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Già finiti i festeggiamenti per il capodanno dei gufi.

 

Di Alessandro Magno

Ebbene si come avevamo ampiamente pronosticato i festeggiamenti nazionali per la sconfitta della Juventus (il cosidetto capodanno dei gufi) sono durati solamente una settimana. Mio nonno diceva sempre: ”Natale viene ‘na vota l’anno” e di conseguenza pure il primo dell’anno. Ora finiti gli sms da gente che non setivamo da una vita, finiti i poster celebrativi di certi pessimi giornali diretti da direttori ancora più pessimi, finiti i festeggiamenti dei giocatori dell’Inter allo Juventus Stadium nemmeno avessero vinto lo scudetto, finiti gli abbracci fra gufi di tutte le specie granata, romanisti, laziali, interisti, milanisti, napoletani e finiti i sorrisi a 36 denti da colleghi di lavoro che erano mesi che non alzavano la testa dal loro posto, che ci eravamo persino scordati che faccia avevano. Finito tutto questo si ritorna alla normalità. Potete tornare a riabbassare la testa e guardare per terra, dovesse mai venirvi una cervicale a star troppo tempo sù.
L’Inter Domenica come la più inguardabile delle squadrette va a Bergamo e ne prende 3. Come nella più consueta delle tradizioni ne dovrebbe prendere almeno 5 da quello che si è visto e si son mangiati gli attaccanti atalantini, ma i piangina si fossilizzano su un rigore dubbio che però alla moviola pare esserci. Normale, d’altronde hanno solo una decina di punti in più rispetto a quelli che dovrebbero avere grazie a favori arbitrali. A commentare questo rigore ci mettono i grandi super partes e obiettivi Bergomi a Sky e Pagliuca e Oriali a Mediaset, tipo mettere Dracula all’Avis; incredibilmente ridicolo se non fosse tutto vero. Come si dice in questi casi ci sarebbe da ridere e invece fa piangere. Uno di questi 3  che non mi ricordo, ma non fa nulla, fate voi uno a caso tanto è una scemenza che posson aver detto tutti e tre dice: ”Moralez non fa nulla per restare in piedi”… ma dai? Dice proprio così! Certo Milito invece quando lo strattonano bisogna sparargli per farlo cadere; ha una forza incredibile nel restare in piedi… finchè è fuori area, salvo svenire appena dentro però.  Non vi pare?

E comunque tornando a noi tutta normale amministrazione. Classico perdere la volta dopo per chi contro la Juventus vince usando tutte le sue energie fisiche e mentali. La partita della vita come si suol dire. E’ pieno il web di gente e non solo di Juventini, che dopo la nostra sconfitta pronosticava l’Inter perdente a Bergamo. Si è sbancata la Sisal. Non c’è bisogno di essere abili scommettitori, basta sapere un poco di come va il mondo e come è la natura delle cose. Della partita della vita ad esempio ne sanno qualcosa i nostri parenti che non abbiamo che giocano effettivamente due partite l’anno : il Derby di andata e quello di ritorno. Salvo poi buscarle un poco da tutti. Ieri gli è andata bene ma confidiamo che ritornino anche loro molto presto negli standard abituali. C’è solo da aspettare. La pazienza è la virtù dei forti.  E’ andata bene anche al Napoli, ma Babbo Natale Preziosi ci mette molto del suo, esonerando il proprio bravo mister per riprendere il già pensionato Del Neri. Si accettano scommesse sul ritorno di De Canio. Si vince poco ma si dovrebbe vincere quasi sicuro.

E andiamo a parlare della scoppola che ha preso il Milan in casa contro la Fiorentina. Avevano appena rifilato 5 gol al nientepopodimeno che Chievo Verona o dico Chievo Verona e mica cazzi!  Già parlavano di nuovo rinascita, di Milan che presto ritornerà nelle zone alte della classifica, e bla bla ….e bla bla bla. Scusate noi abbiamo battuto 1-6 il Pescara e non mi sembra ci siamo sbrodolati nelle mutande così come loro. A parte El Shaarawy patrimonio del calcio (che Dio e il Psg ve lo salvi) il Milan di quest’anno è una squadra da zona retrocessione. Il pallone calciato ieri  da Pato poi, hanno chiesto a Felix Baumgartner se l’aveva visto passare da quelle parti.

Dulcis in fundo la Roma di miste’ Zema’. Ridete. Sulla fiducia… basta il nome ormai. Zeman schianta con la partita di ieri un altro record dei suoi.  Diventa l’allenatore capitolino con più derby persi. Evvai di record in record! Almeno così mi hanno detto, controllate voi, ma conoscendo il personaggio non so perchè ma ci credo.  Mi venivano in mente i romanisti questa estate , goderecci e  spacconi come sempre: ” A noi non ce frega gnente de vince er campionato a noi ce basta vince er derby e cola Juve ”. Cacchio avete fatto Bingo! Due su due! Di questo passo un altro record sarà presto battutto qualora non lo fosse già: Il maggior numero di partite, nello stesso campionato, in cui una squadra ha incassato 3 reti o più.

E chiudiamo con Petkovic che a fine gara si è lamentato di non avere Mauri e altri per lo scontro con la Juve. Allora fermo restando che stimo questo allenatore così come stimo Montella perchè in genere parlano più di fatti che di altro c’è da dire questo: Mauri così come Cannavaro, così come Palacio, sta giocando un campionato che probabilmente non dovrebbe giocare. Ricordo che il signor Palazzi aveva dichiarato che la giustizia sportiva doveva essere celere per tutti ma in realtà è stata celere solo con Antonio Conte. Quindi lamentarsi che Mauri non ci sia contro la Juve quando ha giocato già mezzo girone di andata sub iudice, mi pare azzardato. Per il resto invece c’è una ammonizione assolutamente inventata dall’arbitro Banti in Pescara Juventus data ad Andrea Pirlo, che non gli permetterà di essere della partita. Qualcuno ne ha sentito parlare?

Alessandro Magno

 

articolo pubblicato anche su Juvemania.it e Ladivinajuventus.it

ricchiuti5

1- Jovetic, Dzeko, Pazzini: sono Top Player? E soprattutto per i primi due valgono il prezzo richiesto?

non lo sono e quindi non valgono il prezzo richiesto. il secondo e terzo non hanno neanche l’ambizione di esserlo. jovetic mi sembra giochi sui tacchi:alla juve di lunatici ne abbiamo già troppi. su dzeko litigavo anni fa con chi mi diceva fosse un top player e io da buon vecchio conservatore ironizzavo sul wolfsburg e le ambizioni di queste squadre senza tradizioni. mi pare di aver avuto cinicamente ragione io. pazzini può far bene al milan. ma era una previsione facile.

2-Il “personaggio” e tuo concittadino De Laurentis e la supercoppa da giocare a Pechino con annessi “vengo non-vengo”?

è stata una mattana avallata però da tutti quelli che contano, agnelli compreso. la supercoppa si dovrebbe giocare a fine agosto come in spagna, quando le squadre carburano bene. sennò diventa come in effetti è sembrata per larghi tratti specie all’inizio una litigiosa amichevole estiva. nel merito li abbiamo tenuti in partita noi con due errori difensivi di cui vergognoso il primo e con conte che quando vede il napoli sbaglia spesso formazione iniziale. per fortuna che poi è cresciuto vidal e che il napoli non è abituato a certi livelli di qui il nervosismo dilettantesco. non mi sono piaciute le polemiche sulla premiazione: il danno l’ha avuto la fgci. noi non c’entravamo niente. non presentarsi è una scelta ruspante e dunque legittima. le olimpiadi, lo spirito olimpico e cavolate affini non c’entrano niente col calcio italiano.

3-La vicenda scommessopoli chi ne esce bene, chi no, e considerazioni su Pepe, Bonucci, e il nostro Mister?

ne esce bene come al solito in italia solo chi ha vinto. non a caso palazzi il giorno dopo aver perduto è stato dileggiato sui giornali. non a caso briamonte dopo essere stato pompato (non da me) oggi passa per scemo.

Dichiarazione di Andrea Agnelli. 22 agosto 2012

da www.Juventus.com

L’odierna sentenza della Corte di Giustizia Federale conferma i peggiori sospetti sulla vicenda che ha coinvolto Antonio Conte, per fatti asseritamente avvenuti quando egli era tesserato per altra società. Per molti mesi ho osservato questa situazione con incredulità, accompagnata da un crescente sconcerto, per una giustizia sportiva che somiglia sempre di più ad una caccia alle streghe. Oggi la misura è colma: in presenza di una vittoria giuridica lampante, cioè il proscioglimento per l’omessa denuncia di Novara-Siena che ha fatto emergere le contraddizioni e le ritrattazioni ad orologeria di un “pentito” interessato solamente a sgravare la sua posizione personale, si è deciso di uccidere la logica e di applicare in modo arbitrario una sanzione addirittura raddoppiata.

In sostanza dopo mesi e mesi in cui abbiamo sentito tale Filippo Carobbio raccontare che il suo allenatore avrebbe addirittura invitato a pareggiare una partita nel corso di una riunione tecnica, oggi si scopre la totale innocenza di Antonio Conte su quell’episodio, ma ci si rifugia nella seconda contestazione (Albinoleffe – Siena) per applicare la stessa pena del primo grado, con buona pace della verità, dell’aritmetica e della giustizia. Quella vera.

Per mesi ho dovuto sentire le lezioni, provenienti da membri delle istituzioni e illustri opinionisti, che invitavano alla fiducia in un sistema di giustizia sportiva che, in assenza di prove riscontrate, si accontenta di celebrare processi sommari con tempi asimmetrici, caso per caso, filone per filone, forse persona per persona o peggio società per società, e con modalità barbare che non trovano cittadinanza in democrazia. Non solo: questo sistema brandisce dapprima il patteggiamento come facile via d’uscita in spregio al sentimento di giustizia del singolo, salvo poi rifiutarlo immotivatamente.

Ribadisco il mio pieno sostegno personale e quello della Juventus ad Antonio Conte e ad Angelo Alessio, che si trovano a lottare contro tale sistema, che deve essere riformato dalle sue fondamenta. Confido che gli organi di giustizia del C.O.N.I. , cui con urgenza si farà ricorso, sappiano porre rimedio a questa profonda ingiustizia, che tra l’altro ha creato e crea un danno anche alla società, che dovrà fare in questo senso le sue opportune valutazioni e quantificazioni.

Antonio Conte, come già più volte ribadito è e sarà l’allenatore della Juventus, che dopo aver vinto la Supercoppa Italiana meritatamente, suscitando nuove invidie e risvegliando vecchi “anti-juventini” militanti, si appresta ad affrontare compatta una stagione impegnativa in Campionato, in Champions League e in Coppa Italia.

Chi pensa che le vicende giudiziarie di questa estate possano condizionare la nostra stagione, ha fatto male i suoi conti.

#iononcomproRepubblica

di eldavidinho

Siamo tutti in attesa che le sentenze del filone calcioscommesse di Cremona e Bari in cui abbiamo visto coinvolti(soprattutto) Conte, Bonucci, Pepe, Carobbio, Masiello dicano la parola fine, almeno per qualche giorno. Poi ci sarà l’appello. Come 6 anni fa, quasi impossibile godersi un po’ di calcio giocato senza dover rivolgere un occhio(o addirittura tutto lo sguardo) alla solita giustizia sportiva che ci affligge. I due grandi accusatori, come sappiamo, hanno patteggiato pene molto inferiori rispetto a quelle che avrebbero dovuto meritarsi grazie al “patto di collaborazione” concordato con Palazzi. Conte, Bonucci e Pepe, invece, proprio per aver rifiutato i patteggiamenti che l’inossidabile Palazzi ha cercato di trattare per 4 giorni ininterrottamente, sono andati a processo. Alla fine nessuno ha deciso di patteggiare, mettendo a serio rischio tutto l’impianto accusatorio che già la Disciplinare, con “la richiesta non congrua per i patteggiamenti”, aveva denunciato in sordina, costruito da Palazzi ed i suoi accusatori. Proprio la credibilità di uno dei pentiti, Masiello, ha vacillato non poco e tutti si aspettano delle assoluzioni piene per i casi di Bonucci e Pepe, il primo tirato in mezzo nonostante la Procura di Bari abbia rilasciato un certificato in cui si attesta che Bonucci non risulta essere indagato ma essere stato semplicemente sentito in qualità di testimone al penale a Bari e nonostante Carella e Giacobbe, due non-tesserati, ritenuti credibili da Palazzi, non nominino mai il difensore. Il secondo per una presunta telefonata che non si trova e che tutti dubitano ci sia mai stata tra lo stesso Pepe e Salvatore Masiello. Insomma, un quadro che tutto è tranne che chiaro. Per non parlare della posizione di Conte, l’unica seriamente “a rischio” per il solo fatto che, senza prove a discarico, Carobbio resta credibile nonostante le contraddizioni. Le sue dichiarazioni hanno valore probatorio, giuridicamente sono testimonianze attendibili anche se in ogni interrogatorio aggiunge o toglie un particolare. E non fa niente se le 24 testimonianze dei presenti del Siena a Novara Palazzi non le ammette alla Commissione perché irrilevanti, non sufficientemente articolate e, ufficialmente, perché “non stiamo indagando sui tesserati che hanno omesso e che non confermano. Per loro servirebbe un’ammissione altrimenti non sarebbero deferibili”. Vai a tradurre, adesso. Sulla telefonata Masiello-Pepe invece ha detto che: “La telefonata è comprovata, anche se non esiste materiale probatorio dalla procura ordinaria”. Ha continuato, in aula, dicendo che per quanto riguarda le dichiarazioni di Masiello: “esiste il progressivo arricchimento delle dichiarazioni.” Come possono essere “progressive di arricchimento“ le dichiarazioni di Masiello che dal 7 Febbraio al 10 Luglio 2012 cambia 4 versioni? In una delle sue requisitorie, in un passaggio però, dice che: “Non abbiamo il tempo di ascoltarvi“, lasciando intendere che è difficile uscire indenni da un processo che non ammette l’ammissione di testimoni o controinterrogatori, né prove a discolpa, niente controesami e niente testimoni, che ruota attorno al “valore probatorio a prova di contraddizioni o smentite” delle accuse, passando per l’inversione dell’onere della prova che non esiste fino ad arrivare all’immediata esecutività della sentenze. Ma non ci si pone il problema che è anche sbagliato tutelare gente come Carobbio e Masiello che rischia seriamente di avere pene più miti di tanti altri meno colpevoli o addirittura innocenti?
E tutto questo ha portato ai patteggiamenti di Siena, Faggiano, Larrondo e Carobbio con pene lievi e discutibili. Proprio Larrondo, accusato direttamente da Carobbio di aver preso parte ad un illecito, smentisce e se l’è cavata con 3 mesi e 20 giorni più 30 mila euro di ammenda. Stessa formula che Palazzi ha provato a far accettare a Bonucci ma con la differenza che gli hanno chiesto di firmare una dichiarazione auto-accusatoria affinchè non fosse il pm stesso ad ammettere l’errore(derubricazione da illecito ad omessa denuncia). Se per Larrondo si è addirittura derubrificato, Perchè, per Conte, è stato negato dalla Disciplinare il patteggiamento di 3 mesi?
E poi, ecco due situazioni simili: perchè il 19 gennaio, dai giudici di Cremona, Carobbio non parla mai di Conte e il 29 febbraio, da Palazzi, invece lo nomina e lo accusa? E perché dai pm, il pentito Masiello non ha mai tirato in ballo i due giocatori ma lo ha fatto da Palazzi cambiando molte versioni? È lecito pensare che i grandi accusatori facciano nomi e cambino le versioni in base a quelle di altri pentiti o a loro piacimento.
Un’ altra analogia menzionabile è quella che vide Buffon denunciare il sistema giuridico e giornalistico italiano, raggiunto il giorno dopo, con una tempistica perfetta, da un’inchiesta, con Conte che rifiuta di patteggiare e subisce il ritorno di Palazzi e della pena massima chiesta per lui. Se queste non sono vendette e sfreggi di ripicca poco ci manca.
Proprio poche ore dopo le dimissioni di Stellini e 2 giorni prima che la Disciplinare emettesse le sentenze, giornalisti e testate giornalistiche quali Paolo Aghemo, Repubblica, Sky e Corsport hanno diffuso la notizia che la Juve volesse scaricare il proprio mister togliendogli il supporto penale dei propri avvocati e che Conte avesse già pensato di sostituirli con l’avv.ssa Giulia Bongiorno. Smentita giunta prontamente dallo stesso avv. Chiappero intervistato a Sky e poi da una nota ufficiale divulgata dalla società, breve, secca e concisa. Nonostante ciò, CorSport e Repubblica, imperterrite, hanno continuato con le loro illazioni: Repubblica con un articolo sul web modificato più volte, il CorSport con una prima pagina dedicata quasi interamente alla Juve e alla presunta “bufera interna” e la Gazzetta col solito “vizio” d’anticipare le sentenze: l’impressione è che si sia arrivati ad un punto di non ritorno con tutta la stampa nostrana, completamente alla deriva e non più controllabile nonostante la Juve faccia tuttò ciò che è nelle sue possibilità. Alla fine pare che la Bongiorno integrerà il collegio difensivo di Conte e il mister sarà condannato dalla Disciplinare, in primo grado, 10 mesi a fronte dei 15 richiesti da Palazzi. Dopo Ferragosto spazio al procedimento d’appello, a settembre la possibilità per le difese di presentare un ulteriore, e ultimo, ricorso al Tnas, il Tribunale arbitrale per lo sport presso il Coni. Per Pepe e Bonucci invece di parla di un’assoluzione piena che domani scopriremo. Se così fosse, ci sarebbe da chiedersi: assolto Bonucci da illecito e no Conte da omessa denuncia? Pasticcio di Palazzi che bocciato in toto dalla Disciplinare, sia su patteggiamenti proposti(per tutti), sia su credibilità dei suoi pentiti, dovrebbe dimettersi, in un paese normale.
Profilo Twitter: eldavidinho94

Ora però guerra

di Alessandro Magno

Non bisogna essere degli esperti in materie giudiziarie per capire che l’attacco alla Juve, attraverso la vicenda Conte – calcio scommesse, è pretestuoso. Lo hanno capito anche molti non juventini che per la prima volta, hanno difeso la Juventus su giornali e siti: Xavier Jacobelli, Michele Criscitiello, Enrico Mentana ad esempio. C’è una macchina giudiziaria che va a due velocità, una per la Juventus e una per il resto. Di tutto il filone calcio scommesse e di tutti gli indagati non  interessa niente, colpire la Juve e gli juventini pare l’unica cosa che conta. Si patteggia per tutti eccetto che per i tesserati della Juve. Non si spiega altrimenti la mano cosi esageratamente pesante, solo e soltanto contro il mister Antonio Conte, Pepe e Bonucci. Conte che ricordiamo, al massimo è colpevole di un omessa denuncia e non di frode sportiva, né tantomeno di aver combinato qualche partita o intascato soldi indebitamente. Non starò qui a parlarvi di diritto né tanto meno di giustizia perché non è il mio campo, altri più bravi di me lo hanno fatto in questa sede e anche in altri siti. Certo che 24 mesi dati a Carobbio (in due trance) reo di aver combinato di tutto e di più, dall’aver intascato soldi, all’aver avuto rapporti con personaggi della malavita, dall’aver combinato lui si partite in prima persona, contro i 15 chiesti a Conte per un omessa denuncia, fanno capire che c’è più di qualche cosa che non quadra. La differenza poi fra la richiesta nel patteggiamento accettata da Palazzi e respinta dalla corte federale di 3 mesi più un ammenda, e i 15 mesi chiesti ora, non trovano davvero né capo e né coda in nessun ordinamento.

Anche nella giustizia ordinaria se un imputato patteggia ha diritto allo sconto di un terzo della pena. Ora se la matematica non è un opinione 3 terzi di 3 mesi con lo sconto di un terzo, fanno 4 mesi e mezzo; viceversa un terzo di sconto sui 15 mesi chiesti ora, avrebbe dovuto far si che Palazzi chiedesse in sede di patteggiamento 10 mesi invece dei 3. C’è un evidente discrepanza in questo e non c’è bisogno di aver studiato legge per capirlo. Cosi come c’è un evidente discrepanza fra il fatto che a Conte vengano contestate due omesse denuncie e conteggiate come due pene mentre ad altri viene contestato un singolo reato cioè quello di frode sportiva. Voglio dire che se ogni singola partita truccata venisse conteggiata come una frode sportiva, quanti anni dovrebbero dare a Masiello e Carobbio? Minimo 30. Per non parlare della follia allo stato puro per Pepe (un anno per omessa denuncia) e Bonucci (addirittura 3 anni e mezzo) che hanno tutti e due nei rispettivi casi la richiesta di pena più dura. Più dura persino degli organizzatori di quelle combine che ora fanno i pentiti a buon mercato. Questa non è giustizia questa è mafia. Ora tutto questo e assai evidente, finalmente se ne è accorto pure il Presidente Andrea Agnelli che ha usato parole molto dure nei confronti della Figc che ha accusato il colpo. Ha sbagliato la Juventus in passato a mantenere un basso profilo e a cercare di avere un rapporto accondiscendente o al minimo collaborativo con la Figc, come ha ricordato lo stesso Presidente nel comunicato del giorno 2 agosto. Tutto questo non è servito a nulla e qualcuno come me, scusate, lo aveva detto prima. Non si può patteggiare la propria pelle con i propri carnefici. Nessuno lo farebbe mai. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: attirati in una trappola. Ora il comunicato di Andrea Agnelli è stato molto pesante e ha sortito l’effetto voluto. In Federazione hanno incassato malamente e risposto con un altro comunicato che altresì dimostra ancora una volta la loro arroganza. Vogliono fare come credono e non vogliono neppure essere criticati per questo. Ancora una volta noi si dovrebbe accettare quella famosa disparità di giudizio, che già abbiamo subito in passato, a testa china.

No ora basta, la misura è colma. Ora è arrivato il momento di far seguire alle parole i fatti. Non aria fritta o scritte al posto delle stelle, non provocazioni sterili che di fatto non hanno adirato nessuno anzi hanno riscosso pure consensi. Ora è arrivato il momento veramente di combattere in tutte le sedi e agire. Arrivare fino in fondo. Bisogna fare in modo che Palazzi e la corte disciplinare della Figc e magari la Figc tutta, vengano destituiti una volta per sempre a causa del modo arbitrario e parziale con il quale  amministrano la giustizia sportiva. Ora è arrivato il momento di scelte drastiche e magari eclatanti. C’è chi incoraggia la squadra a lasciare il campionato italiano e a iscriversi a un campionato straniero oppure a giocare solo amichevoli di lusso come gli Harlem Globetrotters del basket, oppure ancora, chi non vorrebbe dare più i giocatori alla nazionale. Io non so quale sia la strada percorribile ma so che così non si può più andare avanti.  Il popolo juventino è pronto a scendere in battaglia, compatto, abbracciando le scelte che vorrà fare la società. Stiamo boicottando da tempo alcuni giornali famosi senza esser stati organizzati da nessuno, solo con il passaparola. Giornali che stanno accusando pesantemente il colpo in termini di perdita di vendite. Questo per ricordare quanto possiamo essere forti quando siamo uniti. Questo per ricordare al Presidente Andrea Agnelli che potremmo esser ancora più forti se guidati da qualcuno. Io non ho suggerimenti per il Presidente, faccia lui. Ora non è più il tempo di dimostrare a Conte, Pepe e Bonucci che gli siamo vicini a parole. Ora è arrivato il tempo di combattere per loro. Noi siamo pronti a tutto per il bene della verità e della Juventus. Pronti anche a perdere se necessario, ma sapendo di aver combattuto per una giusta causa, la nostra.

Perché solo combattendo si cade ma non si cede.

 

Per me voi siete sangue del mio sangue

Per me voi siete carne della mia carne

Per me voi siete pelle della mia pelle

I miei fratelli e le mie sorelle. ( Brusco)

 

Alessandro Magno

 

leggibile anche su Juvemania. it http://juvemania.it/ora-pero-guerra/

Dichiarazione di Andrea Agnelli. Da Juventus.com

02 agosto 2012

Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale.

Per molto tempo e con grande senso di responsabilità la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati.

Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non può essere accettato.

La decisione di ieri della Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC, che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento già ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Rilevo nuovamente l’incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all’onorabilità.

La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio.

Sarà una stagione complessa ed impegnativa, ma la concentrazione sulle prestazioni in campo della Squadra da parte di tutto il nostro ambiente rimane alta con l’obiettivo di confermarci vincenti a maggio 2013.

Organizziamoci – Al fianco di Conte e degli altri bianconeri deferiti da Palazzi

I deferimenti emessi dal Procuratore Federale Stefano Palazzi nell’ambito dell’inchiesta “Scommessopoli” nei confronti di Antonio Conte, del suo vice Angelo Alessio e del collaboratore di campo Cristian Stellini oltre che dei calciatori Simone Pepe e Leonardo Bonucci, all’epoca dei fatti in altre società, non hanno lasciato indifferenti la società che, nelle parole del Presidente Andrea Agnelli e del dg Marotta, si è subito schierata al fianco dei propri tesserati.
Anche noi di “Organizziamoci”, che fino ad oggi non ci siamo mai volutamente espressi riguardo questa vicenda, riteniamo sia arrivato il momento opportuno per fare un po’ di chiarezza.
Come nel 2006, col passare del tempo, nei giudizi dei media e delle testate giornalistiche, sembra che in questo processo, in cui i colpevoli sono ben altri, i grandi accusati siano Antonio Conte e gli altri bianconeri coinvolti, che occupano in posizione fissa le prime pagine dei giornali. La Federazione certamente ha più volte dimostrato di essere incompetente su altre vicende meno che su quelle che possano danneggiare la Juventus e i suoi tesserati e non può che spingere verso una condanna degli juventini coinvolti, visti i rapporti tutt’altro che buoni (ricordiamo che è sempre pendente una richiesta di risarcimento danni di 444 milioni di euro da parte della Juventus per la questione Calciopoli) con la Vecchia Signora nel periodo post Farsopoli. Sono senz’altro da leggere sotto quest’ottica i deferimenti emessi da Palazzi per Conte e gli altri bianconeri coinvolti.
In particolare è curiosa la situazione del tecnico bianconero, che si è cercato a tutti i costi di far entrare in questa vicenda e di mettere alla gogna mediatica negli ultimi mesi, a partire dallo scorso campionato con la Juve in piena lotta scudetto. Per molti aspetti questa vicenda ci ricorda la farsa andata in scena nel 2006, ma stavolta, ne siamo certi, non la daremo vinta ai nostri detrattori. Per vari motivi. Primo fra tutti la presa di posizione forte e decisa che è arrivata dalla società, con Andrea Agnelli che ha chiaramente detto che non intende lasciare soli Conte e gli altri bianconeri deferiti, posizione ribadita da Marotta e, udite udite, anche da John Elkann, che sei anni fa si era detto vicino all’allenatore (che allora era Fabio Capello) e ai giocatori, dimenticando i suoi dirigenti, che puntualmente venivano costretti alle dimissioni (e che forse gli faceva comodo far fuori per fare spazio a quel genio di J.C. Blanc, ma questa è un’altra storia). Un secondo motivo è l’esperienza pregressa da noi tifosi bianconeri in questi anni post Farsopoli: nel 2006 siamo stati investiti in pieno da uno tsunami e neanche ci rendevamo conto di cosa stesse succedendo. Adesso siamo vaccinati e abbiamo gli occhi ben aperti, pronti a vigilare su qualsiasi anomalia.
Dicevamo curiosa la posizione di Conte per il modo in cui è arrivato il deferimento dell’allenatore della Juventus.  In sostanza, a tirare in ballo l’allenatore bianconero è la dichiarazione dell’ormai famosissimo pentito Filippo Carobbio. Il giocatore, tra l’altro in cattivi rapporti col suo ex allenatore ai tempi del Siena per via del suo scarso utilizzo in campo e di un permesso non concesso da Conte a Carobbio in occasione della nascita della figlia, è il grande accusatore. Carobbio tira in ballo Conte per due gare: Novara-Siena in cui l’accordo sarebbe avvenuto in un’improbabile riunione tecnica prima della gara, alla presenza di tutti i giocatori che dunque, al pari del tecnico e del suo staff, sono potenziali indagati; Siena-Albinoleffe, dove non c’è neanche la certezza che Conte sapesse (come dire siamo alle comiche). Risultato: in entrambe le partite non ci sono riscontri sull’attendibilità della versione fornita dal pentito.
Due le possibilità per Palazzi: ritenere attendibile la versione di Carobbio, se corredata da altre testimonianze o da riscontri oggettivi, e in quel caso per Conte sarebbe scattato il deferimento per illecito sportivo. Oppure non credere alle parole di Carobbio, tra l’altro smentite da tutti gli altri testimoni dell’accusa, e non deferire Conte. Invece Palazzi si è inventato una improbabile quanto discutibile via di mezzo: il deferimento per omessa denuncia. E qui casca l’asino: se l’omessa denuncia scatta per quanti erano presenti alla riunione tecnica perché non colpisce anche gli altri giocatori del Siena?
E’ evidente come Palazzi non creda fedelmente alla ricostruzione di Carobbio ma lo ritenga comunque attendibile quando riferisce che l’attuale allenatore della Juventus era a conoscenza dei fatti, nonostante tutti gli altri interrogati abbiano smentito la sua versione.
Il dubbio è atroce: ma non sarà che la posizione di Antonio Conte ha un’aggravante non presente in nessun codice di giustizia sportiva ma che in Federazione è una sorta di legge non scritta, ovvero quella di essere il tecnico della Juventus?
L’unica cosa certa ad oggi è l’assoluta inattendibilità di Carobbio: il giocatore non disse nulla alla Procura di Cremona, ci ripensò successivamente quando venne sentito dalla Procura Federale, avendo l’interesse di diventare il pentito-collaboratore, colui che spara quanti più nomi sia possibile. E tanto più grosso è il nome, tanto maggiore è l’eco della notizia, tanto meglio è.
Quello a cui stiamo assistendo altro non sembra che un nuovo attacco, a sei anni di distanza, per i tifosi bianconeri. Con le modalità di sempre: zero prove, nessun riscontro oggettivo, tanti se e tanti ma. E’ per questo motivo che occorre oggi più che mai rimanere uniti ed alzare la voce, anche a costo di risultare sgarbati. Pronti a combattere una nuova battaglia, senza retrocedere nemmeno di un centimetro in un momento topico come quello che stiamo vivendo in questi giorni, pronti a nuove azioni volte a difendere il nome della Juventus in qualsiasi sede.
“Organizziamoci” c’è. Al fianco della Juventus, di Conte, di Alessio, di Stellini, di Pepe e di Bonucci. Abbiamo gli occhi ben aperti e restiamo sempre vigili, pronti a batterci contro chiunque si permetta anche solamente di fare illazioni contro la Juventus. Abbiamo impiegato sei anni per rialzarci ma adesso siamo tornati. E non permetteremo a nessuno di distruggerci di nuovo.

Redazione JuveCentral.it – Organizziamoci
“Organizziamoci” è seguito da : Juvenews.net, JuveCentral.it, Juvemania.it, CanaleJuve.it, NobiltàGobba.com, Il Blog di Alessandro Magno, Cronache Bianconere, La Divina Juventus, Juveforever.net, ForzaJuveblog.com e altri ancora. In passato nostre iniziative sono state riprese da Calcio GP, di Giancarlo Padovan, e dal sito Ju29ro.com.

#ioCONTEsto

di eldavidinho

Fanno discutere I deferimenti per il secondo filone dell’inchiesta sul Calcioscommesse inviati dal Procuratore Federale Palazzi alla Disciplinare che istruirà il “processo” della corte di giustizia federale il prossimo 2 agosto. Non che i tifosi bianconeri non s’aspettassero un deferimento per quanto riguarda Conte, Bonucci, Pepe(non me ne vogliano i due campioni d’Italia se parlerò poco di loro) e tutto lo staff del mister ma deferimenti con così tante incongruenze e buchi nell’inchiesta proprio no. Incongruenze palesate dalla lettura delle carte e degli atti divulgati da Palazzi. Pugno duro usato dal procuratore federale e rinvii a giudizio che ruotano tutti attorno alla credibilità che si dà ai grandi pentiti dello scandalo, Carobbio e Gervasoni in primis. Credibilità che anche la Figc di giorno in giorno perde visto l’ultimo inconveniente nel diffondere il documento pdf dei deferimenti: la stampa tutta ha parlato sin dall’inizio di una doppia omessa denuncia gravante su Conte per quanto riguarda le partite Albinoleffe-Siena e  Novara-Siena mentre il documento diffuso inizialmente e poi ”aggiornato” in seguito parlava di un solo deferimento per doppia omessa denuncia. Mistero tutto italiano sul perché la stampa debba essere così vicina alle procure e addirittura sapere in anticipo le notizie. Altro mistero perché si faccia confusione con documenti ufficiali che non debbano avere il minimo margine d’errore. Una correzione in corso d’opera che comunque tanto sa d’indecisione da parte degli organi giudicanti vista “l’altalena” che si evince tra le motivazioni di Palazzi per quanto riguarda l’uno o il presunto doppio deferimento di Conte. Per gli atti dei deferimenti contenuti all’interno delle motivazioni, il Siena deve rispondere per illecito sportivo di allenatore e tesserati, dunque non di omessa denuncia. Visto che Conte non risponderà di illecito ma di omessa denuncia, è solo un caso “l’errore di aggiornamento” del documento divulgato nella prima mattinata e anticipato dai giornali che hanno subito messo la pulce nell’orecchio dei lettori? Alla fine possiamo dire che il deferimento è doppio e l’impressione quella che sino alla fine si sia discusso di cosa deferire mister Conte: se illecito o semplice omessa denuncia e riguarda le due partite incriminate e precedentemente menzionate. Discorso di credibilità attorno al quale ruota anche il personaggio di Carobbio perché stando alle motivazioni di Palazzi, il Carobbio pentito e reo confesso, responsabile d’aver organizzato e partecipato a combine e quindi d’aver commesso illeciti, non è credibile tranne quando parla di Conte dove accusa, né confessa e né si autoaccusa. Sia per Novara-Siena che per Albinoleffe-Siena l’accusa di Carobbio è che Conte sapesse della combine e che l’avesse riferito ai giocatori nella riunione tecnica pre partita, a Novara per raggiungere un “over”, a Bergamo per “lasciare” la partita all’Albinoleffe. Nella partita di Novara, Carobbio non si auto-accusa della combine, ma il Procuratore non lo ritiene attendibile tanto da deferirlo per illecito sportivo. Essendo stato intercettato al telefono con Ilyevski e Gegic, cade persino la versione secondo la quale in queste due partite incriminate lui non avesse partecipato alla combine. Gli altri deferiti per illecito della partita di Novara sono Vitiello e  Larrondo, così come i tre calciatori del Novara Bertani, Drascek e Gheller, coloro i quali avrebbero alterato l’esito dell’incontro con Carobbio poco prima dell’inizio della partita. A scendere in campo furono solo Vitiello da una parte e Bertani dall’altra con Larrondo del Siena entrato a 15 minuti dalla fine. Ma Conte da chi ha saputo delle combine tra l’altro “accordate” dopo la riunione tecnica? E se è stata confermata la riunione tecnica, tutti i tesserati del Siena che hanno partecipato alla riunione tecnica perchè non sono stati deferiti? Che poi, tra l’altro, se si crede che Conte abbia parlato in riunione, che c’entra l’omessa denuncia? Omette qualcosa che dice egli stesso? La sensazione è che, sia a Novara che a Bergamo, c‘è accordo tra giocatori e non tra società. E Palazzi crede alle teorie di Carobbio quando parla di questi “accordi” (altrimenti non avrebbe deferito i 6 calciatori) e quando parla della riunione tecnica (altrimenti non avrebbe deferito l’intero staff di Conte). Se crede a Carobbio, dunque, come fa a non vederci un concordo d’illecito nelle parole di Conte alla squadra? Confusione. A Parer mio, l’obiettivo è quello d’indurre Conte al patteggiamento per rivalutare in automatico la posizione “incerta” di Carobbio.

A Bergamo, oltre a spuntare sempre il “teorema della riunione tecnica” (anche qui nessuno dei giocatori presenti alla riunione viene deferito tranne lo staff di Conte che, non si sa per quale motivo, avrebbe dovuto regalare la partita agli “amici per caso” dell’ Albinoleffe), Carobbio parla di una combine discussa in settimana in albergo. Poloni, vice di Mondonico all’ Albinoleffe, invece, parla di un accordo raggiunto solo pochi minuti prima della partita, come a Novara. Palazzi, comunque, non crede alla riunione in albergo altrimenti avrebbe dovuto deferire tutti i partecipanti effettivi ma deferisce Ruben GarliniDavide BombardiniDario PassoniLuigi Sala e proprio Mirko Poloni, presenti tutti nel recinto di gioco il giorno della partita. Per il Siena vengono deferiti lo stesso Carobbio, Fernando CoppolaClaudio TerziRoberto Vitiello, giocatori, Cristian Stellini, collaboratore tecnico di Conte. Ma se l’ipotesi è quella d’aver alterato l’esito della gara(con il solo Carobbio sceso in campo, tra l’altro) come è possibile che sia stato deferito il secondo di Mondonico e l’allenatore in prima fosse all’oscuro di tutto? E Conte in tutto questo cosa centra? Per Palazzi, poiché Conte non ha rapporti con gli zingari, né scommette né guadagna e dice ai suoi che “vincendo si sarebbe potuto superare l’Atalanta”, è punibile per non aver omesso(sempre come a Novara) ma non costituirebbe tutto ciò illecito. Come è arrivato allora Palazzi a formulare la richiesta di processo per Conte per non aver denunciato fatti riconducibili all’illecito sportivo stesso? V’incollo la motivazione ufficiale: “…la condotta tenuta dal tecnico – si legge nel deferimento – non lascia desumere con certezza l’apporto di un contributo causale idoneo e finalizzato all’alterazione della gara, efficiente rispetto all’accordo già raggiunto di cui Conte medesimo ha dato atto nel corso della riunione tecnica…”.

Conte, nel suo interrogatorio, ha smentito su tutta la linea le parole di Carobbio negando di aver parlato della partita Albinoleffe-Siena prima di Ascoli-Siena. Carobbio, passaggio importante da non tralasciare, è l’unico testimone ogni volta smentito da tutti. Anche se a sprazzi, quasi impossibile credergli.

Insomma la credibilità di Carobbio oltre ad essere minata da queste due partite prese in esame è evidente anche nelle partite Siena-Varese e Siena-Piacenza 2-3. Soprattutto nel confronto con la partita disputata contro il Varese è evidente la disparità di giudizio utilizzata con Conte e Mezzaroma, presidente del Siena prosciolto. Il pentito aveva riferito che un “personaggio non identificato vicino al Presidente Mezzaroma ” avrebbe detto a Carobbio e a Fernando Coppola di valutare la possibilità di perdere la partita”. Palazzi deferisce Pesoli e Gervasoni (che si sarebbero sentiti per valutare la disponibilità di Carrobbio a truccare il match anche se ricevettero una risposta di rifiuto) per illecito sportivo, Carrobbio per omessa denuncia. Palazzi cont9inua a non credere Carobbio ma a ritenerlo parte attiva nell’organizzazione delle combine e dunque “assolve” il presidente del Siena insieme all’ allenatore Antonio Conte che, si pensava, sarebbe stato raggiunto da un deferimento anche per questa partita. In questo modo salvo il presidente ed il Siena(che avrebbe rischiato la responsabilità diretta e la retrocessione) ma perché Carobbio non  avrebbe dovuto dire il vero? Perché ha mentito su tutto o quasi? Per acredine nei confronti del mister? Eppure, per gli inquirenti, Carobbio “non è stato mosso da alcun motivo di risentimento personale nei confronti del suo allenatore” ai tempi di Siena, nonostante qualcuno abbia potuto pensare all’ormai famosa “lite tra mogli”.

È evidente che l’obiettivo sia quello d’azzoppare Conte per rivalutare, ripeto, la posizione di credibilità di Carobbio. Purtroppo è risaputo quanto sia “rischioso” cadere tra le braghe della giustizia sportiva che ha metodi d’agire da “caccia alle streghe”. A cominciare dal “valore probatorio a prova di contraddizioni o smentite” delle accuse di Carobbio, passando per l’inversione dell’onere della prova che non esiste fino ad arrivare all’immediata esecutività della sentenze. Inutile scrollare la colpa ai tempi celeri da sostenere per garantire la regolarità dei campionati. È un tiro al bersaglio la giustizia sportiva. Trovato il capro espiatorio, tutto è in funzione(o non in funzione) dell’accusato che non dovrebbe essere neanche imputato essendoci già un reo confesso quale Carobbio al centro dell’attenzione. Non deve Bastare la frase di un pentito, o presunto tale, per rovinare la vita di una persona. Perché questa è la giustizia sportiva. Non è “sino a prova contraria” che si condannano le persone ma quando le prove ci sono, esistono, sono tangibili e riscontrabili. In questi giorni tutti i giornali si sono divertiti a scommettere(visto che siamo in tema) sulla pena che potrebbe subire Conte. Per il Corriere della Sera 6 mesi, per Repubblica 18 mesi, la Gazzetta addirittura ha parlato di 27 mesi. Mediaset 12 mesi, Radioradio 9; il Corriere dello Sport tra i 3 e 4 mesi. Insomma, qualcosa d’interessante di cui parlare in queste giornate di solleone. Ma il “criterio di continuazione” che si applica e non l’obbrobriosa “somma delle pene” farebbe pensare ad una squalifica di Conte che possa andare dai 6 ad un massimo di 12 mesi. Società e avv. Conte, De Renzis, s’incontreranno per decidere. Si punta a pochi mesi di squalifica con multa e riduzione della pena(patteggiamento) anche se, per alcuni, con i ricorsi si arriva alla stessa pena dei patteggiamenti. Il patteggiamento non è una pena congrua ma la rinuncia ad un diritto, quello della difesa. È questo il pensiero diffusosi in questi giorni tra i tifosi juventini del web nonostante la linea societaria possa essere quella, appunto, del patteggiamento per non incorrere in spiacevoli incidenti di percorso durante la stagione che sta per aprirsi e che rappresenta, per tutti noi, quella della riconferma e del ritorno in Champions. Inutile negare che con il patteggiamento si andrebbe ad intaccare persino l’integrità morale di una persona di sport come Conte, di un temperamento, una rigidità “dovuta” ed una “spinta motivazionale” fuori dal comune. Il processo comincia il 1Agosto. Le sentenze il 10, vigilia di Supercoppa. A tal proposito, sorge spontaneo un dubbio sul perché, in campo a Pechino, possano non scendere in campo deferiti “puniti” quali Conte, Bonucci e Pepe e deferiti “impuniti(o rimandati?) quali i giocatori del Napoli coinvolti nel calcioscommesse. Tra le comunicazioni della Procura federale, c’è la decisione di rinviare a settembre, ed aspettare il passaggio dell’estate, la valutazione delle posizioni di alcuni giocatori del Napoli (Gianello che ha tirato in ballo Cannavaro e Grava un poì come Masiello ha fatto con Bonucci e Pepe) che costituiscono un altro filone per motivi burocratici .

Per quanto riguarda Bonucci e Pepe, il primo è stato deferito per illecito ed il secondo per omessa denuncia ma entrambi coinvolti nella combine della gara Udinese-Bari 3-3 e menzionati da Andrea Masiello. La strada intrapresa da Bonucci non dovrebbe essere quella del patteggiamento che, comunque, gli avrebbe riservato in ogni caso uno sconto di pena minimo(da 3 a 2 anni). Pepe ancora non sa ma è quello, secondo me, meno “coraggioso” e con “meno dimestichezza”. Un cagnolino a confronto con la giustizia sportiva, ingiustamente tirato in mezzo quasi per caso per una Ferrari capitata in un discorso tra i due. Si tenga presente che Masiello è quello che, su 4 versioni, ne ha cambiate 5. Povero Bonucci, mi verrebbe da pensare, quando parlava del più e del meno con quel barzellettiere di Masiello.

Profilo Twitter: @eldavidinho

Il mio pensiero su Conte e i deferimenti.

Da una settimana a questa parte non si leggono altro che titoli di testate giornalistiche sulla situazione del mister Antonio Conte coinvolto nella questione del calcioscommesse. Tante le ipotesi sopraggiunte nei giorni scorsi con articoli sì molto precisi e dettagliati che ne hanno tracciato il quadro ma alcuni dei quali anche eccessivamente pubblicizzati e sbandierati sui maggiori social networks che ne hanno estratto l’effettiva dose di verità. Faccio riferimento agli articoli apparsi sul Corriere della Sera (Pentiti, su Conte non tutto torna), sulla Gazzetta(Conte associato a deferimento del giornalista Ceniti) e su Tuttojuve(Perché Conte non può essere deferito per omessa denuncia). Effettivamente, qualche conto non torna e la dimostrazione è evidente anche dallo scambio di battute che il giornalista della Gazzetta Marco Iaria (che i tifosi juventini ringraziano per la disponibilità) e l’informato e appassionato tifoso juventino Antonio Corsa hanno avuto su Twitter. Le ipotesi ventilate ingiustamente in questi giorni sono principalmente 3: il deferimento per illecito e condanna grave ed esemplare, il deferimento per omessa denuncia e condanna meno esemplare; patteggiamento del reato e condanna leggera. Scorretto. Scorretto perché i dati a disposizione della Procura sono pochi se non nulli. Innanzitutto, per la partita Novara-Siena in cui si discute della famosa riunione tecnica, essendo per Carobbio lo stesso Conte ad informare i giocatori della combine, nel caso, il mister non potrebbe essere deferito per omessa denuncia. È lui stesso a parlare. Nella partita Albinoleffe-Siena, invece, nonostante due tesserati dell’Albinoleffe confermino l’accordo, gli stessi non fanno il nome di Conte che, in questa partita, potrebbe comunque rischiare il deferimento per omessa denuncia dal momento che il pentito e accusatore Carobbio è ritenuto credibile dalla Procura. Credibile nonostante, per quanto riguarda queste due partite, sia un semplice “accusatore” che non può fornire a Palazzi “l’illecito confessato”. Tuttavia insieme al mister (unico nome circolato sui giornali in questi giorni e qui andrebbe aperta una parentesi molto più grande di questa) andrebbero deferiti anche il Siena, l’Albinoleffe, l’allenatore Mondonico, il Novara, l’allenatore Tesser, rosa Siena, rosa Novara e Albinoleffe. E pure membri degli staff tecnici dal momento che si è parlato di accordo tra le società (Stellini quello che rischia di più nello staff di Conte). Insomma, non ci resta che attendere le decisioni di Palazzi. Al di là degli aspetti giuridici che vi ho elencato (e scusatemi se non ho utilizzato la terminologia specifica) un aspetto da non tralasciare, quello forse più importante, è l’attenzione e la presa MEDIATICA che ha dovuto subire Conte per questa vicenda. Da giorni sui giornali non c’è altro che il volto di Conte. E sul social network bianconero per eccellenza oramai, Twitter, la battaglia juventina a favore della “parità di trattamento” non è ancora finita. Il vicedirettore della Gazzetta, Zapelloni, ha recitato testuali parole: “Orientare vuol dire dare gli strumenti per capire a tutti”. Assurdo. Quando orientare significherebbe scegliere cosa dire e cosa non dire. Giornalismo distorto. Poveri noi. Su Conte si sta diffamando, non informando.

Eldavidinho

Meglio guardarsi le spalle che guardare avanti, vero Bergamo?

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati quest’estate: Agnelli convoca una conferenza stampa a sorpresa, piuttosto anonima ma molto attesa da tutti: l’oggetto sono sempre loro, gli scudi vacanti che da qualche anno vagano in acque torpide neroazzurre lontane dalla casa madre. Ricapitolando, al termine della conferenza nella quale Agnelli si è portato appresso una schiera di avvocati e legali pronti a difendere la Juve, ha annunciato ricorso al Tnas (Tribunale nazionale arbitrato per lo sport) per ottenere l’illegittimità delle decisioni del CF e per avere un risarcimento economico, ha inoltrato l’istanza al Procuratore Regionale del Lazio presso la Corte dei Conti per valutare l’illegittimità degli atti della Federazione, sul piano erariale, per un’altra richiesta di danni economici; ha inoltre presentato esposti al Prefetto di Roma, al Ministero dell’Interno, al Delegato sul Controllo per la Gestione presso il Coni e all’Executive Commitee dell’Uefa. Agosto è stato, a scapito delle calde e afose condizioni climatiche, un mese freddo, tipo la guerra: un mese di studio e di riflessione, lontano dall’ospitare udienze in tribunale ma molto vicino a microfoni e strategie degli imputati perché sia la Juve che Moggi hanno elaborato un’ accurata serie di mosse da mettere in atto durante l’inverno. Quelle della Juve le ho già elencate, quelle di Moggi, invece, partono con il solito pallino fisso: la radiazione non avvenuta e chissà se mai avverrà, di Preziosi. Gli avv. Flavia Tortorella e Maurilio Prioreschi hanno inviato un’altra richiesta, nella speranza che sia l’ultima, al tribunale del Tnas per cercare di chiarire una volta per tutte questo giallo meschino. La partita continua con un altro acerrimo rivale di questi anni, autore di mille battaglie, il Tenente coll. Auricchio che vedrà recapitarsi da Moggi una denuncia al termine del Processo di Napoli. Dulcis in fundo, la battaglia di Moggi sarà colmata dal solito sbobinamento d’intercettazioni sino ad oggi ignote.

Torniamo alla Juve e al suo ricorso al Tnas, il primo step di un lungo percorso. Già mesi fa era nell’aria la notizia che l’Inter si sarebbe costituita come parte nell’arbitrato chiesto dalla Juventus e non sarebbe venuta da sole al processo ma in dolce compagnia della Federcalcio, inseparabile coniuge, con la motivazione comune di dichiarare “eccezioni di incompetenza presumibilmente orientate(Inter e Figc) a considerare l’Alta Corte di Giustizia del Coni come l’approdo naturale della controversia in corso.”  Eccezionalità di competenza che ormai va di moda se si pensa che solo pochi mesi fa proprio il CF si dichiarò incompetente sulla richiesta della Juve e incompetenza che, pochi giorni dopo, ha utilizzato anche lo stesso Tnas per respingere le pretese della Juve dopo essersi dichiarato, in un primo momento, tramite il presidente del tribunale De Roberto, favorevole ad accogliere le motivazioni della Juve. Voltagabbana. Questo è stato il pretesto, per Agnelli, di lasciare definitivamente la giustizia sportiva ed accasarsi a quella penale, precisamente all’Alta Corte: passo più volte dichiarato ed ostentato ed ora intrapreso realmente.

Non è stato un bel mese di Settembre per l’Inter che, andata in confusione con Gasperini, è stata chiamata in causa ancora una volta dalla Juve ma questa volta per una denuncia presentata il 2 Settembre all’Uefa di Platini che ha fatto partire un’indagine molto simile a quella scattata in Turchia per il Fenerbache: sotto l’occhio degli investigatori, naturalmente, le ultime intercettazioni della “Calciopoli 2” ed i comportamenti poco limpidi dell’Inter pre e post Farsopoli.

Platini, da quando è presidente dell’Uefa, ha riservato gioie e dolori ai tifosi bianconeri assicurandosi, dalla società, la parola d’onore sull’attuazione del tanto pubblicizzato “fair-play finanziario”, un’arma a doppio taglio se solo alcune società dovessero rispettarlo. La Juve è stata costretta ma si sarebbe aspettata anche più riconoscenza da “Le Roi”. In una delle ultime interviste rilasciate, poteva risparmiarsi la battuta sull’esposto che la Juve ha presentato all’Uefa riguardo alla questione dello scudetto 2006.  “ESPOSTO? Se Andrea (Agnelli, ndr) mi ha mandato un esposto, beh, avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Fifa e Uefa diranno una parola sulle questioni interne: non abbiamo niente da dire né da fare . Non che scudetto 2006 e Fair Play abbiano qualcosa in comune ma rispetto, discrezione ed un minimo di riconoscenza sarebbero state il minimo sindacale che Platini potesse dimostrare davanti ai microfoni nei confronti di una squadra che l’ha reso IL MIGLIORE AL MONDO e continua a sostenerlo, nel lavoro attuale, come un cane fa adoratamente col suo padrone. In fondo, se la Juve fosse stata ancora quella del pre-Calciopoli dubito che oggi si sarebbe messa a seguire in modo così adulatorio la confusa decisione dell’Uefa, poco credibile e molto nelta nel suo intento di salvare il calcio dal male economico.

Eppure, il sarcasmo delle parole pronunciate da Platini non hanno avuto un effettivo riscontro dal momento che l’Uefa ha mandato comunque una lettera via fax il 30 settembre in cui ufficializza chiede all’Inter con quali modalità si è deciso di arrivare alla non-competenza del 18 Luglio appena trascorso e con che criterio, allora, fu assegnato lo scudetto 2006. Tanto immobile, la Uefa, non è rimasta a quanto pare. Il prossimo 19 ottobre è la fatidica data di consegna delle motivazioni-Inter. Non molti i giorni per spiegare cosa è successo in questi 5 anni e soprattutto in quei 3 mesi Bollenti del 2006.

In questo connubio tra Inter e Figc, naturalmente, a prendere la parola è stato Abete che ha parlato di “atto dovuto” da parte della Uefa cercando di nascondere la preoccupazione per la pressione derivante persino da un organo calcistico di potere non italiano, consapevole che questa vicenda si sta espandendo a macchia d’olio, senza alcun controllo, in zone troppo pericolose. Platini ha comunque dimostrato di essere interessato a questa questione, soprattutto per l’aspetto riguardante la Champions che l’Inter sta disputando e che potrebbe mettere a serio rischio se solo fossero confermati dei comportamenti “poco limpidi” come accaduto per il Fenerbahce.

La prima udienza di Settembre del processo di Napoli è partita con un colpo di scena: Penta, consulente di Moggi, ha rivelato gli strafalcioni del maresciallo Di Laroni ovvero una serie di telefonate ritenute rilevanti ai fini della vicenda, appuntate, a seconda della gravità, con due o tre BAFFI ROSSI e segnalate ai Carabinieri. Alcune partite analizzate sotto la lente da Di Laroni sono state la famosa Inter-Samp 3-2 diretta da Bertini, Messina-Milan 1-4 con ancora Berini arbitro, Reggina-Milan 1-1 arbitro Racalbuto, Parma – Milan 1-1 Pieri. Ecco, ognuna di queste partite presenta delle inesattezze che sarebbero, secondo l’accusa, a favore della Juve e della Cupola ma in tutte queste partite sia Milan che Inter vincono con una grande differenza reti. Tra l’altro, la partita in questione tra Inter-Samp è quella preceduta da una telefonata tra Facchetti e l’arbitro Bertini nella quale Facchetti raccomanda a Bertini di fare 5-4-4, ovvero  di vincere per portare a 5 lo score delle vittorie con l’arbitro designato. Non dimentichiamo un’altra intercettazione uscita negli ultimi giorni con protagonisti gli ex designatori Bergamo e Pairetto che parlano dopo un Juve-Milan del 18/12/2004. L’intercettazione è del 19/12/2004 ore 14:52. È stato appurato che le intercettazioni con i baffi rossi sono centinaia, volendo tutte sbobinabili e nessuna di queste presa in considerazione dai carabinieri. Ma il punto è un altro: queste telefonate segnate come GRAVI con 3 baffi rossi all’epoca erano sparite. E solo ora Moggi le ha ritrovate. La cosa grave è questa, non il resto! A chiarire un po’ la situazione ci ha pensato Narducci, il grande ex del tribunale di Napoli ora assessore sempre della stessa città gestita da De Magistris che, il 13 Settembre scorso, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport ritornando sull’argomento Calciopoli che tanto lo ha tenuto impegnato in questi anni: riguardo alle intercettazioni dell’Inter, mai spuntate fuori nel processo del 2006 ma “rispolverate” dalla difesa di Moggi, Penta&Co., nonostante Penta abbia continuato a sostenere che tutto il materiale in suo possesso fu consegnato alla Figc, Narducci controbatte  sottolineando che la Federcalcio non ha mai ricevuto “quelle altre” telefonate”, che consegnarono tutta la documentazione a Rossi e Borrelli e che tornarono a concentrarsi sulla loro indagine. Quindi, le intercettazioni devono essere state manomesse o selezionate prima: chi può averlo fatto?

In questi giorni, restando sempre in tema di telefonate che paiono non finire mai (ed alcuni tifosi interisti ce ne fanno anche una colpa per il tempismo col quale le presentiamo in tribunale, ovvero durante la fase della “discussione finale” invece che in quella “dibattimentale” –ma io dico, che colpa ne abbiamo se anche Facchetti chiamava così tanto?-) Moggi e il suo legale Penta ne hanno sbobinate altre veramente compromettenti, tutte riguardanti quell’ Inter-Juve 2-2 arbitrata da Rodomonti. Già nei mesi scorsi abbiamo ascoltato varie intercettazioni trattanti tutte questo match come quelle tra Mazzini e un organo della Figc, Facchetti e Mazzei nella quale Facchetti si preoccupa che venga sorteggiato l’arbitro giusto, Collina e Bergamo che parlano della prestazione dell’arbitro e del “rosso” su Toldo che c’era tutto secondo Collina, Facchetti e Bergamo, Carraro e Bergamo con Carraro che spera che non vengano commessi errori a favore della Juve (e qui ci sarebbe da discutere sulle interpretazioni dell’intercettazione in questione che nuovi avvocati neroazzurri stanno divulgando sul web, su un loro personalissimo blog –e questo è un grosso passo avanti- ispirati dalla serietà del lavoro del blog di Antonio Corsa, probabilmente loro mentore)

Le ultime uscite, quelle tra Bergamo-Rodomonti e Bergamo-Fazi, però, hanno qualcosa di speciale. Sono intercettazioni capaci di unire il filo di tutto il discorso che alterò l’esito di quella gara. Parliamo, purtroppo, sempre di Inter-Juve. Vi riassumo in breve ciò che Antonio Corsa è stato capace di spiegare benissimo in un suo articolo sul blog dell’uccellino, giusto per non lasciare niente al caso. Nella chiamata che fa Bergamo a Rodomonti si sente come Bergamo si preoccupi perchè Rodomonti non sbagli in favore della Juve avendo ricevuto pressioni da Facchetti il giovedì precedente, giorno adibito al sorteggio degli arbitri domenicali. Basti ricordare che Facchetti già sapeva, prima del sorteggio, i guardalinee della partita e gli arbitri presenti in griglia da sorteggiare in sede. Bergamo subì pressioni anche dallo stesso Carraro che, per non scatenare le ire di Moratti e Facchetti, cercò di rassicurarsi dal designatore che l’arbitro non sbagliasse, o almeno non facesse errori, contro L’inter. E che nel dubbio, avrebbe dovuto favorire l’Inter, la squadra più dietro di 15 punti. Ecco, per mettere in chiaro che significato avesse  questo scambio di battute:

Carraro: “(Incomprensibile) deve fare la partita correttamente, ma che non faccia errori per carità a favore della Juventus perchè sennò sarebbe un disastro”.
Bergamo: “Sì”.

Bisogna tornare indietro all’intercettazione tra Facchetti e Bergamo, di soli pochi giorni prima appunto, e non lasciarsi andare a facili conclusioni come quelle tratte dagli esperti avvocati-web interisti:

Facchetti: “Senti, per domenica allora?”.                                                                                                                     Bergamo: “Ma tutti internazionali, Giacinto, così perlomeno non c’è discussione…perché c’è dentro…Collina, Paparesta, Bertini e c’è dentro Rodomonti”.                                                                                  Facchetti: “Con Bertini abbiamo avuto qualche problemino anche l’anno scorso là a Torino. Anche altre partite abbiamo avuto qualche problema con Bertini…”.                                                                                                             Bergamo: “Semmai, sfortunatamente fosse così (dovesse essere sorteggiato Bertini, ndr), ci parlo, perché anzi, semmai è meglio, ti devo dire, capito?…”.

Non ci sono telefonate in cui i designatori facciano o provino a fare pressione su un arbitro per favorire la Juve, questo dimostra come la cupola sia stata interpretata in modo scorretto, anzi “contrario” visto che se un arbitro avesse sfavorito la Juve sarebbe stato lontano da molto tempo dai campi e invece Rodomonti è l’esempio palese di come molti arbitri abbiano continuano a rimanere in orbita internazionale arbitrando molti big math: una cerchia ristretta di “favoriti” e “corrotti”, o meglio, addestrati a dovere.

È evidente che l’avv. ssa Elena Nittoli sia l’ultimo monito vivente al quale aggrapparsi per gli interisti. è giusto che sia così, che anche loro tentino di difendersi dagli attacchi che stiamo sferrando ora noi a loro. In guerra non interessa chi ha ragione e chi ha torto, chi lotta per e chi lotta contro… Si combatte alla pari. Adesso, sul web, con gli avvocati e le an. tattiche ma con l’unica differenza che noi, la nostra battaglia, l’abbiamo cominciata molto prima di loro e non a priori contro di loro. I diversamente onesti, prescritti e tarchiati a vita con questo nomignolo. Per cosa poi?

Un’ultima postilla: Il serio lavoro di tante persone che ci mettono tutta la loro professionalità per riportare a galla la verità viene bistrattato e calpestato dall’indifferenza di certa gente che della verità non se ne fa proprio nulla e non rispetta la volontà degli altri di volerla a tutti i costi. In realtà la verità non dovrebbe essere un optional ma un serio dovere del cittadino di pretenderla. Solo a volte le bugie fanno bene ma non in questi caso. Se l’incolumità di questo paese è in mano a gente come Rossi, Montezemolo, Nicoletti, Auricchio, Gualtieri, Pandolfi, Narducci, Moratti , Nicolai, Platini, Abete il futuro è già presente perchè non c’è. I tribunali, poi, ci mettono sempre il loro con questi rinvii ed attese snervanti e incomprensibili: se anche il presidente del collegio del Tnas la lasciato l’incarico, ufficialmente per motivi personali, significa che il senso di responsabilità di questo paese è pari allo zero, come i punti in classifica dell’Inter qualche settimana fa. L’unico dialogo che si può impostare con loro è quello da stadio, fatto d’insulti e urla. Lo stadio nuovo aiuta tanto in questo senso.

eldavidinho94

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