Archivio Mensile: Giugno 2012 - Pagina 2

Piuttosto che una terza stella così, piuttosto!


E’ di oggi la notizia secondo il quale la nuova maglia della Juventus non recherà la tanto agognata (e sognata) terza stella ma una non meglio precisata scritta sotto il logo (o sotto lo scudetto) del tipo ”trenta” oppure ”trenta sul campo”. La prima cosa che mi viene in mente così a umore è che se questa è la sorpresa del Presidente Agnelli è una sorpresa assai amara. Della serie come quando ti regalano una cravatta che fa schifo e che non ti metterai mai. Se è questa la sorpresa direi che era meglio non averla. Mi spiego: da tifoso nè io e nè tanto meno tutti gli altri crediamo di non saper contare, di conseguenza sappiamo, e lo sapevamo pure prima, che i nostri scudetti vinti sul campo sono 30. Il che significa: non avevamo bisogno di alcun promemoria. Fra l’altro non si capisce perchè oggi dovremmo mettere ”trenta” quando ieri non abbiamo messo ”ventinove”, che si , sarebbe stato qualcosa con un significato davvero importante. Se poi questo ”trenta” come leggo da qualche parte sarebbe un monito, un vanto nei confronti dei nostri avversari la cosa a mio parere, è pure peggio. Sarebbe un poco come uno che si è fatto la galera da innocente ed esce. Se non c’è una revisione del processo, se non viene unanimamente riconosciuto come innocente, è e sarà sempre colpevole. Per tutti. Hai voglia a dire che non lo sei, hai voglia a scriverlo sui muri a lettere cubitali o a scrivertelo in fronte. Sei e sarai sempre colpevole e non c’è nessuna legge che dirà il contrario. Sarai sempre trattato come un colpevole. E se vai in giro con la scritta in fronte ”innocente” fai pure la figura dello stupido. Ecco perchè fra l’altro son belle da vedere le scritte 30 sullo Stadium con le tre stelle sullo scudetto, ma pur sempre lasciano il tempo che trovano. Puoi scriverle anche sulla tazza del cesso (cit.) non è li che servono ma sulle maglie e nella bacheca (quella ufficiale).

A scanso di equivoci voglio subito diradare i sospetti di qualcuno che magari adesso pensa che stia facendo un attacco alla persona di Agnelli. Andrea Agnelli è un ottimo Presidente e un ottima persona che fino ad ora ha fatto tanto. In questo frangente però a parere mio, e se così fosse, ha sbagliato perchè non è prudente promettere cose che poi non si possono mantenere. Attenzione, chi mi legge sa benissimo che io lo dico fin dal primo giorno che le stelle non ce le facevano mettere, per cui lo dicevo prima e lo dico ora. Per me è una semplice constatazione. Non andavo scrivendo prima ”questo è il mio Presidente” come non scriverò ora che non lo è. Io mi sforzo di restare come sempre il più possibile razionale, non lo scrivevo neppure di Gianni o Umberto Angelli: ”Questo è il mio Presidente”, mica vuol dire che non fossero dei grandi o non abbia stima di loro. Anzi mi spingo più in la, a quelli diciamo più umorali che ad esempio han fatto una questione di lana caprina attaccando Del Piero per aver detto in sostanza che: ”gli scudetti ne abbiamo vinti 30 ma ce ne han assegnati 28” dico adesso di non fare uguale con Agnelli ammesso che ne avessero il coraggio. Lo dico agli ”umorali” ma pure …diciamo gli altri. A parere mio, il Presidente a volte è troppo tifoso e commette errori di questo genere a parlare da tifoso. Sulle stelle era tutto abbastanza chiaro fin dall’inizio, mi sarei aspettato che provasse a fare una forzatura , mettendole sulla maglia così come mi aspettavo che la Federazione non le approvasse. Allora si in quel caso lo avrei applaudito e sarebbe stato chiaro che la Juve voleva metterle ma non gliele hanno fatte mettere. Piegarsi prima non è mai bello. Se poi sei Juventino e quindi sei abituato a non piegarti mai la cosa è pure peggio. Ripeto a questo punto era meglio non prometterle. Ero contrario a stelle stilizzate o nel logo figuriamoci a scritte. Da quando le scritte hanno qualcosa di ufficiale nel simbolisimo delle vittorie? Suvvia! Occorre avere rispetto della maglia. La maglia è una divisa , è un armatura. Con la maglia si va nella battaglia. La maglia è una questione di stile ma non è una questione di moda. La maglia è una cosa seria. ”Trenta” o terze stelle fittizie non ne voglio. Addirittura avevamo tre stelle ora neanche una. Era meglio due stelle come prima, continuando le nostre battaglie nei tribunali di dovere. Quando ci sarebbero stati restituiti gli scudetti avremmo messo la terza stella come andava messa. E’ come se per punire la moglie ci fossimo tagliati…… le stelle.

Alessandro Magno

Il pallone disperato

Come di consuetudine lo Stato Italiano, conferma di non essere in grado di risolvere un certo tipo di problema, in questo caso parliamo di un argomento attuale come il “rispolverato calcio scommesse”, io non voglio parlare da tifosa e difendere i componenti della mia squadra in quanto dipendenti della Juve, ma tutte le volte la pseudo giustizia sportiva fa una gran confusione punendo poco e male e rendendo chi sta dietro alle quinte più forte e determinato ad investire nelle scommesse illegali.

Il binomio scommesse – calciatori è vecchio come il mondo,  di scandali ne abbiamo una certa collezione, c’è chi ha pagato e poi riabilitato c’è chi no, purtroppo però la base resta sempre lì impunita, e pronta a ripartire.

Ma chi ci guadagna in tutto questo?  Le vendite dei giornali solitamente triplicano, la gente vuole sapere chi e come, ma un’autentica verità non ci sarà mai, tutti negano anche di fronte a prove ed evidenza, e lo stato utilizza il calcio e relative nefandezze per distogliere la gente dai veri problemi, quelli che ci vuotano il portafoglio per capirci. Insomma, il torpido  serve ..

Come dicevamo,  quando i tempi sono duri, si è soliti ad alzare il coperchio di quel calderone dove vengono archiviati tutti quei casi di cui si è parlato molto e punito poco. Perché non si risolve infliggendo qualche anno di reclusione per’altro quasi mai effettuati se non nel soggiorno di casa propria, o tenere in gattabuia per tre mesi qualcuno e poi buttarlo fuori dicendo che il fatto non sussiste, se lo scandalo scommesse esiste va affrontato e severamente punito. Lungi che questo avvenga: Ma cosa succede?

Titoloni sui giornali, perquisizioni, stati di fermo, interrogazioni, articoloni, qualche condanna e il coperto viene richiuso fino alla prossima puntata.

Finirà così anche questa volta? Forse, però oggi  è diverso, perché il pubblico giudizio  è caduto su alcuni membri della Juventus, da Antonio Conte, come persona informata sui fatti, Bonucci e Buffon, da diretti coinvolti. Come scritto sopra, non voglio difendere i nostri perché obiettivamente mi mancano le basi, sono esclusivamente al corrente delle notizie sui giornali, non conosco bene nessuno di loro, quindi non so proprio, a parte Bonucci di cui non mi pronuncio, mi stranisce Conte, la cui ambizione cadrebbe in contraddizione con quel genere di passatempo, tenendo conto che lui di soldi ne ha guadagnati e tutt’ora tanti, non so fino a che punto potesse convenirgli, per Buffon è diverso, conosciamo cosa pensi del gioco il portiere della nazionale, passatempo da lui  ampiamente praticato senza farne mistero a suo dire in modo legale, diventando persino testimonial di gioco d’azzardo legale online.

Già, perché scommessa o gioco alla roulette, sempre di gioco d’azzardo parliamo, e la differenza tra la forma legale e non, lo fa solamente il tributo pagato allo stato. Ma il ruolo di Gianluigi attira sempre l’attenzione, e chi meglio di un portiere può modificare un risultato? E’ lì che l’errore famoso, due partite prima dell’assegnazione del titolo quest’anno, ha fatto insospettire i più. Il fatto è che, Buffon si colloca un po’ al limite, ama scommettere, lo fa, muovendo cifre serie, ovvio che gli occhi della polizia e Intendenza di Finanza posino su di lui e se capita qualcosa venga subito preso in mezzo anche se non c’entra niente.

Certo è tutto molto spiacevole, non fa piacere a nessuno subire una perquisizione, ma d’altronde la modalità è uguale per tutti,  per Conte che si è dichiarato sdegnato per il trattamento poco ortodosso subito, vorrei rassicurarlo che allo stesso modo l’avrebbe avuto “il lattaio sotto casa mia”, la polizia in quanto tale non interessa niente chi sei, se hai dei bambini o altro, se deve, è autorizzata “a fare irruzione” che si tratti dello scontrino del litro di latte non emesso o della ricerca di prove su scommesse illegali, la procedura è questa. Perciò, ritengo che se il lattaio sta zitto e lascia fare, non farei fossi in Conte dei drammi, visto che si dichiara innocente e dalla sua ha l’appoggio di tutta la proprietà Juventus, dei tifosi, della gente in generale, che non è poco.

Sarei piuttosto preoccupata invece, per la Juventus sempre più bersagliata e presa di mira, io non condivido l’idea della fuga,  piuttosto, cercherei di aprire i pentoloni degli altri, fino adesso tenuti rigorosamente chiusi, sarebbe ora di finirla ..  In più, ultima notizia, il ritorno di Zeman in serie A, alla Roma, e questo consentitemi non ci voleva.

Già di problemi ne abbiamo tanti, ce la faremo a sopportare le sciocchezze di “colui che insegna la morale al calcio italiano” ?

La prossima stagione promette bene, avremo di nuovo il derby, con relative continue lamentazioni, perché il Toro non ci farà mancare niente, Zeman, e tutto il carrozzone della serie A forse un po’ ammaccata dalla faccenda Scommesse, ma più viva che mai, e tutta da leggere!

Luna23

Perché ..perchè … la domenica mi lasci sempre sola…

Perché ..perchè … la domenica mi lasci sempre sola…

Parte seconda

Cosa è successo domenica 15 di gennaio 2012? A parte la Juventus  che ha ricevuto il Cagliari a Torino, non è accaduto nulla di particolare, una domenica invernale qualunque, in realtà per me, quel giorno è stato davvero speciale, un grande avvenimento: la prima volta che mio marito mi ha accompagnato allo stadio ad assistere ad una partita della Juventus. Ero molto felice di andarci insieme a lui, per me una grande occasione, per gioire in diretta di una bella vittoria della mia squadra. Per chi non ha letto la prima parte di questo racconto dedicato alle donne appassionate di calcio con i mariti che invece lo detestano, per noi, una piccola categoria ormai in via di estinzione non è facile condividere con il consorte questo sport, mi confronto ogni lunedì, con una signora anziana ma molto brillante e calcisticamente preparata, anch’essa con la mia stessa situazione, di avere il marito che allo stadio preferisce portarsi un libro piuttosto di guardare la Juventus, dovete sapere che mio marito odia il calcio, o diciamo che non gli interessa, ed il più delle volte collassa davanti alla tele quando la guardiamo insieme, e alla fine sono io a spegnere la tele. Ma quest’anno si era ripromesso di farmi concessione di accompagnarmi a vedere lo Juventus stadium. Decisa la partita, è iniziata la caccia al biglietto, che sono riuscita ad ottenere piantonando la biglietteria per ore e aspettando lui con tanto di carta di identità, diversamente niente da fare. Le regole sono ferree, e già è stata fatta un’eccezione trattenendo i due biglietti per un’ora, rendetevi conto. Acquistati e messi al sicuro, finalmente arriva il giorno del match, trattandosi di una giornata di gennaio con pallido sole, tutto faceva presagire che avrebbe fatto molto freddo. Conciati da polo nord siamo partiti verso lo stadium.  L’incontro non preannunciava pericolosità, a parte l’ingente affluenza non si percepivano disordini, l’organizzazione interna e privata della Juventus non ha fatto una grinza, tutto gestito alla perfezione. Io mi sentivo un po’in colpa, temevo che mio marito si annoiasse a morte, e collassasse dopo 10 minuti del primo tempo, La fortuna volle che trovammo degli amici che ci guardavano con aria interrogativa, come per dire: “..ma cosa fate qua voi?” Quasi non volevano credere che la tifosa fossi io. Va beh, ormai eravamo lì, ed era bello esserci tutto sommato.

Finalmente il match ebbe inizio, purtroppo la partita fu non delle migliori, noiosa e ripetitiva, mio marito per evitare di cadere addormentato cercava di ascoltare le indicazioni di Antonio Conte che noi vedevamo di spalle, ma non si riusciva a causa dei canti della curva. Il risultato non si sbloccava, ed io ho temuto sinceramente la vittoria degli avversari. Non fu così, mi dispiacque per il capitano e per Milos Krasic, che fallirono un’occasione a testa, e tristemente finì il match.

Mio marito era dispiaciuto per me, soprattutto, nel vedere la mia delusione, ma in fondo, è stato divertente trascorrere una domenica diversa dalle altre, rivedendo alcuni amici e ammirare un gran stadio.

Questa stagione però ci torneremo, la Juventus si è meritata la nostra attenzione .. ma non in Gennaio però, troppo freddo!

 

Luna23

In-giustizia sportiva e giustizia a orologeria.

E’notizia di questi giorni delle sentenze di condanna per i giocatori e le società che hanno scelto di patteggiare la pena nell’ambito del processo sportivo sul calcio scommesse. Si va da alcuni punti di penalizzazione ad alcuni mesi per tesserati vari e addirittura solo ad alcune sanzioni pecuniarie per alcune società come ad esempio il Livorno. Grosseto -6 punti, Atalanta -6 punti, giocatori vari da 20 mesi in giù, Carobbio, che fra l’altro da accusato è diventato accusatore solo 20 mesi di squalifica, diciamolo pure, per costui una sorta di premio, queste sono grosso modo le pene. Quella più pesante (2 anni ) è per Cristiano Doni, che si vanno ad aggiungere ai 3 precedenti che aveva già avuto. Totale 5 anni e poi Doni può rientrare nel mondo del calcio magari come allenatore o dirigente. Tutto questo ha dell’incredibile per dei soggetti che sono accusati e in molti casi sono rei confessi di aver alterato il risultato delle partite e incassato dei soldi ( tanti) per fare questo. Soldi con i quali magari adesso pagano anche le multarelle inflitte dalla Federazione.

E’ incredibile tutto questo, se si pensa al processo del 2006, quello chiamato Calciopoli, dove una società che poi non è stata riconosciuta colpevole di nulla, la Juventus, è stata mandata in serie B con una penalizzazione di ben 30 punti (poi scontati) e in cui addirittura si parlava di serie C2. Un processo, Calciopoli, dove sono stati radiati dei dirigenti (Moggi e Giraudo) rei secondo l’accusa, di aver esercitato una pressione eccessiva sugli arbitri e aver intrattenuto rapporti particolari con questi. Rapporti che poi si è visto non erano esclusività loro, in quanto li avevano tutti e che fra l’altro erano consentiti e in molti casi auspicati dagli stessi designatori. Sia chiaro a tutti a scanso di equivoci che nè Moggi nè Giraudo sono stati riconosciuti colpevoli di aver truccato alcuna partita. Bene, questi radiati, gli altri una multarella da pagare con i soldi incassati dalle scommesse, e un periodo di ferie forzato ma neppure esageratamente lungo. Questa sarebbe la giustizia sportiva. Questo è Palazzi. D’altronde del doppiopesismo di quest’ultimo ne abbiamo avuta ampia prova vista la celerità con cui ha istruito i processi per la Juve e per l’Inter. Stesso reato (anzi quello dell’Inter pià grave), la Juve in B in quindici giorni, l’Inter prescritta perchè si son fatti passare degli anni. Questi sono i processi fatti sulla base del sentimento popolare. Evidentemente delle scommesse non frega più di tanto a nessuno e vogliono chiudere in fretta e senza troppi ”caduti”. The show must go on. Questa è la in-giustizia sportiva.

E veniamo a quella ordinaria quella che possiamo chiamare tranquillamente a orologeria. Ne abbiamo avuto ampia dimostrazione nel caso di Buffon. Ora è parso quanto meno strano a tutti che appena Buffon ha attaccato i pubblici ministeri colpevoli a suo dire di dare le notizie prima ai giornali che ai diretti interessati, è arrivata subito l’indiscrezione per cui il portiere avrebbe mosso cifre considerevoli dal suo conto in banca a un signore suo amico titolare di ricevitoria di scommesse. Una puntualità che ha destato più di qualche sospetto a inizare dal Presidente Andrea Agnelli fino all’ultimo dei tifosi. Subito sul web si sono raccolti i commenti in questo senso, da Twitter a Facebook, tutti si chiedevano se qualcuno potesse esser così cretino da pensare che questa cosa potesse esser casuale. E come il cacio sui maccheroni il primo premio lo ha vinto Abete. In effetti ci si chiedeva chi, ed è arrivata la conferma. Quest’uomo dovrebbe dare le dimissioni quanto prima visto che non ha più alcun tipo di credibilità nè di autorevolezza ammesso che le abbia mai avute.

I giornali poi con Buffon hanno fatto il resto. I moralismi di Travaglio, di Repubblica, della Gazzetta, nessuno si è andato a informare ne a preoccupare di verificare che 1 – questa era robavecchia di due anni, 2 – che la guardia di finanza non c’entrava una beata cippa visto che era un informativa della banca di Buffon sui flussi di denaro (a proposito Gigi fossi in te la prima cosa cambierei banca giusto per premiarli), 3 – nessuno si è preoccupato di dire chiaramente che Buffon con le scommesse sulle partite truccate non c’entrava nulla, ma anzi questo si è lasciato volutamente credere. Si son sprecati in settimana i commenti del tipo:” io l’ho detto che quando Gigi s’è fatto quella papera col Lecce c’era qualcosa di losco”. Perchè ormai nel minestrone generale dove c’è dentro di tutto e di più , tutto è lecito ognuno dice la cavolata che vuole ed è una notizia. Non importa la verità vera, importa parlare di qualcosa di grosso e di sospetto. Ecco perchè che a Doni gli danno solo 5 anni non frega a nessuno anche se ha incassato cifre milionarie con le partite che ha truccato, mentre è molto più ”golosa” la notizia per cui Conte sapeva di una combine ma non l’ha denunciata. E se Coppola e Reginaldo ( giocatori di Conte all’epoca dei fatti) smentiscono e dicono che il mister non aveva detto nulla, basta non parlarne e parlare solo di quello che dice Carobbio. Perchè Conte è Conte, c’è la Juve di mezzo vuoi mettere. E quanto più se ne parla più una cosa è vera, anche se poi da principio non lo era. Perdonatemi il delirio ma io dico che in questo paese ci sono troppe persone, nelle banche, nella magistratura (vero Ingroia), nella polizia, nella guardia di finanza eccetera che usano il proprio ruolo per colpire chi gli è antipatico. Abbiamo inventato l’uso del proprio ruolo ”contro personam”. E siccome gli Juventini hanno di che guardarsi visto che ci sono gli antijuventini, cioè tutti gli altri, il gioco è fatto.

L’ho detto già tempo fa, andiamo via da questo paese, via i giocatori della Juve dalla Nazionale, via la Juve. Iscriviamoci a un campionato straniero. Non è vero che non si può, c’è già il Monaco (squadra del Principato) che partecipa al campionato francese. Altrimenti compriamo una squadra inglese , tedesca o spagnola e trasferiamoci tutti li. Abbiamo lo Stadio di nostra proprietà in questo momento siamo un passo davanti a tutte le altre squadre italiane. Con gli introiti del nuovo stadio abbiamo anche i soldi da investire nella squadra cosa che tutte le altre squadre italiane non mi pare che abbiano. Perchè continuare a dare lustro a questo campionato e a questa nazione quando abbiamo tutti contro sempre e comunque. Un branco di squali pronti a scaggliarsi contro di noi al sentore di una minima, piccolissima goccia di sangue. Fatevi il vostro campionato minore ma senza di noi. Perchè no?

Alessandro Magno

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