Scritto da Cinzia Fresia
Un’altra sconfitta per la Juventus.
il grave è che la squadra ha perso contro un avversario che nel primo tempo ha passeggiato.
Non siamo ciechi, il malessere interno al gruppo è evidente.
Crisi di panico, lacrime e insofferenze in campo .
Un’atmosfera che non promette niente di nuovo.
Sassuolo – Juventus: se fosse un film dell’orrore sarebbe Psyco, perchè non riusciamo a comprendere cosa stia succedendo a questa squadra. Sabato scorso tutti noi tifosi chi più o chi meno, per almeno un minuto abbiamo virtualmente abbracciato Nicolò Fagioli reo di aver commesso un errore che è costata la sconfitta alla Juventus.
Un bel guaio, ma la cosa peggiore è che la Juventus non è in grado nemmeno di pareggiare, è totalmente annichilita, incapace di far fronte ad un avversario modesto. Il peggio è che il Sassuolo nel primo tempo insieme alla Juve ha passeggiato, si proprio così .. passeggiato.
Ma niente da fare, i bianconeri sono spaventati, terrorizzati. Assolutamente bloccati incapaci di applicare nessuna soluzione. Una debolezza mentale estranea all’approccio del club più prestigioso d’Italia. L’indiziato n. 1 è Max Allegri il quale manca di empatia e non dimostra di avere rimedi. Strano Max, non lo riconosciamo più .. che piaccia o non piaccia ( non ho mai nascosto che le squadre allenate da lui non mi sono mai piaciute) Allegri sembra un perfetto estraneo.
Il tecnico non ha più il controllo del gruppo: i giocatori sono entrati in un vortice di insicurezza che impedisce loro di esprimersi.
La Juventus gioca male, i giudizi sono impietosi, “fanno schifo” ” facciamo pena” questi tra i più citati. Eppure la rosa della Juve non è costata poco, tuttavia è fallimentare. Inoltre i malesseri condizionano i giovani i quali restano senza punti di riferimento.
Nicolò Fagioli talento e piccolo astro nascente del calcio italiano, idolo indiscusso non solo dei tifosi della Juventus ma dagli amanti del calcio che vedono in lui una speranza di riconquistare un bel modo di giocare a calcio ridando dignità alla nostra nazionale. Eppure il talentuoso ragazzo sbaglia e farlo sentire in colpa è la conseguenza. E sappiamo che la panchina è il suo destino.
Certo così è facile, è comodo per nascondere la “deficienza” di una squadra che gioca un calcio troppo elementare che vive di episodi, di ripartenze e di catenaccio e che la “fortuna ci accompagni”.
Ma noi non siamo ciechi, e la verità viene a galla .. C’è chi sostiene che la Juventus è morta e che non tornerà più come prima. Tutti si indignano, soprattutto un tifoso d’eccezione Lapo Ellkan il quale si arrabbia e ammonisce squadra e staff. Ma altresì vuole essere ottimista. Forse lui è la parte della proprietà che ama sinceramente i colori bianconeri e che vorrebbe fare qualcosa, ma non può.
La Juventus non è chiaro se sia un malato terminale che aspetta di morire o se è in predicato un progetto di rinascita parcheggiato da qualche parte. Uno staff dirigenziale anonimo ma presente e operativo nelle questioni finanziarie da risanare, troppo lontano dalle questioni di campo. Serve qualcuno che di calcio e calciatori se ne intenda sul serio. Servirebbe studiare la Juventus del passato per scoprire veramente cosa era e magari prendere esempio da chi sapeva come si gestivano gli uomini.
Ma serve un simbolo, un’identità bianconera che recuperi i tifosi, un tempo l’autentico valore aggiunto della Juventus.
Intanto giovedì ci sarà la partita di qualificazione per l’Europa League. Come ci arriveranno non si sa. Non penso che in tre giorni la crisi passi. La pressione sarà a mille e le premesse non sono buone.
L’unica speranza è che la fortuna sia con noi.



Scritto da Cinzia Fresia














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