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Juventus – Fiorentina 2-1

RAGAZZI PER QUESTA NON HO TROVATO NIENTE DI MEGLIO CHE è SCARICABILE OPPURE A QUESTO LINK.

http://videa.hu/videok/sport/juv-Rn3vFsVkuU6ggO8q

JUVE-Fiorentina-SCARICA

 

alla fine ho trovato questa

 

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Juventus – Genoa 2-2

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Il processo all’uomo solo

La Juventus sta collezionando diversi pareggi che per nostra fortuna non sono sfociate in ipotetiche sconfitte, visto il lavoro della difesa e del portiere. Siccome il pubblico ha bisogno di un mostro da processare questo ha un nome ed è Milos Krasic, “il mostro del Kosovo”  ritenuto responsabile di tutte le disgrazie Juventine, in questo modo è facile distogliere l’attenzione dagli autentici problemi della Juve, quelli che miseramente si trascina dal dopo B a questa parte.

Siamo tornati in A: finchè c’è stato Pavel Nedved è andata abbastanza bene, dopo, è stata una catastrofe continua , pensavamo di vedere un po’ di luce quest’anno, a parte gli exploit iniziali che ci consentivano di ben sperare ma i problemi si sono ripresentati puntuali come cambiali in scadenza, con l’aggravante che il nostro migliore difensore, migliore non è più.  Ma dove sbagliamo?

Vorrei tornare dall’inizio, arrivò Amauri dal Palermo ed ecco gridare “Amauri salvaci tu” nonostante tutta la disponibilità della società e allenatori vari Amauri non ci salvò, fu il turno di Diego, un giovanotto dalla faccia simpatica che si agitava parecchio “Diego salvaci tu” niente da fare, in questo caso la società se ne liberò senza tanti complimenti, poi Quagliarella, mentre ci stava salvando,  un infortunio lo mise fuorigioco ..la solita sfortuna, Krasic oggi il mostro juventino da giustiziare al più presto, ci salvò difatti una stagione poi basta .. quest’anno il salvatore sarà Pirlo ..ma se si sloga una caviglia chi ci salverà? In tutto questo frattempo di pareggi, succede l’affair Del Piero che , con una difesa problematica, un portiere che un po’ va un po’ no, uno di riserva che non è proprio il massimo, un centro campo che può solo fare affidamento su Pirlo che garantisce stabilità di gioco,  non ci voleva.

Allora, mi piacerebbe avere delle risposte da Conte perchè di Juve – Geona non ho capito tante cose, lasciando stare il rendimento di ognuno,  ho notato che la squadra che ha schierato ha subito due momenti di crisi appena il Genoa ha cambiato assetto è arrivata la rimonta puntuale come uno orologio svizzero, i nostri difensori si sono fatti “Fregare” alla stessa maniera ben due volte, poi, per quale motivo, i nostri calciatori per 20 minuti sembrano dei diavoli incontenibili e scatenati salvo   collassare e girovagare senza obiettivo in campo subito dopo, questi “punti deboli” i nostri avversari li conoscono a memoria e li sanno sfruttare sempre,  ma mi chiedo, con tanto di allenatore giovane ed esperto più rinnovato staff atletico perchè succede? Altro particolare i cambi di sabato sera? Perchè trattenere per quasi due tempi  un giocatore appena arrivato e logicamente in confusione? Perchè tenere un centrocampista che ha giocato per la squadra avversaria tutti i due tempi? Perchè sostituirlo con uno che non sta funzionando e buttarlo sulla graticola ulteriormente per 10 minuti? Perchè Del Piero a 6 minuti dalla fine? Ordini dall’alto?  Perchè vista la situazione non schierare due punte nel secondo tempo tentando il tutto per tutto? Queste domande non avranno alcuna risposta logica, dall’intervista del dopo partita emerge un commento di circostanza, strano da uno come Conte che non si nasconde dietro ad un dito. Abbiamo ancora  un altro problema, che Pirlo è di un altro livello al quale nessuno al momento è in grado di allinearsi.

Insomma, non riusciamo a risolvere anche un solo inconveniente che ci portiamo dal passato, non riusciamo ad abbandonare definitivamente il gioco dell’oca.

Tornando alla faccenda Del Piero temo stia andando sul piano personale tra il giocatore e il presidente parecchio criticato nelle ultime ore, tanto che tutto il “cuginamento” Agnelli  si è mobilitato in sua difesa come spesso accade in queste famiglie, peccato che a farne le spese sarà la Juventus, chissà  che qualcuno consigli la presidenza di limitare iniziative sconsiderate per evitare ulteriori conflitti.

In vista delle prossime partite dove ce la dovremo vedere con la Fiorentina e l’Inter (due passeggiate) mi auguro  si  tiri fuori qualche coniglio dal cilindro che sistemi la difesa.

Luna23

VIVERE PER ODIARE LA JUVENTUS

Da quando mi occupo di calcio un po’ di più attraverso il nostro blog, mi sono resa conto di quanta gente viva  per odiare  la Juventus e i suoi tifosi.

L’odio ha ben poco a che fare con lo sport, per’altro questa avversione per la Juventus si tramanda di generazione in generazione, io sono stata fortunata perché mio padre (juventino) non mi ha mai detto di odiare gli altri, né in casa mia era praticato alcuna forma di sfottò o insulto all’avversario.

Quindi l’odio non lo capisco, e analizzando il problema si tratta di un sentimento  fine a se stesso, che non serve a niente, è una perdita di tempo   che si ritorce contro.  Chi si odia?

La società? La proprietà? La maglia?I suoi colori?I giocatori? La tifoseria? La storia?

Società e proprietà dell’odio altrui se ne fa un gran baffo .. la maglia e i suoi colori sono un concetto astratto, giocatori .. ecco forse è la forma più plausibile ma  c’è un però: che il nostro odio nei confronti dei giocatori trova poche giustificazioni, poiché i calciatori tra loro anche avversari non si odiano affatto anzi è una categoria che si “copre” abbastanza:  mai uno dica male dell’altro o riveli le “marachelle” fatte di nascosto magari in diretta Tv, e se succede, la cosa viene subito riparata ammettendo di essere stato frainteso, altri, sono anche amici, frequentano gli stessi locali e club vacanze, dove si ritrovano lontano dagli occhi della gente, oggi è frequente militare per un’intera carriera  in una squadra, ed improvvisamente passare agli avversari con estrema naturalezza, insomma, il calcio ormai somiglia ad un grande “minestrone globale” dove si fa tanta “beneficenza” in cui ci  si rituffa appena finita la partita,  dimenticando in pochi minuti le grida, le urla, i cazzotti e le cattiverie in campo.

In realtà, la parte debole del calcio siamo sempre noi tifosi, guardati con compassione da tutto questo circo che se la spassa, tra guadagni facili e vita privilegiata.

Fa sorridere, che dal minestrone emergano figure il cui ruolo sociale è ben diverso, come dei presidenti o dei sindaci che invece di mantenere un basso profilo, no, fomentano con i loro proclami tifoserie già abbastanza “accalorate”.

E pensare che proprio loro dovrebbero insegnare a noi come si sta al mondo offrendoci il buon esempio di “tifoso politicamente corretto”, invece il ruolo istituzionale si perde nel baratro dell’odio tanto da dimenticarsi che una città non è fatta di una sola tifoseria e che sarebbe più opportuno esprimersi con estrema cautela considerando la propria funzione politica.

Noi Juventini, per esempio, sappiamo che, la strage accaduta a Bruxelles all’Heysel è stato un vero e proprio atto terroristico di cui conosciamo solo le versioni “ufficiali” ma siamo consapevoli che la realtà era ben diversa e che l’attacco al gruppo di tifosi Juventini è stato generato dall’odio dei supporter avversari, mi dite cosa c’entra tutto questo con il calcio e con lo sport?  In una finale di coppa dei campioni non sono presenti solo tifosi, ma gente dalle più svariate provenienze, appassionati di calcio a prescindere,  eppure niente, l’odio scavalca la ragione, e di questo atto, ancora oggi della verità non si parla, appena qualcuno sussurra gli  viene tappata subito la bocca, proprio per non turbare l’amalgama del “minestrone”.

Io vorrei invitare, tutti presidenti e sindaci, e chiunque visibile di godersi i privilegi facendo un po’ di “silenzio”, che calmi gli animi, che non distorca dagli autentici problemi e che consenta noi del gradino più basso di questo mondo di goderci un po’ di spettacolo e qualche ora di felicità.

Luna23.

Omaggio agli Uomini veri.

La consegna del tapiro d’oro al nostro immenso Capitano Alex Del Piero.

 

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Un video che realizzai nel 2006 e mi pare ancora molto attuale.

 

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Del Piero-Agnelli. Proviamo a fare ordine!

Sono rimasto molto sorpreso dalle reazioni scaturite alle dichiarazioni del Presidente Andrea Agnelli su Del Piero. Personalmente non ci ho trovato nulla di annormale, ha detto una cosa che tutti sapevamo gia’ da mesi,esattamente da quando insieme a Del Piero avevano messo la firma sul contratto e cioe’ che questo sarebbe stato l’ultimo anno del Capitano.
Non si e’ incavolato nessuno allora (anzi erano tutti contenti) non capisco l’incazzatura di adesso. Forse e’ stato solo un problema di inopportunita’, una gaffe. Forse e’ stato un modo per non iniziare una nuova telennovelas Del Piero-contratto, visto che qualcuno cominciava a vociferare che se andiamo in Champions Del Piero non smette. Forse e’ stato un modo per Andrea Agnelli di riappropriarsi della Juventus perche’, sicuramente questo ragazzo che non amo ancora ma stimo, non avra’ le classe di suo padre e di suo zio ma sicuro ne ha la determinazione. I fratelli Agnelli non han permesso mai a nessuno dei propri giocatori di diventare piu’ importante della Juve, ne a Sivori ne a Platini, Baggio o Zidane, Boniperti, Scirea o Zoff…….e neppure a Del Piero.
Alex e’ gia’ diventato il migliore di tutti e questo gli viene riconosciuto in tutti i frangenti, dall’inaugurazione dello stadio al cda.
Deve bastagli questo ……che non e’ poco.
Lo dico a malincuore perche’ sono il suo primo tifoso ma apriamo gli occhi prima o dopo (quest’anno o fra dieci) Del Piero smettera’ , e la Juve deve continuare ugualmente.
Facciamocene una ragione.
Se Andrea Agnelli ha voluto lanciare un segale nel senso che sta’ gia’ pensando al dopo Del Piero, io dico menomale che qualcuno gia’ ci pensa perche’ non sara’ facile.
Veniamo a Moggi.
Ho tantissima stima e ammirazIone per il Direttore pero’ mi sa’ che quello che l’ha fatta fuori dal vaso e’ proprio lui. Mi riferisco al fatto che ha criticato il Presidente su queste dichiarazioni. Ora Moggi e’ un gran Direttore e quando era alla Juve ha venduto di tutto di piu’, dai Zidane ai Vieri, Inzaghi,Ravanelli,Davids, Peruzzi, DiLivio, Vialli ecc…ecc… (mi fermo se no riempio l’articolo). Anche Buffon al Milan ma salto’ proprio per farsopoli. Ha liquidato Conte e Tacchinardi ritenuti vecchi senza battere cicglio, con una stretta di mano. Il suo motto era ” alla Juve nessuno e’ incedibile”. MAI e sottolineo mai ha sostenuto che alla Juve fossero tutti incedibili tranne Del Piero. Se lui oggi lavorasse per la Juve e gli direbbero che non c’e’ piu’ posto per Del Piero sono sicuro che non avrebbe nessuna difficolta’ a comunicarglielo. Se qualcuno avesse mai offerto per Del Piero quello che hanno offerto a suo tempo per Zidane , Del Piero non sarebbe alla Juve da un pezzo.
Proprio lui che e’ stato un direttore sportivo…. su. Se poi Moggi ha fatto queste dichiarazioni per ingrazziarsi i tifosi, gli mando a dire che non e’ proprio il caso di fare queste azioni di “paraculaggio” siamo gia’ tutti dalla parte sua da 5 anni a questa parte. Eviti.
Ora veniamo a Del Piero.
Alex Del Piero per me e’ il miglior di tutti. Ho solo due maglie della Juve che metto quando gioco a calcetto. Di Del Piero e di Nedved. I miei bambini stravedono per lui. Quando fece quella famosa dichiarazione su Urra’ Juventus , il famoso “restiamo uniti” all’indomani della condanna in B, ho consumato non so quante schede telefoniche per divulgarlo via sms.
Nel 2006 ho preso questo nikname (Alessandro Magno) che non e’ chiaramente il mio vero nome in suo onore e ancora oggi lo uso e continuero’ ad usarlo.
Quando l’ho incontrato di persona gli ho stetto la mano e l’ho ringraziato per quanto fatto per noi. Poi gli ho chiesto se lo potevo abbracciare e l’ho fatto. Credetemi e’ veramente un ragazzo per bene. Un figlio, un fratello che tutti vorremmo avere. Si lo confesso sono Del Pierista. Toccatemi tutto ma non il Capitano.
Fatta questa premessa vengo al dunque.
Alex non farti trascinare in questo casino. Hai avuto una carriera splendida. Piu’ di qualsiasi sogno che tu stesso avresti potuto fare da bambino.
Sei diventato il giocatore piu rappresentativo della squadra piu’ grande d’Italia, Una delle 10 squadre piu’ forti del Mondo. Hai vinto tutto. Non hai vinto il pallone d’oro…….e sai che ce ne frega a noi?……(cit. Vasco Rossi).
Tu vali dieci palloni d’oro Alex, non uno.
Sei per noi tutti il  migliore Capitano che mai avremmo voluto avere.
Te lo dico col cuore che piange.
Smetti quest’anno.
Hai 37 anni e io ne ho 39, ho giocato fino a 32 io Alex, e ho smesso quando non stavo piu’ dietro a quelli di 19-20. So che e’ cosi, e io non ero bravo come te.
Tu oggi sei ancora bravissimo. Non aspettare che i ventenni ti facciano fare figure barbine.
Non fare come Maldini che ha voluto insistere fino a quarant’anni e gli ultini due sembrava un morto in campo. Io non voglio vederti a fare figure cosi.
Oppure come il tuo amico Pippo Inzaghi che oggi gioca cinque minuti ogni sette partite. Che oggi e’ la riserva di El Sharawi e Ganz. Che Allegri manda spesso in tribuna e non ha nemmeno messo nella lista Champions. Ma te lo immagini Alex se non ti mettono nella lista Champions dell’anno prossimo?
Oppure ti ci vedi a fare la riserva di Immobile o Pasquato? (che son bravissimi).
Non andare nemmeno a fare l’accattone in Quatar, come l’altro tuo amico Cannavaro, non ne hai bisogno sei gia’ un uomo ricco.
Il tuo posto e’ alla Juve. Tu devi essere quello che e’ Gigi Riva per la Nazionale.
L’ambasciatore della Juventinita’ nel mondo.
Da qui alla fine del campionato sono sicuro che ci farai ancora vincere delle partite . Non vedo l’ora di abbracciare i miei figli,allo stadio o davanti alla tv , al tuo prossimo gol su punizione, perche’ solo tu le sai battere alla Del Piero. Ti confesso ancora oggi m’incazzo quando sei in campo e le batte Pirlo. Eh eh.
Leggendo questo mio scritto (perche’ te lo inviero’), sorriderei.Penserai “questo mi sta’ dando del vecchio”. Eh eh . Ti sto dicendo quello che penso Alex, come lo direi a mio fratello. Ho pensato meglio che te le dico io queste cose che sono Del Pierista che tutti quei (pochi) stronzi Juventini che son contenti che smetti.
Perche’io non son contento per niente.
Mi fa un male cane.
Solo so che purtroppo e’ cosi.
Alex, hai avuto una carriera da “Del Piero”….. ma ci scherzi?
Portaci in Champions Capitano e finiamo questa storia alla Alex Del Piero.
Con immensa stima e affetto
Alessandro magno.

FISCHI PER (I) “FIASCHI”, E & UNO 0-0 DAI MILLE VOLTI.

FISCHI PER (I) “FIASCHI”, E & UNO 0-0 DAI MILLE VOLTI.

Partiamo dalla fine? No, partiamo dall’inizio… Parliamo di Chievo – Juventus & dintorni.. La partita di domenica, nascondeva molte insidie, alcune certezze, qualche conferma è un pò di interrogativi. Un mix, che negli anni passati, ci ha portato a ripetuti crolli.

Sono anni (nel dopo-farsopoli), che alla ripresa del campionato, che sia una sosta per le nazionali, che sia la sosta delle vacanze di Natale (beati loro che le fanno), che sia pure un semplice picnic, la Juventus, stecca la partita! Antonio (Conte), l’aveva detto… “non sbaglieremo l’approccio”, e così è stato. Però di “chiacchere”, in questi anni, ne abbiamo sentite tante, troppe. Quindi era lecito, avere dubbi.. Molte insidie, appunto.. 14 ragazzi, rientrati dalle proprie Nazionali, potevano essere stanchi e acciaccati. Squadra che vede molti (troppi, a mio avviso) elementi nuovi, pochi allenamenti in vista della trasferta, in quel di Verona, e (finalmente), un modo di stare in campo, fatto di pressing, possesso palla e schemi, tagli e inserimenti, ma che ha bisogno di stare insieme durante la settimana (pensavamo noi).

“Squadra che vince, non si cambia”, e Antonio, rispolvera il 4-2-3-1, o 4-1-4-1, o 4-3-3, o 4-5-1, chiamatelo come meglio credete, ma, rispolvera Bocucci e Barzagli, al centro della difesa, Chiellini (rinato) sulla sinistra, il “motorino svizzero” sulla destra ,il trio Marchisio, Pirlo, Vidal, a centrocampo, Pepe e Krasic, sugli esterni, e Vucinic, terminale offensivo, e (ovviamente) Buffon in porta. L’11 che ha asfaltato due settimane fa i Campioni d’Italia! Questo 11, o meglio, questo “schema”, secondo me è quello che meglio si addice alle caratteristiche della rosa bianconera, e che garantisce più equilibrio in ogni fase di gioco. Questa squadra, sta insieme da soli 3 mesi, eppure, i meccanismi son quasi perfettamente oliati, come giocassero insieme da anni! Insidie, quindi, “soffocate” dalle certezze, di una squadra che ha dato segnali importanti 15 giorni fà.. Oggi, si è vista una squadra autoritaria, in campo, che correva, pressava, e, che ha cercato il gol dal 1° al 94°+1 minuto. Poche sbavature dietro, un po imprecisa davanti, e (molto) arruffata sulla destra, ma sempre quadrata, e senza dar segnali di cedimento.

Arruffata a destra, si, ma ci arrivamo dopo, perchè merita un capitolo a se.

Mettiamo da parte, i “pregi & difetti”, i “si ma”, gli “eh ma”, gli “ecco, te l’avevo detto”.. Che ci piaccia o no (cit.), ricordiamoci bene, da dove veniamo, e quello che abbiamo detto (più o meno, tutti, o al limite, in tanti), fino a qualche mese fa, a “mercato chiuso”. Perchè, questa è la realtà!!

(1)Siamo (2) la (3) Juve, son 3 parole fini a se stesse, in questo momento.

Perchè quì, la gente, ha memoria corta.

Questa è una squadra, ed anche una società, che si era persa, e che, doveva ritrovarsi in tutto!!

Il cammino è lungo, ma, finalmente, son state messe le basi, per tornare a pensare, quello che la storia ci impone! E questo, lo penso dalla partita-folle di Catania!

Veniamo al dunque, visto che la partita l’abbiamo vista tutti, e poi, “siamo tutti cittì”.

Fischi per (i) “fiaschi”, o meglio per l’arruffato di sinistra. Milos Krasic.

IO, non risparmio mai critiche , chiunque esso sia. Non “ho sentimenti” (cit.), per nessun calciatore, e sono stato “innamorato” per motivi diversi, solo di Zizou, e Montero e Davids, e Pavel, nella mia “carriera di tifoso”.

Scirea, ero troppo piccolo, Platinì pure, Del Piero, è troppo scontato, e Boniek, non lo sopporto (tiè!!!). etc. etc. etc.

Milos, da 10 mesi a questa parte, non ne azzecca una. Fatica a rientrare. Quando deve venire incontro, scatta, e viceversa. Stringe quando dovrebbe fare il contrario e viceversa, tira quando deve passare (vedi Catania), e passa, quando dovrebbe “sfondare” vedi oggi. Insomma, stà sbagliando tutto quello che c’è da sbagliare.

Sono d’accordo, e sono il primo, e ripeto, il primo a dirlo!

Il mio pensiero, è che Milos, (ancora) non si adatti ad un gioco armonico, fatto di passaggi, sovrapposizioni, tagli e movimento senza palla. Però sono fortemente convinto che, Milos ha delle qualità che sono uniche in rosa, e per tanto, dev’essere messo in condizione di…

Milos è un giocatore velocissimo, che nello spazio, diventa devastante, con i suoi pregi e difetti, ma, capace di spaccare una difesa.

Domenica, quando è stato sostituito, ci sono stati molti fischi, da parte di chi dovrebbe sostenerlo (sempre). I fischi, non fanno altro che peggiorare la sua situazione! Non portano a nulla di buono. Il ragazzo, ci mette sempre tutto in campo! Corre e da l’anima! Suda e onora la maglia SEMPRE! e non merita i fischi. Non stiamo parlando ne di un giocatore che se ne frega, ne di uno che va a p*****e la notte, e ne di altro! Stiamo parlando di un ragazzo, che stà vivendo una situazione diversa dal calcio Russo, e diversa dal calcio di Del Neri “palla a Milos e speriamo che…”

Tantè, che la scorsa stagione, proprio in questo periodo, si diceva, che la juve era Krasic dipendente.

Se il ragazzo, continua a scendere in campo, è perchè Antonio ritiene che sia meritevole, per impegno ed anche perchè ha qualità che sono importanti! Se così non fosse, statene certi, con Conte, il campo, lo vedrebbe dalla tribuna!

Ora si parla di “panchina per Milos”… Panchina, che sà di bocciatura! Il mio pensiero, è che Milos, non meriti la “bocciatura”.. Anche se questo “cozza”, con quello che succede in campo.

Facciamo un passo indietro: Bonucci! Bonucci, è stato messo sul mercato l’estate scorsa, messo in panchina da Conte e fischiato (ingiustamente), non appena appoggiava un tacchetto sul campo. Complice l’involuzione (?) di Chiellini centrale, i problemi sulla sinistra difensiva (De Ceglie, Grosso), Leonardo è stato rimesso al centro della difesa titolare, dalla partita col Milan, spostando Chiellini sulla fascia! Risultato? Bonucci e Barzagli, formano una coppia ben assortita, Chiellini si è ritrovato, e la difesa è imbattuta (subiti solo 2 tiri in porta, in 180″).

Conte è stato bravo (e fortunato), Bonucci è tornato al centro del progetto (e personalmente, son convinto che è un’ottimo giocatore), e Chiellini, rinato sulla sinistra, son convinto, tornerà “Il Chiello” che tutti ricordiamo, anche da centrale.

(certo, ne per l’uno, ne per l’altro, stiamo parlando di “un Cannavaro” eh)

Ora per Conte, si alza il livello. Deve ritrovare il Krasic, di 12 mesi fa! Antonio è bravo, ed è anche fortunato. Un po di panchina, senza dar adito a bocciature, qualche situazione favorevole, per mettere Milos in campo e 2/3 spezzoni da 7 in pagella, con qualche assist è qualche gol. Ne son certo, a Bonucci e Chiellini, si aggiungerà presto anche Krasic! Perchè Milos, è un’alternativa importante, in questa squadra.. (e ve lo scrive uno, che non le manda certo a dire, e che s’infuria, davanti alla TV, o seduto (?) in tribuna).

Non difendiamo ad oltranza! Però (io per primo), BASTA FISCHI, perchè non c’è motivo per farlo!

Ora, molto è cambiato.

I mille volti (del titolo).

Quali?

Del Piero in panchina? Nessuno fiata

Unica punta? Nessuno fiata

Chiellini a sinista? Nessuno fiata

Storari 0 minuti? Nessuno fiata

Quagliarella in tribuna? Nessuno fiata

E poi c’è Andrea, che con calciopoli…..

E poi Blanc se n’è andato e non ritorna più…

E poi c’è l’interista chiaccherone, salvo con la prescrizione…

Insomma: se da Torino nessuno fiata, e nessuna polemica, dalle tribune, e dalle tastiere, nessuno fischi! Perchè “nessuno” è il motivo.

Antonio, pensaci tù!

PS. Scusate il ritardo

 

Andrea Zito

Questa Juve con due uomini in meno…

Chievo – Juventus era una partita da vincere assolutamente e non si è vinto.
Non siamo nuovi a questo, è capitato già in un altro paio di occasioni di perdere l’attimo.
Conte a fine partita si è detto contento dell’approccio che ha avuto la sua squadra e su questo nulla da eccepire, meno quando ha lasciato intendere che è contento di come ha giocato la squadra. La squadra ha giocato per vincere, ma non ha giocato bene.
Mi pare assodato che abbiamo difficoltà con squadre che si chiudono e ripartano, e il modulo a una punta non aiuta a scardinare le difese di questo tipo di squadre. Come mi pare assodato che abbiamo difficoltà con squadre che marcano a uomo Pirlo, l’unico in questo momento dotato di fantasia in un gruppo (quello in campo) che ne ha veramente poca, anche se ha grande grinta e dinamismo.
Vucinic per ora ci ha fatto vedere belle intenzioni ma ha sparato quasi solo a salve.
Tutte queste considerazioni già note ai più rientrano nella normale maturazione di una squadra che è nata da poco ed è figlia di quelle squadre bruttissime e incomplete che son state le Juventus degli ultimi anni (soprattutto degli ultimi due).
Niente di trascendentale o che Conte non sappia già. Con alcune squadre bisognerà tornare alle due punte e presto occorrerà cercare un alternativa di gioco a Pirlo. L’ingresso di una punta al fianco di Vucinic è facile prevederlo già dalla prossima partita, mentre la ricerca spasmodica del gioco sulle fasce che in verità latita ancora molto, è il segno che Conte sa già dove intervenire.
E’ difficile accettare a cuor leggero che quelli di Verona son altri due punti persi e l’ennesima occasione sprecata ma purtroppo la situazione è questa e non si può pensare che il tutto si potesse risolvere in sei partite o dopo una bella vittoria contro il Milan.
Quello che è mancato tanto a Verona, è che la Juventus ha giocato con due uomini in meno. C’è un caso Krasic abbastanza evidente e non credo si possa accusare Conte di non avergli dato delle opportunità , ma non si può nemmeno scendere in campo undici contro dieci per scelta tecnica.
Mi auguro che Conte riesca a trovare le parole giuste per farlo sedere in panchina sereno e per farlo lavorare in settimana perché il giocatore va assolutamente recuperato pero’ in campo è giusto che ci vada chi è più pronto.
L’altro uomo in meno purtroppo Conte lo può trovare solo in casa perché a mio parere è lo Juventus Stadium. La Juve attuale ci mette cuore e grinta ma in trasferta ha vinto risicato contro il Siena, pareggiato con Catania e Chievo e in tutte e tre le partite ha trovato delle difficoltà enormi, e questo nonostante l’approccio giusto di cui parla Conte.
Questo sarà un grosso problema per il futuro prossimo.
In attesa che questa Juve cresca, aspettiamoci due Juventus una da casa e una da trasferta.
In attesa che questa Juve cresca, prepariamoci a dare una grossa mano ai nostri ragazzi all’interno della nostra casa .
Lo Juventus Stadium.

Alessandro Magno per Juvemania.it

L’ingrediente giusto.

“L’anno prossimo ripartiremo pensando a questa stagione, che sarà assolutamente da non ripetere. Gli errori commessi ci torneranno utili. Dovremo metterci più entusiasmo, più cattiveria e più cuore”. Queste parole le ha pronunciate Alessandro Del Piero al termine di Juve-Napoli dello scorso anno, presentandosi ai microfoni nel post partita al posto del mister Delneri, licenziato durante la settimana che avrebbe portato all’ultimo ed insignificante match di campionato proprio contro il Napoli. Ma in quella intervista a colpire furono, più che le parole di circostanza e assolutamente inopportune seppur rituali, lo sguardo afflitto ma consapevole. Consapevole di aver appena concluso un’altra stagione storicamente disastrosa.

Alla fine di quel campionato, erano più fatti gli juventini che la Juve. Quest’ultima, era da rifondare da zero ancora una volta. Gli juventini, invece, si stavano riformando mentalmente (e ciò, non mi scorderò mai di dirlo, anche grazie alla lotta sul web di Calciopoli) e temprando nello spirito. Ma il dubbio che ci si poneva rimase e continuerà a rimanere: bisogna rifare, dopo il 2006, prima la Juve o gli juventini?

E rifondazione, comunque, è stata, in fin dei conti, perché Conte ha preteso, come i suoi predecessori, tanti acquisti, mirati, ma questa volta mirati in maniera diversa, in un altro senso. Ha fatto storie per avere gli esterni che più gli garbassero e non esterni nel solo senso tecnico della parola. I ‘suoi’ esterni avrebbero dovuto avere qualcosa in più degli altri. Compagni di squadra ed esterni altrui.

Vincere subito o costruire una squadra vincente nel futuro? Comprare giovani promesse ora facendone un giusto mix con un piccolo gruppo di senatori oppure acquistare giocatori già affermati ed abituati a vincere? È questo il dilemma che affligge ormai da anni tutto l’ambiente juventino e che lo perseguita come una maledizione, a partire dai tifosi, a finire con gli stessi dirigenti. In questi anni di tentativi se ne sono fatti tanti: Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Delneri sono stati buoni allenatori ma non di altissimo livello, responsabili di squadre costruite con l’intento di vincere (o per lo meno di seguire un progetto vincente) per rivelarsi poi compagini deboli mentalmente, deleterie tecnicamente o inadeguate tatticamente. Basti pensare alla Juve brasiliana che si voleva costuire con Ferrara (disorganizzata e presuntuosa) oppure alla Juve ‘operaia’ che si è voluta affidare a Delneri (troppo al di sotto delle aspettative che ruotano intorno alla Juve). Le colpe vanno spartite come ovvio ma bisogna fare una netta distinzione tra un progetto a breve termine ed uno a medio-lungo termine: in questi anni si è avuta la sensazione che si volesse costruire una squadra per il futuro (dando uno sguardo al bilancio e al fair-play finanziario) ma, con essa, annessi gli stessi obiettivi di tentar di vincere. Subito. Non si è voluto tener conto delle reali potenzialità delle Juve che hanno dovuto sopportare un fardello più grosso di loro. Si è chiesto a giocatori mediocri di vincere con la sola scusa che in squadra ci fossero ancora giocatori abituati a farlo (per poi cedere anche buona parte di loro nella scorsa finestra estiva).

È stato ingaggiato Conte, un allenatore al pari dei suoi predecessori, forse con un pizzico in più di carisma; quel carisma al quale tutti noi ci appelliamo e nel quale riponiamo, oramai, tutte le nostre speranze. Ma bastera? Conte è l’allenatore giusto che porta alla vittoria con il suo carisma giocatori affermati oppure è un allenatore che fa del carisma la sua arma migliore perché i veri allenatori sono quelli tatticamente intelligenti e ‘cattivi’?

Di esempi ne vorrei citare due: Capello ai tempi della Juve e il trio Schuster – Juande Ramos – Pellegrini ai tempi del Real. Il primo era un allenatore affermato con giocatori affermati, acquistati per vincere immediatamente: Vieira, Ibra, Emerson. I tre erano allenatori bravi ma non ancora affermati ad alti livelli che hanno allenato giocatori come Raul, Casillas, C. Ronaldo.

Un altro esempio è quello di Lippi, allenatore che all’epoca della sua Juve non era ancora affermato proprio come la squadra che allenava ma che riuscì a creare un giusto mix.

Serve una bella dose di autostima a questa squadra purchè non diventi arroganza. Non possiamo permettercela in questo momento. Soprattutto, non bisogna fare errori tattici ma avere idee chiare. Delneri ha perso per questo, non proprio per altro. Lo spogliatoio era dalla sua ma ha avuto paura di utilizzare i propri uomini nei momenti decisivi. Si è dimostrato troppo integralista pur tentando di smuovere il suo 4-4-2 nelle ultime uscite. Troppo tardi.

Sempre nelle ultime interviste concesse, ricorderete che qualche sassolino il tecnico di Aquileia ha tentato di toglierselo: “Rifarei tutto, non ho colpe…Nessuno può insegnarmi calcio…l’organico era quello che era” oppure  “Brutta annata? Forse si pretendeva troppo”. Vado all’Atalanta? No, alle Maldive. È difficile vincere subito e cambiare molto, le due cose non sono abbinabili almeno qui alla Juve» Lo stesso Chiellini ha ammesso che “non siamo mai stati una squadra” nonostante lo spogliatoio fosse sempre stato unito a favore del tecnico. Evidentemente, il gruppo era unito e si piaceva  caratterialmente ma, in campo, i valori non erano gli stessi. Troppo al di sotto della media per incollare pezzi di squadra troppo diversi tra loro.

Non so più come giudicare le conferenze dei neo allenatori della Juve perchè sino ad oggi hanno fallito tutti
pur facendo conferenze decenti. A parte Ranieri. Conte è sembrato visibilmente emozionato nella conferenza di presentazione, è stato pacato e ha giusto “intrattenuto” i giornalisti prendendoli in giro come ormai si usa fare davanti ai microfoni. Dalle sue parole non è trapelato quasi nulla.

Bando alle ciance è inutile chiedere di stare zitti e lavorare, piuttosto chiediamo solo di portarci ad una compattezza di gruppo che il resto poi viene da sè! Che sia subito pronto per vincere o che non lo sia questo non importa, se c’è compattezza, la vittoria arriva sicura sia per il gruppo esperto, sia per quello meno esperto, inaspettatamente invece che abitualmente, ma arriva anche per loro.

Chissà cosa starà pensando Conte in questo momento: hanno chiamato ad allenare me perché ho vinto tutto con questa maglia e devo abituare questi giocatori a farlo oppure, pure io come loro, sono una scommessa come allenatore e insieme a questi giocatori dobbiamo insorgere dall’anonimato?

Di certo Conte non ha atteso per chiarire la situazione, lo ha fatto coi fatti: l’attuale primato in classifica, il gioco attraverso il quale siamo arrivati ai primi ottimi risultati ed il potenziale ancora inespresso di alcuni giocatori che potrebbero tornare utili nel corso della stagione o nei momenti di difficoltà attesta che la squadra è stata costruita ancora una volta in prospettiva futura, ma con una mentalità differente. Più qualità che quantità.

17 tiri a due. Questo il resoconto di Juve-Milan ma la grande squadra non fa tutti quei tiri per segnare. Non voglio guastare la festa ma non siamo ancora belli e cresciuti. Il gol doveva arrivare nel primo tempo a tutti i costi e non è arrivato. Giaccherini che crea, così come Pepe, Vucinic, Pirlo, Vidal, Marchisio… ad un tratto si piacevano contro il Milan, si sentivano belli e hanno preferito non segnare nel primo tempo. Sbagliatissimo. È l’unica critica da fare a questa squadra, per ora.

Marchisio che se la rideva, dopo il secondo gol, sapeva di beffa. Veramente. Ed ha fatto bene a prenderla a ridere, significa che era consapevole di averla fatta grossa. Quando scalfisci per 80 minuti una squadra e segni al 92esimo la definitiva resa, la risata è l’esultanza migliore. È liberatoria, più di quella con rabbia e soddisfazione. Fa bene ridere.

Un altro, invece, ha pianto. Con Ibra, l’ultimo in ordine di tempo ad aver ammesso la nostra superiorità, il quadro è completo. Questa partita ha fatto fare persino una riflessione un po’ malinconica, a Ibra, sul suo futuro. Top. Se la Juve fa questo effetto ora che non è tornata ancora la Juve, chissà in futuro che potere torneremo ad avere. Oltre che sul campo, nella testa dei calciatori avversari.

E ora il Chievo, nella città del pandoro e della squadra simpatica del campionato per i molti anni di militanza ma sempre insidiosa e rognosa d’affrontare nel “campo di patate” del Bentegodi. Lì ci abbiamo lasciato spesso la pelle o qualche punto in classifica pesante come un macigno. Torna Del Piero, sperando che segni ancora di punizione. Come tre anni fa. All’epoca noi eravamo come il campo ma c’era Del Piero che rendeva tutto più bello.

eldavidinho94

 

Meglio guardarsi le spalle che guardare avanti, vero Bergamo?

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati quest’estate: Agnelli convoca una conferenza stampa a sorpresa, piuttosto anonima ma molto attesa da tutti: l’oggetto sono sempre loro, gli scudi vacanti che da qualche anno vagano in acque torpide neroazzurre lontane dalla casa madre. Ricapitolando, al termine della conferenza nella quale Agnelli si è portato appresso una schiera di avvocati e legali pronti a difendere la Juve, ha annunciato ricorso al Tnas (Tribunale nazionale arbitrato per lo sport) per ottenere l’illegittimità delle decisioni del CF e per avere un risarcimento economico, ha inoltrato l’istanza al Procuratore Regionale del Lazio presso la Corte dei Conti per valutare l’illegittimità degli atti della Federazione, sul piano erariale, per un’altra richiesta di danni economici; ha inoltre presentato esposti al Prefetto di Roma, al Ministero dell’Interno, al Delegato sul Controllo per la Gestione presso il Coni e all’Executive Commitee dell’Uefa. Agosto è stato, a scapito delle calde e afose condizioni climatiche, un mese freddo, tipo la guerra: un mese di studio e di riflessione, lontano dall’ospitare udienze in tribunale ma molto vicino a microfoni e strategie degli imputati perché sia la Juve che Moggi hanno elaborato un’ accurata serie di mosse da mettere in atto durante l’inverno. Quelle della Juve le ho già elencate, quelle di Moggi, invece, partono con il solito pallino fisso: la radiazione non avvenuta e chissà se mai avverrà, di Preziosi. Gli avv. Flavia Tortorella e Maurilio Prioreschi hanno inviato un’altra richiesta, nella speranza che sia l’ultima, al tribunale del Tnas per cercare di chiarire una volta per tutte questo giallo meschino. La partita continua con un altro acerrimo rivale di questi anni, autore di mille battaglie, il Tenente coll. Auricchio che vedrà recapitarsi da Moggi una denuncia al termine del Processo di Napoli. Dulcis in fundo, la battaglia di Moggi sarà colmata dal solito sbobinamento d’intercettazioni sino ad oggi ignote.

Torniamo alla Juve e al suo ricorso al Tnas, il primo step di un lungo percorso. Già mesi fa era nell’aria la notizia che l’Inter si sarebbe costituita come parte nell’arbitrato chiesto dalla Juventus e non sarebbe venuta da sole al processo ma in dolce compagnia della Federcalcio, inseparabile coniuge, con la motivazione comune di dichiarare “eccezioni di incompetenza presumibilmente orientate(Inter e Figc) a considerare l’Alta Corte di Giustizia del Coni come l’approdo naturale della controversia in corso.”  Eccezionalità di competenza che ormai va di moda se si pensa che solo pochi mesi fa proprio il CF si dichiarò incompetente sulla richiesta della Juve e incompetenza che, pochi giorni dopo, ha utilizzato anche lo stesso Tnas per respingere le pretese della Juve dopo essersi dichiarato, in un primo momento, tramite il presidente del tribunale De Roberto, favorevole ad accogliere le motivazioni della Juve. Voltagabbana. Questo è stato il pretesto, per Agnelli, di lasciare definitivamente la giustizia sportiva ed accasarsi a quella penale, precisamente all’Alta Corte: passo più volte dichiarato ed ostentato ed ora intrapreso realmente.

Non è stato un bel mese di Settembre per l’Inter che, andata in confusione con Gasperini, è stata chiamata in causa ancora una volta dalla Juve ma questa volta per una denuncia presentata il 2 Settembre all’Uefa di Platini che ha fatto partire un’indagine molto simile a quella scattata in Turchia per il Fenerbache: sotto l’occhio degli investigatori, naturalmente, le ultime intercettazioni della “Calciopoli 2” ed i comportamenti poco limpidi dell’Inter pre e post Farsopoli.

Platini, da quando è presidente dell’Uefa, ha riservato gioie e dolori ai tifosi bianconeri assicurandosi, dalla società, la parola d’onore sull’attuazione del tanto pubblicizzato “fair-play finanziario”, un’arma a doppio taglio se solo alcune società dovessero rispettarlo. La Juve è stata costretta ma si sarebbe aspettata anche più riconoscenza da “Le Roi”. In una delle ultime interviste rilasciate, poteva risparmiarsi la battuta sull’esposto che la Juve ha presentato all’Uefa riguardo alla questione dello scudetto 2006.  “ESPOSTO? Se Andrea (Agnelli, ndr) mi ha mandato un esposto, beh, avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Fifa e Uefa diranno una parola sulle questioni interne: non abbiamo niente da dire né da fare . Non che scudetto 2006 e Fair Play abbiano qualcosa in comune ma rispetto, discrezione ed un minimo di riconoscenza sarebbero state il minimo sindacale che Platini potesse dimostrare davanti ai microfoni nei confronti di una squadra che l’ha reso IL MIGLIORE AL MONDO e continua a sostenerlo, nel lavoro attuale, come un cane fa adoratamente col suo padrone. In fondo, se la Juve fosse stata ancora quella del pre-Calciopoli dubito che oggi si sarebbe messa a seguire in modo così adulatorio la confusa decisione dell’Uefa, poco credibile e molto nelta nel suo intento di salvare il calcio dal male economico.

Eppure, il sarcasmo delle parole pronunciate da Platini non hanno avuto un effettivo riscontro dal momento che l’Uefa ha mandato comunque una lettera via fax il 30 settembre in cui ufficializza chiede all’Inter con quali modalità si è deciso di arrivare alla non-competenza del 18 Luglio appena trascorso e con che criterio, allora, fu assegnato lo scudetto 2006. Tanto immobile, la Uefa, non è rimasta a quanto pare. Il prossimo 19 ottobre è la fatidica data di consegna delle motivazioni-Inter. Non molti i giorni per spiegare cosa è successo in questi 5 anni e soprattutto in quei 3 mesi Bollenti del 2006.

In questo connubio tra Inter e Figc, naturalmente, a prendere la parola è stato Abete che ha parlato di “atto dovuto” da parte della Uefa cercando di nascondere la preoccupazione per la pressione derivante persino da un organo calcistico di potere non italiano, consapevole che questa vicenda si sta espandendo a macchia d’olio, senza alcun controllo, in zone troppo pericolose. Platini ha comunque dimostrato di essere interessato a questa questione, soprattutto per l’aspetto riguardante la Champions che l’Inter sta disputando e che potrebbe mettere a serio rischio se solo fossero confermati dei comportamenti “poco limpidi” come accaduto per il Fenerbahce.

La prima udienza di Settembre del processo di Napoli è partita con un colpo di scena: Penta, consulente di Moggi, ha rivelato gli strafalcioni del maresciallo Di Laroni ovvero una serie di telefonate ritenute rilevanti ai fini della vicenda, appuntate, a seconda della gravità, con due o tre BAFFI ROSSI e segnalate ai Carabinieri. Alcune partite analizzate sotto la lente da Di Laroni sono state la famosa Inter-Samp 3-2 diretta da Bertini, Messina-Milan 1-4 con ancora Berini arbitro, Reggina-Milan 1-1 arbitro Racalbuto, Parma – Milan 1-1 Pieri. Ecco, ognuna di queste partite presenta delle inesattezze che sarebbero, secondo l’accusa, a favore della Juve e della Cupola ma in tutte queste partite sia Milan che Inter vincono con una grande differenza reti. Tra l’altro, la partita in questione tra Inter-Samp è quella preceduta da una telefonata tra Facchetti e l’arbitro Bertini nella quale Facchetti raccomanda a Bertini di fare 5-4-4, ovvero  di vincere per portare a 5 lo score delle vittorie con l’arbitro designato. Non dimentichiamo un’altra intercettazione uscita negli ultimi giorni con protagonisti gli ex designatori Bergamo e Pairetto che parlano dopo un Juve-Milan del 18/12/2004. L’intercettazione è del 19/12/2004 ore 14:52. È stato appurato che le intercettazioni con i baffi rossi sono centinaia, volendo tutte sbobinabili e nessuna di queste presa in considerazione dai carabinieri. Ma il punto è un altro: queste telefonate segnate come GRAVI con 3 baffi rossi all’epoca erano sparite. E solo ora Moggi le ha ritrovate. La cosa grave è questa, non il resto! A chiarire un po’ la situazione ci ha pensato Narducci, il grande ex del tribunale di Napoli ora assessore sempre della stessa città gestita da De Magistris che, il 13 Settembre scorso, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport ritornando sull’argomento Calciopoli che tanto lo ha tenuto impegnato in questi anni: riguardo alle intercettazioni dell’Inter, mai spuntate fuori nel processo del 2006 ma “rispolverate” dalla difesa di Moggi, Penta&Co., nonostante Penta abbia continuato a sostenere che tutto il materiale in suo possesso fu consegnato alla Figc, Narducci controbatte  sottolineando che la Federcalcio non ha mai ricevuto “quelle altre” telefonate”, che consegnarono tutta la documentazione a Rossi e Borrelli e che tornarono a concentrarsi sulla loro indagine. Quindi, le intercettazioni devono essere state manomesse o selezionate prima: chi può averlo fatto?

In questi giorni, restando sempre in tema di telefonate che paiono non finire mai (ed alcuni tifosi interisti ce ne fanno anche una colpa per il tempismo col quale le presentiamo in tribunale, ovvero durante la fase della “discussione finale” invece che in quella “dibattimentale” –ma io dico, che colpa ne abbiamo se anche Facchetti chiamava così tanto?-) Moggi e il suo legale Penta ne hanno sbobinate altre veramente compromettenti, tutte riguardanti quell’ Inter-Juve 2-2 arbitrata da Rodomonti. Già nei mesi scorsi abbiamo ascoltato varie intercettazioni trattanti tutte questo match come quelle tra Mazzini e un organo della Figc, Facchetti e Mazzei nella quale Facchetti si preoccupa che venga sorteggiato l’arbitro giusto, Collina e Bergamo che parlano della prestazione dell’arbitro e del “rosso” su Toldo che c’era tutto secondo Collina, Facchetti e Bergamo, Carraro e Bergamo con Carraro che spera che non vengano commessi errori a favore della Juve (e qui ci sarebbe da discutere sulle interpretazioni dell’intercettazione in questione che nuovi avvocati neroazzurri stanno divulgando sul web, su un loro personalissimo blog –e questo è un grosso passo avanti- ispirati dalla serietà del lavoro del blog di Antonio Corsa, probabilmente loro mentore)

Le ultime uscite, quelle tra Bergamo-Rodomonti e Bergamo-Fazi, però, hanno qualcosa di speciale. Sono intercettazioni capaci di unire il filo di tutto il discorso che alterò l’esito di quella gara. Parliamo, purtroppo, sempre di Inter-Juve. Vi riassumo in breve ciò che Antonio Corsa è stato capace di spiegare benissimo in un suo articolo sul blog dell’uccellino, giusto per non lasciare niente al caso. Nella chiamata che fa Bergamo a Rodomonti si sente come Bergamo si preoccupi perchè Rodomonti non sbagli in favore della Juve avendo ricevuto pressioni da Facchetti il giovedì precedente, giorno adibito al sorteggio degli arbitri domenicali. Basti ricordare che Facchetti già sapeva, prima del sorteggio, i guardalinee della partita e gli arbitri presenti in griglia da sorteggiare in sede. Bergamo subì pressioni anche dallo stesso Carraro che, per non scatenare le ire di Moratti e Facchetti, cercò di rassicurarsi dal designatore che l’arbitro non sbagliasse, o almeno non facesse errori, contro L’inter. E che nel dubbio, avrebbe dovuto favorire l’Inter, la squadra più dietro di 15 punti. Ecco, per mettere in chiaro che significato avesse  questo scambio di battute:

Carraro: “(Incomprensibile) deve fare la partita correttamente, ma che non faccia errori per carità a favore della Juventus perchè sennò sarebbe un disastro”.
Bergamo: “Sì”.

Bisogna tornare indietro all’intercettazione tra Facchetti e Bergamo, di soli pochi giorni prima appunto, e non lasciarsi andare a facili conclusioni come quelle tratte dagli esperti avvocati-web interisti:

Facchetti: “Senti, per domenica allora?”.                                                                                                                     Bergamo: “Ma tutti internazionali, Giacinto, così perlomeno non c’è discussione…perché c’è dentro…Collina, Paparesta, Bertini e c’è dentro Rodomonti”.                                                                                  Facchetti: “Con Bertini abbiamo avuto qualche problemino anche l’anno scorso là a Torino. Anche altre partite abbiamo avuto qualche problema con Bertini…”.                                                                                                             Bergamo: “Semmai, sfortunatamente fosse così (dovesse essere sorteggiato Bertini, ndr), ci parlo, perché anzi, semmai è meglio, ti devo dire, capito?…”.

Non ci sono telefonate in cui i designatori facciano o provino a fare pressione su un arbitro per favorire la Juve, questo dimostra come la cupola sia stata interpretata in modo scorretto, anzi “contrario” visto che se un arbitro avesse sfavorito la Juve sarebbe stato lontano da molto tempo dai campi e invece Rodomonti è l’esempio palese di come molti arbitri abbiano continuano a rimanere in orbita internazionale arbitrando molti big math: una cerchia ristretta di “favoriti” e “corrotti”, o meglio, addestrati a dovere.

È evidente che l’avv. ssa Elena Nittoli sia l’ultimo monito vivente al quale aggrapparsi per gli interisti. è giusto che sia così, che anche loro tentino di difendersi dagli attacchi che stiamo sferrando ora noi a loro. In guerra non interessa chi ha ragione e chi ha torto, chi lotta per e chi lotta contro… Si combatte alla pari. Adesso, sul web, con gli avvocati e le an. tattiche ma con l’unica differenza che noi, la nostra battaglia, l’abbiamo cominciata molto prima di loro e non a priori contro di loro. I diversamente onesti, prescritti e tarchiati a vita con questo nomignolo. Per cosa poi?

Un’ultima postilla: Il serio lavoro di tante persone che ci mettono tutta la loro professionalità per riportare a galla la verità viene bistrattato e calpestato dall’indifferenza di certa gente che della verità non se ne fa proprio nulla e non rispetta la volontà degli altri di volerla a tutti i costi. In realtà la verità non dovrebbe essere un optional ma un serio dovere del cittadino di pretenderla. Solo a volte le bugie fanno bene ma non in questi caso. Se l’incolumità di questo paese è in mano a gente come Rossi, Montezemolo, Nicoletti, Auricchio, Gualtieri, Pandolfi, Narducci, Moratti , Nicolai, Platini, Abete il futuro è già presente perchè non c’è. I tribunali, poi, ci mettono sempre il loro con questi rinvii ed attese snervanti e incomprensibili: se anche il presidente del collegio del Tnas la lasciato l’incarico, ufficialmente per motivi personali, significa che il senso di responsabilità di questo paese è pari allo zero, come i punti in classifica dell’Inter qualche settimana fa. L’unico dialogo che si può impostare con loro è quello da stadio, fatto d’insulti e urla. Lo stadio nuovo aiuta tanto in questo senso.

eldavidinho94

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