Archivio Autore: Alessandro Magno - Pagina 202

TROFEO TIM 2012 – JUVE- MILAN – INTER

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Ci tenevo a precisare (piccolo bilancio sul Presidente Andrea Agnelli).

E’ da qualche tempo che nonostante la questione del rinnovo a Del Piero sia stata superata continuo a leggere cose fra Juventini che sinceramente mi lasciano basito. Mi riferisco al fatto della divisione in fazioni, particolarità negativa che ha sempre contraddistinto il popolo Juventino e che sinceramente dopo il 2006 consideravo (evidentemente a torto) superata. Ancora oggi, per l’ennesima volta, ci sono due fazioni, una assolutamente schierata con il Presidente Agnelli e l’altra invece fermamente contraria o comunque molto critica. Cosi pare che qualsiasi analisi o opinione si scriva si debba sempre esser tacciati di qualcosa e collocati da una parte o dall’altra. Infatti è da un pò che io stesso vengo definito ”non Agnelliano” oppure ”contrario al Presidente”, oppure anche, come mi ha recentemente scritto un amico in privato: ”Non troppo allineato alla fc Juventus”. Per quanto rigurada l’allineamento ho spiegato all’amico mio, che non sono allineato a niente se non al mio cervello, non mi sento in ”missione” per conto di nessuno, nè della Juventus e nè tantomeno di nessun altro, compreso Alex Del Piero. Che il mio esser tifoso non mi esime dall’avere un approccio critico che io ritengo sempre costruttivo e non fine a se stesso, sulle vicende della Juventus. Infondo si loda quando c’è da lodare e si critica dove si pensa che si può fare meglio. Per quanto riguarda invece il non esser mai d’accordo con il Presidente non c’è nulla di più falso in quanto spesso ne ho fatto l’elogio (e ci sono i miei articoli a testimonianza di ciò che dico).
Per chi invece avesse poca memoria faccio un piccolo bilancio delle ”azioni” intraprese da Andrea Agnelli da quando è in carica e dei miei giudizi dati a riguardo. Giudizi che ancora oggi non sono cambiati e sottoscrivo.

1 – Ho sostenuto, difeso e poi lodato, fin da subito la scelta di Agnelli di prendere Conte, quando Marotta voleva, ricordiamo, prender Mazzarri. Posizione che ho difeso anche da alcuni Juventini che sostenevano che Conte non era più Juventino o peggio si era addirittura spogliato della propria Juventinità.
2 – Ho lodato sperticatamente Agnelli quando liquidò Cobolli, Secco e soprattutto Blanc, individuando da subito una fortissima volontà di positivo cambiamento.
3 – Ho lodato Agnelli quando ci ascoltò nella nostra battaglia (soprattuto dei siti web) di togliere la stella a Boniek per darla a Edgar Davids. In quel caso ho scritto una lettera di personali ringraziamenti per averci ascoltato e ricevuto da Lui medesimo risposta di congratulazioni.
4 – Ho difeso (quasi unico fra gli Juventini) la scelta del Presidente di sedersi al famoso “tavolo della pace” quando tutti dicevano che Agnelli con Moratti non dovrebbe neppure parlare. Io dicevo: “Aspettiamo di vedere cosa ne esce fuori prima di giudicare”.

Queste sono le cose diciamo che mi vengono in mente ma ce ne sono state anche tante altre come le varie conferenze stampa in difesa della Juve. L’essersi presentato piu’ volte, mettendoci la faccia, a rinuioni di tifosi o di giornali o di siti. Mi piace sicuramente molto ad esempio questo suo modo di cercare di essere fra i tifosi, come in questi giorni nel ritiro, certo poco ”Agnelliano” rispetto a suo Zio e a suo Padre , ma pur sempre molto bello.

Altresì

5 – Ho criticato recentemente Agnelli per aver scelto di non sedersi a un tavolo con Del Piero e per non avergli concesso un altro anno di contratto come il Capitano e moltissimi tifosi desideravano. O comunque per non aver concordato insieme al Capitano un uscita di scena maggiormente senza polemiche.

6 – Ho criticato Agnelli per averci fatto prima credere che mettevamo le 3 stelle sulla maglia e poi aver trovato questa soluzione che mi pare assai stramba nonostante le sue recenti spiegazioni alla presentazione delle nuove maglie. A questo proposito preciso che chi dice che la società non aveva promesso nulla di tutto ciò o mente sapendo di mentire oppure ha la memoria assai corta, perchè ci sono le interviste di Nedved e Marotta che parlano chiaramente di metter la terza stella e i due rappresentano in modo molto forte la società Juventus, essendone due cardini fondamentali.

Tutto queste mie ”posizione” sono ampiamente dimostrabili andando a leggersi gli articoli che ho scritto durante l’anno.
Io a differenza di molti, non mi schiero nè con, nè contro qualcuno. Non divido il mondo in buoni o cattivi, nè mi metto da una parte o dall’altra a prescindere. Semplicemente di volta in volta giudico con la mia testa se una cosa mi piace e mi convince, oppure no. Ho voluto fare questa precisazione perchè spero che finisca una buona volta questa storia delle fazioni e che le idee di tutti vengano giudicate solo in quanto tali.

Il bilancio del Presidente come nei punti che ho elencato sicuramente oggi è più positivo che negativo. Direi che ha fatto tanto e (visto il mercato) stà facendo ancora tanto per portare la Juventus in alto. Tuttavia perdonatemi se lo dico, ma neppure lui è perfetto. Non ogni cosa che fa o dice il Presidente mi piace. E questo lo dico e lo scrivo. Come d’altronde non è che ho la presunzione di dire che tutti i miei pensieri siano giusti e dovete condividerli. Finiamola una buona volta con questa storia delle fazioni.
Ci tenevo a precisarlo.


Alessandro Magno

http://juvemania.it/ci-tenevo-a-precisare-piccolo-bilancio-sul-presidente-andrea-agnelli/

E così è arrivato quel giorno, il giorno del saluto.

Se ripenso al 1995, quando avevo 9 anni, quando ho iniziato a seguire la Juventus e vedevo il calcio con gli occhi di un bambino, mi sono calcisticamente innamorato di un piede che faceva magie e che disegnava arcobaleni che finivano dritti sotto l’incrocio.

Il piede di Alessandro Del Piero, stava nascendo un mito, una leggenda. Ti ho visto nascere Alex. Dopo aver vinto la Champions nel 1996 la prima cosa che ho fatto è stata andare a comprare con Papà la maglia di DEL PIERO, con quel numero 10 stampato su una maglia blu con due stelle sulle spalle, nasceva il mito, nasceva il nome.

Col passare degli anni sei diventato il mio idolo, il gol al River Plate, vederti segnare negli stadi maggiori europei, quel gol dopo 20 secondi a Manchester, quelle sgroppate contro napoli e inter, quei continui tiri alla Del Piero, punizioni, rigori, dribbling, esultanze e vittorie, la migliore stagione nel 1998 ed un pallone d’oro sfiorato, ingiustametne non vinto. Quel bimbo contento che ammirava il suo idolo, anche perchè era nato a novembre come lui, era dello scorpione come quel bimbo. Guai a chi mi toccava Del Piero, neanche dopo quel grave infortunio che ha fatto crollare la Juventus. Gli anni successivi tutti aspettavano Del Piero, tutti a criticarti ma io ho sempre creduto in te Alex, non ho mai smesso, sempre difeso. E quel gol nel 2001 al Bari…

Vederti nel 2001 con la fascia di Capitano è stato un grande orgoglio, una grande rivincita la tua, conclusasi con lo scudetto del 5 maggio 2002 e poi lo scudetto 2003, altra grandissima stagione, il gol per l’avvocato, il tacco nel derby e il gol al Real Madrid in semifinale.

Tra dolori e gioie sportive non ho mai smesso di vederti con occhi particolari, sempre con gli occhi di quel bambino del 1995. Soffrivo vederti in panchina ma sapevo che la partita l’avresti risolta o sbloccata o anche fatto un solo gol ininfluente per il risultato. Solamente leggere il tuo nome mi faceva sorridere. Gli scudetti 28 e 29, vinti sul campo.

Quel gol ai mondiali 2006, perchè un tuo gol in nazionale per me valeva di più… E poi la serie B, sentire il boato della gente perchè ti eri solamente affacciato dalla finestra dell’hotel, non scorderò mai quel momento, vederti ed emozionarmi. Vederti per la prima volta su un campo, un campetto, di B ed emozionarmi. Il 200° gol al “mio” Frosinone, il 300° e 301° gol in carriera con me presente allo stadio la prima volta a Torino.

Il ritorno in A, la doppietta al Real a Madrid, la standing ovation del Bernabeu che solo ai grandi va fatta, la standing ovation a Manchester per un’amichevole. Altre punizioni, rigori, dribbling, gol…la sofferenza insieme a te di questi 6 anni.

In quest’ultimo anno non aspettavo altro che il tuo primo gol ed è arrivato contro la Roma in coppa italia, uno dei tuoi sotto l’incrocio come solo tu sai fare, gioia, urlo e lacrime. L’emozione di un tuo gol per me è particolare, soprattutto quest’ultimo anno. La punizione alla Lazio, importante per il nostro campionato, per la vittoria finale. L’ottavo scudetto per te…

Il gol all’atalanta il 13 maggio 2012, lo meritavi, lo cercavi, la standing ovation dello Juventus Stadium, il tuo popolo, l’inchino a noi, il tuo grazie e il nostro grazie. Il momento più emozionante da quando sono Juventino.

Con te si chiude la mia prima epoca bianconera durata ben 19 anni (anche se i primi due anni non li ricordo bene), grazie per gli 8 scudetti vinti sul campo, grazie per la Champions e l’Intercontinentale, per il Mondiale, grazie per le gioie e sofferenze, per fortuna più gioie. Ci hai fatto gioire per 19 anni e piangere in un giorno… Adesso, quando sarò “grande” e mi chiederanno ‘chi era Del Piero?’, posso rispondere e raccontarti.

Sarai sempre il mio mito, per le tante emozioni che solo tu riesci a dare. Perchè mi hanno sempre chiamato “Del Piero” per una vaga somiglianza e ne ero contento. Perchè quando vedevo le tue interviste mi dicevano “eccolo che ora piange, eccolo con il suo amore” e gli occhi si illuminavano, perchè ti ho sempre visto e ti vedo sempre con quegli occhi di quel bambino del 1995.
Grazie Capitano, Grazie Alex.

Silvio Raponi

30 GIUGNO 2012. Arrivederci Alex.

30 GIUGNO 2012.Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.

Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare.

Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.

Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me.

I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende.

Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.

Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.

Arrivederci, ragazzi. Grazie di tutto.

Tifare Italia o non tifare questo è il problema

Vedo molta gente affannarsi a fare la graduatoria di come e perché si tifa o non si tifa per l’Italia. Ho sempre mal sopportato le gare di juventinità, figuriamoci quanto mi interessano quelle sulla Nazionale. Comunque chiarisco il mio pensiero. Dal 2006 io non “tifo” Italia, diversamente però da molti juventini che vedo soprattutto su Facebook non la gufo, né tantomeno faccio la morale agli altri che la tifano. Io stesso ho scritto in più di un occasione che la Juve dovrebbe negare i suoi giocatori all’Italia, ma è anche vero che bisogna vedere se questo sia un qualcosa di realmente percorribile in quanto, credo che rientri nelle libertà individuali del giocatore decidere se giocare o meno per la propria nazionale. Per quanto riguarda invece i tifosi a me pare che sia giusto che ogni juventino si senta libero di andare dove vuole il suo cuore, perché è vero che la nazionale è espressione di questa federazione, ma è altrettanto vero che è espressione di questa nazione. Io fino a prova contraria mi sento Italiano, indi per cui non tifo per altre nazionali. Per quel che mi riguarda purtroppo dal 2006 mi sono disaffezionato a questa Italia e nonostante oggi offra un bel gioco , questa non mi dà quell’adrenalina che mi da la Juventus.

Non me la dà perché non me la dà… punto e basta. E’ assolutamente vero che dal 2006 qualcosa si è rotto e questo non può esser dimenticato. Io riesco a vedere la nazionale in modo molto sereno e distaccato, e quindi questo non è propriamente quello che si suol dire, fare il tifo. Se vince vince, se perde amen. La cosa non mi fa arrabbiare. Tuttavia non la gufavo prima e non la gufo neppure ora. Il gufare fra l’altro è una cosa molto antijuventina che l’han inventata altri contro di noi per una specie di complesso di inferiorità, indi per cui non è una logica che mi rappresenta molto. Al massimo posso gufare un Inter e un Milan in finale di Champions, ma per rosicamento. Non certo perdo il mio tempo a tifare contro l’Italia in favore poi magari di qualche altra nazione di ”simpaticoni” tipo Germania o Inghilterra. Con la Juve il discorso è diverso perché non solo la guardo come un invasato, ma quando perde ci sto male. Ho anche dei figli a cui per principio non insegno ad odiare nessuno. Perché anche odiare per me è un sentimento abbastanza ”inferiore”. L’avversario lo batto, lo vinco, lo faccio perché son più forte e convinto della mia forza, non ho bisogno di odiarlo per fare questo. Quindi i miei ragazzi per loro scelta seguono con molto interesse la nazionale e fanno il tifo per essa. Se dovesse vincere l’Europeo li porterò in centro a fare casino come mi han chiesto e come ho fatto per lo scudetto. Chi mi vedesse e non approvasse non mi rompesse l’anima, se non ha motivi per non venire in centro va benissimo rispetto le sue decisioni come voglio vengano rispettate le mie. Dico solo questo per chiarire il mio pensiero perché vedo che è molto di moda far la morale agli altri a buon mercato. Il concetto è molto semplice io rispetto te, tu rispetti me, punto. Questa è la regola base dell’amicizia. Se per esser amico di qualcuno la debbo pensare uguale a lui al 100% non si può fare, ho la mia testa grazie, mi piace usarla. Resto molto orgoglioso però di una cosa… Quella di vedere che i nostri ragazzi giocano bene anche in nazionale e si fanno valere. A me questo piace, perché un giocatore quando è forte penso lo debba sempre dimostrare.

Alessandro Magno

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Abbonamenti troppo cari, Presidente così non va.

Sono stato molto critico negli ultimi tempi nei confronti di Andrea Agnelli. Ci tengo a precisare che non è stato sempre così. Ho fatto di recente un riassunto che ho pubblicato su Facebook, delle principali azioni fatte dal Presidente in questo suo breve mandato e ne è uscito un bilancio più positivo che negativo. Tuttavia ultimamente alcune decisioni a livello dirigenziale non le riesco proprio a digerire. Sulle stelle mancanti abbiamo ampiamente discusso ma ci tengo ad aggiungere due cose: 1 – non è stata una provocazione e se lo è stata non ha colpito nel segno, tanto è vero che abbiamo avuto non solo l’avvallo dal ”palazzo” ma addrittura i complimenti per la scelta di non metterle; 2 – Se qualcuno ci ha visto una qualche trattativa per alleggerire la posizione di Buffon , Conte e Bonucci a riguardo delle inchieste in corso, anche questa mi pare un’ ipotesi campata in aria, in quanto continuano ad uscire in maniere molto insistente notizie sulla posizione ”grave” del nostro mister. Ma mettiamo da parte questo discorso e parliamo di ciò che veramente mi ha mandato su tutte le furie, e questo è l’esagerato rincaro dei prezzi degli abbonamenti per la stagione a venire, nonostante il periodo di grave crisi che attanaglia l’Italia. Tanto per capirci , parliamo subito di prezzi. Le curve sono passate da 275 euro a 350 per i rinnovi e a 390 euro per i nuovi abbonati, con un aumento del 27% nel primo caso e addirittura del 42% nel secondo. I ridotti under 16 (quindi i bambini per intenderci), sono passati da 140 a 175 -195 euro. La tribuna family da 400 a 535 (575 per i nuovi), anche qui con aumenti intorno al 40% e oltre. Non so in questo caso cosa s’intenda per ”family”, forse sarà per intendere le ”family” della collina torinese, non certo le famiglie popolari. Di questo passo una famiglia media composta da due adulti e due bambini sotto i 16 anni, se non saranno previsti ulteriori pacchetti sconto, in curva può arrivare a pagare 1170 euro. Praticamente uno stipendio medio di questi tempi. Questo per 19 partite (ma forse verrà escluso il Derby e saranno 18), per la Champions e la coppa Italia, bisognerà tirare fuori altri soldi. Visto il rincaro, che è in media fra il 30% e il 40% non oso pensare cosa costerà il biglietto per un singolo evento. Preparatevi. Si era detto in fase di presentazione del nuovo stadio che il pubblico era il dodicesimo uomo in campo e così è stato, si era detto che questo doveva esser lo stadio delle famiglie e così è stato. Quest’anno. Peccato che per l’anno prossimo, la società ha mostrato di non aver a cuore nè le famiglie e nè tantomeno il dodicesimo uomo in campo. L’idea che passa dalla Juve è questa: ” Abbiamo un prodotto appetibile e che funziona e lo vendiamo al prezzo più caro possibile, se vi sta bene è così altrimenti niente stadio”. Mi spiace Presidente avrei voluto tanto abbonarmi ma siamo in 4 in famiglia e dato i tempi, preferisco fare la spesa.

Alessandro Magno

La mia opinione sulle tre stelle

E’ notizia di questi giorni che la società, nella persona del direttore sig. Calvo, avrebbe optato per sostituire le tre stelle sopra lo stemma con la scritta #30sulcampo. Subito tra i tifosi bianconeri attivi sul web ci sono stati pareri(tanti) discordanti tra loro, tifosi ottimisti e fiduciosi con altri delusi e pessimisti per il futuro. Comincio col dire che la scritta è scorbutica, provocatoria anche se sono stati sbagliati i tempi della comunicazione dato che inizialmente si era promessa un’altra cosa e ci si era orientati subito sulla #terzastella. Agnelli ha sbagliato a parlare subito di terza stella in tempi non sospetti, in preda all’euforia della propria figura di presidente-tifoso che l’ha spinto a promettere una cosa non fattibile. Sarebbe stato più giusto, da parte della Juve, far metabolizzare ai tifosi questa scelta con interventi mediatici più soft di quelli del direttor Calvo. Comunque, è una scelta più rivoluzionaria della terza stella stessa, costretti dagli eventi che ci hanno portato a farlo. Testimonia l’ufficiale distacco dalla #FIGC e dalle sue regole anche quando queste ci negano di poter mettere le legittime 2 stelle. La scritta sotto lo stemma non passerà inosservata come potevano esserlo le stelle tanto scontate quanto normali. È una vera forma di protesta che farà parlare molto, sul campo e fuori. Noi abbiamo inventato le stelle e noi abbiamo deciso di non indossarle più per il valore ed il significato che essere hanno ricoperto sino ad oggi, del tutto calpestato. Abbiamo rivendicato la nostra autonomia. è comunque qualcosa che è partito da noi. Come all’epoca stabilimmo che l’uso di stelle distintive avrebbe stabilito una gerarchia d’importanza e di prestigio dovuto alle vittorie tra le squadre, così le stesse, dopo calciopolipost2006, hanno perso tutto il loro valore. è una mossa delegittimazione delle stelle che altri continueranno a portare, che costringe la Figc a limitarsi a semplici commenti d’invidia o di disapprovazione. #30sulcampo non ce li ha nessuno.
La mossa delle #30sulcampo, comunque, può anche essere visto in un’ottica strategica: è stata intelligente perché c’è di mezzo il processo sul calcioscommesse che vede indagati Conte e Bonucci con Pepe e Buffon ai margini. 4 membri della nostra squadra. È un compromesso, scomodo ma pur sempre un compromesso. è un aggiustamento in corso. Meglio la rinuncia ad un simbolo(sostituito dalla forza delle parole di una frase che nessuno può togliere) che a quattro pilastri fondamentali per la prossima stagione. Evitando ripercussioni. E c’è sempre quella macchia che è Calciopoli, alla quale dobbiamo fare attenzione perché abbiamo tutte le ragioni del mondo per poter vincere anche in sede penale.
In molti hanno criticato l’aggiunta “sul campo” poiché è una specificazione che non si dovrebbe fare ma il riferimento è sicuramente ai cartonati assegnati da Guido Rossi agli Onesti che sono diventati un altro per vincere Scudetti? A me piace pensare all’idea che questa FIGC non si combatte con le rivendicazioni in stile Moratti, con i tira e molla come avrebbe potuto essere la diatriba sulla #terzastella. Sarebbe stata una formatura maggiore quella di continuare ad indossare maglie con due stelle rimanendo indifferenti di fronte alla realtà dei fatti.
Altro punto toccato è quello delle stelle presenti allo Stadio che stonano con la maglia prive di esse: l’idea di fondo credo sia quella di mantenere le stelle come SIMBOLO PRINCIPALE, almeno in casa nostra, ma rimarcare lo stesso significato in un altro modo, sulle maglie, dal momento che si andrebbe incontro ad una multa di 443mln. Alcune reazioni esagerate da parte di tifosi bianconeri probabilmente spiazzati ha portato a delle momentanee divisioni interne alla tifoseria. Più che pensare a noi, dovremmo pensare che, dall’esterno, è vista come una grossa provocazione che assumerebbe contorni più evidenti se solo tutti noi tifosi fossimo uniti e compatti. Ragazzi, una scritta del genere non l’ha messa mai nessuno, tutti la scorgeranno, la leggeranno, la commenteranno. Le tre stelle, grazie alla scritta, non moriranno mai. Sarò l‘ennesimo, ma lo dico: seppur sia giusto avere pareri differenti, dividersi come accaduto per il caso Del Piero non è da tifosi veri. C’è da capire solo che risvolti avrà la questione delle toppe aggiuntive sulle maglie con due stelle già smistate nei magazzini dei maggiori centri Nike e che maglia indosseremo in Europa dal momento che, quella con la scritta, la Uefa ha già detto di non accettarla. Pecca. Qui la società deve stare attenta e chiarire una situazione che potrebbe rivelarsi ingarbugliata.

Eldavidinho

Piuttosto che una terza stella così, piuttosto!


E’ di oggi la notizia secondo il quale la nuova maglia della Juventus non recherà la tanto agognata (e sognata) terza stella ma una non meglio precisata scritta sotto il logo (o sotto lo scudetto) del tipo ”trenta” oppure ”trenta sul campo”. La prima cosa che mi viene in mente così a umore è che se questa è la sorpresa del Presidente Agnelli è una sorpresa assai amara. Della serie come quando ti regalano una cravatta che fa schifo e che non ti metterai mai. Se è questa la sorpresa direi che era meglio non averla. Mi spiego: da tifoso nè io e nè tanto meno tutti gli altri crediamo di non saper contare, di conseguenza sappiamo, e lo sapevamo pure prima, che i nostri scudetti vinti sul campo sono 30. Il che significa: non avevamo bisogno di alcun promemoria. Fra l’altro non si capisce perchè oggi dovremmo mettere ”trenta” quando ieri non abbiamo messo ”ventinove”, che si , sarebbe stato qualcosa con un significato davvero importante. Se poi questo ”trenta” come leggo da qualche parte sarebbe un monito, un vanto nei confronti dei nostri avversari la cosa a mio parere, è pure peggio. Sarebbe un poco come uno che si è fatto la galera da innocente ed esce. Se non c’è una revisione del processo, se non viene unanimamente riconosciuto come innocente, è e sarà sempre colpevole. Per tutti. Hai voglia a dire che non lo sei, hai voglia a scriverlo sui muri a lettere cubitali o a scrivertelo in fronte. Sei e sarai sempre colpevole e non c’è nessuna legge che dirà il contrario. Sarai sempre trattato come un colpevole. E se vai in giro con la scritta in fronte ”innocente” fai pure la figura dello stupido. Ecco perchè fra l’altro son belle da vedere le scritte 30 sullo Stadium con le tre stelle sullo scudetto, ma pur sempre lasciano il tempo che trovano. Puoi scriverle anche sulla tazza del cesso (cit.) non è li che servono ma sulle maglie e nella bacheca (quella ufficiale).

A scanso di equivoci voglio subito diradare i sospetti di qualcuno che magari adesso pensa che stia facendo un attacco alla persona di Agnelli. Andrea Agnelli è un ottimo Presidente e un ottima persona che fino ad ora ha fatto tanto. In questo frangente però a parere mio, e se così fosse, ha sbagliato perchè non è prudente promettere cose che poi non si possono mantenere. Attenzione, chi mi legge sa benissimo che io lo dico fin dal primo giorno che le stelle non ce le facevano mettere, per cui lo dicevo prima e lo dico ora. Per me è una semplice constatazione. Non andavo scrivendo prima ”questo è il mio Presidente” come non scriverò ora che non lo è. Io mi sforzo di restare come sempre il più possibile razionale, non lo scrivevo neppure di Gianni o Umberto Angelli: ”Questo è il mio Presidente”, mica vuol dire che non fossero dei grandi o non abbia stima di loro. Anzi mi spingo più in la, a quelli diciamo più umorali che ad esempio han fatto una questione di lana caprina attaccando Del Piero per aver detto in sostanza che: ”gli scudetti ne abbiamo vinti 30 ma ce ne han assegnati 28” dico adesso di non fare uguale con Agnelli ammesso che ne avessero il coraggio. Lo dico agli ”umorali” ma pure …diciamo gli altri. A parere mio, il Presidente a volte è troppo tifoso e commette errori di questo genere a parlare da tifoso. Sulle stelle era tutto abbastanza chiaro fin dall’inizio, mi sarei aspettato che provasse a fare una forzatura , mettendole sulla maglia così come mi aspettavo che la Federazione non le approvasse. Allora si in quel caso lo avrei applaudito e sarebbe stato chiaro che la Juve voleva metterle ma non gliele hanno fatte mettere. Piegarsi prima non è mai bello. Se poi sei Juventino e quindi sei abituato a non piegarti mai la cosa è pure peggio. Ripeto a questo punto era meglio non prometterle. Ero contrario a stelle stilizzate o nel logo figuriamoci a scritte. Da quando le scritte hanno qualcosa di ufficiale nel simbolisimo delle vittorie? Suvvia! Occorre avere rispetto della maglia. La maglia è una divisa , è un armatura. Con la maglia si va nella battaglia. La maglia è una questione di stile ma non è una questione di moda. La maglia è una cosa seria. ”Trenta” o terze stelle fittizie non ne voglio. Addirittura avevamo tre stelle ora neanche una. Era meglio due stelle come prima, continuando le nostre battaglie nei tribunali di dovere. Quando ci sarebbero stati restituiti gli scudetti avremmo messo la terza stella come andava messa. E’ come se per punire la moglie ci fossimo tagliati…… le stelle.

Alessandro Magno

In-giustizia sportiva e giustizia a orologeria.

E’notizia di questi giorni delle sentenze di condanna per i giocatori e le società che hanno scelto di patteggiare la pena nell’ambito del processo sportivo sul calcio scommesse. Si va da alcuni punti di penalizzazione ad alcuni mesi per tesserati vari e addirittura solo ad alcune sanzioni pecuniarie per alcune società come ad esempio il Livorno. Grosseto -6 punti, Atalanta -6 punti, giocatori vari da 20 mesi in giù, Carobbio, che fra l’altro da accusato è diventato accusatore solo 20 mesi di squalifica, diciamolo pure, per costui una sorta di premio, queste sono grosso modo le pene. Quella più pesante (2 anni ) è per Cristiano Doni, che si vanno ad aggiungere ai 3 precedenti che aveva già avuto. Totale 5 anni e poi Doni può rientrare nel mondo del calcio magari come allenatore o dirigente. Tutto questo ha dell’incredibile per dei soggetti che sono accusati e in molti casi sono rei confessi di aver alterato il risultato delle partite e incassato dei soldi ( tanti) per fare questo. Soldi con i quali magari adesso pagano anche le multarelle inflitte dalla Federazione.

E’ incredibile tutto questo, se si pensa al processo del 2006, quello chiamato Calciopoli, dove una società che poi non è stata riconosciuta colpevole di nulla, la Juventus, è stata mandata in serie B con una penalizzazione di ben 30 punti (poi scontati) e in cui addirittura si parlava di serie C2. Un processo, Calciopoli, dove sono stati radiati dei dirigenti (Moggi e Giraudo) rei secondo l’accusa, di aver esercitato una pressione eccessiva sugli arbitri e aver intrattenuto rapporti particolari con questi. Rapporti che poi si è visto non erano esclusività loro, in quanto li avevano tutti e che fra l’altro erano consentiti e in molti casi auspicati dagli stessi designatori. Sia chiaro a tutti a scanso di equivoci che nè Moggi nè Giraudo sono stati riconosciuti colpevoli di aver truccato alcuna partita. Bene, questi radiati, gli altri una multarella da pagare con i soldi incassati dalle scommesse, e un periodo di ferie forzato ma neppure esageratamente lungo. Questa sarebbe la giustizia sportiva. Questo è Palazzi. D’altronde del doppiopesismo di quest’ultimo ne abbiamo avuta ampia prova vista la celerità con cui ha istruito i processi per la Juve e per l’Inter. Stesso reato (anzi quello dell’Inter pià grave), la Juve in B in quindici giorni, l’Inter prescritta perchè si son fatti passare degli anni. Questi sono i processi fatti sulla base del sentimento popolare. Evidentemente delle scommesse non frega più di tanto a nessuno e vogliono chiudere in fretta e senza troppi ”caduti”. The show must go on. Questa è la in-giustizia sportiva.

E veniamo a quella ordinaria quella che possiamo chiamare tranquillamente a orologeria. Ne abbiamo avuto ampia dimostrazione nel caso di Buffon. Ora è parso quanto meno strano a tutti che appena Buffon ha attaccato i pubblici ministeri colpevoli a suo dire di dare le notizie prima ai giornali che ai diretti interessati, è arrivata subito l’indiscrezione per cui il portiere avrebbe mosso cifre considerevoli dal suo conto in banca a un signore suo amico titolare di ricevitoria di scommesse. Una puntualità che ha destato più di qualche sospetto a inizare dal Presidente Andrea Agnelli fino all’ultimo dei tifosi. Subito sul web si sono raccolti i commenti in questo senso, da Twitter a Facebook, tutti si chiedevano se qualcuno potesse esser così cretino da pensare che questa cosa potesse esser casuale. E come il cacio sui maccheroni il primo premio lo ha vinto Abete. In effetti ci si chiedeva chi, ed è arrivata la conferma. Quest’uomo dovrebbe dare le dimissioni quanto prima visto che non ha più alcun tipo di credibilità nè di autorevolezza ammesso che le abbia mai avute.

I giornali poi con Buffon hanno fatto il resto. I moralismi di Travaglio, di Repubblica, della Gazzetta, nessuno si è andato a informare ne a preoccupare di verificare che 1 – questa era robavecchia di due anni, 2 – che la guardia di finanza non c’entrava una beata cippa visto che era un informativa della banca di Buffon sui flussi di denaro (a proposito Gigi fossi in te la prima cosa cambierei banca giusto per premiarli), 3 – nessuno si è preoccupato di dire chiaramente che Buffon con le scommesse sulle partite truccate non c’entrava nulla, ma anzi questo si è lasciato volutamente credere. Si son sprecati in settimana i commenti del tipo:” io l’ho detto che quando Gigi s’è fatto quella papera col Lecce c’era qualcosa di losco”. Perchè ormai nel minestrone generale dove c’è dentro di tutto e di più , tutto è lecito ognuno dice la cavolata che vuole ed è una notizia. Non importa la verità vera, importa parlare di qualcosa di grosso e di sospetto. Ecco perchè che a Doni gli danno solo 5 anni non frega a nessuno anche se ha incassato cifre milionarie con le partite che ha truccato, mentre è molto più ”golosa” la notizia per cui Conte sapeva di una combine ma non l’ha denunciata. E se Coppola e Reginaldo ( giocatori di Conte all’epoca dei fatti) smentiscono e dicono che il mister non aveva detto nulla, basta non parlarne e parlare solo di quello che dice Carobbio. Perchè Conte è Conte, c’è la Juve di mezzo vuoi mettere. E quanto più se ne parla più una cosa è vera, anche se poi da principio non lo era. Perdonatemi il delirio ma io dico che in questo paese ci sono troppe persone, nelle banche, nella magistratura (vero Ingroia), nella polizia, nella guardia di finanza eccetera che usano il proprio ruolo per colpire chi gli è antipatico. Abbiamo inventato l’uso del proprio ruolo ”contro personam”. E siccome gli Juventini hanno di che guardarsi visto che ci sono gli antijuventini, cioè tutti gli altri, il gioco è fatto.

L’ho detto già tempo fa, andiamo via da questo paese, via i giocatori della Juve dalla Nazionale, via la Juve. Iscriviamoci a un campionato straniero. Non è vero che non si può, c’è già il Monaco (squadra del Principato) che partecipa al campionato francese. Altrimenti compriamo una squadra inglese , tedesca o spagnola e trasferiamoci tutti li. Abbiamo lo Stadio di nostra proprietà in questo momento siamo un passo davanti a tutte le altre squadre italiane. Con gli introiti del nuovo stadio abbiamo anche i soldi da investire nella squadra cosa che tutte le altre squadre italiane non mi pare che abbiano. Perchè continuare a dare lustro a questo campionato e a questa nazione quando abbiamo tutti contro sempre e comunque. Un branco di squali pronti a scaggliarsi contro di noi al sentore di una minima, piccolissima goccia di sangue. Fatevi il vostro campionato minore ma senza di noi. Perchè no?

Alessandro Magno

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