Scritto da Cinzia Fresia
Fase 2 ..
C’è chi dice che il virus sparirà e si tornerà presto alla normalità, altri invece che durerà fino a fine Estate, chi invece sostiene che non se ne andrà mai e che dovremo conviverci fino all’elaborazione di un vaccino, qualora fosse possibile.
Tra tutte le attività messe in seria crisi dalla pandemia Covid-19 rientra il calcio, messo rigorosamente in Lock Down insieme a tutte le attività sportive.
La lega calcio però comincia a farsi sentire, poiché numerosi club soprattutto i minori corrono il rischio di non avere fondi per iscriversi al prossimo campionato, gli sponsors minacciano di ritirarsi, e chi si potrebbe salvare sono i club più ricchi ed economicamente più stabili.
Parlando in termini economici, il Coronavirus sta mettendo sul lastrico un mare di categorie, alcune delle quali meditano di chiudere e di non riaprire più.
Il governo in questo istante è mosso da pesanti priorità, la prima di tutte è riferita a come gestire la fase due con la speranza che il desiderio di libertà faccia meno danni possibile, la realtà è durissima al di là della gestione fase 1, i soldi sono finiti e non razionalizzare le aperture avrebbe conseguenze gravissime. Lo stato peraltro se non incassa non avrà i fondi per pagare le pensioni, la cassa integrazione e tutte le assistenze tra cui il reddito di cittadinanza che mantiene persone che non lavorano.
È ovvio che un’emergenza simile distolga il governo il quale ha ben altre priorità è urgenze.
La lega sostiene che la ripresa del Campionato sia fattibile, e un protocollo di sicurezza sia stato presentato, ma logicamente respinto, semplicemente perché allo stato attuale è impossibile garantire sicurezza ne’ ai calciatori tanto meno agli operatori del settore.
Ci manca il calcio? Certamente .. come manca la vita di prima, quindi la nostra libertà, ma parlare di ripresa oggi è impossibile, se non sappiamo ancora come andrà la fase due e come si evolverà il virus.
Il campionato di Serie A italiano sta diventando una bella gatta da pelare, e sebbene la Juventus (brutta e cattiva) sia pronta ad accettare qualunque verdetto ma altri non la pensano così.
Addirittura non è sicuro che il campionato 2020-21 si faccia, insomma la situazione potrebbe non avere una vera e propria fine e la convivenza con il virus in sicurezza non è realizzabile in tutti settori.
Eppure, sembra che la ripresa del Campionato a porte chiuse possa diventare realtà, il ministro dello sport Spadafora valuterà la seconda bozza del protocollo di sicurezza, intanto la Juventus ha richiamato i suoi giocatori dall’estero che dovranno, una volta in Italia osservare un periodo di quarantena di 15 gg, e alla Continassa hanno cominciato gli allenamenti individuali, secondo le normative ministeriali.
È impensabile che il governo possa stanziare fondi salva calcio prima di capire come andrà la fase due e come muterà il virus.
Siamo di fronte ad una realtà più forte di noi i cui segnali sono stati gravemente sottovalutati, e dobbiamo essere preparati e accettare il fatto che non potremmo tornare alla vita di prima e il calcio potrebbe improvvisamente subire una battuta d’arresto.
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