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Juventus e Bayern le partite.

All’andata la Juve è stata uccisa. Al ritorno la sua bara è stata rimpatriata per il saluto dei suoi cari.

Cosa manca alla Juve per poter ambire a vincere la Champions?

Fortuna, soprattutto costanza. A furia di stare nei paraggi riesci a vincerla.

Questa sconfitta pensi possa aprire qualche crepa nel progetto futuro della Juventus oppure per i dirigenti e Conte e’ un percorso che avevano ampiamente previsto?

Qualcuno ha scritto addirittura auspicato. Non credo ci saranno crepe. Non credo nemmeno al progetto. Siamo pur sempre in una situazione ballerina, con un allenatore scampato per un pelo alla fine della sua carriera, dotato ma odiato, una dirigenza che si trova già e si troverà sempre più a fronteggiare la giusta ambizione di altri in società che di progetto ne hanno un altro in testa, un gruppo di calciatori totalmente dipendente dalla permanenza in panca di un mister sempre più corteggiato. Si andrà avanti finché la Juve, come la barca, va.

Analisi a mente fredda post Juve – Bayern

Juventus, presentazione del nuovo allenatore Antonio Conte

 

 

Scritto da Massimo Gizzi

 

 

Non è forse il momento più opportuno per analizzare la stagione della Juve, o nel complesso i 3 anni di gestione Marotta e i 2 di gestione Conte, soprattutto quando la stagione non è ancora finita e si concluderà, a meno di cataclismi, con il secondo scudetto consecutivo e, sicuramente, con il ritorno tra le prime 8 squadre d’Europa, oltre alla semifinale di Coppa Italia, però quando ci si scontra con la realtà dell’elite europea e  se ne esce con le ossa abbastanza rotte è giusto porsi delle domande e (cercare di) darsi delle risposte.
Senza nessun catastrofismo, sia chiaro, né aprendo processi sommari, ma analizzando di testa e non di pancia i risultati ottenuti.
Come tutti sappiamo, un team è fondamentalmente la somma di 3 componenti: società, staff tecnico e giocatori, indissolubilmente legati tra di loro per il raggiungimento degli obiettivi sportivi. Tralascio volutamente la componente-tifosi solo perché, davvero, è l’unica alla quale non può essere mossa alcuna critica e tralascio altresì la politica societaria, volta a consolidare a 360° la struttura della Juve ma che esula dai discorsi meramente di campo.
Prima di partire, una rapida analisi del contesto di riferimento, ovvero il calcio italiano, che purtroppo non riesce a ritrovare i fasti di un tempo. Crisi economica, investimenti inesistenti sui vivai (con pochissime eccezioni), infrastrutture pessime (JS a parte, ovviamente), tassazione altissima, sono senz’altro i motivi principali di un decadimento che sembra non vedere fine, sta di fatto che, una volta usciti dai patrii giardini, le squadre italiane facciano una fatica immane a consolidarsi su posizioni di vertice. Attenzione, non dico a vincere, dico a lottare per. Il contesto di riferimento italiano non è pertanto probante al 100% relativamente al valore di una squadra che mira ad avere ambizioni non provinciali quale è la Juve.
Cominciamo dunque con Marotta, l’uomo che ci ha fatto tornare a vincere, secondo alcuni, l’uomo che ha dilapidato un patrimonio non indifferente, secondo altri. Sui suoi acquisti e cessioni è stato scritto e detto di tutto, inutile quindi andare a rivangare Martinez, Elia e Motta così come Pirlo, Barzagli e Vidal. I punti che vorrei andare ad analizzare sono essenzialmente 2: il valore della rosa rispetto al prezzo di acquisto e la composizione dell’11 titolare di quest’anno rispetto ai mercati marottiani. Nel primo caso il risultato è pesantemente deficitario per il DG, in quanto l’unico giocatore non parametro zero ad aver visto aumentato il proprio valore di mercato è Vidal, per gli altri o è rimasto invariato, e questo è già un risultato negativo per un giocatore di una squadra che vince il campionato da due stagioni consecutive, o è addirittura sceso, il che è addirittura un no-sense. Il dato dovrebbe quindi far riflettere sia sul carattere economico dell’affare, sia sulla valutazione tecnica data ai giocatori stessi. Degli esempi: Licht è un buon/ottimo giocatore, ma la valutazione è identica a quella di 2 anni fa, Bonucci è cresciuto a dismisura in questi anni, ma la sua valutazione neanche adesso raggiunge quella assegnatagli 3 anni orsono, Vucinic al di fuori dei confini italiani non gode dello stesso credito che ha da noi e, se è vera l’offerta dello United dello scorso anno, era praticamente uguale al prezzo pagato per averlo. Questo per dire che le contrattazioni o le valutazioni dei giocatori non sono quelle di mercato ma si paga un surplus a mio modo di vedere per l’incapacità di capire il valore e/o le potenzialità di crescita dei giocatori stessi. Per correttezza di analisi, dobbiamo certamente menzionare, oltre al già citato Vidal, i 3 ottimi parametri zero il cui valore è nettamente aumentato. In primis Paul Pogba, il baby-fenomeno portato alla Juve dal procuratore con cui Marotta neanche parlava, Barzagli, i cui stimoli in Bundes evidentemente erano al minimo storico per fare panchina al Wolfsburg, e Pirlo, che certamente non può essere definito un colpo di genio in quanto la carriera già parlava per lui. E veniamo ora al secondo punto, cioè la composizione della squadra titolare: lasciando da parte i 3 reduci dell’era Moggi, cioè Buffon, Marchisio e Chiellini, 2 sono stati acquistati nel corso del primo anno, Barzagli e Bonucci, 4 al secondo anno, Licht, Vidal, Pirlo, Vucinic, e 2 al terzo anno, Asamoah e Giovinco. Sembrerebbe a prima vista, quindi, che i mercati siano stati equilibrati, ma se analizziamo gli obiettivi  vediamo che non è esattamente così. Il primo anno doveva essere, secondo le parole sia di Agnelli che di Marotta, quello della ricostruzione; in soldoni, niente stelle di prima grandezza, buoni/ottimi giocatori per costruire le fondamenta. Ebbene, di quella ricostruzione a distanza di soli due anni non c’è traccia se è vero che solo Bonucci e Barzagli, acquistato tra l’altro a gennaio, fanno ancora parte dei titolari. Di altri 11 acquisti non c’è più neanche l’armadietto a Vinovo, solo altri 4 fanno ancora parte della rosa. Ricostruzione? Io direi rivoluzione non riuscita. Secondo anno, si punta alla qualità quindi uno pensa a pochi acquisti ma mirati: arrivano invece tra estate e gennaio 13 giocatori, quasi la metà dei quali (5) spediti al mittente o verso altri lidi a distanza di pochi mesi. E venne infine l’anno del top player che, neanche a dirlo, a Torino non ha messo piede, lasciando il posto ad altri 7 acquisti non catalogabili, con tutto il rispetto, tra i top. In totale una 40ina di giocatori acquistati in 3 anni per comporre una rosa di 21 calciatori (non considerando come detto i retaggi delle precedenti gestioni), a prezzo salatissimo dato che molti di queste meteore  sono stati regalate, prestate o vendute con  minusvalenze notevolissime. In ultima analisi, non posso non rimarcare l’acquisto a 18 milioni di un giocatore proveniente da un gravissimo infortunio e la mancata ricontrattazione dell’acquisto di un altro giocatore, Quagliarella, infortunatosi durante il periodo di prestito e che ha impiegato un anno per tornare a livelli apprezzabili.
Giudizio su Marotta: bocciato senza attenuanti

Veniamo ora alla gestione tecnica della squadra. Qui non si può non partire se non innalzando un monumento ad Antonio Conte, l’uomo, lui si, della rinascita. Juventino fino al midollo, carisma, mentalità vincente, paura di niente e di nessuno: perfetto per guidare la Juve. I suoi due anni sono stati splendidi, con il ritorno alla vittoria in Italia e con il riavvicinamento a realtà consolidate in campo europeo. Questo per premettere che non mi priverei di lui per nessuna ragione al mondo, e le (poche) critiche che gli rivolgerò sono più un auspicio al salto di qualità definitivo anche suo (non dimentichiamoci che è comunque molto giovane come allenatore e con esperienza limitata). Le critiche che gli muovo sono essenzialmente due: la scarsa incisività nel cambiare la squadra in corsa e una buone dose di fondamentalismo nelle sue scelte. Sul primo punto devo dire che mi ricorda molto da vicino Capello, il cui apporto in panchina, al netto delle capacità motivazionali o gestionali, si limitava a cambiare giocatori ruolo per ruolo, senza inventiva, senza correzioni di modulo o di posizioni quelle (poche) volte in cui si presentava la necessità. Conte in questo, ma speriamo migliori col tempo, lo ricalca in tutto e per tutto, intuizioni se ne vedono poche, le sorprese per gli avversari sono inesistenti. La partita di Champions ne è l’emblema: Isla per Padoin, Matri per Quaglia e Giak per Marchisio, cambiano gli uomini ma non l’approccio tattico. Approccio che era stato già disintegrato da Heinckes a Monaco, riproposto al ritorno in carta carbone con identico risultato senza provare a cambiare l’inerzia di una partita che scivolava via senza dare mai l’impressione di una svolta. A questo  aspetto si può ricollegare anche il secondo punto, e cioè il fondamentalismo delle sue scelte, sia a livello di modulo che di uomini. E’ vero che quello dei 22 titolari è un concetto ad uso e consumo dei giornali, ma l’utilizzo col contagocce di alcuni giocatori e il super impiego di altri anche quando è palese lo scadimento di forma o l’inutilità nell’economia della squadra non depongono a suo favore. Altri spogliatoi per molto meno si sarebbero spaccati, per fortuna abbiamo grandi professionisti e non teste calde, ma figli e figliastri non sono solitamente propedeutici al raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, salta subito agli occhi anche la disparità di giudizio sul tipo di giocatori da  utilizzare nell’ambito di uno stesso modulo: se l’anno scorso, dopo l’iniziale 433, si è optato sempre per una coppia di attaccanti complementari (Borriello più di Matri accanto a Vucinic per la maggiore capacità dell’attuale genoano di difendere palla e giocare spalle alla porta) quest’anno la filosofia è cambiata e la coppia più utilizzata è stata quella composta da Vucinic e Giovinco, giocatori speculari, con scarsa attitudine al gol e ancora minore capacità di giocare spalle alla porta come i dettami di Conte impongono. Non è un giudizio di merito sui due giocatori, qui parlo solo della loro compatibilità di coppia. La risposta di Conte alla richiesta di spiegazione di un giornalista su quali fossero i criteri per la scelta della coppia d’attacco mi è apparsa tra l’altro molto fumosa. Ha affermato infatti che contro squadre che concedono la profondità predilige un centravanti che sappia allungare la squadra, contro difese chiuse predilige i due più tecnici. Ora, io non sono un allenatore, ma solitamente contro le difese chiuse un centravanti d’area credo faccia molto più comodo di un giocatore che mai o quasi è nel cuore dell’area a spizzare palloni sporchi, a cercare insomma quelle situazioni che portino al gol “di rapina”. Fermo restando che spetta all’allenatore fare le scelte, mi sembra di poter affermare dopo 31 giornate di campionato e 10 partite di Champions che difendere ancora una scelta palesemente infruttuosa sia piuttosto controproducente. Intendiamoci,  il “Sacchismo” di Conte nel voler vincere attraverso il gioco corale è senz’altro positivo, ma Van Basten non lo abbiamo, e forse neanche esiste, esistono però anche altre strade con pari dignità. Inevitabile, per concludere, affrontare anche il discorso dei giocatori fuori ruolo o adattati: prendere Isla e Asamoah per farli giocare esterni appare francamente un rischio che ha pagato in Italia ma che espone a figure pessime contro squadre e giocatori più dotati. L’emblema di Asa fermato da Muller (Muller, non un difensore) dopo l’ennesima finta uguale a sé stessa  è ancora davanti agli occhi. Resta da capire se i due giocatori siano stati presi già con la convinzione di farli giocare esterni o se sia stata una scelta successiva, in ogni caso o l’acquisto di due interni, e quindi riserve data la presenza di Marchisio e Vidal, a 36 milioni, è stato sbagliato o è sbagliato aver pensato a loro per le fasce e  insistere nel riproporli in quella posizione. Se aggiungiamo che Licht, con tutta l’applicazione, la corsa, la grinta, che ha, in fase offensiva non è proprio il massimo che si possa desiderare, appare evidente perché critichi questo modulo da tempi non sospetti. L’assenza di Pepe non può giustificare il mancato ricorso al vecchio 433, in quanto il buon Simone manca da agosto e, se anche non si pensava che sarebbe mancato per tutta la stagione, a gennaio ci sarebbe stato il tempo di puntare un sostituto. Un nome? Schelotto. La verità è che si è partiti con l’idea del 352 e non si sono mai prese in considerazione delle varianti. Conte, lo ripeto, è un grande allenatore, con un po’ di apertura maggiore diventerebbe a mio avviso grandissimo.
Giudizio su Conte: promosso, ripassare per la lode

Passiamo, ma molto in breve, alla squadra. Non posso non assegnare  loro un 10 senza riserve, a tutti, perché ognuno ha dato, e continua a dare, tutto quello che ha, in ogni partita, in ogni occasione. Come in tutti i campi ci sono i più bravi e i meno bravi ma quando si dà tutto, si deve sempre rendere merito. Certo, alcune scelte andranno fatte, alcune cessioni saranno inevitabili così come sarebbe indispensabile innestare qualità e forza fisica davanti, avere già in rosa il sostituto di Pirlo (Ah Verratti, Marotta Marotta…) e prendere degli esterni veri se si vuole continuare col 352, un esterno d’attacco, un terzino sinistro e il vice-Pirlo in caso di cambio di modulo. Ma per il mercato ci sarà tempo, l’importante è avere le idee chiare, se poi avessimo un DG che capisse anche di calcio saremmo a posto per i prossimi 10 anni.
Giudizio sulla squadra: lode con bacio accademico

Dieci domande sulla Champions per voi.

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Di Luna23

 

 

Sconfitti ma con onore, la Juventus saluta la Champions league con tristezza .. ma poteva andare diversamente? Dite la vostra:

1 La Juventus non ce l’ha fatta, te lo aspettavi?

2 Cosa per te non ha funzionato per raggiungere l’obiettivo Champions?

3 Pensi che se ci fosse stato un avversario diverso dal Bayern, sarebbe andata diversamente?

4 Ritieni che attualmente in Juventus ci siano giocatori di alto livello?

5 Chi ritieni maggiormente responsabile di questa sconfitta e perchè?

Proprietà

Presidenza

Dirigenza

Staff tecnico

6 Non utilizzare Anelka praticamente mai, è stato un errore?

7 Come giudichi le dichiarazioni di Beckenbauer su Buffon?

8 Oltre al nostro Antonio Conte è stato battuto anche Carlo Ancelotti, gli attuali allenatori italiani, per te, sono all’altezza delle competizioni europee?

9 Soluzioni per il prossimo anno per offrire maggiore potenziale alla Juventus.

10 Il tuo pensiero sugli accompiamenti per le semifinali Bayern Monaco – Barcellona e Borussia Dortmund – Real Madrid.

Juventus – Bayern Monaco 0-2 Sintesi

http://www.dailymotion.com/video/xywsom

Juve ci è mancato un Drogba

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Articolo Di Alessandro Magno.

 

 

Grazie ragazzi per la prova generosa e per averci dato una speranza. Per la Champions comunque non eravamo attrezzati,serve altro. Questa partita forse l’avremmo potuta giocare se a Gennaio avessimo preso Drogba e non l’inutile Anelka. Poche chiacchiere a parità di gioco (ammesso che sia) conta il resto. In primis l’esperienza internazionale, che questa squadra non ha, visto che solo Buffon e Pirlo hanno una caratura a livello di Champions League, e contano gli interpreti. L’anno scorso il Chelsea ha vinto senza gioco e in modo fortunoso ma quando c’era bisogno le castagne dal fuoco gliele ha tolte sempre Drogba. A questa Juve manca peso specifico li davanti. Dico Drogba perché pare l’abbiano trattato ma intendo uno così, un Ibra un Falcao insomma un attaccante che faccia veramente la differenza. I nostri sono tutti degli ottimi attaccanti che sarebbero titolari in qualsiasi squadra italiana ma non sarebbero probabilmente titolari nel Barcellona nel Real nel Bayern Monaco. A Torino in questi anni si e’ fatto alla grande le nozze con i fichi secchi ma poi alla fine i nodi vengono al pettine. Troppo forte questo Bayern per questa Juve, oggi.

Prendiamo l’esempio di Arrigo Sacchi unanimemente riconosciuto come uno dei più forti allenatori di tutti i tempi. Al di la del Milan pieno zeppo di campioni fra cui un certo Van Basten, non ha vinto una beata mazza, e in nazionale ha sfiorato la vittoria al Mondiale solo grazie a un altro campione immenso qual’era Roberto Baggio. E’ cosi poche chiacchiere e lo stesso vale per i Trapattoni, i Mourinho, gli Ancelotti, i Lippi eccetera. Tutti avevano squadre dove c’era una buona dose di campioni. E i campioni o bisogna avere il potere di acquisto di comprarli o la bravura di scovarli. Alla Juve di questi con la C maiuscola, se ne e’ scovato solo uno negli ultimi tempi che e’ Vidal e magari si sta pensando pure di cederlo.

Sulla partita c’e’ poco da dire. I nostri ragazzi ieri hanno fatto il loro massimo, per 60 minuti hanno giocato alla pari del Bayern che oggi è una delle squadre migliori d’Europa e del Mondo e non mi stupirei arrivassero di nuovo fino in fondo. Potevamo fare di più potevamo fare di meno? Non lo so. A livello tattico forse l’unico rimpianto è quello di non aver provato il 4-3-3 sullo 0-0. Conte ci stava pensando provando a togliere uno stanco Pogba (forse era meglio far uscire Marchisio) per mettere Matri, ma proprio in quel mentre il Bayern ha segnato. Sfortuna? Mancanza di tempismo o di coraggio di Conte? Non spariamo sul pianista. Anche il Mister a livello di Champions e’ un debuttante. Fra l’altro grazie alle squalifiche ad hoc del campionato italiano a che partita di Champions era Conte: la terza, la quarta? E’ andata cosi. Amen.

Una nota di merito va a quasi tutti i tifosi della Juventus. Obiettivamente sapevamo tutti che era un impresa quasi proibitiva ma abbiamo remato tutti nella stessa direzione sperando che il nostro sostegno alla squadra potesse in qualche modo fare la differenza. Comunque e’ stata una prova di grande maturità del popolo bianconero. ll vero vincitore. Eccellente poi e’ stato lo Juventus Stadium. Uno stadio che ha riconosciuto il valore degli avversari e incitato fino alla fine i nostri culminando nell’applauso finale sotto la curva. Una lezione per tutto il derelitto calcio Italiano. Se noi non siamo a livello delle migliori quattro d’Europa figuriamoci gli altri. D’altronde siamo abituati a ridare ogni tanto un sorriso agli straccioni. Come sempre chi non ha da godere delle proprie vittorie gode delle sconfitte altrui.

Per quest’anno va bene così, abbiamo fatto esperienza. Ora concentrati. C’e’ uno scudetto da riportare allo Juventus Stadium ad ogni costo.

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Mercoledì 10 aprile 2013 Juventus-Bayern – Torino Juventus Stadium ” E’ stato bello finchè è durato”

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Scritto da Luna23

Ebbene sì il nostro sogno è morto all’alba e rieccoci tornati sulla terra. Confesso che non ho mai creduto alla rimonta miracolosa  ma  non perchè sono cattiva, negativa o chissà che altro, ma sono bastate due partite la prima con il Bayern e lo scorso sabato con il Pescara, per rendermi conto che non si poteva andare avanti così’ con il livello dei giocatori a disposizione, l’ottimismo e la speranza ci ha fatto pensare che la volta scorsa fosse una serata no, un match venuto male, non era così, sono saltati fuori tutti  i limiti della nostra rosa, anche di certi giocatori come Vucinic che conferma di essere un attaccante non completamente affidabile.

La Juventus non è stata fortunata, ha incontrato una squadra in forma e superiore tecnicamente in un momento di calo a causa di una stagione vissuta a  1000 con risorse per 100. Non è bastata l’eliminazione dalla coppa Italia per mettere il turbo e cercare di combattere in Champions, l’energia è andata in esaurimento e ha detto la parola no, di fronte ad un Bayern tonico e lucido e  con il campionato in tasca.

Comunque, non è corretto trovare giustificazioni, ma ritengo che più della metà della Juve non fosse al livello dei colleghi del Bayern e questo è un dato di fatto, sebbene Conte sia bravissimo a far uscire sangue dalle rape questa volta è arrivato fino ad un certo punto poi si è dovuto arrendere all’evidenza.

La partita è stata equilibrata e la Juventus soprattutto nel primo  tempo non ha giocato male e occasioni da gol ne ha avute, meglio dell’andata che proprio non ci hanno fatto muovere dalla nostra metà campo, aveva, la Juventus iniziato molto bene nei primi dieci minuti, sono stati aggressivi e ci hanno provato, però  la difesa avversaria si è sempre fatta trovare pronta, diversa la comunicazione tra il nostro centrocampo e attacco, si ripete la storia dell’attaccante o  in ritardo o  in anticipo, anche se qualche volta ha fatto vedere qualcosa. Almeno 2 gli sprechi, peccato perchè era quello che ci serviva, ma il Bayern ormai ci aveva “imparato”  a memoria e nel secondo tempo è uscito fuori, già al primo gol, la Juventus aveva  deposto le armi, ma  per orgoglio è andata avanti tentando il pareggio da regalare al suo pubblico ma niente da fare, è addirittura arrivato il raddoppio è da lì è finita.

Niente drammi, ma solo obiettività, l’Italia in Europa ha fatto passi indietro, non è in grado di essere competitiva,  ciò che è giusto sottolineare è che la Juve non si è mai tirata indietro e come poteva ci ha provato.

Al posto dell’allenatore  E’ corretto ammettere che Antonio Conte in questo ultimi tre eventi si sia un po’ perso, questa sera, ha tenuto in campo giocatori che avrei sostituito come Marchisio e Asamoha, purtroppo l’assenza di Vidal e Lichsteiner ha fatto la differenza, forse avremmo perso lo stesso .. o forse no, ma vista la condizione generale, mancavano. Pogba è nel divenire, ma ha sempre 19 anni e fa fin troppo, altro enigma è stato Anelka, che sta diventando il quarto segreto di Fatima. Ironia a parte, non si comprende l’arrivo di questo giocatore un po’ agèe (in francese, attempato) che avrà giocato 10 minuti in tutto il soggiorno torinese. Ormai che la Champions per noi è finita, può fare le valige e tornarsene a casa. Questa operazione ha lasciato perplessi il mondo Juventino che su questa operazione esclama “Boh!” , la mia ipotesi è che Conte supponeva  questo finale, peraltro molto eloquente per la società per fargli capire che con gente simpatica come Matri, Quagliarella e Vucinic tanto lontano non si va ..  , l’Anelka è stato preso come una ruota di scorta, una manovra  di facciata per far vedere un minimo di attrezzatura priva di  convinzione.

Senza drammi .. continuiamo il campionato che all’apparenza se non succede niente, (metto le mani avanti per scaramanzia) è praticamente vinto, e per quest’anno va più che bene così, d’altronde Conte ha fatto i salti mortali con tutto quello che ha passato e non è detto che sia finita lì. Tra la squalifica del calcio scommesse, e tutte le negatività emanate dai suoi colleghi se non è collassato a terra, poco ci è mancato, significa che è un uomo forte, dotato  di grande  temperamento e carisma. Avrei però  voluto vedere alcuni giocatori impegnarsi un po’ di più e non occasionalmente, ma questo è un problema che si vedrà, la prossima stagione. Dove  auguro a Conte e a noi tifosi,  si prendano in considerazione arricchimenti all’altezza della Champios futura.

Anche se me lo aspettavo, l’eliminazione dalla Champions resta sempre un dispiacere, un po’ perchè le partite sono belle, l’entusiasmo in città è contagioso anche allo stadium deve essere stato un tripudio di gioia e allegria tanti sono accorsi in sostegno della squadra.  Ciò che è importante e che ha contato fino a questa fase è stato l’impegno della Juve, alla fine è stato bello finchè è durato.

Prepartita Juve-Bayern, crediamoci.

Quarti Di Finale CL Ritorno Juve-Bayern 1

Articolo a firma di eldavidinho

Recitava così lo striscione apparso sugli spalti dello Juventus Stadium durante il match col Pescara: “10/40 … CREDIAMOCI. Uniti, nulla è … impossibile!”.

Per il Bayern, festa doveva essere e festa è stata sabato. Campione di Germania e titolo conquistato per la ventitreesima volta, il Meisterschale acquisito con sei turni d’anticipo (altro record in Bundesliga). Decisiva per la conquista del titolo la vittoria in casa dell’Eintracht Frankfurt quinto in classifica per 1-0 con gol al 53′ di capitan Schweinsteiger. Inutile per il Borussia Dortmund il 4-2 in rimonta in casa contro l’Augsburg che mantiene a venti punti il distacco. Finisce dunque con un altro primato la cavalcata record del Bayern Monaco di Jupp Heynckes. Una macchina da gol e da punti che ha dominato la Bundesliga 2012/13 dalla prima all’ultima giornata, mettendo tra sé e gli inseguitori, una distanza abissale, addirittura 20 punti di distacco dal Borussia Dortmund secondo. Il Meisterschale è dunque il primo titolo prestigioso ad essere assegnato in Europa, frutto dei 79 gol fatti e dei soli 13 subìti per 24 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta. Numeri da console.

La speranza della Juve, dunque, è che al di là dell’atteggiamento differente che metteranno in campo gli uomini di Conte e gli accorgimenti tattici presi dopo la gara d’andata, il Bayern possa essere “distratto” dalla festa-scudetto. Anche negli ottavi di Champions, ricordiamo, dopo aver vinto 3-1 in casa dell’Arsenal, il loro approccio è stato alquanto remissivo al ritorno, cedendo in casa propria per 2-0 agli uomini di Wenger che quasi riuscivano a ribaltare il risultato.

Sono tre i precedenti tra Juventus e Bayern giocati a Torino, due giocati allo stadio Delle Alpi e uno all’Olimpico. Il bilancio vede i bianconeri prevalere con due vittorie e i bavaresi rispondere con un successo, decisamente pesante perché determinò l’esclusione della squadra guidata da Ciro Ferrara. Il primo appuntamento si è verificato il 19 ottobre del 2004. La gara chiude l’andata del girone di qualificazione. A decidere l’incontro è Nedved, che supera Kahn a un quarto d’ora dal termine approfittando di una sponda di Ibrahimovic. L’anno successivo Juventus-Bayern inaugura il girone di ritorno. La Juve vendica il 2-1 patito a Monaco con lo stesso risultato. La sfida si decide tutta nella ripresa. I padroni di casa vanno in vantaggio con Trezeguet, bravo a trasformare di sinistro un’incursione di Nedved. I tedeschi pareggiano subito dopo con una punizione laterale di Deisler, un tiro velenoso che non trova alcuna deviazione e sorprende Abbiati. A determinare il 2-1 finale è ancora Trezegol, straordinario nel colpire con un diagonale di destro che prende in controtempo Kahn.  Infine, Juventus-Bayern giocatosi l’8 dicembre 2009. Anche in questa circostanza Trezeguet si rende protagonista firmando la rete del momentaneo 1-0, una botta al volo straordinaria su calibrato lancio di Marchisio. Ma è l’unico lampo di una serata drammatica per la squadra bianconera. Il primo tempo si chiude in situazione di parità, con Buffon trafitto dal dischetto dal collega di ruolo del Bayern, il portiere Butt, specialista nei tiri dal dischetto.  Nella ripresa avviene il crollo, con la reti di Olic, Gomez e Tymoshcuck per il definitivo 1-4. Quel Bayern, allenato dall’olandese Van Gaal, arriverà a giocarsi la finale, persa poi con l’Inter di Mourinho.

È cominciata anche la cabala. La Juve non è mai riuscita a ribaltare un 2-0 e si spera che questa possa essere la prima volta. La storia dice che la Juventus, nelle tre occasioni precedenti in cui si è trovata a dover rimontare un 2-0 in Coppa dei Campioni-Champions League, non è mai riuscita a centrare l’obiettivo, pur arrivandoci vicino in due occasioni. Uno stimolo in più per Antonio Conte, che potrebbe riuscire in un’impresa sfuggita a predecessori quali Cestmyr Vycpalek, Carlo Parola e Fabio Capello. La prima volta è datata 3 ottobre 1973. La Juve si presenta alla rimonta con la Dinamo Dresda, squadra della Germania dell’Est, con una partenza sprint: Furino va in gol dopo appena 9 minuti. Gli ospiti riescono però a pareggiare a metà primo tempo con Rau, ma il morale dei bianconeri non viene minimamente scalfito dall’episodio, tanto che si va al riposo sul punteggio di 3-1 per effetto dei gol di Altafini e Cuccureddu. Il sogno della qualificazione agli ottavi di finale s’infrange solo a un quarto d’ora dal termine, quando Sachse porta il punteggio sul 3-2. Due anni dopo, tocca ancora a una squadra della Germania (stavolta dell’Ovest), produrre una cocente delusione nel pubblico torinese, ancor più per l’andamento della partita. Il Borussia di Moenchengladbach è una formazione decisamente competitiva, con molti giocatori della Nazionale campione del mondo del 1974 (Vogts e Bonhof su tutti) e l’asso danese Simonsen, destinato a conquistare il Pallone d’Oro. In attacco milita Heynckes, l’attuale mister del Bayern. La gara vede una Juventus strepitosa nella prima ora di gioco, con i gol di Gori al minuto 35 e di Bettega al quarto d’ora della ripresa. Lo sforzo della rimonta viene pagato caro e i tedeschi con Danner e Simonsen vanno a segno, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale grazie al 2-2 di Torino. Infine, nel 2006, Juventus-Arsenal. Il 2-0 di Londra non viene rovesciato dalla Juve di Capello, che non va oltre lo 0-0 in una partita priva di grandi emozioni. In quella gara giocarono due elementi della squadra di oggi, Gianluigi Buffon e Giorgio Chiellini.

Prime indiscrezioni sulle probabili formazioni. Antonio Conte dovrà fare a meno di Lichtsteiner e Vidal, entrambi squalificati. Per sostituire Arturo, il tecnico leccese punterà su Paul Pogba, in costante crescita negli ultimi mesi, mentre sulla fascia destra è ballottaggio tra Isla e Padoin, con il cileno in leggero vantaggio. A sinistra Asamoah è in netto vantaggio su Peluso. Per quanto riguarda l’attacco, si va verso una coppia Vucinic-Quagliarella. Assenti Giovinco e Anelka. Matri in panchina. Dunque non dovrebbe esserci nessun stravolgimento tattico.

In casa Bayern, Jupp Heynckes perde Toni Kroos per infortunio ma ritrova Javi Martinez, rientrato dalla squalifica. Le opzioni per il tecnico tedesco sono due: 4-2-3-1 con Robben, Muller e Ribery a sostegno di Mandzuckic, oppure un 4-3-3, più difensivo, con MartinezLuiz Gustavo e Schweinsteiger al centro. Per ora, l’ipotesi più accreditata resta la prima. In difesa ancora ballottaggio tra van Buyten e Boateng per affiancare Dante, con il primo in leggero vantaggio.

Una delegazione spagnola è stata designata per dirigere Juventus-Bayern di mercoledì, gara valida per il ritorno dei quarti di Champions League. L’arbitro sarà Carlos Velasco Carballo e non ha precedenti con i bianconeri. Per la sfida dello Juventus Stadium, gli assistenti saranno Roberto Alonso e Juan Yuste. Il quarto uomo sarà Roberto Díaz Pérez del Palomar. Gli assistenti arbitrali aggiunti saranno Carlos Gómez e Carlos Del Cerro. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

IL NOSTRO SOGNO………

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Articolo di Angela Butera

 

Arrendersi è un verbo che gli Juventini non conoscono, o meglio i veri Juventini non conoscono. Dopo la sconfitta di Monaco ho letto commenti di gente che si è già arresa, gente che si dichiara Juventina da anni, gente che offende Gigi per un errore, gente che critica tutta la squadra per una partita andata male, ma vorrei tanto che questa gente non dimenticasse da dove è partita la Juve e dove è arrivata. È ormai appurato il fatto che la Juve non ha giocato da Juve, sembravano stanchi e arrendevoli, come è assodato il fatto che il Bayern sia una squadra forte. Forte che non vuol dire però imbattibile. Allora perché mai dovremmo arrenderci? Ci sono ancora 90 minuti da giocare, 90 minuti in cui la nostra Juve venderà cara la pelle. Se dopo questi 90 minuti usciremo sconfitti, lo faremo a testa alta, perché saremo coscienti di aver dato anima e cuore in questo torneo. Siamo sinceri, due anni fa chi avrebbe scommesso sulla Juve ai quarti di Champions? Pochissimi, eppure siamo li tra le migliori 8 d’Europa. Come ha sempre detto Conte, la Champions per noi è un sogno, un bellissimo sogno aggiungo io, e allora continuiamo a credere in questo sogno, perché non c’è ragione al mondo che ce lo possa impedire. Non sarà facile ribaltare il risultato, ma non è nemmeno impossibile, e noi dobbiamo crederci. Il Bayern sarà atteso allo Juventus Stadium, che per l’occasione sarà tutto esaurito, e li ogni singolo tifoso sosterrà la squadra fino all’ultimo secondo. Sarà il dodicesimo uomo in campo. Non bisogna dimenticare che nel calcio non c’è mai nulla di scontato e di certo, non scordiamoci nemmeno che siamo la Juve, e chi ci conosce bene sa che non ci arrendiamo mai. Mercoledì vogliamo vedere 11 leoni in campo, 11 leoni che andranno sostenuti dal primo all’ultimo senza badare a simpatie o antipatie varie. Il 10 aprile bisogna lottare anche per chi ci guarda dall’alto, per Gianni e Umberto Agnelli, per Scirea, per Fortunato, per Ale e Ricky, per il 39 angeli dell’ Heysel, sono certa che anche loro non meleranno da lassù. Allora Juve credici fino alla fine

Vucinic nel paese delle meraviglie.

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Scritto da Alessandro Magno

 

Il campionato italiano lo dovremmo fare decidere ai giornali e ai dirigenti delle squadre, tanto di tavolini ormai sono pratici. Ieri deliri assoluti dal Milan che si lamenta per l’arbitraggio (praticamente il primo piu’ o meno discutibile dall’inizio dell’anno dopo aver ricevuto favori a piene mani che di fatto li hanno aiutati nella rimonta fino al terzo posto) all’Inter che si lamenta del ”complotto” dopo esser stati in vantaggio per 3-1 contro la niente popodimeno che Atalanta, per finire a qualche giornale di Napoli pseudo-scarso-autorevole che addirittura scrive di rigore inventato per la Juve. Oramai siamo alla completa mistificazione della realtà, in mezzo a tutto ciò troviamo lo ”sportivissimo” e ”civilissimo” pubblico della Fiorentina che prende a insulti e lancio di monetina l’altro ”correttissimo” Galliani primo sguazzatore delle mistificazioni mediatiche italiane. Mi trovo davvero in grande difficoltà in questo frangente e non saprei perchi fare il tifo se per Galliani o i civilissimi tifosi viola in tribuna ( ricordiamolo che si era appunto in tribuna perchè in Italia di tribune peggiori delle curve noi Juventini ne sappiamo modestamente qualcosa).

”Venghino signori venghino nel campionato più monnezza del mondo”. Mi viene in mente qualla pubblicità delle scommesse sportive che spesso mi appare mentre navigo sul web ” Napoli- Genoa? Fiorentina – Milan? Inter – Atalanta? chi vincerà le prossime sfide?” e poi dice ”scommetti ecc..ecc….”. La risposta che mi viene sempre spontanea dallo stomaco e dal cuore è la segunte: ” Ma per me potete ammazzarvi tutti quanti (sportivamente parlando) che di voi non me ne frega assolutamente nulla (questo anche non sportivamente parlando)”. Vi lascio a tifare per il Bayern che tanto comunque vada noi l’anno prossimo saremo di nuovo in  Champions, molti du voi aancora a giocare alla Play Station. Noi siamo stranieri in Italia ormai e va bene così, amici di nessuno. Non mi dilungo sulla questiona lo sapete come la penso.

Due considerazioni veloci per concludere su Juventus – Pescara. Intanto Conte per la prima volta ha fatto un turn over feroce e gli è andata bene. Purtroppo la questione è che bisogna avere il coraggio di farlo specie se alleni alla Juve. Gli altri fanno campionati piuttosto semplici nelle loro nazioni con 3-4 partite difficili all’anno, noi nella mediocrità del nostro campionato purtroppo ogni partita per noi è una battaglia. Basti vedere che Samp e Parma ci hanno messo in seria difficoltà e contro gli altri fanno le squadre materasso, il Bologna lo stesso, il Genoa uguale. L’altra cosa che mi è paicuta contro il Pescara è la presa di responsabilità di Vucinic di andare a battere il rigore. Fino a quel momento come ha giustamente considerato anche Conte era stato autore di una prova di m… Pero’ il calcio è questo e a volte un rigore da a volte un rigore toglie, basti ricordare Salas. Francamente pur nutrendo una stima smisurata per Vidal ero terrorizzato che sul dischetto ci andasse lui. I rigori sono una cosa strana. Ci vuole sicurezza ma anche follia. Ci vuole tanto tanto tanto coraggio specie quando sono decisivi per un campionato. Mirko quel coraggio l’ha avuto e gli batto le mani. Spesso lo critico perchè non mi piace dovere aspettare le sue giocate per 5-6 partite e vederlo fare il fantasma nell’attesa. Mi fa rabbia tutto quel talento al cospetto di tanta sufficienza. Nella mia Juve ideale Vucinic non sarebbe mai titolare come nessuno degli attuali attaccanti. Tutti bravi in qualcosa ma carenti in qualcos’altro. Pero’ so dare a Cesare quello che è di Cesare e in questa Juve Vucinic serve. Servirebbe di piu’ se stesse sempre ”sul pezzo” ma questa è un altra storia. Vediamo se contro il Bayern sarà così. Lui ci crede, noi pure. Diamo tutto poi vada come vada. Senza rimpianti

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Juventus – Pescara 2-1 Sintesi

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