Juventus-Sampdoria Sabato 20 gennaio 2014 ore 20.45 Juventus Stadium -Torino

Juventus sampScritto da Cinzia Fresia

Attenti a quegli 11!, la sfida si prospetta bollente se non incandescente, le minacce sono in atto, il tecnico Mihailovic, vuole sfidare Pirlo come i pistoleri, .”Lo Juve Stadium è la contea di Nottingham e Conte il suo sceriffo”, quanta fantasia, vi confesso che non mi sarebbe mai venuto in mente di mescolare il far West con la Gran Bretagna, e sinceramente non riesco a vedere Conte come lo sceriffo di Nottingham, cioè un perdente, il fatto è che non sappiamo più che cosa dire, e diciamo di tutto un po’.

Tornando alla partita, la Sampdoria si annovera tra le “brutte bestie” per la Juve, fazione pericolosissima con una tifoseria ferocissima, nonostante l’ampio vantaggio la Juve deve e comunque può’ vincere in casa, ma il tecnico Mihailovic, tuona, minaccia, sa cosa deve fare, ha in mente una Samp offensiva che attacca, attacca, attacca. Così la ricetta per vincere contro la Juve.

Uomini avvisati mezzi salvati, auguro di trovare l’antidoto contro la Samp e continuare la scia di vittorie.

 

ricchiuti63

Cagliari Juventus una bella prova di maturità dopo essere andati sotto pero anche belle vittoria di Roma e Napoli.

Il Napoli l’ho visto. Bene il risultato però se parliamo di prestazione chi ha parlato di dominio ha dimenticato buona parte del primo tempo. Anche noi abbiamo disputato solo un buon secondo tempo contro una squadra ben messa. Nel primo tempo siamo stati fatui. Ma fatui come le fatalone che comunque portano a casa tutto.

Il Milan esonera Allegri e prende Seedorf fra le altre cose a causa dello “juventino” Berardi.

Non entro nel merito della decisione sennò dovrei fare il solito esercizio di maschilismo contro Barbara Berlusconi, colpevole di essere bona, ricca, giovane e donna. E di non essere sposata. Non mi va perché non ho ancora capito se la signorina Berlusconi è brava o meno. Tra l’altro la decisione l’ha presa il padre ma attaccano lei e non il padre o Galliani perché attaccarla non costa ancora nulla. Dico solo che Allegri è un allenatore che ha dimostrato di poter produrre risultati ad alti livelli. Seedorf che indubbiamente tra successi sul campo, esperienza, sei lingue, manager donna ha fascino 2.0 inizia ora. Fossi in lui cambierei soprannome. “Professore” è un soprannome che nel calcio fa rima con sapientone ergo coglione.

Pallone d oro a Cristiano Ronaldo che lo ritira col figlioletto e si emoziona pure.

Quando ho visto in platea la fidanzata di Ronaldo mi sono emozionato anch’io.

Nel segno del 4: i 4 gol della Juve e i 4 gol di Berardi

Cagliari Calcio v Juventus - Serie A

Articolo di Alessandro Magno

 

E’ stato faticoso più del previsto o forse no. A Cagliari giocano sempre la partita della vita quando arriviamo noi. Bene, undicesima vittoria di fila con un secondo tempo davvero notevole. Bene Llorente autore di una doppietta importante, e sempre più utile alla squadra con il suo proteggere la palla, far salire e smistare. Oggi anche segnare e sono 9 in totale fra coppa e campionato. Senza rigori. Non male davvero per uno che doveva esser una pippa colossale.

Molto bene Buffon, autore di una parata istintiva quanto efficace che evita il loro possibile 2-0. La classe non è acqua. Molto molto bene Lichtesteiner, autore di una grande prestazione coronata persino da un gol. Ottimo il ritorno al gol del principino Marchisio (e che gol), sotto gli occhi attenti di chi ce lo vuole portare via ovvero il manager del Manchester United. Spero non ci sia trippa per gatti Claudio ci serve. Molto ma molto ma molto bene Conte che finalmente mi dà una prova di grande maturità e non fa al solito il talebano (cosa che a volte gli riprovero), e toglie uno spento Pirlo e di fatto con questa mossa, vince la partita. Benissimo direi. Bravissimo. Non si guarda in faccia a nessuno, il bene supremo è il bene della squadra e se Pirlo ha una giornata poco felice non muore nessuno se esce anzitempo. Bravo Conte applausi… chapeaux. E se ne rende conto lo stesso Pirlo, che probabilmente era una sostituzione giusta, visto che se la ride tranquillo e pacifico in panchina insieme a Pepe. Segno questo di una grande serenità che pervade la squadra, forte e consapevole che si rema tutti nella stessa direzione. Altro segno di questo, a dispetto dei gufi e di chi non mi crede, è vedere Ogbonna essere sempre il primo a scattare dalla panca per abbracciare i compagni, ad ogni gol fatto. Infine l’assenza de ”La roccia” Barzagli che è passata quasi inosservata e anche questa è tanta roba. Bene , bene. Per il resto direi normale amministrazione.

In serata invece è andato in scena un mezzo psicodramma. La squadra più in crisi d’Italia ovvero il MIlan le ha prese di santa ragione dalla neopromossa e novizia della serie A Sassuolo. A niente sono valse le sette “champsion lig” e i siamo i soli qualificati in coppa. Gli indisponenti neroverdi del Sassuolo non hanno guardato in faccia a nessuno e gli hanno fatto un culo a tombino. Credo che Sassuolo – Milan 4-3 rimarrà negli annali come una delle partite top dei top per le figure di merda. Mezzo Giappone poi era sceso in Italia per vedere Honda e invece hanno visto uno tsunami di nome Berardi. E la cosa che fa oltremodo arrabbiare i milanisti è che è già nostro da un po’. Berardi stende il Milan e insegna all’ormai esonerato Allegri, se ce n’era bisogno, che le partite sul 2-0 nel primo tempo non sono chiuse proprio per niente. Noi lo sapevamo prima e dopo il gol di Muntari (vedi Firenze) , loro lo sapevano pure ma gli piaceva raccontarci un’ altra storia. Senza Ibra e Thiago Silva hai dimostrato ben poco mister Allegri, quasi nulla, e piano piano è andato via via scemando col tempo quell’atteggiamento da grande uomo. Umiltà smarrita dopo un solo scudetto. Ora questa parabola discendente fa quasi tristezza. Chissà se te la ridanno un’altra squadra importante? Peccato noi si sia della Juve e non si ha ormai più alcuna pietà per nessuno.

Cagliari – Juventus 1-4 . Sintesi

http://www.dailymotion.com/video/x19lrt8

Il Cagliari e la sua maledizione

MarchisioScritto da Cinzia Fresia

E chi se lo aspettava dal Cagliari, di cadere così miseramente?

Uno stadio deserto, inagibile,  praticamente vuoto, ha ospitato “la gara” che il Cagliari aspetta quelle due volte all’anno, l’occasione per battere la Juventus.

La solita squadra la Juventus che combatte le sue maledizioni, i sardi ci aspettano sempre al varco, non ci sopportano proprio, si sono buttati nel primo tempo come assetati di sangue, volevano vincere, e dobbiamo ammettere che in quel primo tempo siamo andati in confusione e non poco. Il ritmo altissimo ed una difesa poco attenta, ha concesso il gol al Cagliari, Pinilla al 21mo mette i puntini sulle i alla Juventus, avvisandola che si fa sul serio.

La Juventus soffriva  il pressing del Cagliari, si  confondeva, sbagliava,   Buffon compresi limiti ha cercato di reagire, parando in quel momento l’inverosimile, e il 2 a 0, l’abbiamo rischiato. E il pareggio Juventino è arrivato dopo 10 minuti, Llorente al 31mo su cross di Lichtsteiner, grande protagonista di questa partita, mette in gol, riaccendendo la speranza della vittoria.

Si va a riposo sull’1-1, i tifosi sono increduli, questo pareggio non fa stare tranquilli,  la Juventus ha commesso tanti errori, ma la cosa peggiore era l’impossibilità di reagire, di riuscire a compiere e concludere un’azione. l’inizio del secondo tempo sembra essere la ripetizione del primo, sempre un “dai che ti ridai”, il Cagliari cerca disperatamente la vittoria, sentono di poterci riuscire, ma poi .. l’inaspettato, un cambio, Pirlo non completamente ristabilito dall’nfortunio, viene sostutito, al posto suo entra Marchisio.
La Juventus continua a fallire le occasioni, ma poi una magia, lui, proprio lui, Marchisio al 73mo sigla il raddoppio,la Juventus è in vantaggio con il Marchisio ritrovato, e dal quel momento, in soli 7 minuti che succede l’inponderabile, altri 2 gol, Llorente e il fantastico Lichtsteiner, portano la Juventus a 4 a 1. Il Cagliari è senza parole, non ci crede, si sente mancare, nervosismo e aggressività favoriranno  l’espulsione a Pinilla, che si rivolta contro l’arbitro, ma non solo, tafferugli, spinte e tentativi di rissa da parte dei Cagliaritani per fortuna ben domati dal self control dei nostri e dall’arbitro.

Certo, prendersi 4 gol, quando si può vincere fa male, ma si tratta della Juventus, che non ha giocato come domenica scorsa contro la Roma, anzi un primo tempo insufficiente, confuso e pasticciato, salvo poi risorgere come l’araba fenice e ribaltare un risultato diventato schiacciante per gli avversari. Una squadra forte è così, la Juventus in questa parte di fine girone ha ritrovato se stessa dopo la terribile e umiliante sconfitta contro la Fiorentina, ed ora eccola, ad 8 punti dalla inseguitrice e campione d’inverno, dimostra che attualmente ha la potenzialità di  centrare gli obiettivi prefissati.

La mossa vincente è stata quella di introdurre Marchisio, che ha messo le basi per la vittoria, ma il merito va sicuramente ad un super Lichtsteiner, due assist vincenti ed un gol. Antonio Conte, sta cominciando a destreggiarsi meglio con i suoi uomini e a risolvere i momenti di crisi, inserendo l’uomo giusto al momento giusto. Tutto bene, la maledizione è stata spezzata e si torna a Torino con il sorriso, si prosegue in Campionato, Europa League e Coppa Italia, ma con una marcia in più.

Domenica 12 gennaio 2014 Cagliari-Juventus ore 15 Stadio Is Arenas Quartu S.Elena (CA)

cagliari juventus Scritto da Cinzia Fresia

In occasione della conclusione del girone di andata di serie A, la Juventus va a casa del Cagliari, osticissima, ferocissima fazione sarda profondamente punitiva, quindi occhio ragazzi, che il pareggio è in agguato.
In effetti la Juventus ha sempre fatto fatica con il Cagliari, e l’odio da parte dei tifosi della città è evidente e senza pari.

Dopo la fatica con la Roma, non dovrebbero avere problemi, anche senza Barzagli squalificato. Comunque andrà la partita, sperando naturalmente  in una vittoria,  la Juventus si godrà per un po’ il primato, fino a nuove fatiche. Nel frattempo si scatenano le “chiacchiere” da calcio mercato e rinnovi contrattuali, che vedremo se porteranno a delle novità.

Coraggio ragazzi!

 

ricchiuti62

Juventus roma 3-0. la tua partita.

Sul divano, grazie.

Allo juventus stadium due grandi ritorni uno ufficiale Trezeguet…

Ricordo quando chiesi una dichiarazione di Caliendo sull’argomento. Roba vecchia.

… l’altro non ufficiale ma non trascurabile Moggi. Fra l ‘altro mi fa venire in mente una promessa.

Mi auguro di ricordarmi di mantenere la promessa.

 

NDR. La promessa fattami da Ricchiuti e che sarebbe venuto allo stadio solo dopo che Moggi fosse stato allo Juventus Stadium. Direi che mi deve una promessa.

Senza aiutini

senza aiutini

di Davide Peschechera

A mente fredda. Ho voluto capire perché i due gol sono regolari e non sono stati annullati e perchè Rizzoli ha dato il rigore. Senza sottovalutare “er sistema” che ci ha consentito lo Stadium (prima che crollasse, ovvio). Passa qualche minuto e penso: “Due gol regolari, un rigore sacrosanto, due espulsioni giuste, nessun aiutino. Non è possibile, questa partita è assolutamente da ripetere. Anzi, no. Perché Bergomi a partita in corso conferma: “vince la Roma anche se perde.””.

Il problema del giuoco del calcio è che dopo molto parlare, infatti, tocca giocare. E mentre noi vinciamo sul campo, gli altri chiacchierano. Con la Roma ci si diverte sempre: negli ultimi tre anni tra campionato e Coppa Italia allo Stadium, Juventus-Roma 14-1. Nel dettaglio: Giaccherini, Del Piero, Kjaer, Vidal, Vidal, Pirlo, Marchisio, Pirlo, Vidal, Matri, Osvaldo, Giovinco, Vidal, Bonucci, Vucinic. Ricapitoliamo: 13 gol dei giocatori della Juve più due di romanisti (Osvaldo e Kjaer). Peccato che uno dei due romanisti (Kjaer) abbia fatto gol nella propria porta. Quindi aggiorniamo: le visite allo Stadium sono finora costate alla Roma 4 sconfitte, un solo gol segnato (su rigore di Osvaldo) e 14 subìti. Tutte vittorie nette e incontestabili. Continuando con questa media punti si rischia di forare il tetto dei 100 punti finali (103,44 per esattezza). Il campo racconta di una Juve stratosferica: sempre vincente in casa, con dieci successi consecutivi in campionato. La grinta famelica di Conte ha contagiato il gruppo che da qui si autoalimenta per continuare a combattere, dominare, imporsi. È un gruppo di persone che lavora con dedizione, spirito di abnegazione, con consapevolezza delle proprie debolezze e con l’umiltà dei propri punti di forza. Gli altri, anche se tecnicamente alla pari o superiori, perdono perché non hanno questi ingredienti. L’autostima del gruppo, del mister, della società, dell’ambiente tutto, ha raggiunto picchi quasi impensabili e per la medesima ragione, le ambizioni della Roma hanno subito un brusco ridimensionamento. In fondo, i giallorossi tre gol in una gara sola non li avevano ancora presi. La Roma era imbattuta e aveva subito 7 gol in 17 partite. In una ne ha presi quasi il 50%. Il mister ha la capacità di caricarmi persino dal divano. Dieci trionfi di seguito come nel 1932. Il nono successo casalingo (su altrettante partite disputate), ma soprattutto la vittoria numero 16 in campionato, su 18 gare disputate. Con 49 punti (sui 54 disponibili!) conquistati e con un +8 proprio sui giallorossi, i bianconeri hanno conquistato il platonico titolo di Campioni d’Inverno con 90 minuti d’anticipo. E per la terza stagione consecutiva. Ricapitolando: in campionato il 70,21% di vittorie dal 2011 a ora, il 23,40% di pareggi, il 6,38 di sconfitte (una sola quest’anno, quella di Firenze dopo un primo tempo stradominato). Percentuali derivate da 94 partite, 66 vinte, 22 pareggiate, 6 perse. Un raffronto con Fabio Capello, già sorpassato: per il mascellato 69,74% di trionfi, 23,68% di pareggi, 6,58 di sconfitte. Più otto e vantaggio dilatato, ingigantito. Chi è abituato a vincere ha continuato a vincere, chi si sta attrezzando per riuscirci si è sgretolato prima sotto il profilo psicologico e poi sotto quello tattico. Alla Roma sono cambiate moltissime cose, la squadra è bellissima. Una cosa però, per ora, è rimasta uguale: quando si mette male si perde la testa. Vedi De Rossi. E la faccia. Vedi Totti. Della vittoria della Juve impressiona la consapevolezza della sua forza. Della sconfitta della Roma impressiona che al primo ko è disfatta. Per mentalità e gioco la Roma è la squadra che più si “avvicina” alla Juventus tra le altre. Ma non regge le pressioni. E questo è il male. Nonostante sia tecnicamente forte. Non ci sta che la Roma perda spesso la testa a partita compromessa, compromettendo così anche le successive. Vecchio vizio.

Partita studiata a tavolino, in allenamento. Atteggiamento Juve voluto e cercato da Conte, trasmesso e inculcato ai suoi giocatori. Tanta densità nella nostra area e ripartenze avversarie annullate. Tra il primo e il secondo tempo, però, ci sono state più intensità e meno errori da parte dei nostri e questi due cambiamenti hanno fatto la differenza. Per un tempo non avevamo mai visto la capolista giocare – in campionato – alla pari del suo avversario, persino prudente, quasi preoccupata di non prestare il fianco ai micidiali contropiedisti giallorossi. E’stato bravo Conte a preparare il match, a modellarlo sulle caratteristiche di chi aveva davanti, a frenare quando c’era da frenare, ad accelerare quando è stato possibile. Poi, una volta contenuta la furia giallorossa, non c’è più stata storia. Avesse osato, la Juve si sarebbe offerta proprio ai micidiali contropiedi giallorossi. La Roma, d’altronde, è una squadra che comunque non si sottrae a fare la partita se le si lascia spazio, ma le migliori vittorie le ha avute lasciando il pallino ad altri. Impacciati., infatti, col pallone tra i piedi: poche soluzioni offensive e reparti messo in ombra. Noi se c’è da fare la partita, la vinciamo, e siamo cinici se non la facciamo. Loro soffrono a farla con le piccole e con noi. Ma sono letali nel non farla con le grandi. E noi non glielo abbiamo concesso. Conte ha asfaltato Sassuolo e altre piccole. Garcia no. La Roma è dunque una squadra che se non ha spazi da attaccare o per allungare, perde tanto, nonostante giocatori molto tecnici. il possesso palla fine a se stesso ha messo in mostra pregi e limiti di un attacco che non ha saputo allargare le nostre maglie. Dall’altra parte, c’è stata la straordinaria capacità, maturità e duttilità della Juve di mutare atteggiamento e di vincere entrambi gli scontri diretti, col risultato di 3-0, ma giocando in due maniere diametralmente opposte. Il3-0 di oggi, infatti, è molto simile al 2-0 dello scorso anno contro il Napoli di Mazzarri allo Stadium, ma non al 3-0 di quest’anno contro il Napoli di Benitez. Da grande allenatore, quindi, Conte ha deciso per una volta di non fare la partita e da grande squadra, con umiltà, questi giocatori hanno deciso di seguire il mister e rinunciare alla solita manovra avvolgente. Tanta oculatezza nell’orchestrare le manovre offensive e squadra racchiusa in 35 metri, a muoversi mantenendo queste distanze, questo spazio, in questi pochi quanto efficaci metri quadrati, in fase difensiva. Ci sono molti modi di vincere e molti modi di perdere. E le due cose combaciano quando c’è dominio totale da parte di una sola squadra. Conte ha lavorato anche per Garcia costruendo alla perfezione la sconfitta della Roma, neanche al Bernabeu aveva lasciato così tanto spazio all’iniziativa degli avversari, sintomo che Conte intendeva vincere convincendo, questa volta, prima sul piano tattico che su quello del gioco. Il fine giustifica i mezzi e spesso, per Conte, i mezzi coincidono sempre col fine. L’input era quello di fare la Juve in fase di possesso palla, di limitare gli avversari con grande umiltà in fase di non possesso. E poi i giocatori, al di là degli schemi e delle tattiche. Tevez più di Totti. Pogba il vecchio, 20 anni pesanti e maturi come fossero 40, Pirlo il giovane, 34 anni leggeri e creativi come fossero 17. E tutti gli altri, che hanno fatto il solito, il massimo, il meglio. La Roma come un diesel nel primo tempo, la Juve come un turbo quando, alla prima occasione buona, ha ammazzato subito la partita.

Una Roma che sì ha cercato di giocarsela, ma è stata anche un po’ presuntuosa, visto il risultato. Ai romanisti, infatti, lasciamo la convinzione di essersela giocata alla pari. Il prepartita è cominciato con De Rossi che, qualche settimana fa, aveva affermato che: “Chi ci sta davanti in un momento particolare è stato fortunato con gli arbitri. Alcuni episodi che ci possono stare in un campionato, episodi che si pareggiano nell’arco di una stagione. E noi aspettiamo di pareggiarli“. Messaggi al sistema? Poi il Corriere dello Sport venne subito in suo aiuto e accese la sfida con le solite parole di Turone sbattute in prima pagina: “Turone accende la supersfida «La Juve ha sempre l’aiutino»”. Giornalismo degno della considerazione di cui gode all’estero. Poi Totti: “Roma più forte, vinceremo. Ma attenti, la Juve ha sempre l’aiutino”. Gli ha risposto prima Conte che, in conferenza stampa, non volendo alimentare tensioni pre-gara, interpellato su queste ultime dichiarazioni del capitano giallorosso, sull’insinuazione che “anche questa Juve riceva aiutini” ha risposto: “Ma sai, già potrei obiettare sull’ anche… Guarda, la prendo sul ridere perché è giusto che quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, bisogna prenderla sul ridere e prenderla in maniera molto serena. Io dico che non ci sono delle risposte da dare a chi fa queste affermazioni. Anzi, io insegno ai calciatori, a chi lavora con me, a chi mi frequenta, che le risposte vanno date sempre sul campo, perché il campo rende giustizia sempre a tutto e a tutti. E dico che in due anni e mezzo il campo ha reso giustizia alla squadra più forte, in maniera anche molto netta e clamorosa alcune volte”. Poi Buffon, prima sul campo e poi ai microfoni, a fine gara: “Aiutino è la scusa di chi non vince mai”. L’unico aiutino che puoi avere, Francesco, e’ quello per salire sull’aereo e tornartene a casa o quello di Rizzoli che non concede recupero per evitare il quarto gol della Juve. Garcìa, poveretto, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, forse perché ha capito l’ambiente nel quale si è ritrovato e, proprio in conferenza stampa, all’elenco dei precedenti Juve-Roma dei giornalisti, ha risposto: “Ma cos’è, un corso di storia?”. Ma continuiamo con la rassegna stampa. È il turno di De Sanctis: “Il sistema italiano rende i bianconeri assolutamente più forti. A partire dallo stadio, che è un grande vantaggio. Al di là del risultato, in più di noi la Juventus ha solo gli otto punti in classifica.” Lo ha detto nei giorni scorsi e lo ha ribadito a fine partita. Il Sistema di Morgan De Sanctis o, in altre salse, “Il Palazzo”, o “Il Vento del Nord”, che fa il gioco della Juventus attraverso diversi “aiutini”, che ha permesso alla Juventus la costruzione dello stadio e che implica sudditanza psicologica nei confronti dei bianconeri. Una dimostrazione? Naturalmente la debacle europea e gli arbitri che, in Europa, non subiscono sudditanza. Vedi Grafe in Real-Juve. Paolo Liguori addirittura delirante a Tikitaka, appoggia la “teoria” di De Sanctis e paragona il giallo di Chiellini del primo tempo col rosso di De Rossi e dice che su Castan il pallavolista c’è spinta e fallo. Tutto frutto del sistema, degli aiutini e della sudditanza dello Stadium, naturalmente. Due pesi e due misure di Rizzoli, insomma. Per fortuna che concludono i nostri, Bonucci e Barzagli, dicendo l’uno che “Le parole pre-gara? “Le lasciamo a loro, noi facciamo parlare il campo. Negli ultimi anni a Torino li abbiamo sempre dominati.”, e l’altro: “Ci sono state dichiarazioni che ci hanno fatto girare un po’ lo stomaco e quindi hai un po’ di carica in più quando scendi in campo. Comunque sono cose che fanno parte del calcio, nessuno si è offeso”. Eh vabbè, non sanno perdere. Però poi penso e dico, tra me e me: “Ma che m’importa, se allo stadio c’era David Trezeguet…”

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V’avemo sdrajato.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Per noi era una festa, era il ritorno a casa di uno dei nostri figli prediletti Re David Trezeguet. Anzi due, perchè allo stadio c’era pure Moggi in tribuna. Grande cosa quest’ultima. Anche se non una visita ufficiale un buon primo passo. Grandissima ed emozionante invece quella di Trezeguet.

Si vero c’era pure Juve – Roma devo dire ci pensavamo, ma poi neppure più di tanto. Per i romanisti al solito era una guerra, l’hanno caricata cosi tanto di sginficati inutili che alla fine gli sono saltati i nervi. Dichiarazioni fuori luogo prima durante e pure dopo la partita. Vedi il delirante De Sanctis. Ne mandano uno alle interviste dopo aver perso sonoramente e ci mandano quello che ha l’italiano di Cassano e i pensieri che si picchiano fra di loro nel cervello di Balotelli. Morgan poraccio sei stato una vita a Napoli ora a Roma se capisce t’hanno riempito la testa de chiacchiere. D’altronde le chiacchiere sono il loro pezzo forte.
”La Juve l’aiuta il sistema”. ”Lo stadio alla Juve gliel’ha costruito il sistema” er complotto si capisce. Infatti il sistema ci ha mandato in B con una farsa, mentre alla Roma che sarebbe fallita da secoli il sistema, non solo gli ha permesso di spalmare i debiti, ma gli ha permesso pure di essere acquistati da una banca. Credo unico caso nel mondo. Fra l’altro negli ultimi venti anni solo una volta la Roma si è giocata lo scudetto con la Juve e guarda caso ha vinto la Roma. Fra l’altro il sistema fece un cambio di regolamento sull’utilizzo degli stranieri che permise alla Roma di utilizzare Nakata proprio prima di Juve – Roma. Cambio di regolamento a campionato in corso. Anche questo non s’era mai visto. Il sistema Juventino che non ti aspetti. Fra l’altro nelle uniche altre occasioni che la Roma s’è giocata lo scudetto, e sempre contro l’Inter, sono sempre stati ampiamente penalizzati e derubati a piene mani. Ma a loro sta bene così. C’ hanno l’odio pe la Juve e basta, mica cazzi!

Ma torniamo a noi. Il Corriere dello Sport non si è risparmiato con titoli fuoriluogo, discutibili, direi di cattivo gusto. Toni esageratamente esasperati, finanche violenti. Un giornale che fa del terrorismo mediatico. Un direttore che è una vergogna per tutto il giornalismo italiano. Perere mio personale. Un direttore che diventa tifoso di ogni squadra che più o meno rappresenta il giornale che va a dirigere. Che già il diventare ”tifoso” per un giornalista è sconcio, ma la prostituzione, intellettuale e non, è pure peggio. E’ deontologicamente vergognoso. Il Corriere dello Sport dicevo , pur di vendere qualche copia in più non s’è preoccupato minimamente di caricare un ambiente già carico di suo. Poi la gente s’ammazza negli stadi. La Roma che è l’ennesima squadra che sente la partita con la Juve come ”la rivalità” per eccellenza, forse ancora più accesa che con i laziali. Rivalità che non ha modo di esistere come detto tanto è l’abisso fra le due compagini. Una squadra che ha meno scudetti del Bologna e della Pro Vercelli. Stessa malattia dei napolisti.

Cosi si sono lanciati in anatemi e previsioni sconceretanti, una totale mancanza di umiltà e di buon senso e anche di sano realismo: ” Nnamo a vince”, ”Ve sverginamo lo stadio”, ”v’asfaltiamo”. Non gli bastava neppure vincere venivano a stravincere. Che poi questa è stata una malattia che non ha colpito solo i tifosi da Bar, ma anche qualche più o meno VIP, vedi Di Livio, per cui la differenza in classifica era frutto di sviste arbitrali. Infatti s’è visto sul campo la differenza in classifica. Per non parlare dei zombie come Turone che rilasciano sempre la stessa intervista da 30 anni nonostante anche Sassi ha dichiarato che quella moviola fu manipolata per ”fare” la notizia. Non ci stanno. E che dire di Pruzzo e dei 10 punti di distacco che la Roma avrebbe dato a tutti in poco tempo. Nessuno ha ricordato che la Roma aiutini ne ha avuti  contro l’Inter, il Napoli ( rigori inesistenti), contro il Toro ( mani di Balzaretti in area), che la stessa ha fatto cagare contro il Sassuolo, che ha vinto immeritatamente contro l’Udinese. Tutta una serie di concause dovute alla sorte che fan si che si trovassero primi ( o secondi) sicuramente meritatamente, ma senza che fossero sto neo Barcellona de noi altri. E vedansi dichiarazioni a cazzi di sua nullita ” non vinco mai n’cazzo” Francesco Totti, per cui loro presi a uno a uno sono più forti dei nostri….. si a briscola magari!  Cosi De Santis è più forte di Buffon ( hai visto mai) Strootman ( ieri inesistente) più forte di Vidal , Ljajic e Pjanic ( altri due morti viventi) più forti di Tevez e Llorente, Gervinho (ieri si scartava e cascava da solo) meglio di Pelè. Benatia e Castan i migliori difensori del mondo. Infatti uno ha sulla coscienza il primo gol e l’altro gli altri due. Effettivamente direi che presi a uno a uno… A uno a uno presi per il culo.

Tanto han parlato de ”il sistema”, de ”a federazione”, de ”er comprotto” che sono riusciti a partorire pure la designazione. Si son portati l’arbitro: Rizzoli. L’unico arbitro con cui la Juve  riesce quasi ad avere uno score  di parità fra perse e vinte. Roba seria visto che in Italia la Juve negli ultimi anni perde pochissimo. Ci han mandato Rizzoli apposta quelli del sistema…. per sitemarci. Purtroppo la Roma ha fatto cagare. Dopo un buon primo tempo ha iniziato a squagliarsi dopo il primo gol e s’è definitivamente liquefatta sul secondo. Anzi Rizzoli non ha potuto far a meno di mostrare due rossi ineccepibili a De Rossi e Castan , nonostante risparmi di un altro rosso Ljaic, come aveva gia risparmiato Totti di un giallo sacrosanto per una stecca volontaria a Bonucci. A proposito di Totti: a Torino nun s’è visto pe ‘gnente. Uscito degnamante dallo Stadium accompagnato dalla standing sfanculation di tutti i tifosi. Parla di meno prima delle partite Francè che fai più bella figura.

A come so stati boni a parlà sti romanisti. Umiltà questa sconosciuta. Infondo non era la partita fra noi che siamo i bis campioni d’Italia e loro che non vincon una mazza da una vita no? Loro che l’anno scorso ( come l’anno prima ) hanno fatto ridere tutti e non si sono qualificati nemmeno per l’Europa. No eravamo noi secondo loro che in casa nostra dovevamo tremare perchè arrivavano loro. Prima leoni e poi cojoni. Prima: ”Occhio ca arivamo”, dopo : ”Mejo se se ne ritornamo”. V’avemo magnato a mozzichi. Si salva solo Garcia; se nel fra tempo non lo fate romanizzà del tutto .

 

Juventus – Roma 3-0. Sintesi.

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