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IL RICORDO DI GIANLUCA VIALLI

 

 

 

 

E’ mancata la dignità nella sconfitta

 

Articolo di Alessandro Magno

 

A qualche giorno di distanza possiamo sicuramente analizzare la sconfitta contro il Chelsea con maggiore serenità. La sconfitta è stata netta ed inequivocabile. Qualcuno dice numericamente più limitata di quanto poi avvenuto grazie a Szczesny; altri dicono che lo score è stato invece troppo ampio per via di un paio di gol (il primo e il quarto) che potevano esser annullati. La Juve pur creando un solo pericolo (con Morata nel primo tempo), aveva contenuto la furia del Chelsea e Szczesny in realtà nella prima frazione di parate vere e proprie ne ha fatta una sola, quella su diagonale di James. A onore del vero la Juve cade su un gol palesemente irregolare, viziato per lo meno da due spinte, oltre che da un fallo di mano; ancorché il divario è assodato che è stato così ampio che comunque, al netto del primo gol irregolare, avrebbe probabilmente perso in ogni caso. La Juve è mancata inspiegabilmente nel secondo tempo. Dopo il secondo gol e dopo l’uno due che ha portato al secondo e terzo gol nel giro di un paio di minuti non c’è stata reazione. La Juve in quel momento ha staccato la spina e il Chelsea a quel punto ha veramente dilagato ed effettivamente Szczesny ha impedito un divario più ampio. Ora che la Juve possa perdere contro i Campioni d’Europa in casa loro per me ci sta. È normale se si pensa che loro han vinto la Champions a Maggio e noi invece in questa competizione siamo usciti agli ottavi con il Porto, come è altrettanto normale questo divario fra chi è primo in Inghilterra, campionato sicuramente molto competitivo, e chi ad oggi è ottavo in Italia. In questa stagione il Chelsea ha perso solo due partite ed entrambe 1-0. La prima con i pari grado loro del Manchester City e la seconda a Torino in Champions contro di noi. Ecco forse questa nostra vittoria, che per alcuni versi ha avuto del miracoloso, ha fatto credere un poco a tutti noi che fossimo pronti per ogni palcoscenico. Mi spiace dirlo ma questa Juve è ancora la Juve vista l’anno scorso ma senza Ronaldo. Che è un aggravante. È la stessa Juve in quanto non convince con i risultati che sono altalenanti e non convince neanche sul piano del gioco esattamente come era la Juve di Pirlo. Poi ogni tanto qualche sussulto che ti fa sperare e dire: “Ecco allora adesso finalmente abbiamo una quadra”, come era accaduto contro la Lazio, salvo poi arrivare a una nuova caduta. La Juve è questa signori e Allegri da questo punto di vista non è riuscito ancora ad incidere o forse non è riuscito ancora ad incidere abbastanza. L’errore grave è stato in sede di mercato. Via Ronaldo dentro Locatelli, Kaio, Kean. A me pare non bastare. La Juve ha pensato che bastasse un allenatore d’esperienza, notoriamente bravo a fare con quello che ha, per sistemare le cose e probabilmente lo stesso Allegri ha sottovalutato l’impegno. Ad oggi nessun giocatore sta rendendo molto di più rispetto all’anno scorso. È colpa in primis dei giocatori ma è colpa anche del mister che non è riuscito a rivitalizzarli. Qualcuno obietterà che l’impresa è difficile ed al limite dell’impossibile ma è Allegri che l’ha accettata non io. La ricetta oggi qual è? E chi la conosce è bravo! L’unica cosa abbastanza certa è che sarà un anno duro, probabilmente il più duro degli ultimi 10. Sperando di non tornare a quei famigerati settimi posti da dove tutto era partito.

Lezione di vita.

Articolo di Alessandro Magno

Inter Juventus è stata una bellissima partita prima di tutto. Ben giocata da entrambe ma soprattutto dalla Juventus che nel secondo tempo è venuta fuori prepotente e ha vinto meritatamente. L’Inter ha tenuto botta con le qualità tanto care al suo mister. Grinta, corsa, volontà. Peccato che queste qualità sono solo una parte di quello che concerne giocare a calcio e non siano il tutto. Peccato che queste qualità vadano maggiormente esaltate laddove non c’è qualità tecnica o ce ne sia poca. E da questo punto mi pare assai evidente che la qualità tecnica della rosa è nettamente a favore della Juventus. Mi sono divertito da gobbo a vincere ma mi sono divertito ancora di più ad osservare le lagne di Antonio Conte. Ha sciorinato tutto il repertorio classico: ” Siamo indietro e dobbiamo lavorare”, ”la juve è due categorie sopra”, il sempre verde ” stiamo portanDo la macchina a mille” ( questa la dice addirittura dai tempi di Siena), ma il top è stato l’esempio della Juventus che nel corso di questi anni è andata avanti mentre le altre sono andate indietro e, non solo ora è qualcosa di insormontabile, come un palazzo di venti piani, ma è addirittura un grattacielo. Rido. Quindi da un ristorante da 10 euro siamo diventati un grattacielo nel giro di soli 5 anni. Agghiacciante.

Cinque anni prima quando la Juve era considerata un ristorante da 10 euro l’allenatore era proprio Antonio Conte che si dimise di sua volontà a ritiro in corso. Ora la Juventus per parola di questo stesso allenatore è diventata una corazzata e una delle squadre più forti d’Europa (prendo sempre spunto da sue dichiarazioni pubbliche) mentre lui è tornato ad allenare una squadra che a suo dire è molto indietro. Forse una squadra da 10 euro? Chissà. Ma che carriera ha fatto Antonio Conte lontano dalla Juventus mentre la Juve ”pam , pam , pam (cit.) cresceva anno per anno? Antonio Conte ha raccolto un campionato inglese con il Chelsea che però ne aveva vinto uno due anni prima con Mourinho (anche se Conte prese la squadra che era arrivata decima) e una Coppa d’Inghilterra. In mezzo una bella esperienza con una delle Italie peggiori di sempre, che si conclude con un bel campioni di uscire a testa alta. Notevole! Ma non va in bacheca. La Juventus di contro senza Conte e con Massimiliano Allegri vince 11 trofei ovvero 5 scudetti 4 coppe italia e 2 supercoppe italiane, inoltre giunge due volte in finale di Champions perdendo nettamente entrambe le volte va detto, tuttavia giunge in fondo a una competizione in cui Conte non ha mai disputato neppure una semifinale.

Quindi la Juventus nel corso degli anni ha continuato a crescere mentre la carriera di Conte diciamo non ha avuto alcuno sprint. Forse lasciando la Juve si illudeva di esser chiamato dal Barcellona o dal Real Madrid, ma ad oggi è stato chiamato solo da squadre inferiori alla Juventus per storia, vedi il Chelsea, ma se non vogliamo denigrare troppo i nostri avversari dell’Inter, che hanno un palmares internazionale e nazionale sicuramente migliore del Chelsea, almeno per condizioni attuali della squadra ( ri-sottolineo che sono parole dette dallo stesso Conte). Però il buon Antonio a causa di una stampa sempre molto amorevole e indulgente con lui (da quando ha lasciato la Juve perchè prima era da radiare) ha avuto un’impennata mostruosa del suo stipendio. Lasciò la Juventus con un fresco rinnovo a 3 milioni di euro a stagione e ora dopo 5 anni in cui ha vinto assai poco, ha uno stipendio all’Inter di 12 milioni l’anno risultando il più pagato della serie A. Stipendio quadruplicato per aver vinto una Premier League? Pure Ancelotti l’ha vinta, Mancini e finanche Ranieri che ha fatto una impresa storica maggiore della sua. Tanto per parlare di denaro Sarri ne guadagna 6 e Allegri ancora sotto contratto 7,5. Praticamente con quello che la Juventus, ovvero il grattacielo, paga 2 allenatori, il ristorante da 10 euro ne paga uno. Curioso. Ma questo chef del ristorantino da 10 euro è davvero così bravo da meritare uno stipendio da ristorante a cinque stelle?

Non voglio fare le pulci all’Inter è giusto che spendano i loro soldi come meglio credano e neanche voglio dire che Conte sia un cattivo allenatore. Lungi da me. Però Conte è stato da noi per 20 anni e dire che lo conosciamo bene è un eufemismo. Lo conosciamo come le nostre tasche. Conte è molto bravo in alcune cose dove anzi eccelle. Preparazione atletica e motivazionale dove è in assoluto il numero uno. Le squadre di Conte corrono a mille e riesce a far dare il 150% a quasi tutti i giocatori soprattutto i medi o mediocri che dir si voglia, che hanno bisogno di avere tanta fiducia e tanto sprone da parte del loro allenatore. Quello è il suo pane. In altre questioni invece ahimè è mediocre anche se nessuno lo dice, come la lettura delle partite ad esempio. Mai un cambio indovinato sempre cambi ruolo per ruolo. Mai un invenzione un colpo di genio. Penoso anche l’utilizzo del modulo di gioco. Ad oggi credo sia l’unico allenatore al mondo che non ha una valida alternativa al modulo primario della squadra. Lui gioca 352 contro tutti gli avversari che siano il Real o il Lecce e soprattutto cosa grave, gioca con questo modulo in ogni situazione indipendentemente da ciò che fanno gli avversari se usano o meno un maggior numero di attaccanti o difensori. Per lui è sempre 352. Valverde e Sarri cambiando la disposizione delle pedine in campo lo han mandato in tilt.

Altra questione su cui è veramente scarso è la tenuta della squadra. Lui manda sempre la macchina a mille anche quando rischia di fondere. Infatti con il Barca e con la Juve han tenuto un tempo. Allora uno si chiede perchè non farli andare meno? Ci sono dei momenti della partita in cui le forze vanno gestite e se l’obiettivo è durare 90 minuti se scoppi dopo 45 non sei bravo. Ancora più scarso è nella scelta dei giocatori. Veramente Conte di giocatori non ne capisce nulla. Alla Juve era innamorato di Giovinco e Vucinic e si voleva far prendere Iturbe e Jovetic. All’Inter mi auguro che il mercato glielo abbia fatto Marotta ma sostituire Icardi con Lukaku è da fessi. Icardi come bomber vale 10 Lukaku che è un buon giocatore ma ha delle lacune tecniche evidenti. Altra cosa e ultima dove è veramente il peggiore in campo sono le dichiarazioni post partita. E’ una continua lagna e quel continuo lamentarsi della squadra e dei giocatori che stanno facendo il massimo ma quelli sono, alla lunga logora l’ambiente. Di fatto sono una scusante alle sue capacità che non devono mai esser messe in discussione. Se lui allena giocatori scarsi che colpa ne ha, infondo è già tanto quello che riesce a cavare da queste rape. All’inizio i giocatori sono contenti di lui si butterebbero nel fuoco come dichiarato da Barella (immaginate voi CR7 dichiarare ”mi butto nel fuoco per Conte” fa già ridere), poi invece questo atteggiamento da superuomo sempre con il mal di pancia stanca e infatti spesso accade che i giocatori non lo seguano più. E quando ha stancato i giocatori stanca anche la società che si trova, non un collaboratore fedele, ma un continuo rompiscatole a cui non va bene mai nulla. Uno che di fatto per giustificare se stesso mette in difficoltà la società davanti ai tifosi.

Indubbiamente Conte all’Inter è l’uomo giusto al posto giusto. Sono in una situazione di ricostruzione e gli serve un uomo così. Altrettanto indubbiamente Conte lasciando la Juve ha fatto la cazzata della vita perchè è evidente che se fosse stato più bravo e più paziente avrebbe potuto avere lui i titoli di Allegri e ora si troverebbe sul grattacielo e non nel ristorantino. Io da tifoso concludo che si sono stato ”contiano”. Addirittura lo invocai con Perinetti quando prendemmo Ferrara e c’era Secco, quindi sono stato ”contiano” prima di tutti. Però ora non lo invidio e non lo rimpiango. Anzi ringrazio che ora siamo diventati così forti da aver bisogno ”solo” di un allenatore bravo e non di un Masaniello. Buona vita Conte. Grazie di tutto ma preferisco Sarri.

Prepartita: Milan-Juve, (il gol di) Muntari non ci sarà?

 

di eldavidinho

I tifosi bianconeri meritano di vivere così quest’esperienza europea. Come se si andasse al cinema. E la Juve vista col Chelsea è stata stupenda, come un film. Con la bolgia chiesta da mister Conte e Zinedine Zidane ospite in tribuna. A parti invertite, noi a fare calcio e loro a fare catenaccio. Del passato, in questa partita, non c’è stato nulla; solo il nostro ritorno in Europa in grande stile. Vittoria mitica, paragonabile a quella ottenuta col Real Madrid in quel 3-1 del 14 Maggio 2003. Completamente asfaltati i blues campioni d’Europa questa volta come allora, nel vecchio Delle Alpi. Una prestazione intensa, bella, contemporanea, straordinaria, totale. La Juve ora è seconda a 9 punti nel Girone E ad una lunghezza dallo Shakhtar già qualificato. A loro basta un punto per arrivare primi, a noi per qualificarci. Ma per un sorteggio meno rischioso del previsto, non dobbiamo pensare ad alcun tipo di “biscotto”, come qualche antijuventino ha già denunciato. Magari, vendichiamo il gol antisportivo, “il gol della vergogna” realizzato da Luiz Adriano nel 5-2 dello Shakhtar al Nordsjaelland, situazione veramente comica  e spiacevole in cui il giocatore non si è pentito di ciò che ha fatto e nell’azione seguente, Stepanenko ha impedito che gli avversari segnassero liberamente “il gol del fair play”. Alla fine, comunque, due minuti dopo il Nordsjaelland ha segnato il gol del momentaneo e secondo vantaggio. Tornando a noi, la differenza l’hanno fatta sicuramente la tensione del momento, la consapevolezza di cosa ci fosse in gioco, la maturità di questa squadra di farsi trovare sempre prontissima nei momenti cardini, al di là di tutti i tipi di discorsi tattici che si possano fare(che restano, ovvio). Un’orchestra che in campo comincia a suonare alla perfezione già dopo tre minuti, con Lichtsteiner che colpisce il palo, imbeccato da Vucinic. Non vorrei sbilanciarmi con pronostici affrettati ma questa è una creatura che, con i dovuti accorgimenti, si appresta a diventare perfetta. Alla fine, Il Chelsea 4-5-1 senza punte e con un “falso 9” è costato caro a Di Matteo, praticamente esonerato dal 3-5-2 di Conte e dalla organizzazione di squadra dei nostri. Alchimie collaudate e tanta, tanta abnegazione hanno fatto il resto. La Juve ha dominato, si è sentita grande, ha sottomesso l’avversario senza sottovalutarlo, è stata impeccabile in difesa e spietata in avanti. Ha annichilito il Chelsea praticamente fuori dalla Champions prima ancora che cominciasse. A volte la squadra ha ecceduto nel fraseggio e nella sicurezza acquisita di poter arrivare in porta col pallone, sciupando, come al solito, molte occasioni da gol, soprattutto nel primo tempo. Il Chelsea ha comunque fatto il tipo di gara che aveva impostato, a mio parere. Difesa e contropiedi pericolosi affidati alla classe delle proprie individualità, essendo giunto al tiro da posizioni veramente pericolose con Hazard, Oscar, Mata. Nulla, comunque, in confronto ai 26 tiri effettuati di cui 15 nello specchio della porta. I Blues hanno avuto un possesso palla leggermente superiore, 53%, ma la pericolosità dei bianconeri è stata decisamente superiore, per tutto l’arco della gara. Paradossalmente il gol di vantaggio, siglato da Quagliarella al 38’ del primo tempo, non ha spinto la squadra di Conte a difendere il risultato, anzi: proprio nella ripresa è arrivato il maggior numero di conclusioni, 16, 7 delle quali piazzate tra i pali. In Champions la qualità è alta, si sa e lo testimonia la precisione dei passaggi: 73% per i bianconeri, 71% quella degli avversari. Insomma, è lecito puntare in alto. Un dovere provarci. Contro i rosiconi che non hanno potuto esultare allo Juventus Stadium. Magari, alla fine, non arriveremo né in finale, né in semifinale. Ma sarà difficile batterci. Per chiunque.

Sarà difficile batterci anche per un Milan nettamente ridimensionato in questa stagione e in difficoltà in questa prima parte che, domenica sera, affronteremo a San Siro, a distanza di 9 mesi dall’ultimo, famosissimo, incontro. (il gol di) Muntari non ci sarà? Il giocatore autore di quella rete è infortunato e dunque non ci sarà. Un altro gol fantasma, anche. Mi auguro. Anche perché, statistiche alla mano, la Juve non ha affatto bisogno di favori arbitrali anzi, ne esce indebolita.

Il Milan ridimensionato sino ad oggi ha ottenuto tre vittorie(contro Cagliari, Genoa, Chievo), nessun pareggio e quattro sconfitte(contro Sampdoria, Atalanta, Inter, Fiorentina): è questo il bilancio a San Siro, dove ha raccolto nove dei 15 punti che attualmente compongono la sua classifica. I rossoneri sono però reduci da due prestazioni positive lontano da Milano: 2-2 in rimonta a Napoli nell’ultimo turno di campionato e l’1-3 in Belgio, contro l’Anderlecht, per una vittoria che ha significato l’accesso agli ottavi di Champions League con una giornata d’anticipo. Sono solo due i giocatori a essere scesi sempre in campo in tutti i 13 incontri di campionato del Milan. Due protagonisti utilizzati però in maniera drasticamente diversa dall’allenatore: El Shaarawy ha giocato 1120 minuti, Pazzini si limita a 772 e – sotto questo profilo – ha un po’ di compagni che con meno presenze lo superano decisamente: Abbiati, Abate, Bonera e Montolivo. Due i cartellini rossi finora maturati da Zapata e Boateng, mentre il giocatore più ammonito è stato Bonera con cinque sanzioni. El Shaarawy è il goleador della squadra ed attualmente vanta anche la posizione di capocannoniere del campionato con 10 reti. Lo seguono Pazzini con cinque, Montolivo con due, De Jong, Emanuelson e Bojan con uno.

C’è un precedente Milan-Juventus giocatosi il 25 novembre 1973. Si giocava la sesta giornata di campionato e i bianconeri si presentarono a San Siro in testa alla classifica, in coabitazione con Inter e Napoli. I padroni di casa erano allenati da Nereo Rocco. La Juve Campione d’Italia guidata da Vycpalek. Finisce con un pareggio per 2-2. Di prestigio anche le firme sul tabellino dei marcatori: Gianni Rivera per il Milan, che apre e chiude i giochi con due rigori, Pietro Anastasi per la Juventus con le reti del provvisorio sorpasso. Tra gli ultimi precedenti c’è quello del 2011 dove la Juve vinse a San Siro per 2-1 grazie alle reti di Quagliarella e Del Piero che resero vano il gol di Ibrahimovic nel finale di gara; l’anno prima secco successo per il Milan, che col gol di Antonini e la doppietta di Ronaldinho si impose con un netto 3-0; del 2008/09 invece l’ultimo pari, con Seedorf e Iaquinta che griffarono l’1-1 finale. E’ il pareggio il risultato più frequente di Milan-Juventus, verificatosi 33 volte, a fronte di 26 successi rossoneri e 18 bianconeri.  La vittoria più frequente per la Juventus è lo 0-1 insieme alle 0-2, verificatisi in 4 circostanze. Il primo aprile del 1995, il successo per 0-2 ha il significato di un passaggio di consegne tricolori, con Ravanelli e Vialli che affondano il Milan di Capello e lanciano la Juventus di Lippi alla conquista del primo scudetto di un ciclo che vedrà i bianconeri trionfare tre volte su quattro campionati. Infine, pur non rientrando nella categoria dei successi con due gol di scarto, meritano una citazione l’1-6 del 6 aprile 1997 e lo 0-1 dell’ 8 maggio 2005. Nel primo caso la Juve è lanciata in testa alla classifica e il Milan arranca staccato di ben 13 lunghezze. La gara di San Siro sancisce la definitiva supremazia bianconera, finendo in goleada: dopo il vantaggio iniziale dei rossoneri firmato da Simone, le doppiette di Jugovic e di Vieri e i gol di Zidane e Amoruso annichiliscono il Meazza. Nel 2005 invece la sfida è più combattuta, con Milan e Juventus appaiate in testa alla classifica. A decidere la gara è David Trezeguet che devia alle spalle di Dida un assist capolavoro di Alessandro Del Piero, sfornato con una perfetta rovesciata. E’ la vittoria che lancia la Juve verso la conquista del 28° scudetto, classifiche modificate in tribunale, a parte.

Arbitro dell’incontro sarà Rizzoli, internazionale di Bologna chiamato per evitare polemiche. Insieme a lui, a fare i giudici di porta ci saranno gli internazionali Bergonzi e De Marco. Il meglio del meglio, verrebbe da dire. Con Rocchi, Tagliavento, Damato, Orsato e Valeri tagliato per qualche precedente. I bianconeri ritrovano il direttore di gara emiliano per la seconda volta in questa stagione dopo la gara con la Roma, vinta 4-1, lo scorso 29 settembre. Rizzoli non è nuovo alle sfide tra bianconeri e rossoneri. Già tre nel suo ruolino di marcia, ma tutte giocate a Torino. È successo nel 2009 (4-2 per la Juventus) e due nel 2011 (0-1 per il Milan e 2-0 con doppio Marchisio). In totale, il bilancio della Juventus è di 21 precedenti con otto vittorie, nove pareggi e quatto sconfitte. Da parte rossonera, però, c’è ancora qualche timore in virtù del fatto che c’era Rizzoli a Catania a indicare il tocco di Lodi sul gol poi annullato a Bergessio, segnalazione corretta che ha innescato il pasticcio di Maggiani, e c’era lui a suggerire a Udine l’espulsione, sbagliata, di Brkic per fallo da ultimo uomo. Rizzoli era anche a Pechino per la finale di Supercoppa con polemiche per la sua ‘chiamata’ sul contatto Fernandez-Vucinic del rigore del pareggio bianconero. Bisognerà raffreddare gli animi surriscaldati con una partita ben diretta. Il rischio di letture dietrologiche rimane concreto, come ha detto il giornalista Giovanni Capuano, ma bisogna assicurare che vada tutto per il verso giusto. Fuori dal campo, toni distensivi sono stati usati già da Galliani e Agnelli. È un buon segno. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

 

ricchiuti19

Considerazioni su Juventus Chelsea?

pura gioia di vivere. divertimento durante, calma totale dopo. non ho niente da dire sulla partita e questo è il più bel regalo che la juve potesse farmi.

Ti chiedo di due giocatori di cui non ti ho mai chiesto. Vidal e Quagliarella?

vidal è in assoluto il giocatore che preferisco da due anni. riesce sempre a rendersi utile. mi piace il fatto che quando c’è da assumersi la responsabilità della partita sia puntuale nel farlo. e questo nonostante non abbia il carisma sia fisico che d’immagine del leader. quagliarella ? è un buon giocatore. uno dei migliori in italia nel suo ruolo. all’inizio da noi è stato un fenomeno. poi il nulla come sappiamo e il poco dell’anno scorso. quest’anno sta dando una buona mano. pur tra alti e bassi ma non voglio infierire. ce ne sono più forti di lui ma sono quelli che ti cambiano la vita.

Biscotto. Ci credi si fara’ non si fara’ come e perche’? ….e Luis Adriano e la palla non restituita?

i biscotti si fanno in pasticceria credo. dovrebbe esserci la convenienza a farlo e per la juve non la vedo. luis adriano ? il fair play è una bella cosa ma fossi l’uefa mi preoccuperei più delle gambe del giocatore che del fair play. più del futuro che del passato.

Vi è piaciuto lo spettacolo?

 

Di Alessandro Magno

Inizio col dire che questa è una vittoria della Juventus e non è una vittoria di tutto il calcio italiano. Non è una vittoria nè delle televisioni nè tantomeno dei giornali e\o giornalai vari, non è nemmeno una vittoria di tutti quegli opinionisti, commentatori sportivi e non e moviolisti partigiani che popolano le tv. Non è una vittoria del Corriere dello Sport e neppure della Gazzetta. Troppo comodo giocare a distruggere e poi accodarsi all’applauso generale. Non vi vogliamo (e nemmeno vi leggiamo), scrivete di altro , scrivete delle romane o delle milanesi che più vi si addice. Martedì non è stata neppure una vittoria per quei giornalisti parziali e non professionali che hanno goduto in sala stampa l’altra volta per il gol del Chelsea contro lo Shakhtar. I vostri complimenti non ci interessano nè oggi nè mai. Vi mandiamo un saluto e una bottiglietta di Maalox affinchè vi passi il mal di stomaco e se stanotte non avete dormito causa Juve, siamo ancora più felici; alla prossima vi manderemo anche del Valium. Non è una vittoria di Abete, Petrucci, Beretta, Palazzi, Sandulli e chi più ne ha più ne metta. Non osate. Non è una vittoria della nazione, della nazionale e nemmeno lo è per il renking Uefa o per il movimento-calcio-italiano del quale facciamo volentieri a meno, anzi ce ne freghiamo.

Questa è in primis la vittoria di Antonio Conte costretto da voi a seguire dietro un vetro, i suoi ragazzi in una delle battaglie più epiche della stagione. Privato del poter stare affianco ai suoi ragazzi e guidarli. E’ la vittoria di questi soldati (o se preferite soldatini) che pur senza generale, hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo. Giocatori che si sono guardati negli occhi, e con la giusta paura e il rispetto che si ha per i campioni d’Europa in carica, hanno dato tutto quello che avevano da dare. Che ci han messo voglia, abnegazione, coraggio, audacia, ferocia, sudore e sangue e tacchettate, botte prese e restituite. E’ la vittoria del lavoro e del sacrificio di questi uomini, degli sforzi premiati. E’ la vittoria di questo giovane Presidente che fuma nervosamente che si alza, si siede, saltella a ritmo della curva, si abbraccia con Marotta. E’ la vittoria di questo meraviglioso stadio e ancora più meraviglioso pubblico. Una coreografia che abbiamo solo noi in Italia, il resto son solo squallide imitazioni. Non abbiamo vinto la Champions, lo sappiamo benissimo, e neppure possiamo dire di aver passato ancora il turno, però abbiamo regalato al nostro pubblico, a tutti gli juventini del mondo, una grande serata da ricordare. Gli abbiamo regalato un grande sogno da inseguire. Gli abbiamo dato una data da ricordare e portare nel cuore , come le partite in coppa di Platini (Basilea, Tokyo), o come Juventus-Real 3-1, o Ajax-Juventus che ci diede la coppa, oppure ancora, come Real-Juventus 0-2 con standing ovation di tutto il Bernabeu al grande Capitano Del Piero. Sono orgoglioso di questi ragazzi. Sono orgoglioso di tutto questo. Sono orgoglioso di esser Juventino. Chi l’ha vissuta questa serata, lo potrà raccontare un giorno di questa bella Juventus-outsiser che alla prima di Champions dopo 3 anni, annientò i Campioni d’Europa in carica del Chelsea, nel proprio stadio. Lo stadio che da oggi è ubicato nella via dedicata anch’essa a un grande Capitano e Campione e Uomo Vero come Gaetano Scirea. Noi siamo tutto questo e invece voi no. Voi chi siete? … Vi è piaciuto lo spettacolo?

Alessandro Magno

Juventus – Chelsea 3-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9423491/

 

 

 

http://www.metacafe.com/watch/9422560/

Juve-Chelsea, il gol non è un optional.

 

di eldavidinho

È vero, La Juve le ha provate davvero tutte contro la Lazio, giocando praticamente tutta la gara nella metà campo avversaria, lottando fino al 90’ e oltre, centrando un’incredibile traversa e sbattendo più volte su un Marchetti fortunato ma in forma strepitosa. Alla fine però ha dovuto accontentarsi di un pareggio dal sapore amaro che la Lazio ha spudoratamente cercato e trovato col muro eretto e un catenaccio, quello di Petkovic, sfacciato. E ci si torna a porre qualche interrogativo. L’approccio alla gara è stato comunque autoritario: squadra corta, pressing alto, circolazione palla veloce e scambi precisi.  La Lazio si è confermata avversario tosto, ordinato e organizzato. Gli uomini di Petkovic non si dannano l’anima in fase offensiva, badando piuttosto a chiudere tutti i varchi. E qui imputo alla Juve il fatto che siano mancati variazioni di ritmo, pericolosità degli esterni, tagli delle mezzali e incisività nelle giocate, oltre alla solita piattezza del modulo, per impensierire difese come quella laziale che, mettendomi nei panni degli avversari, capiscono come giochiamo e si schierano ormai allo stesso modo per 90 minuti. Noi invece dovremmo evitare che avvenga questo e creare maggiori pericoli nei pressi della loro area con giocate a volte improvvisate. E questa imprevedibilità possono assicurartela solo giocatori ed interpreti di spessore e caratura maggiore, quei top player che migliorerebbero un gioco collaudato con gol decisivi. Io non tollero che non si riesca a segnare in partite come questa. Non si può fare tutta questa fatica con la mole di gioco che produciamo. Abbiamo spinto tanto senza segnare, sbattendo contro una barricata. Film già visto. Non credo abbia influito il match col Chelsea nella mentalità, visto l’atteggiamento e visto come abbiamo giocato, per questo sono due punti persi. Non ci siamo affatto risparmiati nel secondo tempo, anzi. Forse, nel primo. Ma partite così bisogna vincerle senza se e senza ma. Cercando, a volte, anche punizioni dal limite e provando tiri da fuori area. Scaltrezza, quella che manca. Non basta l‘atteggiamento. Diciamo che abbiamo attaccato ma non con la convinzione delle ultime partite. Lo abbiamo fatto con azioni troppo simili e scontate. Perchè puoi dominare quanto vuoi, ma se non hai dell’imprevedibilità tra le frecce dell’arco, segni poco o niente. Il problema del gol, dunque, c‘è ed è serio. Anche se, paradosso, nelle ultime 2 ne abbiamo realizzati 10. Capiteranno ancora tante altre partite bloccate come questa. Una grande deve saperle vincere anche 1-0. Ritengo che Il problema non sia Giovinco che, tuttavia, sta migliorando per pericolosità sotto porta e presenza in attacco. Piuttosto Quagliarella, spesso avulso dal gioco, o Matri. E l’imprevedibilità delle giocate di cui ho già parlato. Potrei anche capire le critiche che puntualmente piovono su Giovinco. Ma non deve essere una perenne caccia all’uomo. è quello che si avvicina sempre più degli altri al gol anche se deve migliorare la precisione e la freddezza. Col tempo arriverà anche quella. Giovinco non è un giocatore da bruciare, anzi. Ci sarebbero tanti giocatori più forti di Giovinco ma, come dice Conte, dobbiamo valorizzare il nostro. Ad esempio, per me non è paragonabile al Faraone del Milan per caratteristiche fisiche. Eppure molti lo fanno. Poi è normale che in sede di mercato gente come Matri andrebbe sostituita. Ma spesso si parte prevenuti sulla formica atomica. La Juventus ha cercato la via della rete 21 volte e 6 tiri sono terminati tra i pali. Il possesso palla è stato forse meno schiacciante del solito, 56%, ma la supremazia territoriale, 14′:59”, contro gli 8′:40” degli avversari, la dice lunga sull’andamento della gara. L’indice di pericolosità è un altro parametro da tenere in considerazione: 51,2% per la Juventus, appena 19,7% per la Lazio. Sarà saltato all’occhio anche un Pogba che non è Pirlo, e una Juve che non è la stessa senza Pirlo. Con la Lazio è Bonucci che ha preso la squadra sulle spalle. Il gol non è un optional ragazzi e, a volte, va “preferito” al gioco e ai complimenti. Questi pareggi devono far riflettere.

Per questo, col Chelsea non bisognerà assolutamente pareggiare. La squadra di Di Matteo la conosciamo, avendola già affrontata nell’andata di Champions, all’esordio dopo due anni d’assenza. Squadra molto difensivista, in grado però d’interrompere con facilità il ritmo di gioco degli avversari e colpirli in contropiede. Nell’ultima uscita di campionato, nella partita persa 2-1 col  West Bromwich, Di Matteo ha varato un sostanziale turnover. Ivanovic , Ramirez, Oscar e Mata in panchina. Cole infortunato e in crisi con la società, propenso a non rinnovargli il contratto e a mandarlo via a fine stagione. Al loro posto Azpiculeta a destra, Bertrand a sinistra. Romeu in mediana, Moses e Sturridge sugli esterni. Gol di Hazard. La squadra di Steve Clarke è salita al quarto posto in Premier League a 23 punti, ad una sola lunghezza proprio da Lampard e compagni. Il Chelsea ha confermando il momento non proprio ottimale in Premier League. Nelle ultime uscite, ha pareggiato contro Liverpool e Swansea e perso lo scontro diretto col Manchester. Dall’Inghilterra, pare che l’ambiente blues sia diventato una polveriera, con Di Matteo pronto all’ultima disperata rivoluzione per salvare la panchina traballante: catenaccio e contropiede. Di Matteo è preoccupato soprattutto per la difesa:  l’ultima volta che la porta di Chech è rimasta inviolata risale al 22 settembre. Terry, dopo aver saltato ben 4 partite di campionato per squalifica, dovrà restare fermo per molte settimana a causa dell’infortunio al ginocchio. Il portoghese David Luiz, dunque, è orfano del suo miglior compagno di reparto, con Cahill fuori forma, ultimamente falloso, impacciato e spesso fuori posizione.

A fare notizia è però un’altra sconfitta, cioè quella dello Shakhtar. Dopo 15 vittorie di fila in campionato, la squadra di Lucescu perde 2-0 in casa dell’Arsenal Kiev. Un ko che rovina la striscia vincente ma che non scalfisce minimamente il netto dominio in patria. I danesi del Nordsjaelland hanno fatto il loro dovere vincendo 2-0 sul campo dell’AGF Aarhus grazie alle reti di John e Lorentzen. Tre punti che permettono di accorciare momentaneamente sulla capolista Copenaghen. Ad arbitrare, mercoledì, ci sarà il turco Cuneyt Cakir. L’unico precedente con i bianconeri dell’arbitro di Istanbul è una sfida dei preliminari di Europa League del 2010: sembra preistoria. La Juventus di Del Neri vinse 2-1 in casa dello Sturm Graz, una sfida di agosto che Leonardo Bonucci ricorda bene: il suo gol, di testa, fu il suo primo con la maglia bianconera. A segno andò anche Amauri.

Voi direte. E di Inter? Non parli? Beh, ha detto tutto la società: questa volta con la nota sulla la relazione del Procuratore Federale del 1°luglio 2011, pochi giorni fa con le precisazioni di Antonio Conte. Fatti, non parole. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

Viaggio a Londra al seguito della Juventus.

In questi giorni si fa molto rumore intorno alla protesta degli ultras riguardo lo sciopero del tifo. Non conosciamo tutti gli aspetti di questa protesta ma ci siamo fatti delle nostre idee che abbiamo esposto con grande serenità di giudizio nei nostri articoli precedenti evidenziando anche le ragioni del tifo organizzato. Restiamo sempre vigili e in attesa di conoscere in maniera più approfondita il problema. Questo blog in tal senso non si tira indietro. Altresì in precedenza abbiamo già scritto e riproposto il tema del caro biglietti. A questo proposito vi posto il racconto di una nostra amica tifosa e abbonata che ha seguito a sue spesa la Juventus a Londra. Con questo racconto noi de ilblogdialessandromagno intendiamo mettere a conoscenza dei nostri lettori e della società Juventus, dei sacrifici e della passione che muovono i tifosi come la nostra amica e chiedere RISPETTO per loro e per noi tutti. Per queste persone che non sono solo dei clienti da dissanguare ma sono dei FANS da coccolare. Un incredibile risorsa per la squadra più seguita d’Italia. (Alessandro Magno).

Viaggio a Londra al seguito della Juventus.

L’emozione per questo evento a dire il vero è iniziata domenica 16 settembre prima di Genoa-Juventus, ero (avamo) a Firenze Nord in procinto di partire per Genova e il Presidente del Club mi da il biglietto della partita, lo guardo con occhi sbarrati e felice, è mioooo…da quel momento il mio pensiero è Londra, per fortuna mancano solo pochissimi giorni!!….Il fatidico giorno è arrivato, sveglia alle h.03:00, dopo nemmeno due ore di sonno sono pronta per partire, a Firenze mi aspettavano altri 3 amici con i quali si doveva raggiungere Bologna, avevamo il volo alle 7, in modo da arrivare a Londra presto per poter fare anche un giro per la città!….in aereo c’erano altri tifosi, e vedendoli la mia tensione era aumentata, ero già in clima partita, anche se mancavano troppe ore all’evento. Si arriva, ci accoglie un bel sole, nella mia organizzazione del viaggio non potevo far di meglio 😀 , si decide di fare due passi, è il modo migliore per non pensare, cartina alla mano e ci dirigiamo verso Buckingham Palace, uno del gruppo non aveva mai visitato Londra, poi Westmister e Big Ben, tappa obbligatoria, “il più Grande Spettacolo dopo il Big Ben siamo noi (Juve)” poi Trafalgar Square e infine Piccadilly Circus, dove c’era un bel gruppetto di juventini….il clima si stava scaldando, la tensione saliva, dopo la lunga e piacevole passeggiata per Londra era arrivata l’ora fermarsi un attimo per mangiare e anche decidere cosa fare….dopo un oretta di sosta in un ristorante di Regent Street, si decide che si doveva andare in zona stadio, per evitare il caos e poi perché il pensiero era solo uno la Juve!!
Si prende la metro, direzione Fulham Broadway, 4 fermate e siamo lì, usciti dalla metro, subito di fronte troviamo due bancarelle che vendono sciarpe e magliette del Chelsea, ecco ci siamo, l’agitazione sale, un amico compra due sciarpe, che poco dopo scopriamo una cosa carina, la sciarpa è per metà blu con la scritta Chelsea e l’altra metà nera (ah, io non l’ho presa, sono allergica al nero azzurro) con la scritta Forza Juve, invece che Juventus, ci dirigiamo verso lo Stanford Bridge, ci avevano detto, uscite dalla metro e andate a destra, ma non vedevamo nulla, chiediamo e ci indica che eravamo quasi lì…..con grande meraviglia scopro uno stadio che fino a quando non arrivi lì, vicino all’ingresso principale, sembra un centro commerciale…arrivati lì, c’erano già alcuni tifosi bianconeri, foto di rito, e giro intorno allo stadio per trovare il nostro ingresso, in 10 minuti si fa tutto….sinceramente il mio pensiero è, tutto qui??!!….iniziano ad aumentare i tifosi, solo bianconeri, e aumenta la mia tensione, non so quante volte ho fatto il giro dello stadio, due risate con quelli di Juve Channel che mi intervistano (mi sa che mi hanno tagliata, meglio avevo una faccia sconvolta 😀 ), ancora qualche giro, mentre i miei amici erano stanchi e si erano seduti, ritrovo qualche amico che saluto e poi ci si dirige verso il Settore, dove erano appena arrivati in gruppo quelli della Sud, la tensione aumenta sempre più, forse è meglio entrare….in fila ritrovo 3 ragazzi con cui avevamo fatto una trasferta a Torino per Juventus-Fiorentina e con i quali ci diamo appuntamento al dopo partita…..in pochi minuti siamo dentro lo stadio, sono allo Stamford Bridge, SHED UPPER – VISITING SUPPORTER -ROW 11, SEAT 0038…mi fermo un attimo “sull’uscio” per poter vedere meglio lo stadio e penso, si carino, buona visuale, spalti a pochissimi metri dal campo ma nessuna emozione, lo Juventus Stadium è molto più bello!!….il tabellone dava il countdown, mancavano quasi 2h, io per quasi tutto questo tempo sono stata in piedi appoggiata a una ringhiera a guardare, come una bambina, tutti quelli che entravano sul rettangolo di gioco, quando sono entrati i giocatori con Carrera avrei voluto raggiungerli e stare lì in cerchio a sentire quello che Carrera diceva…..a volte mi sporgevo come se volessi origliare!! Passano i minuti, ecco, inizia il riscaldamento, boato della curva, il clima era bellissimo, sembrava di giocare in casa….il resto dello stadio ancora vuoto, ma che importa, ci siamo noi, basta!!…..Ci siamo, sta per iniziare la nuova avventura in Europa, nell’Europa che conta, a centro campo c’è già il telo con il simbolo Champions, le squadre stanno entrando e ecco che parte la musica, brividi….si inizia!!….io ero felice di essere lì, qualunque fosse stato il risultato, ma siccome era la stessa sensazione che avevo provato alla mia prima partita di Champions ma a Torino in una partita storica, Juventus-Real Madrid 3-1, 14 maggio 2003, ero ottimista!!….comunque ero lì, stranamente l’agitazione non c’era più, era come se fossi convinta che sarebbe stata una bellissima gara, l’unica cosa che a volte mi innervosiva erano alcuni tifosi intorno a me che ululavano o dicevano stronzate…..ma il clima era bello, festoso, ci si sentiva solo noi, gli inglesi erano silenziosi, si sono sentiti solo in occasione dei loro gol, poi quasi il nulla…..ecco i gol, me li aspettavo, sapevo che avrebbero segnato prima loro, perché quando ti vedi Marchisio lì, vicino la porta e sbaglia, pensi, ora ci puniranno….1, 2 micidiale, secondo gol di Oscar da applausi, ma la squadra c’è e sta reagendo bene, sono fiduciosa, non si può perdere, ne sono convinta!….ed ecco, arriva il gol di Vidal, guerriero, anche con una gamba era riuscito nell’impresa, da monumento!! Forza ragazzi, possiamo farcela…la curva si scalda, il tifo aumenta, i ragazzi non sono soli!!….intervallo, mio solita capatina al bagno, ci sarò stata una decina di volta nel giro di poche ore, si ricomincia…..dai facciamo l’impresa!!…passano i minuti e ancora nulla fino al momento in cui, Fabio proprio sotto di noi trova quel gol fantastico….è l’apoteosi!!….la curva è in delirio, ci si abbraccia tutti, siamo grandi anche in Europa, i campioni in carica non ci spaventano….Vamos, l’impresa è alla nostra portata!!….finisce 2-2, con la traversa di Quagliarella che ancora trema, se fosse entrata penso che lo stadio sarebbe crollato :D!! Un pari che vale oro, che ci rende fieri di questa squadra e ripaga noi tifosi che l’abbiamo seguita, bella partita, bella serata!! Si esce dallo stadio, si commenta con gli altri l’impresa, in un clima sereno, lì è tutto tranquillo…..per strada incontriamo anche Platini, un saluto veloce e via per il centro di Londra, si mangiato qualcosa insieme a un gruppo di tifosi e poi si ritorna……la giornata fantastica è finita, alla prossima.

Francesca

P.s. devo dire che la cultura inglese del calcio è veramente avanti, bisogna tutti imparare da loro, controlli normali, steward che fanno rispettare le regole….ognuno al suo posto e se sbagli, vai fuori, abbiamo molto da imparare da loro, anche se devo dire che da quando c’è lo Juventus Stadium anche noi tifosi juventini stiamo piano piano imparando a rispettare le regole e penso che anche a Londra siamo stati bravi!!

 

ricchiuti7

1 – Considerazioni su Chelsea-Juventus?

molti errori in fase di disimpegno. con gli esterni troppo alti fatichiamo a coinvolgere pirlo nel giro palla e finiremo col pensionarlo in anticipo. non che mi dispiaccia. odio le dipendenze dal bel gioco: preferisco fidarmi delle squadre brutte ma carismatiche. non sono contento né scontento. però mi diverte soltanto vincere. il ’68 si diede uno slogan: “non è che un debutto”. è pane per gli ottimisti. ma il ’68 fu un pareggio.

2 – Rinnovo di Marotta: meritato?

chiunque arrivi alla juve che non sia moggi merita di stare in quel posto perché evidentemente si vuole che quel posto possa davvero essere occupato da chiunque.

3- A proposito di mercato: Prenderesti Llorente a gennaio? E Bendtner chi e’?

llorente no. perché è basco, abituato a un ambiente chiuso, a una squadra infarcita di ideologia e campanilismo. sa di vecchio benché giovane. non ha vinto niente, non è nessuno. la cosa più grande che ha è il prezzo di acquisto. bendtner ? al momento è un utente twitter molto simpatico e tendente a usare i media per farsi notare e che juventini a parte non si fila nessuno. l’abbiamo strappato al siena. pare tenda all’ingrasso. c’è molta curiosità per vederlo. non si sa di preciso per vedere cosa, se l’adipe o il tiro.

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