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di eldavidinho

Siamo tutti in attesa che le sentenze del filone calcioscommesse di Cremona e Bari in cui abbiamo visto coinvolti(soprattutto) Conte, Bonucci, Pepe, Carobbio, Masiello dicano la parola fine, almeno per qualche giorno. Poi ci sarà l’appello. Come 6 anni fa, quasi impossibile godersi un po’ di calcio giocato senza dover rivolgere un occhio(o addirittura tutto lo sguardo) alla solita giustizia sportiva che ci affligge. I due grandi accusatori, come sappiamo, hanno patteggiato pene molto inferiori rispetto a quelle che avrebbero dovuto meritarsi grazie al “patto di collaborazione” concordato con Palazzi. Conte, Bonucci e Pepe, invece, proprio per aver rifiutato i patteggiamenti che l’inossidabile Palazzi ha cercato di trattare per 4 giorni ininterrottamente, sono andati a processo. Alla fine nessuno ha deciso di patteggiare, mettendo a serio rischio tutto l’impianto accusatorio che già la Disciplinare, con “la richiesta non congrua per i patteggiamenti”, aveva denunciato in sordina, costruito da Palazzi ed i suoi accusatori. Proprio la credibilità di uno dei pentiti, Masiello, ha vacillato non poco e tutti si aspettano delle assoluzioni piene per i casi di Bonucci e Pepe, il primo tirato in mezzo nonostante la Procura di Bari abbia rilasciato un certificato in cui si attesta che Bonucci non risulta essere indagato ma essere stato semplicemente sentito in qualità di testimone al penale a Bari e nonostante Carella e Giacobbe, due non-tesserati, ritenuti credibili da Palazzi, non nominino mai il difensore. Il secondo per una presunta telefonata che non si trova e che tutti dubitano ci sia mai stata tra lo stesso Pepe e Salvatore Masiello. Insomma, un quadro che tutto è tranne che chiaro. Per non parlare della posizione di Conte, l’unica seriamente “a rischio” per il solo fatto che, senza prove a discarico, Carobbio resta credibile nonostante le contraddizioni. Le sue dichiarazioni hanno valore probatorio, giuridicamente sono testimonianze attendibili anche se in ogni interrogatorio aggiunge o toglie un particolare. E non fa niente se le 24 testimonianze dei presenti del Siena a Novara Palazzi non le ammette alla Commissione perché irrilevanti, non sufficientemente articolate e, ufficialmente, perché “non stiamo indagando sui tesserati che hanno omesso e che non confermano. Per loro servirebbe un’ammissione altrimenti non sarebbero deferibili”. Vai a tradurre, adesso. Sulla telefonata Masiello-Pepe invece ha detto che: “La telefonata è comprovata, anche se non esiste materiale probatorio dalla procura ordinaria”. Ha continuato, in aula, dicendo che per quanto riguarda le dichiarazioni di Masiello: “esiste il progressivo arricchimento delle dichiarazioni.” Come possono essere “progressive di arricchimento“ le dichiarazioni di Masiello che dal 7 Febbraio al 10 Luglio 2012 cambia 4 versioni? In una delle sue requisitorie, in un passaggio però, dice che: “Non abbiamo il tempo di ascoltarvi“, lasciando intendere che è difficile uscire indenni da un processo che non ammette l’ammissione di testimoni o controinterrogatori, né prove a discolpa, niente controesami e niente testimoni, che ruota attorno al “valore probatorio a prova di contraddizioni o smentite” delle accuse, passando per l’inversione dell’onere della prova che non esiste fino ad arrivare all’immediata esecutività della sentenze. Ma non ci si pone il problema che è anche sbagliato tutelare gente come Carobbio e Masiello che rischia seriamente di avere pene più miti di tanti altri meno colpevoli o addirittura innocenti?
E tutto questo ha portato ai patteggiamenti di Siena, Faggiano, Larrondo e Carobbio con pene lievi e discutibili. Proprio Larrondo, accusato direttamente da Carobbio di aver preso parte ad un illecito, smentisce e se l’è cavata con 3 mesi e 20 giorni più 30 mila euro di ammenda. Stessa formula che Palazzi ha provato a far accettare a Bonucci ma con la differenza che gli hanno chiesto di firmare una dichiarazione auto-accusatoria affinchè non fosse il pm stesso ad ammettere l’errore(derubricazione da illecito ad omessa denuncia). Se per Larrondo si è addirittura derubrificato, Perchè, per Conte, è stato negato dalla Disciplinare il patteggiamento di 3 mesi?
E poi, ecco due situazioni simili: perchè il 19 gennaio, dai giudici di Cremona, Carobbio non parla mai di Conte e il 29 febbraio, da Palazzi, invece lo nomina e lo accusa? E perché dai pm, il pentito Masiello non ha mai tirato in ballo i due giocatori ma lo ha fatto da Palazzi cambiando molte versioni? È lecito pensare che i grandi accusatori facciano nomi e cambino le versioni in base a quelle di altri pentiti o a loro piacimento.
Un’ altra analogia menzionabile è quella che vide Buffon denunciare il sistema giuridico e giornalistico italiano, raggiunto il giorno dopo, con una tempistica perfetta, da un’inchiesta, con Conte che rifiuta di patteggiare e subisce il ritorno di Palazzi e della pena massima chiesta per lui. Se queste non sono vendette e sfreggi di ripicca poco ci manca.
Proprio poche ore dopo le dimissioni di Stellini e 2 giorni prima che la Disciplinare emettesse le sentenze, giornalisti e testate giornalistiche quali Paolo Aghemo, Repubblica, Sky e Corsport hanno diffuso la notizia che la Juve volesse scaricare il proprio mister togliendogli il supporto penale dei propri avvocati e che Conte avesse già pensato di sostituirli con l’avv.ssa Giulia Bongiorno. Smentita giunta prontamente dallo stesso avv. Chiappero intervistato a Sky e poi da una nota ufficiale divulgata dalla società, breve, secca e concisa. Nonostante ciò, CorSport e Repubblica, imperterrite, hanno continuato con le loro illazioni: Repubblica con un articolo sul web modificato più volte, il CorSport con una prima pagina dedicata quasi interamente alla Juve e alla presunta “bufera interna” e la Gazzetta col solito “vizio” d’anticipare le sentenze: l’impressione è che si sia arrivati ad un punto di non ritorno con tutta la stampa nostrana, completamente alla deriva e non più controllabile nonostante la Juve faccia tuttò ciò che è nelle sue possibilità. Alla fine pare che la Bongiorno integrerà il collegio difensivo di Conte e il mister sarà condannato dalla Disciplinare, in primo grado, 10 mesi a fronte dei 15 richiesti da Palazzi. Dopo Ferragosto spazio al procedimento d’appello, a settembre la possibilità per le difese di presentare un ulteriore, e ultimo, ricorso al Tnas, il Tribunale arbitrale per lo sport presso il Coni. Per Pepe e Bonucci invece di parla di un’assoluzione piena che domani scopriremo. Se così fosse, ci sarebbe da chiedersi: assolto Bonucci da illecito e no Conte da omessa denuncia? Pasticcio di Palazzi che bocciato in toto dalla Disciplinare, sia su patteggiamenti proposti(per tutti), sia su credibilità dei suoi pentiti, dovrebbe dimettersi, in un paese normale.
Profilo Twitter: eldavidinho94

  1. Alessandro Magno

    Personalmente se devo comprare un giornalòe compro Tuttosport tutto il resto non lo compro, mi informo su internet. tanto le porcate della gazzetta ad esempio son sempre riportate in ogni salsa, cosi come le porcate di repubblica

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