Copenaghen – Juventus 1-1 Sintesi

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Copenaghen-Juventus (Champions league)Parken Stadium – “E Conte non urla più”

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Scritto da Cinzia Fresia

Dopo aver visto questa tristezza di partita, mi sono calata nei supporter che, poveretti, hanno preso un freddo micidiale per assistere ad uno spettacolo a dir poco deprimente, mi è dispiaciuto per loro e  per ciò che hanno speso, a veder fallire 11 palle gol, era meglio stare a casa.

Penso di aver visto una delle partite peggiori non da inizio stagione ma dell’era Conte, mi sorprendo sinceramente anche se forse qualche sentore poteva esserci, considerata  la partita di sabato. Ma contro l’Inter è stata un’altro tipo di Juve,  e comunque il Copenaghen, una  squadra  assemblata della terza media,  per un colpo di fortuna ma soprattutto di errore nostro è passata in vantaggio.  Potevamo vincere? Si doveva stravincere, dopo essersi scrollata “le ragnatele” del primo tempo,   il gioco l’ha fatto la Juve. In 45 minuti di gol se ne potevano fare, invece il nulla, tranne per Quagliarella il quale ha deciso che era per lui venuto il tempo per segnare. Eh meno male, il rischio di perdere era autentico.

Ma che succede? Non abbiamo bisogno di eminenti giornalisti per accorgerci che qualcosa non quadra, è vero che alcuni  sono in infermeria, ma non è una scusante. Conte non urla più, osserva svagato, depresso e triste. Con un filo di voce si è presentato ai microfoni di sky, biascicando alcune giustificazioni senza particolari  convinzioni. Anche stasera i cambi hanno lasciato a desiderare, ma probabilmente non sarebbe servito far debuttare un Llorente se si sbagliano 11 ipotetici gol. Esaminando la partita, la Juventus è andata in campo senza il minimo entusiasmo, sembravano al supermercato, o al bar davanti al cappuccino e la brioche, fate voi,  ovvio che, il Copenaghen  per mediocre che fosse, da furbo ci ha messo non solo in difficoltà, ci ha fatto ballare per 45 minuti. Certo il secondo tempo è stato nostro, anche se mi vergogno a dirlo poichè  fallire 11 tiri è da squadretta di frazione, nemmeno di paese. Mi aspettavo di vedere la Juventus che ha sfidato la Lazio, che l’ha punita e zittita infliggendole 4 gol e  non mi direte che il Copenaghen sia  più forte della Lazio. Qualcosa non va, forse per Conte l’idillio si sta spegnendo, non è possibile attribuire la debolezza della Juve, per la partenza di Matri e Giaccherini, ma convenite che non è la stessa dell’anno scorso.  Ogbonna è un gran bravo ragazzo ma  tecnicamente non è adeguato a sostituire Barzagli,  colonna portante della difesa, Tevez, è il giocatore che sta giocando meglio attualmente insieme a Vidal,  non è un top player, è in gamba non lo si mette  in dubbio, ma un top player davanti alla porta non sbaglia.

Al posto dell’allenatore

Stasera mi sarei messa le mani nei capelli, perchè non era la squadra che eravamo abituati a vedere, quindi inserire questo o quello non cambiava molto, una cosa è certa, che Conte ha un debole per gli scarsi e  inserire Isla e Giovinco non l’ho capito, lui dice che essendo i danesi uomini molto alti, non si doveva rispondere con giocatori dalle stesse caratteristiche, questa è la giustificazione poco credibile un po’ campata per aria, come si dice qui da noi, va detto che non si è nascosto dietro ad un dito, ammettendo che non va bene  sbagliare 11 tiri.  Da quando Llorente è arrivato qui avrà giocato 2 minuti, è lampante che il nostro allenatore poco gradisce questa presenza desiderata da altri e non da lui. E’ comunque sbagliato non farlo giocare mai.

Tutti i nodi saltano al pettine, anche un cieco si sta accorgendo che Conte non è più in armonia con l’ambiente.

Sperando che tutto si aggiusti e che questa brutta figura non la ripeteremo più, lecchiamoci le ferite che domenica c’è il Verona, che è un po’ di più del Copenaghen.

 

 
 

Copenaghen-Juventus “well come back champions league!”

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Scritto da Cinzia Fresia

La champions è uno dei tornei di calcio più belli da seguire, le migliori di Europa si sfidano per la conquista del più prestigioso trofeo europeo, la coppa dei Campioni. Il nostro percorso inizia con in Danimarca con il Cophenaghen, reduci da un pareggio ricco di curiosità, non vediamo l’ora di assistere alla partita di domani, che vedrà la Juventus impegnata a conquistare la prima vittoria del girone.

Nonostante gli attestati di stima che arrivano da tutto il mondo e che vede la Juventus super favorita, sarà importante non sottovalutare gli avversari, che non si faranno intimidire.

Vista la partita di sabato, difficile fare previsioni, il gioco dovrà essere diverso da quello adottato con l’Inter, e soprattutto non dovremmo fallire occasioni da gol e se ci si riesce magari anche vincere. Ironia a parte, per i nostri comincia una serie di incontri con “tipi tosti”. E’ superfluo dire che la Juventus può farcela, sempre impegnandosi.

Per certi parametri avrebbero vinto loro invece è solo un pari

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Articolo di Alessandro Magno

 

Inter-Juventus. Iniziamo con una battuta messa come titolo così sdrammatiziamo subito con chi ci da già per morti e prendiamo in giro un poco Mazzarri che è davvero incorreggibile con le sue dichiarazioni post partita. Ai punti non c’è dubbio che è stata più pericolosa la Juve, come non c’è dubbio che l’arbitraggio non è stato proprio ”da trasferta”, ma Mister piangina riesce sempre a rigirare tutta la frittata dalla parte sua . Va ben ci siamo abituati. Menomale, ringraziamo il cielo che Marotta non l’ha portato alla Juve quando invece è arrivato Conte.

Veniamo al dunque di Inter-Juventus. L’atteggiamento della squadra non mi è piaciuto affatto. Un primo tempo passato a gigioneggiare e barcelloneggiare con un possesso palla tipo del 70% del tutto sterile e inutile, tanto è vero che sono poi più pericolosi loro con un azione estemporanea con Nagatomo. Un secondo tempo ad aspettarli. Si udite udite: aspettarli. Non ho mai visto la Juve di Conte con questo atteggiamento e non lo trovo giustificato ieri contro una squadra obietivamente più debole. Formazione sbagliata. E se Pirlo è stanco e con Marchisio fuori, è di difficile sostituzione, la presenza di Vucinic in campo è al limite dell’irritante. Vucinic non stava bene si è impegnato e non ha fatto neppure malaccio ma io mi chiedo a cosa servono i giocatori in panchina. Mi chiedo perché rischiare un giocatore che non sta bene e oltretutto metterlo di fronte al rischio di fare una brutta figura. Premesso: critico Conte per le sue sostituzioni ritardate e spesso inutili, fin dal suo arrivo, fin da quando faceva giocare Del Piero a 3 minuti dalla fine. Nella fattispecie di Inter – Juve se fossi Quagliarella a Conte lo avrei mandato a cagare da un pezzo. Poi si lamenta se gli vendono qualcuno. Ieri per mia sfortuna mi è capitato di vedere un poco del finale di Toro-Milan, il ”nostro” Matri quando è entrato ha cambiato l’inerzia della partita, ha giocato stupendamente di sponda con Balotelli finalmente liberato da quei compiti da centrocampista che aveva alla Juve.

Conte è un ottimo tecnico, con Montella io credo sia il miglior tecnico emergente che ci sia in circolazione. Purtroppo a volte fa il talebano. Il Mr non si deve sentire arrivato ma deve sempre pensare di migliorare e migliorarsi. C’è un gioco d’attacco che alla Juve non va bene e sinceramente non me ne frega una mazza che il gran lavoro delle punte fa il bene per gli inserimenti dei centrocampisti. Se alla Juve 4-5 punte non riescono a fare nemmeno 10 gol per uno a stagione c’è un problema punte che non dipende dagli attaccanti ma dipende dal modulo. A non voler vedere questo si fa peccato. Spero ad esempio che Llorente non sia il prossimo caso Elia della situazione.

Concludendo, il pari di Milano con l’Inter ci può assolutamente stare, anche se resta il rammarico di aver pareggiato contro una squadra battibile, il Napoli ha due punti di vantaggio ma ha anche affrontato 3 squadre che lotteranno per non retrocedere, così come i giornalai vari che esaltano giustamente per i 3 gol in tre partite Higuain e Callejon, farebbero bene a non dimenticarsi (cosa che fanno) che Vidal ha fatto altrettanto.

Questo probabilmente sarà un campionato più difficile dell’anno scorso ma non vedo lo stesso grandi problemi a portarlo a casa. A patto che rimanga inalterata la fame. Ieri una mia amica ha parlato di troppe palle perse. Ecco ritroviamo in primis le palle.

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
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Inter – Juventus 1-1 Sintesi

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Inter-Juventus 14.09.2013 Stadio Meazza – Milano ” le palle perse”

 

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Scritto da Cinzia Fresia

Come da previsioni, il pareggio è stato  il risultato più probabile, sono dispiaciuta dell’incontro che ho appena visto e soprattutto dello schieramento per niente  indovinato. Antonio Conte in preda ad un attacco di “Contite acuta” ha concorso per non vincere la partita. Si sapeva che Vucinic non fosse  nella condizione ottimale ancora reduce dalla botta presa in nazionale, e metterlo al posto di un altro attaccante è sembrato un azzardo incomprensibile  e obiettivamente poco intelligente. In più il montenegrino ha “dormito” fino alla sostituzione sbagliando più di una volta.

A volte Conte non si capisce cos’abbia  in testa, il rischio di perdere la partita si è corso e tanto,  l’Inter ha giocato bene i primi trenta minuti del primo tempo mentre  la Juve era in difficoltà anche psicologica, non riusciva a ragionare, dopo si è ripresa imponendo un briciolo di gioco ma senza impegnarsi più di tanto. Anche Pogba e Pirlo hanno effettuato una prestazione non conforme alle loro solite.

In questa giornata gli errori individuali si sono sprecati, l’ultimo clamoroso  di Isla, entrato in campo non si sa bene perchè, fallendo  la possibilità di andare in vantaggio e conquistare la vittoria.

Allora, capisco Conte abbia le sue simpatie, e comprendo anche  fosse arrabbiato con Lichsteiner per l’ammonizione, ma si era messo a giocare bene, cambiarlo con uno il cui rendimento è molto basso per punirlo,  mi induce a pensare che qualcosa mi sfugga della psicologia di Conte e del suo modo di gestire la squadra. L’obiettivo è quello di vincere sempre, e non penso che con Isla, Padoin e in ultimo Quagliarella, già sverso di suo ci si potesse arrivare. Non è più l’Inter dell’anno scorso in mano ad un giovanotto, Mazzarri odio a parte nei confronti della Juve non è proprio l’ultimo arrivato, e ce l’ha messa tutta.

Ma l’Inter pensando di avere la vittoria già in cassaforte, non ha fatto i conti con Vidal, al 73mo Icardi ci ha  gelato segnando e portando il vantaggio l’Inter, azione che ci ha tolto le parole di bocca, sollevando  molta preoccupazione circa la rimonta,  visto l’andazzo degli attaccanti della Juve non proprio in partita, ma quando c’è una crisi, l’uomo giusto è proprio  Vidal, il quale ha risposto al 75mo regalandoci il pareggio con una di quelle reti  “mozzafiato”.

E’ a questo punto che l’Inter ha perso lucidità e non è più riuscita a segnare per tornare in vantaggio, la Juventus ci ha provato a vincere, la  mancata  convinzione ha prodotto troppe   azioni  confuse e errori inutili.

Al posto dell’allenatore

Mi spiace dirlo ma questa volta attribuisco al 50 per cento la responsabilità di questo pareggio a Conte, formazione scorretta, tolleranza di Vucinic eccessiva, il quale dormiva, si trascinava, non doveva giocare, e cambi dell’ultima parte pressochè inutili. Cosa ha visto il nostro allenatore stasera  non lo so, una Juventus forse reattiva ma se alle prime difficoltà si gioca così, sarà dura proseguire anche  in Champions, che peraltro inizia già martedì .

E’ spiacevole un risultato così, contro la “nemica n.ro 1” è stato un peccato aver lasciato troppo spazio all’Inter e averle permesso di essere  pericolosa, il gol subito è stata colpa nostra, sembra che il recidivo Icardi perseveri quando ci incontra a lasciarci un suo ricordo.  Certo è solo l’inizio di campionato e tanta acqua deve passare sotto i ponti, ma se a inizio campionato facciamo così fatica con le squadre “toste” come staremo fra tre mesi?

 

Inter-Juventus 14 settembre 2013 Stadio Meazza – Milano

 

 

 

 

Inter-vs-JuventusScritto da Cinzia Fresia

A poche settimane di inizio campionato arriva già il primo derby d’Italia,  affronteremo  a Milano l’Inter. Aspettiamoci una formazione nerazzurra diversa da quella dell’anno scorso, teoricamente rinforzata, praticamente  cambiata dall’arrivo del tecnico Mazzarri il cui obiettivo è quello di fargliela pagare alla Juve. Per noi normale amministrazione, ma allo stato attuale Conte si trova con sì un inizio di campionato brillante, ma un’ infermeria già piena,  in ultimo si è aggiunto Vucinic la cui disponibilità è in forse a causa di un piccolo incidente durante la partita della sua  nazionale. Non siamo messi al meglio, ma possiamo ugualmente sperare in una reazione, la squadra non è stanca e tutto sommato può farcela se gioca come due domeniche fa. Nell’ipotesi che  Vucinic non sia  impiegato, Conte potrebbe ripiegare con Quagliarella o far debuttare Llorente a fianco dell’ormai titolare Tevez. Noi però abbiamo in gran salute Pogba che insieme a  Pirlo terrà  alto il livello del centrocampo.

Tra il desiderio di emergere dell’Inter e la superiorità tecnica della Juve, il pareggio potrebbe essere il risultato più probabile, ma la Juventus potrebbe stupirci!

 

 

 

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Il calciomercato si è concluso con il ritorno in Italia di Kakà. Sensazioni?

Boateng era migliore. Ma è giusto che Allegri sia premiato per i risultati che ha ottenuto.

Le tue considerazioni su queste prime giornate di campionato e supercoppa italiana.

Che siamo forti. Anche belli da vedere nonostante Tevez. Però tutto questo burro non dura, non è intelligente farsi illusioni estive. Pagheremo e a caro prezzo tutto ciò, forse. Perché ? Perché l’Italia è questa. Non è il paese dei conti a posto. E’ il paese dei regolamenti di conti.

Balotelli non si presenta all’incontro con la ministra Kyenge..

Non mi sarei presentato neanche io.

I conti in tasca

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Scritto da Cinzia Fresia

Non è passato inosservato lo sfogo pre Juventus-Lazio, sappiamo quanto i giornalisti siano dei “monelloni” ed amino mettere il dito nella “piaga”. Ci riferiamo alla partenza di Giaccherini e Matri. Il nostro allenatore Conte, tormentato dalle solite domande, si mette stranamente a disposizione della carta stampata, ammettendo che la cessione dei due giocatori è stata effettuata più o meno contro la sua volontà.

Strano! Davvero strano, che un uomo aziendale come lui si sia schierato un po’ contro il suo datore di lavoro, non parliamo di Andrea Agnelli, ma del DS Marotta, il quale ha affermato che attualmente la situazione economica della Juventus non permette di essere in troppi, “uno entra un altro esce”. Numeri … le cifre non tornano e per far si che i conti siano a posto, dobbiamo sacrificarci e rinunciare. Ma perchè Giaccherini? Perchè Matri? Con tutti quelli che abbiamo da dare via,  se ne vanno proprio gli elementi  con i migliori presupposti? Non dimentichiamo che quest’anno Conte stesso si schierò con il giocatore Toscano dicendo che non sarebbe stato in discussione, almeno fino alla sua permanenza in Juve. E invece no, i due beniamini del pubblico Juventino, gli unici che avremmo voluto stessero qui se ne sono andati. E Conte ci rimase male tanto da esprimerlo davanti ad alla conferenza stampa, pre Juventus-Lazio, con un velo di tristezza e forse rammarico, per aver perso uno dei suoi uomini, a ragione, preferiti.

Numeri … il Ds Marotta con il suo modo di fare pragmatico si giustificò dicendo che erano gli unici due richiesti sul mercato, volevano Giaccherini (e teh credo!) volevano anche Matri, indovinate chi? Il Milan .. Ecco che mi torna in mente un’immagine, vi ricorderete il trofeo Tim? Dove il “debuttante” Sassuolo ha vinto ..(Boh!) vi ricordate, quanto si divertivano Marotta e Galliani, ma che risate quella sera .. beh, è consolante come le cose si aggiustino in fretta, il famoso gol di Muntari è ormai acqua passata, non abbiamo dimenticato noi tifosi l’apostrofo non certo rosa del giornalista di mediaset Pellegatti ad Antonio Conte,   ma oggi è tutto dimenticato in una bella risata con pacca sulla spalla! E già .. avrei preferito non ridere e tenermi Giaccherini.

Comunque .. E’ così.

La Juve indebolita e il Milan rinforzato: sembra il titolo di un romanzo di Italo Calvino, è in realtà il tormentone che Conte ha messo in giro, dicendo che non è così che si fa! E soprattutto offrire all’acerrimo nemico un  giocatore importante  è davvero un fatto scellerato. Ha lasciato a bocca aperta un po’ tutti lo sfogo-lamentazione di Conte, che ha  direttamente puntato  il dito nei confronti dei datori di lavoro, potrebbe  essere stata  una tattica, una delle sue solite “zampate” proprio per allontanare “i ficcanaso” e allentare la tensione sulla squadra, un po’ alla “Mourinho”, che insultava “per finta” il nostro ex buon Ranieri, giornalisti ecc. ecc. possiamo solo immaginare.

No money ..no party: il fatto è che di soldi in eccedenza non ce ne sono, e i rapporti personali con i dipendenti vengono messi da parte, una volta, un Giaccherini o un Matri, non sarebbe andato via dalla Juve, nè l’avvocato, meno che meno il dottore avrebbero allontanato due persone così utili e diciamocelo a posto come loro, ma oggi comandano le cifre, in tutti gli ambienti di  lavoro  o campi della vita, se i conti non tornano, via .. si va .. si chiude, un principio oggi valido in  Exor di questa gestione e applicabile perciò nella Juve.

Anche se l’infermeria ricomincia ad essere frequentata, per il momento reggiamo, se abbiamo cominciato duramente e si prosegue peggio, la sfida con l’Inter è alle porte ..

 

LA SOSTA PER LE CHIACCHIERE.

di Davide Peschechera

La sosta per le Nazionali è tradizionalmente un periodo morto per noi tifosi e appassionati di calcio. Ci si annoia e si pensa, magari vedendo qualche highlights, all’ultima partita giocata dalla nostra squadra del cuore e a quella che verrà. Io ho utilizzato questa pausa per riflettere, ragionare, metabolizzare alcune sciocchezze che si sono dette in assenza del calcio giocato, quello vero. Naturalmente il calcio italiano non può che offrirci ipocrisia, fomentata mediaticamente, dove questa sembra essere veramente l’unico valore di questo sport. Partiamo dalle parti di casa nostra? Bene. Oltre alla solita doppia intervista a Gigi Simoni prima di Inter Juve, dal ritiro della Nazionale non si può che parlare di Balotelli, autore di un’altra piccola gaffe (eufemismo), che ha disertato il discorso del ministro per l’integrazione Kyenge sul razzismo, arrivata a Torino, per impegni istituzionali. L’attaccante del Milan ha scelto di rimanere a dormire invece di presentarsi al saluto informale che la federazione aveva organizzato nella hall dell’hotel. All’incontro, non obbligatorio per i calciatori ma “vivamente consigliato”, come ha ricordato Abete, hanno partecipato, tra gli altri, il capitano Gianluigi BuffonGiorgio Chiellini, Ogbonna e El Shaarawy. Va detto anche che l’ex City si è poi scusato con un sms ma ciò non ha impedito allo stesso Abete di lanciargli una frecciatina attraverso i microfoni di Radio Uno: “Non era obbligatorio presentarsi, però sono sicuro che al ministro avrebbe fatto molto piacere“. Tuttavia non ci sarà alcun richiamo ufficiale nei confronti del giocatore. Il 6 agosto, il ministro aveva detto che Balotelli era un esempio da seguire. A distanza di un mese, ecco il ringraziamento di Mario. Attenti a criticarlo per questo, potreste passare voi stessi per razzisti. Altra notizia di pseudo razzismo è che secondo Peters Peters, il direttore finanziario dello Schalke 04, Boateng sia andato via dall’Italia “a causa dei numerosi episodi di razzismo avvenuti durante la sua permanenza in Italia”. Vuole dire che in Germania non c’è razzismo?

Poi in casa Juve c’è Pavel che non sa mentire: “Nessuna paura di perdere Conte, c’è grandissima sintonia tra lui e la società. A fine stagione valutazioni reciproche.” Non che Conte non possa andare via dalla Juve, ma addirittura si è detto che lo farebbe per nostalgia di Giaccherini e quindi andrebbe al Sunderland ma vista la situazione delle squadre maggiori, tutte attrezzate di buoni allenatori, in lista ci metterei anche WBA e Norwich per il mister, no?

Sempre rimanendo in casa Juve, come ben sapete ospiteremo la Nazionale allo Juventus Stadium. Pare che l’incompetente Abete abbia chiesto di levare i simboli recanti il n.31 allo Juventus Stadium. Io credo che la Juventus debba togliere lo stemma con i 31 scudetti dallo stadio… per mettere quello con i 32 e riservare una bella accoglienza ad Abete, Lega, Figc, Nazionale, Balotelli. Un’accoglienza che riassuma gli ultimi 7 anni di vergogna: Calciopoli, calcioscommesse, incompetenza del Consiglio Federale e del TNAS del CONI a decidere sullo scudetto di cartone, incompetenza a decidere sull’incasso della Supercoppa della Corte di Giustizia Federale, cambio regole in corsa pur di condannare, come la radiazione degli imputati di calciopoli; si inventano reati nuovi, come il famoso illecito strutturato di farsopoliana memoria; si nega l’ascolto di testimoni a discarico che invece sono concessi ad altri, come per Carobbio, protetto fino alla fine dalle domande della difesa. Assegnato in via prioritaria alla Lazio a titolo di risarcimento per un ipotetico mancato guadagno, la Juventus quindi dovrà accontentarsi di ciò che è rimasto dell’incasso. E’ curioso che si rifacciano ad ipotetiche norme dello Statuto e del Regolamento senza né elencarle né tanto meno citarle senza neanche entrare nel merito delle disposizione per giustificare e motivare la in-competenza. Sembra quasi che fosse una decisione scontata e che sia superfluo motivare le decisioni per la giustizia sportiva. Non bisognerà aspettarsi una decisione avversa alla Lazio neanche nella futura decisione della giustizia del CONI, che verrà a breve chiamata a giudicare. Negli ultimi anni la sola decisione “favorevole” alla Juventus emessa dalla giustizia sportiva è stata quella relativa alla vicenda che vedeva coinvolti Pepe e Bonucci. Assolti per il semplice fatto che la giustizia ordinaria li aveva pienamente scagionati da ogni addebito. Altrimenti ci saremmo trovati con due calciatori in meno in rosa. Altri che scritta 31, tutte le coppe scudetto dovrebbero essere posizionate di fianco alle sedie dei vertici federali, con opportuno antifurto, visto che tra un aperitivo e un’oliva, al Coni amano in genere candidare Roma all’Olimpiade, invece di risanare una giustizia sportiva da terzo mondo, fortemente punitiva e vendicativa.

Poi non può mancare mai la gazzetta quando si parla di chicchere da bar. A parte il fatto che la vittoria dell’Italia di Basket, unica squadra imbattuta dopo quattro turni agli Europei, visto che anche la Slovenia padrone di casa perde l’imbattibilità con la Croazia, è a pagina 36, dopo la F1, la Nazionale di calcio, la A, la B e la Lega Pro, non può passare inosservata l’inchiesta che fotografa le spese del calcio italiano in questa stagione attraverso l’analisi del monte stipendi delle squadre di serie A. Ebbene, emerge che oggi siamo sotto, come monte-ingaggi-lordo, al miliardo (non succedeva dal 2009/10): 745,2 milioni di euro (lordi) per la paga base che con il sistema dei bonus viene stimato in 912 milioni di euro. Un anno fa la serie A aveva dichiarato un costo del lavoro lordo di 1.039,5 milioni di euro lordi, già inferiore rispetto ai 1.100 milioni del 2011 che rappresentano la punta più alta del fenomeno. La dieta c’è e comincia a dare i suoi frutti, anche se il sistema dei bonus rende difficile ogni valutazione anche perché spesso si tratta di premi molto semplici da raggiungere che mascherano veri e propri costi fissi a bilancio delle società. A parte quindi la conta farlocca di questi “bonus”, concentrandomi sulla Juve, la Gazzetta ha contato, però, ingaggi troppo più bassi di quanto in realtà non siano. Tevez 4,5M€ (in verità 5,5M€), Pirlo 3,5M€ (in verità 4M€), Llorente 3,5M€ (4,5M€), Ogbonna 1,7M€ (800.000). In più alla Gazzetta parlano di 115M€ lordi totali per la Juve, ma se si fa la somma degli stipendi netti pubblicati si arriva a soli 49,8M€. Come nella conta dei 31 Scudetti tolgono il 6% dal momento che ne riconoscono solo 29, la Gazzetta fa risparmiare almeno il 15% sugli stipendi dei tesserati. Però in fondo cosa vuoi pretendere su cifre, stipendi, dati esatti da un giornale che non sa manco contare fino a 31? Ecco perché poi si legge di “stipendi in calo” e Inter e Milan a dieta.

E chiudiamo questa rassegna con le uscite poco felici di Florentino Perez e Zidane. il Presidente del Real Madrid, anche lui ha avuto una pesante caduta di stile in questa settimana di chiacchiere parlando del suo ex dipendente Mesut Ozil: «Mesut Ozil – ha dichiarato Perez a “abc.es” – non è un buon professionista. E’ ossessionato dalle donne: la notte usciva sempre con le amanti e praticamente dormiva pochissimo». Figuriamoci Crisitiano Ronaldo, allora. Ma lamentarsi dopo essersi intascato 50 mln. dalla cessione del calciatore è una cafonata al pari del De Laurentiis di turno che dà dei “cafoni” ai giornalisti che parlano sempre di soldi, minaccia querele da 100 milioni di euro contro il Comune di Capri e poi la querela la riceve, s’intasca 30+64 milioni dal P.S.G. per le cessioni di Lavezzi e Cavani e poi critica gli arabi (e i russi) che usano i propri club come giocattolini. E di essere scorretti perché spendono troppo, dimenticandosi che i suoi conti sono in regola proprio grazie a loro. Coerenza.

Un’altra uscita infelice che si ricorda del Real è quella che l’ex presidente Calderon fece parlando di Cassano e Florentino Perez: “Mi fa pena vedere un ex presidente che appare durante un momento di crisi della squadra ma d’altro canto ha sempre insidiato l’attuale dirigenza e non mi sorprenderebbe vederlo in posa per i fotografi con un altro giocatore, che ha preso quattro milioni di euro dal Real Madrid e che, secondo quanto ha detto lui stesso, li ha utilizzati per accrescere la natalita’ e rilanciare la prostituzione nelle avventure notturne nella capitale spagnola”. E Zidane che, dichiarato giorni fa: “100 milioni per Bale? Incomprensibile. Nessun calciatore vale così tanto”, sebra soffrire di Alzheimer perché è poi è andato a ritirare la busta paga a Valdebebas: “Bale 100M€? I grandi campioni vanno pagato tanto!”. E vabbè. Tanto il campionato ricomincia tra pochi giorni…

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