
Flag of Italy
Articolo di Alessandro Magno
Credo di non aver quasi mai scritto di nazionale, tuttavia c’è sempre una prima volta. Poche considerazioni e veloci. Come dissi già questa estate, l’Europeo si è vinto meritatamente ma in modo assolutamente causale, come capita spesso quando a vincere è una outsider, come era capitato a Grecia e Danimarca tanto per intenderci e non a caso anche li non aveva lasciato nulla se non una bella coppa in bacheca. Si è vinto a fronte di un gruppo unito, uno stato di grazia di alcuni giocatori in un lasso di tempo molto breve (un mese), un po’ di fortuna negli episodi, vedi rigori e il suicidio di alcune favorite Francia e Germania e in parte Belgio e Spagna. Qualcuno con la malattia di voler portare acqua al proprio mulino ci ha costruito una narrativa assurda. Senza nessunissimo criterio. Cambio di mentalità, rinascita del calcio italiano, modernità, esaltazione del gioco e degli schemi e tutta una serie di queste stronzate, che fra l’altro non si erano neanche viste in campo. Perchè è palese che non si erano viste in campo.
Oggi senza lo stato di grazia di alcuni, senza la presenza di alcuni altri infortunati, senza la fortuna negli episodi, vedi i rigori sbagliati ci han portato agli spareggi ma anche la partita contro la Macedonia del Nord risolta da loro con un solo tiro in porta, senza questa concatenazione di congiunzioni astrali, è finita come è finita, ovvero fuori dal mondiale come il mondiale precedente. Quell’Europeo (vinto con merito e festeggiato come era doveroso), non ha lasciato nulla, perchè nulla ci poteva lasciare, e il calcio italiano non è rinato, anzi se è possibile non è mai stato così affossato (vedi squadre italiane nelle coppe europee); quindi tornando a questa estate, prendiamoci un europeo vinto e la coppa in bacheca, ma qualcuno evitasse di raccontare fregnacce. Un consiglio: raccontare la verità bella o brutta che sia, fare il resoconto di ciò che si vede veramente, non raccontare le cose in base ai proprio sogni e/o desideri.









@luca967 (e chiunque volesse intervenire sul tema)
Gli studi sui settori giovanili d’Europa indicano fra i migliori quelli di Germania e Spagna, la Francia ha seguito le orme dei tedeschi aprendo ad una società multirazziale e multiculturale, una politica ultredecennale che a partire credo dai primi anni ’90 ha favorito la crescita e l’integrazione dei giovani di talento con origini diverse.
La rivoluzione che ha portato sia il calcio tedesco che quello spagnolo ai vertici mondiali a livello di Nazionale è partita proprio dai settori giovanili, attraverso un lavoro nelle singole academy tra osservatori, addestratori e allenatori, gli esempi più eclatanti sono da una parte il Bayern Monaco e dall’altra il Barcellona in cui fu Johan Cruijff negli anni ’90 a suggerire al Presidente blaugrana una politica simile a quella dei lanceri di Amsterdam, storicamente all’avanguardia nel valorizzare i campioni del proprio vivaio.
Ecco questo è quello che manca in un’Italia in cui il declino calcistico è andato di pari passo con il degrado del livello di professionalità delle migliaia di scuole calcio in cui spesso l’istruttore non è neanche qualificato, privo di patentino di allenatore per chi lavora con i ragazzi, con un piano di allargamento dei centri federali (ne sono attivi solo circa il 15% sui 200 programmati) che non funziona, con gli impianti attrezzati già esistenti che operano per un’ora e mezza a settimana dedicati per lo più alle migliori promesse locali.
Capisci allora anche tu come questo sia un modo elitario di fare sport, un “sistema” che non permette l’allargamento della base di selezione e che in prospettiva finisce per depauperare il patrimonio tecnico di una Nazionale che calcisticamente è (stata) fra le prime al mondo. Per questo c’è bisogno di interventi strutturali che permettano l’impiego di giovani calciatori nati in Italia da genitori immigrati perchè per vestire la maglia delle giovanili serve la cittadinanza italiana, un limite che va discusso e possibilmente tolto, come hanno fatto Germania e Francia, il cui volano è stato l’integrazione multietnica che serve anche per abbattere le frontiere del razzismo, vale a dire una cultura multirazziale e multiculturale, ma il problema in Italia è proprio questo, prima degli stadi c’è da rifare gli italiani, fino a quando non scompariranno per sempre i buu ai giocatori di colore e le scritte antisemite col volto di Anna Frank.
Quanto poi alla giustizia sportiva, dovrebbe essere garantita l’autonomia degli organi giudicanti che non devono essere nominati dalla Federcalcio, in cui i tribunali sportivi dovrebbero far capo ad una Commissione di garanzia che dovrebbe esprimersi sulla legittimità delle nomine e non come accadde nel 2006, quando prima del processo farsa ai vertici della Figc furono nominati un commissario straordinario interista (Rossi) e un vicecommissario (Nicoletti) figlio dell’avvocato Francesco Nicoletti, stretto collaboratore e legale di fiducia di Angelo Moratti.
Intanto se si vuole dare più tempo alla Nazionale si potrebbero ridurre le squadre partecipanti al campionato a 18 invece di 20 (4 partite in meno sono un mese da regalare al selezionatore azzurro per amichevoli e formazione gruppo).
Seguire le federazioni di Germania, Spagna, etcetera a costruire centri federali dove si possano formare calcisticamente e seriamente nuove giovani promesse.
Centri funzionali attivi per almeno 5 giorni su sette di ogni settimana e non di poche ore al mese…con gente preparata e con tanto di diploma ottenuto per le varie discipline…calcisticamente e atleticamente severe e per di più quella educazione sportiva che tanto manca ai giocatori italiani.
Come scrive Gioele, allargare di più e dare la possibilità a giovani nati qui da noi da genitori venuti da tutte le nazioni del mondo.
Insomma, rifondare un pò tutto, iniziando dai 5 cerchi.
DIFFERENZE
Il declino del calcio italiano è una cosa evidente per tutti.
Ma non si può assolutamente paragonare questa eliminazione dal mondiale, a quella di Ventura del 2018.
Lì erano rimaste solo ceneri, mentre ritengo il lavoro di Mancini di tutt’altro spessore. La squadra c’è, con alcuni ottimi giovani; c’è stata un po’ la sindrome da pancia piena e ha fatto difetto la cattiveria agonistica nelle ultime partite, ma l’impianto è buono. Siamo fuori anche per una certa jella in alcuni momenti chiave. Basterebbe ricordare i due rigori sbagliati consecutivamente da Jorghino in partite decisive.
Insomma, credo che a questo mondiale avremmo potuto partecipare più che dignitosamente, senza rubare il posto a nessuno.
ventura era succeduto a Conte e in genere si dice che Conte non lascia macerie io non credo che tendenzialmente conte non lasci mai macerie ma cosi si dice.
per quanto riguarda potevamo andare certamente si ma abbiamo fatto un girone eliminatorio male male e siamo finiti fuori meritatamente. troppo pareggi con squadre scarse
Ben, solo per chiarire:
con “macerie” mi riferivo ovviamente a quelle lasciate da Ventura.
Conte non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello 😅
Questa volta sono in sintonia con Luigi, Ben. Ci sono momenti in cui la buona stella ti aiuta e momenti in cui il tiro della domenica ( era abbastanza casuale l’unico tiro fatto anche per uscire dalla pressione dell’Italia, quello fatto dalla Macedonia ad 1 minuto dalla fine, guarda pure la casualità) ti bastona.
Io mi sento molto più obbiettivo di te riguardo la nostra nazionale, che non aveva fuoriclasse prima ( quando abbiamo vinto un europeo) e non ne abbiamo ora che siamo ancora a terra dal mondiale.
Devo essere sincero, meglio aver perso contro la macedonia che alla prossima contro il Portogallo.
Non ci qualifichiamo perché anche di corto muso non abbiamo vinto contro la Svizzera.
Lo svuotamento psicologico dopo una vittoria importante è sempre stato avvertito da qualsiasi nazionale italiana. Posso ritornare al 1974 quando dopo la finale in Messico persa contro il Brasile, uscimmo subito e giocando proprio da schifo( allora ero ragazzino e conoscevo a memoria tutte le formazioni, oggi solo qualche nome come il forte difensore austriaco Pezzey).
Poi dopo il 1982 ci fu un 1986 proprio deludente, per non ricordare il 94 dopo quel mondiale in casa del 1990 in cui ci pensó il mitico Zenga a farci far fuori da una mediocre Argentina.Nel 2002 ci fece fuori Moreno ed il primo Ibraimovic dopo un 1998 in cui Baggio ( quell’anno meglio di Maradona) lasció in finale il mondiale ai rigori. Poi il 2006 dove decisero di far fuori la Juve e questo ha coinciso con la fine di una certa continuità. Questa è una data importante perché è da allora che siamo caduti molto in basso.
L’ultimo Europeo è stato il frutto di una buona Italia, non un estemporanea ( come dici tu Ben facendo paragoni con Grecia e Portogallo che non hanno mai avuto la nostra storia calcistica) .
Diciamo che dopo qualcuno si era montato la testa ed ecco il patatrac.
Da Italiano mi dispiace, soprattutto per mio figlio che non ha mai visto l’Italia ai mondiali, ma ripeto, preferisco che sia finita perché ci sono molte cose che dovrebbero ( soprattutto in federazione ) cambiare e questa ulteriore eliminazione dovrebbe far capire chi, e cosa.
Quanto al biennio di Conte, beh non poteva lasciare macerie, perché portó veramente delle macerie di giocatori a vincere qualcosa.Di quelli che allenó in quel periodo gli unici superstiti sono Chiellini e Bonucci
Poi vorrei capite quali sarebbero le macerie che lascia dietro Conte.
Premetto che oggi mi è molto antipatico per non dire di più, quindi mi darebbe anche fastidio dover confutate queste voci metropolitane tirate fuori da chissà chi.
Mi riallaccio a fatti reali e ricordo che Conte quando lasció la Juve questa ( che lui credeva alla frutta)voló con il pilota automatico innescato ( senza che Allegri toccasse niente) in finale di champions e poi diritta verso successivi altri 6 scudetti consecutivi. Se questo è lasciare macerie, speriamo ke potesse sempre lasciare. Ultimamente è andato a milano e porta una squadra di squinternati fino allo scudetto lasciandoli con il volano innescato, ad inzaghino.
Questo nel frattempo aveva fatto bingo anche in inghilterra con il Chelsea e dopo credo che tranne nel periodo di Sarri l’anno dopo, ritorna a vincere ancora.
Mi volete spiegare di grazia, quali siano le macerie che lascia dietro?
Quelli bravi come Guardiola, klopp e Conte non lasciano macerie, ma solo vittorie dovunque vadano e questo è oggettivamente innegabile.
AVVERSITÀ
Fuori da otto anni dal Mondiale?
Ci aggiungerei anche gli otto precedenti, quelli con la Slovacchia, Costarica, Nuova Zelanda e qualche altra ancora.
Se non è stata fortuna quella avuta all’europeo vinto non deve essere sfortuna questa avuta per la qualificazione mondiale.
Sfortuna è quando un arbitro non vede un rigore a tuo favore…ma ce ne sono stati due dati e non segnati che magari è sicuramente ci facevano stare già in Qatar invece di giocare contro chi ti regala il passaggio per andare a giocartela con il Portogallo e tu ricambi il passaggio al portiere avversario.
Al limite potremmo chiamarle…emozioni!
LE MACERIE
Sicuramente alla Juve in tanti le hanno fatte…qualcuno involontariamente altri invece per cazzimma e chi mirate.
Antonio Conte che in ritiro estivo toglie la pietra che teneva il muretto e lo fa crollare quasi interamente per colpa di un ristorante di non suo gradimento.
Quello venuto dopo, prima di rimettere la squadra in moto ha dovuto prima “ricostruire” quella macera rimettendo tutte le pietre nello stesso e identico modo di come erano state posizionate.
L’altro è venuto con lo scopo di fermare la Juve e di fargli perdere tempo creando casini e dissidi.
Cosa poteva correggere un nuovo aspirante e inesperto allenatore successivamente?
L’ultimo se ne va alla fine di agosto quando il mercato è chiuso e tu non puoi far nulla se non riorganizzare tutto e rimediare, in parte, nel mercato invernale.
A chi la società Juventus dovrebbe dare fiducia e appoggio?
Dai Max,il fatto che stia sulle scatole ( e per mille motivi) a tutti è assodato e confermato, ma saremmo degli ipocriti se non riusciamo a dare a Cesare quello che è di Cesare.
@Barone50
Fra le cose condivisibili a cui accenni di molto importante c’è il discorso sulla selezione della “qualità” che a mio modesto parere viene prima di qualsiasi altro sulle diverse filosofie di gioco. Sopra ho riportato come esempio la Cantera del Barcellona che negli anni ’90, attraverso Johann Cruyff, ha mutuato dalle metodologie di reclutamento dell’Ajax di Amsterdam, in cui i bambini tra gli 8 e gli 11 anni imparano innanzi tutto ad affinare la propria tecnica e a stare in campo, a capire i movimenti necessari da fare, ad analizzare lo spazio ed imparare ad occuparlo in modo intelligente e produttivo. I risultati di questa semina sono tutti i giovani talenti che passati in prima squadra si sono trasformati in professionisti di altissimo livello, dai difensori Piqué, Puyol, Jordi Alba, ai centrocampisti Xavi, Alcantara, Busquets, Fàbregas, agli attaccanti Pedro, Lionel Messi e Andrés Iniesta, ma l’elenco è lungo e si potrebbe continuare ad elencarne ancora.
In sostanta quello che hanno cercato da anni e continuano a cercare è essenzialmente ragazzini che dimostrano di avere una buona tecnica di base e coordinazione nei movimenti, oltre ovviamente ad una capacità di apprendimento che permetta loro in seguito di essere istruiti sui movimenti da fare in campo, su quella che chiamiamo tattica individuale e collettiva di squadra da acquisire con allenamenti mirati a partire dalla preadolescenza. Insomma tutto ciò che non si fa nella maggior parte del settore giovanile in Italia, dove prima ancora delle attitudini personali e della tecnica viene ricercata la fisicità, per accorgersi poi che (salvo eccezioni come ad Euro2020) in Nazionale finiscono elementi di basso livello qualitativo, con la doppia clamorosa eliminazione dalla fase finale dei mondiali conseguenza anche di questa preoccupante e disarmante scarsità di talento.
Di ragazzi bravi che giocano a pallone in Italia ce ne sono, il problema è che non vale la pena investire su di loro quando arrivano a buon mercato da tutto il mondo.
Diversi anni addietro era consentito avere due poi tre stranieri x squadra, oggi invece è sorprendente se ne trovi tre autoctoni per ogni squadra professionistica. Si punta e di fanno esplodere i Tomori piuttosto che i potenziali Barella in casa.
Poi vorremmo, con questi chiari di luna , avere una nazionale competitiva illudendoci che quei calciatori che c’erano nei tempi passati siano alla stessa altezza di quelli attuali.
Basterebbero, a mio modesto parere, poche riforme ma serie.
Serie a e b a non più di 18 squadre, almeno 6 calciatori con carta d’identità in campo, ( non in panchina) italiana, e poi ritornare ad importe almeno a tutte le squadre professionistiche una squadra con rispettivo campionato di under 18 di soli calciatori italiani.
Penso che 5/11 di stranieri x squadra siano più che sufficienti onde avere solo delle eccellenze piuttosto che gente a buon prezzo potenzialmente da rivalutare.
Italia, Svizzera, Irlanda del Nord, Bulgaria, Lituania
Vi confesso che visto il girone, non mi sono preoccupato più di tanto.
Considerato che anche i gironi ai mondiali non rivestono particolare interesse, come peraltro i gironi di Champions, sempre meno interessanti dal punto di vista qualitativo, come 2/3 delle partite di campionato, non ho seguito la vicenda con particolare interesse.
Poi scoppia la bomba.
8 anni senza mondiale che a seconda di come si contano sono 9 oppure 12.
Ma tant’è, siamo ad un’intera generazione senza Italia al mondiale.
Si sprecano le analisi i pareri i giudizi.
Ottima quelle di Gioele che ha messo in luce un problema.
Invito inoltre a vedere il video di Ben & Mirko a tal proposito su You Tube che aggiunge spunti veramente interessanti.
Fatti i complimenti agli amici, mi rendo conto che il discorso rischia veramente di allargarsi oltremodo, distogliendo l’attenzione da un fatto squisitamente tecnico.
8.5 mln; 1,8mln; 7mln; 2,8mln sono gli abitanti delle nazioni che ci hanno fatto fuori.
Se considero la storia del calcio italiano ed il numero di abitanti del nostro paese 60mln di abitanti non posso pensare che con tutti i giocatori che ci sono rispetto ai nostri avversari il problema possa essere la mancanza di talento.
Non solo.
Dopo aver visto gli High lights la supremazia territoriale dell’Italia è stata netta.
Si parla di sfortuna per i rigori sbagliati e per il gol preso allo scadere.
Personalmente ho visto una nazionale specchio esatto del calcio giocato dai nostri club.
Un giro palla inutile e lento incapace di superare qualsiasi difesa sufficientemente ordinata.
In buona sostanza chi salta l’uomo? Chi inventa la giocata? Chi la butta dentro?
Esasperando il concetto, chi è il Baggio della situazione?
È di questi giorni l’addio di Dybala alla Juve.
La cosa non provoca in me alcun turbamento.
Ma chi prende il suo posto?
Jorginho?
Insomma qui mancano i fondamentali, siamo pieni di ottimi giocatori, ma ripeto, chi salta l’uomo, chi inventa, chi fa i gol?
Ho paura che il calcio più che nelle istituzioni vada riformato nella testa dei tecnici, che ho paura soffochino il talento sul nascere.
Allenatori di club bravi e vincenti ce ne sono, da Klopp a Guardiola a Conte, potremmo allungare la lista con Jupp Heynckes ex tecnico del Bayern Monaco con cui ha vinto 2 Champions League, la prima nel 1998 col Real Madrid, fra i peggiori per qualità di squadra e gioco degli ultimi trent’anni, quello che battè in finale la Juve con un gol in fuorigioco di un metro di Mijatović. Ma Heynkes era anche sulla panchina del Bayern Monaco quando nel 2012 a suon di gol portò la squadra tedesca in finale di Champions perdendola poi (ai rigori) con in campo gente del calibro di Schweinsteiger, Kroos, Robben e Ribery, persa contro il Chelsea di Lampard, Obi Mikel e Drogba allenato dall'”italanista” Di Matteo, impresa per altro non riuscita ai suoi illusti predecessori Hiddink, Mourinho e Ancelotti sulla panchina dei blues. L’anno seguente invece, Heynkes sempre col Bayern Monaco batte in finale il sorprendente Borussia Dortmund di Gundogan, Reus e Lewandowsky allenato da Klopp, senza più Kroos finito al Real Madrid e in più il tanto bistrattato (da certi tifosi juventini) Mandzukic. Tutto questo per dire che il connubio allenatore-squadra vincente non è sempre l’unicum di una filosofia di gioco più appariscente rispetto ad altre, ma e specie in competizioni come la Champions, possono esserlo i colpi dei campioni, come quello di Zidane nella finale del 2002 o quello di Robben smarcato da un colpo di tacco in area da Ribéry a 1 minuto dal termine nella finale del 2013, più in generale possono esserlo gli episodi fortunati o sfortunati o i gol di “rapina” come quello di Mijatović contro la Juve nel 1998, quando non addirittura furti accompagnati da sorrisi ironici, vere e proprie Gagg come quelle nella Champions del 2010, ma questa è tutta un’altra storia, la tipica storia da sedicenti “onesti”.
illustri
Sto parlando più in generale.
Nel bene o nel male siamo la squadra migliore al mondo assieme alla Germania dietro al Brasile.
In termini di mondiali vinti dietro queste tre c’è il vuoto.
È vero quello che dici, il Real vinse una Champions con un golazo di Zidane, fuori da ogni schema.
Ecco quello che sto dicendo, quando le cose si fanno difficili, quando non trovi il buco, l’infilata od il giropalla non è efficace, chi risolve la partita.
In ottica Juve, fuori Dybala, giusto o meno che sia.
Ora però mi chiedo, chi al suo posto?
Chi avrà la capacità di saltare l’uomo, di trovare un buco dove non c’è?
Ecco che il discorso sugli allenatori diventa importante.
Non lo limiterei a quelli che hanno vinto od ai nomi, peggio ancora alle tipologie.
Ma ad una generazione di allenatori che non sono stati capaci in 20 anni di trovare, di dare spazio al Baggio di turno, al Beccalossi, anche solo ad un Montella.
Insomma, mi chiedo, è possibile che dal calcio italiano escano fuori solo mediani?
Leggi bene Luca, pure io ho i tuoi stessi dubbi. Fuori Baggio avevi in scuderia pronto un giovane Del Piero, ma oggi se fai fuori Dybala con chi ti dialoga Vlahovic , o chi gli crea spazi e palle mettere dentro?
Chiesa è fortissimo ma è uno che va a scatti non è un metronomo costante che si porta addosso 2 difensori.
Con questa idea di calcio lento fatto di giropalla se non hai un piano b o alternative con uomini di tecnica di strada non ne fai neanche più in campionato, figurati in champions. Mi auguro che nella rivoluzione juventina ci siano degli uomini magari giovani, ma con talento. Ricordo quando Moggi, licenziato Vialli, prese Vieri Amoroso e Zidane. Dove qualcuno poteva toppare c’era sempre qualcun altro che poteva venire fuori.
Non so chi sostituirà Dybala, ma posso dirti che una volta nel calcio c’erano i veri scopritori di talenti, oggi ci sono i procuratori, la differenza è tutta qui e sai chi ha scoperto il talento di Del Piero?.. non un Raiola dei giorni giorni ma l’osservatore del Padova, un nome sconosciuto a tutti, Vittorio Scantamburlo. A livello nazionale ce ne sono stati pochi e purtroppo i più anziani non ci sono più, come Sergio Vatta che nelle giovanili del Torino ha scoperto fra gli altri (a proposito di centravanti) Cristian Vieri, Lentini, Cravero, Dino Baggio.
Un altro è stato Mino Favini, responsabile dell’intero settore giovanile dell’Atalanta, di giovani ne ha fatti emergere tanti, dalle indubbie qualità tecniche, spirito di sacrificio, fisico ed educazione, sono parole sue, fra gli altri Pietro Vierchowod, Marco Simone, Stefano Borgonovo, Gianluca Zambrotta.
Il Pallone d’oro Roberto Baggio fu scoperto da ragazzino da chi non aveva mai giocato su un campo di calcio e non allenava, un tifoso appassionato del Lanerossi Vicenza che per primo aveva visto all’opera sui campetti di periferia il compaesano Roberto Baggio e lo aveva segnalato alla squadra vicentina che a 13 anni lo acquistò dal Caldogno per 500mila lire, si chiamava Antonio Bruno Trevisan, infermiere calidonense e storico “scopritore” del Divin Codino.
italianista
ex tecnico del Bayern -che- ha vinto 2 Champions Lesgue
Si Gió, proprio così, quella figura dello scopritore di talenti non esiste più ed è pure per questo che ci si affida a raccomandati stranieri che arrivano e poi rimangono come pesi nelle varie società.
Oggi, e lo dico perché l’ho notato personalmente portando mio figlio nelle scuole calcio si insegnano molto i fondamentali ed i ragazzini più dotati presto tolgono il gusto di muoversi per divertirsi a tentare i tunnel o qualche dribbling che è istintivo nel ragazzino. Ho visto molti ragazzi dotati scoraggiarsi perché avevano perso il gusto del divertimento, abbandonare e di contraltare tanti “ pasquale bruno” ( ti diró in seguito il perché di questo nome specifico) andare a fare provini per le società professionistiche.
Quel nome perché avendo fatto io con lui la stessa scuola calcio ed avendo lui fatto carriera nei professionisti, ricordo bene quanti altri ragazzi molto più forti tecnicamente ed anche fisicamente ( l’unica sua peculiarità) non ebbero la stessa fortuna. E non lo dico per invidia perché io non ero tra quei ragazzi dotati, ma solo uno dei tanti che faceva parte di quel vivaio di 500 e passa ragazzi.
Moggi era molto bravo ed aveva una miriade di talent scout che gli davano una mano. Paratici sembrava della stessa stregua ma a Paratici hanno dato un compito superiore oltre queste caratteristiche e nella Juve ha fatto pure tanti pasticci.
Come ho scritto sopra a Barone50 è ciò che accade generalmente nelle nostre scuole calcio dove prima delle attitudini personali e della tecnica individuale viene ricercata sopratutto la fisicità e tu me ne dai la conferma, perchè credo (poi magari ci sono le eccezioni) che responsabili e istruttori sono di solito ex calciatori privi di patentino di allenatore che come canta Ligabue ispirandosi all’ex calciatore e dirigente dell’inter fino al 2010 (condannato a 6 mesi di carcere con la condizionale dalla giustizia penale per falso e ricettazione di documenti nella vicenda del passaporto taroccato di Recoba) dicevo, hanno alle spalle “una vita da mediani” o un’intera carriera passata a sgobbare sui campi di mezza Italia nelle serie minori, a differenza di quel che accade nelle consolidate realtà giovanili del calcio spagnolo e tedesco, in cui vanno essenzialmente alla ricerca di ragazzini che dimostrano di avere una buona tecnica di base e coordinazione nei movimenti, accompagnandoli poi gradualmente verso l’eta adolescenziale in cui istruire i migliori sotto questo aspetto a quella che chiamiamo comunemente tattica, sia individuale che collettiva di squadra da acquisire con allenamenti mirati.
Si Gió diciamo la stessa identica cosa.
Ricordo inoltre su sky un dibattito tra Del Piero e lo zio in cui i 2 si dividevano nella visione dei calciatori ed atleti. Ovviamente lo zio ( tecnicamente scarso) evidenziava il calciatore “ marcantonio di almeno 185 cm” per il gioco fisico che secondo lui era quello predominante e quindi che darebbe i risultati. Del Piero lo schernì con una battuta e con il suo sorriso quasi da sfottó. Ma per educazione ed essendo un gentleman non gli disse che contro di lui si era spesso divertito ed ha fatto godere con le sue giocate i suoi tifosi, anche se lo fece capire con una battuta come quelle che si fanno tra amici.
Infatti Bergomi su Dybala che è troppo basso si è affrettato a dire che all’inter non sarebbe funzionale per lo schema tattico di Inzaghi, anche perchè l’unico schema che da loro funziona bene da sempre è vincere le partite senza giocare e gli scudetti a tavolino.
Bella la parentesi su Oriali 😛 😛
Nella tristezza per l’uscita dai mondiali, ho trovato un istante di conforto quando ho visto la faccia di Oriali 😛
Vero Enea, la faccia di un pregiudicato deluso ha qualcosa di mefistofelico.
Speriamo di non vedere mai più le sue terga su quella panchina.
Mancini invece, a mio parere, deve continuare il suo lavoro elogiato a livello europeo fagli affetto si lavori per propositività e idee di gioco.
Basta che tolga qualche peso morto dalla squadra. Due nomi non a caso: Immobile/Insigne.
Ciao.
Ops “…dagli addetti ai lavori …”, Ovviamente.
Antony, Gioele.
Con il racconto di Del Piero e Bergomi e la chiosa su Dybala avete evidenziato cosa non va nel calcio italiano di livello.
Il racconto di Gioele su Vatta, ed altri mi ha ricordato un mondo granata che non c’è più.
Una squadra capace di giocarsi una finale europea, con giocatori che esclusi pochi qui a Torino erano amici, compagni di classe, nipoti del mecellaio ecc…
Ed allora quando sento parlare di talenti che mancano …..
Eh ma luca, nel caso della finale europea del Torino dimentichi il fattore M. che secondo uno ben informato si adoperò in quella circostanza per procurare signorine compiacenti agli arbitri spacciandole per interpreti e va bè fa niente poi se a dirlo è stato chi ha ancora in bacheca lo scudetto 2006 e una Champions rubata nel 2010.
Si è vero.
È vero anche che il suo presidente si presentò.in politica per evitare la prigione.
Dov’è che l’ho sentita?🤔
È anche vero però che quel toro era proprio una buona squadra. Squadra non solo italiana, ma addirittura piemontese in molti suoi elementi.
Si, quel presidente fu condannato per appropriazione indebita nei confronti del Torino calcio per aver percepito somme in nero in merito alle cessioni di Baggio, Lentini e Cravero e di falso in bilancio, in particolare ricorderai sicuramente il caso Lentini e chi c’era dietro, erano gli anni che precedettetero tangentopoli. Poi quando il fattore M passò sulla sponda bianconera della Dora Riparia, dopo anni di bilanci truccati e spese folli i Palazzi romani, che avevano favorito il mecenatismo dei ratti milanesi con l’elargizione generosa di soldi pubblici del famigerato Cip6, fecero da volano a farsopoli per spedire all’inferno chi era troppo bravo e vinceva troppo con la Juve, per regalare uno scudetto taroccato come il passaporto di Recoba a chi non vinceva mai.
precedettero
MASSA DI PRESCRITTI IN GUIDA PERICOLOSA
Ora anche l’audio della sala Var a far aumentare lo scoramento per il mancato calcio di rigore.
Alla fine è spuntato anche l’audio, ma la questione non fa altro che tingersi ancor più di mistero.
Ovviamente si parla del clamoroso mancato rigore non concesso al Torino nella sfida interna contro l’inter con il netto contatto in area tra Ranocchia e Belotti, che dal campo Guida non vede, e che Massa dalla sala Var giudica in modo alquanto inspiegabile.
“Palla! Palla! Sì, ha preso palla, vai vai…“, queste le parole della sala Var al campo, con Guida che non può far altro che lasciar continuare a giocare. A rivelare il dialogo è oggi la conferenza stampa tenuta a Coverciano dall’AIA.
Una rivelazione choc, che rende sempre più incomprensibile come un contatto del genere non possa essere stato guidicato correttamente con la tecnologia a disposizione dal Var.
Una svista che ha del clamoroso, che ha permesso ai nerobleau di Milano di mantere il minimo svantaggio e che, al termine della gara, ha portato alla sospensione per almeno tre settimane dei due fischietti.
Sui social, l’audio non può far atro che scatenare un putiferio. In tanti invocano la malafede: “Aver fatto sentire pure l’audio dopo aver visto e rivisto le immagini in tutte le trasmissioni sportive è ancora più scandaloso non aver dato il rigore al Torino è ancora più scandalosa la malafede di arbitro e Var.
Scommetto però che nessuno invocherà un’altra Calciopoli”.
COME PUÒ UN BAMBINO…
Una volta, quando giocava la Nazionale, era una festa e per i Mondiali e la maggior parte della gente era davanti alla TV mamme e nonne comprese.
Discussione interessante sull’attuale situazione del calcio italiano.
Gli attuali padri di bambini che vorrebbero iniziare l’avventura calcistica non sono educati per poter far affrontare si tale avventura ai propri pargoli.
Discussioni a bordo campo con gli allenatori perché non fanno giocare i loro figli, mamme che si accapigliano sugli spalti perché il figlio ha ricevuto un calcetto dal figlio della vicina di posto.
Bisognerebbe un bagno di umiltà e ritornare indietro di parecchi decenni…eeeehhh ma la vita si è evoluta.
Non era meglio giocare nelle piazzette e con un pallone di plastica per non arrecare danni alle macchine parcheggiate?
Non era meglio prendere uno scappellotto da una mamma arrabbiata per il tuo ritardo?
Ginocchia sbucciate e gomiti tumefatti, stanchi ma felici andare a letto.
Oggi come fa un bambino ad innamorarsi del calcio se per trovare in tv una partita della tua squadra devi far vedere a tuo figlio come si fa a rubarla facendo il pirata.
Oggi possiamo dire che un bambino di 15 anni non ha mai visto la nazionale italiana giocare un mondiale…una generazione.
Ecco allora…invece di essere presente solo ed esclusivamente alle premiazioni delle fortissime atlete italiane il Coni dovrebbe iniziare a fare centri funzionali per il gioco del calcio con gli istruttori patentati e non quattro presunti tali e senza licenza.
Ridate il calcio ai bambini…il calcio rinforza le ossa.
L’INCOERENZA DELL’IPOCRITA
La nazionale senza un 9 fa miracoli… ma ha un centrocampo con i controcapzi.
La Juve senzabun 9 fino all’arrivo di Handanovic e ancora senza un centrocampo decente non è affatto scusabile.
Quattro, uno più Strunz di quello del Trap.
I SETTORI GIOVANILI E I SUOI “ALLENATORI”
Allenare nei Settori Giovanili è cosa semplice e possa farlo chiunque? NO!
Questo è esattamente il motivo per cui i nostri giovani o si allontanano dal calcio oppure non apprendono le nozioni fondamentali di questo sport.
Allenare i ragazzi è necessario conoscere tantissime nozioni come Metodologia di Allenamento, Psicologia, Pedagogia ed Età Evolutiva.
Ovviamente uno staff tecnico preparato su questi fattori ha dei costi perché studiare per apprendere certe nozioni e patentini è un investimento che la persona effettua.
La Qualità come in tutte le cose della Vita si paga…è come se vai a vedere una partita allo Juventus Stadium o in un campo di provincia.
Secondo voi persone senza alcun patentino o alcuna conoscenza dello sport visto che spesso purtroppo non hanno nemmeno mai giocato al calcio… Possono crescere calciatori di alto livello?
Come vengono selezionati gli allenatori che sono nei nostri Settori Giovanili?
Si aggiudica una panchina chi porta lo sponsor maggiore oppure chi è disposto ad allenare a titolo gratuito in modo che la quasi totalità delle Quote pagate per far giocare i bambini nelle Scuole Calcio rimanga interamente alla Società.
Se poi parliamo di Sponsor entriamo in un discorso molto più complesso che coinvolge anche il calcio professionistico dove molti allenatori hanno una panchina perché portano nella Società i soldi.
Gli allenatori scadenti che ci sono nelle Scuole calcio sono uno dei motivi per cui la base del nostro calcio è imbarazzante.
Ma anche nelle categorie Professionistiche la situazione non è per nulla migliore…infatti si vedono cambi di panchine e poi ritorni almeno tre volte a campionato.
Letto e riletto questo è il sunto di quello che ho capito e che soprattutto penso.
VERGOGNA
C’è un brutto clima attorno alla Juventus, lo sentiamo, non proprio come nel 2006, ma molto simile.
Allora l’Italia aveva vinto il Mondiale, questa volta l’Europeo, mentre ha mancato le qualificazioni per Qatar 2022. Allora la base della Nazionale era bianconera, questa volta meno, ma comunque il peso si è sentito, eccome.
Allora la Juventus veniva da una serie di trionfi e cercava di scalare l’Europa, oggi la Juventus in Europa arranca un pò, ma comunque negli ultimi dieci anni ha vinto nove scudetti, un’impresa unica.
La Juve, però è ancora al centro del mirino, nonostante la società sia quotata in borsa con bilancio ipercertificato, analizzato e controllato da fior fior di perfezionisti, c’è qualcuno però, che sta scavando in lungo ed in largo per cavar fuori il classico “ragno dal buco”.
Analisi, plusvalenze, valutazioni di giocatori ed ora anche stipendi differiti.
Tutto questo tende anche a destabilizzare l’ambiente in un momento cruciale del campionato
Le società che non sono fallite, che non hanno smobilitato e che sono ancora in piedi andrebbero elogiate e non perseguitate ed invece la Juventus viene messa nel centro del mirino, messa alla gogna, con il chiaro intento di penalizzarla, falsando ancora una volta un campionato già Farlocco, un campionato dove vengono rinviate partite, dove Società chiedono lo 0-3 a tavolino, o partite che potrebbero essere scontate quando alcune società, le giocano già salve o retrocesse, con giochi ormai fatti oppure audio del Var vergognosi “Palla palla, ha toccato la palla”.
Io intanto mi tocco le mie…
@enea-le
In effetti lo sguardo cupo di Oriali alla fine della partita di Palermo ha qualcosa di spettrale, di tutt’altra espressione invece quella raggiante dopo la vittoria ad Euro2020. Un pò come successo al contrario quand’era all’inter, condannato nel 2006 dal Tribunale di Udine con sentenza definitiva alla pena di 6 mesi di reclusione per il reato di concorso in falso nella vicenda Recoba. Ciò nonostante venne riconfermato come dirigente all’inter per altri 4 anni fino al 2010, anno in cui i prescritti cartonati misero in bacheca un altro trofeo taroccato grazie ai buoni servigi del consulente (a libro paga) Walter Gagg, potentissimo vicepresidente della commisione arbitri dell’Uefa e amico personale di Blatter, come riportato in questo link:
https://twitter.com/GuidoPiano9/status/1129027332054966273/photo/1
Sempre a proposito della Nazionale, per rendersi conto dello sfascio “mondiale” che c’è stato dopo la distruzione della Juve, basta mettere a confronto i risultati dei 12 anni precedenti con quelli successivi a calciopoli:
1994 – 2°posto Italia battuta ai rigori dal Brasile
1998 – Italia eliminata nei quarti ai rigori dalla Francia Campione del Mondo
2002 – Italia eliminata negli ottavi da Byron Moreno.
2006 – Italia Campione del Mondo
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2010 – eliminata al primo turno
2014 – eliminata al primo turno
2018 – non qualificata
2022 – non qualificata
P.S.: Superfluo poi ricordare ai mistificatori che dopo il 2006 nei 2 clubs vincitori della Champions, in quella conquistata dal Milan nel 2007 c’erano ben 7 calciatori italiani in campo. dei quali 4 freschi campioni del mondo con la Nazionale in Germania, mentre in quella trafugata nel 2010 non c’era neanche un italiano, allenatore compreso.
Questa sera sarò ospite di Renato Ghelli alle ore 21 su http://www.radiomoncalieri.net per chiacchierare un po’ della nostra amata Juve e chissà magari anche di nazionale. Vi aspettiamo.
GLI INDOSSATORI DI SCUDETTI ALTRUI
Perché l’odio sportivo è una roba da vecchi?
Quella sensazione che ci prende alla gola prima di una partita di calcio particolarmente sentita, che ci blocca lo stomaco e ci rende intrattabili già dalla vigilia, è qualcosa ormai del novecento, che sopravvive dentro di noi solo perché legata a ricordi di tanti anni fa ma anche recenti, una tradizione prima che una reale convinzione, usurata dal tempo e destinata a scomparire?
Ci sono altre due cose da “vecchi” che ci impongono di parlare di Juve-inter.
Veleno puro!
A VOLTE TORNA…FORZA SINISA
Eppure qualcuno parla di cancro da estirpare riferendosi all’allenatore della Juve e magari trapiantarlo in nazionale in modo da poter tornare a tifare la Juve…
Pensateci bene, togliere il male da uno e trapiantarlo in un altro.
Se potessi lo farei volentieri quello che ha fatto sul palco Will Smith a Chris Rock che aveva ironizzato sulla testa rasata di sua moglie Jada Pinkett Smith che soffre di alopecia e da qualche mese, anzichè coprire la testa con sciarpe e cappelli, ha optato per un radicale taglio alla “G.I. Jane”: era stato questo il commento che Rock aveva fatto a sue spese per far ridere la platea.
Smith, seduto con lei in prima fila, non ci aveva visto piu’ lasciando esterrefatti gli spettatori della diretta sulla Abc…uno schiaffone in pieno volto e un vaffanculo grande così.
A volte torna dicevo…forza AMORE, dobbiamo andare.
Su certi argomenti divento impopolare alla stessa stregua di Willy Smith che ha dato un gran ceffone al comico che si era permesso di fare una battuta idiota su una persona che soffre.
Si legge di tutto e di più, ormai i cialtroni da tastiera si divertono ad offendere qualsiasi giornalista e proprio ieri Sconcerti ha preannunciato che qualcuno riceverà a breve qualche querela. Come non detto, continuavano ad offenderlo come se non avesse avvisato, forti del fatto che il diritto di offendere ormai è un dato oggettivo da dover accettare.
L’educazione che ci è stata insegnata o che magari abbiamo dovuto apprendere diventa qualcosa da calpestare a favore della cafonaggine di una società sempre più ignorante.
Quello che mi è seriamente dispiaciuto ( e lo dico con il cuore in mano) è leggere qualcuno che augura un cancro ad uno della sua stessa specie in modo che potesse toglierselo dalle scatole onde ritornare a poter ritornare a gioire per la sua squadra.
Ho sempre accettato la critica e forse sono il più criticone di tutti, ma mi dispiace seriamente quando si arriva” oltre” il diritto di critica. E non credo di essere un bacchettone, anche se l’età mi porta verso la saggezza dei vecchi, anzi.
PAOLA CICCONOFRI
Tutte le squadre italiane fuori dalla Champions League, campionato italiano al minimo storico, Italia fuori dal mondiale per la seconda volta consecutiva.
Una situazione disastrosa, ma Gravina non ha proprio intenzione di presentare le dimissioni, anzi, sta già cercando di scaricare le responsabilità sui club: «Ci sono interessi imprenditoriali legati alla gestione dei club, legittimi… La Nazionale è un fastidio più che opportunità di unione».
La colpa è degli altri, lui non è responsabile, vorrebbe dirci questo?
Gravina, lo stesso che dopo aver stretto la mano a Ceferin, ha visto il suo stipendio lievitare da 36.000 a 240.000 €; lo stesso che puntualmente si presenta ai media per minacciare l’esclusione della Juve dal campionato italiano prestando il fianco al presidente Uefa; lo stesso che quando gli vengono chiesti lumi su questo fallimento epocale risponde soltanto “questo è il calcio”.
Il calcio italiano si nutre solo di fango sulla Juventus.
Lo stesso Gravina, prima di una partita importante, si è presentato ai media parlando della Superlega.
Il momento di massima visibilità Gravina l’ha sfruttato sparlando della Juve, come se quella fosse la priorità.
E mentre l’Italia era in attesa delle notizie che potevano arrivare dalla Procura di Torino dopo l’interrogatorio di Dybala, la Nazionale si avvicinava al fallimento più grande della storia pallonara italiana, risultato targato Gravina/Mancini.
Più che interrogarsi su Dybala, oggi, dovrebbero interrogarsi sull’ennesimo fallimento del calcio italiano.
La storia della Nazionale è sempre legata a doppio filo a quella della Juve, da sempre.
Distruggi la Juve, distruggi anche la nazionale.
Giovedì sera, a conferma, nessun bianconero era in campo.
Potrebbe essere anche questo un aspetto su cui riflettere: la Figc che gioca da anni a distruggere il club più rappresentativo si appresta a raccogliere soltanto quello che ha seminato.
Il mantra degli ultimi mesi è stato quello di ripetere, in modo ossessivo, di quanta bellezza ci sia nella possibilità delle piccole squadre che possono battere le grandi nelle massime competizioni, sempre a sostenere il falso perbenismo della Uefa. Saranno felici ora: la Macedonia del Nord butta fuori dal mondiale l’Italia campione d’Europa.
Sono toccanti poi quelle dichiarazioni che abbiamo sentito nel post partita: «ripartiamo da zero», si, con Gravina come presidente della Figc e Abete appena scongelato per la Lega dilettanti.
Oppure: «ci rimane il sentimento», anche se quello che resta è solo un fallimento senza attenuanti.
Presunzione e scaricabarile in perfetto stile italiano.
Nel momento più buio del calcio italiano, in una situazione Gravina, dopo il reintegro di Stefano Palazzi nel ruolo di Giudice Sportivo di Serie C arriva anche (come leggo sopra) la nomina di Giancarlo Abete a presidente della Lega Nazionale Dilettanti, come un déjà-vu con doppio salto mortale all’indietro con avvitamento sugli inter-preti principali di una farsa cucita su misura per gli indossatori di scudetti altrui, il Massimo profitto con il minimo sforzo dei ratti milanesi per avviare un ciclo farlocco di vittorie nazionali e inter-nazionale.
Non ci vuole poi molto a scoprire chi sono gli artefici della messa in scena, l’unico dirigente di vertice della FIGC che, a seguito dello scandalo “Calciopoli”, mantenne la poltrona diventando dal 2007 incontrastato Presidente Federale, quello che dopo il ritrovamento delle telefonate illecite degli ex dirigenti interisti prima dichiarò che “l’etica non andava in prescrizione”, poi, per non decidere, che era “incompetente” sulla revoca dello scudetto assegnato a tavolino all’inter.
L’altro è quello nominato il 22 giugno 2007 in un comunicato della FIGC che recitava così: “Il Procuratore federale, esaminata la relazione dell’ufficio Indagini sugli accertamenti richiesti dalla Procura federale in ordine a numerosi articoli di stampa riguardanti il comportamento di dirigenti della società Internazionale F.C. S.p.A. nei confronti dell’arbitro Massimo De Santis, dei calciatori Christian Vieri, Adrian Mutu, Luis Ronaldo Delima Nazario, Vladimir Jugovic e del tesserato Mariano Fabiani, ha disposto l’archiviazione del procedimento, non essendo emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte”.
Documentazione che però, secondo quanto riportato in un articolo dalla GDS, è stata inviata a marzo 2007 dalla Procura di Milano alla Figc, riguardante la vicenda Tavaroli-Telecom-inter e comprendente anche il verbale d’interrogatorio di Tavaroli che fa discendere l’attività di spionaggio da un incontro a tre, Moratti-Facchetti-Tavaroli, documentazione stranamente ritrovata allo scadere dei termini di prescrizione. Prescrizione che cadrà come una mannaia sulle lancette dell’orologio della giustizia sportiva a salvare i sedicenti “onesti” anche per i fatti ai quali si riferisce l’indagine dell’allora Procuratore Federale, relativi al campionato 2004/05, prescrizione che secondo il CGS in vigore all’epoca sarebbe dovuta scattare a maggio 2011, ma con la relazione di Stefano Palazzi e le sue conclusioni sugli illeciti commessi dall’inter che chissà perchè arriverà fuori tempo Massimo, solo in data 1 luglio 2011.
A PROPOSITO DI SENTENZE…
Quattro anni fa.
Moggi esulta: “Confermata sentenza 1° grado, Giacinto Facchetti faceva lobbing con gli arbitri”.
Sulle colonne di Libero Luciano Moggi annuncia la sua vittoria in tribunale contro Gianfelice Facchetti: “(…) Intanto si è conclusa la querelle tra chi vi scrive e Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto ex presidente dell’inter – scrive Moggi -. E si è conclusa malamente per lui perché in appello c’è stata la conferma della sentenza di primo grado che recitava: «Giacinto Facchetti faceva lobbing con gli arbitri».
Che fa scopa con quanto scritto dal Procuratore Federale, dottor Palazzi, al tempo del processo di Calciopoli: «L’inter è la società che rischia più di tutte per il comportamento illegale del suo presidente Giacinto Facchetti».
E badate bene,non si è trattato di un semplice processo per diffamazione ma, al contrario, per provare se veramente Facchetti era in combutta con gli arbitri: era questo il motivo della querela del figlio.
È stato provato e la sentenza rivela che faceva addirittura lobbing con loro! Eppure, qualche settimana prima, durante la festa di compleanno dell’inter, Gianfelice, parlando di Calciopoli, ha detto che la sua società non era stata mai invischiata in tale «spazzatura». Purtroppo nessun quotidiano ha riferito la notizia, eppure questa sentenza equivale a quella del Tribunale di Napoli, laddove, all’epoca di Calciopoli, l’inter fu volutamente estromessa dall’oggetto delle indagini perché il Maggiore Auricchio disse esplicitamente ad un assistente di linea, che aveva manifestato l’intenzione di riferire notizie accusatorie sull’inter, che a lui l’inter non interessava”.
Padre e figlio fanno scopa… e mi trattengo.
Si avvicina Juve inter, indovinate di che parlerà mo-ratti…
“VAR nel 1998? Avrebbero negato comunque il rigore Iuliano-Ronaldo… non credo sarebbe cambiato nulla, dietro alla VAR c’è comunque un altro arbitro. Probabilmente avrebbero negato il fallo di Iuliano su Ronaldo e dato il rigore sul ribaltamento di fronte.”
Il VAR non c’era ma ci sono le immagini:
https://www.facebook.com/intertischifo/videos/tutti-i-favori-arbitrali-ricevuti-dallinter-nella-stagione-19971998e-loro-si-lam/1450148395025646/
P.iagnoni
R.osiconi
E.quivoci
S.leali
C.ontraffattori
R.azziatori
I.nsabbiatori
T.rasformisti
T.rasgressivi
I.mpuniti
In una parola:
P.R.E.S.C.R.I.T.T.I
i.o.q.l.o.a.n.r.r.m
a.s.u.e.n.z.s.a.a.p
g.i.i.a.t.z.a.s.s.u
n.c.v.l.r.i.b.f.g.n
o.o.o.i.a.a.b.o.r.i
n.n.c. .f.t.i.r.e.t
i.i.i. .f.o.a.m.s.i
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. . . .o. .i.i.i
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Ovvio, non potendo più inter-vistare Simoni …parla Massimo Labbrone.
PREMIO COMUNICAZIONE 2022
Luciano Moggi demolisce i vertici del calcio italiano dopo la debacle degli azzurri contro la Macedonia che è costata la partecipazione ai mondiali del Qatar.
Tutto trae origine da Calciopoli.
“È dal lontano 2006 che stiamo soffrendo, da quando in quel di Berlino l’Italia vinse il titolo mondiale imbottita di giocatori juventini, quando la Juve era il volano del calcio nazionale”, le prime parole su Libero dell’ex direttore generale bianconero.
“Poi qualcuno, a cui la squadra bianconera era poco simpatica, volle toglierla di mezzo con l’accusa di magheggiare sui campionati e, nonostante la sentenza del processo sportivo raccontasse ‘campionato regolare, nessuna partita alterata’, radiò addirittura i suoi dirigenti, colpevoli di non aver commesso illeciti al contrario di altri, i cui illeciti furono scoperti solo quando erano andati in prescrizione e quindi non più perseguibili. Chissà il perché del ritardo…”
“Da quel momento a pagarne le conseguenze è stato il calcio italiano, essendogli venuto a mancare l’apporto dei giocatori juventini: l’Italia al Mondiale, infatti, è stata eliminata due volte al primo turno e due volte non si è qualificata.”
Tali insuccessi troppo spesso sono stati una conseguenza dell’insipienza calcistica dei capi che hanno trascurato l’amore dei tanti per gli interessi dei pochi solo per mantenersi saldamente attaccati alle proprie poltrone.
Carraro è un esempio lampante: magari trascurava la Nazionale, ma seguiva con attenzione le sorti di Fiorentina e Lazio per non farle retrocedere.
Moggi non risparmia l’ex capo della FIGC Tavecchio: “ignorava proprio cosa volesse significare gestire il “Club Italia” composto da atleti che avevano quanto meno bisogno di un trattamento consono per poter rendere al massimo.
“Per cui il buon Carlo era la persona meno indicata ad assolvere questo compito, lui che conosceva il calcio soltanto per essere un tifoso nerazzurro, tant’ è che assunse Oriali, ex dirigente interista, come manager della Nazionale (colui che aveva fatto i documenti falsi per il passaporto di Recoba).
E su suggerimento di qualcuno assunse come ct Ventura”.
Poi l’affondo: “Verrebbe veramente da gridare allo scandalo nel vedere in Nazionale un dirigente che ha falsificato un passaporto per far diventare un giocatore comunitario mentre altri dirigenti, proprio quelli che, con i loro giocatori, avevano contribuito a far vincere il Mondiale all’Italia, venivano radiati solo perché colpevoli di far parte della Juve (lo racconta la sentenza del processo sportivo)”.
SIETE SICURI DI ESSERE TIFOSI DELLA JUVE?
O forse siete rimasti scossi per la non partecipazione al mondiale della Nazionale e non avete voglia di scrivere(state sereni che la libertà di fare o non fare la includo sempre) delle vicissitudini della Juve…posso capire le “vedove” di Dybala che ancora piangono il loro pupillo che le farà rimanere senza una Joya…
Eppure, gli altri, quando il campionato è fermo fanno al tiro a piccione contro la Juve…evidentemente per voi tutto va bene madama la …
Una titolare del blog che non scrive non ricordo quando(includo sempre quella famosa libertà).
Chissà forse ci si aspetta che la Juve venga penalizzata per un qualcosa…forse per i positivi-covid del Napoli messi in campo contro la Juve e la Juve non ha fatto reclamo…penalizzeranno la Juve in modo che anche i tifosi snob della vecchia Signora possono sfogarsi con la dirigenza incapace…secondo le loro idee.
Oppure, e chiudo, aspettano la batosta finale contro la tanto “amata” seconda squadra milanese per sfogare ancora di più il loro livore con battute e faccine #prendiperculo.
È PIÙ FORTE DI ME. MI FATE SCHIFO
Ancora una volta le due squadre di Milano presentano un altro stadio: il record della Riomma vacilla(ne ha presentati una quarantina), anche la Viola ne presenta qualcuno: nel video c’è la scritta Juve ovunque. Ossessione!
Scongelati i soliti impotenti frustrati: “A Torino succedono cose strane”. Cose strane come il tunnel e l’acciaio scadente.
Si teme che il var funzioni.
Ripescati Iuliano-Ronaldo e il solito Pjanic, ma non Castellazzi-Marchisio.
Già dimenticato Ranocchia-Belotti. Ha preso palla. Vista d’aquila e onestà Morattiana.
Designato Irrati, che non vide il volgare placcaggio di Lautaro. Kafkianamente a lamentarsi sono gli Indaisti. Passaporto di lealtà. Avrebbero dovuto mettere Collina.
Mancini e Gravina confermatissimi, l’eliminazione è colpa della Juve, lo dice Alvino.
A tal proposito, l’Italia sogna di essere ripescata al posto dell’Iran. Paragoni.
A proposito di tavolini, l’Inda insiste, la Dea recupera al trofeo Moretti.
Si cerca la carta di John Charles, nel frattempo emerge un retroscena: un cugino di un passacarte di un ufficio con lo stesso numero civico della Juventus pare non abbia chiesto lo scontrino dopo la colazione.
Indagano: GdF, CIA, FBI, KGB e Mossad.
Allertata la ASL di Napoli.
#finoallafinedeglialtri
LIAM BRADY
Brady: ‘Con Dybala la Juve non è stata ingiusta, con me sì! Pogba incostante, non mi stupirebbe Salah e Allegri…’
L’ex calciatore della Juventus, Liam Brady, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport.
Come Dybala, nel 1982 non fu confermato dalla Vecchia Signora per la stagione seguente. Queste le sue parole:
COME DYBALA – “Mah, a dire la verità Dybala ha avuto una chance di firmare, qualche mese fa. Io, mai. Io capisco la Juve, ha un progetto per una nuova squadra e non credo sia stata ingiusta con Dybala. Ai miei tempi invece… Io non ho paura di piangere se mi emoziono, oggi come allora. Quando la segretaria di Boniperti mi chiamò nel suo ufficio, compresi tutto. È stata la settimana più brutta della mia vita. Inizialmente, non volevo più giocare per la Juve. Poi parlai con qualche persona e compresi. Mancavano tre partite, dovevo giocarle. A Trapattoni chiesi solo una cosa, di non calciare più i rigori. E lui scelse Virdis”
GOL SCUDETTO – “All’ultima giornata, con il Catanzaro, sullo 0-0 fischiarono un rigore per noi. Virdis era uscito e il Trap mi guardò. Con gli occhi, mi chiese di calciarlo. Trovai il coraggio. Non fu un gran rigore, ma il portiere si tuffò dall’altra parte… Dybala nella stessa situazione? Accettare, calciare, segnare. Faccia vedere che è un campione e un professionista”
OGGI – “Sono un commentatore per la tv inglese e va bene così. Dopo tanti anni all’Arsenal, in cui lavoravo sette giorni a settimana, do tempo alla famiglia e agli amici. Sento Tardelli, vado spesso ad Alassio e presto sarò a Torino, forse per Juve-Lazio”
JUVE-INDA E SCUDETTO – “Bene, sono squadre forti, anche se mi sembra che il Milan ora abbia il 50% di possibilità di vincere lo scudetto. Più di tutte. Però mi fa piacere vedere il Napoli là davanti e non date la Juve per battuta. Se gli altri non reggono la pressione, la Juve c’è. Il mio primo scudetto a Torino lo abbiamo vinto così, con l’esperienza. E so che per Bonucci e Chiellini è l’ultimo tentativo di vincere insieme. Allegri non ci crede? Non ci credo. Allegri dice quello che deve dire, non quello che pensa. È logico”
GIOCATORI DI PREMIER PER LA JUVE – “Non Pogba. Guardatelo, è incostante, non aiuta la squadra. Il calcio di oggi è diverso. In che senso? Nel senso che non mi stupirei se il Liverpool rinunciasse a Salah. Nel calcio moderno tutti devono lavorare per la squadra”.
Guida e Massa, il primo in campo e il secondo al VAR, arbitri di Torino-inter che non hanno visto il clamoroso fallo da rigore di Ranocchia su Belotti, sono stati nuovamente designati in partite di Serie A e Serie B dopo aver saltato soltanto una giornata di campionato. Una decisione che ha dell’incredibile ricordando il trattamento riservato ad Orsato, l’arbitro che dopo inter-Juve di 4 anni fa per il mancato 2°giallo a Pjanic fu spedito ad arbitrare in Qatar.
Dopo quelli delle partite contro Atalanta e Sassuolo, questa è dunque la conferma che certi favori arbitrali devono restare impuniti, come è scritto nella storia calcistica di chi ne ha finora beneficiato, loro:
P.iagnoni
R.osiconi
E.quivoci
S.leali
C.ontraffattori
R.azziatori
I.nsabbiatori
T.rasformisti
T.rasgressivi
I.mpuniti
In una parola: P.R.E.S.C.R.I.T.T.I.
ANDREA BOSCO
Bosco intervista Big Luciano
Cosa resta, dopo 16 anni, di Calciopoli?
“La verità alla fine è emersa. Tu hai scritto che anche i dirigenti di quella Juve avevano colpe, come tutti.
Ma i processi hanno stabilito che non ci fu una sola partita truccata attribuibile alla Juventus.
Io non ho mai chiesto di “mettere Collina“.
Non ho mai fatto lobbing con gli arbitri come ha scritto un tribunale di Milano di Facchetti“.
Però anche tu parlavi con i designatori…
“Nessuno ha potuto chiarire come mai dal tribunale di Napoli sparirono i filmati del chiacchierato sorteggio, che erano prove dell’accusa, tra l’altro.
Quel sorteggio non era taroccato. A Napoli misero dei fermo immagini per sostenere le tesi di Narducci.
La Juve fu mandata in serie B con penalizzazione perché questa fu la richiesta dell’avvocato Zaccone che difendeva la Juventus.
La mia opinione è che se Gianni e Umberto Agnelli, ma anche l’avvocato Chiusano, fossero stati in vita, la Juventus non sarebbe stata distrutta, come accadde“.
La Juventus, come sai, ha presentato un nuovo ricorso al Tar per far togliere lo scudetto di “cartone” all’inter
“E’ una battaglia di Andrea Agnelli. Ma non credo produrrà risultati”
Antonio Giraudo si è rivolto al tribunale di Strasburgo che ha accettato di discutere il suo ricorso
“Anche io mi sono rivolto a quel tribunale …”
Mi devo essere distratto, perché non lo sapevo
“Non mi piace parlarne. Ho presentato ricorso due anni prima lo facesse Berlusconi.
E il tribunale ha accettato di discutere il mio caso. Sono in attesa di conoscere la data della discussione”.
SENTINELLA A GUARDIA DI UNA FEDE
(Barone50)
Arrigo Sacchi: “Pioli sta facendo un lavoro splendido come anche la società che sta ottenendo risultati eccezionali rispettando le regole.
Vincere con i debiti è come barare.
In tal senso credo che gli organi competenti non possano continuare a tollerare queste situazioni. Perché altrimenti è come sospingere i dirigenti a cercare di risolvere tutto con i soldi”.
La partita con il Baro più noto del calcio italiano seduto al tavolo del Milan fu quella contro la Stella Rossa …e parla pure sto qlo rotto.