Genoa Juventus 0-1

 

 Pagelle di ben alessandro magno croce

DI GREGORIO 6 – Una sola parata importante il resto è normale amministrazione ben protetto dai suoi difensori. Nel finale un brivido con la palla sulla traversa prima del fischio finale.

GATTI 6,5 – Si esalta nella battaglia e sfodera una prestazione convincente. Va anche vicino al gol. Motivato.

BREMER 6,5 – Meno incisivo del solito, ha il merito di tenere tutto sotto controllo. Con la sua presenza comunque tutti si sentono più sicuri.

KELLY 6 – Risicato. Non si risparmia ma non è proprio convincente negli interventi. Diciamo che si salva sul filo di lana.

KALULU 6 – Anche lui come Kelly un 6 risicato con la giustificazione che Tudor lo impiega nuovamente in un ruolo non suo. Un poco meglio dell’altra volta ma non sembra proprio tagliato per questo ruolo.

LOCATELLI 6 – Ordinato fa il metronomo. Recupera i palloni. Sbaglia poco. Forse troppo ordinario ma sicuramente utile.

THURAM 6,5 – Uno dei migliori. Anche lui si esalta nella battaglia e le sue percussioni sono sempre importanti. Peccato a volte manca di lucidità.

JOAO MARIO 6 – Una prestazione ambigua. Decisamente male dal punto di vista difensivo anche se salva un tiro maligno. Va meglio quando spinge.

CONCEIÇAO 5,5 – Sacrificato anche lui dai dettami tattici di Tudor, dato che deve aiutare Kalulu e quella corsia non funziona tanto bene, si impegna ma finisce per essere abulico.

YILDIZ 6,5 – E’ l’uomo in più della Juventus e molte azioni pericolose se non proprio tutte quelle della Juventus partono dal suo piede. Quando si accende la sua scintilla sono dolori.

Jonathan DAVID 5 – Oggi male male. Si mangia un gol fatto e non è utile alla squadra come sempre nel mantenere palla e far salire i compagni.

KOOPMEINERS 5 – A me continua a non piacere. Estremamente timido come sempre.

KOSTIC 6,5 – Entra e serve un assist con il contagiri.

VLAHOVIC 7 – Entra e segna il gol che vale la vittoria. Sembra che questo ruolo di subentrante gli porti bene. Chissà che sia l’alba di un nuovo inizio per lui e per la Juve. Alla fine quei soldi che chiede non glieli da la Juve e neanche altri.

GONZALEZ s.v.

MCKENNIE s.v.

JUVENTUS 6,5 Una vittoria sofferta ma ottenuta su un campo difficile. Alla fine comunque meritata dato che il Genoa.

TUDOR 6,5 – Seconda vittoria e punteggio pieno. La squadra vince ma ancora non convince. Tuttavia per ora basta questo. Sta giocando anche con giocatori tipo Kostic che erano stati scartati da altri. Per il momento non gli si può chiedere di più.

ARBITRO 6 Partita maschia ma corretta e senza particolari problemi. Questo arbitro non sembra avere grande polso ma alla fine non ha commesso grossi errori. Un paio di rigori chiesti dalla Juve su uno soprattutto quello su JOAO MARIO restava qualche dubbio ma probabilmente ha ragione l’arbitro e l’intervento era regolare.

  1. Quello che dici è vero.
    Solo che in questo momento alla Casa Bianca c’è -per usare un eufemismo-, un simpatizzante di Putin. E questo Terracina lo sa bene, perciò teme un eccesso di pavidità dell’Europa…ma questo lo sa anche Putin, perciò ci misura la febbre con i droni 🤷.

  2. “Forse, se esistesse una città di uomini buoni, si farebbe a gara per non governare come adesso per governare, e allora sarebbe evidente che il vero uomo di governo non è fatto per mirare al proprio utile, ma a quello del cittadino.”

    (Platone)

  3. ANALFABETI SUI SOCIAL🫣

    Scusate se oggi sto postando compulsivamente, ma la giornata lo richiede. Forse dobbiamo ancora metabolizzare il fatto che la Russia abbia attaccato uno Stato membro della Nato, con la Polonia ad abbattere i droni all’interno del suo territorio.
    A me sconvolgono le reazioni di certe bolle.

    La reaction più usata per il post in questione è quella della risata.
    La risata!
    Questi hanno la mente così obnubilata dopo anni di propaganda che stanno incolpando l’Europa per un’azione compiuta dalla Russia.
    Forse è il caso di smettere di essere accomodanti e dire apertamente che tra i filoputiniani e i terrapiattisti non c’è alcuna differenza, e i propagandisti sfruttano il fatto che un italiano su tre sia un analfabeta funzionale.
    Ma non è nemmeno colpa loro: sentono ovunque quei cialtroni che parlano di una Russia buona e cara che non attaccherebbe mai l’Europa – come se l’Ucraina fosse in Sud America – e anche di fronte al fatto avvenuto, tra l’altro con un Paese Nato coinvolto, rifiutano la realtà. Accettarla sgretolerebbe il loro tifo, le loro convinzioni, le lezioncine imparate su un gruppo Telegram con i video di Fusaro e Travaglio.
    Ora andate a intervistare anche D’Alema e Vendola, vi prego. Pagherei di tasca mia solo per osservare i loro volti di cera.
    “Eh, la Polonia se l’è cercata, ha stato la Nato!!1!!”.
    Ma andate a cagare tutti.

    (Mattia Madonia)

    • PS Ci sono alcuni talmente analfabeti (sempre eufemisticamente) che non hanno ancora compreso che Putin (e la sia cricca) ha intenzione di rioccupare, un passo alla volta, tutti i territori dell’ex URSS, compresa la Finlandia che ne era fuori.
      Queste intenzione sono pragrammatiche, dette apertis verbis sia tra i suoi che in consessi più ampi.
      E quale migliore occasione di cominciare a tastare il terreno ora che ha l’AMICO AMERICANO che gli stende tappeti rossi dove cammina?

      Insomma: se non ora, quando!?

  4. “Il modo migliore per difendersi da un nemico è di non comportarsi come lui.”

    (Marco Aurelio)

  5. L’ART 4 della NATO

    Pare che la Polonia abbia chiesto (ha chiesto ndr) l’attivazione dell’articolo 4 della NATO. È la clausola di consultazione: se anche un solo alleato ritiene minacciata la propria integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza, può chiedere consultazioni immediate con gli altri. Si riunisce il Consiglio Nord Atlantico, livello ambasciatori o ministri, e si decide insieme come reagire.

    Non è un’entrata automatica in guerra. È il passo politico e militare che serve a leggere la minaccia, coordinare le mosse, rafforzare sorveglianza e deterrenza.

    La mia riflessione è semplice. La tensione internazionale sale insieme alla disperazione di Putin, ormai all’angolo e senza vie d’uscita. Se non è riuscito a portare a compimento un’invasione che doveva durare quattro giorni, dopo anni di combattimenti e perdite devastanti, non si vede come possa anche solo immaginare di sfidare la NATO. Le bombe atomiche lasciamole alla retorica dei tifosi del Cremlino. È propaganda. La Russia è(ra) un paese armato fino ai denti con armi obsolete e con fondamentali economici fragili e un sistema dipendente dagli idrocarburi. Superpotenza di immagine, non di sostanza, con un PIL addirittura inferiore al quello portoghese (15esimo nel ranking mondiale) e una moneta ridotta a carta igienica.

    (Piero Terracina)

  6. SIAMO GIÀ IN UN’ERA NUOVA

    Quello russo contro la Polonia non è un attacco in senso stretto, né una provocazione. Ora che gli Stati Uniti hanno perso ogni potere di deterrenza grazie alla corruzione di Trump — fino al punto di riscrivere la storia, auto-infliggendosi una sconfitta clamorosa nella guerra fredda trent’anni dopo averla vinta — Putin sta tastando il terreno. Per capire a che punto è la disgregazione della Nato, quanto ancora è coesa l’Europa, dove può spingersi l’aggressività russa, e con quali tempi.

    Chi segue le cose russe sa che, nel frattempo, la propaganda di Putin non si limita più alla demonizzazione dell’Ucraina. La civilissima Finlandia, insieme a Polonia, Repubbliche Baltiche e Moldavia, sono continuamente additate come covi di nazisti al pari di Kiev, contro cui la Russia sarebbe prima o poi “costretta” a intervenire per prevenire l’ascesa di un nuovo Reich.

    Questa retorica, che prepara l’opinione pubblica russa alla guerra permanente, in Italia striscia già da molto tempo: veicolata da media compiacenti, influencer compiacenti e leader politici compiacenti (che in alcuni casi sembrano perfino corrotti). E trova terreno fertile in un pubblico incapace di riconoscere l’origine della disinformazione e di difendersi da essa. Quante volte ho letto commenti di persone convinte in buona fede che l’Unione Europea fosse un regime nazista e la presidente della Commissione una dittatrice peggiore di Putin. Indovinate a chi giovano questi deliri.

    Ora provate a immaginare cosa accadrebbe se quella propaganda consentisse alle forze antieuropee e pro-russe di prevalere nelle elezioni in Europa occidentale. Quanto a lungo potrebbe resistere l’Unione Europea alla pressione disgregatrice dei populisti? Per quanto ancora sopravviverebbe l’eurozona prima di dissolversi nel ritorno alle valute nazionali e alla sovranità monetaria? E quanto conterebbe, un’Europa sbriciolata, nello scacchiere dominato dalle tre autocrazie più grandi? A quale sfera d’influenza finirebbero per appartenere i paesi più fragili, economicamente e militarmente, come l’Italia? In quale misura cambierebbe la vita quotidiana dei cittadini in un contesto di tale vulnerabilità, anzitutto economica e culturale?

    Sembra fantapolitica, ma è la nuova era in cui siamo entrati. I punti di riferimento con cui siamo cresciuti non esistono più, e lo scenario di una “vittoria” russa nell’indifferenza dell’autocrazia americana non è più inverosimile. “Vittoria” non significa che la Russia possa invadere l’intero continente — questo no. Ma che potrebbe provare a espandersi sul suo confine orientale, con l’obiettivo di ripristinare i confini di quella che Putin e i suoi propagandisti chiamano la “Grande Russia”, che comprende paesi sovrani e democratici che di far parte della dittatura russa non ne vogliono sapere. Che potrebbe consolidare una sfera di influenza che va dai paesi ex satelliti dell’Europa orientale fino a quelli occidentali più vulnerabili culturalmente e politicamente, come l’Italia. Che potrebbe così guidare “dall’interno” la disgregazione del progetto europeo. Una disgregazione funzionale non solo a Mosca, ma anche alle altre autocrazie, che non avrebbero alcun interesse a fermarla (che un Europa sbriciolata sia un vantaggio per gli Stati Uniti è da vedere, ma i MAGA si comportano come fosse tale).

    La penetrazione dei droni russi nello spazio aereo polacco è soltanto l’ennesimo delle migliaia di segnali che riceviamo ogni giorno. Segnali difficili, faticosi, quasi dolorosi, da elaborare.
    Le democrazie europee affrontano oggi la loro più grande prova esistenziale dal dopoguerra. L’Unione Europea deve diventare potenza — non solo economica, ma anche politica e militare — e porre un freno ai movimenti populisti sostenuti dalla Russia e dalla nuova amministrazione americana. Altrimenti ci aspetta un futuro soffocante, anche sul piano economico.

    Che la qualità delle nostre vite non ne verrebbe intaccata, e che tutto possa continuare come prima, almeno sul piano privato, è solo l’ennesima, pericolosa, illusione.

    (Fabio Sabatini, Prof ordinario di economia politica alla Sapienza)

    • Il Professor Sabatini compendia da par suo, alcuni dei punti già esposti in miei precedenti post.
      Disamina competente, ineccepibile e condivisibile🤷. Purtroppo.

    • Andrea (the original)

      Il professor Sabatini non pone (che non se lo ponga mi pare poco credibile) il quesito: come mai la propaganda russa attecchisce in Occidente, laddove solo qualche decennio fa i sovietici erano Satana?
      Forse perché i film americani del catxo sui buoni che combattono il male (un po’
      come le narrazioni interiste) non sono più credibili?
      Forse perché l’Unione Europea è un salotto scollegato dal mondo reale, nel quale vige il “ognuno fa quel che vuole, nessuno quel che deve, ma tutti partecipano”.
      Forse ecc..
      Perché le cose non accadono per caso, i corsi e ricorsi storici sono li a dirlo.
      E se l’Europa è una scatola vuota da tutti i punti di vista non è che possa diventare piena solo a colpi di “l’Europa dovrebbe diventare”.

      • Alcuni decenni fa c’era l’URSS osannata da milioni di persone per motivi ideologici soprattutto in Italia.
        Oggi molti dei loro nipotini osannano Putin.
        Aggiungici i movimenti populisti attuali e ottieni la lutulenta masnada che imbratta i social🤷

  7. Nei prossimi anni sarà la Germania a costituire il modello trainante di difesa europeo, con l’azienda leader nel settore della difesa -Rheinmetall- che potrebbe convertire fabbriche di componenti per auto per produrre armamenti e attrezzature militari e le principali case automobilistiche tedesche che stanno collaborando con il settore della difesa per fornire tecnologia e capacità produttiva per veicoli militari, in un contesto di crescente investimento nella difesa europea.
    L’iniziativa RearmEU non riguarda soltanto il potenzialmente degli investimenti in armamenti, ma la definizione di una capacità europea autonoma in grado di sostenere la NATO e nel contempo cancellare il dubbio di Andrea, controbilanciando la leadership statunitense con l’incremento della spesa militare che farà da traino al processo continentale verso l’autonomia strategica e la credibilità dell’apparato militare europeo per contrastare le mire espansionistiche provenienti da est. Tutto questo, oltre allo sforzo economico dei Paesi membri presuppone come ovvio la volontà politica comune di raggiungere un obiettivo di vitale importanza per il futuro di un’Europa libera e indipendente, come dicevano gli antichi romani: “si vis pacem, para bellum” e anche questo la Storia ha insegnato quasi un secolo all’Europa, quando la politica dell'”appeasement” è servita solo a scatenare una spaventosa guerra mondiale che ha causato oltre 50 milioni di morti.

  8. Colombo in campo, Mazzoleni al tavolino.

  9. CHI È L’ARBITRO COLOMBO PER LA JUVE

    Andrea Colombo è l’arbitro designato per Juve-inter di sabato prossimo ore 18,30.

    Precedenti con la Juve: 9 partite;
    4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte.

    Precedenti inter: 6 partite;
    5 vittorie e 1 sconfitta.

    1) SassuoloJuve: Berardi durissimo su Bremer, per Colombo e il VAR Fabbri è solo cartellino giallo.

    2) Cagliari-Juve: rigore non concesso su Vlahovic al minuto 77.
    Dusan è stato spinto con entrambe le mani da Luperto mentre stava calciando in area.
    Nonostante le proteste dei bianconeri, Colombo non ha fischiato il rigore e il VAR non è intervenuto.

    Comunque non è il Colombo della Gazzetta del 1922.

  10. Andrea (the original)

    Moratti è vivo? Bisogna chiedergli di Iuliano – Ronaldo eh, che diamine ancora non leggo nulla sul tema. Se non può parlare lui chiedessero a qualcun altro ma fate qualcosa.

  11. Zanetti al ‘Premio Gentlemen’: “Sono all’Inter da 30 anni, ho vissuto tanti momenti e tante emozioni con la mia grande famiglia. Condivido tutti questi valori di cui avete parlato, l’ho fatto prima da calciatore e ora come dirigente. Vi ringrazio di cuore”.

    Come non ricordare allora i “valori” degli ultimi 30 anni:
    1)L’inter schiera per ben un campionato e mezzo (1999/2000 e 2000/01), Alvaro Recoba come comunitario,sfruttando un passaporto italiano poi risultato completamente falso e mai emesso da nessuna Questura.

    2) Plusvalenze e bilanci taroccati, con buchi di milioni di euro, ma l’inter comunque si iscrive ai campionati regolamente come se non fosse successo nulla.

    3) IL 5 MAGGIO 2002 Materazzi chiede all’avversario in partita, la Lazio, di farli vincere.

    4) Scudetto 2006 assegnato all’inter, il Massimo premio per l'”onestà” che dopo 19 anni stanno ancora cercando fra le patacche marroni dello smoking bianco di Materazzi.

    5) Anno 2011: Relazione Palazzi suI comportamenti dei Massimi dirigenti interisti: “Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all’art. 1, comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva, ndr), anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6, comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale F.C., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale. Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta della società ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS”.

    Ricchi premi e cotillon agli IMPUNITI dal 1908.

    • Andrea (the original)

      VA BEH NEL PREMIO GENTLEMAN SONO INGIOCABILI, VINCONO TUTTO LORO, NON C’È STORIA.
      ORA PERÒ SAREBBERO DA CANDIDARE PER I NOBEL, ORMAI IL GENTLEMAN STA STRETTO.
      “Nel corso della serata sono stati premiati il Presidente e CEO Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, Lautaro Martinez, Henrikh Mkhitaryan, Carlos Augusto e Nicolò Barella”

      • Quello per la letteratura d’evasione perchè su questo la narrativa interista non la batte nessuno, neanche la politica dei buoni propositi che sta inventando di tutto per portare il pianeta sull’orlo della 3a guerra mondiale.

      • Il premio fairplay 24/25 è stato assegnato a Lautaro Martinez.
        Ma sto tizio non era lui quello che si mise a imprecare tutto il rosario e che poi giurò sui propri figli che non aveva bestemmiato?
        Poi patteggiò una multarella per non essere squalificato.

        Dovrebbe stare ai domiciliari invece lo premiano…colpa dei pirati.

        • Andrea (the original)

          Pare sia la seconda vittoria consecutiva..forse è l’unico che può parlare con lo spirito di Acutis.

    • Mi aspettavo che qualcuno dei premianti dicesse: “Olà uomini” e una ciurma di derisi si accalcò sul palco. “Uomini chiesi, non merde”.

      • Barone50,
        pensa tu che nel web c’è persino Uno che ha scritto di anfetamine nel caffè di H.H. come di una “goliardata” di moda negli anni’60, senza rendersi conto di parlare di una pratica che fra gli anni’60 e ’70 ha provocato decessi per gravi malattie fra gli ex calciatori di quell’epoca e leggerlo da chi accusa i tifosi juventini di festeggiamenti dopo i 39 morti dell’Heysel, è qualcosa di assolutamente grottesco e paradossale.
        Ma come scritto sopra ad Andrea, non si può non assegnare all’autore di una tale facezia un tangibile riconoscimento per le sue fantasiose evasioni letterarie, tutte rigorosamente da una comunità terapeutica riminese.

  12. Andrea (the original)

    Caro Comolli, non è necessario ribadire che la spina dorsale della rosa era forte..lo diceva pure Giuntoli quindi non conviene.
    Lui era stupido, se tu lo ripeti sei in malafede e questo può essere peggio della stupidità perché è irrispettoso.
    Sorvola sul tema, fai finta di niente, lascia perdere la spazzatura che abbiamo e parla dei nuovi sperando siamo migliori.

  13. CI SIAMO DIMENTICATI DEL PICCOLO INFANTE

    L’interista Infantino (piccolo infante) per acclarare ancor di più la sua fede interista al mondo intero nella sede interista si sente a casa sua, o come quando disse che da interista era felice di veder perdere la Juve.

    L’imparzialità per questo piccolo uomo presidente fifa è un optional come pure per quello della uefa e l’altro della figgiccì.

    Il tutto assecondato con la benedizione vigile e presente della seconda carica dello stato tali gnazzio.

    Tutti assieme senza vergogna con quello che mandava abbracci su Whatsapp a una del 41bis e inoltre avvisava quelli della ‘ndrangheta che c’era la polizia che faceva indagini nella curva più delinquente degli stadi italiani, alla quale procurava biglietti e introiti.

    Ma qualche cella libera nel 41bis non è rimasta per sti tizi?

    • E ma sono gogliardate, come quando chiamavano il designatore per farsi mandare Collina ad arbitrare inter-Juve, stavolta invece gli hanno mandato un arbitro di Como e al VAR quello che ha la sua foto nel loro spogliatoio.

  14. PURE VELASCO

    Julio Velasco conferma che senza la farsa di Calciopoli l’inter non avrebbe vinto nulla.

    Velasco: “Mi fermai un anno dopo la Lazio che lasciai perché avevo capito che sarebbe finita malissimo. E feci lo stesso dopo l’inter. (…). All’inter c’era confusione e poco dopo l’esonero di Lippi salutai.
    Non ho mai capito cosa volesse Moratti da me. Continuò a pagarmi per non lavorare”.

    E mettici la pezza!

  15. LUCIANO MOGGI

    Caro #Carraro . Recentemente l’Ex Presidente #FIGC, si è raccontato alla stampa chiamandoci in causa per cui non possiamo far altro che rispondere alle sue insinuazioni che non reggono all’evidenza delle intercettazioni . Dice che soffre al solo pensiero che qualcuno metta in dubbio la sua onestà, probabilmente si riferisce a chi l’ha visto e sentito durante la trasmissione di Rai “Report” quando , è stato costretto ad ammettere di aver cercato di aiutare qualche squadra a non retrocedere (due secondo noi ) danneggiandone ovviamente altre .
    Indirettamente nel 2004 cercava di interferire anche nella lotta per lo scudetto, cercando di favorire il #Milan (di cui era stato in passato presidente), che era in lotta con la #Juve per lo scudetto. Tant’è che in occasione di #interJuve del novembre 2004 , chiamò addirittura il designatore #Bergamo intimandogli di telefonare a #Rodomonti, arbitro della gara, dicendogli ”di non aiutare la Juventus” . Ovviamente non intendeva aiutare l’inter ma il Milan in caso di passo falso della Juve . E le intercettazioni chiariscono bene i suoi macchinosi intendimenti. Due giorni prima di #MilanLazio del 6.2.2005 (con la Lazio che era la squadra da salvare) viene intercettato Carraro quando dice a Bergamo:” domenica non si può far niente perchè la Lazio va a giocare a Milano contro il Milan , ma dalla prossima settimana la #Lazio deve essere aiutata “. Per una settimana rinunciava persino ad aiutare la Lazio a non retrocedere pur di non ostacolare il cammino del Milan in lotta con la #Juve per lo scudetto .
    Quando poi accenna che avrebbe voluto dare l’incarico di designatore a #Collina e non potè farlo perché seppe che quest’ultimo ne aveva parlato con #Meani, è come al solito un suo premeditato pretesto per far sapere che i designatori , sentitesi scaricati , si appoggiarono a #Moggi . Due episodi sono sufficienti per dimostrare il contrario . Il primo in occasione di #JuveMilan del 18.12.2004. E’ addirittura il designatore Bergamo a chiamare Meani dicendogli :”mi sono portato avanti nel lavoro ,mancano 10 giorni a Juve-Milan ed io ho già fatto la griglia, parlane con #Galliani e se gli piace andiamo avanti con quella”. #Meani ne parlò con #Galliani e dopo due ore richiamava #Bergamo asserendo che andava bene con Trefoloni, Paparesta , #Collina, Bertini ma non DeSantis che innervosiva la squadra . La partita finiva 0-0 con doglianze del Milan e Bertini, cosa comica, passò per un arbitro richiesto dalla Juventus, anziché dal Milan .
    Il secondo episodio è relativo a Milan-Juve dell’8-5.2005 vinta dalla Juve 0-1, arbitro Collina . Nella settimana che precedeva la gara, la Juventus faceva ricorso per recuperare nell’occasione #Ibrahimovic , colpito da tre giornate di squalifica coincidenti proprio con la gara contro il Milan. Richiedeva la prova televisiva con l’assistente #Griselli di Livorno , principale attore, che doveva dire se avesse visto o meno il fallo che allo stadio nessuno aveva visto, fatta eccezione per una TV di #Mediaset . Il tempo appena di consegnare il ricorso alla Commissione che subito Meani , evidentemente venutone a conoscenza, non si sa come e perchè ( ??) , telefonava a Bergamo per garantirsi la testimonianza favorevole di Griselli . Questa la risposta di Bergamo a Meani”: Griselli è di Livorno come me ,la Juventus troverà la porta chiusa.” E infatti la #Juventus trovò la porta chiusa . Come se ciò non bastasse, a sbugiardare Carraro ,una intercettazione subito dopo la partita , raccontava di un Bergamo amareggiato che telefonava a Galliani , queste le sue parole :”Non mi sono ancora ripreso , a casa mia qualcuno ha pianto, non avremmo mai pensato che il Milan potesse perdere con la Juve con “ arbitro Collina”. Infine dalle belle parole ai fatti discordanti . Dice che forse era meglio non assegnare gli scudetti , però asserisce la colpevolezza dei dirigenti juventini, di cosa colpevoli non lo dice altrimenti dovrebbe continuare con le sue bugie.

  16. Berardi su Bremer il var ebbe a dire STRISCIA…e il Colombo solo giallo sor-volò.
    Questo pomeriggio inoltrato potrà mai punire un gentlemen come Lautaro?

    • A merdaset hanno detto che è stata colpa dell’arbitro alla Var che non gliela segnalato, varista Fabbri che ha detto a Colombo che era da giallo perchè Berardi aveva solo “strisciato” e non spezzato la gamba a Bremer, e allora dopo la partita ci ha pensato Rocchi ad espellere Berardi dicendo che: “Questa situazione era molto particolare, per noi era da cartellino rosso”.

      Sarà stata una “gogliardata” anche questa.

  17. INSISTO

    La cosa è evidente già dall’inizio, la milanese viene aiutata e non poco: le prime due partite, Toro e Udinese in casa (dove il giorno prima a San Siro aveva giocato il Milan), oggi a Torino con la Juve ci arriva con un meno tre evidentemente non avevano calcolato l’Udinese, dopo la Juve va in Olanda contro l’Ajax in Champions, di seguito il Sassuolo a San Siro, poi va a Cagliari (sua succursale), Slavia Praga a Milano e infine Cremonese a Milano.

    Tutto acchittato secondo i canoni.

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