Prima amichevole Juventus Milan 2-2 ( 6-5 d.c.r)

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Prima uscita per la Juventus mentre il MIlan aveva già effettuato alcune amicevoli. Primo tempo più di marca rossonero con i milanisti che vanno due volte in vantaggio e vengono raggiunti una prima volta da Danilo. Prima frazione che si chiude sul 2-1 con il vantaggio del Milan causato da un’applicazione del fuorigioco assai maldestra con tutta la difesa ferma e Giroud che insacca da solo davanti al portiere fermo, gol che viene convalidado dal var.

Secondo tempo con una Juventus più propsoitiva e tempo più marcatamente bianconero con moltissimi giovani interessanti in campo. Juventus che viene al pareggio con un belllo stacco in area di Rugano deviato di Giroud che mette fuori causa il portiere rossonero. Finale con azioni da una parte e dall’altra con buona gamba e buono spettacolo ma termina 2-2.

Ai calci di rigori sbagliano malamente per la Juventus Illing e Kostic mentre per il Milan sbagliano Romero e Pomega. Si va ad oltranza e al sesto rigore Bartesaghi sbaglia per il MIlan e SOulè insacca e regala la vittoria alla Juventus.

Da sottolieare l’ottimo esordio di Weah e una buonissima condizione di Chiesa. Fra le note negative Alex Sandro apparso ancora indietro di condizione.  Protagonisti anche i terzi portieri Sportiello e Pinsolgio autori entrabi di due rigori parati.

  1. Guarda Ben, Miretti, a volte croce e delizia mie, non ha giocato male ma male ha giocato in quel calcio d’angolo dove ha avuto tutto il tempo per lasciare Giroud in fuorigioco.
    Bene i ragazzi del secondo tempo…ovviamente Chiesa irraggiungibile…Soulè che regala la vittoria può e deve fare di più ne ha le possibilità.

  2. Andrea (the original)

    Fare la Conference fregava zero a tutti, alla Juve in primis.
    Pagare 2 annate e 100 e passa milioni tra mancate entrate e multe, in uno scenario nel quale schemi Ponzi, violazioni plurime finanziarie e di campo, sono il pane quotidiano in Europa, è davvero il triste epilogo di un movimento mafioso alla canna del gas.
    Sentire ancora da pseudo giornalisti che è andata pure bene è la chiosa.

    • Alla fine è così.

      Alla fine fine, sarebbe doveroso per quelli del calcio del popolo, ammettere che Andrea Agnelli aveva clamorosamente ragione.

      • Andrea (the original)

        Andrea Agnelli ha fatto un disastro dilapidando tutto quanto lui stesso aveva creato..ma sul punto specifico è una vittima della mafia

        • Sinceramente non so se definirla mafia.

          Secondo me nel 2006, abbiamo assistito all’ingresso della politica nel calcio. Questa fu nella realtà Farsopoli.

          Inutile dire che i soldi che cominciavano a girare facevano gola ed ecco che i politici hanno colto l’occasione, hanno trovato pure il capo espiatorio e grazie alla responsabilità oggettiva hanno fatto carne di porco della nostra amata.

          Hanno cominciato a guadagnare con le partite delle nazionali, aumentando i tornei, le amichevoli, tanto da stilare un bilancio con dei guadagni. Cosa mai successa, i soldi delle Nazionali, andavano ai club minori, restavano nel calcio.
          Hanno anche messo le mani sui diritti televisivi, legge Melandri. Ma da quando lo stato decide come dividere i soldi in un organizzazione privata?

          Ma il “bello” è che proprio dal 2006 comincia il declino.

          Con l’ingresso delle Pay tv infatti i club di tutta Europa cominciano a guadagnare mentre in Italia i guadagni dei club non crescono. E la forbice aumenta a dismisura.

          Quando la Juve ritorna in serie A, i guadagni delle squadre italiane sono bassissimi rispetto ale spagnole ed alle inglesi.
          Il margine di competitività dei nostri club va scemando fino a scomparire.
          Nel 2010, Milan ed Inter entrano di fatto in una crisi finanziaria dalla quale non sono ancora uscite. Il modello Moratti – Berlusconi infatti non può più reggere.

          Agnelli fu lungimirante, queste cose le disse chiaramente.

          Come puoi vedere non è mafia, è proprio l’incapacità dei nostri politici di creare modelli economici virtuosi, facendo fallire, nel vero senso della parola, tutto quello su cui mettono le mani.

          E’ proprio una peculiarità della politica.

          Non solo nostra, ma anche in ambito UEFA.

          Gli interessi di FIGC e UEFA, ma anche delle diverse federazioni, sono in contrasto con gli interessi dei club.

          Da ricordare che la nascita della Superleague, fu bloccata sul nascere, non tanto da Ceferin, ma dal governo inglese, per salvaguardare i propri interessi elettorali nella Perfida Albione.

          Insomma la mafia c’entra poco secondo me.

          E’ il peso di una politica, che decide secondo convenienze elettorali, a causare disastri e da questo non se ne esce.

          Solo un fallimento della Lega di serie A, potrebbe vedere i club impegnati in una rinascita posta su altre basi.

          E viste le offerte delle pay tv ci siamo vicini.

          A proposito, mediaset non ha rilanciato, Sky si è tirata fuori, e Dazn non sembra andare oltre i 700 mln.

    • Non solo da pseudo giornalisti…

  3. Sull’amichevole.

    Ho visto gli higlghts.

    Che dire? Nulla.

    Solo che questa maglia, che a prima vista mi è anche piaciuta, fare letteralmente schifo.

  4. Da quel poco che si è visto, mi pare che la squadra abbia bisogno come il pane di giocatori di gamba, non a caso Weah e Chiesa i migliori (oppure i più in forma).
    Serviva comprare un terzino di gamba anche a sinistra, perchè a ribaltare il gioco, se hai poca qualità nel palleggio e sei pure lento a uscire, ecco non è facilissimo.
    Dispiace per Kean, ogni anno speri di vedere qualche miglioramento in lui e invece rimane sempre allo stesso punto, giocatore che non fiorirà mai, per sua specifica colpa.

    Non riesco a sentire gli juventini che dicono che sia meglio così, fuori dalla Conference, un problema in meno e meno soldi da spendere, ci hanno fatto un favore…
    Ma dove? Innanzitutto la decisione è vergognosa (ad altri non verrà torto un capello, a noi ci mandano sempre all’inferno), inoltre va bene che oggi il calcio si gioca per i soldi, ma sta società non vince un trofeo a livello europeo da tempo immemorabile (ancora non so se esistevano già i cellulari al tempo dell’ultimo trofeo vinto).
    A me frega zero se devo fare una trasferta in Kazakhstan o alle Faer Oer, io gioco per vincere sempre, se poi guadagno meno soldi che in altri tornei, beh pazienza, intanto insegniamo a sti ragazzi come si fa’ a vincere. Poi ne possiamo parlare se c’è meno prestigio, intanto prova a vincere.
    Invece c’è sempre un tiro basso, un’ambizione minore, sai adesso puoi concentrarti su campionato e coppa italia, beh sai che figata…Col tuo allenatore che ti dice che l’obiettivo è entrare nelle prime quattro, wow quanta sfacciata ambizione!
    Tra l’altro più basso è il tiro e più c’è il rischio di accontentarsi di poco.
    Trovo tutto molto molto triste e deprecabile.

    • Cioè, fammi capire: ci stai prendendo per il qlo o rigiri il coltello nella piaga?
      Chi dorme non piglia pesci…io li prendo e li tiro in faccia.

      • Sulla conference e sul momento della Juve.

        La Conference andrebbe onorata, però, ci hanno squalificati, e senza sapere il perché!

        E si che nonostante tutto c’eravamo anche qualificati per la CL, ma anche qui ci hanno dato 10 punti di penalizzazione senza un valido motivo!

        Ora dobbiamo capire il momento, e guardare cosa sta accadendo in modo distaccato, prima per capire, quindi per farci un idea.

        Elkan, ha deciso di patteggiare, ed ha fatto bene. Quando il nostro governo tecnico ha preso in mano le carte ha infatti consigliato ad Elkan di vendere perché mancavano le condizioni legali per restare nella federazione.

        Elkan parlò di soluzione e di collaborazione con le istituzioni.

        Viste le condizioni, il chiudere in modo rapido le questioni giudiziarie, ha portato sicuramente un vantaggio sportivo ed economico, soprattutto riguardo alle scelte da fare per questa stagione.

        Immagino che per le questioni UEFA sia stata fatta la stessa scelta.

        Nel frattempo, Agnelli, ormai esterno alla Juventus, quindi più libero di muoversi senza danneggiare la squadra, potrà fare quelle battaglie che i fatti ci hanno dimostrato, non avrebbe dovuto fare da Presidente della Juve.
        E magari lavorare sottotraccia al progetto Superlega. Ad oggi ancora nessun club dei 12 è uscito dal progetto.

        A questo punto parlare di Conference si o no, ha poco senso, abbiamo nei fatti patteggiato la squalifica di quest’anno per poterci giocare, nel caso, la CL il prossimo anno.

        Sul ridimensionamento.

        Ci sarà sicuramente, il pubblico infatti non compra la serie A, preferisce spendere i suoi soldi ed il suo tempo in altre faccende.

        Questo è il trend del momento e su questo i nostri club devono fare i conti.
        Non credo infatti che la soluzione possano essere gli stadi, tantomeno il canale della Lega.

        Non siamo di fronte ad un problema di marketing, ma siamo di fronte ad un prodotto incapace di attrarre clienti.

        In buona sostanza, i Presidenti, devo smettere di pensare a come dividersi i soldi che non ci sono, ma devono pensare a come mettere sul mercato un campionato di serie A, capace di attrarre clienti.

    • Non sono proprio d’accordo.

      Comincio dal mercato.
      Secondo me, personalissima idea. Alla Juve c’è un problema di fondo, partiti Morata e Dybala, chi è capace di fare il gioco in avanti con la punta?

      I numeri ci danno una mano:

      Stagione 21/22

      – Dybala 10 gol; 5 assist.
      – Morata 9 gol; 7 assist.

      Stagione 22/23

      – Di Maria 4 gol; 4 assist
      – Milik 7 gol; 1 assist

      In pratica, siamo passati da 19 gol e 12 assist garantiti dalla coppia Dybala e Morata, agli 11 gol e 5 assist garantiti dai loro sostituti.

      Propendo perciò per l’acquisto, non tanto di giocatori di gamba, ma dai piedi buoni e rapidi nello stretto.

      Su Moise Kean, di sicuro non stiamo parlando di un campione, però.

      Se vado a vedere i numeri,

      nel 21/22 1 gol ogni 218 minuti,
      nel 22/23 1 gol ogni 165 minuti.

      Cosa vuol dire?

      facciamo dei paragoni,

      Dybala 21/22, 1 gol ogni 207 minuti
      Morata 21/22, 1 gol ogni 257 minuti
      Vlahovic 21/22, 1 gol ogni 154 minuti nella Juve

      Vlahovic 22/23, 1 gol ogni 193 minuti
      Milik 22/23, 1 gol ogni 227 minuti

      Che dire?
      Il ragazzo è sicuramente un ottimo realizzatore, il migliore tra i presenti in rosa quest’anno, certo difetterà in altre cose, ma un suo perché in rosa ce lo ha di sicuro.

      Il discorso su Kean alla Juve, è che resta una riserva, il suo lo fa, ma a quei costi, una riserva del “peso” in campo di Kean la trovi tranquillamente.

    • Devo aver sbagliato qualcosa e me ne scuso.

      Entrambi i post, sono indirizzati a Rem17

  5. Non la juve degli Agnelli… ma una juve di Agnelli dopo aver subito supinamente le decisioni vergognose italiche, la juve dell’imbonitore Elkan accetta supinamente anche quelle dell’Uefa.. ancor più scandalose visto la riserva con cui il Barcellona è stata ammessa alla champions. Insomma nel centenario i comandanti apicali hanno deciso di accettare tutta questa merda che gli hanno tirato a dosso senza battere ciglio. D’altronde ci meritiamo quello che siamo soprattutto se non sei disposto a combattere per la verità e la giustizia e soprattutto per l’onere.
    L’unico vero presidente rimane AA… il più vincente della storia… e forse l’unico che ha cuore il futuro della squadra bianconera. Presidente non molli e difenda i nostri colori.

  6. UEFA=MAFIA

    Se ogni juventino dicesse quello che penso io in questo momento della uefa, la Juve resterebbe esclusa dalle coppe per almeno un ventennio.
    E mi sono trattenuto anche nel pensare.

  7. CRITICATORI OCCASIONALI E NON

    Noi al di fuori potevamo solo immaginare perché la squadra non andava ma chi frequentava lo spogliatoio forse già sapeva come sarebbe potuto andare a finire e come sarebbe iniziata la nuova stagione della Juventus.
    Provate ad immaginare giocatori e i loro procuratori cosa pensassero di fare in futuro sapendo la Juve fuori dall’Europa…e senza difendere l’allenatore…cosa e che opera di convinzione ha dovuto fare Allegri verso i propri giocatori.

    Se solo riuscissimo ad immaginare tutto avremmo ancora la voglia di fare i sapientoni?

    PS
    Caro Allegri ora non avrai più scuse si lotta solo per il Campionato e qualche partita di Coppa Italia.

    • In occasione torno al 2006.

      Certo che qualcosa i giocatori sapevano, furono chiare le parole di Mancini in tempi non sospetti.
      La serie B era alle porte, forse la serie C.

      Eppure la squadra superò il girone di Coppa e vinse lo scudetto.

      Ora, si può vincere o meno, dipende anche dalla forza dei giocatori, mi chiedo però,

      cosa fece Capello che Allegri non è riuscito a fare?

      • Luca,
        quella Juve aveva Buffon in porta, in difesa Thuram e Cannavaro, a centrocampo Emerson, Vieira e Nedved, in attacco Ibrahimovic, Del Piero e Trezeguet. Una squadra che nonostante i tanti campioni non giocava meglio della Juve attuale, fuori agli ottavi in Champions, contro l’Arsenal subì un secco 2 a 0 all’andata e al ritorno uno squallido 0 a 0 senza praticamente mai tirare in porta. Ma c’è da dire che quella Juve di Capello non ha avuto la “sfortuna” di vedersi sottrarre arbitrariamente 15 punti a metà campionato perchè i valori stabiliti dal sito di Transfermarket non corrispondevano a quelli dei giocatori ceduti dalla Juventus, il tutto dopo che la Covisoc a ottobre 2021 aveva segnalato ben 62 operazioni sospette su plusvalenze fatte dai club di Serie A, fra le quali quella di Osimhen, acquistato dal Napoli per 71,246 milioni più 10 milioni di bonus, oggetto di indagine per le contropartite tecniche, i 4 tesserati del Napoli, di cui 3 Primavera, “girati” al Lille: Orestis Karnezis valutato 4.8 milioni, Ciro Palmieri 7 milioni, Claudio Manzi 4 milioni e Luigi Liguori 4 milioni, con quest’ultimo che gioca ora nel campionato di Eccellenza, mentre Karnezis ha smesso, Manzi è finito in Serie C e Palmieri in D, la giustizia sportiva sta ancora indagando, ovviamente con i tempi della Procura di Napoli, qualcosa di molto simile a quanto accaduto anni prima ai due ragazzini di proprietà degli IMPUNITI, i PRESCRITTI milanesi, quelli ai quali, come dichiarato qualche settimana fa da mo-ratto, il calcio ha insegnato a taroccare i bilanci con le plusvalenze fittizie seriali per potersi iscrivere negli ultimi 10 anni ai campionati, a spiare e inter->cettare i dirigenti di squadre rivali, a ricevere in sede arbitri in attività, a telefonare ai designatori arbitrali per chiedere di vincere le partite.

      • Luca, non parliamo così giusto per dire, tu non potrai ricordare le vecchie Juve del passato come le ricordo io ma io e te sulla Juve del 2006 siamo alla pari…allora ti ricordo perché da quello che mi hai risposto non ricordi che a sei giornate dalla fine, e precisamente all’inizio di aprile tra Juve e Milan c’erano 9 punti di differenza.
        Com’è finito quel campionato?

        Questo ti dovrebbe far fare un passo indietro e ripensare a quello che hai scritto.

        Ripeto, qui non voglio difendere Allegri assolutamente ma nemmeno buttarli addosso la merda come fate voi…ripeto, ancora, aspettiamo questo campionato dove non si potranno accampare scuse perché anche se le altre potrebbero essere più forti della Juve loro hanno le coppe la Juve no.
        Oltre a questo cos’altro potrei dire?

  8. TUTTOSPORT
    (Guido Vaciago)

    È una buona o una cattiva notizia l’ultimo patteggiamento della Juventus? La domanda non ha risposta perché, in questi casi, non esistono accordi buoni o cattivi, esistono solo gli accordi. Questo lo è, con mille sfaccettature e una sola certezza: poteva andare molto peggio. Perché il problema è sempre lo stesso: non esiste una logica di diritto nella giustizia sportiva, anche internazionale; non esiste un codice con il quale inquadrare le violazioni e stabilire una sanzione attraverso dei tabellari stabiliti a prescindere.

    Giustizia sportiva soggettiva

    La giustizia sportiva non è oggettiva, ma soggettiva e politica. Non c’è indipendenza del potere giudiziario (per quanto venga spesso sbandierata), la storia, compresa quella recentissima, lo dimostra: la giustizia è uno strumento in mano al potere esecutivo del calcio, che può essere magnanimo e severissimo a seconda delle circostanze, dei protagonisti, delle convenienze. Tutto è interpretabile. Quindi, saltare la Conference, beccarsi 10 milioni di multa (peraltro molto diluiti nel tempo, solo 2 quelli da pagare subito) e avere paletti piuttosto stretti per i prossimi tre anni è un accordo che penalizza la Juventus (per esempio mette a rischio la partecipazione al mondiale per club del 2025), ma è una carezza rispetto all’esclusione dalle coppe per, diciamo, tre stagioni, che sarebbe stato esiziale per il club. Potevano farlo? Certo che sì!

    La Juventus si è vista appioppare 10 punti di penalizzazione in Serie A per le cosiddette “plusvalenze fittizie”, una violazione “virtuale” visto che non esiste una norma e sfidiamo un giurista a leggere le motivazioni e poi spiegare in modo logico e giuridicamente coerente il perché di 10 punti e non 2 o 50. Ah, e poi è stata “perdonata” per la manovra stipendi che, a detta degli accusanti, era «una roba molto più grave» (salvo poi essere in difficoltà a spiegare i margini legali di una questione davvero molto tecnica).

    La Uefa con la sentenza di ieri ha cancellato tutto il precedente “settlement agreement” quello, in teoria violato, e ne ha ridisegnato uno nuovo, ha cambiato le sanzioni previste e ne ha inventate di nuove. Allo stesso modo, poteva decidere che la gravità di quelle violazioni era tale da escludere la Juventus anche l’anno prossimo dalla Champions (assestando una mazzata economica che avrebbe compromesso seriamente il rilancio tecnico del club). Non c’è logica, non c’è diritto, c’è la politica, che in definitiva è sempre una questione di potere.

  9. Si iniste a parlare di punizioni giuste o sbagliate, di rimodulazione delle penalizzazioni ed esclusione dalle competizioni europee, continuando ad eludere il vero problema, ovvero sia quali sono o quali saranno le regole in base alle quali applicare le prossime di sanzioni, penalizzazioni, esclusioni. L’intero sistema sta correndo rischi enormi, ci sono club alla canna del gas e altri sull’orlo del baratro, e allora anche stavolta è inter->venuta la politica, con il ministro dello sport che ha messo in guardia sull’effetto destabilizzante delle sanzioni a campionato in corso. Puntuale è arrivata anche la risposta del vassallo garante del sistema feudale dell’europa centrale, secondo il quale la Juventus è un brand da tutelare, chiamando in causa il rispetto delle regole, con l’unica conosciuta e applicata finora che è stata quella di colpirne una per salvarne 100.

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