Archivio Mensile: Luglio 2012 - Pagina 2

E così è arrivato quel giorno, il giorno del saluto.

Se ripenso al 1995, quando avevo 9 anni, quando ho iniziato a seguire la Juventus e vedevo il calcio con gli occhi di un bambino, mi sono calcisticamente innamorato di un piede che faceva magie e che disegnava arcobaleni che finivano dritti sotto l’incrocio.

Il piede di Alessandro Del Piero, stava nascendo un mito, una leggenda. Ti ho visto nascere Alex. Dopo aver vinto la Champions nel 1996 la prima cosa che ho fatto è stata andare a comprare con Papà la maglia di DEL PIERO, con quel numero 10 stampato su una maglia blu con due stelle sulle spalle, nasceva il mito, nasceva il nome.

Col passare degli anni sei diventato il mio idolo, il gol al River Plate, vederti segnare negli stadi maggiori europei, quel gol dopo 20 secondi a Manchester, quelle sgroppate contro napoli e inter, quei continui tiri alla Del Piero, punizioni, rigori, dribbling, esultanze e vittorie, la migliore stagione nel 1998 ed un pallone d’oro sfiorato, ingiustametne non vinto. Quel bimbo contento che ammirava il suo idolo, anche perchè era nato a novembre come lui, era dello scorpione come quel bimbo. Guai a chi mi toccava Del Piero, neanche dopo quel grave infortunio che ha fatto crollare la Juventus. Gli anni successivi tutti aspettavano Del Piero, tutti a criticarti ma io ho sempre creduto in te Alex, non ho mai smesso, sempre difeso. E quel gol nel 2001 al Bari…

Vederti nel 2001 con la fascia di Capitano è stato un grande orgoglio, una grande rivincita la tua, conclusasi con lo scudetto del 5 maggio 2002 e poi lo scudetto 2003, altra grandissima stagione, il gol per l’avvocato, il tacco nel derby e il gol al Real Madrid in semifinale.

Tra dolori e gioie sportive non ho mai smesso di vederti con occhi particolari, sempre con gli occhi di quel bambino del 1995. Soffrivo vederti in panchina ma sapevo che la partita l’avresti risolta o sbloccata o anche fatto un solo gol ininfluente per il risultato. Solamente leggere il tuo nome mi faceva sorridere. Gli scudetti 28 e 29, vinti sul campo.

Quel gol ai mondiali 2006, perchè un tuo gol in nazionale per me valeva di più… E poi la serie B, sentire il boato della gente perchè ti eri solamente affacciato dalla finestra dell’hotel, non scorderò mai quel momento, vederti ed emozionarmi. Vederti per la prima volta su un campo, un campetto, di B ed emozionarmi. Il 200° gol al “mio” Frosinone, il 300° e 301° gol in carriera con me presente allo stadio la prima volta a Torino.

Il ritorno in A, la doppietta al Real a Madrid, la standing ovation del Bernabeu che solo ai grandi va fatta, la standing ovation a Manchester per un’amichevole. Altre punizioni, rigori, dribbling, gol…la sofferenza insieme a te di questi 6 anni.

In quest’ultimo anno non aspettavo altro che il tuo primo gol ed è arrivato contro la Roma in coppa italia, uno dei tuoi sotto l’incrocio come solo tu sai fare, gioia, urlo e lacrime. L’emozione di un tuo gol per me è particolare, soprattutto quest’ultimo anno. La punizione alla Lazio, importante per il nostro campionato, per la vittoria finale. L’ottavo scudetto per te…

Il gol all’atalanta il 13 maggio 2012, lo meritavi, lo cercavi, la standing ovation dello Juventus Stadium, il tuo popolo, l’inchino a noi, il tuo grazie e il nostro grazie. Il momento più emozionante da quando sono Juventino.

Con te si chiude la mia prima epoca bianconera durata ben 19 anni (anche se i primi due anni non li ricordo bene), grazie per gli 8 scudetti vinti sul campo, grazie per la Champions e l’Intercontinentale, per il Mondiale, grazie per le gioie e sofferenze, per fortuna più gioie. Ci hai fatto gioire per 19 anni e piangere in un giorno… Adesso, quando sarò “grande” e mi chiederanno ‘chi era Del Piero?’, posso rispondere e raccontarti.

Sarai sempre il mio mito, per le tante emozioni che solo tu riesci a dare. Perchè mi hanno sempre chiamato “Del Piero” per una vaga somiglianza e ne ero contento. Perchè quando vedevo le tue interviste mi dicevano “eccolo che ora piange, eccolo con il suo amore” e gli occhi si illuminavano, perchè ti ho sempre visto e ti vedo sempre con quegli occhi di quel bambino del 1995.
Grazie Capitano, Grazie Alex.

Silvio Raponi

30 GIUGNO 2012. Arrivederci Alex.

30 GIUGNO 2012.Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.

Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare.

Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.

Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me.

I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende.

Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.

Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.

Arrivederci, ragazzi. Grazie di tutto.

ricchiuti1

1-Zeman il ritorno.

ma se n’è mai andato ? ha ponzato su tutto lo scibile possibile, dal calcio agli spazzolini da denti. conosco più opinioni sue che mie.

2-Top player.

checché ne dica qualcuno, esistono. se dovessimo dare retta a marotta, dovremmo considerarli come gli ufo: anche ci fossero sarebbero dei piccoli palloni gonfiati, dei fuochi fatui d’estate. cose che sembrano avvistamenti e invece magari sono dediche degli sfigati alle ragazze durante le feste di paese. esistono invece e sono determinanti. ti fanno vincere spesso sul campo e sempre sui giornali specie quando non hai l’allenatore. la juve che rischia conte a luglio dovrebbe ricominciare la caccia all’extraterrestre solo che considerando la capacità visuale del management temo che gli ufo resterebbero giusto nel cannocchiale.

3-Nazionale di calcio spagnola,Barcellona,Alonso,Nadal,Condador,Lorenzo…c’e’ una spiegazione a tutto questo o e’ il caso che si e’ sbizzarrito?

la spagna non ha cambiato pianeta. in spagna continuano a mangiare le solite schifezze al riso come cinesi abbronzati e ad ascoltare quella orrenda musica fascista. è che andrebbe fatto un distinguo. ci sono modelli organizzativi che trascinano un movimento come ad esempio il barca. e i fenomeni. i modelli sono scelte. i fenomeni no. è il caso. comunque bisogna stare tranquilli. la spagna come l’inghilterra è un paese a vocazione imperiale perché non ha belle donne e deve andare a vedere quelle degli altri. un paese senza belle donne è votato all’autodistruzione perché senza vita si è votati alla morte.

Finale europeo Spagna-Italia 2012 – The end.

Siamo stati battuti, 4-0, un risultato che non lascia spazio all’immaginazione. Fa tenerezza la giustificazione dell’allenatore il quale dice “eravamo più stanchi di loro”, mai una volta che si ammetta che l’avversario era superiore, che senza una gran fatica ha chiuso la partita, putroppo non ce la facciamo proprio, dobbiamo dare la colpa ad un altro, questa volta la stanchezza.

Che dire di questa partita? Poco.. abbiamo giocato non bene, non all’altezza dell’avversario e dell’evento, tutto ciò che abbiamo visto con la Germania è già tutto dimenticato, una casualità.O forse il desiderio di dare una lezione al capo dello stato tedesco, per’altro deriso e offeso dalla nostra stampa, fosse la priorità più grande?

Indubbiamente la sfortuna ha fatto la sua parte, lo strappo di Thiago Motta  non ci voleva con i cambi tutti effettuati, e giocare in 10 la finale non rientrava nei nostri desideri, e parlando di cambi avrei da ridire, forse avrei tolto Marchisio, sebbene protagonista in questo Europeo, scarso proprio questa sera, e perchè far uscire Montolivo che stava giocando bene.

Chi mi ha deluso moltissimo è stato Di Natale, a parte il gol della prima partita, il resto dell’Europeo è stato latitante, mi aspettavo di meglio da lui, per quanto riguarda Balotelli, non doveva segnare 4 gol stasera?

Torniamo a casa da secondi, ma tutto sommato, volendo essere ottimisti, non è che fossimo proprio attrezzati, soprattutto in attacco, certo, ci sono stati i gol di Balotelli, ma nel momento buono sono mancati e non abbiamo avuto altri in condizione di segnare. Stasera è andato male il centrocampo, sebbene Pirlo giochi sempre bene, stasera non aveva supporto, troppo occupato a rimediare agli errori altrui, e poi , quando l’avversario gioca meglio, c’è ben poco da fare se non incassare.

Va bene,ci possiamo accontentare anche del secondo posto, i soldi sono stati presi ugualmente, è mancato li trofeo .. ma sappiamo che vince sempre uno solo.

Luna23

 

 

 

  • Page 2 of 2
  • <
  • 1
  • 2
Plugin creado por AcIDc00L: noticias juegos
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: posicionamiento web