Il pallone disperato

Come di consuetudine lo Stato Italiano, conferma di non essere in grado di risolvere un certo tipo di problema, in questo caso parliamo di un argomento attuale come il “rispolverato calcio scommesse”, io non voglio parlare da tifosa e difendere i componenti della mia squadra in quanto dipendenti della Juve, ma tutte le volte la pseudo giustizia sportiva fa una gran confusione punendo poco e male e rendendo chi sta dietro alle quinte più forte e determinato ad investire nelle scommesse illegali.

Il binomio scommesse – calciatori è vecchio come il mondo,  di scandali ne abbiamo una certa collezione, c’è chi ha pagato e poi riabilitato c’è chi no, purtroppo però la base resta sempre lì impunita, e pronta a ripartire.

Ma chi ci guadagna in tutto questo?  Le vendite dei giornali solitamente triplicano, la gente vuole sapere chi e come, ma un’autentica verità non ci sarà mai, tutti negano anche di fronte a prove ed evidenza, e lo stato utilizza il calcio e relative nefandezze per distogliere la gente dai veri problemi, quelli che ci vuotano il portafoglio per capirci. Insomma, il torpido  serve ..

Come dicevamo,  quando i tempi sono duri, si è soliti ad alzare il coperchio di quel calderone dove vengono archiviati tutti quei casi di cui si è parlato molto e punito poco. Perché non si risolve infliggendo qualche anno di reclusione per’altro quasi mai effettuati se non nel soggiorno di casa propria, o tenere in gattabuia per tre mesi qualcuno e poi buttarlo fuori dicendo che il fatto non sussiste, se lo scandalo scommesse esiste va affrontato e severamente punito. Lungi che questo avvenga: Ma cosa succede?

Titoloni sui giornali, perquisizioni, stati di fermo, interrogazioni, articoloni, qualche condanna e il coperto viene richiuso fino alla prossima puntata.

Finirà così anche questa volta? Forse, però oggi  è diverso, perché il pubblico giudizio  è caduto su alcuni membri della Juventus, da Antonio Conte, come persona informata sui fatti, Bonucci e Buffon, da diretti coinvolti. Come scritto sopra, non voglio difendere i nostri perché obiettivamente mi mancano le basi, sono esclusivamente al corrente delle notizie sui giornali, non conosco bene nessuno di loro, quindi non so proprio, a parte Bonucci di cui non mi pronuncio, mi stranisce Conte, la cui ambizione cadrebbe in contraddizione con quel genere di passatempo, tenendo conto che lui di soldi ne ha guadagnati e tutt’ora tanti, non so fino a che punto potesse convenirgli, per Buffon è diverso, conosciamo cosa pensi del gioco il portiere della nazionale, passatempo da lui  ampiamente praticato senza farne mistero a suo dire in modo legale, diventando persino testimonial di gioco d’azzardo legale online.

Già, perché scommessa o gioco alla roulette, sempre di gioco d’azzardo parliamo, e la differenza tra la forma legale e non, lo fa solamente il tributo pagato allo stato. Ma il ruolo di Gianluigi attira sempre l’attenzione, e chi meglio di un portiere può modificare un risultato? E’ lì che l’errore famoso, due partite prima dell’assegnazione del titolo quest’anno, ha fatto insospettire i più. Il fatto è che, Buffon si colloca un po’ al limite, ama scommettere, lo fa, muovendo cifre serie, ovvio che gli occhi della polizia e Intendenza di Finanza posino su di lui e se capita qualcosa venga subito preso in mezzo anche se non c’entra niente.

Certo è tutto molto spiacevole, non fa piacere a nessuno subire una perquisizione, ma d’altronde la modalità è uguale per tutti,  per Conte che si è dichiarato sdegnato per il trattamento poco ortodosso subito, vorrei rassicurarlo che allo stesso modo l’avrebbe avuto “il lattaio sotto casa mia”, la polizia in quanto tale non interessa niente chi sei, se hai dei bambini o altro, se deve, è autorizzata “a fare irruzione” che si tratti dello scontrino del litro di latte non emesso o della ricerca di prove su scommesse illegali, la procedura è questa. Perciò, ritengo che se il lattaio sta zitto e lascia fare, non farei fossi in Conte dei drammi, visto che si dichiara innocente e dalla sua ha l’appoggio di tutta la proprietà Juventus, dei tifosi, della gente in generale, che non è poco.

Sarei piuttosto preoccupata invece, per la Juventus sempre più bersagliata e presa di mira, io non condivido l’idea della fuga,  piuttosto, cercherei di aprire i pentoloni degli altri, fino adesso tenuti rigorosamente chiusi, sarebbe ora di finirla ..  In più, ultima notizia, il ritorno di Zeman in serie A, alla Roma, e questo consentitemi non ci voleva.

Già di problemi ne abbiamo tanti, ce la faremo a sopportare le sciocchezze di “colui che insegna la morale al calcio italiano” ?

La prossima stagione promette bene, avremo di nuovo il derby, con relative continue lamentazioni, perché il Toro non ci farà mancare niente, Zeman, e tutto il carrozzone della serie A forse un po’ ammaccata dalla faccenda Scommesse, ma più viva che mai, e tutta da leggere!

Luna23

Perché ..perchè … la domenica mi lasci sempre sola…

Perché ..perchè … la domenica mi lasci sempre sola…

Parte seconda

Cosa è successo domenica 15 di gennaio 2012? A parte la Juventus  che ha ricevuto il Cagliari a Torino, non è accaduto nulla di particolare, una domenica invernale qualunque, in realtà per me, quel giorno è stato davvero speciale, un grande avvenimento: la prima volta che mio marito mi ha accompagnato allo stadio ad assistere ad una partita della Juventus. Ero molto felice di andarci insieme a lui, per me una grande occasione, per gioire in diretta di una bella vittoria della mia squadra. Per chi non ha letto la prima parte di questo racconto dedicato alle donne appassionate di calcio con i mariti che invece lo detestano, per noi, una piccola categoria ormai in via di estinzione non è facile condividere con il consorte questo sport, mi confronto ogni lunedì, con una signora anziana ma molto brillante e calcisticamente preparata, anch’essa con la mia stessa situazione, di avere il marito che allo stadio preferisce portarsi un libro piuttosto di guardare la Juventus, dovete sapere che mio marito odia il calcio, o diciamo che non gli interessa, ed il più delle volte collassa davanti alla tele quando la guardiamo insieme, e alla fine sono io a spegnere la tele. Ma quest’anno si era ripromesso di farmi concessione di accompagnarmi a vedere lo Juventus stadium. Decisa la partita, è iniziata la caccia al biglietto, che sono riuscita ad ottenere piantonando la biglietteria per ore e aspettando lui con tanto di carta di identità, diversamente niente da fare. Le regole sono ferree, e già è stata fatta un’eccezione trattenendo i due biglietti per un’ora, rendetevi conto. Acquistati e messi al sicuro, finalmente arriva il giorno del match, trattandosi di una giornata di gennaio con pallido sole, tutto faceva presagire che avrebbe fatto molto freddo. Conciati da polo nord siamo partiti verso lo stadium.  L’incontro non preannunciava pericolosità, a parte l’ingente affluenza non si percepivano disordini, l’organizzazione interna e privata della Juventus non ha fatto una grinza, tutto gestito alla perfezione. Io mi sentivo un po’in colpa, temevo che mio marito si annoiasse a morte, e collassasse dopo 10 minuti del primo tempo, La fortuna volle che trovammo degli amici che ci guardavano con aria interrogativa, come per dire: “..ma cosa fate qua voi?” Quasi non volevano credere che la tifosa fossi io. Va beh, ormai eravamo lì, ed era bello esserci tutto sommato.

Finalmente il match ebbe inizio, purtroppo la partita fu non delle migliori, noiosa e ripetitiva, mio marito per evitare di cadere addormentato cercava di ascoltare le indicazioni di Antonio Conte che noi vedevamo di spalle, ma non si riusciva a causa dei canti della curva. Il risultato non si sbloccava, ed io ho temuto sinceramente la vittoria degli avversari. Non fu così, mi dispiacque per il capitano e per Milos Krasic, che fallirono un’occasione a testa, e tristemente finì il match.

Mio marito era dispiaciuto per me, soprattutto, nel vedere la mia delusione, ma in fondo, è stato divertente trascorrere una domenica diversa dalle altre, rivedendo alcuni amici e ammirare un gran stadio.

Questa stagione però ci torneremo, la Juventus si è meritata la nostra attenzione .. ma non in Gennaio però, troppo freddo!

 

Luna23

In-giustizia sportiva e giustizia a orologeria.

E’notizia di questi giorni delle sentenze di condanna per i giocatori e le società che hanno scelto di patteggiare la pena nell’ambito del processo sportivo sul calcio scommesse. Si va da alcuni punti di penalizzazione ad alcuni mesi per tesserati vari e addirittura solo ad alcune sanzioni pecuniarie per alcune società come ad esempio il Livorno. Grosseto -6 punti, Atalanta -6 punti, giocatori vari da 20 mesi in giù, Carobbio, che fra l’altro da accusato è diventato accusatore solo 20 mesi di squalifica, diciamolo pure, per costui una sorta di premio, queste sono grosso modo le pene. Quella più pesante (2 anni ) è per Cristiano Doni, che si vanno ad aggiungere ai 3 precedenti che aveva già avuto. Totale 5 anni e poi Doni può rientrare nel mondo del calcio magari come allenatore o dirigente. Tutto questo ha dell’incredibile per dei soggetti che sono accusati e in molti casi sono rei confessi di aver alterato il risultato delle partite e incassato dei soldi ( tanti) per fare questo. Soldi con i quali magari adesso pagano anche le multarelle inflitte dalla Federazione.

E’ incredibile tutto questo, se si pensa al processo del 2006, quello chiamato Calciopoli, dove una società che poi non è stata riconosciuta colpevole di nulla, la Juventus, è stata mandata in serie B con una penalizzazione di ben 30 punti (poi scontati) e in cui addirittura si parlava di serie C2. Un processo, Calciopoli, dove sono stati radiati dei dirigenti (Moggi e Giraudo) rei secondo l’accusa, di aver esercitato una pressione eccessiva sugli arbitri e aver intrattenuto rapporti particolari con questi. Rapporti che poi si è visto non erano esclusività loro, in quanto li avevano tutti e che fra l’altro erano consentiti e in molti casi auspicati dagli stessi designatori. Sia chiaro a tutti a scanso di equivoci che nè Moggi nè Giraudo sono stati riconosciuti colpevoli di aver truccato alcuna partita. Bene, questi radiati, gli altri una multarella da pagare con i soldi incassati dalle scommesse, e un periodo di ferie forzato ma neppure esageratamente lungo. Questa sarebbe la giustizia sportiva. Questo è Palazzi. D’altronde del doppiopesismo di quest’ultimo ne abbiamo avuta ampia prova vista la celerità con cui ha istruito i processi per la Juve e per l’Inter. Stesso reato (anzi quello dell’Inter pià grave), la Juve in B in quindici giorni, l’Inter prescritta perchè si son fatti passare degli anni. Questi sono i processi fatti sulla base del sentimento popolare. Evidentemente delle scommesse non frega più di tanto a nessuno e vogliono chiudere in fretta e senza troppi ”caduti”. The show must go on. Questa è la in-giustizia sportiva.

E veniamo a quella ordinaria quella che possiamo chiamare tranquillamente a orologeria. Ne abbiamo avuto ampia dimostrazione nel caso di Buffon. Ora è parso quanto meno strano a tutti che appena Buffon ha attaccato i pubblici ministeri colpevoli a suo dire di dare le notizie prima ai giornali che ai diretti interessati, è arrivata subito l’indiscrezione per cui il portiere avrebbe mosso cifre considerevoli dal suo conto in banca a un signore suo amico titolare di ricevitoria di scommesse. Una puntualità che ha destato più di qualche sospetto a inizare dal Presidente Andrea Agnelli fino all’ultimo dei tifosi. Subito sul web si sono raccolti i commenti in questo senso, da Twitter a Facebook, tutti si chiedevano se qualcuno potesse esser così cretino da pensare che questa cosa potesse esser casuale. E come il cacio sui maccheroni il primo premio lo ha vinto Abete. In effetti ci si chiedeva chi, ed è arrivata la conferma. Quest’uomo dovrebbe dare le dimissioni quanto prima visto che non ha più alcun tipo di credibilità nè di autorevolezza ammesso che le abbia mai avute.

I giornali poi con Buffon hanno fatto il resto. I moralismi di Travaglio, di Repubblica, della Gazzetta, nessuno si è andato a informare ne a preoccupare di verificare che 1 – questa era robavecchia di due anni, 2 – che la guardia di finanza non c’entrava una beata cippa visto che era un informativa della banca di Buffon sui flussi di denaro (a proposito Gigi fossi in te la prima cosa cambierei banca giusto per premiarli), 3 – nessuno si è preoccupato di dire chiaramente che Buffon con le scommesse sulle partite truccate non c’entrava nulla, ma anzi questo si è lasciato volutamente credere. Si son sprecati in settimana i commenti del tipo:” io l’ho detto che quando Gigi s’è fatto quella papera col Lecce c’era qualcosa di losco”. Perchè ormai nel minestrone generale dove c’è dentro di tutto e di più , tutto è lecito ognuno dice la cavolata che vuole ed è una notizia. Non importa la verità vera, importa parlare di qualcosa di grosso e di sospetto. Ecco perchè che a Doni gli danno solo 5 anni non frega a nessuno anche se ha incassato cifre milionarie con le partite che ha truccato, mentre è molto più ”golosa” la notizia per cui Conte sapeva di una combine ma non l’ha denunciata. E se Coppola e Reginaldo ( giocatori di Conte all’epoca dei fatti) smentiscono e dicono che il mister non aveva detto nulla, basta non parlarne e parlare solo di quello che dice Carobbio. Perchè Conte è Conte, c’è la Juve di mezzo vuoi mettere. E quanto più se ne parla più una cosa è vera, anche se poi da principio non lo era. Perdonatemi il delirio ma io dico che in questo paese ci sono troppe persone, nelle banche, nella magistratura (vero Ingroia), nella polizia, nella guardia di finanza eccetera che usano il proprio ruolo per colpire chi gli è antipatico. Abbiamo inventato l’uso del proprio ruolo ”contro personam”. E siccome gli Juventini hanno di che guardarsi visto che ci sono gli antijuventini, cioè tutti gli altri, il gioco è fatto.

L’ho detto già tempo fa, andiamo via da questo paese, via i giocatori della Juve dalla Nazionale, via la Juve. Iscriviamoci a un campionato straniero. Non è vero che non si può, c’è già il Monaco (squadra del Principato) che partecipa al campionato francese. Altrimenti compriamo una squadra inglese , tedesca o spagnola e trasferiamoci tutti li. Abbiamo lo Stadio di nostra proprietà in questo momento siamo un passo davanti a tutte le altre squadre italiane. Con gli introiti del nuovo stadio abbiamo anche i soldi da investire nella squadra cosa che tutte le altre squadre italiane non mi pare che abbiano. Perchè continuare a dare lustro a questo campionato e a questa nazione quando abbiamo tutti contro sempre e comunque. Un branco di squali pronti a scaggliarsi contro di noi al sentore di una minima, piccolissima goccia di sangue. Fatevi il vostro campionato minore ma senza di noi. Perchè no?

Alessandro Magno

29 maggio 1985, Bruxelles, stadio Heysel

ACERRA ROCCO, BALLI BRUNO, BOS ALFONS,BRUSCHERA GIANCARLO,CASULA ANDREA, CASULA GIOVANNI, CERULLO NINO, CHIELENS WILLY,CONTI GIUSEPPINA,DAENINCKX DIRK,FABBRO DIONISIO, FRANCOIS JACQUES, GAGLIANO EUGENIO, GALLI FRANCESCO, GONNELLI GIANCARLO, GUARINI ALBERTO,LANDINI GIOVACCHINO, LORENTINI ROBERTO, LUSCI BARBARA, MARTELLI FRANCO,MESSORE LORIS, MASTROIACO GIANNI,MAZZINO SERGIO, PAPALUCA LUCIANO,PIDONE LUIGI,PISTOLATO BENITO,RADCLIFFE PATRICK,RAGAZZI DOMENICO,RAGNANESE ANTONIO,ROBERT CLAUDE,RONCHI MARIO, RUSSO DOMENICO,SALVI TARCISIO, SARTO GIANFRANCO,SPALAORE GIUSEPPE, SPANU MARIO, VENTURIN TARCISIO,WALLA JEAN MICHEL, ZAVARONI CLAUDIO.

È tornato o non è mai andato via?

Il portierone della nazionale italiana e della Juventus Campione d’Italia è tornato ad essere l’uomo simbolo di una squadra rinata. Tra difficoltà ed errori di percorso.

“Dopo il Mondiale è la mia gioia più bella, sportivamente parlando, e finalmente dà un senso al fatto che il sudore e il lavoro pagano. Ci ho sempre creduto ma credevo fosse un 80% retorica ed un 20% verità. Dopo questo Scudetto, posso dire che un 80% è verità e un 20% retorica”. Parto da questa dichiarazione fatta da Buffon dopo la partita di Trieste per mettere in evidenza una delle note più liete della stagione: la crescita umana del portiere di Carrara. Prima di questo Scudetto è evidente come le vittorie siano state raggiunte giocando in squadre già attrezzate per vincere. Con la discesa in Serie B e accettando questa sfida, Buffon si è reso conto di dover metterci qualcosa di più della semplice professionalità per poter tornare ad emergere e vincere. Le sue prima stagioni post-Calciopoli, infatti, sono state caratterizzate da un rendimento notevole. L’unica cosa che gli mancava era quel riscatto morale e caratteriale che ancora doveva arrivare con indosso i colori della squadra che ha deciso di amare per tutta la vita. Il Buffon-trascinatore è stato quello che gli ha permesso di raggiungere il trionfo che cercava e che lo avrebbe definitivamente soddisfatto. Non so se mi spiego. L’impressione è che a Buffon mancasse, in carriera, la vittoria di uno Scudetto come questo, dal sapore unico; gli altri sono arrivati quasi in modo ‘scontato’. Eccolo, finalmente, il coronamento di un sogno. La risposta che dà a Pepe, in aereo, al ritorno da Trieste(“Sono quelli come te, Simo, che mi hanno insegnato a vincere”) dimostra come Buffon sia pienamente preso da questa Juve piccola, operaia, per la maggior parte fatta di gente che non aveva vinto nulla prima d’ora in vita sua, che sente più delle altre vissute precedentemente, appunto. Dopo l’errore contro il Lecce, Buffon ha scoperto di avere alle sue spalle, nella curve di tutti gli stadi d’Italia, dei tifosi Veri ad incitarlo. Li ha scoperti come si scoprono e si distinguono i veri amici dagli altri amici nei momenti di bisogno. I suoi tifosi amici hanno deciso di lasciarsi indietro la svista contro il Lecce, di cancellare tutto e di riporre piena fiducia nel portierone che da sempre fa le fortune della squadra. Hanno continuato ad incitarlo e a dargli stimoli, stimoli nuovi. Giocare ad appena tre giorni dal masochistico errore ha aiutato Buffon a far leva sul pronto e immediato riscatto senza neanche avere il tempo di mugugnarci su o piangersi addosso a tre giornate dall’obiettivo finale. “Mi sono tolto un peso dopo il pari col Lecce. Gioia come il Mondiale. Ad Agosto qualche milanista non credette alla mia previsione scudetto, mi risero in faccia ed io rimasi male, molto male. Quando mi prendono in giro non mi piace”. E a chi piace, tenuto presente che la Juve ha vinto? In estate, però, c’era da stigmatizzare quella paura cronica che tutti si portavano addosso da 6 lunghissimi anni, compreso lo stesso Buffon. In un solo anno Gigi ha superato gli infortuni, ha ritrovato feeling in campo con i compagni, è tornato “uomo simbolo” fuori ed ha stretto rapporti duraturi con la società, intenzionata a proporgli un contratto a vita.

Meritato, perché quando si parla di Buffon, i numeri non costituiscono l’eccezione, bensì la regola. Con 35 presente stagionali e 3329 minuti giocati, Buffon ha raggiunto l’ 84,8% dei passaggi riusciti, risultando il portiere più tecnico e manovriero del panorama europeo oltre che la media di 14,3 passaggi a partita, tenendo conto del suo ruolo non propriamente portato alla distribuzione del gioco. Eppure. Conte lo ha migliorato anche in questo, nell’utilizzo dei piedi(spericolato, nel caso…) anche se pressato, anche a costo di sbagliare. Obiettivo principale, quello di far ripartire l’azione dalle retrovie per invitare l’avversario al pressing alto sui nostri difensori e indurlo a scoprirsi dalla zona mediana del campo in giù, con la conseguente creazione di spazi attaccabili a campo aperto. 568 minuti di imbattibilità, dal gol di Di Vaio Bologna a quello subito da Mauri, nella gara contro la Lazio allo Juventus Stadium. Un mese di ordinaria amministrazione, 6 partite consecutive senza subire una rete. In totale, la Juventus ha subito solo il minimo storico di gol, 20. Di cui solo 16 Lui. Si è fatto trovare sempre pronto in tutte le partite in cui ha dovuto scaldare i guantoni anche solo per una volta. Ha costituito con gli stessi ragazzi dello scorso anno(e la sola aggiunta di Lichtsteiner e Caceres) il muro, la diga sulla quale Conte ha cominciato a depositare sin da subito le proprie fortune. Tutta la retroguardia con Gigi indiscusso leader, è ripartita in estate dal ritiro di Bardonecchia con voglia di rivarsa e con umiltà, senza troppe pretese sterili(ma non assurde) con l’obiettivo di dimostrare che il pacchetto difensivo che costituisce pure quello della Nazionale non è quello visto l’ultimo anno. Si è preso le sue responsabilità ed ha ricambiato la fiducia(indiscussa) del mister con le prestazioni, caricandosi sulle spalle tutte le responsabilità di una stagione che si sarebbe potuta rivelare clone delle ultime due ma che, invece, non lo è stata. Non è stato lo spirito uguale agli altri anni; hanno pagato il sudore, l’abnegazione, il sacrificio, l’umiltà. Hanno dato i loro frutti, come auspicava e sperava Conte.

La certezza che “Buffon porta almeno una decina di punti in più a campionato”, diventata col passare degli anni e con l’avvento delle vicissitudini di squadra sbiadita sino ad essere presa per una leggenda metropolitana, oggi ha ritrovato tutto il suo significato, in tutto il suo splendore. Fa niente se fuori dal campo lo si accusa di fare uscite a vuoto e di essere sempre fuori dai pali nel momento delle interviste; quello del campo è ancora il numero uno al mondo.

eldavidinho

Commemorazione Heysel. Reggio Emilia 26 – Maggio – 2012

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In Memory
Reggio Emilia
26 maggio 2012

“Grazie a tutti gli amici presenti ieri a Reggio Emilia per la nostra Commemorazione , a quelli che non sono potuti venire ma c’erano da lontano con il cuore . Grazie Torino , Milano , Bergamo , Spezia e tanti altri . Grazie dal più profondo del mio cuore a tutti voi .
Giulia del Comitato Heysel di R. E.”

“Una splendida annata”. Rinnovo per Conte

In pochi avrebbero scommesso circa la  riuscita di Antonio Conte per la conquista di questo “amazing scudetto”.

Tornando indietro nel tempo, la nostra squadra accoglie il tecnico reduce da un settimo posto; contro ogni previsione un deludente Del Neri fallì miseramente una stagione ricca di aspettative e speranze, Conte ereditò una non squadra e relativa tifoseria con il morale sottoterra.

Il ritorno dello Juventino restituì prima di tutto l’entusiasmo e con il suo arrivo ridestò i sostenitori della Juventus.

Insieme ad Andrea Pirlo e pochi innesti più varie modifiche costruì la nuova Juventus senza Top Player, vincitrice dello scudetto quest’anno.

Ma com’è stato possibile?

E’  la domanda che ci poniamo tutti: Antonio Conte ha vinto perché?

L’arrivo di Andrea Pirlo ha fornito ciò che la Juventus necessitava dopo l’uscita di scena di Pavel Nedved: un  direttore di squadra, non lo conoscevo benissimo l’ex centro campista del Milan, se non di nome e poco il suo lavoro, in Juventus, oltre ad essersi ambientato da subito, ha preso le redini della situazione, non più giovanissimo, ma parecchio in forma ha sopportato tutte le partite comprese quelle di coppa Italia, sostenendo quasi sempre entrambi i tempi, la sua dote principale: la precisione e l’attitudine al comando, tant’è che ha suggerito tutto l’anno come muoversi ai suoi compagni, sopperendo gli sbagli di Vucinic, Bonucci e altri colleghi fuori forma durante il girone di andata, la fortuna è stata dalla nostra parte che non si è mai fatto male seriamente durante il viaggio verso lo scudetto, in ultimo un Barzagli sbocciato, ha completato il disegno, il difensore è stato per il suo settore superlativo, dirigendo la difesa ad ottimi livelli e dialogando con il centro campo alla perfezione.

La preparazione atletica è stato un altro punto a favore della Juventus, uno staff di preparatori atletici specializzati ha fatto la differenza, sebbene non tutti i giocatori ne abbiano  giovato fino alla fine, vedi Marchisio, il quale non ha mai recuperato completamente quella lucidità che lo ha contraddistinto nel girone di andata.

La mentalità vincente e un nuovo spirito di gruppo, ha fatto sì che un insieme di giocatori nella media con soli due fuoriclasse (Pirlo e Del Piero) arrivasse al traguardo, ormai abituati a vedere i nostri calciatori giocare da soli, ci ha stupito favorevolmente osservare quanto Conte sia stato abile a formare un gruppo unito e molto compatto, nel bene o nel male, dove chi offriva prestazioni all’altezza, copriva le mancanze dell’altro.

E’ stata una Juve eclettica ed imperfetta, quella di quest’anno. Dove i centro campisti e talvolta difensori hanno segnato più degli attaccanti, e Conte si è divertito anche a sperimentare, imponendo il suo punto di vista e insistendo anche con gli sbagli, immune alle critiche e con dichiarazioni al limite dello sprezzante “ faccio quello che voglio ..il tecnico sono io” ha avuto ragione.

Tra pareggite e arbitrite, non si è tirato indietro quando ha dovuto difendere la sua posizione e quella della Juventus nonostante il campionato stesse prendendo una pessima piega, e pagandone di persona le conseguenze.

Insomma, l’uomo di cui avevamo bisogno è arrivato, tra mille peripezie e inconvenienti, ha vinto, di soli quattro punto di scarto certo, ma il tricolore lo ha alzato lui e non il sig. Allegri, meno che meno il sig. Mazzarri.

Il Milan ha perso perché …due parole andrebbero spese per il nostro avversario, favoritissimo al titolo, che si autocelebrava vincitore già a metà campionato.

In effetti sembrava proprio così a tavolino: giocatori di livello superiore, squadra e tecnico già consolidati, una società con il coltello tra i denti: il Milan aveva tutti gli ingredienti per mangiare la torta a fine anno. Ma qualcosa non funzionò.

Sarà stata la Juventus che mieteva successi di settimana in settimana, o la squalifica dalla coppa Italia e Champions League, aggiungendo una preparazione atletica evidentemente errata, l’atmosfera creatasi fece sì che tutto lo staff milanista perse la testa, trasformando lo spogliatoio in un pollaio, tuttavia invece di mantenere la calma e lavorare sul recupero, il buon Allegri la buttò sulla bagarre, indignandosi contro tutto e tutti, in questo modo, la favorita al titolo si buttò la zappa sui piedi, il prendere coscienza che la stagione fosse ormai compromessa, giunse troppo tardi per poter pensare seriamente ad un recupero di campionato, in più, non vorrei sembrare presuntuosa, o insegnare come si allena al tecnico, (per carità) ma .. non si può costruire un gioco indicando ai centrocampisti esclusivamente di passare la palla ad Ibrahimovich, distinto quest’anno non solo per le sue doti di bomber.

Ed in mezzo alle feritoie milaniste che si è insinuata la Juventus, la quale zitta zitta, una vittoria dopo l’altra, ha strappato il tricolore di mano ai diretti avversari, lasciando Milano senza parole.

A Torino l’apoteosi continua, non crediamo ai nostri occhi e non vediamo l’ora che ricominci tutto ma sempre con lui ..Antonio Conte …
Ieri il ronnovo per altri 3 anni. Scontato.

Luna23

 

Farewell …Alex Del Piero.

“Il mio regno per un pallone!” sembra gridare Alex Del Piero a tutto il pubblico bianconero e a chi lo vuole “prepensionare”, no! Non ci sta Alex continuerà a giocare ma non alla Juventus.

Ciao Alex, è stato bello averti tutti questi anni,  per me e mi auguro per tutti gli juventini non cambierà niente, ammireremo l’atleta e l’uomo che è in te.

 Ed è con queste parole che saluto Del Piero, non volevo scrivere un necrologio perché non è morto nessuno, dall’inizio dell’anno che siamo tormentati da questo abbandono annunciato “Del Piero se ne va..”, non mi sembra ancora vero vi dirò, figura imprescindibile dalla Juventus, sarà difficile non vederlo più, anche se quest’anno ha giocato poco o niente,  era là e a noi bastava. Ma le favole non durano per sempre, anche per l’uomo Del Piero, che oltre a lasciare la Juventus, andrà via da una città che era diventata la sua, dove si è sposato e diventato padre.

Ma d’altronde si appartiene a se stessi e non al posto di lavoro, 19 anni sono tanti, e Alex stesso non trovando più le condizioni favorevoli per rimanere è corretto vada incontro a nuove esperienze, stimoli e crescita personale.

Nella vita ci sono momenti in cui bisogna essere uomini con la U maiuscola, esattamente come lui, che ha accettato tutto senza mai lamentarsi, cercando pubblicamente di difendere e rappresentare l’ azienda e il suo pubblico dalle brutture di questi ultimi anni, ha accettato la serie B senza battere ciglio, mai un gesto feroce, mai un colpo di testa, non ha contestato le decisioni che lo hanno visto in panchina per quasi tutto questo ultimo periodo.

Sarà un grande dirigente un giorno, o chissà anche presidente di cosa vorrà lui.

L’ultima giornata disputata è stata un autentico “Del Piero day”, sembrava esserci solo lui in campo, gli occhi, gli sguardi e le lacrime solo per lui.

Non ci sarà mai un adeguato addio, una festa che possa tributare questa chiusura quando una persona ha rappresentato così tanto,  non solo un idolo casalingo, ma un vero patrimonio sportivo italiano, penso non ci sia stato uomo e campione più amato e ringraziato  quanto lui.

Asciughiamoci gli occhi e regaliamogli un sorriso, facciamo spazio al buon umore e lasciamo la tristezza alle spalle perché niente è finito, tutto  ricomincia.

Luna23

Una sconfitta ogni 43 partite ci può stare anche se fa male

Prima o poi doveva succedere. Spiace sia successo in una finale, seppure della Coppa Italia, coppa da sempre snobbata da tutti, che però quest’anno ha avuto un grande lustro, direi grazie e soprattutto, alla nostra presenza. La Juve è arrivata a questa finale dopo una settimana di feste e bagordi e diciamo che qualcuno (Vidal su tutti) non era proprio in condizioni presentabili. Nonostante questo, il Napoli eccetto i primi minuti con un colpo di testa di Zuniga e nel finale con i gol fatti rigorosamente in contropiede come sua consuetudine, non è mai esistito. L’unico giocatore napoletano vivace è stato Lavezzi, forse perché in procinto di lasciare questa casacca. Cavani è stato inesistente e anche Hamsik non s’è visto mai. Questa è una precisazione doverosa che andava fatta perché ci sono molti (troppi) che oggi stanno raccontando una partita diversa da quella che si è vista ieri. La Juve non meritava di vincere questo lo dico chiaramente, perché nel calcio vince chi fa gol, e quindi la vittoria del Napoli è più che legittima, ma parlare di grande Napoli, di lezione di calcio ecc. mi pare alquanto esagerato.

Mi sono piaciute le parole di Mazzarri che ha sottolineato quanto sia difficile battere la Juve che non era mai stata battuta fin qui, nonostante come detto ieri siamo stati tutt’altro che perfetti. Mi han fatto sorridere quelle di De Laurentis dette sull’onda di un entusiasmo esagerato, mentre trovo ridicole quelle di certi tifosi del Napoli secondo il quale sono adesso Campioni d’Italia (come noi o magari più di noi, non lo so bisognerebbe chiederglielo). Mi è comunque piaciuta molto la reazione della nostra squadra dopo l’1-0, reazione che ha portato il Napoli a rimanere schiacciato nella propria metà campo per diversi minuti, segno che se avessimo giocato con quella grinta da subito probabilmente staremmo qui a raccontare un’altra partita. Mi sono piaciuti molto gli sguardi arrabbiati dei nostri giocatori e del nostro Mister, segno che comunque ci tenevano e che si stanno abituando a non perdere, e che le sconfitte non gli fanno certo piacere. Grazie a Dio ci stiamo allontanando sempre più dalle sconfitte coi sorrisi, baci e abbracci che tanto ci han fatto arrabbiare negli anni passati. Mi è piaciuta moltissimo la standing ovation fatta dalla nostra Curva ai nostri ragazzi, che guidati dal Capitano sono andati fin sotto per riceverne l’applauso. Doveroso ringraziarli per questa stagione entusiasmante e primi segnali di una piccola cultura sportiva che avanza e che noi Juventini che spesso primeggiamo in molte cose abbiamo sposato appunto prima di tutti.

Mi ha lasciato abbastanza indifferente il fatto che la curva napoletana abbia fischiato l’inno. Sono uno che si emoziona quando sente Fratelli d’Italia ma eviterei di metterla in tutte le salse, compresa una finale di Coppa Italia. Oltretutto i fischi bisogna vedere se sono diretti all’inno (cosa che non credo) oppure ai politici riuniti in tribuna (quasi sicuramente tutti entrati a scrocco). Allora quei fischi prendono anche un senso diverso. Si fischia contro lo Stato non contro l’inno e lo Stato in questo momento se li merita tutti. Più dei fischi, infatti , mi fanno arrabbiare le parole del Presidente del Senato Schifani che si sentirebbe offeso e indignato. Visto il periodo storico che stiamo vivendo, i sacrifici che stanno facendo gli Italiani e i sacrifici nulli che stanno facendo i politici come lui, farebbe bene a sentirsi indignato quando ritira lo stipendio.

Tornando alla partita sono diverse le cose che non mi sono piaciute. La prima è il commento della Rai. Faziosi all’inverosimile. Riescono a mettersi a discutere per mezz’ora su un fuorigioco di almeno un mezzo metro di Cavani continuando a dire che è ”dubbio”, e liquidano il probabile rigore su Marchisio in venti secondi. Si ha davvero l’impressione di seguire un commento pro Napoli dello stile dei commentatori faziosi di Mediaset. Peccato che siamo sulla Rai e il canone lo paghiamo tutti. Cosa non mi è piaciuto ancora è stato l’arbitraggio. Timido e inadeguato. Ha permesso ai napoletani di picchiare all’inverosimile. Solo nel primo tempo ci sono almeno quattro falli da dietro su Del Piero da parte di Campagnaro, e incredibilmente per nessuno viene ammonito. Ha permesso a Lavezzi di fare una serie infinita di simulazioni a ogni tocco di palla, specie nel primo tempo. Ha permesso alla quaterna arbitrale di ricevere un sacco di insulti da parte dei giocatori napoletani senza battere ciglio. Ci sono almeno 3 labiali che si vedono chiaramente dalla diretta tv: Cavani e Aronica con dei ”vaffanc…” all’arbitro, e nel caso di Cavani c’è anche il labiale dell’arbitro che gli dice: ”Tu a me non mi parli così”, quindi ha sentito. Poi Campagnaro (sempre lui) che dice al quarto uomo Bergonzi per ben due volte di seguito: ”Ti han pagato prima della partita”. Tutto questo senza nessuna sanzione e anche Bergonzi ha chiaramente sentito visto che con Campagnaro sono viso a viso . Mi spiace aver perso contro questo Napoli anche per questo motivo, perché sono una squadra sinceramente sgradevole a iniziare dal comportamento dei giocatori.

Ultima cosa che non mi è piaciuta è la solita solfa di qualche tifoso juventino che se l’è presa con Del Piero dicendo l’ormai monotono: ”Avete visto tutti”. Allora, Del Piero ieri non ha giocato la partita più bella della sua vita, ma non ha giocato sicuramente peggio di altri. Tuttavia gioca a calcio e come tutti a volte gioca meglio a volte gioca peggio. Se dovessimo dare un giudizio ai giocatori solo per la partita di ieri, allora Vidal è un broccaccione, il sostituto di Del Piero che è stato Vucinic non è proprio un giocatore di calcio visto che il suo impatto sulla partita è stato tutt’altro che devastante e Cavani, che è stato inesistente tutta la partita salvo accorgerci che c’era quando ha tirato il rigore, non è proprio un giocatore da prendere. Questo giusto per dirne tre. E basta con questa storia su! Da domani non ci sarà più chi catalizzerà tutta la vostra attenzione su di sé. Pregi e difetti, gioie e dolori. Chi con la sua classe nasconderà a volte le magagne della squadra. Perché ieri s’è visto chiaramente che la nostra squadra di classe a parte Buffon, Pirlo e Del Piero ne ha davvero poca. Questa squadra per vincere deve correre ed esser affamata, se non lo fa è una squadra normale.

Ultima considerazione la faccio per i tifosi napoletani che giustamente sono contenti di aver vinto la Coppa Italia, ma come loro consuetudine esagerano. Come non siete Campioni d’Europa per aver battuto una volta il Chelsea, così non siete Campioni d’Italia per aver battuto una volta la Juve, siete vincitori della Coppa Italia 2012 che a mio modestissimo giudizio e a memoria non comporta l’essere campioni di nulla. Che vi piaccia o no, anche se questa volta ci avete battuto e ve ne diamo merito e vi applaudiamo, I CAMPIONI D’ITALIA SIAMO NOI! Voi non siete arrivati neppure secondi, ma quinti. Dietro Milan Udinese e Lazio. Per cui buona Europa League per il prossimo anno e arrivederci alla Supercoppa Italiana!

Alessandro Magno

Juventus-Napoli finale di coppa Italia 2012 Non siamo il Chelsea e nemmeno Drogba

Che tristezza questa finale di coppa Italia, e mi dispiace solo per il nostro ” forever capitano”  finire così con una sconfitta che ha dell’incredibile. Il Napoli non ha dato una  lezione di bon ton stasera, ne hannno fatte di tutti i colori con il bene placito della terna arbitrale, la consuetudine di negarci i rigori si è ripresentata puntuale come una cambiale in scadenza, e noi abbiamo perso.

Però dobbiamo anche essere obiettivi e ammettere:  che le fissazioni di Conte questa volta lo hanno tradito alla grande, trattandosi di una finale, sarebbe dovuta andare in campo la formazione al completo e con tutto il rispetto per Storari, era preferibile Buffon. Il centro campo non ha retto la pressione non sempre onesta degli avversari, strano però, il Napoli ha pressato e anche noi abbiamo tentato  di farci valere, ma: il centro campo era molto debole, nonostante Pirlo si desse molto da fare a recuperare  gli errori e produrre delle azioni decenti, Marchisio e Vidal, non erano in partita, per non parlare dell’attacco.

Questa volta Conte ha sbagliato veramente tutto, formazione  e sostituzioni: non avrei tolto Del Piero, che  non stava disputando la sua partita migliore ma teneva il ritmo, Vucinic, al posto suo non ha fatto di meglio, e magari  insieme a Del Piero poteva essere una chance, visti i precedenti in campionato. Tenere Estigarribia è stato un mistero, idem Borriello andava sostituito prima.

Ovvio che gli inconvenienti ci siano stati anche in difesa, la mancanza di Chiellini si è fatta sentire.

In definitiva, sembrava la Juventus dei pareggi di un po’ di mesi fa, ma questa volta si è trattato di una sconfitta, la prima di quest’anno. Peccato, sarebbe stato bello fare questo piccolo en plein, in ultimo se arriverà Cavani la stagione prossima, ci ricorderemo di questa sconfitta.

Luna23

 

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