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Prepartita Juve-Catania, continuiamo sulla nostra strada.

Italy Soccer Serie A

Articolo a firma di Eldavidinho

Per pensare ai quarti ci sarà tempo, quasi un mese da qui alla gara d’andata, fissata per il 2 o il 3 di aprile. Tempo da dedicare quindi al campionato, entrato in una fase più che mai decisiva. Dopo il pareggio di venerdì scorso a Napoli, allo Juventus Stadium arriva il Catania di Maran, una delle formazioni rivelazione della stagione. Una sfida difficile, impegnativa sul campo e fuori. Cosa è successo fuori dal campo, all’andata, lo ricordiamo tutti. È più attuale che mai. L’aggressione verbale subita da mister Alessio in conferenza stampa è uno di quegli episodi che altrove verrebbe menzionato e punito, tranne che in Italia.

Però ora passiamo ai numeri. Otto vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. È questo il bilancio degli incontri disputati a Torino tra Juventus e Catania. Lo scorso anno il successo della formazione di Conte fu sofferto, sebbene il punteggio certifichi con il 3-1 (pennellata di Pirlo, stacco imperioso di Chiellini e gol di rapina di Quagliarella) la superiorità dei padroni di casa. Le altre vittorie dal divario netto si sono registrate molto tempo fa. Il 4-1 del 1960/61, con Nicolè protagonista di una doppietta. Il 4-2 del 1964, nonostante il vantaggio degli isolani con Danova al primo minuto e il raddoppio di Battaglia al quarto. Ancora un 4-1 nella stagione successiva, con Menichelli nella parte del mattatore con la realizzazione di una tripletta. Infine, il risultato più netto nella stagione d’esordio di Bettega in maglia bianconera, il 1970/71: il 5-0 vede proprio Roberto andare a segno tre volte, in una gara messa in discesa dal gol di Haller dopo pochi secondi e che vede nella lista dei marcatori anche un giovane Franco Causio.

Il giocatore irrinunciabile di Rolando Maran è il portiere argentino Mariano Gonzalo Andujar, l’unico sempre presente in tutti i 27 incontri di campionato. Dietro di lui vi sono il connazionale Castro con 26 gare disputate e Gomez con 25. Il cannoniere della squadra è Bergessio con otto reti. Seguono Lodi e Gomez con cinque, Castro e Barrientos con quattro, Almiron con tre, Legrottaglie e Marchese con due, Spolli e Keko con uno.

A Vinovo Conte monitorare le condizioni degli infortunati, difficili però i recuperi per Caceres ed Anelka. Per la sfida contro il Catania sicuro assente Vidal squalificato, il tecnico ha già pronto Pogba per rimpiazzare il cileno. In avanti infine Giovinco-Vunicic è il tandem offensivo scelto da Conte.

Maran ritrova a disposizione Bellusci che ha scontato il turno di squalifica, invece il tecnico rischia di perdere Bergessio per la sfida allo Juventus Stadium. L’attaccante argentino nella seduta di mercoledì ha ravvisato un fastidio muscolare, in forte dubbio la sua presenza per domenica. Il tecnico potrebbe rimpiazzare l’ariete argentino optando per Castro al centro dell’attacco ed utilizzando poi un modulo (3-5-2) a specchio contro quello dei bianconeri. Infine ancora assente Legrottaglie che deve scontare il secondo turno di squalifica dopo l’espulsione rimediata a Parma, così come assente Barrientos indisponibile.

Per Juventus-Catania di domenica pomeriggio è stato designato l’arbitro Antonio Danilo Giannoccaro di Lecce. Si tratta di una novità: il direttore di gara pugliese non ha mai diretto una partita allo Juventus Stadium. Non sarà invece la prima assoluta con la Juventus. Il ruolino di marcia dei bianconeri con Giannoccaro è di tre gare con un bilancio di un pareggio e due sconfitte. L’ultima sfida risale al 2011, quando diresse un ko per 2-1, con l’Udinese, all’Olimpico. Per la sfida di domenica, gli assistenti saranno Riccardo Bianchi e Nicola Andrea Nicoletti, il quarto uomo sarà Maurizio Liberti. Gli assistenti d’area Daniele Doveri e Sebastiano Peruzzo. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

 

Juve-Bologna solo a parole.

 

di eldavidinho

Di Catania-Juve c’è poco da raccontare sotto l’aspetto tecnico tattico. Solita Juve, sprecona, vincente e bella a metà e soliti avversari schierati a specchio. Ne è uscita una partita in cui finalmente si è potuto vedere di che pasta è fatto Bendtner e a che livelli potesse esprimersi Pogba: entrambi non hanno demeritato, anzi. Il primo ha dimostrato di saperci stare in questa Juve e negli schemi di Conte, arrivando spesso in anticipo sul pallone a differenza del diretto avversario di reparto, Matri. Ha forza fisica e discreti margini di miglioramento per poter fare da spalla a Vucinic. Il secondo, analogamente, seppur da mezzala adattata ha dato un’impronta importante al centrocampo bianconero grazie alle sue lunghe leve sia in fase d’attacco che in fase di non possesso. I pesi massimi sono promossi e aspettano di potersi riconfermare ancora. Unico dato statistico della partita che mi sento di citare è quello dei tiri delle due squadre: 9 per il Catania di cui 0 nello specchio della porta, 19 quelli della Juve di cui 9 nello specchio ed altrettanti fuori, a suggellare e confermare l’ormai noto dominio territoriale, mai sfruttato adeguatamente. Non è stata una bella partita quella giocata dalla Juve che, proprio come nelle sue ultime uscite, non è riuscita ad affondare il colpo finale. Eppure, proprio il dominio territoriale attesta che, anche se non ne abbiamo la certezza matematica, al di là dei discutibili errori arbitrali, la partita l’avremmo portata in porto, con tutto ciò che si possa dire a questa Juve. Però, a causa de #IlGolDiBergessio ora saremo costretti a vincere il campionato con almeno 4 punti di vantaggio sulla seconda. Comunque la si metta, la Juve dovrà espiare per sempre i suoi peccati. Un episodio che ci ha favorito ma che ci penalizzerà per tutto il campionato. Come il sistema calcistico italiano vuole. è malafede sostenere o solamente insinuare che la vittoria sia frutto degli aiuti di Gervasoni. Queste meschine considerazioni lasciamole ai nostri avversari. Quelli tipo Pulvirenti che, a capo dell’ennesima odissea mediatica perpetrata ai danni della Juve, ritiene che sia stata la panchina della Juve a decidere di annullare il gol, continuando su questa assurda linea in conferenza stampa e alzando i toni con parolacce e accuse ai tesserati. Sarebbe da querela. Non solo da diffida. L’espulsione di Vucinic in Bologna-Juve dello scorso anno non la ricorda nessuno? Quello sì che è un caso in cui fu la panchina di casa ad espellere il giocatore.

Restando in tema di conferenza, quella di Alessio è stata un cazzotto nell’occhio della legalità. Difficile stabilire se ci fossero giornalisti, tifosi, curvaioli o semplicemente dei maleducati in tribuna stampa per la violenza verbale con cui hanno inveito nei confronti di Alessio. Impossibile non rendersi conto della gravità. Si è trattato di una scandalosa aggressione, una manifestazione di palese maleducazione, ignoranza e assenza di professionalità. Forse è il caso che la società cominci a prendere posizione anche in questi casi. È stato più che oculato l’annullamento della conferenza pre-Bologna, parlare è inutile quando non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Alessio hanno interrotto sempre e aggredito ripetutamente e volontariamente, come se nulla fosse. In sala stampa c’erano dei tifosi travestiti da giornalisti che assediavano Alessio con domande tendenziose, a dir poco provocatorie. Tanto per rendervi l’idea, ecco una delle domande poste: “Oltre a preparare i calci da fermo, come fate con la panchina a bloccare il segnalinee? Preparate durante la settimana?”. Qualcosa di allucinante. Se ci fosse stato Conte in conferenza stampa o sarebbero volati i microfoni o sarebbe andato via il mister. Per non parlare dell’atteggiamento mafioso, minaccioso, spavaldo, irrisorio e beffardo tenuto da Pulvirenti nella sua conferenza stampa e dell’ormai amica “sudditanza psicologica” che viene in soccorso di tutti coloro che si sentono derubati ma che non sanno motivare le loro sensazioni. L’unica sudditanza vera c’è stata nel non dare lo stesso peso mediatico e risalto agli altri episodi del match condizionati dalla conduzione arbitrale, a mio parere.

Purtroppo, il fatto che, ad esempio, alcuni bookmakers inglesi abbiano restituito i soldi a chi aveva scommesso sulla partita Catania-Juve(proprio loro che hanno assistito ad un orribile, sotto il punto di vista arbitrale, Chelsea-ManchesterUTD) oppure abbiano pagato e premiato chi aveva giocato l’1 del Catania, dimostra che concezione ci sia all’estero del nostro calcio. Ma dov’è la legittimità in tutto ciò che è accaduto dopo la partita? Secondo la dinamica dei fatti, il signor Gervasonisi è fidato della segnalazione del guardalinee Maggiani che ha chiesto conferma a Rizzoli del tocco di coscia di Lodi. Il motivo del fuorigioco fischiato dal fischietto, dunque, sarebbe proprio il tocco di Lodi. Di cui nessuno ha parlato. Così come accaduto per i rigori non fischiati su Chiellini trattenuto e Pogba schiaffeggiato, appunto. Perché si affrontano e si trattano in maniera differente casi analoghi di sviste arbitrali? Smentiamo prontamente una versione “aggiornata del regolamento” che ha girato per il web secondo cui “il palo rimette in gioco il pallone come se fosse un giocatore avversario e dunque, al momento del tocco, Bergessio sia da considerare in posizione irregolare”. Con onestà e lealtà si ammette la regolarità del gol di Bergessio ma si contesta la poca imparzialità nel giudicare gli altri episodi. Imparzialità dimostrata anche nelle scorse settimane nei “favori” dati a Milan, Inter e Napoli. Al massimo, il palo crea una nuova azione da gioco solo su calcio di rigore come è successo in Fiorentina-Lazio, per completezza.

Detto ciò, Gervasoni ha chiesto scusa a Pulvirenti. Braschi pure, dando tutta la colpa al povero guardalinee Maggiani. Questa, per me, è l’altra vera sudditanza, caro Pulvirenti, perché dei rigori su Pogba e Chiellini non interessa a nessuno e non si è scusato nessuno. Scuse che non sono giunte neanche per il rigore regalato all’ Udinese, per quello negato al Chievo, per il gol regolare annullato a Mauri. Episodi diversi in una stessa giornata?

‎Dopo lo sfogo di Pulvirenti mi verrebbe solo da chiedere, al presidente, dove fosse e dove si trovasse domenica scorsa, quando è stato negato al suo Catania un rigore solare di Guarin su trattenuta di Gomez. Non vorrei che, mentre gli antijuventini cominciassero a parlare di un “ritorno al passato”, “ritorno ai vecchi tempi”, noi tornassimo ad essere i soliti capri espiatori. Fuori luogo sono sembrate le parole di Massimo Moratti che di presentazioni non ha bisogno: “Fino al 2006 abbiamo avuto una terrificante esperienza, con tanti risvolti, che è rimasta dentro tutti. Qualcuno lo dimentica ma è bene ricordarselo, perché una macchia spaventosa e non credo che nessuno sia disposto a tornare a quel clima, né che l’attuale società della Juventus stia seguendo certe modalità”. Tant’è che ad invitarlo al silenzio è stato niente di meno che il giornalista Mario Sconcerti: “Moratti è meglio che eviti di parlare del 2006. Quando Facchetti chiamava Bergamo e lui pedinava De Santis…”. Chiacchiere. Benzina sul fuoco. Perché dispiace per chi lo tema, ma chi si sta prendendo qualche rivincita o soddisfazione se di ciò si può parlare, è proprio il Direttore Luciano Moggi che con una frase ad effetto come questa: “Pulvirenti doveva chiudere Rizzoli nello spogliatoio” dimostra come sia cambiato poco o nulla da oggi al 2006, anzi. La storiella di Paparesta chiuso nello spogliatoio oramai la sappiamo tutti ma, in questo caso, manca un capro espiatorio vero e proprio su cui scaricare tutti i presunti errori degli arbitri “non in buona fede”.

In definitiva, il problema che ci si pone, ogni volta che assistiamo a questo tipo di errori, è un altro: a che servono centinaia di telecamere se un episodio che falsa una partita non si può segnalare in diretta? È tutta colpa di un sistema inadeguato che nell’era della tecnologia non supporta la moviola in campo. Ci vogliono i sensori: non ci possono essere tre, quattro, cinque persone che decidono e che sono tutte limitate dall’occhio umano. A casa noi abbiamo i televisori, gli arbitri no: forniamo anche a loro questo strumento evitando il solito massacro mediatico a senso unico.

E scusatemi se questa è la mia presentazione di Juve-Bologna. Siamo in Italia dove si parla più di arbitri che di calcio. C’è Juve-Bologna ma alcune doverose precisazioni andavano fatte. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

ricchiuti14

Considerazioni su Juventus Catania?

È stata la partita ideale per le polemiche. essendosi svolta alle 12 e 30, s’è avuto più tempo per scrivere sciocchezze. la juve ha dominato in modo sin troppo tranquillo come spesso le sta succedendo. tranquillo nel bene e nel male. si domina ma non si chiude. vidal migliore in campo: in una squadra un po’ macchinosa e intimidita da se stessa e dalle recriminazioni locali, è stato l’unico a fregarsene. come sempre in queste occasioni. Delle polemiche penso solo sia giusto fare pressione sugli arbitri per ottenere decisioni favorevoli e che alla fine nonostante la buona volontà di tanti l’unico scandalo vero sia stato l’agguato ad alessio in sala stampa, madornale errore del ns.addetto stampa.

Napoli,Cannavaro e Grava cosa ti aspetti?

Mi aspetto la responsabilità oggettiva com’è accaduto a tutti i club che non erano coinvolti nei magheggi presunti dei calciatori ma puniti ugualmente. di cannavaro e grava non credo importi nulla a nessuno: a napoli invocano rispetto delle regole ostentando pulizia nel voler non difendere i propri tesserati coinvolti. questo succede solo perché i due calciatori non sono considerati bene. è facile fare gli onesti con gli stracci. è difficile farlo coi vestiti di marca.

Bendtner?

Può migliorare solo giocando. Ho condiviso l’analisi di ziliani sulla sua prestazione. un po’ lento, sempre in offside. ci aggiungo incerto e imballato. però ha potenzialità che possono venir fuori solo se diventa titolare. con la penuria attuale davanti non dovrebbe faticare troppo.

Catania – Juventus 0-1 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9296000/

Arbitri in giornata nera ma lo scandalo è solo a Catania

 

Di Alessandro Magno

 

Faccio davvero difficoltà a trovare l’entusiasmo e le parole giuste per scrivere. Questo non perché non ritenga che ieri a Catania l’arbitro sia esente da qualche pasticcio. Sono abbastanza onesto per dire con molta chiarezza che il gol del Catania era buono e per dire che quello della Juventus è viziato da un leggero fuorigioco di Bendtner (una gamba). Tuttavia francamente quando capita qualcosa a favore della Juve (e a Catania ci sono anche degli episodi a sfavore su cui scriverò più avanti) al solito si scatenano i giornali, le televisioni, gli opinionisti i presidenti. Tutto questo non mi diverte più e lo scrivo da tempo. Ho amici che godono di queste cose, io francamente non ci riesco, il tutto mi lascia solo una grande amarezza. Un grande senso di ingiustizia. Il mio pensiero lo conoscete e lo rimarco qui per chi invece mi leggesse per la prima volta: ”Andiamocene in un campionato estero e lasciamo il calcio italiano ai suoi mali”.

Cosa spinge vari commentatori Mediaset ad esempio a dire la sera prima che il fuorigioco di Abate sul gol che poi permetterà al Milan di vincere contro il Genoa, è impercettibile mentre quello di Bendtner nel gol della Juve è evidentissimo? Cosa spinge i commentatori Sky a dire che la manata che rifila Spolli a Pogba in area è involontaria, quando il movimento del braccio è francamente innaturale? E i commentatori Rai a giustificare un paio di settimane fa l’episodio con cui il Napoli si conquista rigore e vittoria contro la Sampdoria? E il presidente del Catania Pulvirenti a dire che il gol lo annulla la panchina della Juve perché la panchina della Juve protesta? Ma perché qualcuno s’è mai lamentato di quanto protesta Galliani o dello show che fa ogni santa Domenica Mazzarri? Ma che adesso solo a noi è inibito di protestare? E Pulvirenti perché questo casino non lo ha fatto Domenica scorsa contro l’Inter quando gli hanno negato un rigore solare? E Preziosi perché non si sente oggi dopo Milan-Genoa, che si sente solo defraudato del risultato quando gioca contro la Juve?

Io francamente ne ho le scatole piene, ieri oltre agli episodi già citati del gol del Milan e del rigore ed espulsione mancanti su Pogba, c’è un rigore evidentissimo negato al Chievo a Napoli e un rigore inventato e regalato all’Udinese a Roma oltre che un evidente rigore di Legrottaglie su Chiellini. Tutti episodi assolutamente determinati ai fini del risultato. Tutti episodi decisivi. Ma lo scandalo è solo “a Catania”.

Se tutti, ma tutti facessero un passo indietro, giornalisti-giornalai, televisioni ed opinionisti, presidenti e allenatori, forse questo calcio sarebbe recuperabile. Abbiamo messo 5 arbitri per capire che sbagliano lo stesso come ne sbagliavano 3. Possiamo metterne pure dieci di arbitri o anche la moviola in campo, finché mancherà l’onestà per giudicare gli episodi, l’onestà per scrivere la verità o si cercherà di scrivere titoli che vendono bene, questo calcio non si recupererà più. Agnelli dice che vuol riformare questo calcio. Io personalmente non ci credo più e preferirei abbandonarlo, ma se lui ci crede e ci tiene ancora, avanzasse delle proposte concrete in tal senso. Si iniziasse col dire che nessuno, ma proprio nessuno, deve contestare le decisioni arbitrali e chi lo fa viene espulso e vale per tutti giocatori della Juve e non. Applichiamo anche questa regola ai presidenti e agli allenatori. Proponesse che i giornali o le tv che omettono di far vedere episodi poi debbano obbligatoriamente rettificare e far vedere il tutto. Magari usiamo le stesse misure per i titoli, non come fatto per scommessopoli dove i titoli su Conte sono a 7 colonne e per Cannavaro e Grava sono minuscoli e magari di spalla. Si cominciasse ad avere in tutti i salotti dove si commentano le partite, opinionisti che provengano da squadre diverse magari con qualche Juventino in più e non come capita molto spesso a Mediaset o in Rai con una ”squadra” di antijuventini fissa. Ma si può commentare Catania-Juventus con Paparesta, Pistocchi, Ferri e Galli che il più Juventino risulta esser Galli che ha giocato tutta la vita in Fiorentina, Milan, Napoli e Torino? E pensate un poco gli altri allora!

Io non credo che questo calcio sia ancora salvabile ma se Agnelli ancora ci crede bisogna iniziare a riformarlo veramente prima che qualcuno si faccia male.

Alessandro Magno

 

Articolo pubblicato anche su Juvemania.it e laDivinajuventus.it

 

Catania-Juventus domenica 28.10.12 -Stadio Massimino-Un Santo in paradiso

 

di Luna23

 

 

E chi ha segnato oggi? Vidal.. che come un gatto ha rimediato all’ennesimo errore di Bendtner e gli attaccanti? Boh!

Il Catania come del resto tutte le altre squadre quando ci incontrano disputano la partita della vita, e oggi avevano il portiere che le ha parate tutte perchè gliele hanno tirate praticamente addosso, ma oggi c’è stato un fatto, un gol regolare almeno a dire di tutti stampa ed esperti, inspiegabilmente annullato ai catanesi,  per noi è andata bene così  sia ben’inteso, e non voglio dire nulla a proposito, ma le chiacchiere sono già in atto parlando di favoritismi ecc. ecc,  ma non paghiamo 5 arbitri perchè ogni dubbio venga dissolto e si interpreti il meno possibile?

Va beh, si ricomincia ..abbiamo vinto, e sappiamo che la sola cosa che conta è il risultato, ma la tristezza è stata vedere un grande, grandissimo Pirlo con un attacco scarso e non all’altezza della sua abilità, forse Conte non crede negli attaccanti, o forse li strema di fatica tanto da fargli perdere quella lucidità che serve per non tirare come viene e viene. Ma se il gol avversario non fosse stato annullato come finiva? Non so più contare gli errori e i gol falliti a porta vuota, ce la farà il nostro centrocampo a reggere per tutto il campionato e Champions, ora che si sta facendo sempre più difficile?

Al posto dell’allenatore

Cambi in ritardissimo come al solito e anche discutibili, avrei sostituito i due attaccanti, già dall’inizio del secondo tempo, e per tenere uno dei due in campo, avrei scelto il meno peggio Vucinic per me, per il resto Bendtner, sinceramente se gioca così, può tornare in Danimarca, meglio puntare sui nostri Matri e Quagliarella, se anche ultimamente scarsi, sono collaudati e sanno trupire al momento giusto. Stasera la formazione non ha funzionato come doveva, non è riuscita ad essere schiacciante e superlativa, certo il Catania si è difeso e ha tentato di vincerla ma  tutto sommato non era imbattibile, e anche se i nostri hanno faticato a capire “come funzionavano” , di riff e di raff hanno vinto, impegnandosi un po’ di più potevano stravincere.

Mettiamo in cassaforte i punticini ed andiamo avanti, sperando di migliorare, certo l’anno scorso avevamo i gol di Del Piero, oggi non ci sono e ce ne stiamo accorgendo.

Mi pongo però  una riflessione. non capisco perchè i nostri attaccanti non segnano più, temo un errore da dietro le quinte, non vorrei che il problema sia proprio le strategie dello staff che non valorizzano il potenziale dei giocatori in questo ruolo.

 Luna23

 

 

Catania-Juve per l’immediato riscatto.

 

di eldavidinho

La Juve si catapulta nel campionato. Non si sa per quale motivo ma da sempre soffre la sindrome da Champions e il senso d’impotenza di Coppa e, puntualmente, torniamo a parlarne, quasi fosse qualcosa di stregato. Terzo pareggio su tre partite e sicuramente qualche riflessione costruttiva da fare per il futuro. Tipo l’ormai consueto e solito primo tempo d‘attesa e sotto tono con la manovra ceduta nelle mani degli avversari a far possesso, movimenti negli spazi e palleggio corto. Giovinco sì attivo e ancora una volta in palla ma inconcludente, Vidal fuori dal gioco. Quando si spreca un tempo, però, può capitare, prima o poi, che si metta subito in salita il secondo se non si comincia ad imporre il proprio gioco. Detto fatto. Questa volta a passare in vantaggio sono stati gli avversari a causa di uno stupido fallo di Chiellini e una malmessa barriera. Il vizio di aspettare gli avversari ci ha punito e in Champions, competizione in cui nessuno ha timore reverenziale di nessuno, se giochi col freno a mano tirato prima o poi ti va male. Senza gli inserimenti di Marchisio e gli spunti di Vucinic(prima del suo ingresso), si è tornato a sviluppare un gioco monotematico e troppo rinunciatario, semplicistico per la Champions e che ti porta ad essere poco aggressivi e poco pressanti. Se poi effettui  tanti cross(molti dei quali  non proficui) e 17 corner ma nessuno riesce a segnare di testa, il problema di fondo è anche strutturale. Qui devo spezzare una lancia non a favore di Conte che se avesse cominciato ad inserire prima, in gruppo, giocatori come Bendtner e Isla, forse oggi avremmo gente già nuova e fresca da far giocare, soprattutto il danese meriterebbe più spazio dato che è allo stesso livello degli altri attaccanti in rosa e qualche cross in più rispetto Matri lo raccoglierebbe. È vero che la squadra, in fin dei conti, ha creato una gran mole di gioco, tantissime occasioni specie nella ripresa e che avrebbe meritato la vittoria (abbiamo tirato 30 volte verso la porta danese, una volta ogni tre minuti, di cui la metà  dei tiri, 15, indirizzati verso la porta del portiere Jesper Hansen, non a caso eletto migliore in campo dalla Uefa per le sue grandi parate che, di fatto, hanno negato alla Juventus una vittoria che sarebbe stata meritata), ma è stata evidente l’assenza di cattiveria agonistica, di mentalità, d’incisività. Sbagliati sono stati atteggiamento e approccio. Questi fattori vanno al di là del modulo e del modo di giocare dato che una squadra più coperta dello scorso anno equivale a dire che si vogliono risparmiare e ponderare le energie. Ma la squadra ha ancora tanto da imparare per diventare più maliziosa, sportivamente parlando. Non so se sia ancora il caso di continuare a parlare di volontarietà nello scendere in campo con una leggerezza tale da potersi permettere di giocherellare per un tempo in modo così pacato e accondiscendente. La testa credo che coincida con l’interpretazione attuale che abbiamo del modulo. Testimoni dell’atteggiamento mostrato sino ad oggi in Champions ci sono proprio le prime tre gare in cui siamo sempre passati in svantaggio. Sempre. E non è accettabile nonostante la squadra sia sempre stata in grado di rimontare e di non perdere. È altesì vero che, a favore della tesi che il problema non è di testa ma puramente tattico, c’è il fatto che i pareggi ottenuti sino ad oggi sono stati raggiunti con squadre di svariato blasone e con qualità differenti (Fiorentina, Nordsjaelland, Chelsea e Shakhtar) ma con l’unica componente comune: il paziente e lento possesso palla a scombinare(per metà) i nostri piani di 3-5-2.

Riguardo la tribuna di Quagliarella: credo sia stata per una scelta tecnica, non altro. Tanto meno per le dichiarazioni su Zeman. Spero. Col Napoli ha giocato male. Magari la società ha voluto punirlo visto che in panchina gli hanno preferito un Vucinic non al meglio e un Bendtner sino ad oggi oggetto misterioso. Chissà. Da parte sua è già arrivata una correzione ufficiale delle precedenti dichiarazioni.

Ma non facciamone un dramma. Non torniamo a parlare del passato, di pessimisti antijuventini, di Del Piero. Rimaniamo terzi nel girone, a un punto dal Chelsea, sconfitto a Donetsk dallo Shakhtar. Ora , davvero, per passare il turno, non si potrà fare altro che vincere. Con qualche critica costruttiva per il futuro prossimo.

E il futuro prossimo si chiama Catania che affronteremo al Massimino, alle 12:30, domenica 28. Non ci sono squalificati. Juve e Catania si ritrovano in campionato per la 29esima volta nella storia. Il bilancio dei precedenti 28 scontri diretti è a favore dei bianconeri che si sono imposti in 14 occasioni contro le 5 degli etnei. Il risultato di parità si è registrato in 9 circostanze. Il Catania ci ospita per la 15° volta nella storia. Il bilancio delle precedenti 14 sfide è di 6 successi ospiti a fronte di 3 sconfitte e 5 pareggi, l’ultimo ottenuto lo scorso anno con gol di Krasic. L’ultima partita vinta al Massimino dai bianconeri è stata giocata il 5 dicembre 2011 quando, guidati da Luigi DelNeri, ci si impose per 3-1 con doppietta di Quagliarella e rete di Pepe. Per gli etnei a segno Morimoto. Il Catania, dunque, non ci batte in casa da 47 anni: l’ultimo successo è datato 27 settembre 1964, gli etnei s’imposero 3-1 con reti di Danova, Calvanese e Rambaldelli, per i bianconeri gol di DaCosta.

Il Catania è una squadra che fonda molti dei suoi principi sul possesso palla, una manovra d’attacco ma paziente e volta a divertire il pubblico, figlia dell’esperienza dello scorso anno con in panchina Montella(i cui principi di gioco sono rimasti quasi inalterati). La folta colonia di argentini che da anni caratterizza la squadra siciliana dà l’idea di che clima ci si trovi ad affrontare ogni volta che si “scende” al Massimino. Con una media del 46% di possesso palla e un 78% di possesso “vincente”, il Catania si dimostra squadra moto pericolosa. Per il 45% attacca per vie centrali, sfruttando le fasce solo per allargare le difese avversarie. Ha una media di 4 tiri in porta a partita.

Gli etnei sono vogliosi di riscatto dopo il K.O. di San Siro. Maran dovrebbe confermare l’11 sceso in campo contro l’Inter, anche se in difesa Alvarez non ha convinto. A centrocampo Biagianti scalpita per una maglia, ma Izco, Lodi ed Almiron danno al momento le giuste garanzie al tecnico. In avanti tridente tutto argentino Barrientos-Bergessio-Gomez, con poi Castro pronto a subentrare.

Conte, invece, recupera Asamoah, il ghanese ha ripreso ad allenarsi in gruppo e ha smaltito la contusione alla caviglia rimediata in un contrasto di gioco con Maggio nel match di sabato scorso. In attacco Quagliarella é leggermente favorito sui compagni di reparto per affiancare Mirko Vucinic, invece a centrocampo potrebbe esserci una chance dal 1′ minuto per Pogba.

Ad arbitrare sarà il signor Gervasoni. Bilancio positivo col fischietto della Sezione di Mantova: nei 9 precedenti un solo pareggio, 8 vittorie e nessuna sconfitta. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

Ma Conte ci legge?

Mi viene quasi il sospetto che Antonio Conte ci legge e forse sbircia anche qualche mio articolo, o più probabilmente ha meditato sugli errori di Parma e Siena ed è arrivato alle medesime conclusioni cui siamo arrivati noi. Già, perchè nel precedente articolo ho scritto di utilizzare ogni tanto Del Piero e se ne è parlato molto. Qualcuno ha proposto Elia, qualcun’altro Quagliarella e\o Borriello, e allora almeno questi ultimi due son stati buttati nella mischia e fatti ”girare” per un minutaggio adeguatamente sufficiente a valutarne la prova. Bene. Devo dire che la coppia d’attacco personalmente non mi è dispiaciuta. Borriello si è sacrificato molto per il suo compagno di reparto e Quagliarella ha provato più volte a bucare la rete fino a riuscirici. Devo dire che nelle nostre disamine della settimana passata abbiamo avuto modo di analizzare del come mai non si segnasse mai su calcio piazzato e non si buttassero mai cross dentro l’area su calci da fermo e calci d’angolo vari, e anche in questo finalmente si è visto un cambiamento. Il primo gol di Pirlo è arrivato finalmente su calcio di punizione, ed era ora che il nostro grande regista ne azzeccasse una, mentre il gol di Chiellini è arrivato su un altra punizione dove finalmente la palla si è scodellata ”dentro” e non si è battuta con il solito passaggio di un metro al compagno vicino, per poi andare a fare il tiki-taki davanti all’area di rigore avversaria. Udite udite Quagliarella ha colpito una traversa con un tiro dal limite. Non c’è ombra di dubbio Conte ci legge.

Spero che tanta grazia sia l’inizio di un percorso di gioco dove tutti si sentano grosso modo coinvolti (Quagliarella titolare a Milano al posto di Vucinic per me è più di un idea) e soprattutto dove tutte queste variabili vengano utilizzate ad ogni partita. Si eviti di barcelloneggiare in continuazione, anche perchè non riusciamo ad entrare sempre in porta con il pallone incollato al piede e non ultimo, e non trascurabile, non siamo il Barcellona. Unica nota stonata è stato l’utilizzo di Padoin da esterno invece che da interno. Questa non l’ho capita, ma per lo meno Conte l’ha corretta in corsa.

Una menzione va a Montella che è venuto a Torino a giocarsela più di tanti altri sui colleghi.

Un pensiero particolarmente negativo invece va a tutti gli adetti ai lavori (Presidenti, Ds e vari) e ai nostri cari allenatori di serie A (e uno di serie B) tutti coalizzati contro la Juve. Complimenti, vi piaceva vincere facile. Tutti oggi neo-tifosi milanisti.

Ad Allegri che insegnadoci il suo stile parla di nostri episodi (dicasi gol da annullare a Chiellini) quando il nostro Mister a lor signori rossoneri non li ha mai tirati in ballo in nessuna polemica. E dire che ce ne sarebbe. E’ nervoso Allegri. A Donadoni che si fa venire i mal di stomaco a suo dire, per le polemiche post Parma-Juve, quando per farseli venire basterebbe vedere come gioca la sua squadra. In verità pessima. Anche a Roma una gran prova di come si subisce per un intera partita. E pensare che senza il ”nostro” Giovinco non avrebbe neppure questa classifica. A Ranieri che si preoccupa di venire a commentare la Juve quando ha tantissimi problemi di cui occuparsi. Non ultimo il suo……..posto di lavoro. Uno che con una squadra di vertice perde con Lecce, Bologna, Novara (2 volte) dovrebbe solo tacere. Gli manca solo il Siena e poi le ultime gliele han suonate tutte. Fossi in lui mi preoccuperei di realizzare al più presto 4 punti perchè la quota salvezza è 40 e lui sta a 36 (mi pare), altro che occuparmi della Juve. Poi c’è Zeman l’unico di B (d’altronde!). Quale tv abbia Zeman in casa sua non è dato sapere, ma se non vede il fallo da rigore ed espulsione che ha commesso Biabiany su Giaccherini deve farsi visitare da un oculista al più presto.

Detto questo (cit.) noi intanto andiamo a giocarci una fetta di stagione a Milano. Domenica abbiamo messo ancora un poco di spazio fra noi e Lazio e Udinese. La Champions fra 4-5 partite potrebbe iniziare ad esser un obbiettivo veramente a portata di mano e questo è sicuramente molto importante a questo punto della stagione. Se poi per allora saremo ancora grosso modo in questa situazione di classifica, allora vedremo di giocarcela fino in fondo. Una cosa mi pare ormai assodata, ed è che per la vittoria finale siamo rimaste in due.

Alessandro Magno

Juventus – Catania 3-1

http://www.metacafe.com/watch/yt-37qYv4Ufa2Q/

Juventus-Catania 2012 – Super Pirlo Show

Non c’è niente da fare ..Andrea Pirlo è la Juventus e non c’è Conte che tenga . Non si stava mettendo bene, al quarto minuto dal fischio di inizio, sotto di un gol, con una difesa che ha dormito e nulla ha potuto Buffon contro Barrientos svelto ad inserirsi in quello spazio incautamente lasciato aperto dalla difesa. Il Catania ha impostato un forte pressing sebbene la Juventus riuscisse a contenere rispondendo con la stessa intensità ma senza andare in gol, ma poi un miracolo Andrea Pirlo, lo trova allo Juventus Stadium su punizione .. un tiro dritto veloce trafigge la porta avversaria, Kosicky non può che guardare.

Si va a riposo con incertezza, la Juventus ha tenuto ma non è riuscita a chiudere la partita, tutto è rimandato nel secondo tempo che inizia con ritmi altissimi, e Pirlo c’è .. fa tutto corre, recupera, crea, difende, dirige i suoi compagni è un talento a tutto tondo, la squadra sente la sua presenza e si fa guidare proprio verso la vittoria, ma i minuti trascorrono e il gol del vantaggio non arriva, ma poi su calcio di punizione battuto da lui, Chiellini andrà in rete portando la Juventus in vantaggio .. e verso la fine, Quagliarella su assist sempre di Pirlo segnerà per il 3-1.

La partita è finita, la Juventus respira questa volta a pieni polmoni .. e tutti guardano verso di lui, Andrea Pirlo un grande regista, che sa prendere per mano una squadra e condurla verso la cima, anche l’errore del primo tempo, e il rendimento di un attacco dinamico e propositivo ma poco incisivo e spesso inconcludente, non rovina la festa bianconera, la vittoria 3-1 farà compagnia fino a sabato prossimo , giorno in cui se la Juve vorrà potrà aumentare di qualche punto il vantaggio dalla seconda. Juve ce la farai? A tirare fuori la tua rabbia, il tuo desiderio di vincere e non ti accontenterai nuovamente di uno 0-0? Questa è un’opportunità per dimostrare quanto vali e quanto si può ancora fare. Non buttarla via! E tu Andrea Pirlo .. riuscirai  a tenere duro fino alla fine, a non riposare mai? Ce la farai a far arrivare fino alla fine, a consegnare lo scudetto su un vassoio d’argento alla tua squadra?

Sono domande che immagino Conte si stia facendo spesso, e possiamo solo rispondere al posto suo sperando di sì, che ce la farà, perchè dalla sua ha tutto, la bravura, la maturità e un obiettivo per il quale si è impegnato. In tutta onestà Pirlo non è stata la sola stella che ha brillato questa sera, c’è stato un Giaccherini sempre più in forma e determinante, e Chiellini che non si fa mai pregare quando serve un gol urgente, una buona partita anche per De Ceglie, Marchisio e Pepe, nonostante abbiano perso un po’ di quello smalto che li aveva distinti su tutti durante il girone di andata.

Ma non tutte le stelle brillano, qualcuna è appannata, soprattutto in attacco, che spesso non riesce ad andare oltre la buona volontà. Stasera Borriello è stato scarso, e l’ingresso in campo di Vucinic non ha cambiato di mezza virgola l’andamento, anzi, il suo nervosismo e qualche stupidaggine gli ha fatto rischiare l’espulsione. Eh no .. Antonio Conte, non possiamo permetterci di metterci nei guai per queste scemenze, occorre ragionare ed intervenire a placare le teste calde, vietato sbagliare  .. la Vittoria ci aspetta!

Luna23

 

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