NON è UNA JUVE Più DEBOLE.

DOMANI LA PARTITA DI CONTE, IL TNAS DISCUTE IL SUO RICORSO

di Davide Peschechera

Magari Conte ci avrà giocato pure, sul significato della definizione di “indebolita”, in conferenza, perché è importante valutare in che parte e in che misura la squadra si è indebolita. Il mister ha detto che la Juve si è indebolita in questo calciomercato, quelle di Giaccherini e Matri non erano cessioni previste, non ha avvallato le cessioni dei suoi uomini di fiducia e abbiamo concesso una punta alla rivale di sempre; Che il divario con le altre squadre non è aumentato come si legge in giro ma diminuito perché le altre si sono rinforzate e hanno speso molto; Che la situazione economica che ha portato la Juventus a operare sul mercato con un budget prossimo allo zero era ben nota sin da maggio e ha dovuto subire la contingenza economica della società. Bene, se sa benissimo che gli acquisti sono stati finanziati dalle cessioni, di cosa si è lamentato? Del fatto che la Juve non abbia speso un euro sul mercato o di incomprensioni con la società dopo il colloquio di fine maggio? Differenze di vedute non risolte e Investimenti importanti disattesi? Nonostante le cessioni di giocatori panchinari, venduti per il bilancio perché ben valutati rispetto ad altri(De Ceglie, Isla, Padoin, Peluso), il gap con le altre è aumentato, non diminuito. Ha sostituito le partenze con Tevez, Llorente, Ogbonna e lo sa benissimo. Quindi? Tutta pretattica in vista della Lazio? Messa in scena, vittimismo, ha dovuto ingoiare un boccone amaro, vuole spostare il peso del pronostico sulle altre società? Non ci credo che sia insoddisfatto per la cessione del 5° attaccante(che di solito non utilizza mai) e di un centrocampista di riserva. Conte ieri ha detto delle cose sapendo che non sono vere. In ogni caso non ci si può sottrarre al ruolo di favorita mettendo le mani avanti. Il “ci siamo indeboliti” sminuisce il lavoro del mercato, non sprona gli attuali componenti della rosa(non bastava un semplice, doveroso ringraziamento ai partenti?) e mette pressione alla società per il mercato. Voleva che fossero venduti i pezzi pregiati, come ha fatto il Napoli, squadra che a suo dire si sarebbe rinforzata spendendo più della Juve? Conte dimentica di aggiungere che De Laurentiis in due stagioni ha venduto i due “tenori” incassando qualcosa come 100 milioni, prima di costruire una squadra che conta un solo vero campione, Higuaìn.

Vedere Conte piangere per Giaccherini (a cui ha concesso 900 minuti in campionato), Matri (la punta da lui meno usata in campionato e CL) e Marrone (che in due anni con Conte alla Juve  ha totalizzato 13 presenze di cui solo 9 da titolare, cioè meno minutaggio di Padoin) è onestamente ridicolo. Alla fine Galliani, con l’acquisto di Matri, ci ha pagato Tevez. L’idea di rafforzare i rivali non faceva impazzire Agnelli ma ha prevalso la volontà del giocatore che ha voluto Milano rifiutando  Napoli. Se sono vere le cifre di cui si parla, per Matri la Juventus mette a bilancio una plusvalenza di 1.850.000. L’ingaggio era di 4.400.000 lordi. Due anni e mezzo in bianconero con critiche e consensi, 81 presenze, 29 gol, 2 Scudetti, 2 Supercoppe Italiane vinte. Con l’uscita di Matri torna ad essere Marchisio il primo in classifica dei marcatori della Rosa attuale (28 in 214 partite). Due mancate cessioni su tutte, poi, vanno citate. Da segnalare il forte interessamento che c’è stato da parte del Genoa per Simone Padoin, e quello del Verona per Federico Peluso, due giocatori che Conte ha portato da Bergamo, nonché due pupilli del mister. In entrambi i casi sono state fatte proposte di prestiti onerosi con diritto di riscatto, proposte però rigettate dalla società bianconera. E’ stato inoltre registrato l’interessamento da parte dell’Atletico Madrid per Sebastian Giovinco, però non è stata formulata una proposta concreta. Conte quindi non ha varato alcuna cessione nell’ultimo giorno di mercato, neanche quelle di Padoin, Peluso e Giovinco e Marotta non gli ha acquistato ne Kolarov, ne Zuniga, ne Nainggolan, ne Biabiany, ne Gilardino(160 gol in serie A, più di Filippo Inzaghi e Gigi Riva, roba che Quagliarella neanche in due carriere di fila li fa… altro che “speriamo non mi vendano Quagliarella”). Conte ha passato gli ultimi due anni a chiedere a Marotta di vendergli Quagliarella chiaramente inadatto al suo gioco. Insomma, un mercato, quello della Juve, conclusosi senza botti. La campagna acquisti della Juventus si è dunque fermata all’11 luglio. L’ultimo, frenetico, giorno di mercato, però, non deve condizionare il giudizio sul mercato bianconero. Il giorno in cui si tirano le somme, si valutano gli acquisti e si controllano le spese non deve essere l’ultimo di mercato. Se di Tevez, Llorente e Ogbonna si è detto già tutto, autentici “colpi” appaiono le conferme di Marchisio, Vidal e Pogba e i rifiuti alle offerte milionarie, piovute da maggio in poi, per dei giocatori che completano uno dei reparti più forti d’Europa. è stato anche formalizzato l’eccellente acquisto di Berardi (scambio di comproprietà con Marrone, entrambi giocheranno a Sassuolo la prossima stagione), che insieme a Zaza e Gabbiadini rappresenta una brillante continuità nella politica di controllo dei giovani talenti. la Juve è attualmente più forte nei titolari e più vulnerabile nelle riserve. Qualitativamente sembra comunque oggettivo dire che la rosa è migliorata, a livello numerico il discorso è un po’ diverso. Quando il mister dice che la rosa si è indebolita, infatti, si riferisce proprio al fatto che perdendo Matri e Giaccherini ha perso potenziale, non al fatto che la campagna acquisti nel suo complesso ha un saldo negativo e lui lo sa benissimo. Una nota negativa infatti riguarda proprio il discorso panchina, nel senso che sono arrivati due attaccanti ed un difensore, mentre sono partiti due centrocampisti (ed una punta), e questo nel corso della stagione potrebbe creare qualche problema. La coperta pare infatti corta in mezzo e o non è arrivata inoltre la tanto desiderata pedina sulla sinistra, che mister Conte desiderava esplicitamente, anche se Asamoah fortunatamente non dovrà partire per la Coppa d’Africa. La questione, però, oltre che numerica e qualitativa, è di natura tattica: Lichtsteiner è un terzino adattato, Asamoah è un mediano, nessuno dei due pare essere di ruolo. Dal momento che con due ali d’attacco effettive è umanamente impossibile giocare per un discorso di equilibri, già in queste prime uscite, infatti, si sono viste ripartenze da 4-3-3 con uno dei due attaccanti larghissimo a sinistra e Asamoah più attento in fase di copertura rispetto allo svizzero. Un 4-3-3 asimmetrico e visibile solo nei movimenti, non nel modulo di gioco. Si punterà dunque sulla rinascita di Isla e sul ritorno di Pepe a destra. Su Peluso e De Ceglie a sinistra. Un mercato, questo, condotto con pochi soldi spesi. Un mercato intelligente e ponderato, una campagna numericamente esigua, ma assai importante sul piano della qualità.

I 22 milioni spesi per Tevez e Ogbonna dovevano necessariamente rientrare: 8 sono quelli di Giaccherini, 11 quelli di Matri, in maniera che il saldo sia quasi in pareggio. Il saldo economico di questa tornata di mercato è negativo ma bassissimo, per questo avere Tevez, Ogbonna e LLorente in entrata e Matri e Giaccherini in uscita non è qualcosa di incomprensibile ma di positivo. L’impressione è che, a livello di costi, rispetto allo scorso anno, sia cambiato molto poco. Marotta ha tenuto fede perfettamente alle indicazioni di Agnelli e Mazzia: smontare e rimontare la squadra entro certe disponibilità. Il bilancio 2012-13 della Juventus dovrebbe registrare una perdita attorno ai 17mln. ma un fatturato record di 276mln. A fronte di questi ricavi, la potenza di fuoco della Juve non è di 190-200 mln. ma di 170-180 mln. Questo significa che nelle tasche di Marotta è rimasta liquidità per un altro colpo, un colpo rimasto in canna, probabilmente l’esterno tanto cercato o la riserva a centrocampo, che arriverà, a Gennaio. Da Gilardino a Nainggolan, Marotta tornerà sicuramente a bussare alle porte di Genoa e Cagliari.

Le lamentele di Conte, dunque, appaiono più strumentali che reali e fondate, il problema non è il mercato. Il tecnico non riconosce o non vuole riconoscere l’autorità ed il ruolo di Beppe Marotta. Conte è sì un valore aggiunto per la Juventus, ma va gestito dal momento che lo stesso Agnelli, scegliendolo personalmente per il dopo Del Neri, ha “autorizzato” il mister ad abusare della non autorevolezza del dg. bianconero. Una spaccatura interna, quella tra Marotta e Conte, dovuta soprattutto a due caratteri e due personalità agli antipodi. A mediare può pensarci solo Agnelli che ha permesso che il mister scavalcasse la persona di Marotta che, con tutto il rispetto, non è sicuramente Moggi. Col suo comportamento, Conte dimostra di poter destituire la società nella persona di Beppe Marotta, cosa che alla Juve non è mai stato possibile e lui lo sa benissimo sin da quando era capitano e calciatore di quella squadra autorevole e autoritaria fuori e dentro il campo. Marotta e Paratici hanno la colpa di parlare poco l’uno e niente l’altro, di essere e mostrarsi educati, in tv e in società.

Dicevamo che la squadra non si è assolutamente indebolita e lo ha prontamente dimostrato sul campo. Anzi. Analizziamo il gol realizzato alla Samp e i 4 fatti alla Lazio: contro la Samp si sono visti movimenti da 4-3-3 nell’azione del gol. Asamoah e Barzagli a fare da terzini, Pirlo e Vidal vicini, Vucinic largo a sinistra che ha favorito l’inserimento in verticale di Pogba e Tevez prima punta. Con una difesa schierata a 4, se la sono vista i due davanti e le mezzali a risolvere la pratica. Se gli esterni larghi sono spesso la chiave per aprire le difese, allargare il gioco direttamente con gli attaccanti, talvolta, porta a scardinare ancora meglio le difese avversarie. Sui rinvii anni ’80 di Da Costa, infatti, la Juve si è schierata con un 5-2-1-2, con Vidal più avanti per essere in pressione in caso di calcio corto e i 5 dietro più Pogba a staccare. Nessun contropiede, superiorità numerica doriana. Proprio quando Vucinic ha cercato di allargarsi, la Juventus ha trovato spazio. 3 uomini molto larghi dietro, 3 uomini larghi in mezzo, due punte in verticale a fare da pivot che dialogano e vengono incontro, gestiscono tempi di gioco, ritmi della manovra e velocità d’esecuzione sul fronte d’attacco, fanno entrare e uscire il pallone da una parte all’altra e, come se il gioco si articolasse in spicchi, in duetti attaccante-ala, attaccante-mezzala, effettuano movimenti in velocità, di transizione, con continui cambi dei fronti d’attacco, assecondando le ali che si buttano dentro, in diagonale. A portare la 1a pressione si alternano mezzali ed ali in base a chi, per primo, si trova in posizione più avanzata. Poi spesso avviene il doppio taglio per vie centrali prima sul lato forte, poi sul debole, da parte di mezzali, ali e attaccanti, mantenendo sempre l’ampiezza del campo o con una mezzala o con un’ala sempre vigile. A tratti sembra che a centrocampo l‘obiettivo sia quello di lasciar giocare Pirlo da solo con i due attaccanti, libero da marcature per ragionare, con Vidal e Pogba che si allargano subito per “sgomberare” tutto il centrocampo e far arrivare il pallone alle punte, verticalizzando. Sagacia, intraprendenza, intelligenza tattica. Squadra che in queste prime uscite ha effettuato più verticalizzazioni per il tandem offensivo e tanti cross dalle fasce per una Juventus che si prepara a Llorente. Meno tiri in porta, meno occasioni degli avversari(la Lazio ha tirato 17 volte, 11 volte nello specchio ma sempre da fuori area) ma più gol. Cinismo e sintomo di crescita.

Con la Lazio, invece, i gol sono stati il frutto di automatismi di squadra assimilati da tempo. Non c’è buona esecuzione senza rapidità, precisione, intensità. Si cade nella prevedibilità e nella lentezza di esecuzione. Un’azione è efficace se eseguita con velocità e istintività. E’ in quest’ottica che la qualità dei singoli fa la differenza. Ecco perché l’innesto di Tevez e il salto di qualità, capace di conferire alla manovra estro, guizzo, imprevedibilità. La Juve sa quello che deve fare, sempre, come e quando farlo, con infinite variazioni sullo stesso spartito. Ha “conoscenza” e “coscienza” di se e degli avversari. Ha nella qualità delle letture dei movimenti propri e degli avversari e nella sincronizzazione con i compagni i propri punti di forza. Nel lavoro, nel sacrificio, nell’attenzione, nella cura dei particolari i suoi segreti. Per questo quando non ci sono questi ingredienti, la manovra appare prevedibile, lenta e i movimenti scontati. La meticolosità del lavoro di Conte porta a studiare, prevedere e anticipare le linee di gioco altrui. Lo schema, invece, è lo strumento che fa acquistare sicurezza al calciatore e dà differenti soluzioni in base alla lettura della difesa. Primo gol: Giropalla difensivo. Poi Chiellini – Pogba – Tevez – Pogba. Vucinic che osserva. Vidal che s‘inserisce e segna. Secondo gol. Altro schema: Vidal che s’inserisce sulla linea degli attaccanti, Vucinic fa da boa e Tevez che questa volta resta a guardare. Terzo gol, altra azione classica: lancio di Bonucci, taglio di Vucinic ad allungare la difesa e contemporaneo movimento incontro di Tevez. Quarto gol, altro classico movimento delle punte: Vucinic e Tevez spalle alla porta, in verticale. Il primo liscia, il secondo segna. Ed il gioco è fatto. Alla prossima.

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Quell’insostenibile voglia di Kakà

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

 

Finalmente si è chiuso il calciomercato, così abbiamo scongiurato definitivamente la possibilità per Marotta di fare troppi danni alla voce ”uscite”, dopo aver fatto sostanzialmente bene a quella ”entrate”. Il mercato si è chiuso con il ritorno di Kaka al Milan che così sostituisce Boateng, uno che praticamente era due anni che non giocava come si deve, con uno che sostanzialmente è tre anni che non gioca proprio, nè come si deve e nè come non si deve. A Milano era troppa l’ invidia di avere in rosa un ogetto misterioso da 4 milioni l’anno come lo abbiamo noi (Llorente) e quindi hanno provveduto a fare altrettanto. Sono pronto fra i due a scommetere sul nostro. Troppo strana tutta l’operazione Kaka per essere un operazione pure riuscita. Strano che Ancelotti l’abbia fatto partire dato che era il suo mentore, così come è strano che il Milan avendo la possibilità di blindarlo con 5 anni di contratto gliene abbia fatto uno di soli due anni.

Infine è oltremodo strano che il Real lo abbia di fatto regalato senza che nessuno oltre al Milan si sia proposto di ingaggiarlo. A proposito di Real: tutti si sono scandalizzati per i 100 milioni spesi per Bale che sono effettivamente tanti. Pero’ se andiamo a contare i 40 presi per Higuain i 50 per Ozil, i 12 per Albiol e i 10 presi per Callejon a me pare che il Real s’è comprato Bale e gli è avanzato pure il resto. Forse che forse… i fessi sono altri?

 

E vittoria fu …

 

 

 

vidalScritto da Cinzia Fresia

Se la Sampdoria è una “brutta bestia” per noi, non vi è alcun dubbio che noi lo siamo per la Lazio, stesa 2 volte, quasi stesso risultato nello spazio di due settimane. E non se l’aspettavano i bianco-celesti di farsi così male, arrivati con l’intento di vendicare la perdita della super coppa, rispediti al mittente con nulla in mano se non la tristezza e l’umiliazione.
E’ evidente quanto si cominci a vedere qualcosa in attacco, iniziando da Tevez, il nuovo arrivato che ha riempito di interrogativi la stagione estiva, dimostra di essere un giocatore con un ritmo molto alto, così facendo la squadra riesce ad andargli dietro aumentando il livello di prestazione. La velocità nel dribblare e la disinvoltura in cui si coinvolge nelle azioni  diventerà l’incubo peggiore di tutte le difese che proveranno a  fermarlo.  Detto questo, l’uomo che sta prendendo le redini della prima parte di campionato sembra proprio Vidal. Il terzetto, Vidal-Pogba-Tevez appare profondamente in sintonia e molto affiatato, insieme hanno costruito in questa fase di partita i gol che hanno fatto volare la Juventus verso il 4 a 1. All’inizio, lo dico sinceramente non sembrava, si sono trascinati per un po’ non sapendo cosa fare, ma poi è bastato il primo gol a seguire il secondo che la Juve è uscita fuori alla grande.

La Lazio ad un certo punto non ragionava neanche più, a parte l’unico gol segnato da Klose, il resto è stato un patimento, e francamente non ho mai visto una squadra andare in crisi e giocare così male, soprattutto in difesa. Forse abituati dalle prodezze di Marchetti  non in serata, i laziali si sono persi senza mai ritrovarsi.

Il sig. Bergomi, ha addirittura commentato quando la Juve era addirittura arrivata al terzo gol, di  Vucinic, che in fondo era tutto aperto e che la Lazio doveva solo darsi da fare come ad inizio partita. Se non li avesse già, all’ex giocatore dell’Inter gli regalerei un paio di occhiali, e pensare che questo era un ex calciatore persino nazionale, la Lazio non è mai stata battibile sabato scorso, che possa aver giocato un poco meglio ad inizio match, forse, ma si vedeva che non prendeva una mazza nemmeno per sbaglio, e nonostante la fortuna di Klose ad aver segnato, sono arrivati 2 gol subito dopo.

Forse al sig. Bergomi è sfuggito un certo tipo di lavoro che ha svolto Pogba. Queste figure a centro campo sono diventate preziose tanto quanto gli attaccanti che hanno grazie a questi colleghi la vita un po’ più facile. Vedi Vucinic che dai che ti ridai ha segnato. Non che abbia fatto chissà cosa, però in terza battuta non  è stato  inadeguato,  ha avuto l’occasione e non l’ha sprecata. L’aria di cessione forse gli avrà fatto bene o magari è semplicemente così, oggi però la Juventus è nelle mani di qualcun’altro e noi tiriamo un respiro di sollievo. Bisogna comunque dire, che la direzione di Pirlo non  manca mai e quando è in forma la sua presenza è ancora fondamentale.

Al posto dell’allenatore

Conte non ha sbagliato niente. Ha vinto schiacciando l’avversario che non si è mai rialzato, ancora psicologicamente ammaccato, il nostro allenatore ha tirato fuori una delle sue “zampate” preferite e basta, la Lazio a casa.

Noi speriamo ..duri ..quello  che ci auguriamo è che la Juve sia sempre così, affronti con forza tutti quelli che arriveranno dopo, chi rinforzati chi no. Le premesse ci sono tutte e spero che ciè che abbiamo visto, non sia “troppo bello” per essere vero.  Che dire, ragazzi complimenti ed andate avanti così!

 

 

Juve, se ci sei batti 4 colpi.

FBL-ITA-JUVENTUS-LAZIO

 

Articolo di Alessandro Magno

 

La Juventus c’è eccome e se n’è accorta ieri la Lazio, che è tornata a Roma con le ossa rotte e con altri 4 schiaffi. I caroselli a Napoli sono durati giusto l’arco di una mezz’ora. Giusto il tempo che iniziasse la partita della Juve. A proposito di Napoli, abbiamo una certezza in più da ieri sera: Napoli grande attacco ma difesa da serie B. Albiol, Maggio, Reina, Britos e anche Zuniga perchè no… francamente non li vorrei neppure regalati.

Tornando ai fatti di casa nostra, che si può dire di una serata praticamente perfetta? Grande pubblico, grande squadra … motivazioni e fame ancora tante. Allora parliamo un poco dei singoli. Una tiratina d’orecchi a Buffon che sul gol ha fatto il Reina ma del resto è l’unico errore in una serata perfetta. Vidal fenomenale, Bonucci anche, Pogba commovente. Vucinic a cui come ho detto in passato, fa veramente un casino bene la concorrenza e l’essere messo in discussione. Tevez, di un altro pianeta e si vede. A parte l’abnegazione a recuperare decine di palloni come l’ultimo dei mediani, ma che numeri! La traversa, il gol con dribbling secco e palla a giro di giustezza nell’angolino. Mi ha ricordato certi gol che faceva e fa Del Piero.  Degno erede. A proposito di questo apro e chiudo una piccolissima parentesi. Non trovo giustificato l’odio o comunque il fastidio che nutrono alcuni tifosi verso Tevez, in quanto successore di Del Piero. Francamente non trovo ci sia bisogno di odiare qualcuno per dimostare l’amore verso qualcun’altro. L’amore se è ossessivo non è più amore ma una patalogia da curare. E chi mi conosce sa che per me Del Piero resterà sepre il numero uno a Divinis. E chiusa parentesi.

In verità di errori grossolani non ne ha fatti solo il nostro buon SuperGigi. Vorrei non passasse inosservato sull’onda del 4-1, un clamorosissimo rigore negatoci sul 1-0. Con il difensore laziale (mi pare Radu ma dato che le tv non è che c’è l’han fatto poi rivedere…) che placca a mò di rugby, uno scatenato Tevez, che l’aveva saltato e s’involava verso la porta. Tutto questo sotto gli occhi (era a circa 4 metri) di Tagliavento, che fa finta di non vedere. Praticamente non se la sente. Iniziamo? No perchè sull’1-0 quello è un penalty che può risultare decisivo, e ho imparato col tempo ad ”apprezzare” come gli arbitri italiani siano più propensi a darci i rigori quando non contano una beata minchia a differenza di altre squadre che godono, sull’argomento, di un trattamento di favore.

Concludiamo dicendo un paio di cose sulla conferenza stampa pre partita di Conte che ha destato qualche polemica. Intanto Conte è uno verace e sanguigno, ed è solo da apprezzare se in conferenza stampa è sincero e non sempre scavato e navigato come tanti che usano le telecamere a proprio uso e consumo, oppure ci riempionola testa di banalità. Conte è uno che dice quello che pensa e non sempre quello che pensa può piacere. Ci stà. Mi ricorda in questo Lippi, che a volte era così schietto da sconfinare nell’antipatia. La Juve secondo me non si è indebolita affatto rispetto all’anno scorso. Sono entrati Tevez , Ogbonna e Llorente e sono usciti Anelka, Bendtner, Giaccherini e Matri. E’ evidente che i rinforzi siano meglio dei partenti (nonostante la mia infinita stima agli ultimi due). Quello che invece penso volesse dire Conte e al solito è stato manipolato, è che magari noi vendiamo subito qualcuno dei nostri quando c’è l’occasione e monetiziamo. Magari vendendo a un altra concorrente come il MIlan. Poi invece, facciamo un sacco di difficoltà a reperire chi ci serve. E questo soprattutto sul mercato italiano, vedansi alle voci Jovetic, Zuniga, Naingollan eccettera. E su questo come dargli torto a Conte.

Juventus Lazio 4-1. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x140zej

Chi ha paura della Lazio?

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Articolo di Cinzia Fresia

L’inizio di campionato per la Juve non è proprio una passeggiata di salute, Sampdoria prima, Lazio domani. La Juventus è consapevole di ricevere un avversario ancora avvelenato per l’umiliazione conseguita dalla conquista della supercoppa, e che  vorra’ riscattare l’onore per i loro tifosi. Ce la metteranno tutta, carichi della vittoria contro l’Udinese.
La Lazio per la Juventus rappresenta si un ostacolo ma non un avversario insormontabile, rientra tra le squadre “seccatura” ma nulla di così difficile o irraggiungibile.
Potrei azzardare una vittoria o male che vada un pareggio se proprio non entrassimo in partita, la Lazio sa quanto possiamo diventare pericolosi a pochi minuti dalla fine della partita.
Nonostante la prestazione un briciolo offuscata di sabato scorso, si suppone in una ripresa per Tevez e compagni i quali si presenteranno riprogrammati da Antonio Conte per infliggere un altro castigo.
Perciò niente paura e godiamoci lo spettacolo!

Juventus Lazio. Conferenza stampa prepartita.

http://www.dailymotion.com/video/x13z78i

 

http://www.dailymotion.com/video/x13z8ca

 

si ringrazia mr supefly

L’antipatia di Antonio Conte

grido di Conte

Scritto da Cinzia Fresia

Ma il nostro Antonio Conte è così antipatico? Appaiono articoli e notizie riguardanti l’allure calcistico e non  dell’allenatore della Juve, giornalmente è preso di mira da tutti: eminenti giornalisti, nemici, amici ..e chi più ne ha ne metta. E’ un personaggio mediatico, buca il video, a tutti interessa ciò che dice, è inutile dirlo ma il nostro Mr. fa tendenza.

La questione simpatia-antipatia però resta, ritengo che non si debba essere simpatici a tutti costi, lui vince, fino adesso è il migliore allenatore d’Italia, ha fatto molto con poco in una dimensione in cui era fattibile, e chi può volere di più da un’allenatore? Eppure Conte è criticato, non gli si perdona la sua modalità comunicativa  che spesso cade nel grottesco, il suo gesticolare, lo sguardo perso nel vuoto e la bocca sempre aperta, cattura la telecamera.

Intanto vorrei dire che, Conte non è antipatico, anzi personalmente lo trovo  molto simpatico, quando è rilassato dimostra di avere un certo senso dell’umorismo, accettando anche le prese in giro goliardiche e bonarie, come l’episodio delle parrucche in quel di un  Fiorentina-Juventus, purtroppo è permaloso e quando è in preda alla “Contite”,   diventa insopportabile, arrivando persino all’insolenza  e questo in effetti non lo dovrebbe fare, i giornalisti sono pagati per mettere in difficoltà l’intervistato soprattutto nel calcio e in qualsiasi altro sport, l’obiettivo è fare “le pulci” su tutto e tutti, per come si guadagna, mi farei intervistare tutti i giorni ridendoci anche su, lui non ci riesce e spesso cade in volagarità mettendo in dubbio l’intelligenza sia dei suoi tifosi o di chi gli pone la domanda. E’ l’unica debolezza che ha, per il resto è un uomo aziendale che difende i suoi uomini e soprattutto la società che rappresenta.

Il comico Crozza nonchè genio dell’imitazioni ha proposto un “suo” Antonio Conte veramente irresistibile, che ha fatto ridere tutta l’Italia,  grazie a lui il motto “aghiacciante” è diventato un jingle estivo, ne esce quindi  una persona positiva che sa stabilire  un feeling speciale con il suo pubblico.

Non so perchè, si cerca sempre il neo nero quando  si parla di Juventus, e se  non c’è nulla di cui spalarlare si inventa, mi chiedo,  per quale motivo nessuno si sia interrogato circa l’antipatia di  Mourinho, o  di un  non virtuoso della simpatia come  Mancini, l’elenco sarebbe lunghissimo e poi ogni squadra dispone di antipatici e no, ma si parla sempre e solo di Juve.

Che l’ambiente del calcio sia caduto profondamente non solo in basso, ma  sotto terra ogni giorno di più questo è vero e che l’educazione sia  a livelli minimi è altrettanto,  attualmente tutti le sparano,  sentendosi  liberi  di dire quello ciò che  gli passa per la testa, senza nessun controllo, il sig. Pulvirenti accusò il nostro presidente paragonandolo ad “una zitella isterica”, per non parlare dei terribili anatemi del sig. De Laurentis, Galliani, Allegri .. e tanti tanti altri. Sarà retorico dirlo, ma una volta non era così, si salvava almeno “la facciata”, oggi c’è un via libera alla maleducazione, spesso mi chiedo come il nostro Presidente Andrea Agnelli, lui che sa cos’è la buona educazione, come ci sta  in questo ambiente con il quale non ha nulla da spartire.

Ma d’altronde viviamo in un paese dove l’adottare  un buon esempio non esiste, dove si dà pubblicamente dell’orango ad un ministro e  solo perchè è donna,  dove il rispetto per il ruolo non è riconosciuto, e dopo ci stupiamo di tutta questa violenza e non solo allo stadio.
Intanto Antonio Conte va avanti incurante dei commenti, quest’anno dovrà fare molto con qualcosa in più con non tanto ..ma qualcosa in più c’è, da un uomo così  che sa sopportare c’è da aspettarsi di tutto ..

 

 

Sampdoria-Juventus (24.8.13) Stadio Marassi-Genova –

tevezino

 

 

Scritto da Cinzia Fresia

E quale miglior inizio incontrare colei che l’anno scorso ci castigò per ben 2 volte, persino l’ultima di campionato. Sappiamo che atmosfera  da “cena a lume di candela” troviamo quando ci rechiamo a Genova, sia per l’una che l’altra fazione, c’è sempre un prima, dopo e durante, e a complicarci la vita si è messa anche un’improvvisa precipitazione novembrina. Si è iniziato con una bella “gatta” da pelare, ma questa volta il castigo lo abbiamo inflitto noi, che freschi di allenamento abbiamo vinto la partita, faticando è vero,  ma pur sempre si è vinto.

Lo dico subito che mi aspettavo di vedere di più, da una squadra fresca di allenamento e neo acquisti. Ritengo siano andati come al solito, il fatto che Tevez abbia realizzato il gol è un buon segnale per il giocatore che dimostra buona volontà e precisione, ma chi ha confermato un buon stato di forma fisico e mentale, è Pogba. Il gol per essere onesti lo siglerei Pogba-Pogba/Tevez, il francese sta uscendo fuori mostrando  di essere un talento al di fuori della media, ci auguriamo che vada avanti ma soprattutto che non venga massacrato, viste le continue botte che riceve addirittura agli occhi. La partita è iniziata da parte della Juve sotto tono e in confusione, certo la pioggia non era il massimo in un campo avverso come quello di Genova, però, l’avversario a parte un numero imprecisato di simulazioni e falli di tutti i tipi non era un gran che, quindi la Juve ha difeso bene la sua porta, ha pasticciato come al solito in attacco alcune volte,  trovando poi  la quadra al momento di un’azione precisa ed intelligente che ha portato all’unico gol valido in tutta la partita. Sempre in affanno e impreciso Vucinic, claudicante Vidal, molto bene Asamoha. Nella media Pirlo che comunque ha disputato un buon incontro coordinando il centro campo.

Pochi scossoni ed emozioni in questo inizio di campionato, tre punti importanti da mettere da parte utili nei  periodi di vacche magre. Attualmente c’è poco da commentare, la prima di campionato dice tutto e niente, mi sarebbe piaciuto constatare i progressi dell’ attacco, in fondo la Sampdoria era tutto meno che inattaccabile, Buffon è stato impegnato una volta o due massimo. Staremo a vedere cosa succederà prossimamente, se mi devo basare sul risultato di sabato penso che tanto ancora si deve fare e che Tevez sia un bravo giocatore, e non aggiungerei altro,  auguriamoci che  Conte utilizzi le sue “zampate” per stupirci, più avanti.

Comunque le inseguitrici della Juve hanno vinto tutte meno il Milan, che sbigottito ha perso contro il Verona (boh!) con questa base i pronostici andranno fatti più avanti, intanto sabato ci aspetta la Lazio con il dente avvelenato per la sconfitta della Supercoppa e vedremo cosa succederà.
In positivo la Juventus ha cominciato a togliersi uno dei tanti denti doloranti, togliersi dai piedi la Samp con una vittoria è motivo di festeggiare.

Al posto dell’allenatore

La formazione andava anche bene, tanto i soliti pasticcetti in fase di attacco non li può risolvere solo Tevez, ciò che non ho capito, è stato l’inserimento di Giovinco e Llorente, entrati insieme, sembravano l’articolo il, a fare quasi nulla. Potrebbe essere l’ennesima perdita di tempo ma tuttavia lo avrei fatto un secondo prima, almeno per provare a guadagnarsi una seconda chance.

Ma va bene lo stesso, non è il momento per lamentarci con questa bella vittoria. Conte sa di poter fare affidamento sui suoi e noi godiamoci gli spettacoli.

 

Sampdoria – Juventus 0-1 Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x13m8ur
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