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Pagelle Bayern – Juventus 4-2

Pagellle di Alessandro Magno
Buffon 5,5 Non gli riesce neppure un miracolo stasera. Prende 4 gol che credo fosse una cosa che non capitava da moltissimo. Credo sul primo gol potesse uscire in presa o rinviare di pugni.

Lichtsteiner 6 Cerca di non capitolare sugli esterni Tedeschi e Guardiola li cambia spesso per trovare il bandolo della matassa. Un poco piu’ in difficoltà su Ribery ma riesce quasi sempre a limitarlo.

Barzagli 5,5 Il suo è un bruttissimo cliente. Se lo perde sull’azione del primo gol. L’arbitro oltretutto gli permette di fare una serie infinita di falli in attacco senza mai fischiarli pro-Barza.

Bonucci 6 Dove puo’ ci mette una pezza. E’ l’ultimo a capitolare. E’ anche uno degli ultimi a mollare portandosi in proiezione offensiava anche sul 4-2.

Evrà 4,5 Mi spiace infierire. Non ha giocato neppure malaccio questa sera, purtroppo da due suoi errori sono nati due gol importantissimi per il Bayern: il 2-2 e il 3-2. Ora ha tutta la mia stima per esser stato un campionissimo ed è una persona anche molto intelligente, colta e uomo-squadra. Purtroppo gli anni passano per tutti e quasi tutti noi ci siamo accorti che non puo’ esser titolare in questa Juventus in partite di altissimo livello. Tutti tranne Allegri che infatti in questa partita è stato tradito. Tanto va la gatta al lardo …

Cuadrado 6 Molto bravo per un ora sia ad attaccare che a difendere. Molto bravo sul gol del 2-0. Peccato sciupi un occasione per il terzo.

Khedira 6 Fino a che è in campo la Juve regge benissimo. Non è entusiasmante la sua prova ma siccome è molto bravo tatticamente riesce a chiudere moltissimi spazi ai giocatori di Guardiola e il Bayern infatti non produce molto.

Hernanes 5 Si nasconde per quasi tutta la partita. Non sbaglia nulla di particolare ma non riesce a dare un quel qualcosa in piu’ che ne giustifichi la presenza. Fa si che l’assenza di Marchisio si avverta pesantemente.

Pogba 6 Se non avesse fatto il gol la sua prova sarebbe insufficiente. Anche lui come Hernanes non commette errori clamorosi e si adopera per difendere ma da uno che è valutato 100 milioni ci si aspetta che faccia la differenza. Bravo comunque a segnare il gol che mette la partita nella nostra direzione e a fornire una palla d’oro a Cuadrado per il possibile 3-0.

Alex Sandro 6 Schierato a sorpresa da Allegri a fare il quinto di centrocampo la sua presenza è molto utile alla squadra e finchè ha benzina riesce a tamponare bene gli esterni Bavaresi che sono molto forti. Appena piu’ in difficoltà su Coman ma anche questo è abbastanza controllato fino al gol del 2-2. Poi crolla insieme alla squadra ma gli errori decisivi non sono i suoi.

Morata 6 Cose belle come la galoppata e l’assist a Cuadrado e cose meno belle come qualche gol sbagliato di troppo per eccessiva frenesia. Gli annullano comunque un gol valido.

Sturaro 5 Mi aspettavo entrasse al posto di Hernanes per dare maggiore corpo al centrocampo lui che è un incontrista. Entra invece per Khedira che non ne poteva piu’. Alla fine con lui e Pereyra il centrocampo nostro diventa quasi inesistente. Spiace per il mattatore dell’andata.

Mandzukic 5 Entra quando la Juventus è schiacciata tutta dietro, non ha palloni giocabili se non un paio ormai sul 4-2. Credo con la squadra indietro così fosse piu’ utile Zaza che ha una maggiore corsa e predisposizione a far reparto da solo. Non so se Allegri li utilizza per gerarchia a prescindere dal contesto della partita.

Pereyra 5 Come Sturaro entra per il crollo della squadra. I cambi di Allegri questa sera sono stati deleteri. L’ombra del giocatore degli anni scorsi.

Allegri 5,5 Per un pelo ( 2 minuti) non gli riesce l’impresa. Molto buona l’intuizione del centrocampo a 5 che mette sotto sopra i piani di Guardiola. Male , ma forse questa sera era obbligato, il continuo affidarsi ad Evra come titolare, e infatti chi glielo diceva come me ha potuto constatare questa sera, che il nodo è venuto al pettine. Infine se all’andata i cambi ci avevano dato la svolta in positivo questa sera al cospetto di una squadra già rimaneggiata i cambi ci hanno dato il colpo di grazia.

3 Allo staff medico di Allegri e a lui che li ha scelti per tutti gli infortuni che continuano a falcidiare la rosa. Già in Europa abbiamo qualcosa di meno di alcune squadra ma perdere Dybala e Marchisio in allenamento alla vigilia di partite così decisive è inaudito. Licenziare subito.

Juventus 5,5 Purtroppo la media fra un primo tempo da 8 e un secondo da 4. Nonostante Allegri continui a dire alla squadra di salire tutti stanno dietro. Forse perchè mancano dei leader a centrocampo e Pogba non lo è. La media farebbe 6 ma il crollo finale non giustifica la sufficienza anche se va detto che per 90 minuti e oltre la Juventus ha giocato alla pari con una delle squadre piu’ forti d’Europa.

Arbitro 4 Non bastava l’arbitro dell’andata che ha convalidato 2 gol irregolari questa sera abbiamo il genio che ne annulla uno in gioco di un metro. Oltre a tutti i falli di gioco no fischiati ai Bavaresi soprattutto a Lewandosky. Un arbitraggio casalingo orrendo che ha favorito la rimonta del Bayern visto che sul 3-0 il gol al 90mo sarebbe stato ininufluente.

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Di Enzo Ricchiuti

 

Olympiakos Juventus.

S’è perso. Poteva andare meglio, si sono avute diverse occasioni. Lo stesso goal preso è stato un autogoal, tra palle perdute e mancati rientri. Andrà sicuramente meglio al ritorno, la Juve è più forte di quella in Grecia.

Bayern-Roma.

I tedeschi giocano bene e stanno con continuità ai vertici da anni. La Roma ha preso molti goal in modo scolastico. Penso che le lezioni non siano i 7 goal o le dissertazioni post gara: penso che in generale ci sia da imparare solo osservando i nomi di chi sta spesso al vertice. Però sono lezioni noiose, alla gente piace il potere sguaiato o fare la vittima di chissà chi. Non c’è la voglia di stare ai vertici perché ti piace, c’è la voglia di stare ai vertici per fare dispetti.

Conclusioni

Nulla in particolare. Non credo alle crisi del calcio italiano, credo alle crisi di risultati. Per quelle non ci vogliono facce pulite, conferenze e neanche soldi. Ci vuole un po’ di campo.

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Juventus e Bayern le partite.

All’andata la Juve è stata uccisa. Al ritorno la sua bara è stata rimpatriata per il saluto dei suoi cari.

Cosa manca alla Juve per poter ambire a vincere la Champions?

Fortuna, soprattutto costanza. A furia di stare nei paraggi riesci a vincerla.

Questa sconfitta pensi possa aprire qualche crepa nel progetto futuro della Juventus oppure per i dirigenti e Conte e’ un percorso che avevano ampiamente previsto?

Qualcuno ha scritto addirittura auspicato. Non credo ci saranno crepe. Non credo nemmeno al progetto. Siamo pur sempre in una situazione ballerina, con un allenatore scampato per un pelo alla fine della sua carriera, dotato ma odiato, una dirigenza che si trova già e si troverà sempre più a fronteggiare la giusta ambizione di altri in società che di progetto ne hanno un altro in testa, un gruppo di calciatori totalmente dipendente dalla permanenza in panca di un mister sempre più corteggiato. Si andrà avanti finché la Juve, come la barca, va.

Analisi a mente fredda post Juve – Bayern

Juventus, presentazione del nuovo allenatore Antonio Conte

 

 

Scritto da Massimo Gizzi

 

 

Non è forse il momento più opportuno per analizzare la stagione della Juve, o nel complesso i 3 anni di gestione Marotta e i 2 di gestione Conte, soprattutto quando la stagione non è ancora finita e si concluderà, a meno di cataclismi, con il secondo scudetto consecutivo e, sicuramente, con il ritorno tra le prime 8 squadre d’Europa, oltre alla semifinale di Coppa Italia, però quando ci si scontra con la realtà dell’elite europea e  se ne esce con le ossa abbastanza rotte è giusto porsi delle domande e (cercare di) darsi delle risposte.
Senza nessun catastrofismo, sia chiaro, né aprendo processi sommari, ma analizzando di testa e non di pancia i risultati ottenuti.
Come tutti sappiamo, un team è fondamentalmente la somma di 3 componenti: società, staff tecnico e giocatori, indissolubilmente legati tra di loro per il raggiungimento degli obiettivi sportivi. Tralascio volutamente la componente-tifosi solo perché, davvero, è l’unica alla quale non può essere mossa alcuna critica e tralascio altresì la politica societaria, volta a consolidare a 360° la struttura della Juve ma che esula dai discorsi meramente di campo.
Prima di partire, una rapida analisi del contesto di riferimento, ovvero il calcio italiano, che purtroppo non riesce a ritrovare i fasti di un tempo. Crisi economica, investimenti inesistenti sui vivai (con pochissime eccezioni), infrastrutture pessime (JS a parte, ovviamente), tassazione altissima, sono senz’altro i motivi principali di un decadimento che sembra non vedere fine, sta di fatto che, una volta usciti dai patrii giardini, le squadre italiane facciano una fatica immane a consolidarsi su posizioni di vertice. Attenzione, non dico a vincere, dico a lottare per. Il contesto di riferimento italiano non è pertanto probante al 100% relativamente al valore di una squadra che mira ad avere ambizioni non provinciali quale è la Juve.
Cominciamo dunque con Marotta, l’uomo che ci ha fatto tornare a vincere, secondo alcuni, l’uomo che ha dilapidato un patrimonio non indifferente, secondo altri. Sui suoi acquisti e cessioni è stato scritto e detto di tutto, inutile quindi andare a rivangare Martinez, Elia e Motta così come Pirlo, Barzagli e Vidal. I punti che vorrei andare ad analizzare sono essenzialmente 2: il valore della rosa rispetto al prezzo di acquisto e la composizione dell’11 titolare di quest’anno rispetto ai mercati marottiani. Nel primo caso il risultato è pesantemente deficitario per il DG, in quanto l’unico giocatore non parametro zero ad aver visto aumentato il proprio valore di mercato è Vidal, per gli altri o è rimasto invariato, e questo è già un risultato negativo per un giocatore di una squadra che vince il campionato da due stagioni consecutive, o è addirittura sceso, il che è addirittura un no-sense. Il dato dovrebbe quindi far riflettere sia sul carattere economico dell’affare, sia sulla valutazione tecnica data ai giocatori stessi. Degli esempi: Licht è un buon/ottimo giocatore, ma la valutazione è identica a quella di 2 anni fa, Bonucci è cresciuto a dismisura in questi anni, ma la sua valutazione neanche adesso raggiunge quella assegnatagli 3 anni orsono, Vucinic al di fuori dei confini italiani non gode dello stesso credito che ha da noi e, se è vera l’offerta dello United dello scorso anno, era praticamente uguale al prezzo pagato per averlo. Questo per dire che le contrattazioni o le valutazioni dei giocatori non sono quelle di mercato ma si paga un surplus a mio modo di vedere per l’incapacità di capire il valore e/o le potenzialità di crescita dei giocatori stessi. Per correttezza di analisi, dobbiamo certamente menzionare, oltre al già citato Vidal, i 3 ottimi parametri zero il cui valore è nettamente aumentato. In primis Paul Pogba, il baby-fenomeno portato alla Juve dal procuratore con cui Marotta neanche parlava, Barzagli, i cui stimoli in Bundes evidentemente erano al minimo storico per fare panchina al Wolfsburg, e Pirlo, che certamente non può essere definito un colpo di genio in quanto la carriera già parlava per lui. E veniamo ora al secondo punto, cioè la composizione della squadra titolare: lasciando da parte i 3 reduci dell’era Moggi, cioè Buffon, Marchisio e Chiellini, 2 sono stati acquistati nel corso del primo anno, Barzagli e Bonucci, 4 al secondo anno, Licht, Vidal, Pirlo, Vucinic, e 2 al terzo anno, Asamoah e Giovinco. Sembrerebbe a prima vista, quindi, che i mercati siano stati equilibrati, ma se analizziamo gli obiettivi  vediamo che non è esattamente così. Il primo anno doveva essere, secondo le parole sia di Agnelli che di Marotta, quello della ricostruzione; in soldoni, niente stelle di prima grandezza, buoni/ottimi giocatori per costruire le fondamenta. Ebbene, di quella ricostruzione a distanza di soli due anni non c’è traccia se è vero che solo Bonucci e Barzagli, acquistato tra l’altro a gennaio, fanno ancora parte dei titolari. Di altri 11 acquisti non c’è più neanche l’armadietto a Vinovo, solo altri 4 fanno ancora parte della rosa. Ricostruzione? Io direi rivoluzione non riuscita. Secondo anno, si punta alla qualità quindi uno pensa a pochi acquisti ma mirati: arrivano invece tra estate e gennaio 13 giocatori, quasi la metà dei quali (5) spediti al mittente o verso altri lidi a distanza di pochi mesi. E venne infine l’anno del top player che, neanche a dirlo, a Torino non ha messo piede, lasciando il posto ad altri 7 acquisti non catalogabili, con tutto il rispetto, tra i top. In totale una 40ina di giocatori acquistati in 3 anni per comporre una rosa di 21 calciatori (non considerando come detto i retaggi delle precedenti gestioni), a prezzo salatissimo dato che molti di queste meteore  sono stati regalate, prestate o vendute con  minusvalenze notevolissime. In ultima analisi, non posso non rimarcare l’acquisto a 18 milioni di un giocatore proveniente da un gravissimo infortunio e la mancata ricontrattazione dell’acquisto di un altro giocatore, Quagliarella, infortunatosi durante il periodo di prestito e che ha impiegato un anno per tornare a livelli apprezzabili.
Giudizio su Marotta: bocciato senza attenuanti

Veniamo ora alla gestione tecnica della squadra. Qui non si può non partire se non innalzando un monumento ad Antonio Conte, l’uomo, lui si, della rinascita. Juventino fino al midollo, carisma, mentalità vincente, paura di niente e di nessuno: perfetto per guidare la Juve. I suoi due anni sono stati splendidi, con il ritorno alla vittoria in Italia e con il riavvicinamento a realtà consolidate in campo europeo. Questo per premettere che non mi priverei di lui per nessuna ragione al mondo, e le (poche) critiche che gli rivolgerò sono più un auspicio al salto di qualità definitivo anche suo (non dimentichiamoci che è comunque molto giovane come allenatore e con esperienza limitata). Le critiche che gli muovo sono essenzialmente due: la scarsa incisività nel cambiare la squadra in corsa e una buone dose di fondamentalismo nelle sue scelte. Sul primo punto devo dire che mi ricorda molto da vicino Capello, il cui apporto in panchina, al netto delle capacità motivazionali o gestionali, si limitava a cambiare giocatori ruolo per ruolo, senza inventiva, senza correzioni di modulo o di posizioni quelle (poche) volte in cui si presentava la necessità. Conte in questo, ma speriamo migliori col tempo, lo ricalca in tutto e per tutto, intuizioni se ne vedono poche, le sorprese per gli avversari sono inesistenti. La partita di Champions ne è l’emblema: Isla per Padoin, Matri per Quaglia e Giak per Marchisio, cambiano gli uomini ma non l’approccio tattico. Approccio che era stato già disintegrato da Heinckes a Monaco, riproposto al ritorno in carta carbone con identico risultato senza provare a cambiare l’inerzia di una partita che scivolava via senza dare mai l’impressione di una svolta. A questo  aspetto si può ricollegare anche il secondo punto, e cioè il fondamentalismo delle sue scelte, sia a livello di modulo che di uomini. E’ vero che quello dei 22 titolari è un concetto ad uso e consumo dei giornali, ma l’utilizzo col contagocce di alcuni giocatori e il super impiego di altri anche quando è palese lo scadimento di forma o l’inutilità nell’economia della squadra non depongono a suo favore. Altri spogliatoi per molto meno si sarebbero spaccati, per fortuna abbiamo grandi professionisti e non teste calde, ma figli e figliastri non sono solitamente propedeutici al raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, salta subito agli occhi anche la disparità di giudizio sul tipo di giocatori da  utilizzare nell’ambito di uno stesso modulo: se l’anno scorso, dopo l’iniziale 433, si è optato sempre per una coppia di attaccanti complementari (Borriello più di Matri accanto a Vucinic per la maggiore capacità dell’attuale genoano di difendere palla e giocare spalle alla porta) quest’anno la filosofia è cambiata e la coppia più utilizzata è stata quella composta da Vucinic e Giovinco, giocatori speculari, con scarsa attitudine al gol e ancora minore capacità di giocare spalle alla porta come i dettami di Conte impongono. Non è un giudizio di merito sui due giocatori, qui parlo solo della loro compatibilità di coppia. La risposta di Conte alla richiesta di spiegazione di un giornalista su quali fossero i criteri per la scelta della coppia d’attacco mi è apparsa tra l’altro molto fumosa. Ha affermato infatti che contro squadre che concedono la profondità predilige un centravanti che sappia allungare la squadra, contro difese chiuse predilige i due più tecnici. Ora, io non sono un allenatore, ma solitamente contro le difese chiuse un centravanti d’area credo faccia molto più comodo di un giocatore che mai o quasi è nel cuore dell’area a spizzare palloni sporchi, a cercare insomma quelle situazioni che portino al gol “di rapina”. Fermo restando che spetta all’allenatore fare le scelte, mi sembra di poter affermare dopo 31 giornate di campionato e 10 partite di Champions che difendere ancora una scelta palesemente infruttuosa sia piuttosto controproducente. Intendiamoci,  il “Sacchismo” di Conte nel voler vincere attraverso il gioco corale è senz’altro positivo, ma Van Basten non lo abbiamo, e forse neanche esiste, esistono però anche altre strade con pari dignità. Inevitabile, per concludere, affrontare anche il discorso dei giocatori fuori ruolo o adattati: prendere Isla e Asamoah per farli giocare esterni appare francamente un rischio che ha pagato in Italia ma che espone a figure pessime contro squadre e giocatori più dotati. L’emblema di Asa fermato da Muller (Muller, non un difensore) dopo l’ennesima finta uguale a sé stessa  è ancora davanti agli occhi. Resta da capire se i due giocatori siano stati presi già con la convinzione di farli giocare esterni o se sia stata una scelta successiva, in ogni caso o l’acquisto di due interni, e quindi riserve data la presenza di Marchisio e Vidal, a 36 milioni, è stato sbagliato o è sbagliato aver pensato a loro per le fasce e  insistere nel riproporli in quella posizione. Se aggiungiamo che Licht, con tutta l’applicazione, la corsa, la grinta, che ha, in fase offensiva non è proprio il massimo che si possa desiderare, appare evidente perché critichi questo modulo da tempi non sospetti. L’assenza di Pepe non può giustificare il mancato ricorso al vecchio 433, in quanto il buon Simone manca da agosto e, se anche non si pensava che sarebbe mancato per tutta la stagione, a gennaio ci sarebbe stato il tempo di puntare un sostituto. Un nome? Schelotto. La verità è che si è partiti con l’idea del 352 e non si sono mai prese in considerazione delle varianti. Conte, lo ripeto, è un grande allenatore, con un po’ di apertura maggiore diventerebbe a mio avviso grandissimo.
Giudizio su Conte: promosso, ripassare per la lode

Passiamo, ma molto in breve, alla squadra. Non posso non assegnare  loro un 10 senza riserve, a tutti, perché ognuno ha dato, e continua a dare, tutto quello che ha, in ogni partita, in ogni occasione. Come in tutti i campi ci sono i più bravi e i meno bravi ma quando si dà tutto, si deve sempre rendere merito. Certo, alcune scelte andranno fatte, alcune cessioni saranno inevitabili così come sarebbe indispensabile innestare qualità e forza fisica davanti, avere già in rosa il sostituto di Pirlo (Ah Verratti, Marotta Marotta…) e prendere degli esterni veri se si vuole continuare col 352, un esterno d’attacco, un terzino sinistro e il vice-Pirlo in caso di cambio di modulo. Ma per il mercato ci sarà tempo, l’importante è avere le idee chiare, se poi avessimo un DG che capisse anche di calcio saremmo a posto per i prossimi 10 anni.
Giudizio sulla squadra: lode con bacio accademico

Mercoledì 10 aprile 2013 Juventus-Bayern – Torino Juventus Stadium ” E’ stato bello finchè è durato”

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Scritto da Luna23

Ebbene sì il nostro sogno è morto all’alba e rieccoci tornati sulla terra. Confesso che non ho mai creduto alla rimonta miracolosa  ma  non perchè sono cattiva, negativa o chissà che altro, ma sono bastate due partite la prima con il Bayern e lo scorso sabato con il Pescara, per rendermi conto che non si poteva andare avanti così’ con il livello dei giocatori a disposizione, l’ottimismo e la speranza ci ha fatto pensare che la volta scorsa fosse una serata no, un match venuto male, non era così, sono saltati fuori tutti  i limiti della nostra rosa, anche di certi giocatori come Vucinic che conferma di essere un attaccante non completamente affidabile.

La Juventus non è stata fortunata, ha incontrato una squadra in forma e superiore tecnicamente in un momento di calo a causa di una stagione vissuta a  1000 con risorse per 100. Non è bastata l’eliminazione dalla coppa Italia per mettere il turbo e cercare di combattere in Champions, l’energia è andata in esaurimento e ha detto la parola no, di fronte ad un Bayern tonico e lucido e  con il campionato in tasca.

Comunque, non è corretto trovare giustificazioni, ma ritengo che più della metà della Juve non fosse al livello dei colleghi del Bayern e questo è un dato di fatto, sebbene Conte sia bravissimo a far uscire sangue dalle rape questa volta è arrivato fino ad un certo punto poi si è dovuto arrendere all’evidenza.

La partita è stata equilibrata e la Juventus soprattutto nel primo  tempo non ha giocato male e occasioni da gol ne ha avute, meglio dell’andata che proprio non ci hanno fatto muovere dalla nostra metà campo, aveva, la Juventus iniziato molto bene nei primi dieci minuti, sono stati aggressivi e ci hanno provato, però  la difesa avversaria si è sempre fatta trovare pronta, diversa la comunicazione tra il nostro centrocampo e attacco, si ripete la storia dell’attaccante o  in ritardo o  in anticipo, anche se qualche volta ha fatto vedere qualcosa. Almeno 2 gli sprechi, peccato perchè era quello che ci serviva, ma il Bayern ormai ci aveva “imparato”  a memoria e nel secondo tempo è uscito fuori, già al primo gol, la Juventus aveva  deposto le armi, ma  per orgoglio è andata avanti tentando il pareggio da regalare al suo pubblico ma niente da fare, è addirittura arrivato il raddoppio è da lì è finita.

Niente drammi, ma solo obiettività, l’Italia in Europa ha fatto passi indietro, non è in grado di essere competitiva,  ciò che è giusto sottolineare è che la Juve non si è mai tirata indietro e come poteva ci ha provato.

Al posto dell’allenatore  E’ corretto ammettere che Antonio Conte in questo ultimi tre eventi si sia un po’ perso, questa sera, ha tenuto in campo giocatori che avrei sostituito come Marchisio e Asamoha, purtroppo l’assenza di Vidal e Lichsteiner ha fatto la differenza, forse avremmo perso lo stesso .. o forse no, ma vista la condizione generale, mancavano. Pogba è nel divenire, ma ha sempre 19 anni e fa fin troppo, altro enigma è stato Anelka, che sta diventando il quarto segreto di Fatima. Ironia a parte, non si comprende l’arrivo di questo giocatore un po’ agèe (in francese, attempato) che avrà giocato 10 minuti in tutto il soggiorno torinese. Ormai che la Champions per noi è finita, può fare le valige e tornarsene a casa. Questa operazione ha lasciato perplessi il mondo Juventino che su questa operazione esclama “Boh!” , la mia ipotesi è che Conte supponeva  questo finale, peraltro molto eloquente per la società per fargli capire che con gente simpatica come Matri, Quagliarella e Vucinic tanto lontano non si va ..  , l’Anelka è stato preso come una ruota di scorta, una manovra  di facciata per far vedere un minimo di attrezzatura priva di  convinzione.

Senza drammi .. continuiamo il campionato che all’apparenza se non succede niente, (metto le mani avanti per scaramanzia) è praticamente vinto, e per quest’anno va più che bene così, d’altronde Conte ha fatto i salti mortali con tutto quello che ha passato e non è detto che sia finita lì. Tra la squalifica del calcio scommesse, e tutte le negatività emanate dai suoi colleghi se non è collassato a terra, poco ci è mancato, significa che è un uomo forte, dotato  di grande  temperamento e carisma. Avrei però  voluto vedere alcuni giocatori impegnarsi un po’ di più e non occasionalmente, ma questo è un problema che si vedrà, la prossima stagione. Dove  auguro a Conte e a noi tifosi,  si prendano in considerazione arricchimenti all’altezza della Champios futura.

Anche se me lo aspettavo, l’eliminazione dalla Champions resta sempre un dispiacere, un po’ perchè le partite sono belle, l’entusiasmo in città è contagioso anche allo stadium deve essere stato un tripudio di gioia e allegria tanti sono accorsi in sostegno della squadra.  Ciò che è importante e che ha contato fino a questa fase è stato l’impegno della Juve, alla fine è stato bello finchè è durato.

Bayern-Juventus Martedi’ 2 aprile 2013 – Allianz Arena Monaco “Come eravamo”

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Scritto da Luna23

In cuor mio me lo sentivo anche se ho sperato fino all’ultimo che segnassero almeno un gol, ma nulla. Non ho riconosciuto questa Juventus  rinunciataria, confusionaria e imprecisa. Ma cosa e’ successo alla Juve stasera? Che gioco orribile ..Piu che analizzare l’andamento della partita, dovremmo capire cosa non ha funzionato, non abbiamo confezionato un’azione da gol decente, nemmeno mezza, Matri e Quagliarella sembravano due bimbi al primo giorno di scuola. Questa volta non e’ bastato Pogba a salvarci da questo fallimento.

Ma e ‘ giusto dire che a Monaco abbiamo visto non la vera Juve, e ci saremo chiesti piu’ volte durante la partita dove fossero i nostri campioni.

In realtà la Juventus ha solo e sempre subito, andata sotto di un gol ad un minuto dall’inizio non c’e stato lo spazio di rimonta mai. Il Bayern ci ha bloccato, ha annientato la nostra creatività, e ci ha fatto girare come trottole. Una squadra il Bayern molto forte e per loro e’ stata una passeggiata. E i nostri poverini, mesti hanno salutato e portato a casa. Ora viene il difficile, gli avversari arriveranno a Torino senza affanni, ma noi cosa faremo? Carenza di gioco a parte, la partita e stata un cimitero di errori, commessi da tutti, persino da Pirlo che non sbaglia quasi mai, sbagli dappertutto, nei passaggi, nei lanci lunghi, con il Bayern che se la rideva sotto i baffi. Avevano detto che ci avrebbero battuti e così e’ stato, e la Juve lo sapeva.

Conte non poteva che essere onesto, e ha dichiarato che se non si spende non si va lontano, purtroppo l’unione delle nostre piccole singolarità non e’  riuscita di fronte anche ad un allenatore avversario che ha imparato tutto del nostro gioco mettendoci ko, il merito e’ stato anche suo. Siamo andati per fare il nostro dovere consapevoli di non essere all’altezza.

Il match e’ finito senza dolore e rammarico, spiace per i gialli ai nostri che si potevano evitare, Ribery e’ un gran giocatore ma anche un commediante di prima ..

Mi pongo solo una domanda: “ma Anelka … Cosa fa .. La seta?”

 

 

 

 

Prepartita Bayern-Juve, coltiviamo il sogno.

Quarti Di Finale CL Andata Bayern-Juve 11

Articolo a firma di eldavidinho

E adesso finalmente la tanto attesa sfida col Bayern. La missione è cominciata. Il sogno, come dice il mister, dobbiamo coltivarlo.

Sono 6 i precedenti ufficiali tra le due squadre, tutti in Champions League, e finora il bilancio è di 3 successi della Juventus (doppio 1-0 nei gironi 2004/05 e 2-1 casalingo nei gironi 2005/06), 1 pareggio (0-0 a Monaco di Baviera nei gironi 2009/10) e 2 vittorie del Bayern Monaco (2-1 in casa nei gironi 2005/06 e 4-1 a Torino nei gironi 2009/10). Sono 35 i precedenti ufficiali nelle classiche eurocoppe tra Bayern Monaco e rivali italiane, comprendendo anche le sfide contro la Juventus, e finora il bilancio è di 12 vittorie bavaresi, 8 pareggi e 15 successi italiani, tra cui la finalissima della Champions League 2009/10, Inter-Bayern 2-0 a Madrid. Sono 39 i confronti ufficiali tra Juventus e rivali tedesche nella classiche coppe europee, compresi quelli contro il Bayern, e finora il bilancio è di 16 successi bianconeri (tra cui uno spareggio a Berna contro l’Eintracht Braunschweig, nella coppa Campioni/Champions League 1967/68), 10 pareggi e 13 vittorie tedesche (tra cui due finali di coppa Campioni/Champions League: successi dell’Amburgo per 1-0 ad Atene nel 1982/83 e del Borussia Dortmund per 3-1 nel 1996/97 a Monaco di Baviera). Nella Champions League 2012/13 i bavaresi hanno iniziato dalla fase a gironi, arrivando primo nel proprio gruppo con 13 punti, frutto di 4 vittorie (2-1 in casa sul Valencia, 1-0 esterno e 6-1 casalingo sul Lille, 4-1 interno sul Bate Borisov), 1 pareggio (1-1 a Valencia) ed 1 sconfitta (1-3 a Minsk contro i bielorussi del Bate). Negli ottavi di finale i tedeschi hanno eliminato l’Arsenal, vincendo 3-1 l’andata a Londra e perdendo 0-2 all’Allianz Arena nel ritorno.

In campionato, il Bayern è schiacciasassi. Con il pallottoliere ma senza poter festeggiare il titolo tedesco, così come era preventivabile alla vigilia. I baveresi hanno vinto addirittura per 9-2 la loro sfida di campionato con l’Amburgo, ma non è valso per arrivare alla conquista matematica del titolo. A causa dei campioni uscenti del Borussia Dortmund che hanno vinto 2-1 a Stoccarda. Già sapendo di dover rinviare la festa, il Bayern ha infierito sull’Amburgo all’Allianz Arena. Formazione molto rimaneggiata, fuori Van Buyten, Muller, Ribery e Mandzukic per Boateng, Shaquiri, Robben e Pizarro. Gara già decisa nel primo tempo, chiuso sul 5-0 grazie ai gol di Shaqiri, Schweinsteiger, Robben e alla doppietta di Pizarro. Nella ripresa è arrivato un altro poker con altre due reti di Pizarro, un’altra di Robben e il centro finale di Ribery. A gara già ampiamente decisa le due influenti segnature dell’Amburgo. I punti di vantaggio restano 20 e la festa è solo rimandata alla settimana prossima a Francoforte. Nella sfida che cadrà proprio in mezzo alla doppia sfida di Champions contro i bianconeri. Un modo come un altro affinchè il Bayern non si concentri solo sulla Champions. Manca un solo punto, infatti, per laurearsi campione per4 la 23° volta nella sua storia e in anticipo, ribadendo una tendenza che dal 1990 ad oggi, cioè in 22 stagioni, ha visto festeggiare con il Meisterschale, il grande piatto che viene consegnato al vincitore, solo 6 società: 10 volte il Bayern, 5 il Borussia Dortmund, 2 volte Kaiserslautern, Stoccarda e Werder Brema, una sola il Wolfsburg. Difficile che i bavaresi si distraggano proprio ora anche in virtù dei numeri odierni, tutti da record dopo 27 giornate: 78 gol segnati, 13 subiti, 23 vittorie delle quali 12 consecutive e una sola sconfitta.

Probabili formazioni. Dubbio sul modulo per Conte: affidarsi al consueto 3-5-2, o infoltire il centrocampo con Pogba togliendo un attaccante. La sensazione è che il tecnico bianconero non rinuncerà ad una punta, con il rientrante Vucinic che sarà affiancato da Matri (in vantaggio su Quagliarella e sull’acciaccato Giovinco). Tedeschi in formazione tipo, con la sola assenza dello squalificato Javi Martinez in mediana. Sulla trequarti il sacrificato potrebbe essere Mueller, mentre l’ariete al centro dell’attacco sarà Mandzukic.

Toccherà a una delegazione inglese dirigere la sfida tra Bayern Monaco e Juventus di martedì, andata dei quarti di finale di Champions League. L’arbitro è Mark Clattenburg, direttore di gare con cui i bianconeri non hanno nessun precedente. Almeno nelle gare ufficiali, considerando che c’è stato un incrocio qualche anno fa. Il 29 luglio 2007, quando la Juventus affrontò il Newcastle in un’amichevole precampionato. Clattenburg è un arbitro di grande esperienza e, l’estate scorsa, ha diretto la finale del calcio ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

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