Galatasaray – Juventus analisi sciatta.

Drogba

 

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Stenderei un velo pietoso su tutta l’organizzazione del Galatasaray e dell’Uefa. Juventus supermaltrattata e fatta giocare su un campo di patate. Galatasaray che cura la parte di campo dove deve giocare la sua squadra nel secondo tempo e ditrugge la parte di campo dove deve giocare la Juve. Mancini stesso ha detto che la partita doveva essere rinviata e questo gli fa onore. Concludo questa piccola parentesi con il sottolienare quanto la Juve in Europa non conti nulla a livello politico e men che meno conta la Federazione italiana. Abbiamo subito tutte le decisioni dall’Uefa, al Galatasaray , persino dalla polizia turca. Noi abbiamo accettato tutto e a nulla è servito che Conte nell’intervallo e sullo 0-0 , quindi a risultato ancora ottimo per noi, ha cercato di convincere l’arbitro a rinviare la partita.

Detto questo sono abbastanza corretto da ammettere che la Juventus pur disputando una buona partita qui ad Istanbul su un campo impossibile, la qualificazione se l’è mangiata nelle altre partite. In un girone di Champions League non puoi permetterti di sbagliare molte partite e poi quando si va ad eliminazione dirette ancora meno. Troppi calcoli noi, troppo rinviare, troppo timidi, troppo poco convinti. Sarebbe bastata nel girone una Juve come a Bologna e avremmo vinto sia col Copenaghen in trasferta che con il Galatasaray in casa. A Istanbul all’ultima saremmo andati in vacanza e poteva venire pure giù un metro di neve. Invece in Coppa entriamo in campo sempre timorosi. Sempre ci lasciamo imporre il gioco dagli altri. Sia contro Copenaghen che contro il Galatasaray all’andata ci siamo svegliati quando siamo andati in svantaggio, sia con gli uni che con gli altri, abbiamo regalato gol clamorosi per disattenzioni enormi dei singoli. Credo sia giusto dire che con una sola vittoria, quella sul Copenaghen allo Juventus Stadium, è giusto uscire dalla coppa. Dispiace per gli introiti che avrebbe avuto la società col passaggio del turno, ma se non investi o investi poco e male non vai da nessuna parte. Due anni fa potevamo prendere noi Drogba che percepisce 7 milioni di Euro l’anno e lo potevamo prendere gratis hanno preferito investire 7 milioni piu’ 1 d’ingaggio per 3 anni che fa 10, per Peluso e 8, fra ingaggio e acquisto, per Padoin. Non si compravano nè Padoin, nè Peluso, con gli stessi soldi ti pagavi Drogba per due anni. E questo è solo per fare un esempio per dire che la qualità di un grande giocatore fa la differenza e la Juve lo sta vedendo con Pirlo che seppure anzianotto forse riuscirà a spuntare un triennale a cifre importanti.

Ora ci tocca l’Europa League. Leggo che molti pregano di uscire perchè a loro dire questa coppa gli fa schifo. Dal mio punto di vista spero che venga affrontata con l’impegno giusto come fosse la Champions. Voglio ricordare a tutti che la Juventus non vince un trofeo internazionale da qualcosa come 15 o 16 anni quindi prima di schifarsi bisogna essere umili. I nostri grandi cicli in Europa sono partiti sempre da una finale di Coppa Uefa. L’Europa League è una gavetta. Servirà da banco di prova per vedere se riusciamo a far trovare a questi giocatori quello spirito Europeo che evidentemente gli manca. Non credo che arrivare di nuovo primi in campionato davanti a questa Roma o Inter o Fiorentina o Napoli sia tanto meglio di battere magari il Tottenham piuttosto che il Siviglia il Valencia o il Rubin Kazan. La scuola si fa per gradi e poi il Chelsea l’anno scorso vinse l’Europa League e non credo gli fece tanto schifo la cosa. E fra l’altro vincere l’Europa League consente anche di sfidare il Campione d’Europa nella supercoppa Europea. Si parte per vincere sempre in ogni competizione , questo deve eseere lo spirito della Juve. Tutto è prioritario non si scarta niente.

Ultima cosa la finale di Europa League si disputerà nel nostro stadio. Ora a quelli che pregano di uscire velocemente da questa coppa per puntare tutto sullo scudetto, voglio solo dire che forse non hanno considerato il fatto che magari in finale ci possono finire i viola o i laziali o i napolisti. Bo, sappiatelo. Poi se a voi piace farvi alzare una coppa in faccia in casa vostra da siffatti personaggi accomadatevi pure. Io ci penserei.

Cose turche

 

gala

di Davide Peschechera

 

Si sentiva lontano un miglio la puzza dell’Inferno turco. Ce l’hanno fatta sentire appena dopo i sorteggi, quando si è scoperto che l’ultima partita del girone l’avremmo giocata a dicembre in una bella trasferta nell’est dell’Europa. Ieri sera, però, si è sentita proprio la puzza di bruciato. Trasferta tormentata e disgraziata.

 

Cominciamo dal Concilio sull’orario, evitabile. Il braccio di ferro tra polizia turca e Uefa, con quest’ultima che prima divulga un comunicato ufficiale (ore 14 italiane), poi lo mette in discussione subito dopo (ore 13 italiane). Poi, per la seconda volta, ritorna sui suoi passi per permettere l’organizzazione del servizio d’ordine (si ritorna alle ore 14 italiane). Intanto l’ Odissea della Juve senza albergo e nel traffico della città sino alle prime ore della notte. Poi la Uefa torna ancora sui suoi passi, per la terza volta, contro il parere della polizia locale che è contraria: ore 13 italiane. Decisione imposta dall’organismo europeo contro il volere delle istituzioni di sicurezza turche. La riunione prevista nella mattinata del giorno dopo, poche ore prima della partita, per la scelta finale. E il ritorno alle 14 ora italiana perché, obiettivamente, i giocatori non sarebbero potuti andare a dormire senza sapere l’orario ufficiale del match.

 

Il pensiero che attraversa la mente di tutti è lo stesso: la partita è stata falsata da un campo orrendo, ma la Juve ha buttato la qualificazione agli ottavi molto prima del gol di Sneijder. Siamo noi ad esserci messi in questa condizione ed il destino ci ha puniti con una delle situazioni più assurde che potessero accadere. Falsata o no deve essere un punto di partenza. Ci siamo “giocati”(in senso negativo, ovvio, perché stando prettamente al significato della parola, non abbiamo avuto modo di poterlo fare) la qualificazione all’ultima occasione disponibile. Il problema è come si è affrontato l’intero girone, non questa partita, che è stata una situazione a sé, imbarazzante quanto imprevedibile, vergognosa quanto ingestibile. Ma un dato: nelle 6 partite giocate dei gironi di Champions, abbiamo sempre preso gol. Anche ieri. Anche a Copenaghen, Anche in casa con i danesi. E con i turchi. Insomma, in quelle partite che avremmo dovuto vincere. Se non tutte, quasi. Tra Copenaghen, Torino, Istanbul e Madrid, 6 punti in questo girone sono pochi e valgono l’eliminazione. Assumiamoci le nostre responsabilità, ma andiamo subito via da questo posto. È stata una pagliacciata. Il Galatasaray si è adattato: lancio lungo e spizzata. “Una partita a tamburello e a tamburello non sappiamo tanto giocare”, ha detto Conte a fine partita. La Juve ha cercato di giocare la palla. E quando non può farlo diventa molto meno efficace e una cosa che proprio non si poteva fare nel pomeriggio di Istanbul era cercare il passaggio e la manovra. In condizioni climatiche accettabili avremmo vinto noi, probabilmente. Una partita decisa da un episodio con un campo inagibile. Fango e ghiaccio, un miscuglio di insidie in cui si sono arenati i bianconeri. Tra l’altro il terreno era diseguale. Una metà campo era stata spalata dalla neve con i trattori e se ne vedevano i solchi: è solo un caso che fosse quella in cui si sapeva che il Galatasaray avrebbe giocato in attacco soltanto per 15’ mentre alla Juve sarebbe toccato farlo per 45’? In queste condizioni la squadra più tecnica è penalizzata, ed è più semplice per i difensori della squadra avversaria fermare ed intercettare una palla che già si ferma da sola. Una partita che è diventata, col passare dei minuti, un terno al lotto, un avere più fortuna, nulla di prevedibile e applicabile tatticamente. I valori si sono equiparati, livellati. Ma non si parli di sfortuna o di congiura. La bravura e la maturità si misurano anche con la capacità di adattarsi tutte le situazioni e gli uomini Mancini l’hanno fatto meglio. Il divario di mestiere tra Drogba e Pogba è balzato agli occhi in ogni azione: l’ivoriano ha calamitato palloni per trasformarli in sponde, compreso quello che ha mandato il gol Sneijder; il giovane francese non ha capito neppure per un attimo che su quel terreno doveva usare giocate diverse dalle solite, si è impantanato nelle azioni solitarie e ha fatto impantanare il pallone a centrocampo, esponendo la Juve al pericolo soprattutto nella ripresa.  E come capita spesso il gol turco, con la difesa scoperta, è arrivato nel momento in cui la Juve sembrava aver ripreso il controllo del match.

 

Conte a fine primo tempo ha detto chiaramente all’arbitro “This in not football”, “Questo non è calcio”. “Quando sono arrivato ho visto il campo e l’impossibilità di giocare. Sono andato dall’arbitro che mi ha detto parla con l’altro allenatore. Allora sono tornato dall’arbitro con Mancini, c’è stata la riunione con delegato Uefa. Lui ha chiesto a Mancini cosa ne pensasse e tutti e due abbiamo detto che era “dangerous” per i giocatori, anche l’arbitro era d’accordo con noi ma l’Uefa ha detto che si poteva giocare.” The show must go on, a tutti i costi, evidentemente, in Europa. I sorteggi non aspettano nessuno. “Non capisco come oggi il campo non poteva essere “dangerous” per i calciatori se lo era stato ieri.”. Ieri le condizioni del campo non garantivano l’incolumità dei giocatori, ma oggi si è giocato in situazioni decisamente peggiori. E poi Drogba, dello stesso parere di Conte, ma con una sfumatura, sostenendo che “è così per tutte e due le squadre” e Conte che gli ha risposto: “Ma su un campo normale non so se sarebbe finita così”. Eh già. Una squadra che aveva tutto da perdere, l’altra tutto da guadagnare, non facciamo gli ipocriti, diciamo almeno le cose come stanno. “Noi siamo stati penalizzati enormemente. Forse dove abbiamo sbagliato, e lo dico per esperienza, è ridurci all’ultima partita e giocarcela qui, ci siamo complicati noi la vita in Champions”. Per chi pensa che Conte e tifosi stiano piangendo, questa frase dimostra che non è così, anzi. S’impara e si guarda avanti, recriminando il giusto.

 

Chi pensa che esser fuori dalla Champions sia un vantaggio per campionato, si sbaglia. Potremmo pagarla, in autostima e convinzione, anche se Conte tenterà di motivare ancora i suoi dopo questa delusione come è da sempre abituato a fare. Cerca motivazione ovunque. Dispiace solo essersela giocata in queste condizioni e in questa situazione, difficilmente amministrabile, conducibile, coordinabile da noi. Abbiamo perso stupidamente punti per strada e ci è scivolato il destino dalle mani, senza più possibilità di cambiarlo. Servirà da allenamento, in EL è pieno di campi così. Il risultato in sé per sé è indiscutibile, può capitare. È stata una partita secca che ha visto emergere le strategie turche. Gli sbagli sono stati fatti prima di questa partita. Noi ci abbiamo messo del nostro in precedenza.

 

E poi i tifosi, tornati in Italia con un mucchio di ghiaccio tra le mani, senza vedere la partita, tanti soldi spesi, una retrocessione in EL e la beffa di Juve-Sassuolo spostata alle 18:30 della domenica, diretta conseguenza dell’inferno di Istanbul. . Alla fine, dei 2600 presenti, ne sono rimasti 700 che alle 14 (le 15 ora locale) sono tornati ad occupare il ghiacciato settore ospiti. La sconfitta fa male e ci riporta alla mente altri capitoli tristi della storia bianconera, lo Scudetto perso sotto la pioggia di Perugia, l’eliminazione in mezzo al ghiaccio di Poznan e ora l’addio alla Champions nel pantano ghiaccio e fango di Istanbul: maledizione Juventus. La sensazione di aver dato il massimo, come sempre, ma non è bastato a causa di errori evitabilissimi commessi durante il percorso. La sensazione d’incompiuto dopo l’uscita ai quarti, lo scorso anno, al cospetto del Bayer. La sicurezza e la serenità con cui uscimmo e con cui promettemmo d’affrontare questa Champions, non commettendo più gli stessi errori ma che oggi abbiamo già perso. Quell’amaro in bocca che ci accompagnerà per tutto il resto della stagione a meno che, forse, non si disputi la finale di EL allo Juventus Stadium con un cammino trionfante. Sta diventando un destino, forse diventerà un proverbio: “Incerto come un Galatasaray-Juve a Istanbul”.  Il 25 novembre 1998 la gara in programma a Istanbul viene rinviata per il “caso Ocalan”, il terrorista turco ospitato in Italia. La gara fu recuperata sette giorni dopo, sempre in Turchia, e si chiuse sull’1-1. Cinque anni dopo, nel 2003, sempre il 25 novembre, la gara che si doveva disputare ancora ad Istanbul, venne pure rinviata, stavolta per motivi di sicurezza in seguito agli attentati che nei giorni precedenti avevano sconvolto la capitale turca con morti e feriti. Anche in questo caso il recupero fu sette giorni dopo, ma la partita venne spostata a Dortmund, in Germania, per motivi di sicurezza e la gara venne vinta dai turchi per 2-0. La Champions, una coppa che manca dal 1996.

 

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L’elaborazione del lutto

DrogbaScritto da Cinzia Fresia

Fa freddo a Torino oggi, fa ancora più freddo ad Istanbul di un gelo strano per una città di mare, una situazione anormale ad Istanbul, viene giù qualcosa:  sembra grandine, sembra ghiaccio, areonauticamente parlando si chiama ice pellets, e da questo fenomeno atmosferico così anomalo per questa città, che viene  firmato il “the end” per la Juve.

La Juventus non passa il primo turno e non si qualifica per la champions League. Era sufficiente un pareggio, uno 0 a 0, ma nulla, tutto è andato storto già da ieri sera. Chiaramente resta il rammarico per questa sconfitta poco onesta, ma è giusto che i nostri si prendano la responsabilità di questo fallimento, idem Antonio Conte.
Avevo scritto che se fosse mancata la qualifica non sarebbe stata colpa di questa partita ed è vero, arrivare fino “all’ultimo respiro”  indica che nella prima parte dell’anno si sono sprecati punti, che non ci si è espressi come si doveva sebbene  in campionato si abbia  avuto più fortuna ma in Champions no.

Perchè è accaduto? E’ mancato il centro campo da inizio stagione, Pirlo giocava male, Marchisio era in infortunio, e forse una mole di allenamento durissimo ha fatto la differenza, proprio quando Pirlo si stava riprendendo, è arrivata la tegola, l’infortunio ..che lo terrà fermo a lungo. Ma la Champions non è il campionato, dove forse dovremmo riuscire a farcela anche senza il nostro regista, sono bastati 2 o 3 giocatori di esperienza e profonda motivazione, e l’unico errore in difesa nostro ci ha castigato.

Ieri sera la Juventus se la cavava, non la vedevo benissimo ma il gioco lo conduceva e se non fosse nevicato chissà che non avremmo potuto essere più precisi e meno affannati. Oggi un campo orrendo, il freddo e il continuo nevicare ci ha messo KO. Pogba, Vidal, Llorente e Marchisio non sono entrati in partita, non riuscivano ad adattarsi a quella situazione, nemmeno il Galatasaray ha brillato, ma è bastato un piccolo errore in difesa che un giocatore come Snejider ha segnato.

Ma gli errori non sono stati solo in campo, indubbiamente i cambi effettuati in ritardo hanno preso parte alla sconfitta,  si vedeva quasi da subito che alcuni erano a disagio, purtroppo senza Andrea Pirlo in una fase di grande difficoltà tecnica e psicologica sono crollati. E’ mancato l’elemento adulto, di esperienza, sebbene Tevez si sia dato tanssimo da fare, dimostrando di essere capace, è mancato il gol, e se non si segna non si passa.

Ora Conte potrà dire quello che vuole, il campo era ostico anche per gli avversari, indubbiamente l’arbitro non si è comportato molto bene, ha punito i nostri eccessivamente dimenticandosi degli altri, c’è stata un’evidente presa di parte nei confronti dei padroni di casa.

Spiace, la Juventus a tratti ha giocato bene e come sa, purtroppo non siamo maturi per la Champions e forse nemmeno il nostro allenatore lo è, verranno tempi migliori. Si sono comunque battuti egregiamente e hanno cercato di dare il possibile. Così tante partite di seguito ed un elemento in meno come Andrea Pirlo e la non eccellente forma di Marchisio ha fatto il resto.

Ora si prosegue in Europa League, sperando che si riprendano dalla batosta e vadano avanti a custodire il vantaggio sulla Roma affrontando le prossime partite in completa serenità.

 

Galatasaray-Juventus Champions League – martedì 10 dicembre ore 20.45 Istanbul – Stadio Olimpico Atatürk

Galatasaray-Juventus-300x164Scritto da Cinzia Fresia

Vincere! E’ la parola d’ordine per domani sera quando la Juventus incontrerà il Galatasaray, the last chance for both! (l’ultima possibilità per entrambi)

La partita sarà durissima e la tensione alle stelle, il sig. Mancini ha già dichiarato di partire avvantaggiato considerata l’assenza di Pirlo. Questo infortunio al giocatore più importante della Juventus non ci voleva, ma confido sul buon senso dei ragazzi e anche, perchè no,  un po’ di buona sorte. La squadra pare stare bene, Conte dovrebbe affidarsi a Tevez e Llorente in attacco, e a Pogba nel ruolo di regista.

Possono farcela, se non si fanno prendere dall’ansia da prestazione i numeri e la maturità per riuscirci ci sono,  C’è poco altro da aggiungere se non che l’avversario è altrettanto motivato e che sarà scontro a muso duro.
Se le cose non dovessero andare per il verso giusto, non sarà colpa della partita di domani, ma la responsaiblità per i punti persi prima.

Quindi un abbraccio alla nostra squadra e forza ragazzi, siamo tutti con voi.

Bologna – Juventus. Felice di battervi e farvi rosicare!

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Articolo di Alessandro Magno

Non sarà facile essere brevi. Alcune cosucce le dobbiamo dire per dovere di cronaca e perchè mi stanno sullo stomaco. Intanto che la civilissima Bologna quando arriva la Juve diventa peggio di Caracas e i suoi tifosi tutt’altro che civili. Registriamo e denunciamo l’aggressione con annessa sassaiola al pulman della Juve da parte degli ultras bolognesi e cori e striscioni beceri e offensivi prima, durante e dopo la partita. Chissà cosa ne pensa Tosel. Dovrebbero istituire la discriminazione juventina, in quanto siamo i più insultati d’Italia. Sicuramente non prenderà nessun provvedimento. Questo come i media, che non hanno parlato di queste cose che denuncio qui io, preferiscono parlare dei ”merda” gridati dai ragazzini. Strano perchè il coro ”Juventino pezzo di merda” si è alzato più volte e si sentiva benissimo in Tv. Forse ”pezzo di merda” e meno offensivo in quanto un pezzo appunto e non un intero. Questione di quantità.

L’altra cosa che dobbiamo denunciare sono i vaneggiamenti di Graziano Cesari nel dopo partita, non perchè siano una novità ma in quanto è stato più volte smentito dai suoi stessi ospiti. Cesari al quale le lampade abbronzanti forse hanno bruciato il cervello irrimediabilmente, stigmatizza con aria grave ( quasi gli fosse morto il gatto) come ci fosse un rigore per fallo di mano di Vucinic e una possibile, probabile doppia ammonizione per Peluso. Ora senza dilugnarmi troppo, come faccia costui a definire fallo di mano volontario quello di Vucinic e dire l’esatto opposto del fallo di mano famoso di Gronqvist in quel Juve – Genoa è già tutto dire, ma il bello dell’altra sera  è che viene smentito sia da Aldo Serena che da Bernardo Corradi tutt’altro convinti che il mani ci sia e che sia volontario. Quando poi, con un’ alchimia degna del migliore arrampicatore di specchi, fa notare come l’arbitro prima metta il fischietto in bocca e poi indichi con le mani di continuare il gioco, è la stessa Mikaela Calcagno che gli fa notare che questo tipo di gestualità Mazzoleni ce l’ha in più di un’ occasione. Liquidato poi in quattro e quattr’otto l’episodio da rigore su Ogbonna con la frase fatta: ” Questi rigori in Europa li danno” che vuol dire tutto e il contrario di tutto pure che siccome siamo in Italia possono pure non darlo, Cesari cala l’asso: L’espulsione di Peluso. Ora detto che il fallo c’è anche se Diamanti ci fa una piroetta meglio della Kostner e una sceneggiata degna della Loren, l’asso consiste nel far notare come Conte sostituisca subito Peluso dopo il fallo, prova evidente secondo Cesari, che Conte ha capito che doveva essere espulso e lo toglie. Congetture del genio abbronzato. Ma Asamoah, benedetto uomo, si scaldava almeno da dieci minuti e secondo te se entra Asamoah chi esce Vidal? Ma ancora Cesari non è pago e allora va oltre, perchè lui se deve attaccare la Juve e alimentare dei casi che non esitono ci mette dell’inventiva, bisogna riconoscerglielo. E allora che fa? La moviola la fa vedere e commentare solo a Pioli. A Conte no. E secondo voi a Pioli cosa fa vedere? Praticamente solo il secondo mancato giallo a Peluso. E dagli Pioli dentro di piagnistei. Ueeeeee Ueeeeee. Vi confesso che ho spento la Tv a questo punto perchè veramente si offende l’intelligenza delle persone a guardare certe scemenze.

La Jave ha stradominato. Llorente e Tevez nel secondo tempo hanno avuto almeno 2 occasioni facili a testa per rimpinguare il bottino bianconero. IL rigore di Vucinic non esiste, non sta nè in cielo nè in terra e sul secondo giallo di Peluso, che ci poteva stare, è sicuramente meno decisivo del rigore su Ogbonna che è netto. Il Bologna che ha fatto? Una punizione di Diamanti respinta di pugni e un tiro mi pare di Konè da lontano sempre respinto da Buffon. Quindi in definitiva il Bologna è Diamanti e poco altro. Molto poco altro. Anzi nient’altro. Una squadra simil Toro che vivacchia per cercare di non retrocedere e poi improvvisamente si ridesta quando arriva la Juve per cercare di fare la partita della vita. E puntualmente perde. Mi resta anche da capire cosa gli abbiamo rubato a questi per avere di ritorno tutto quest’odio nei nostri confronti. Booooo? E ci mettono l’anima ”manco” fosse che con noi è la finale di Champions. E però la stessa verve non ce la mettono col Sassuolo, col Chievo, col Verona o altre che so io. Poi magari li riperdono pure. E Diamanti chi è? Un buon giocatore che è pure un ottimo attore. Tutta la partita a cercare di far ammonire i giocatori avversari. Riesce pure a fare ammonire Chiellini che gli porta via il pallone in rovesciata. Ogni caduta un quarto d’ora per terra, urla che non si vedono neppure nel Wrestling. Lo stesso Diamanti da un calcio a Chiellini e un altro nel secondo tempo a Marchisio, entrambi volontari entrambi a palla lontanta ed entrambi non visti dall’arbitro e non stigmatizzati da nessuno, ma vi assicuro che le immagini erano chiare. Au revoir Bologna tanti saluti. Non mi sta simpatica nessuna squadra Italiana ma men che meno quelle che fan cagare contro tutte eccetto che con la Juve. Spero che facciate compagnia al Catania per una buona serie B l’anno prossimo. Portate pazienza. Siamo amici di nessuno. Senza rancore.

Bologna – Juventus 0-2 Sintesi

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Anche senza Pirlo si puo’ …

imageScritto da Cinzia Fresia

Non era facile per la Juventus, l’infortunio ad Andrea Pirlo, e’ giunto come una tegola in testa, lo stesso giocatore era tornato ad esprimersi ai massimi livelli, non essendoci ancora un vero e proprio successore, Antonio Conte ha dovuto assemblare le forze e parlargli chiaro. I casi erano solo due: accettare la situazione, quindi  rimboccarsi le maniche e difendere il posto in campionato, o farsi assalire dal panico da ansia da separazione, per fortuna, i ragazzi hanno scelto la prima soluzione, la reazione c’e’ stata e con essa una sofferta ma bella vittoria, per   il ruolo ricoperto da Pirlo, Conte ha scelto Pogba, il centrocampista francese ha dimostrato che puo’ farcela a reggere la responsabilita’, affiancato da un Vidal stratosferico, un giocatore che dove lo metti sta, e dagli altri illustri colleghi, a  Pogba di stasera e’ mancato solo il gol. La Juventus ha condotto il gioco in entrambi i due tempi,   il Bologna  insidioso, ha provato, tentato e ritentato a metterci in difficolta’, quasi riuscendoci per una ventina di minuti, Buffon ha dovuto “lavorare” parecchio per difenderci dagli assalti di Diamanti, giocatore leader del Bologna, il cui dinamismo fa la differenza.

La prestazione ha convinto nel suo contesto, Conte e’ riuscito ad effettuare il turn over necessario per affrontare campionato  e Champions, buona la prestazione di tutta la difesa che ha agito in autonomia ed e’ riuscita a contenere i frequenti assalti dei bolognesi, e che ha procurato il gol del raddoppio, ritardatario ma provvidenziale effettuato dall’insostituibile Chiellini,   per Ogbonna un’occasione per dimostrare il suo potenziale,  centrocampo con qualche defaillance, superlativa la prova di Vidal, giocatore tuttofare, prolifico nel gol, meno bene Isla, il cui livello, sebbene di gran lunga migliorato non e’ al massimo, anche Marchisio non benissimo.

Qualche dubbio sulla coppia in attacco Quagliarella Vucinic, al primo comunque niente da dire, si e’ impegnato, ci ha provato, la sfortuna ha avuto la meglio, mentre Vucinc non ha offerto il miglior repertorio, sicuramente subisce la presenza d Tevez e Llorente, e la botta al ginocchio lo ha costretto alla sostituzione.

Come primo esame del della Juve superstite direi niente male, in questa fase, un giocatore come Giaccherini sarebbe stato utile, ma va bene lo stesso anche cosi’  finche’ Vidal resiste.

Bologna-Juventus venerdì 6 dicembre 2013 ore 20.45 – Bologna Stadio D’Allara

imageScritto da Cinzia Fresia

Gia’ venerdì sera la Juventus dovrà’ affrontare la brutta trasferta a Bologna, non possiamo dimenticare come i nostri sono stati accolti l’anno scorso, con sassate e insulti di ogni genere, purtroppo la Juventus si trova a dover rinunciare a Pirlo per molto tempo, una lesione al legamento del ginocchio  dovuta ad un contrasto di gioco, domenica scorsa, lo costringerà’ ad una sosta di almeno 40gg.

Ecco che la Juve dovra’ reinventarsi per poter proseguire con le vittorie in campionato, dall’arrivo di Conte quindi di Andrea Pirlo, tutto  e’ stato  costruito intorno a lui, e’ diventato un riferimento, trovare una figura con queste caratteristiche che si adatti a fare il regista non sara’ impresa veloce. Dalla caduta di Pirlo i nostri nemici avranno sicuramente stappato, con soli tre punti di vantaggio sulla ex prima e’ tutto ancora aperto. Dalla nostra abbiamo un Tevez e Llorente davvero in ottime condizioni e  sara’ lavoro dei centrocampisti non farsi scoraggiare e portare avanti la squadra.

Vedremo quindi che tipo di strategia elaborera’, i vice-Pirlo probabili sarebbero Pogba e Vidal, ma nessuno dei due si e’ trovato a  suo  agio nel ruolo, d’altronde la Juve non puo’  permettersi di perdere punti, martedi’  prossimo c’e’ in ballo la qualificazione in Champions. Sara’ per Conte l’ennesima prova del 9.

 

 

ricchiuti59

Considerazioni su Juventus Udinese e Copenaghen.

Con l’Udinese il migliore è stato Buffon e a differenza del Copenaghen abbiamo affrontato una squadra vera.

I bambini in curva come è andata?

Molto annoiato, grazie. Prima, durante e dopo.

Abbiamo vinto un risorso finalmente quello per l’incasso della Supercoppa. E’ un segnale?

Non me ne sono neanche accorto. Quando se ne accorgerà qualcuno forse sarà buon segno non so. Non mi occupo di società per azioni.

Juventus – Udinese 1-0.

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