Una Juve ambigua

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Articolo di Alessandro Magno

 

E’ difficile giudicare una partita come quella di Domenica sera tra Juventus e Milan. Difficile perché all’interno della stessa vi sono grandi giocate e immense cavolate, errori del Mister e ottime intuizioni, momenti di stanca e altri di grande pressione sulla difesa avversaria. Diciamo una Juventus a molte facce. Ho apprezzato ad esempio la reazione della squadra al vantaggio immediato del Milan. Molto meno il gol preso in avvio. Fantozziano. Così come un poco Fantozziano è stato pure il loro secondo. Non me la prenderei solo con la sfortuna direi che c è un evidente difetto di concentrazione nella retroguardia. Non so se la cosa si possa imputare all’età di Barzagli, uno che nei due anni passati,con la sua classe, spessissimo ha tappato i buchi lasciati da Chiello e Bonucci. In mezzo al campo invece al cospetto di un eccellente Pirlo, ho visto un Marchisio e soprattutto un Vidal non sempre lucidi. Forse come dice il Direttore Moggi, il calo delle prestazioni juventine è tutto qui, nel momento poco lucido di Vidal. Arturo, che nonostante tutto anche quando gira al minimo, è in grado di sfornare un assist al bacio per Giovinco.

E veniamo alle intuizioni felici e non del Mister. Conte dice di non aver giocatori per certi moduli poi vedi schierato Padoin esterno di centrocampo in un 3-5-2 e allora è normale che qualcosa non ti torna. Se tanto mi da tanto se puoi provare Padoin in quel ruolo (che l’ ha fatto pure male, probabilmente Muntari al primo minuto lo deve guardare lui), va da se che allora puoi provare Tevez, Giovinco, Quaglia o Vucinic esterni in attacco in un attacco a tre. Conte, che comunque in questa serata strana, ha l’intuizione di mettere dentro Giovinco che lo ripaga subito con un gran gol. Seba quest’anno mi pare abbia un a propensione migliore al sacrificio e un atteggiamento molto positivo. Bravo Seba continua cosi.

Infine della partita che aggiungere? Milan penoso nel gioco e nei singoli, risultato che gli va di lusso. Senza gol regalati finivamo a contare gol col pallottiere. Abbiati è stato parecchio impegnato. Mexes da radiare. Allegri più ridicolo di tutti quando alle interviste post-partita dice di avanzare ben 4 rigori quando ce ne sono solo due evidenti, entrambi per la Juve. Tutti e due corredati da espulsione: Zapata su Tevez per fallo da ultimo uomo e Mexes su Chiellini per un cazzotto in un orecchio. Da prova TV e da 2-3 giornate di squalifica almeno. Poi diciamo dei tifosi. Quelli del Milan pessimi con i soliti cori beceri su Pessotto che non verranno sanzionati come al solito e una tirata d’orecchi anche ai nostri per il brusio con qualche fischio quando è entrato Giovinco. I ragazzi vanno sostenuti tutti durante la partita quelli che piacciono e quelli che non piacciono, non mi sono mai piaciuti i fischi preventivi. Dopo a bocce ferme c’è tutto il tempo di riflettere e criticare, ma solo dopo.

Concludo con un applauso personale alla nostra curva che durante il minuto (ipocrita) di silenzio ha intonato l’Inno Nazionale. Non tutti saranno d’accordo ma l’ho trovato un bel gesto.

 

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Juventus – Milan. Domenica 6.10.2013 Juventus Stadium

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Di Cinzia Fresia

 

Ennesimo esame per la Juventus in questa salita che non finisce mai, la Juve malconcia e moralmente abbattuta dal deludente risultato in Champions con i Turchi del Galatasaray cerca il riscatto a San Siro, il Milan di quest’anno, anche se scarso potrebbe risultare particolarmente insidioso in vista di questo match. La Juventus non può permettersi di pareggiare deve vincere per tenere il passo della Roma, che sembra la squadra rivelazione di quest’anno. Le ipotesi di risultato possono essere molteplici, se la
Juve recupera lucidità può vincere, contro un Milan come di regola molto aiutato e attualmente scarso anche con Balotelli. Occhio un po’ a tutto una squadra del calibro del Milan può svegliarsi improvvisamente proprio domenica sera!

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Juventus Galatasaray

Ha ragione Moggi. Se non gira Arturo è dura. Possiamo anche giocare male, non è un peccato mortale. Anzi di solito le squadre di vertice giocano malino e gestiscono benino. A patto però non si facciano regali. E noi ai turchi di gran lunga inferiori a noi ne abbiamo fatta tanta, di beneficenza.

Il turno delle italiane in coppa perchè?

Perché forse entriamo in forma nei gironi di ritorno. Forse programmiamo di essere pronti nel momento che conta. Forse è così. Poi comunque ci sono squadre come l’Arsenal o il Bayern in cui se non giochi al massimo e non hai qualche aiutino arbitrale non gliela fai mai.

Juve Milan se segna matri esulta se segna pirlo esulta …

E’ un gioco delle parti. Il giocatore esulta perché significa più successo personale, più soldi, più stampa, più figa. Quella sera il pres gli darà un aumento con un sms, la sua ragazza gliela darà meglio. Il tifoso no, non esulta ma alla fine ci passerebbe anche sopra se le tv non inquadrassero l’esultanza del suo ex calciatore.  Il tifoso che ha perso passerà la serata su twitter a fanculizzare il traditore, quello che ha vinto accetterà sportivamente la mancanza di ipocrisia del suo ex a patto che abbia segnato ma anche perduto. Comunque Pirlo esultare non ce lo vedo e l’esultanza di Matri m’è sempre sembrata da dementi.

Contributo volontario per la realizzazione della copertura al monumento Per Non Dimenticare Heysel di Reggio Emilia

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Di Alessandro Magno

 

Non è nostro solito chiedere soldi agli amici tifosi e lettori, non lo abbiamo mai fatto. Tuttavia c’è sempre una prima volta specie quanto la causa è così nobile. A Reggio Emilia forse non tutti lo sanno, si trova il monumento dedicato alle  vittime della tragedia Heysel. E’ lunga tutta la storia da raccontare ma qualcosa vi posso accennare. Questo monumento una volta inaugurato nel 1991 è stato letteralmente abbandonato nella più totale incuria . Col tempo si è rovinato , sgretolato. Le piante intorno al monumento non sono mai state potate ,  sono cresciute a dismisura diventando un groviglio di erbacce , una giungla . E’ così che due normalissimi tifosi Juventini Rossano e Giulia  per puro spirito di compassione per quegli angeli abbandonati e dimenticati hanno deciso di prendersene cura. Mai come in questo caso si può usare il termine ” prendersene cura” perchè questi due miei carissimi amici , e sottolineo normalissime persone in quanto non ultras nè tanto meno vicino alla società, nè tanto meno rappresentanti di chissà quali istituazioni, insomma due persone come sono io e tanti altri hanno proprio ”curato” questo monumento fino ad averlo ”guarito”. E’ qui a Reggio Emilia dinnanzi a questo monumento che si sono tenute le cerimonie annuali in ricordo di quegli angeli innocenti.

Veniamo al punto perchè voglio essere sobrio e non voglio strappare lacrime facili ad alcuno. Dopo averlo riportato alla luce , risistemato e aggiustato laddove necessario Rossano e Giulia si sono lanciati nell’ambizioso progetto di dargli una copertura per proteggerlo dalle intemperie. Ora capirete che per intenderci bisogna realizzare una copertura con travi, traverse, piloni, probabilmente scavare delle fosse dove mettere della calcestruzzo (non sono ingegnere nè muratore ma vado a intuito), insomma c’è da comprare del materiale, c’è da pagare chi ha realizzato il progetto e i muratori che lo realizzeranno. Non è gratis … e non è una spesa da poco. Praticamente bisogna costruire una casetta sopra questo monumento ma senza le pareti. Io conosco le cifre perchè sono amico di Rossano e Giulia e vi dico che la cifra è importante. Sono 14mila euro e fino ad oggi ne sono stati raccolti circa 850. Ora quello che vi chiedo e di versare un aiuto a queste persone che stanno facendo tutto questo perchè ne hanno bisogno, vi chiedo questo perchè conosco personalmente loro e mi fido ciecamente di loro. Sono persone a cui potreste affidare il vostro portafoglio che ve lo renderebbero intatto. Garantisco io per loro. Io ho già mandato la mia quota. Se riusciro’ mandero’ ancora qualcosa. Potete mandare tanto o poco quello che riuscite a fare fate, tutto e utile ogni piccola goccia è importante. Da parte mia vi garantisco che mettero su questo blog ogni avanzamento dei lavori e ogni totale della cifra raccolta. Qualsiasi notizia nella massima trasparenza. Quando avremo raccolto i soldi necessari ci fermeremo e io ve lo comunichero’.  Vi prego per quanto vi è possibile di dare una mano.  Non lasciate che questo messaggio finisca nel dimenticatoio. Le persone che ci hanno lasciato rivivono nel ricordo di chi non le dimentica. Fatelo per quei 39 Angeli . Grazie.

Per  ogni eventuale contributo
Poestepay : Carta nr .4023 6006 4682 1688
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TUTTO INTESTATO A IULIANA BODNARI – Segretaria Comitato Per Non Dimenticare Heysel di R.e .

Juventus – Galatasaray: analisi lucida.

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

Al solito ho pensato a lungo sul cosa scrivere di questa partita. Vi confesso che mi sono venuti almeno una decina di titoli, dal ”Polli contro Turchi”, al ”Non basta un Tevez per vincere una Champions”, al ”Tanta fatica per nulla” e simili. Premetto che quando le cose non vanno troppo bene se da una parte mi fanno ridere gli antijuventini che godono per un 2-2 nostro come se fosse una sconfitta per 4-0, dall’altra mi fan veramente cadere le braccia (per non dire altro) gli insulti di certi tifosi nostrani alla squadra. Parliamo nel bene e nel male di una squadra che per la stagione 2013-2014 è ancora imbattuta ed è in corsa per ogni obiettivo, oltre che aver vinto già una Supercoppa italiana. Detto che questi possono andare a tifare un altra squadra e io sono sempre primo sostenitore di una critica sana e onesta, cerco di fare un analisi la più lucida che conosca.

La prima cosa che mi viene in mente è che la squadra non ha per niente una mentalità europea. Sempre approcci timidi si giocasse pure contro l’ Apollon Limassol. Poi magari si ha una reazione quando si va sotto. Conte, per quanto riguarda l’approccio, ha dato fin da subito un’ impronta vincente nelle partite di campionato; non mi sembra di poter dire altrettanto per quelle di Champions. Nella sua gestione mi viene in mente solo una partita condotta dall’inizio alla fine con la mentalità giusta ed è: Juventus Chelsea (fra l’altro in un pessimo momento loro se non ricordo male), poi solo sprazzi qua e la o mezzi tempi con Shakhtar, Celtic o Chelsea (in casa loro). Sempre, in quasi tutte, approcci timidi e recuperi sul filo del rasoio. Non è una particolare colpa, Capello ebbe lo stesso rendimento di Conte con una rosa molto più forte. Storicamente poi io ricordo solo due Juve scendere in campo con la mentalità di dominare anche in Europa: la Juve del Trap e di Platini e quelle di Lippi.

Seconda cosa, la Juve non mi è parsa così assolutamente superiore al Galatasaray che fra l’altro come noi, fa incetta di titoli nazionali. Nè a livello di gioco nè tantomeno a livello di singoli. Quindi volerei basso basso perchè qualora (ed è possibile) passassimo il turno non mi sembra che siamo così attrezzati per arrivare fino in fondo. Almeno rispetto ad altri. Se il Galatasaray non parte per vincere la Champions mi pare corretto che anche noi si faccia altrettanto. Anche se la Storia dei due club è assai diversa in campo non va la Storia vanno i giocatori.

La terza cosa che mi viene in mente e faccio un complimento a Conte, è che i Turchi sono andati in confusione quando ha inserito Llorente. Non tanto per la prestazione di Nando, onesta ma non fenomenale, quanto per il fatto che fino a quel momento ci avevano preso le misure e credo avremmo potuto giocare fino a mezzanotte con il 3-5-2 che non la si pareggiava. Entrata la terza punta ci hanno messo un poco a capire chi l’avrebbe dovuta marcare e guarda caso Quagliarella ha fatto anche il gol del 2-1 proprio perchè in mezzo i Turchi si sono smarriti. Poi l’ennesima dormita ha vanificato tutto ma abbiamo ragione a dire che si può e si deve, in certi momenti, mettere la terza punta e Conte la deve smettere di perseverare con il 3-5-2 fino alla morte, in un gioco perverso tipo pungiball con la testa contro il muro.

Quarto mi pare di poter dire e lo dico dall’anno scorso e lo ribadisco tuttora, che Quagliarella dovrebbe essere più avanti nelle gerarchie degli attaccanti visto quanto segna rispetto a quanto gioca. Conte a Quagliarella non concede due partite di fila se in una non segna mentre ad altri li fa giocare anche con 38 e mezzo di febbre quando non segnano per filotti di 5-6 partite ed oltre. Non mi pare giusto.
Quinto se i nostri esterni tutti, magari imparano a crossare come si deve e non alla che cojo-cojo, la cosa sarebbe a dir poco apprezzabile perchè è veramente uno spreco di risorse inutili tutto questo gioco sulle fasce al cospetto di sifatta pochezza di cross fatti bene. E infatti per metter la palla in testa a Qaglia per il 2-1 deve scendere giù Pirlo.

Concludo con un pensiero sull’ammenda pubblica di Bonucci. L’ennesima, dopo quelle passate di Chiellini (Inter) e Buffon (Chievo). Vi posso dire : ”Ma che ve possino…” Ora le ammende pubbliche possono essere anche una bella cosa fin quando non diventano tipo uno spot pubblicitario. Sarei molto più felice se Buffon, Bonucci e Chiellini e altri evitassero di fare cazzate grossolane. Errori di sufficenza che a questi livelli non sono tollerabili.

Per il resto che cosa vi devo dire? Questa Coppa per noi è maledetta. Non so che macumba ci hanno fatto ma se qualcuno conosce qualche sortilegio per togliercela lo faccia al più presto perchè ne abbiamo bisogno.

 

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Juventus – Galatasaray 2-2. Sintesi.

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l’occasione perduta

Juventus-Galatasaray-Quagliarella

Scritto da Cinzia Fresia

Quanta tristezza ed amarezza nella partita di ieri, che brutta Juve, che brutto Conte, che brutto tutto. Allora, non mi sento di puntare il dito sui giocatori, i quali è vero che non si sono espressi al meglio, ma non li ritengo  i soli colpevoli di questa  semi disfatta:  mi sono chiesta più volte dove fosse Conte ..come ragionasse, cosa stesse facendo, e altrettante domande sui cambi (terribili) che ha effettuato.

Cio’ che mi infastidisce, non è lo sbaglio o la partita andata male, ma l’offesa all’intelligenza dei tifosi, i quali né ciechi, muti  o sordi,  si sono sentiti presi in giro. Allora, siamo d’accordo che, Bonucci sia stato il responsabile del gol di Drogba, (anche un po’ Buffon) ed è  certo che  la difesa stesse  stappando lo champagne in anticipo, ma toglierlo solo per questo mi è sembrata un’azione da maestra di asilo nido.

Vero ha sbagliato, ma era un problema da vedere dopo, in quell’occasione togliere un difensore, e mettere un’attaccante come Llorente che ha evidenti problemi di adattamento e non ha la cattiveria di Tevez, è stato un azzardo che Conte mi dovrà spiegare e sono convinta che non ci riuscirà. Stessa cosa per Isla, che lo sta facendo litigare con Pirlo, il quale se può non gli passa la palla nemmeno per sbaglio,  ma anche lì, è negato, non c’è niente da fare, Isla tutto doveva fare meno che giocare a pallone, sarebbe stato meglio   Padoin, che  ha dimostrato di saper fare meglio.

Errori grossolani, fissazioni da Contite acuta, ci hanno fatto praticamente “perdere” la partita di ieri sera.

Dico perdere, perché questo pareggio ‘ equivale ad una sconfitta pesante, potevamo vincerla, cercando di tirare fuori un po’ di lucidità, invece niente, un vantaggio durato meno di un minuto, secondo gol peraltro ripetuto con la stessa dinamica.

Ragazzi se andiamo avanti così mettiamoci l’animo in pace perché  perdiamo tutto, scudetto e  Champions.

Evidentemente c’è un problema, Conte non è più felice di stare a Torino, e forse gli Agnelli non sono nelle funzioni di soddisfare le esigenze del tecnico. Ma chi sta pagando questa situazione sono per lo più i tifosi, che assistono a spettacoli poco edificanti.

Un altro particolare, non so se vi siete accorti, che le telecamere non hanno mai ripreso gli Agnelli, sicuramente al loro posto quando si tratta di una partita di Champions disputata a Torino, insomma tanti segnali che fanno pensare.

La Juventus di ieri sera era formata da 5  giocatori, Tevez, Quagliarella, Vidal, Pogba, Asamoha, e saltuariamente Pirlo, gli altri a casa a fare la seta.

Vi dirò, che mi manca la Juve, dei due anni precedenti, quella con Del Piero e con Matri, sì, avevamo Bonucci che non prendeva una mazza, e tanti altri problemi, ma con quella Juve, Pirlo ci stava benissimo e abbiamo un vinto un gran campionato anche  con tanti pareggi, oggi,  sebbene  rinforzata o migliorata con la presenza di Pogba e Tevez, la trovo spesso  in crisi:  Pirlo non riesce a dirigere la partita, e l’accanimento su Isla è preoccupante, mi ricorda quello su Vucinic.

Unica nota di allegria della serata per me, è stata questa: la conoscenza dei ragazzi dello Juventus club di Olbia, trovandomi in Sardegna per la 6 giorni di enduro che si sta svolgendo in territorio olbiese, il neo nato club, la cui sede è stata inaugurata questo agosto con gentilezza e disponibilità ci ha ospitato a vedere la partita insieme a loro. La sede e’  davvero molto carina,  ben attrezzata, e soprattutto curatissima nel dettaglio, ringrazio Daniele, Cristian e tutti i ragazzi dello Juventus club di Olbia per la loro splendida ospitalità, nella speranza di vederla presto! Complimenti ragazzi, vi aspettiamo sul blog e sul forum  e forza Juve!

 

 

La metamorfosi della Juve

la metamorfosi della juve

di Davide Peschechera

Pareggiata anche la seconda, come l’anno scorso. Perché questo pareggio ricorda molto quello ottenuto con lo Shakhtar ed il finale di partita quello palpitante della semifinale di Coppa Italia dello scorso anno giocata a Roma contro la Lazio, al ritorno. Pareggiata una partita contro una squadra che, diversamente da quanto si poteva pensare, si è difesa subito dopo il vantaggio e segnato due gol senza mai realizzare un’azione concreta. Nonostante i cambi, giusti e obbligati questa volta, non è bastata ma comunque abbiamo visto cosa può fare questa Juve con il 4-3-3, subito col rigore ed il raddoppio. Con un solo modulo si sta diventando prevedibili e sterili. Per 60 minuti si è fatta fatica e si è giocato un brutto primo tempo, come ormai solito, e di colpo si sono create palle gol con molta facilità. Llorente tiene impegnati i centrali, Tevez ha molta più libertà e Quaglia ha portato rigore e gol. Pirlo, Vidal e Pogba possono avere più spazi. Il reparto in generale deve occuparsi meno di impostare e prendere il pallone lontano dall’area di rigore anche se, sia a 3 che a 4, va registrata la difesa. Odio parlare di errori individuali. Chiellini(Inter), disattenzioni difensive e di reparto su palla inattiva(Copenaghen e Verona), Buffon(Chievo). Ne abbiamo commessi tanti per sufficienza, mancanza di concentrazione, leggerezza, disattenzione. In ultima analisi alla lista si è aggiunto anche Bonucci(con Buffon). Quelli tecnici ci possono stare. Ma quello di posizione di Isla alla fine è proprio da giocatore di categoria inferiore.

La cosa peggiore guardando la Juventus, però, é il cogliere un certo logorio nella squadra. Come se fosse necessario un grande rinnovamento. Alcuni dei nostri stanno subendo un calo, fisico e soprattutto mentale, che non fa remare tutti verso la stessa direzione. Nelle ultime uscite è sembrata una squadra sfilacciata proprio per questo, col freno a mano tirato e senza entusiasmo, imprecisa nei passaggi ed appesantita nelle ripartenze. Spesso siamo lunghi e le distanze tra i reparti non sono quelle giuste. Un appagamento generale che comincia a farsi sentire. Sintomo evidente è il gran numero di disattenzioni in tutti e tre i reparti che ci sono costati sino ad oggi gol su gol subiti. È emersa una squadra che pensa troppo, si preoccupa eccessivamente, non gioca più sul velluto. Mancano sfrontatezza, ritmo, leggerezza, coraggio. È una squadra bloccata, impacciata. È una Juve un po’ lontana da quella che avevamo conosciuto. Nelle orecchie echeggiano gli avvertimenti secchi ed aspri di Conte che già alla fine della stagione scorsa, come se avesse previsto il rischio di un imborghesimento della sua squadra, allarmava la pancia già sazia di vittorie, lo spegnersi di quel fuoco nei giocatori che in questi due anni l’allenatore era riuscito a riaccendere. Lo stesso Conte sembra abbattuto, incapace di trasmettere ai suoi quella carica che lo ha sempre contraddistinto, sente di non avere per le mani la stessa squadra dello scorso anno. Manca dinamicità e movimento, non ci si esprime più sugli standard abituali. La Juventus non morde, non aggredisce più l’avversario, si sfinisce per mezzore intere di un gioco lento, inefficace, di un giro palla effimero all’interno della propria area, che passa dai piedi di tutti e dà possibilità agli avversari di chiudersi. La linea di tre centrocampisti non è in grado, per un semplice fatto di gestione dello spazio orizzontale, di giocare aggressiva sui portatori di palla avversari se questi consolidano il possesso. Ne consegue che la Juventus concede fasi di possesso palla prolungate agli avversari per poi ridursi a forsennate rimonte negli ultimi 30 minuti che non sempre possono completarsi. Nella gestione delle partite, questa Juve ricorda tanto quella di Fabio Capello. È una squadra che non va più a mille all’ora per vincere ma che va quasi a folate, vere e proprie sfuriate. Se si sta vincendo, si cerca di addormentare la partita, se si sta perdendo, si rimpiange il primo tempo mai produttivo. Sarà difficile vedere risultati roboanti?

Non è la Juve tambureggiante del primo anno di gestione Conte o quella schiacciasassi della scorsa stagione. Ma sarebbe sbagliato parlare pure di Juve difensivista. Meno spettacolare sì. La squadra gioca costantemente nella trequarti offensiva con possesso palla, buona pericolosità offensiva e tanti tiri in porta. Semmai questa impostazione risulta al più macchinosa nello sviluppo della manovra, perché il giro palla dietro, con la difesa a tre, conta sempre un passaggio in più che rallenta l’azione, mentre i movimenti degli esterni sono quasi sempre volti a fare sponda e da appoggio per gli spostamenti in fascia delle punte o per scaricare palla per vie centrali ai centrocampisti interni, gioco che spesso impedisce le sovrapposizioni in uno-due, non porta al cross gli esterni stessi che ricevono palla da fermi e marcati, impedisce loro di saltare l’uomo o di cercare di attaccare lo spazio. Per questo Conte cerca tatticamente di portare più spesso le mezzali a cercare le fasce per crossare, gente qualitativamente migliore di Lichtsteiner e Asamoah(gli esterni titolari, per dire) come Pogba, Marchisio, Vidal e col Galatasaray Pirlo, lasciando le due punte più vicine al centro dell’area. Conte, infatti, sta cercando di adattare i principi di gioco di sempre agli attaccanti che possiede. Con l’ingresso in squadra di Llorente, la Juve ha cercato di sviluppare un gioco diverso. Il sistema di gioco resta lo stesso perché difficilmente vedremo, in stagione, Conte cambiarlo(non crede che con giocatori come Tevez, Vucinic e Giovinco e senza Pepe possa giocare con un fronte a tre), ma è cambiata I’interpretazione. La Juve ha cercato di sfruttare la forza fisica degli attaccanti Quagliarella e Llorente facendo arrivare in area cross alti dalle fasce.

Certamente è presto per trarre delle conclusioni dopo solo sei giornate di campionato e due di Champions. Un’altra ipotesi è quella che la Juve stia gestendo le forze in vista di una stagione che si prospetta più lunga e difficile delle ultime due, anche perché nonostante il gioco sino ad oggi deludente, i risultati sono identici a quelli dello scorso anno: in campionato la Juve, dopo le prime sei giornate della scorsa stagione, aveva ottenuto 16 punti frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Nella stagione attuale la Juve ha ottenuto ancora 16 punti su 18 disponibili, frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Questi risultati hanno comportato uno score complessivo di 21 gol realizzati contro 7 subiti nella scorsa stagione, a fronte dei 16 gol fatti contro i 5 subiti dell’attuale, ovvero la Juve lo scorso anno segnava di più (+5), ma subiva anche di più (+2). Quest’anno segna di meno(diminuiscono pure i marcatori perché segna soprattutto con gli attaccanti) rispetto alla mole di gioco creata e subisce di meno(nonostante gli errori difensivi), basti pensare ai zero tiri in porta subiti contro il Torino. Stesso discorso in Europa, con due pareggi iniziali, anche se ogni Champions fa storia a sé e quest’anno il cammino sembra più compromesso che mai.

Di fatto, tutte le squadre che ci hanno affrontato, a parte la Lazio, hanno impostato la loro partita in maniera nettamente difensiva, non trovando quasi mai le geometrie di gioco abituali per andare a rete. 9 uomini dietro la linea della palla e praticamente tutti dentro la propria tre-quarti difensiva. L’avversario di turno quasi mai ha avuto occasioni da gol frutto di una supremazia, anche momentanea, che fosse dovuta ad una disposizione tattica migliore o a doti tecniche superiori dei singoli avversari. Spesso la Juve si trova ad affrontare con linee di gioco sterili, assetti avversari catenacciari e non “a specchio” come ci vorrebbero far credere. Ed è qui che ci sono situazioni(ricorrenti) che la Juve non sfrutta. 11 calci d’angolo e nessuna incornata vincente. I calci da fermo che mai ci conquistiamo. I tiri da fuori area che sono più tiri della disperazione che altro. Serve un cambio di marcia e stop ai regali. In CL devi giocartela. Non sì può forzare così troppo la verticalizzazione, allungare la squadra e permettere all’avversario di avere maggior possesso palla perchè può ricominciare sempre l’azione.

Ma diamo un po’ di numeri: contro il Copenaghen, 511 passaggi effettuati, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio e una sola rete. Contro il Verona, 64% di possesso palla, 700 palloni giocati, 400 passaggi nella metà campo avversaria, 35 volte al tiro, 15 conclusioni nello specchio. Una supremazia territoriale netta, oltre 22 minuti contro gli appena quattro dei veneti. Contro il Chievo, 71% Possesso palla, baricentro alto attestatosi sui 55 mt., pallone toccato 889 volte contro le 473 degli avversari, 605 passaggi contro i 187 del Chievo, 35 cross sfruttando le fasce, tanto che la larghezza della squadra è indicata in 47,6 metri, contro i 33,4 metri dei gialloblu. 18 tiri di cui 8 nello specchio, 4 respinti, 11 da dentro l’area. Chievo 5 tiri. Pirlo 101 passaggi riusciti(90%), Pogba 11 Cross. Contro il Torino, possesso di palla quasi pari, 50.7 a 49.3% per i bianconeri, baricentro molto alto, a 59.2 metri, contro quello del Toro, fermo a 50.7 metri. Indice di pericolosità del 59,2% quello della Juve, 22,8% quello del Toro. Supremazia territoriale: oltre 12 minuti noi, poco meno di otto i granata. Neanche un tiro in porta da parte del Toro delle 6 effettuate, 8 le nostre conclusioni sulle 17 totali. Infine, contro il Galatasaray, 23 tiri ma, a dispetto di altre volte, minor precisione, con appena 5 conclusioni arrivate nello specchio della porta. Possesso palla al 53%, 11 angoli battuti a 0. 221 passaggi effettuati (su un totale di 479) nella trequarti offensiva, contro gli appena 67 della squadra di Mancini. Solo tre squadre hanno fatto meglio dei bianconeri in queste prime due giornate di Champions League.

I numeri sono indicativi, certo, ma non fanno vincere le partite. I numeri vanno pesati per capire che non è oro tutto quel che luccica. Anche se è difficile parlare di Juve meno intensa, perché ciò che fa è sempre, comunque sufficiente per meritare il successo. Ma non convince. Conte ha attinto a piene mani dal “reparto riserve” in questo periodo ed ha sempre rimescolato la formazione, atteggiamento sicuramente rischioso ma praticamente obbligato se si vuole arrivare a coinvolgere tutta la rosa, tenere alta la tensione e non rischiare di arrivare col fiato corto in primavera come avvenne l’anno scorso. È comprensibile che, stravolgendo continuamente le formazioni, si possa andare incontro a qualche rischio come la mancanza di dinamismo, ed a dover fronteggiare alcune difficoltà, quindi se non vedo la Juve dominare e rullare l’avversario ma averne comunque ragione, è sintomo di crescita. Ma bisogna cambiare marcia. Organizzazione di gioco, solidità difensiva, mentalità europea. “Testa, cuore e gambe”, mister.

Rubrica #AttimidiJuve
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Il Toro, una condanna.

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Scritto da Luna23

Io non so per quale motivo, la Juventus, che ha già tanti problemi di suo, debba  pagare anche le miserie derivate dal Toro. Ma ne abbiamo così bisogno del Derby? Io non l’ho visto questa volta, mi sono bastate le impressioni di colleghi, letture e commenti, che mi sono detta “Basta ..mo’ ce siamo rotti”.

Capisco tutti i malesseri interni di una squadra, il Torino, diventato suo malgrado un team di provincia, non per la qualità dei suoi giocatori, ma per la modalità di gestione, che detto sinceramente,  dalla proprietà mi aspettavo di più. Per non parlare dell’allenatore, un presuntuoso, che lancia insulti al nostro, e che parla di cose che non sa,  la cui impresa leggendaria è quella di aver portato il Toro dalla B alla A, sai che roba, ce la potevano fare anche da soli, impegnandosi.

Inoltre, mai e poi mai che i granata facciano autocritica, allora mi dite ..tutti … che razza di squadra è una compagine il cui obiettivo primario  quando incontra la Juve  è di  fargli  del male? Spiegatemi che tipo di tecnico è uno che incoraggia una cosa simile? Ed è successo, l’obiettivo era “mandare all’ospedale Tevez”, obiettivo raggiunto, tant’è che la vittoria (eventuale) non è stata presa nemmeno  in considerazione. Come può una squadra di serie A con la mentalità così semplice, possa nemmeno pensare a vincere, ma qualificarsi per la Champions? Ma comprendo che è comodo dare la colpa agli altri, è facile atteggiarsi a vittime, un giorno o l’altro anche i tifosi rifiuteranno questo atteggiamento da scuola elementare “Maestra tizio mi fa le boccacce!” e inducano i giocatori ad ammettere che potevano fare meglio.

La domanda era “abbiamo proprio bisogno del derby?” Ma anche no, in fondo non è fattibile convivere nella stessa città dove ogni qual volta ci si muove anche solo per un caffè, si da la colpa alla Juve se manca lo zucchero, eppure, le società condividono affari, persino iniziative benefiche, feste, ecc. ecc. ma è come mettersi un abito da sera con la biancheria del giorno prima, non funziona. E’ tempo di chiudere i rapporti, definitivamente, non si può andare avanti così, a continuare a scusarsi, non si sa bene il perché? Gli arbitri durante il campionato li penalizzano? Allora, basta, basta, basta ..scusarsi? Ma di che? Di essere vivi?

Adottare un silenzio stampa sarebbe consigliabile per tutti, è vero, i giornali non si venderanno, il giro di affari intorno al derby subirà un arresto, ma noi poveri tifosi potremmo seguire la nostra squadra in Santa pace, senza sentire stupidaggini da supermercato, un giorno il campo sarà l’unico a parlare.

 

Juventus-Galatasaray – 2 ottobre 2013 20.45 Juventus stadium Torino

 

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Scritto da Cinzia Fresia

Per la  Juventus, domani ore 20.45 torna la Champions League, a Torino arriverà il Galatasaray fresco di Mancini, il quale non  sicuro di poter già prendere posto in panchina sta già avvisando Conte della sua presenza.

Settimana non facile per i bianconeri profondamente criticati ed ammaccati dalle conseguenze del derby, Tevez colpito e ferito da un fallo potenzialmente molto pericoloso, vuole esserci. Sa che la Juventus di oggi ha bisogno di lui.

Purtroppo l’avvio di Champions non è stato un gran che, occorre recuperare per poter fare punti in vista di  avversari più impegnativi. La Juventus può farcela contro i turchi? Sicuramente sì, mettendo ordine al centro campo e schierando la formazione migliore, quella più affine a Tevez e coordinata da Pirlo, non si dovrebbero incontrare problemi a gestire un avversario che sì, vuole vincere, ma perfettamente gestibile da parte di una squadra come la Juventus attuale.

Conte deve recuperare la salute psicologica dei nostri giocatori un po’ acciaccata dai tanti e numerosi attacchi e da un paio di avversarie profondamente ostiche e pronte a tutto per vincere. Si parla di Roma e Napoli, ma soprattutto Roma, il cui cammino pare in discesa.

Coraggio ragazzi, il tifo è tutto per voi!

 

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