Domenica 4 giugno 2023 Udinese – Juventus ore 21 Stadio Dacia Arena – Udine

Scritto da Cinzia Fresia

Si conclude con la trasferta dei bianconeri ad Udine la tragicomica stagione Juventina.
Al di là del risultato, con una squadra a brandelli, le casse vuote, e un’allenatore che si rifiuta di andarsene più un’eventuale penalizzazione dell’Uefa non abbiamo idea come la società ha intenzione di affrontare il futuro.
Se Exor riconferma Allegri la tifoseria a ragione sparirà come il fantasma di Amleto, al contrario se verrà liquidato, potremo seguire una lenta rinascita della squadra.
Meglio ancora se Exor trattasse per la cessione, nuovi capitali velocizzerebbero la ricostruzione di una squadra con elementi forti.

La cosa certa è che i tifosi, Allegri, non lo vogliono più vedere.

Dopo la partita di domani sapremo.

La cosa positiva è che si chiude un supplizio durato anche troppo. Una squadra che non ha mai funzionato dalle prestazioni orribili e penose, dirette da un allenatore la cui unica preoccupazione erano i suoi interessi.
E’ stato bello ma è finito, per il bene di tutti anche il suo, se ne vada.

  1. SE NON LO SAI SALLO

    Nell’anno domini 2008, quando si chiudeva il processo di inter e Milan, l’accusa era di falso in bilancio, mediante l’uso di plusvalenze fittizie.
    In particolare due le stagioni sotto la lente d’ingrandimento: 2004-05 e 2005-06, dove i due club milanesi venivano accusati, appunto, di aver realizzato “false operazioni contabili per evitare di rappresentare alla FIGC la esatta situazione patrimoniale ai fini delle verifiche propedeutiche all’ammissione ai suddetti campionati”.
    Tradotto, secondo l’accusa, inter e Milan, per PARTECIPARE a quelle stagioni, avrebbero dovuto versare molti più soldi nelle casse societarie.
    Ma nello specifico, cosa facevano?

    Stando all’accusa, le operazioni attenzionate riguardavano una serie di compravendite di giocatori minori avvenute in quegli anni tra le due società, messe in atto “solamente per la creazione di plusvalenze fittizie”.
    Al Milan, veniva contestata dal PM “l’alterazione di un maggior patrimonio netto pari a €32 milioni e 459 mila, che corrispondeva a circa il 104% del patrimonio netto risultante dal bilancio”.
    Per l’inter, invece, “le alterazioni e le mancate evidenziazioni, hanno in definitiva comportato la rilevazione di una MINOR PERDITA pari a €22 milioni e 393 mila, corrispondenti a circa il 149% del risultato economico.”

    A tal proposito, Simone Brunelli (23 anni) aveva denunciato il fatto che la FIRMA sotto il contratto che aveva depositato l’inter NON fosse sua.
    Dichiarava anche di “essersi trovato all’inter senza saperlo”.

    Il 12 Giugno 2008, la commissione disciplinare nazionale deferisce Adriano Galliani, AC Milan, Gabriele Oriali, Massimo Moretti, Rinaldo Ghelfi, Mauro Gambaro e FC internazionale.
    Tutti i sopracitati, all’inizio del dibattimento, tramite i loro legali, chiedono l’applicazione della sanzione ai sensi di quanto previsto dall’Art. 23 dell’allora codice di giustizia sportiva (CGS).
    Che, lo cito, dice “i soggetti di cui all’art. 1, comma 1, possono accordarsi con la Procura Federale prima che termini la fase dibattimentale di primo grado, per chiedere all’Organo Giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta, indicandone la specie e la misura;
    Visto l’art. 23, comma 2, CGS secondo il quale l’Organo Giudicante, se ritiene corretta la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, ne dispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento nei confronti del richiedente;
    Rilevato che nel, caso di specie, la quantificazione dei fatti come formulata dalle parti risulta corretta e le sanzioni indicate risultano congrue.”
    Il cosiddetto “patteggiamento”, dunque.

    Per questo motivo, si disponeva l’applicazione delle seguenti sanzioni:
    “Adriano Galliani: ammenda di euro 60.000,00 (sessantamila/00)
    AC Milan SpA: ammenda di euro 90.000,00 (novantamila/00)
    Rinaldo Ghelfi: ammenda di euro 20.000,00 (ventimila/00)
    Mauro Gambaro: ammenda di euro 20.000,00 (ventimila/00)
    Gabriele Oriali: ammenda di euro 10.000,00 (diecimila/00)
    Massimo Moretti: ammenda di euro 10.000,00 (diecimila/00)
    FC internazionale SpA: ammenda di euro 90.000,00 (novantamila/00)”

    Al di fuori della giustizia sportiva, quindi nell’ordinaria, secondo la magistratura “il fatto non costituiva reato”.
    (dal web)

  2. ESSERE O NON ESSERE…

    La frustrazione morale dell’uomo di fronte al male è la consapevolezza che solo da una totale distruzione e/o auto – distruzione può sortire la cancellazione del passato e l’instaurazione di un ordine nuovo.

  3. Come tifoso, e saró romantico probabilmente, mi sento “ protetto ” dal cappello famiglia Agnelli oggi Exor piuttosto che da qualche gruppo di speculatori di cui non si riconosce la provenienza ed intenzioni.
    Quindi questi inviti a vendere l’unica Società Storica che nasce dalla passione di una famiglia che ha caratterizzato la storia stessa della società non vedo perché debba cambiare proprietà, così per il gusto di qualche tifoso che vorrebbe vedere l’effetto che fa.
    Mi sono innamorato della juventus proprio perché è sempre stata una boccata del gioventù e di spensieratezza nel segno dell’obiettivo più grande, quello di vincere. Ho visto passare i più grandi campioni di tutte le epoche e mai sputerò nel piatto che gli Agnelli ci hanno preparato anzi saró loro sempre grato per quanto mi hanno reso orgoglioso e felice per avermi fatto ammirare e tifare per la loro squadra facendomi sentire partecipe come tifoso.
    Non credo che saró mai lo stesso tipo di tifoso appassionato se la mia squadra passasse di proprietà ad un gruppo di cinesi o americani o arabi dir si voglia. Io come diceva Toto Cotugno sono e rimarró “un Italiano vero”. Invecchierò male? Puó darsi ma preferisco avere la mia storia autoctona ed anticonformista piuttosto che quella moderna degli altri.

  4. Alessandro Magno

    La situazione è pesante alla Juve e non potrebbe che esser cosi dopo due anni difficili sopratutto quest’ultimo tuttavia seppure la maggior parte dei tifosi è probabilmente contro l’allenatore considerato secondo me a torto unico responsabile della situazione io eviterei di parlare a nome di tutti i tifosi perché a volte si fa l’errore di pensare che tutti i tifosi siano quelli che uno frequenta e magari li frequenta proprio per vicinanza di idee.

    Detto che per me è arrivato il momento di cambiare dopo due anni cosi non credo che i tifosi della Juventus spariscano se allena tizio piuttosto che Caio e guai se fosse cosi perché giocatori e allenatori passano ma la certezza è che la squadra resta indipendentemente da chi c’è.

    Aggiungo che mi auguro sempre che la società Juventus come ha sempre fatto non dia mai retta agli umori della piazza. Va bene considerare i tifosi come importanti per quel che riguarda l’utenza ma mai e poi mai tifosi devono entrare nelle scelte tecniche della società primo perché hanno dimostrato ampiamente di capirne poco o niente di calcio (almeno nella media generale) secondo perché qualora questo avvenisse diventeremmo anche noi un Inter o una Roma qualunque.

    Mi auguro che la società abbia una linea ben precisa e che non si faccia condizionare dai social o dallo stadio. Per quanto riguarda Allegri che deve andarsene onestamente mi pare una follia è uno che ha un contratto e la Juve già in passato ha esonerato allenatori poi pagandoli come è stato già una prima volta per lui. Quindi o si siedono a un tavolo e si trova un accordo fra le parti oppure la Juventus può serenamente decidere unilateralmente l’esonero. È pieno di queste situazioni in serie A e B e anche in altri campionati e questo da sempre non credo sia qualcosa di eccezionale e nemmeno penso che la Juventus sia così messa male economicamente da non potersi permettere questo esonero quindi non comprendo davvero la richiesta di doversene andare perché sta sulle balle a qualcuno. A tanti come me Allegri non sta sulle balle.

  5. Andrea (the original)

    Ciao Cinzia,
    io ritengo Allegri la peggior sciagura, insieme ad Agnelli che lo ha riportato alla Juventus, della nostra storia.
    La Juve con lui è come fosse 15 anni indietro rispetto a un mondo che ormai si è evoluto totalmente ed è chiaro non possa essere lui a modernizzare la Juve, perché gli mancano le conoscenze moderne e non le acquisira’ come non lo ha fatto ora.
    Dunque non migliorerebbe né con una Juve di campioni, ne’ con una Juve ridimensionata. Diciamo che non avere campioni rappresenterà anzi un alibi già pronto nel futuro.
    Detto questo, io al posto di Allegri non me ne andrei e pertanto non posso chiedergli di andarsene, perché un professionista è giusto tuteli i suoi ricavi.
    Piuttosto mi potrei il dubbio che da sfiduciato andrei incontro a un clima tossico ma, per questo, è il momento che entri in campo la Società.
    È la Società che deve sfiduciarlo, facendogli mancare quindi l’ultimo baluardo (da giocatori e ambiente è già sfiduciato) ed è la Società che, pur non avendo colpa nella follia di Agnelli di fargli quel contratto, a doversi mettere le mani in tasca.
    Può non farlo, per carità è legittimo perché il disastro lo ha fatto Agnelli ma se non lo fa significa disimpegno..non sarà questione di quanto tempo occorrerà per tornare competitivi e di quanti investimenti sui giocatori saranno fatti ma di impegno o disimpegno.
    E a mio avviso il segnale di impegno o disimpegno, che a oggi è più importante di tutto il resto, si misurerà sul sacrificio economico necessario a licenziare Allegri.
    Tutto il resto sarà una conseguenza coerente.

    • Andrea, che Allegri sarebbe meglio andasse via condivido ma non perché è come dici tu.
      Se solo prendessimo ad esempio quest’ultimo campionato credo che nessun allenatore avrebbe potuto tenere salde le “redini” dello spogliatoio…forse sbaglierò eh.

      Con quello che offre il calcio italiano, non parlo di prestazioni, come ad esempio il supporto del var per gli arbitri in campo rispetto al calcio giocato nelle maggiori piazze europee facciamo semplicemente ridere.

      E con tutto le contrarietà verso la Juve quale squadra si è evoluta calcisticamente?
      Il Napoli? Si, forse, però dobbiamo anche dire che è bastato un filotto di partite vinte (bene o male) dalla Juve e già il Vesuvio oniziava ad esultare cacca.

      Allenatori che si sono migliorati?
      Inzaghi con uno scudetto e un paio di coppe sgraffignate proprio alla Juve.
      Pioli con uno scudetto simile a questo di Spalletti con la sola differenza di quest’ultimo che non è stato toccato, anzi nemmeno sfiorato da una qualsiasi plusvalenza anche se l’esempio di Osimhen è tangibile.

      Alla fine se mi parli di un cambiamento per dare una scossa in seno alla Juve sono dalla tua parte…ancora di più lo sarei se mandassero a casa i Gravina con i Malagò.

      • Andrea (the original)

        Max, premessa: il campionato di questa stagione è, oltre che falsato, anche casuale e lo dimostra il fatto che da Napoli scappino perché sanno di non potersi ripetere.
        Ma detto questo, se parliamo di evoluzione calcistica la Juve è un caso unico insieme alla Roma.
        Le altre, Inter compresa e nonostante Inzaghi sia un italianista, giocano a calcio.
        Dunque il problema di Allegri non è più nemmeno l’italianismo, è che è proprio fuori dal tempo.
        E dunque la sua uscita non è solo in funzione di una scossa ma proprio di una ricostruzione, ancor più dovendo ridimensionare l’organico.
        Altrimenti, pure se saltasse Gravina (che il favore a Ceferin lo ha ha già fatto), cambierebbe poco per il futuro della Juventus.
        Che poi la Figc non possa più essere orgasmo autonomo è un altro discorso, che sottolineo da sempre e che nel 2023 è davvero ormai inaccettabile.

        • Andrea, sul fatto del nonostante Inzaghi dovremmo metterci d’accordo…o gioca o perché Inzaghi.
          I nerobleau potrebbero vincere questa Champions… tu converrai con me…grazie al mazziere o croupier, chiamalo come vuoi, Ceferin che ha scelto gli avversari del tavolo verde per far arrivare in finale la squadra italiana.
          Benfica o non Benfica.

          • Andrea (the original)

            Il tabellone è stato comodissimo anche se non credo in modo doloso perché Ceferin è un asse con gli arabi e semmai se doveva spingere qualcuno spingeva gli arabi nella parte delle italiane.
            Io credo sia proprio questione di gestione cervellotica della UEFA, dai criteri con cui si scelgono le teste di serie ai tabelloni privi di ranking.
            Su Inzaghi ho scritto, è la dimostrazione che anche un italianista in qualche modo si sia evoluto (poi il virus gli torna quando è in vantaggio).
            Dunque Allegri non è nemmeno più italianista, è proprio fuori dal tempo.

            • Vero e anche condivisibile in parte la chiosa su Inzaghi…
              Ti porto l’esempio della Ferrari (ridatemela) oggi, la gara di oggi con Sainz e Verstappen alla partenza…a parte i problemi della macchina…se tu Sainz non OSI, e perché nell’azione dell’affiancamento alla red bull devi osare e non lo hai fatto…voglio dire, almeno dammi la soddisfazione, dico a Sainz, di provarci e invece niente.
              A proposito conosci uno bravo in elettronica?

          • Andrea (the original)

            Qualcuno si ma non fa miracoli

  6. L’ingaggio di un DS, speriamo Giuntoli, è il primo segnale di umiltà ritrovata da parte della società Juventus. La spocchia e la presunzione del “tanto siamo capaci da soli oppure siamo già bravi così” spero sia finita del tutto. C’è bisogno di gente brava e che venga da fuori a insegnare come si fa.
    Questo è il primo segnale positivo, quello che qualsiasi squadra al mondo farebbe, formare una dirigenza di livello, per noi è una specie di ridicola rivoluzione. I dirigenti bravi vanno trovati e messi in squadra, non può sempre funzionare che il primo stipendiato che ho sul libro paga all’improvviso lo metto lì e lo trasformo in un DS o un DG di livello mondiale. Sta cosa faceva ridere e i risultati si sono ampiamente visti.
    Esempio: Marotta era bravo? Era somaro? Non lo so, ma a Roma a palazzo figc era rispettato e metteva freno a chi voleva il male della sua squadra vincente.
    Chi ha tolto di mezzo lui, sostituendolo con NESSUNO, ha pensato che si potesse vincere solo con la spocchia e un senso di superiorità ridicolo e fuori moda, forse 70 anni fa poteva essere così.
    Oggi contano competenze e relazioni politiche, cosa che alla Juventus pensavano potesse fare a meno…
    Oggi si riparte spero dall’umiltà di riconoscere che servono competenze e spero che non venga fuori Manna come DG, perché vorrebbe dire ancora Allegri a fare padre e padrone con la solita spocchia del “tanto siamo già bravi così tra di noi”. Se la società cercherà di tornare indietro ancora una volta, perderà piano piano i tifosi, è ora di guardare avanti

    • E tu credi che senza Gravina il vecchio Giuseppe avrebbe accesso facile in figc?

      E poi, perché la Juve debba perdere i tifosi non l’ho capita…chi è attualmente tifoso della Juve lo rimane anche se le cose dovessero continuare ad andar male…non aumenteranno perché non arrivano le vittorie e diminuiranno per la dipartita a miglior vita dei tifosi più “vecchi”.
      Basta mettersi sulla sponda del fiume ed aspettare…

  7. JU29RO

    Torniamo un po’ sulla Superlega e questo paper, con un riassunto finale della questione.

    L’opinione di Rantos si fonda su un’interpretazione dell’art.165 del TFEU che, a sua opinione, delineerebbe un modello europeo dello sport.

    Pertanto, politiche che perseguono obiettivi coerenti con questo modello, ritenuto in pratica “costituzionale”, non rientrerebbero nella disciplina dell’art.101, come già statuito da precedenti pronunce della CGUE.

    Ciò che occorre, secondo la Corte, è che l’obiettivo sia legittimo e che le eventuali restrizioni alla competizione siano proporzionate e mirate a raggiungere tale obiettivo.

    Il modello europeo dello sport è riassunto da Rantos in tre pilastri:
    1) la struttura piramidale, quindi il sistema di promozioni e retrocessioni, che escluderebbe la possibilità di una lega a inviti
    2) il merito: l’accesso alle competizioni europee dovrebbe avvenire solamente a seguito del risultato sportivo
    3) il principio di solidarietà finanziaria: i club più ricchi dovrebbero aiutare i meno ricchi

    Innanzitutto, Rantos stesso rileva che nell’art.165 non c’è alcun riferimento preciso a un “modello europeo dello sport” che è da lui soltanto desunto.

    In merito ai 3 pilastri, gli autori del paper rilevano che:
    1) il principio della struttura piramidale non è menzionato in nessun modo nell’art.165 e non è affatto tipico dello sport europeo: vengono citati l’Eurolega di basket, il Tour de France, il Torneo dei Quattro Trampolini di sci, come esempi.
    Non esiste alcuna norma europea che vieti tornei ad inviti e, aggiungono gli autori, se un qualsiasi stato membro decidesse di trasformare la propria competizione in un torneo ad inviti, l’UEFA non potrebbe sanzionarla, non avendone la competenza.
    2) come potete leggere qui sotto, il trattato menziona “fairness” and “openness” – correttezza e apertura – termini troppo vaghi, secondo gli autori, per accogliere senza tentennamenti l’opinione di Rantos che li interpreta troppo estensivamente.
    In assenza di ulteriori specificazioni “openness”, argomentano gli autori, potrebbe riferirsi all’inclusività, al diritto di accesso alla pratica sportiva da parte dei disabili, ad esempio.
    3) Quanto al principio di solidarietà finanziaria, anche qui gli autori la ritengono indebitamente desunta dal principio di “fairness”, formulato in maniera vaga.
    Fanno notare comunque che il sistema prefigurato dalla Superlega è comunque più generoso nella redistribuzione di quello previsto dall’UEFA.

    E qui si sviluppa un’altra considerazione centrale: l’UEFA persegue effettivamente questi obiettivi che sarebbero propri del modello europeo dello sport?
    O piuttosto, come rileva anche il Primo Avvocato Szpunar, l’UEFA persegue più semplicemente interessi economici propri e quindi il suo ruolo di regolatore è illegittimo e di detrimento per la libera concorrenza?

    Gli autori notano giustamente che le regole introdotte dall’UEFA – le ultime, aggiungiamo noi, con l’evidente scopo di assomigliare un po’ di più alla Superlega – e il contesto competitivo delle sue competizioni non sembrano essere in linea con il richiamato modello fondato su fairness e openness.

    Insomma, se un modello europeo dello sport esiste, ed è tutto da dimostrare, se è quello che delinea Rantos, ed è ancora più difficile da dimostrare, be’ l’UEFA non lo sta affatto applicando e il suo comportamento è quello di un monopolista che difende la sua posizione.

    Infine, dopo tutto questo, in che modo quelle sanzioni sarebbero efficaci nel perseguire l’obiettivo legittimo in modo proporzionato, prima ancora che la Superlega mostri il proprio di modello?

    Come già detto, il meccanismo di solidarietà finanziaria sembrerebbe più efficace di quello dell’UEFA.
    E poi, la stessa Champions League favorisce le squadre di alcuni stati rispetto ad altri. È fairness?
    La Superlega potrebbe addirittura correggere in meglio per gli obiettivi europei questa situazione.

    Ancora qualche punto rilevante, nei prossimi post.

  8. Alessandro Magno

    per quel che ne so io indagando un poco qua e la questa è l’ultima partita di Allegri poi verrà preso Giuntoli che non aveva nulla da ridire su Allegri allenatore ma la società pensa che sia ora di svoltare e quindi Giuntoli avrà un nuovo allenatore che molto probabilmente sarà Tudor.
    la società non ha alcun problema a pagare per due anni Allegri non è messa così male ma chiaramente vorrebbe 1 risparmiare e 2 chiudere la questione subito per cui disucteranno col mister le modalità altrimenti se non si raggiungerà un accordo la Juvenuts pagherà ad Allegri quello che deve e il mister starà due anni fermo.

    questo è quello che so vediamo se sarà così

    • Ben, credo sia giunta l’ora del cambiamento anche perché non si può tifare Juve con due tipi di tifoserie…una che “piange” alle sconfitte e una che prega che queste avvengano.

  9. Il tempo di Allegri era finito quando lo cambiarono ( giustamente o ingiustamente) con Sarri. Si voleva dare una nuova livrea a questa squadra, non ci si riuscì ma ormai la strada era stata presa e si doveva andare avanti non ritornare più indietro pertanto l’amicizia di Andrea Agnelli con Allegri è stata deleteria x la juventus.
    Si sono persi un paio di anni ma tutto sommato questo ultimo è pure servito per vedere qualche giovane buono per il futuro.
    Non sono per niente pessimista, con Tudor o con chiunque abbia qualche buona idea di calcio moderno, penso che pur ridimensionandoci di qualche ex campione ( Di Maria, vlahovic e Rabiot) si può ricostruire bene. Di buoni allenatori in Italia ce ne sono, basti vedere cosa ha fatto con il Brithon, De Zerbi. Un miracolo alla Ranieri che vinse con un altra squadretta di scappati di casa un campionato in Inghilterra.

  10. Comunque ragazzi, io Allegri l’ho difeso all’inverosimile però quel giro palla senza affondare fino a ritornare al portiere mi ha letteralmente stomacato. Quando ci vuole ci vuole. Abbiamo bisogno di vedere giocare a pallone e non aspettare l’inverosimile da qualche estemporanea di un campione. Detto tra noi e senza presunzione, pure io sarei in grado di allenare la Juve alla Allegri maniera.
    Insieme a qualche amico negli ultimi tempi c’era venuto persino il dubbio che avevamo giocatori che non avessero nel loro bagaglio tecnico neppure i fondamentali.

    • Goditi il tuo Lecce, qui alla Juve imbottita di fuoriclasse come dici tu io non ne vedo…la dimostrazione stasera il primo tempo di Udine.

  11. Alessandro Magno

    un trofeo lo vinciamo anche quest’anno con le ragazze ma lo vinciamo 🙃
    https://youtu.be/ZHiCpg5bgG4

  12. È QUELLO CHE È SUCCESSO POCO FA

    Seguivo su sky documentari un servizio su Bettino Craxi e mi ha colpito una sua frase che ho subito collegato all’attualità:

    “Quando i giudici si proclamano sacerdoti di una “rivoluzione”, quando si appellano ai sentimenti della piazza, aizzati da chi hanno specifico motivo per farlo, la giustizia ha già perso le sue virtù, che sono l’obiettività, la verità, l’equilibrio, la serenità e l’umanità “.
    (Bettino Craxi)

  13. INTANTO AL DACIA ARENA

    Nonostante l’annata disastrosa ( perché Juventus) allo stadio di Udine i tifosi Juventini sono corsi in massa (nonostante le assenze anche questa sera, vedi Vlahovic)…poi dal prossimo anno inizieranno a diminuire per poi sparire del tutto.

  14. JU29RO

    ANCORA TU!
    La condanna per il caso plusvalenze ci ha fatto appassionare alla passata giurisprudenza su questi casi.
    10 punti di penalizzazione non hanno precedenti nemmeno in casi più gravi.
    Abbiamo detto del Chievo.
    Abbiamo detto dell’inter e delle plusvalenze con il Cesena in bancarotta, per cui patteggiò un’ammendina, senza alcuna pubblicità da parte dei giornali (la Gazzetta ne scrisse tra parentesi, proprio come noi ora).

    Ci è capitato sotto gli occhi ora il caso del Parma e del suo ds Leonardi che fu deferito per multiple plusvalenze.
    Come per il Chievo e per il Cesena, parliamo di società in quei momenti assai prossime al fallimento, che poi si materializzò.

    Con tutte queste società ben avviate sul limitare del baratro, faceva affari e plusvalenze la Beneamata.
    Infatti, dopo aver visto le operazioni con Chievo e Cesena, ecco qui anche le plusvalenze con il Parma.
    Nell’atto di deferimento, troviamo elencata una lunga serie di operazioni, con Padova, Vicenza, Ascoli, Novara e l’inter.

    Vengono infatti contestate le operazioni per Joel Obi, Yao Guy Elogie Koffi, Lorenzo Crisetig, Jacopo Galimberti, Diego Mella, tutte avvenute tra Parma e inter.
    Ma attenzione: nell’elenco dei deferiti troviamo i dirigenti del Padova, del Vicenza, dell’Ascoli, del Novara.
    Solo non si vedono avete capito chi.
    Perché? Ci sarà un’ottima spiegazione. In fondo, erano solo altre 5 operazioni, oltre alle 3 con il Cesena dello stesso periodo.
    Una condotta reiterata, ma non chiamatelo sistema, dai!

    Ora, a parte gli scherzi, la copertura mediatica su questo caso, come quello che riguardò Nagatomo, fu zero. Quindi, abbiamo veramente bisogno di qualche cronista locale che ci aiuti a capire.
    Perché l’inter non fu deferita, sebbene avesse condotto 5 operazioni considerate fittizie con il Parma, mentre lo fu ad esempio il Vicenza che ne aveva realizzate 2?

    Ma torniamo alla giurisprudenza passata della FIGC sulle plusvalenze.
    Furono elevate ammende e squalifiche di poco conto ai dirigenti delle squadre considerate colpevoli.
    Poi, il ricorso, fondato sul mancato rispetto della decorrenza dei termini, annullò anche queste.

    E, badate bene: tra le società coinvolte, tre fallirono poco dopo (Parma, Cesena e Vicenza), proprio perché la pericolosità delle operazioni era molto superiore a quelle della Juventus: stavano infatti imbellettando bilanci che altrimenti avrebbero comportato le procedure di fallimento.

    Ultima cosa: il caso del Cesena (su cui abbiamo aggiunto maggiori informazioni nel tweet precedente, è quello che riguarda l’operazione Nagatomo) e questo fondato sul Parma sono stati unificati.
    Perché l’inter ha patteggiato, a quanto risulta, solo per il caso Nagatomo?
    Perché non è stata deferita per gli altri casi, dato che la società con cui ha condotto le operazioni lo è stata?

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