di eldavidinho
Finalmente. Dopo due anni di assenza, la Juventus torna in Champions League. E lo fa nel migliore dei modi, affrontando subito la squadra campione d’Europa in carica. Si riparte con la squadra che ci aveva eliminati nell’edizione 2008/2009 della Champions (vinta poi dal “solito” Barcellona), agli ottavi, dopo un girone di qualificazione strabiliante che ci vide vittoriosi nella doppia sfida contro il Real Madrid (con tanto di doppietta e “standing ovation” al Bernabeu per Del Piero), primi in classifica e qualificati dopo sole 4 giornate. Allo Stamford Bridge, il Chelsea s’impose per 1 a 0 al termine di una partita di strana decifrazione; Blues in vantaggio in avvio con Drogba, mattatore dei primi minuti che prima sfiorò la rete di testa, quindi impallinò Buffon scattando sul filo del fuorigioco: Kalou ispirò e diede profonda una palla raccolta dall’ivoriano. La rete arrivò al culmine di un avvio oggettivamente disastroso da parte della Juve. Poi la truppa di Ranieri prese le misure degli avversari e provò a fare la sua partita, ma seppur con qualche affanno la squadra di Hiddink tenne botta e portò a casa la vittoria.
Il ritorno, invece, si mise subito male con Nedved che uscì dopo 12 min. nella sua ultima partita di Champions facendosi male all’anca, al suo posto quel Salihamidic, detto “Brazzo” che Ranieri aveva deciso di escludere dall’11 titolare per inserire Iaquinta in avanti in un inedito tridente d’attacco con Del Piero e Trezeguet. Proprio Iaquinta, poco dopo l’uscita dal campo di Nedved, realizzò il gol dell’atteso vantaggio su assist di Trezeguet. Poi nel recupero del primo tempo Essien riuscì a pareggiare per i Blues. Doccia fredda al riposo. Nel secondo tempo la Juve cercò di portarsi in vantaggio ma il Chelsea chiuse tutti gli spazi. A metà ripresa fallaccio ingenuo di Chiellini a centrocampo, doppio giallo ed espulsione per il difensore bianconero. Prima della mezzora il gol meritato per la Juventus, Del Piero batte una punizione che Belletti ferma con le mani in area, rigore realizzato dallo stesso Del Piero. La Juve ci prova, non avendo nulla da perdere, i blues cercano di arginare la vena propositiva di Giovinco, entrato al posto di Iaquinta, che in più di un occasione creò scompiglio nella retroguardia del Chelsea e che, in quella stagione, tentò di far notare le sue seppur ancora acerbe doti calcistiche. Tuttavia, la Juventus non è fortunata e subisce il secondo, fatale, gol di Drogba, come all’andata, ancora da uno spazio venutosi a creare sulla sinistra e attaccato da Belletti. Fu la stagione che sancì l’esonero del tecnico testaccino, oggi in Ligue2, al Monaco. Da allora, Chelsea e Juve sono cambiate tanto. Sicuramente più la Juve che il Chelsea, all’esordio in Champions con giocatori che non hanno mai disputato questa competizione. La Juve viene dalla vittoria di Genova portata a casa non senza qualche rischio a causa del probabile turnover proprio in vista del mercoledì di Champions.
Il Chelsea, invece, viene dal pareggio a reti bianche contro il Qpr ma a fare notizia sono state le sconfitte subite nella Community Shield per 3 a 2 contro il Manchester City di Roberto Mancini e nella Supercoppa Europea contro l’Atletico Madrid che ha rifilato, con la tripletta di Falcao ed il gol di Miranda, un roboante 4-1. Di Cahill il gol dei Blues, in mischia. Ad impressionare, in queste sconfitte, è stata la quasi inesistente compattezza difensiva che aveva permesso al Chelsea dell’abruzzese(emigrato in svizzera sin da piccolo per motivi familiari di lavoro) mister DiMatteo di vincere la scorsa edizione della Champions, un po’ a sorpresa, contro squadre più quotate quali Barcellona, Real Madrid, Bayern di Monaco. A trascinare la squadra londinese a suon di gol fu, ricorderete benissimo, l’ivoriano Didier Drogba accasatosi alla squadra cinese dello Shanghai Shenhua dopo esser rimasto svincolato durante il mercato estivo. E la sua mancanza, in questa squadra, si sente. Nonostante ”El Niño” Torres sia uno dei giocatori sino a questo momento più utilizzati nel Chelsea, non riesce ad assicurare alla squadra la stessa profondità di gioco e sostanza in attacco rispetto all’ivoriano. Spesso il 4-3-3 inglese (un 4-1-4-1 in movimento) si limita a tanti passaggi orizzontali e fraseggi a centrocampo che non vanno quasi mai in profondità. Le 3 mezze punte, il brasiliano Ramires ex Benfica, il belga Hazard ex Lilla e lo spagnolo Mata ex Valencia tendono spesso a scambiarsi le posizioni per creare scompiglio in attacco ma senza risultati vista la scarsa compattezza difensiva che coesiste tra il serbo Ivanovic ex Lokomotiv, l’inglese Cahill ex Bolton, il brasiliano con passaporto portoghese D.Luiz, anch’egli ex Benfica e Ashley Cole dal 2006 a Londra. In mediana non offrono un’adeguata copertura neanche Lampard e Obi Mikel. Sino ad ora Jolly della squadra, partendo quasi sempre dalla panchina, è stato Ryan Bertrand, classe 1989, di ruolo terzino sinistro ma all’occorrenza anche terzino destro (al posto d’Ivanovic) e ala sinistra. Difetto del Chelsea è, se non l’avete ancora capito, una panchina troppo corta e giovane su cui fare affidamento, seppur composta da gente talentuosa. Azpilicueta, Ferreira, Oscar, Romeu, Marin, Moses, Sturridge. Unica eccezione la costituisce il francese Malouda. Sarà da brividi il solo ritorno in Champions dopo due anni, vincere all’esordio costituirebbe un’emozione unica per questa Juve giovane e “inesperta” ma piena di grinta, di voglia di fare e di dimostrare. Forza Juve.
@eldavidinho94









Io sarò lì, allo Stamford Bridge, ad annusare il profumo di Champions, sperando che la fraganza migliore sia quella bianconera!!
bel viaggio sally bella storia 😉