Archivio Autore: Alessandro Magno - Pagina 203

29 maggio 1985, Bruxelles, stadio Heysel

ACERRA ROCCO, BALLI BRUNO, BOS ALFONS,BRUSCHERA GIANCARLO,CASULA ANDREA, CASULA GIOVANNI, CERULLO NINO, CHIELENS WILLY,CONTI GIUSEPPINA,DAENINCKX DIRK,FABBRO DIONISIO, FRANCOIS JACQUES, GAGLIANO EUGENIO, GALLI FRANCESCO, GONNELLI GIANCARLO, GUARINI ALBERTO,LANDINI GIOVACCHINO, LORENTINI ROBERTO, LUSCI BARBARA, MARTELLI FRANCO,MESSORE LORIS, MASTROIACO GIANNI,MAZZINO SERGIO, PAPALUCA LUCIANO,PIDONE LUIGI,PISTOLATO BENITO,RADCLIFFE PATRICK,RAGAZZI DOMENICO,RAGNANESE ANTONIO,ROBERT CLAUDE,RONCHI MARIO, RUSSO DOMENICO,SALVI TARCISIO, SARTO GIANFRANCO,SPALAORE GIUSEPPE, SPANU MARIO, VENTURIN TARCISIO,WALLA JEAN MICHEL, ZAVARONI CLAUDIO.

Commemorazione Heysel. Reggio Emilia 26 – Maggio – 2012

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In Memory
Reggio Emilia
26 maggio 2012

“Grazie a tutti gli amici presenti ieri a Reggio Emilia per la nostra Commemorazione , a quelli che non sono potuti venire ma c’erano da lontano con il cuore . Grazie Torino , Milano , Bergamo , Spezia e tanti altri . Grazie dal più profondo del mio cuore a tutti voi .
Giulia del Comitato Heysel di R. E.”

Una sconfitta ogni 43 partite ci può stare anche se fa male

Prima o poi doveva succedere. Spiace sia successo in una finale, seppure della Coppa Italia, coppa da sempre snobbata da tutti, che però quest’anno ha avuto un grande lustro, direi grazie e soprattutto, alla nostra presenza. La Juve è arrivata a questa finale dopo una settimana di feste e bagordi e diciamo che qualcuno (Vidal su tutti) non era proprio in condizioni presentabili. Nonostante questo, il Napoli eccetto i primi minuti con un colpo di testa di Zuniga e nel finale con i gol fatti rigorosamente in contropiede come sua consuetudine, non è mai esistito. L’unico giocatore napoletano vivace è stato Lavezzi, forse perché in procinto di lasciare questa casacca. Cavani è stato inesistente e anche Hamsik non s’è visto mai. Questa è una precisazione doverosa che andava fatta perché ci sono molti (troppi) che oggi stanno raccontando una partita diversa da quella che si è vista ieri. La Juve non meritava di vincere questo lo dico chiaramente, perché nel calcio vince chi fa gol, e quindi la vittoria del Napoli è più che legittima, ma parlare di grande Napoli, di lezione di calcio ecc. mi pare alquanto esagerato.

Mi sono piaciute le parole di Mazzarri che ha sottolineato quanto sia difficile battere la Juve che non era mai stata battuta fin qui, nonostante come detto ieri siamo stati tutt’altro che perfetti. Mi han fatto sorridere quelle di De Laurentis dette sull’onda di un entusiasmo esagerato, mentre trovo ridicole quelle di certi tifosi del Napoli secondo il quale sono adesso Campioni d’Italia (come noi o magari più di noi, non lo so bisognerebbe chiederglielo). Mi è comunque piaciuta molto la reazione della nostra squadra dopo l’1-0, reazione che ha portato il Napoli a rimanere schiacciato nella propria metà campo per diversi minuti, segno che se avessimo giocato con quella grinta da subito probabilmente staremmo qui a raccontare un’altra partita. Mi sono piaciuti molto gli sguardi arrabbiati dei nostri giocatori e del nostro Mister, segno che comunque ci tenevano e che si stanno abituando a non perdere, e che le sconfitte non gli fanno certo piacere. Grazie a Dio ci stiamo allontanando sempre più dalle sconfitte coi sorrisi, baci e abbracci che tanto ci han fatto arrabbiare negli anni passati. Mi è piaciuta moltissimo la standing ovation fatta dalla nostra Curva ai nostri ragazzi, che guidati dal Capitano sono andati fin sotto per riceverne l’applauso. Doveroso ringraziarli per questa stagione entusiasmante e primi segnali di una piccola cultura sportiva che avanza e che noi Juventini che spesso primeggiamo in molte cose abbiamo sposato appunto prima di tutti.

Mi ha lasciato abbastanza indifferente il fatto che la curva napoletana abbia fischiato l’inno. Sono uno che si emoziona quando sente Fratelli d’Italia ma eviterei di metterla in tutte le salse, compresa una finale di Coppa Italia. Oltretutto i fischi bisogna vedere se sono diretti all’inno (cosa che non credo) oppure ai politici riuniti in tribuna (quasi sicuramente tutti entrati a scrocco). Allora quei fischi prendono anche un senso diverso. Si fischia contro lo Stato non contro l’inno e lo Stato in questo momento se li merita tutti. Più dei fischi, infatti , mi fanno arrabbiare le parole del Presidente del Senato Schifani che si sentirebbe offeso e indignato. Visto il periodo storico che stiamo vivendo, i sacrifici che stanno facendo gli Italiani e i sacrifici nulli che stanno facendo i politici come lui, farebbe bene a sentirsi indignato quando ritira lo stipendio.

Tornando alla partita sono diverse le cose che non mi sono piaciute. La prima è il commento della Rai. Faziosi all’inverosimile. Riescono a mettersi a discutere per mezz’ora su un fuorigioco di almeno un mezzo metro di Cavani continuando a dire che è ”dubbio”, e liquidano il probabile rigore su Marchisio in venti secondi. Si ha davvero l’impressione di seguire un commento pro Napoli dello stile dei commentatori faziosi di Mediaset. Peccato che siamo sulla Rai e il canone lo paghiamo tutti. Cosa non mi è piaciuto ancora è stato l’arbitraggio. Timido e inadeguato. Ha permesso ai napoletani di picchiare all’inverosimile. Solo nel primo tempo ci sono almeno quattro falli da dietro su Del Piero da parte di Campagnaro, e incredibilmente per nessuno viene ammonito. Ha permesso a Lavezzi di fare una serie infinita di simulazioni a ogni tocco di palla, specie nel primo tempo. Ha permesso alla quaterna arbitrale di ricevere un sacco di insulti da parte dei giocatori napoletani senza battere ciglio. Ci sono almeno 3 labiali che si vedono chiaramente dalla diretta tv: Cavani e Aronica con dei ”vaffanc…” all’arbitro, e nel caso di Cavani c’è anche il labiale dell’arbitro che gli dice: ”Tu a me non mi parli così”, quindi ha sentito. Poi Campagnaro (sempre lui) che dice al quarto uomo Bergonzi per ben due volte di seguito: ”Ti han pagato prima della partita”. Tutto questo senza nessuna sanzione e anche Bergonzi ha chiaramente sentito visto che con Campagnaro sono viso a viso . Mi spiace aver perso contro questo Napoli anche per questo motivo, perché sono una squadra sinceramente sgradevole a iniziare dal comportamento dei giocatori.

Ultima cosa che non mi è piaciuta è la solita solfa di qualche tifoso juventino che se l’è presa con Del Piero dicendo l’ormai monotono: ”Avete visto tutti”. Allora, Del Piero ieri non ha giocato la partita più bella della sua vita, ma non ha giocato sicuramente peggio di altri. Tuttavia gioca a calcio e come tutti a volte gioca meglio a volte gioca peggio. Se dovessimo dare un giudizio ai giocatori solo per la partita di ieri, allora Vidal è un broccaccione, il sostituto di Del Piero che è stato Vucinic non è proprio un giocatore di calcio visto che il suo impatto sulla partita è stato tutt’altro che devastante e Cavani, che è stato inesistente tutta la partita salvo accorgerci che c’era quando ha tirato il rigore, non è proprio un giocatore da prendere. Questo giusto per dirne tre. E basta con questa storia su! Da domani non ci sarà più chi catalizzerà tutta la vostra attenzione su di sé. Pregi e difetti, gioie e dolori. Chi con la sua classe nasconderà a volte le magagne della squadra. Perché ieri s’è visto chiaramente che la nostra squadra di classe a parte Buffon, Pirlo e Del Piero ne ha davvero poca. Questa squadra per vincere deve correre ed esser affamata, se non lo fa è una squadra normale.

Ultima considerazione la faccio per i tifosi napoletani che giustamente sono contenti di aver vinto la Coppa Italia, ma come loro consuetudine esagerano. Come non siete Campioni d’Europa per aver battuto una volta il Chelsea, così non siete Campioni d’Italia per aver battuto una volta la Juve, siete vincitori della Coppa Italia 2012 che a mio modestissimo giudizio e a memoria non comporta l’essere campioni di nulla. Che vi piaccia o no, anche se questa volta ci avete battuto e ve ne diamo merito e vi applaudiamo, I CAMPIONI D’ITALIA SIAMO NOI! Voi non siete arrivati neppure secondi, ma quinti. Dietro Milan Udinese e Lazio. Per cui buona Europa League per il prossimo anno e arrivederci alla Supercoppa Italiana!

Alessandro Magno

Neanche il cielo

Brutta cosa, la speranza.

L’ineluttabilità di certi momenti dovremmo metabolizzarla prima che essi accadano, dovremmo cercare di guardare la realtà prima che si presenti nella sua forma più crudele.

Dovremmo…

Bella cosa, la speranza.

Ti fa vivere anche l’ultimo istante con la convinzione che qualcosa possa ancora cambiare, che il tempo possa contraddire se stesso e offrirsi ai desideri.

Desideri….

Protagonisti e spettatori dell’eterno duello, Sturm und Drang contro classicismo, finito contro infinito, dicotomia contro antinomia, nessun Pirandello ad unire flussi e forme.

L’ultimo atto va in scena, nessun ripensamento, un amore folle spezzato, ha vinto la luna, ma tu sei il cielo, o forse di più.

Caro Andrea, ieri non mi hai privato di un calciatore, mi hai strappato un sogno.

 

Massimo Gizzi

Intervista a Stefano Bedeschi

Ciao Stefano benvenuto nel nostro Blog.
Stefano Bedeschi scrittore, profondo conoscitore del mondo della Juventus e del Pallone in generale, presente con molti suoi articoli nei più svariati blog e siti Juventini, soprattutto titolare del bellissimo sito il pallone racconta http://ilpalloneracconta.blogspot.it/.


1 – Vuoi aggiungere qualcosa alla presentazione che merita di esser ricordato?

Direi di no, mi sembra molto completa la tua presentazione. Grazie.

2 – Prima cosa , come e perché si diventa Juventini a Reggio Emilia?

A Reggio e nell’Emilia-Romagna in generale ci sono tantissimi juventini e, quindi, sono in buonissima compagnia. Ed io lo sono diventato grazie a mio papà, che è ancora più tifoso di me! Mi ha trasmesso lui l’amore e la passione per la Juve. Crescendo, la mia juventinità è cresciuta in maniera esponenziale. Senza dimenticare, però, la squadra della mia città di cui resto sempre un grande tifoso.

3 – Sei stato a Torino o da qualche altra parte a vedere la Juve in passato? Che ricordi hai?

Sono stato parecchie volte a Torino a vedere la partita. Quella che ricordo con più emozione è sicuramente Juve-Real Madrid, quella del goal di Zalayeta nei supplementari. Ricordo che lo stadio è esploso di felicità, una gioia incontenibile. La rammento bene anche perché sono tornato a casa alle quattro di mattina!
Ho anche seguito la squadra in trasferta. Quest’anno, tanto per fare un esempio, sono stato sia a Verona che a Bologna.

4 – Ho visto che hai prodotto molti libri. Su Cruijff, su Scirea, sul Real Madrid. Ti piace scrivere di calcio, come hai scelto i vari soggetti?

Non ho particolari criteri nel scegliere gli argomenti dei miei libri. Spesso e volentieri sono scelte casuali, magari dettate da qualcosa che ho visto in TV oppure da qualcosa che ho letto su qualche libro.
Comunque, ci tenevo molto a scrivere qualcosa su Johann Cruijff, perché è stato il mio idolo da bambino (non juventino, si intende). Tanto è vero che, nella mia pessima carriera calcistica, ho sempre indossato la maglia nr.14.

5 – Mi incuriosisce un titolo: ‘‘La guerra della pipì’’. Posso immaginare si parli di doping?

Certo. Parla dello scudetto del Bologna del 1963/64, quello appunto del presunto doping dei giocatori felsinei. È un libro che descrive questa misteriosa vicenda e di come la città bolognese ha vissuto quello scudetto, passando dalla disperazione alla gioia in pochi mesi. Modestia a parte, penso che sia un libro molto interessante.

6 – Prossimo libro?

La storia di Cesto Vycpalek. Ho già il titolo: “Da Dachau al tricolore”.

7 – Veniamo ai giorni nostri so che sei stato fra i fondatori di J1897.com che ora si chiama tifosi bianconeri e anche Vecchiasignora.com , è vero innanzitutto questo, e poi; cosa ti ha spinto a creare ben due forum che sono poi diventati i più grandi del web e perché a un certo punto hai deciso di lasciare queste esperienze?

Nel forum “J1897” sono entrato nel 2004, quando era già esistente anche se non ai livelli attuali e con un altro amministratore. Diciamo che sono entrato per gioco e per curiosità, diventando moderatore dopo poco tempo. Poi, dopo un paio di anni, con amici abbiamo deciso di lasciare “J1897” ed abbiamo creato “Vecchiasignora”.
Ho deciso di lasciare, perché non avevo più tempo da dedicare al forum. Essere un moderatore vuol dire essere praticamente sempre presente ed io ero più in grado di farlo.

8 – Come nasce il tuo ultimo sito ‘‘il pallone racconta’’, che fra l’altro come sai è per me un punto di riferimento e una fonte di notizie inestimabile?

Grazie dei complimenti! Il mio blog è nato poco dopo la mia entrata nel forum. Infatti, ho cominciato a pubblicare lì le mie schede e qualche amico mi ha suggerito l’idea di aprire un blog per contenerle tutte. Certo, non avrei mai immaginato di riscuotere un successo così grande ed immediato!
Dal blog è nata anche l’idea di scrivere il mio primo libro, che si chiama appunto “Il pallone racconta”.

9 – Visto che hai dedicato un libro a Scirea ti chiedo se è stato lui il tuo Campione preferito del passato o quale altro e perché, e qual’é il giocatore preferito di oggi?

Il mio idolo da bambino era Anastasi ed è facile capire il perché. Era il bomber di quella Juve ed ogni bimbo sogna di essere un grande cannoniere. Tanto è vero che ho pianto quando è passato all’Inter.
Scirea è stato un grandissimo personaggio che ha incarnato in pieno lo stile/spirito Juventus. Come Ale Del Piero che, non a caso, è il giocatore attuale che amo di più.

10 – Sei un 1962 quindi penso che una delle tue prime Juventus sia stata quella mitica tutta italiana che vinse Campionato e coppa Uefa. In quanto è simile a quella questa di Conte e in cosa si differenzia? Fra l’altro non ti pare curioso che questa Juventus possa vincere un Campionato e una Coppa al primo anno come quella?

La mia prima Juventus è stata quella dello scudetto 1971/72, sulla quale ho scritto anche il mio ultimo libro. Era una Juve fantastica, creata quasi dal nulla e piena zeppa di giovani che avrebbero formato l’ossatura della grande Juve degli anni Settanta. Una Juve che giocava a mille all’ora ed attuava già il pressing, cosa che non faceva nessuno in Italia.
Non vedo tante affinità con la Juve del 1976/77. Aveva un gioco e giocatori completamente diversi da quelli attuali. Era molto muscolare e giocava senza un vero e proprio regista. Undici giocatori, undici leader. Un evento quasi raro. Cinquantuno punti su sessanta, una Coppa Uefa vinta contro grandi squadre, non ultime i due Manchester.
Invece, questa Juve la posso paragonare alla prima di Lippi. Anche allora venivamo da tantissimi anni senza successi (ben nove). Anche allora avevamo una dirigenza nuova (la “triade”) ed un allenatore quasi esordiente. Anche allora abbiamo vinto lo scudetto al primo colpo.

11 – Sai che ho rimandato questa intervista per scaramanzia, nella speranza potessimo farla a campionato vinto. Quindi è andata bene. Credo che sia scontato come tutti noi, che tu non ti aspettassi una Juventus così forte. Allora ti chiedo quando hai capito che la Juve faceva sul serio e poteva farcela?

Non mi aspettavo assolutamente che questa Juve potesse vincere il campionato. Credevo che già arrivare nelle prime tre fosse un traguardo difficile da raggiungere. Diciamo che ho cominciato a crederci dopo la vittoria sul Milan in campionato, anche se avevo perso un pochino le speranze quando siamo andati a -4 dai rossoneri.

12 – Come l’hai vissuta la penultima giornata di campionato, quella che ci ha dato lo scudetto, quella di Cagliari-Juventus e Inter-Milan?

Con molta preoccupazione. La partita con il Lecce mi aveva molto amareggiato ed avevo paura che non ce la potessimo fare. Meno male, invece, che è andato tutto bene! Al fischio finale sono rimasto in silenzio, ma con una gioia interiore indescrivibile!

13 – Di chi è il maggiore merito di quest’annata bianconera?

Io credo che il merito sia di tutti. Non si passa da due settimi posti al tricolore senza unire le forze. Certo, Conte ha tantissimi meriti per aver saputo motivare a mille la squadra. Pirlo e Vidal hanno fatto la differenza. Ma tutti hanno dato il 150%, anche noi tifosi!

14 – Cos’ha Conte in più degli altri allenatori e a maggior ragione di quelli che hanno allenato la Juve dopo il 2006?

Conte ha le caratteristiche che aveva da giocatore: una fame tremenda e gli occhi di tigre. Oltre ad una grande preparazione che, però, avevano anche gli allenatori precedenti. Ma è stata la sua determinazione e la sua voglia di vincere a portare la Juve al trionfo. E poi, Conte è juventino fino al midollo e questo fa sicuramente la differenza!

15 – Quali e quanti giocatori dovrebbe prendere la Juventus per fare un ulteriore salto di qualità?

Direi quattro: Higuain, Giovinco, Nainggolan ed Ivanovic. Oltre a dare più spazio a Marrone (il nostro vice Pirlo) ed a Giaccherini.

16 – Si parla tanto di terza stella ma io penso in questo momento più a farsopoli, come finirà? Qualcuno inizia a dimenticare?

Si dovrebbe consultare la sfera di cristallo per sapere come andrà a finire. Sicuramente la società non cederà di un millimetro e questa è la cosa più importante. Ma, sinceramente, ho pochissime speranze nella restituzione degli scudetti. Abbiamo una federazione inetta ed incompetente per aver il coraggio di ribaltare le sentenze del 2006.
Dimenticare? Non credo che nessun tifoso juventino vero dimenticherà mai quell’estate del 2006!

17 – Nessuno ha ricordato Moggi in questo scudett
o?

Moggi continua ad essere un personaggio molto controverso. Chi è “moggiano” pensa che questo scudetto sia anche merito suo, gli altri l’hanno rimosso dalla storia juventina. Io penso che questa Juve c’entri poco e niente con quella della “triade”, abbiamo proprio voltato pagina.

18 – E la stella?

La terza stella è assolutamente da mettere sulle maglie ed anche in bella evidenza. Gli scudetti sono trenta, anzi dovrebbero essere trentadue considerato quelli che non ci hanno assegnato all’inizio del secolo scorso.

19 – Il sorteggio delle Champions ci vede in terza fascia con un probabilissimo girone di ferro?

Vero, ma le possibilità di superare il turno ci saranno sicuramente, Napoli docet. Anche se, sinceramente, non credo che siamo ancora attrezzati per vincere la Champions. Le spagnole, le inglesi ed il Bayern sono ancora troppo superiori.

20 – Pensi questa Juve sia abbastanza attrezzata per poter aprire un ciclo?

Credo di sì, anche se ripetersi nel campionato italiano è molto difficile. Le nostre avversarie prenderanno le contromisure al gioco della Juve e si attrezzeranno per batterci. Dovremo essere bravi ad inventarci sempre qualcosa di nuovo e, soprattutto, ad avere nuovi stimoli.

21 – Ti piace Andrea Agnelli?

Abbastanza. È uno juventino vero, anche se questo è anche il suo peggior difetto. A volte si lascia trascinare dalla sua passione e rilascia dichiarazioni da vero tifoso. Cosa che un presidente non dovrebbe mai fare.

22 – Ti convince l’organigramma societario in tutte le sue parti: Nedved, Marotta, Paratici….ecc..ecc..?

Mi convince molto, perché sono persone molto in gamba e molto competenti. Hanno solamente bisogno di fare più esperienza.

23 – Trovi giusto che la carriera di Del Piero alla Juve termini qui e in questa maniera? Non c’era proprio margine per una deroga? Nemmeno per Del Piero?

Io credo che Ale avrebbe potuto giocare un altro anno nella Juve. Soprattutto, pensando a quanto ci possa essere utile in Champions, dove giocatori come lui fanno sempre la differenza. Ma credo anche che lui voglia giocare e nella Juve non poteva più farlo con una certa continuità.

24 – Dove giocherà l’anno prossimo Alex?

Credo negli States.

25 – Sei già stato allo Juventus Stadium? Se si com’è altrimenti perché non ci sei ancora stato? ah ah.

Certo che ci sono stato! Contro la Lazio e contro il Lecce. E conto anche di tornarci il prossimo anno, perché l’atmosfera che si respira nel nostro stadio è meravigliosa. Niente a che vedere con l’Olimpico o con il Delle Alpi.

26 – C’è qualcosa che non ti ho chiesto di cui avresti avuto il piacere parlare?

Direi che va bene così, altrimenti rischio di diventare noioso!

Grazie Stefano e sempre forza Juve.

Del Piero per sempre.

Sai la gente è strana, prima si odia e poi si ama. Cambia idea improvvisamente…. quando la moda cambia, lei pure cambia…..senza serietà come fosse niente……Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo, un punto sei, che non ruota mai intorno a me,  un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore. Tu……(Mia Martini).

Tutto deve passare cosi è la vita. A volte in certi passaggi si può fare di meglio, io penso di si. Non ce l’ho con il Presidente anche se una deroga a Del Piero io l’avrei concessa. Non è colpa di Andrea Agnelli  se altri prima di lui per assenza di un carisma che gli consentisse di  tenere insieme il popolo juventino nel momento peggiore della loro storia, hanno scelto di delegare ad Alex questo compito nobile, arduo e ingrato allo stesso tempo. La famosa frase pubblicata su tutti i giornali: ”Un cavaliere non lascia mai la sua signora”, non fu idea di Alex ma di quella dirigenza ricordata non proprio per avere grandi capacità. Dicevo non ce l’ho con il Presidente che probabilmente anche giustamente ha deciso di riportare le cose nel giusto ruolo, perchè un giocatore non può sostiutirsi ad una squadra. Questo lo capisco. Capire però dovrebbero quelli che in questi giorni hanno criticato Del Piero dicendo che fosse lui ad aver voluto tutto questo. Sbagliato. Alex si è prestato. Certo a chi non farebbe tanto piacere avere tanto onore? Ma altri si sono rifiutati  e loro si hanno fatto bene i loro comodi. Per il nostro bene Alex ci ha tenuti uniti quando altri non avevano le palle per farlo.

E’ stato il Generale che mentre noi eravamo lontani da Roma e la stessa bruciava, ci ha tenuto insieme nelle battaglie. Mentre a Roma facevano la politica noi facevamo la guerra, uniti come fratelli. Come Ezio contro Attila. Non abbiamo tradito Roma e non la tradiremo mai, ma Roma che prima ci ha utilizzato ora ci ha guardato con non poca diffidenza. Questa è stata una brutta cosa. Pazienza, nella nostra lealtà totale non abbiamo marciato contro. E’ bene aggiungere che all’ analisi finale quasi tutti gli Juventini non hanno tradito il loro Generale. Ero in piazza Castello a Torino fra i 400 mila a festeggiare e ho visto il tributo ai giocatori e al Capitano. Ho visto, sentito e cantato il nome del Capitano. Ero con gente che veniva dallo stadio e aveva assitito ad un tripudio di cuori e di lacrime. Al più caloroso addio a una squadra che io ricordi, finanche perchè non preparato. Al giro di campo durante una partita più clamoroso che io abbia mai visto in vita mia. Diciamolo: in quel momento non fregava a nessuno della partita. In quel momento c’era solo da omaggiare il nostro Generale che era sceso per l’ultima volta nella sua (nostra) Arena. Non ce l’ho con il Presidente ripeto, forse è giusta la sua scelta. Ce l’ho con quella parte del tifo che a mio parere ha voltato pagina troppo presto. Ce l’ho con chi solo un anno fa gridava il nome di Del Piero e ora gli ha voltato le spalle. Ce l’ho con chi solo per un attimo ha pensato di fischiarlo allo stadio. Questi ultimi poi sono 4 gatti sfigati e glielo dico e non mi frega nulla se si offendono. Vi dovete solo vergognare per aver pensato anche per un solo momento uno squallore simile. Lo stadio ha emesso la sua sentenza ieri: siete un esigua minoranza. La Curva Nord, secondo anello, ha scritto: ”Del Piero non è importante è l’unica cosa che conta”. La Curva Sud dove c’e’ ‘chi comanda’ ha omaggiato con 20 minuti di applausi scroscianti.. Amen. Zitti. Fatevene una ragione. La Curva ama la Juve ed ama il suo Capitano. Roma e il suo Generale. Le due cose sono insicindibili,  non sono contrapposte, fanno parte della stessa storia, della stessa famiglia. Agnelli non vi ha chiesto di odiare Del Piero, neppure una volta. Ha preso la sua decisione come è nelle sue mansioni e nelle sue responsabilità, ma voi vi siete subito ugualmente schierati dalla parte forte. Certo molto facile questo. Molto comodo ancorchè poco coraggioso. Molto più difficile mettersi dalla parte di un figlio di un elettricista rispetto che al figlio di uno che possiede magari delle centrali nucleari. Lo capisco ma non lo apprezzo. Sarà perchè pure io son figlio di un maestro di scuola, sarà perchè anche io come Del Piero sono cresciuto in mezzo alla strada, in mezzo alla gente normale. Alex deve andare….e va bene mi piange il cuore, ma lo capisco. Alex come Garibaldi a Teano risponde ”Obbedisco” ma come Garibaldi non è contento, perchè come Garibaldi sa che si poteva fare di meglio. Mi auguro solo che il suo esercito non venga mandato al forte di Fenestrelle come è succeso ai Garibaldini. Grazie a Dio Andrea Angelli non è Vittorio Emanuele.

Sono sicuro che il Presidente farà una grande Juve, lo stà già facendo, perchè è un ragazzo in gamba e ha carisma. In soli due anni ci ha già riportato a vincere lo scudetto. Una gran cosa.  Lo ammiro, anche se non sono disposto ad ammainare i miei sentimenti in forza di uno scudetto seppure bellissimo. Come molti di voi sono un po triste e un po felice.  Chiedo solo umilmente al Presidente, che possa fare rientrare nei ranghi il nostro Generale quando smetterà. A Del Piero ho due sole cose da dire, la prima è la più importante : Io non ti ho tradito. La seconda vorrei che tu la prendessi come la mia carezza sul tuo viso.  Spesso inzio i miei articoli con una canzone, per te Alex chiudo anche con una canzone, non l’ho mai fatto.  Si tratta di Hey Jude la canzone che Paul Mc Cartney scrisse per la pena che provava a vedere il piccolo Julian Lennon, abbandonato da suo padre John. Questa canzone fa:

Hey Jude don’t make it bad, take a sad song and make it better. Remeber, to let her into your heart, then you can start to make it better…… And anytime you feel the pain hey Jude refrain, don’t carry the world upon your shoulders for well you know that it’s a fool.

Hey Jude non essere triste,  prendi una canzone triste e rendila migliore.  Ricorda di lasciarla entrare nel tuo cuore, così potrai  iniziare a renderla migliore…. E ogni volta che senti dolore hey Jude, trattieniti.  Non portare il peso del mondo sulle tue spalle, perchè lo sai bene che questo è folle. (The Beatels).

Alessandro Magno

Juventus – Atalanta 3-1 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8500992/

DI PIU’, NIENTE

13 Maggio 2012

Più di 8 scudetti.
Più di una promozione dalla serie B
Più di una Coppa Italia (e speriamo due)
Più di 4 supercoppe italiane
Più di una Champions League
Più di una Supercoppa europea
Più di una Coppa Intercontinentale
Più del gol alla Fiorentina
Più di un gol alla Del Piero
Più del gol a Tokyo
Più delle mie lacrime
Più del gol a  Bari
Più di un gol al volo di tacco nel derby
Più di un gol per l’Avvocato
Più della linguaccia contro l’Inter
Più dell’assist a David
Più del gol numero 187
Più del gol alla Germania
Più di Berlino
Più del gol al Frosinone
Più del titolo di capocannoniere in B
Più del titolo di capocannoniere in A
Più della standing ovation al Bernabeu
Più di 704 partite con la stessa maglia
Più di 289 gol
Più di una punizione che vuol dire Scudetto
Più del gol all’Atalanta
Più di ogni record
Più della maglia numero 10 con il nome Del Piero
Più della fascia di capitano
Più di tutto…
C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni.
Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero.
Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: GRAZIE.
Sempre al vostro fianco
Alessandro Del Piero
da www.alessandrodelpiero.com

Cagliari – Juventus 0-2 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8478611/

Lo scudetto del popolo bianconero

Simili a degli eroi abbiamo il cuore a strisce, portaci dove vuoi verso le tue conquiste. Ogni pagina nuova sai sarà la storia di tutti noi. Solo chi corre può fare di te la squadra che sei. Juve storia di un grande amore… (Paolo Belli)

Mercoledì dopo Juventus – Lecce io come molti di voi ho perso il sonno. E’ stata un nottata di ansia e di tensione, paura che quel sogno così a portata di mano fino ad allora, svanisse all’improvviso. La paura assurda che una sciocchezza fatta dal nostro mitico portierone Gigi Buffon comprometesse un cammino fino a li, strepitoso. Passare dal gol di Muntari… al gol di Buffon. Quanti fantasmi, quanti pensieri, farsopoli, la serie B, i settimi posti. Mia moglie mi ha persino dato dell’imbecille che con tanti problemi che abbiamo perdo il sonno per la Juve. Gli ho spiegato come al cuore non si comanda, che la ragione può prendere il sopravvento quando sei in pubblico, quando scrivi , quando c’è la luce. Ma nel buio della notte, soli con noi stessi come fai? A te stesso non puoi mentire. Povero Buffon chissà come ha passato quella notte! I giorni appresso ho cercato di far prevalere la ragione, dispensare ottimismo. Parlando con mio fratello gli ho detto : ”Dai che magari Domenica festeggiamo in centro, hai visto mai che l’Inter ci fa mezzo regalo (pensavo a un pari), in fondo è sempre un derby”. Ci ho preso, menomale, ma la paura prima era lo stesso tanta.

Dico questo e lo racconto, perchè immagino come sia successo a molti di noi, Conte lo ha detto per se stesso e i suoi giocatori. Sembra che tutte le ansie , le frustrazioni, le lacrime di 6 anni di sopprusi e di torti , si siano condensati in questi ultimi giorni che andavano dalla partita giocata contro il Lecce a quella contro il Cagliari, a partire da quella notte. Deve esser stato dura anche per gli altri calciatori, che tutta questa tensione l’han certo sentita sulla loro pelle, scendere in campo a Trieste. Forse per questo la partita contro il Cagliari non è stata giocata troppo bene, c’è stato un poco di ”braccino”. Si pensava più al risultato di Milano che noi a fare il secondo gol. Menomale che è andata cosi la fortuna toglie, la fortuna da. Un autorete ( quest’anno non me ne ricordo tanti a favore) ci ha dato il gol della sicurezza. Gli ultimi minuti son stati un parto. Seduti e in piedi , seduti e in piedi. A pregare Dio di farle rimanere così. Le notizie poi arrivate dal derby ci hanno detto a 2-3 minuti dalla fine che finalmente era vero e il sogno si era realizzato. I risultati non potevano più cambiare in maniera decisiva. Vedere anche Conte sorridente e libero, ci ha sbloccato tutti. Ringrazio Dio per averci dato Antonio Conte, un predestinato, Campione al primo tentativo. Al fischio finale ero commosso, gli occhi lucidi, ho chiesto ai miei ragazzi se se la sentivano di andare in centro e hanno subito risposto presente.

Ci siamo messi le maglie bianconere, io di Nedved (di Del Piero ho quella tutta nera), loro di Pirlo. Abbiamo preso due bandiere e siamo partiti strombazzando verso il centro. Molte macchine per strade, molti tifosi ai bordi dei marciapeidi ad incitarci al passaggio. Vittorio, il mio piccolo, mi chiede se domani si va a scuola, ”domani non si va” faccio io, ”è festa la Juve ha vinto lo scudetto”. Federico mi dice che sono un grande. Sono contenti, ridono e cantano. Se ne ricorderanno fra 20 anni di questa serata, di quando il papà li ha portati in centro a festeggiare lo scudetto e il giorno dopo hanno fatto festa da scuola. Io ricodo ancora quando mio papà portava me e mio fratello in tram a vedere il derby di Torino. A un certo punto in via Po non si va più avanti, giro trovo un parcheggio e proseguiamo a piedi. Si arriva in piazza San Carlo sotto il cavallo di bronzo, ci incontriamo con degli amici. Sono abbracci, baci, è una liberazione per tutti, si canta e si salta c’è tutto il popolo Juventino. Ancora trombe, bandiere, cori, sudore, imprecazioni, alcool, bombe carta e fuochi d’artificio, c’è tutto. C’è un frastuono assordante ininterrotto che non si riesce a parlare a un metro l’uno dall’altro. Bisogna urlare o meglio parlarsi nelle orecchie. I miei figli non se li ricordavano i festeggiamenti per lo scudetto del 2005 (nel 2006 non ce ne furono), erano piccoli, per loro è la prima volta. Mi chiedono se è sempre cosi, se la piazza è sempre così piena. Gli dico che la piazza è sempre così ad ogni campionato vinto ma il rumore questa volta è davvero qualcosa di indescrivibile. Non so se sono io che ricordo male ma davvero un casino come questo è la prima volta che lo sento. Siamo li ragazzi giovani, bambini, anziani, signore tutti vestiti di Bianconero. La piazza e strapiena e anche via Roma e via Po. Tantissime bandiere. Veramente tante. Cori per tutti, dal nostro mister al nostro capitano Alex Del Piero. Questo è lo scudetto di tutti, lo scudetto del popolo Bianconero. Bene ha fatto Chiellini a dedicarlo ad Alex e Gigi due immensi uomini prima che due grandi giocatori, bene ha fatto Gigi a dedicarlo a Trezeguet e Camoranesi e Del Piero a farlo per tutti quelli che son stati in B con noi. Noi c’eravamo, io c’ero. Ho visto allo stadio con i miei ragazzi 8 partite di B quell’anno.

Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse ricordato Ale e Ricky le due giovani promesse venute a mancare a Vinovo anche loro in quel dannato 2006, ma son sicuro che è stata una dimenticanza e non una mancanza. Allora lo faccio io, questo scudetto lo dedico a loro e a tutti i ragazzi che sognano di diventare dei calciatori e giocare per la Juve. Tutti quei ragazzi come i miei figli che si vestono di bianconero per andare a festeggiare in centro con il loro papà. Questo scudetto è il trentesimo vinto sul campo e non ci frega nulla dei conti fatti in tribunale da altri. Questo per noi e tornare a ricominciare proprio li dove eravamo rimasti. Questo scudetto è un apostrofo bianconero fra le parole ”Crepate tutti antijuventini di m.”, volevate distruggerci e non ci siete riusciti. Siamo qui, siamo tanti e ora siamo più forti che mai.

Alessandro Magno

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