grandissimo, immenso uomo, prima ancora che grande campione Luca Toni. Uno che ha indossato suo malgrado maglie anche antijuventinissime tipo Fiorentina o Roma e non ultima questa del Verona, e ha sempre parlato solo di calcio. Uno che mai ha avuto bisogno di nascondersi dietro un dito accampando scuse per le proprie sconfitte. Uno che ha indossato la nostra maglia in un periodo non fortunatissimo per noi e non ha potuto dare quanto meritasse ma non per questo è andato via sbattendo la porta. Uno che a volte da avversario ci ha purgato ma ha sempre parlato solo in campo. Un uomo con la schiena dritta. Lunga vita a Luca Toni l’unico dell’Hellas che merita il mio incondizionato applauso.

 

Un’altra doccia fredda per tenerci svegli.

verona juve 2

di Davide Peschechera

Nessun disfattismo, nessun processo. Questa squadra non si può processare. Non si deve criticare. Anzi. Ma se ne può parlare, discutere, questo sì. Si possono fare delle valutazioni per migliorare, evidenziare i limiti e non solo i pregi, come facciamo il più delle volte. È una Juve più umana di quanto si creda, questa, capace di tutto. A Roma sono stati due punti guadagnati, col Verona sono stati due punti persi, cominciamo col dire questo. 4 punti da analizzare: i cali di tensione, i gol presi su calci piazzati, i cambi di Conte e le motivazioni di alcuni calciatori.

Non dobbiamo mai fare due goal prima del 60° se no poi ci addormentiamo. Questi, ripetuti, cali di tensione rappresentano il limite della Juventus di quest’anno. Crisi di gennaio? Richiamo della preparazione? Secondi tempi sottoritmo? Macchè, nessun calo fisico. La Juve quest’anno spegne semplicemente il cervello, molla la presa, stacca la spina. Non serve andare sempre a mille per vincere, basta giocare con intelligenza in alcuni frangenti. La necessità era solo una: tenere in cassaforte il pallone, gestire le situazioni, temporeggiare. La Juve fisicamente c’è e lo dimostra con i primi tempi che gioca. Le disattenzioni e i cali di concentrazione sono invece tornati: a Bergamo, a Cagliari, in casa con la Samp, a Roma con la Lazio e addirittura con l’Inter. È un fatto mentale. Non è una squadra nata per gestire il risultato, questa. 0 tiri in porta, 0 corner, 24% di possesso palla. 2 gol identici subiti dal Verona. È evidente che non abbia questa dote nel suo dna, ma può almeno imparare a farlo. Ad un certo punto, la squadra cala d’intensità e d’agonismo. È una squadra istintiva, che non sa controllarsi: o tutto o niente. Come Carlos Tevez: quando comincia a segnare in una partita, non si ferma più, doppietta col Verona e tripletta col Sassuolo. Quando non lo fa, dispensa “solo” assist e giocate essenziali ai fini del risultato.

Quanti goal abbiamo preso quest’anno su palla inattiva? 7 gol su diciotto sono arrivati da palla inattiva, dei quali cinque da corner, due da punizione indiretta. In 23 partite. Troppi, in tutti i sensi. Quasi metà delle reti incassate arrivano da questa strana e spiacevole situazione, 6 di questi 7 sono stati subiti tra gennaio e febbraio. Le due reti segnate dal Verona sono la goccia che hanno fatto traboccare il vaso dopo che il campanello d’allarme aveva già suonato contro Inter, Sampdoria, Cagliari. Nonostante la Juve domini e vinca le partite, la statistica comincia a gonfiarsi sulle incertezze e i rilassamenti derivanti da calci da fermo o cose simili. La Juventus non può andare in così netta difficoltà su ogni calcio da fermo. Una tendenza pessima che non si riesce ad arginare. Una condanna che potrebbe costarci cara. Andiamo nel panico totale e non siamo tranquilli in queste situazioni. Sono una sofferenza, una vera maledizione questi calci piazzati e questi calci d’angolo. La zona in difesa su palle inattive non funziona, sulle palle alte soffriamo troppo (da sempre). Da notare come il 2-2 arrivi da punizione battuta lentamente dal Verona con nessuno che presidia la fascia sinistra(né Pogba né Peluso) e Ogbonna che si perde Gomez. Completamente disarmati e disorganizzati su questa situazione di gioco, ignoranti di cosa si debba e si possa fare per cambiare tendenza. e reagiamo spaesati. Conte ha parlato addirittura di panico, di ansia, di squadra sconnessa, ci lavorerà su. Mi augurio, spero e credo che di rimonte come questa non ce ne saranno più, mi fido del mister e delle due parole.

Però, anche Conte che dice di pensare ai centimetri quando fa entrare qualcuno dalla panchina è una bella scusa che utilizza spesso, a caldo e a freddo, davanti ai microfoni. Peluso per Asamoah in teoria perchè più bravo il primo del ghanese sulle palle alte, senza considerare che un cambio del genere è un messaggio di sfiducia per la difesa, sollecitata da un numero di palle perse dal centrocampo davvero enorme, sfortunata quando anche Chiellini deva abbandonare il campo, in difficoltà quando con l’ingresso di Osvaldo per Llorente si comincia, come già detto, a verticalizzare invece di gestire le situazioni, temporeggiare, tenere in cassaforte il pallone. A Copenaghen De Ceglie in campo con Giovinco e Tevez in attacco. Non credo che Conte non sappia fare i cambi ma è dell’idea che in campo vadano i migliori e quelli devono vincere la partita e restare sino al 90esimo o quasi. Lungi da me dire che sia un ragionamento sbagliato ma è sicuramente un ragionamento che non sempre premia. Il più delle volte sì. Cambio gettato alle ortiche, dunque, quello di Asamoah-Peluso, con Marchisio che sarebbe potuto entrare al posto di Vidal o Pogba, irritanti. Pessimi. Idem Llorente. Forse è per questo che è arrivato Osvaldo e sarebbe dovuto arrivare Guarin. Cito testuali parole: “Abbiamo una Europa League da giocare e un Campionato da vincere, qualcuno è qui da troppo tempo e va smosso, serve entusiasmo e concorrenza, anche se ci sono gerarchie ben precise lì davanti”.

Il fatto che Conte abbia ribadito che: “Il campionato è molto lungo e non si è ancora vinto nulla: abbiamo conquistato due scudetti con cattiveria e dovremo fare lo stesso quest’anno. E’ un pareggio che ci farà fare un bagno d’umiltà”. E poi: “Dobbiamo stare attenti, altrimenti vanifichiamo tutto quello che di bello abbiamo fatto. Farò le mie valutazioni serene, inevitabile che il posto bisogna tenerselo ben stretto, soprattutto a centrocampo dove c’è Marchisio che si sta sempre sedendo in panchina. E poi abbiamo preso Osvaldo che potrebbe essere un’alternativa in attacco. Non ci sono titolari o vice, gioca chi sta meglio. L’importante è avere giocatori che abbiano voglia di mettermi in difficoltà nelle scelte. Dare la colpa al turnover, visto che abbiamo una partita a settimana, non mi sembra il caso. Le motivazioni devono sempre essere al mille.” deve far riflettere: ha fatto chiaramente capire che potrebbero esserci dei cambiamenti nelle zone in cui la squadra non ha funzionato. Nelle zone, come il centrocampo, in cui si facevano colpi di tacco sul 2-0 e sul 2-1.

Insomma, il fatto che le lezioni non vengano assorbite rappresenta un evidente limite. Il passo tra campo e panchina è brevissimo e qualcuno meriterebbe un turno di riposo, giusto per riflettere, meditare, ricaricare le pile. La competizione interna evita i cali di tensione. Qualche scelta rumorosa potrebbe essere propedeutica. Leggerezza e qualche motivazioni persa per strada. Sufficienza, approssimazione, supponenza, sembrava che la gara fosse già terminata, per come facevano girare la palla, mentre c’era ancora tutto un tempo da giocare. Il riferimento è a Vidal e Pogba. Intanto il consueto giorno di riposo è andato a farsi benedire, mezz’ora di chiacchierata e poi tutti a casa a pensare.

Tutto quello che ha un inizio, ha anche una fine. Ci sono vaghe similitudini tra il pareggio di Verona e la sconfitta di Firenze (20 ottobre), là dove in entrambe le partite la Juventus è stata rimontata in maniera eclatante dall’avversario dopo averlo schiacciato e aver chiuso il primo tempo in vantaggio di due gol. La similitudine sta nella presunzione di una squadra che a volte si rende conto di essere molto più forte. Prevenire è meglio che curare e quest’anno si fa bene a resettare certe situazioni ormai cristallizzate e a non considerare il successo come un evento acquisito. La Roma è un avversario temibilissimo che fa bene a crederci visti gli scivoloni che fa la Juve di tanto in tanto. La storia è piena di inciampi e rimonte: conviene che l’allenatore ne metta a conoscenza il gruppo. Pepito Rossi e la Fiorentina, Antonio Candeva e la Lazio. Due giocatori, due squadre, due città diverse. Si era aperta dopo la tripletta subita a Firenze, la striscia di vittorie consecutive della Juventus, si è chiusa con il pareggio all’Olimpico, contro la Lazio. Juve fermata dopo ben dodici vittorie consecutive in Serie A. Genoa, Catania, Parma, Napoli, Livorno, Bologna, Udinese, Sassuolo, Atalanta, Roma, Cagliari e Sampdoria. Tutte messe sotto negli ultimi mesi, tra goleade e pochissime sofferenze. A Bergamo invece si era fermata l’imbattibilità di Buffon: 745 minuti e sesto posto nella classifica dei portiere più a lungo imbattuti in A. Speriamo che il 2-2 di Verona, molto simile alla sconfitta di Firenze per come è arrivato, dia un’altra bella scossa a tutto l’ambiente.

Infine la moviola. Era in fuorigioco Tevez di una gamba, era in fuorigioco Toni, di testa, ma con altri 4 veronesi. Restano nel finale le proteste del Verona per il mano di Lichtsteiner che salta su Toni e colpisce con il dorso della mano molto larga. E’ vero però che lo svizzero non può rendersi conto della cosa essendo di spalle e il pallone colpisce la sua mano senza che lui la muova. L’interpretazione della non volontarietà ci può stare. Nel caso del tocco di mano di Vidal, invece, si può configurare un movimento che tenda a costituire maggior ostacolo: Vidal vede arrivare il pallone e allarga il braccio, forse involontariamente, ma il contatto è tale che potrebbe meritare il rigore anche se Doveri lo giudica completamente involontario e meccanico, come nel caso di Lichtsteiner. Poi ci sarebbe anche l’entrata a martello di Marques su Vidal al 37’ del 2T, sanzionata solo col giallo, dopo quella omicida di Kuzmanovic di domenica scorsa, sanzionata alla stessa maniera. Ma non bisognava tutelare i campioni? Adesso torniamo con umiltà ad affrontare le prossime partite.

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Sintesi Cuneo – Juventus

Sintesi

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Si salvi chi può!

Si salvi chi può che si sta affondando! Questo sembra gridare l’intera squadra completamente inghiottita e colpevole della rimonta di un Chievo mediocre esattamente come le ultime squadre incontrate. Sono infuriata con tutti, non so con chi predermela per primo, insufficienti ..anche chi ha segnato. Champions league?  Noi? No.Ammettiamolo, non siamo pronti e non lo saremo neanche l’anno prossimo se non cambiamo allenatore, staff, tutti quanti.E’ sempre il solito film, visto e stravisto, abbiamo retto un tempo, e in 5 minuti, dico …5 minuti gli avversari ci hanno fatto due gol, ma neanche in serie C succede, e continuo a non capire cosa abbia  in mente il sig. Del Neri, togliere Krasic e mettere Toni, per me resta una scelta incomprensibile e priva di fondamento, anche perchè quell’altro,  povera anima ha creato assist  tutta la sera, non è colpa sua se  non c’è stato verso di farne entrare anche solo mezzo in porta, difatto penso che il gol segnato da Matri sia stato per grazia ricevuta o per calcolo di  probabilità,  Toni, lo sappiamo non è un garantista, segna ogni tanto più ogni che tanto, e poi errori, errori, errori, bisogna ricordare a Buffon che è un portiere non un difensore, ad un certo punto sono andati fuori di testa e ciao Champions league.Che delusione, e vi dirò che alla fine del primo tempo, mi ero illusa, ho sperato che forse potevamo farcela, bastava giocare bene, difendere, mantenere i nervi a posto, invece niente, stasera noi tifosi juventini subiamo l’ennesima umiliazione, e ciò che mi dispiace è che questa proviene dai giocatori, stasera a parte il cambio infelice, fatto così senza cervello,  è solo la squadra unica colpevole, hanno dimostrato immaturità e  incompetenza: sono tutti giocatori da serie A, professionisti di livello, non è accettabile nè da parte nostra nè dall’azienda risultati del genere.Basta tirare in ballo la proprietà, la dirigenza, guardiamo in faccia la realtà sono scarsi, e affrontano con leggerezza ogni impegno e obiettivio sono distaccati, scendono in campo per lo stipendio e basta, come si fa ad accontentarsi di un settimo posto?Non vorrei essere noiosa o ripetitiva, ma alla fine a noi tifosi chi ci pensa? Qualcuno me lo dica perchè siamo sempre più soli, feriti  e abbandonati a noi stessi.

Luna23

 

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