scritto da Cinzia Fresia
Per la Juventus e il Torino la parola derby ha una valenza precisa e non è una partita come tutte le altre.
A Torino il derby si vive come una resa dei conti, le squadre non sono sullo stesso piano e spesso il Toro non ha niente da perdere, e la consuetudine vuole che la metta in rissa con la compiacenza degli arbitri.
Mentre a Milano le due top di serie si scontrano con attenzione poichè entrambe hanno di che perdere, a Torino si preparano spedizioni punitive.
Vedere gli abbracci tra giocatori grananta-bianconeri nel corridoio dello stadio è l’unica nota positiva della serata il resto no.
Sulla Juventus si è abbattuta un’immane sfortuna in difesa out Chiellini, Bonucci, Rugani 10 minuti prima della partita, e in campo Pellegrini risultato: non abbiamo più difensori.
Il risultato finale 1-1 da una parte una mezza sconfitta e dall’altra una mezza vittoria.
La Juventus perde i pezzi e perde punti.
La delusione è molta noi Juventini ci esaltiamo a battere il Toro, non neghiamolo .. tuttavia questa volta le cose sono andate diversamente.
La Juventus vive istanti di esaltazione e altrettanti di scoramento. Forse ci siamo illusi troppo presto che gli ultimi arrivati dessero una svolta positiva e duratura a questa squadra che così messa è lo spettro di quella che vinceva.
Siamo tornati al punto di partenza.
E’ partito il processo di demolizione a Dusan Vlahovic, che dal terzo più forte del suo tempo è diventato improvvisamente un “bidone” sappiamo come vanno a finire certe cose, basta sbagliare due partite ed è finito tutto.
Per non parlare di Paulo Dybala, che uscito dal campo (forse infortunato) è calato il sipario. Basta gioco, basta azioni, basta tutto.
Insomma, usciti i punti di riferimento è saltato tutto per aria.
Prima di processare i giocatori, però, metterei sul banco degli imputati l’allenatore Max Allegri, il sistema “Segniamo e poi difendiamo” non funziona più. Lo conosce ogni filo d’erba degli stadi di tutta Italia. Lo preghiamo di pensare ad altro, altrimenti non arriveremo nemmeno decimi.
Cambiano i dirigenti, Cambiano i giocatori, cambiano gli allenatori e il risultato è sempre lo stesso.
Inevitabilmente il “cambiamo tutto per non cambiare nulla” persiste trasformandosi in un malessere interno che non trova soluzione, se non si modifica mentalità e approccio aziendale qualunque apporto diventa inutile.
Eppure .. ai microfoni i vertici della Juventus sogghignano e fanno finta di niente, come se questo pareggio contro un Torino battibile sia per la Juventus un’ordinaria amministrazione.
Massimiliano Allegri osa pure dire che un pareggio non è poi così male ..
Martedì c’è il Villareal .. e ci sarà da divertirsi, il problema non è più con chi o senza chi, ma con quale mentalità.
Ma quanta differenza tra le squadre italiane e le altre.
Ma perchè? mica saranno marziani? Almeno non tutti.
Qual’è la verità? che probabilmente si allenano sul serio e con staff di preparatori adeguati, qualità assente nel nostro calcio, che ci condanna a far da spettatori nelle coppe europee.















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