di eldavidinho
È vero, La Juve le ha provate davvero tutte contro la Lazio, giocando praticamente tutta la gara nella metà campo avversaria, lottando fino al 90’ e oltre, centrando un’incredibile traversa e sbattendo più volte su un Marchetti fortunato ma in forma strepitosa. Alla fine però ha dovuto accontentarsi di un pareggio dal sapore amaro che la Lazio ha spudoratamente cercato e trovato col muro eretto e un catenaccio, quello di Petkovic, sfacciato. E ci si torna a porre qualche interrogativo. L’approccio alla gara è stato comunque autoritario: squadra corta, pressing alto, circolazione palla veloce e scambi precisi. La Lazio si è confermata avversario tosto, ordinato e organizzato. Gli uomini di Petkovic non si dannano l’anima in fase offensiva, badando piuttosto a chiudere tutti i varchi. E qui imputo alla Juve il fatto che siano mancati variazioni di ritmo, pericolosità degli esterni, tagli delle mezzali e incisività nelle giocate, oltre alla solita piattezza del modulo, per impensierire difese come quella laziale che, mettendomi nei panni degli avversari, capiscono come giochiamo e si schierano ormai allo stesso modo per 90 minuti. Noi invece dovremmo evitare che avvenga questo e creare maggiori pericoli nei pressi della loro area con giocate a volte improvvisate. E questa imprevedibilità possono assicurartela solo giocatori ed interpreti di spessore e caratura maggiore, quei top player che migliorerebbero un gioco collaudato con gol decisivi. Io non tollero che non si riesca a segnare in partite come questa. Non si può fare tutta questa fatica con la mole di gioco che produciamo. Abbiamo spinto tanto senza segnare, sbattendo contro una barricata. Film già visto. Non credo abbia influito il match col Chelsea nella mentalità, visto l’atteggiamento e visto come abbiamo giocato, per questo sono due punti persi. Non ci siamo affatto risparmiati nel secondo tempo, anzi. Forse, nel primo. Ma partite così bisogna vincerle senza se e senza ma. Cercando, a volte, anche punizioni dal limite e provando tiri da fuori area. Scaltrezza, quella che manca. Non basta l‘atteggiamento. Diciamo che abbiamo attaccato ma non con la convinzione delle ultime partite. Lo abbiamo fatto con azioni troppo simili e scontate. Perchè puoi dominare quanto vuoi, ma se non hai dell’imprevedibilità tra le frecce dell’arco, segni poco o niente. Il problema del gol, dunque, c‘è ed è serio. Anche se, paradosso, nelle ultime 2 ne abbiamo realizzati 10. Capiteranno ancora tante altre partite bloccate come questa. Una grande deve saperle vincere anche 1-0. Ritengo che Il problema non sia Giovinco che, tuttavia, sta migliorando per pericolosità sotto porta e presenza in attacco. Piuttosto Quagliarella, spesso avulso dal gioco, o Matri. E l’imprevedibilità delle giocate di cui ho già parlato. Potrei anche capire le critiche che puntualmente piovono su Giovinco. Ma non deve essere una perenne caccia all’uomo. è quello che si avvicina sempre più degli altri al gol anche se deve migliorare la precisione e la freddezza. Col tempo arriverà anche quella. Giovinco non è un giocatore da bruciare, anzi. Ci sarebbero tanti giocatori più forti di Giovinco ma, come dice Conte, dobbiamo valorizzare il nostro. Ad esempio, per me non è paragonabile al Faraone del Milan per caratteristiche fisiche. Eppure molti lo fanno. Poi è normale che in sede di mercato gente come Matri andrebbe sostituita. Ma spesso si parte prevenuti sulla formica atomica. La Juventus ha cercato la via della rete 21 volte e 6 tiri sono terminati tra i pali. Il possesso palla è stato forse meno schiacciante del solito, 56%, ma la supremazia territoriale, 14′:59”, contro gli 8′:40” degli avversari, la dice lunga sull’andamento della gara. L’indice di pericolosità è un altro parametro da tenere in considerazione: 51,2% per la Juventus, appena 19,7% per la Lazio. Sarà saltato all’occhio anche un Pogba che non è Pirlo, e una Juve che non è la stessa senza Pirlo. Con la Lazio è Bonucci che ha preso la squadra sulle spalle. Il gol non è un optional ragazzi e, a volte, va “preferito” al gioco e ai complimenti. Questi pareggi devono far riflettere.
Per questo, col Chelsea non bisognerà assolutamente pareggiare. La squadra di Di Matteo la conosciamo, avendola già affrontata nell’andata di Champions, all’esordio dopo due anni d’assenza. Squadra molto difensivista, in grado però d’interrompere con facilità il ritmo di gioco degli avversari e colpirli in contropiede. Nell’ultima uscita di campionato, nella partita persa 2-1 col West Bromwich, Di Matteo ha varato un sostanziale turnover. Ivanovic , Ramirez, Oscar e Mata in panchina. Cole infortunato e in crisi con la società, propenso a non rinnovargli il contratto e a mandarlo via a fine stagione. Al loro posto Azpiculeta a destra, Bertrand a sinistra. Romeu in mediana, Moses e Sturridge sugli esterni. Gol di Hazard. La squadra di Steve Clarke è salita al quarto posto in Premier League a 23 punti, ad una sola lunghezza proprio da Lampard e compagni. Il Chelsea ha confermando il momento non proprio ottimale in Premier League. Nelle ultime uscite, ha pareggiato contro Liverpool e Swansea e perso lo scontro diretto col Manchester. Dall’Inghilterra, pare che l’ambiente blues sia diventato una polveriera, con Di Matteo pronto all’ultima disperata rivoluzione per salvare la panchina traballante: catenaccio e contropiede. Di Matteo è preoccupato soprattutto per la difesa: l’ultima volta che la porta di Chech è rimasta inviolata risale al 22 settembre. Terry, dopo aver saltato ben 4 partite di campionato per squalifica, dovrà restare fermo per molte settimana a causa dell’infortunio al ginocchio. Il portoghese David Luiz, dunque, è orfano del suo miglior compagno di reparto, con Cahill fuori forma, ultimamente falloso, impacciato e spesso fuori posizione.
A fare notizia è però un’altra sconfitta, cioè quella dello Shakhtar. Dopo 15 vittorie di fila in campionato, la squadra di Lucescu perde 2-0 in casa dell’Arsenal Kiev. Un ko che rovina la striscia vincente ma che non scalfisce minimamente il netto dominio in patria. I danesi del Nordsjaelland hanno fatto il loro dovere vincendo 2-0 sul campo dell’AGF Aarhus grazie alle reti di John e Lorentzen. Tre punti che permettono di accorciare momentaneamente sulla capolista Copenaghen. Ad arbitrare, mercoledì, ci sarà il turco Cuneyt Cakir. L’unico precedente con i bianconeri dell’arbitro di Istanbul è una sfida dei preliminari di Europa League del 2010: sembra preistoria. La Juventus di Del Neri vinse 2-1 in casa dello Sturm Graz, una sfida di agosto che Leonardo Bonucci ricorda bene: il suo gol, di testa, fu il suo primo con la maglia bianconera. A segno andò anche Amauri.
Voi direte. E di Inter? Non parli? Beh, ha detto tutto la società: questa volta con la nota sulla la relazione del Procuratore Federale del 1°luglio 2011, pochi giorni fa con le precisazioni di Antonio Conte. Fatti, non parole. Forza Juve.
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