La barca affonda e l’orchestrina continua a suonare

 

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Juventus Milan è stata un fallimento annunciato. La squadra era già sfilacciata nelle partite addietro e raggranellava qualche risultato (Fiorentina, Torino, Udinese) per il rotto della cuffia. Chi ha visto le partite sa di una squadra che prende gol da tutti, praticamente da oltre 10 partite di fila, che produce pochissimo gioco, che tira in porta pochissimo (ieri con il Milan una volta sola). La sensazione è che Pirlo da tempo avesse perso il polso della situazione. L’uscita con il Porto fu quantomeno un segnale di una squadra sgangherata, ma poi sono venute altre belle figure come quella con il Benevento che l’unica vittoria del girone di ritorno l’ha fatta proprio contro di noi ed oggi sta bellamente retrocedendo. Tutti questi segnali sono stati sottostimati dalla dirigenza. Si è preferito non intervenire non si sa se per fiducia o per non ammettere di aver fallito, perchè ad oggi se Pirlo ha fallito, con lui hanno fallito chi lo ha messo e soprattutto chi ha iniziato questo effetto domino che è partito con l’esonero di Allegri, che lo scudetto vinto poi a denti stretti da Sarri aveva quantomeno nascosto.

Ora è evidente come si sia distrutto quanto di buono si era fatto in 10 anni. Serve un miracolo per la qualificazione Champions. Siamo non solo nelle nostre mani, che già non sono mani d’acciaio in questo momento, ma siamo alla mercè dei nostri avversari infatti ad oggi bisogna sperare in un mezzo suicidio di qualcuna che ci sta davanti. Nell’ultima giornata poi ci sarà Atalanta-Milan ed è evidente che se gli basterà un pareggio per entrare in coppa entrambe pareggeranno. Segnatevelo. Non vi aspettate aiuti da nessuno. D’altronde a onor del vero neanche lo meritiamo. Con quello che si è visto ieri realisticamente parlando faticheremo non poco a far risultato con Sassuolo e Inter, men che meno abbiamo grosse speranze di batter l’Atalanta in coppa Italia, squadra che fra l’altro quest’anno non abbiamo mai battuto.

Ci sarebbe voluto già da tempo un cambio di rotta. La nave andava dritta contro un iceberg e si è scelto di non intervenire sfidando l’iceberg alla gara di chi fosse più duro. Ora abbiamo visto che è più duro lui e stiamo affondando miseramente. Tuttavia anche in questo momento, e mi riferisco al summit di questa mattina, si è scelto di non intervenire. Quindi si affonderà probabilmente tutti insieme con Pirlo come si era già fatto con Del Neri e come spesso è da tradizione bianconera. Una tradizione che non capirò mai. Il Chelsea per tre volte nella sua storia cambia mister in corsa e per tre volte va in finale di Champions. Noi invece per salvare un mister, che con molta probabilità smetterà di allenare già domani, affondiamo tutta la barca e muoia Sansone con tutti i filistei. Solo una cosa ancora: quanto più si va a fondo e tanto più sarà difficile la risalita. Sarebbe bene tenerlo a mente.

Chiacchierata Ben & Mirko post Juve Milan

  1. GRAVINA SE PERMETTE….
    Da Juventus magazine

    Prendo atto carissimo ed illustrissimo presidente della lega italiana gioco calcio, della sua posizione riguardante la Juventus rispetto la SL e le sue parole illuminate e dettate dal buon senso su un’ eventuale estromissione dei bianconeri dal campionato di serie a. Fin dalla notte dei tempi chi è al potere ha sempre dettato leggi e il popolino ha sempre dovuto accettarle volente o nolente. Certo che a volte, mi permetta, certe decisioni hanno il sapore, come dire….di stantio e portano con se determinati effetti che certamente lei non potrà non aver calcolato, infatti son certo che dall’alto della sua lungimiranza avrà calcolato che un campionato italiano senza la presenza della Juventus risulterebbe deprezzato almeno della metà, avrà riflettuto sul fatto che le televisioni che pagano e foraggiano bene sia lei e l’istituzione che così bene rappresenta, vorranno ridiscutere i termini dei contratti propendendo per il ribasso della cifra pattuita in partenza, e non sarebbe un decurtanento da poco mi creda, ma sicuramente, scusi se mi ripeto, lei avrà messo in conto anche questo, così come avrà messo in conto che il calcio del bel paese già ora ha scarsissimo appeal in Europa e nel resto del mondo, immagini senza la società principale per importanza e blasone cosa potrebbe accadere, ma inetto che sono, lei tutto questo lo sa benissimo e lo avrà già metabolizzato. Però vede, nel calcio come nella vita le cose vanno avanti, si modificano, si adattano e questo ne lei ne il suo amico Ceferin lo potrete fermare. La Super Lega si farà carissimo presidente, non ora, ne fra un anno magari, ma si farà, è nell’ordine delle cose, lei sa benissimo anche questo, sa che la sua poltrona scricchiola, che quella di Ceferin idem come sopra, si può rallentare il progresso certo, ma non lo si può fermare….ah mi scusi, per finire le debbo fare i complimenti per la nuova formula della Coppa Italia, che dire, non fa una grinza, è pienamente in linea con il suo pensiero, importante è avere coerenza, questa sconosciuta….
    Le faccio i miei migliori auguri, temo che ne avrà bisogno prima di quanto creda
    suo Eugenio Salvatori

  2. Il mancato esonero di Pirlo significa che al momento la priorità non è il cambio di allenatore, i problemi sono altri, i rinnovi in scadenza a giugno, il riscatto (o no) di Morata, la permanenza (o no) di Ronaldo, ma sopratutto la disastrata situazione dei conti che come dicono alcuni non è conseguenza di una gestione scellerata, nè si può leggere che proprietà e azionisti si sarebbero stancati e chiederanno spiegazioni, come se negli ultimi 2 anni il covid-19 non avesse messo in ginocchio l’economia mondiale, come di tutto questo non si discutesse nelle riunioni dei CdA e come se per tutto questo non ci fosse stata l’approvazione alla partecipazione dell’atto costitutivo della SuperLega, come se gli stessi amministratori di tutte le società non avessero lanciato l’allarme di un calcio non più sostenibile, come se vista l’impossibilità di cambiare uno status quo che genera voragini di debiti, alla Juve non avessero già programmato in anticipo di procedere ad una rifondazione a costi sostenibili e magari anche di restar fuori da tutto per qualche anno per vedere l’effetto che fa.

  3. L articolo è ineccepibile soprattutto nell ultima affermazione ovvero tanto più vai a fondo tanto più sarà difficile risalire. Possibilmente non con questa dirigenza che è vero ha portato dei risultati ma, dati alla mano, non sembra essere farina del loro sacco. Fossi in chi può prendere le decisioni (e purtroppo siamo sempre lì) cambierei anche le porte degli spogliatoi.

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