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Juventus – Milan . Sintesi.

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Una Juve ambigua

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Articolo di Alessandro Magno

 

E’ difficile giudicare una partita come quella di Domenica sera tra Juventus e Milan. Difficile perché all’interno della stessa vi sono grandi giocate e immense cavolate, errori del Mister e ottime intuizioni, momenti di stanca e altri di grande pressione sulla difesa avversaria. Diciamo una Juventus a molte facce. Ho apprezzato ad esempio la reazione della squadra al vantaggio immediato del Milan. Molto meno il gol preso in avvio. Fantozziano. Così come un poco Fantozziano è stato pure il loro secondo. Non me la prenderei solo con la sfortuna direi che c è un evidente difetto di concentrazione nella retroguardia. Non so se la cosa si possa imputare all’età di Barzagli, uno che nei due anni passati,con la sua classe, spessissimo ha tappato i buchi lasciati da Chiello e Bonucci. In mezzo al campo invece al cospetto di un eccellente Pirlo, ho visto un Marchisio e soprattutto un Vidal non sempre lucidi. Forse come dice il Direttore Moggi, il calo delle prestazioni juventine è tutto qui, nel momento poco lucido di Vidal. Arturo, che nonostante tutto anche quando gira al minimo, è in grado di sfornare un assist al bacio per Giovinco.

E veniamo alle intuizioni felici e non del Mister. Conte dice di non aver giocatori per certi moduli poi vedi schierato Padoin esterno di centrocampo in un 3-5-2 e allora è normale che qualcosa non ti torna. Se tanto mi da tanto se puoi provare Padoin in quel ruolo (che l’ ha fatto pure male, probabilmente Muntari al primo minuto lo deve guardare lui), va da se che allora puoi provare Tevez, Giovinco, Quaglia o Vucinic esterni in attacco in un attacco a tre. Conte, che comunque in questa serata strana, ha l’intuizione di mettere dentro Giovinco che lo ripaga subito con un gran gol. Seba quest’anno mi pare abbia un a propensione migliore al sacrificio e un atteggiamento molto positivo. Bravo Seba continua cosi.

Infine della partita che aggiungere? Milan penoso nel gioco e nei singoli, risultato che gli va di lusso. Senza gol regalati finivamo a contare gol col pallottiere. Abbiati è stato parecchio impegnato. Mexes da radiare. Allegri più ridicolo di tutti quando alle interviste post-partita dice di avanzare ben 4 rigori quando ce ne sono solo due evidenti, entrambi per la Juve. Tutti e due corredati da espulsione: Zapata su Tevez per fallo da ultimo uomo e Mexes su Chiellini per un cazzotto in un orecchio. Da prova TV e da 2-3 giornate di squalifica almeno. Poi diciamo dei tifosi. Quelli del Milan pessimi con i soliti cori beceri su Pessotto che non verranno sanzionati come al solito e una tirata d’orecchi anche ai nostri per il brusio con qualche fischio quando è entrato Giovinco. I ragazzi vanno sostenuti tutti durante la partita quelli che piacciono e quelli che non piacciono, non mi sono mai piaciuti i fischi preventivi. Dopo a bocce ferme c’è tutto il tempo di riflettere e criticare, ma solo dopo.

Concludo con un applauso personale alla nostra curva che durante il minuto (ipocrita) di silenzio ha intonato l’Inno Nazionale. Non tutti saranno d’accordo ma l’ho trovato un bel gesto.

 

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È UNA JUVE IN CRISI.

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di Davide Peschechera

La 26.a Supercoppa italiana prende la direzione di Torino. È stata una Juve già più cinica del passato, capace di colpire al momento giusto, sprecare di meno e rischiare ancora meno, implacabile e spietata. Risultato nitido, rotondo, inappellabile, costruito con misura, giustezza e tempismo. Secondo, terzo e quarto goal della Juve sono stati realizzati in 4 minuti e 41 secondi, più o meno 400 secondi, per essere precisi: secondo gol che è un coast to coast, in contropiede fulminante, su corner inesistente per la Lazio, con un Vidal freddo e intelligente nel lanciare Lichtsteiner, un Chiellini che colpisce di destro con un contro movimento da attaccante. Lichtsteiner con l’inserimento, triangolo col tacco e tocco beffardo per il terzo gol; Tevez con i suoi 10kg. in più e la solita freddezza realizza il quarto gol, dopo la geniale illuminazione di Vucinic, la parata di Marchetti su tiro di Lichtsteiner e la lucidità di Pogba. Poi Rocchi fischia la fine della partita senza concedere neanche un minuto di recupero, con persino alcuni secondi d’anticipo, pur di non assegnare un rigore netto per fallo su Vidal in area. Sarebbe stato cappotto. Squadra potente, prepotente e geniale. La tournèe americana aveva sollevato qualche malumore, i lamenti della vigilia avevano trasmesso qualche perplessità. Un precampionato sottotono, non positivo e qualche giro a vuoto di troppo, avevano fatto pensare a una Juventus in difficoltà. La Juve è arrivata all’appuntamento senza troppe certezze e con un mercato ancora in divenire, dopo aver fatto vedere poco o niente del suo reale potenziale in questo precampionato, col timore che si verificasse l’effetto “pancia piena”, la cosiddetta “sindrome di appagamento”, o che tra i giocatori si diffondesse la disabitudine alla vittoria. E poi i soliti imprevisti fuori programma: i media che hanno cercato di inventare polemiche inesistenti su neoacquisti che non funzionerebbero, la Juve che si è allenata a Trigoria dopo aver calpestato un campo da Terza Categoria, ospite della Roma per l’allenamento saltato alla Borghesiana appena giunta nella Capitale. Dopo le spie di Mazzarri dello scorso anno, non ci siamo fatti mancare nulla neanche quest’anno. Neanche la polemica sulla località e gli incassi. Si è giocato all’Olimpico(insomma, vinci lo scudetto e vai a giocare la Supercoppa in casa di chi il campionato l’ha perso) ma si finirà per tribunali perché il 5 settembre la Corte di giustizia federale, a sezioni unite, discuterà il ricorso della Juventus contro la decisione del consiglio di Lega di fine giugno che, per la prima volta nella storia, ha infranto il principio della suddivisione a metà dei proventi. Lo ha fatto per «ricompensare » la Lazio dei mancati introiti della trasferta cinese, cui la Juve ha rinunciato per la contemporanea tournée in America. A Lotito è stato garantito un minimo di 1,8 milioni, cioè la somma dell’ingaggio di Pechino e dei diritti tv. Ai bianconeri sarebbe andato il resto, fino all’eventuale pareggiamento della quota biancoceleste. Com’è andata a finire? La Juventus ci ha rimesso 600-650 mila euro perché l’incasso al botteghino dell’Olimpico è stato di 1,9 milioni lordi. Se invece si fosse proceduto con la ripartizione a metà le due finaliste avrebbero incassato 1,15 milioni a testa. Vabbè. Lotito voleva incassare più della Juve? Accontentato.

È stata la vittoria di un gruppo e di un gioco collaudato. Appena si è trattato di fare sul serio gli uomini di Conte hanno uscito gli artigli e non hanno lasciato scampo alla Lazio apparsa invece troppo guardinga. La tournèe americana aveva alimentato le speranze e le aspettative degli avversari dei bianconeri. Molti saranno rimasti delusi. Perchè non c’è mai stata partita e la Juve, quando c’è da scendere in campo per vincere, c’è sempre. Strapotere sotto il profilo dell’approccio mentale e dell’interpretazione tattica, altro che crisi di condizione, gioco e risultati. Una superiorità totale a livello di reparto e prestazioni individuali e collettive. È ancora una volta il trionfo del gruppo, della compattezza, della feroce capacità di concentrarsi quando si fa sul serio, mentalità che Conte ha saputo infondere ai suoi giocatori. Il flusso delle azioni bianconere scorre ancora per vie centrali anche se l’arrivo di piedi sopraffini come quelli dell’Apache, che ieri ha messo a segno il primo gol ufficiale in maglia bianconera (quarto uomo della storia juventina a segnare in Supercoppa Italiana al debutto assoluto dopo Baggio, Inzaghi e Asamoah), il 200esimo in carriera e il 16esimo titolo in cassaforte, rende la manovra più liscia e imprevedibile. La manovra è stata edulcorata dall’innesto di qualità dell’argentino che, seppur ancora a intermittenza, ha saputo legare e giostrare gli inserimenti dei centrocampisti con tanta sapienza quanto il solito Vucinic. Indolenti, a volte, inarrestabili, spesso, proprio come all’Olimpico. L’argentino infatti è parso già sfrontato, coraggioso e decisivo. Dietro a Vucinic, che ha agito da pivot, con cui ama regalarsi fraseggi stretti, funge da boa e punto di riferimento quasi sempre insidioso farcendo trame per gli inserimenti altrui.

C’è stata maggiore cattiveria agonistica e concentrazione. La Juve è riemersa nella totale forza di un gruppo granitico dall’ondata di critiche dopo un’estate povera in fatto di risultati. La ferocia con cui gli uomini di Conte hanno inseguito il trionfo all’Olimpico è il risultato di una squadra intensa al limite dell’esasperazione, cinica nel colpire e assetata di sangue nel non mollare mai, nemmeno a partita chiusa con il condottiero in piedi davanti alla panchina a urlare dietro a tutti per un passaggio sbagliato. Gruppo che semplicemente non accetta l’idea stessa della sconfitta ed è capace di saltare sopra ogni ostacolo. Ancora una volta, infatti, Conte ha puntato tutto sulle motivazioni, il lavoro, la preparazione e la fame per ripartire e ricominciare e la squadra si è ritrovata alla grande. I deludenti ed evitabili, ma non preoccupanti, risultati della tournèe sono dovuti alla mancanza di voglia, di cattiveria, di attenzione, di fame. Calo di concentrazione. Una delle certezze di questa squadra, il tipo di calcio praticato, difficile ma affascinante, è anche programmato per l’unica, vera necessità che è quella dell’obiettivo, della vittoria, dei punti, del risultato, della conquista: la conquista, in questo caso, della 6a Supercoppa. La quasi mai avvenuta ricerca della realizzazione e della verticalizzazione, negli USA, ma solo l’ampiezza del gioco e qualche taglio degli esterni, era la dimostrazione che le gambe della squadra erano veramente pesanti e la squadra lunga e arrugginita. Ben vengano quindi gli schiaffi che abbiamo rimediato e che ci hanno riportato sulla terra, in questa estate che può dare il via ad una stagione veramente da record, se si riuscisse a vincere il terzo Scudetto consecutivo, impresa mai riuscita. Bagno di umiltà salutare, i risultati del calcio estivo sono destinati a essere spazzati via e non hanno fatto altro che riconfermare che la Juve ha, nelle sue corde, caratteristiche imprescindibili come la rabbia e la cattiveria a agonistica che non devono mai mancare. Se mancano quelle, si perde almeno il 60% del lavoro. Conte spinge continuamente il gruppo ad andare oltre la fatica e superare nuovi limiti, facendo leva sull’orgoglio e sullo stimolo al confronto che evidentemente in un atleta è insito nel profondo, per spronarlo a non mollare la tensione ed a far stare tutti sul pezzo, battendo il senso di appagamento. Per questo Conte ha parlato di uomini, prima che di giocatori.

Si è parlato anche di  cambio modulo, di 334, pur d’inventarsi qualche novità, ma mai come quest’anno, la Juve è sempre la stessa, riparte dagli stessi principi di gioco ma con l’aggiunta di Tevez. Più che altro il 334 è un “atteggiamento” che assumono i due sterni in base alla posizione in campo che ricoprono e che non considera il “ruolo” in se per se dei giocatori. L’obiettivo principale del mister, infatti, è sempre quello di mantenere grande equilibrio, coprendo sempre la stessa larghezza di campo di 40 metri  ovunque ci si trovi, sia in una situazione di transizione offensiva che di transizione difensiva. Per questo di 334 non si può parlare ma è una triste invenzione giornalistica, un divertente passatempo estivo più che un vero e proprio cambiamento di cui parlare. Al massimo, se proprio si vuol parlare di 334, bisogna ammettere che già dallo scorso anno gli esterni erano perennemente presenti nelle azioni d’attacco con improvvisi tagli e con una prima pressione sui giocatori avversari sempre molto alta. Quindi di 334 si dovrebbe parlare già da un po’. Invece lo si fa ora per cercare la novità continuamente, lo scoop che in realtà non c’è. La Juve di Conte è bella e collaudata, sarà ancora 352 con la speranza che i nuovi acquisti alzino il livello tecnico tattico dell’attacco poiché la vera sfida per il mister non è quella di cambiare il suo schema per l’Europa, ma al contrario di dimostrare a tutti che, con i giusti interpreti, questo schema può essere devastante anche contro l’elite del calcio continentale. In molti hanno visto nel passaggio dal 433 al 352 la voglia, da parte del mister, di coprirsi e non subire troppo per non rischiare, spesso, il risultato. In molti hanno visto in lui, nelle ultime settimane, una rabbia compressa, un’ansia nervosetta, il timore o la strategia di alzare la tensione dove la tensione evidentemente si era abbassata per non ritrovarsi un giorno a fallire un appuntamento con lo spettro terrificante di doversi assumere tutte le colpe e dover dare giustificazioni. Il mister, invece, ha sempre spiegato la scelta del 352 come “il vestito, la coperta migliore per questa squadra, avendo in rosa 3 difensori e 3 centrocampisti fortissimi in grado, da soli, di dare sicurezza e copertura alla squadra”.

La partita si è chiusa con l’inno della Juve nello stadio Olimpico di Roma, altissimo nel cielo a coprire tutte le parole che si erano sprecate dopo le amichevoli estive. A coprire tutte le polemiche per la località e gli incassi. Nello stadio del Coni, della Nazionale e dei rosiCONI. Nello stadio in cui tutti hanno spinto per giocare perché tutti volevano così. Col mister che abbraccia uno per uno i suoi uomini, prima che giocatori. Con Lichtsteiner che s’inchina ai suoi tifosi. Con Lotito inquadrato a 3 minuti dalla fine guardare l’orologio e chiedere “quanto manca?”. Ma la partita si chiude anche con Petkovic che a fine gara ha riconosciuto i meriti della Juve, con Klose che dignitosamente non ha gettato la medaglia del secondo posto ed ha applaudito Buffon che alzava la coppa al cielo. Poi ci sono anche gli ululati razzisti, i nostri che non hanno lasciato il campo perché non si chiamano né Constant, né Balotelli, né Boateng, Pogba che definisce ignoranti questo pseudo-tifosi frustrati, l’annuncio dello speaker dello stadio e la squalifica della Curva Nord nella prossima partita dopo la segnalazione di Rocchi nel referto di gara. Il finale più bello è il nostro, che invece di godere delle disgrazie altrui viviamo delle nostre vittorie. Non essendo “proiettati nel futuro” come il presidente Lotito, viviamo delle vittorie presenti. Perché la storia si scrive vincendo le partite che contano. “Le grandi squadre e i grandi giocatori escono in questi momenti. Si vede questo quando conta la partita e non in tournée in Giappone, in Cina e in America. I grandi campioni quando la posta in palio è alta escono”. Parola di Buffon. Tutto il resto lo lasciamo agli altri.

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La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ecco perchè vi abbiamo fatto il cappotto.

SS Lazio v FC Juventus - TIM Supercup

 

Articolo di Alessandro Magno

 

 

Serata da ricordare quella del 18 Agosto 2013, non tanto per il trofeo , che è importante ma non importantissimo , ma che è sempre bene vincere piuttosto che no. Da ricordare perchè una vittoria cosi netta e senza attenuanti per i nostri avversari, francamente, non ce l’aspettavamo. Umiliati. La Juve del precampionato ha smaltito le scorie della preparazione e alcuni giocatori si sono presentati in condizioni sontuose. Che dire ad esempio di Chiellini. Uno dei più imballati e in difficoltà nelle settimane scorse e in grado di volare ieri per tutto il campo fino a segnare (di destro) il gol della sicurezza. Lichtsteiner poi assoluto dominatore e migliore in campo. Pogba, una bestia. Mi sono piaciuti molto anche Buffon sempre arci-sicuro e Tevez un vero combattente. Vidal poi è Vidal, davvero insostituibile. Sono bastati questi 6-7 giocatori sopra le righe per sistemare la Lazio in quattro e quattro otto. Una menzione la merita anche Vucinic per gli assist, certo se Mirkoletto fosse un pò più continuo e incisivo mi chiedo che cosa ne sarebbe dei nostri avversari, in ogni partita.

La goduria poi è totale per un certo gusto di dolce vendetta. Come non dimenticare come la Lazio è passata in semifinale di Coppa Italia con arbitraggi al limite del disgustoso? Chi non si ricorda di Antonio Conte superironico dopo la sconfitta per 1-2 se lo vada a rivedere. E i due clamorosi rigori negati. La verità è che questa Juve rischia seriamente di vincere tutto per molti anni (almeno in Italia), allora la Figc si inventa un antagonista che non c’e’. Almeno fin’ora. Allora eccoti il Napoli spinto in calssifica a forza di aiutini (vedansi alla voce rigori contro), eccoti il Milan mandato in Champions senza particolare merito (vedansi alla voce ricori a favore e chiedere alla Fiorentina), eccoti un Lazio mandata in finale di Coppa Italia ( e poi vinta) senza particolari meriti sportivi. Salviamo solo gli sportivissimi e gran signori, Klose e Petkovic, per il resto sono tutti veramente una pena. Compreso il pubblico che fischia i nostri neri sul 4-0 mentre dovrebbe fischiare i propri ( bianchi e neri).

E che dire dei tentativi maldestri e vomitevoli di fare giocare la partita a Mauri, uno che dovrebbe essere probabilmente squalificato da mesi e che fra l’altro fu decisivo nelle partite contro la Juventus dell’anno scorso, in coppa e in campionato. Questo non è condizionare pesantemente no? Questo è il calcio italiano. Basta squalificare Conte perchè non poteva non sapere, mentre Mauri invece poteva. Per lui c’è il ragionevole dubbio.
Ci hanno mandato pure l’arbitro di Firenze. Pure quello si sono scelti. Nel primo tempo non sanziona nemmeno il fallo per cui Marchisio deve uscire. Non ammonisce Hernanes per una trattenuta da secondo giallo (da regolamento) e un entrata di Ledesma a Karatè e poi ammonisce Barzagli per un fallo di mano che non esiste visto che il braccio è chiaramente attaccato al corpo, anzi il nostro fa proprio il movimento per cercare di non colpire il pallone. Fischia tutto il primo tempo per loro. E biricchini … eh eh … pure l’arbitro vi eravate portati!

Dulcis in fundo la supercoppa disputata in casa della vincitrice della Coppa Italia. Prima volta in assoluto. Guarda caso quando gioca la Juve. Qualcuno ha scritto si gioca nello stadio del Coni. Non mi risulta che lo stadio sia del Coni, mi risulta ne sia proprietario il Comune di Roma, cosi come non mi risulta che ci sia un regolamento per disputare sempre la supercoppa a Roma. Fra l’altro c’è da disputarne ancora una a Pechino per contratto con i Cinesi. A fra l’altro: lo stadio di Roma fa schifo non si vede una mazza.
Ma va bene così, contro tutto e tutti come sempre, contro tutti i sotterfugi, vi abbiamo asfaltato senza pietà. In casa vostra. La prossima se volete la giochiamo direttamente a Formello e la facciamo arbitrare da Tare. Lotito sei stato tritato, rassegnati. Da gran signore ieri non s’è fatto vedere nemmeno per mezza intervista o complimentarsi con i vincitori. Almeno i suoi giocatori hanno partecipato alla premiazione.

La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ecco perchè vi abbiamo fatto il cappotto.

 

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Juventus – Lazio 4-0 Supercoppa italiana. Sintesi.

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Il prossimo anno Napoli – Juventus si giocherà a Kabul, è più sicura.

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Scritto da  Alessandro Magno

Mi tolgo subito un pensiero dolente e poi analizziamo Napoli-Juve con annessi e connessi. La questione è questa: Vucinic in questa partita è stato letteralmente inguardabile. Ora si fa tanto parlare di Giovinco, ma io mi chiedo, se i due gol che ha sbagliato Vucinic (roba da asilo nido del calcio) li avesse sbagliati Seba, cosa sarebbe successo? Chi mi segue sa che non sono prevenuto verso nessun giocatore nè tantomeno contro Vucinic di cui spesso ho tessuto le lodi. Ora quello che a me non sta bene è avere figli e figliastri. La prestazione di Mirko contro il Napoli è stata grossomodo da 4 – 4,5 e va da se che uno che gioca con questa media-voto non può restare in campo fino all 85mo. Non c’è nessun ”lavoro oscuro” che tenga, e fra l’altro col Napoli per scelta tecnica non c’è stato nulla di tutto ciò. Vucinic non ha dovuto fare nessun pressing alto, proprio per consentire al Napoli di venire fuori e non giocare a guscio e ripartenze come predilige. Alla fine ci ha dovuto salvare San Buffon perchè se il Napoli vince, gli errori sottoporta del montenegrino sarebbero pesati in modo esponenziale. Conte ha voluto eleggere questo giocatore (e non solo lui) a top dei top in squadra. Mi dispiace per lui e per Mirko ma i fatti dicono altro. Vucinic non è Cristiano Ronaldo, non è Messi non è Ibra. Non è giocatore che anche quando fa pena risolve la partita da un momento all’altro. Questi giocatori si, possono permettersi di non esser sostituiti, lui no, perchè ha un incidenza magia-partite di 1 ogni 6 o 7, di conseguenza quando non gioca bene sarebbe opportuno che Conte lo togliesse. E’ inutile che il mio amatissimo mister ci racconta un altra storia. Abbiamo una difesa-portiere-mediana fra le migliori d’Europa se non del mondo. L’attacco non è così. Amen.

E veniamo a Napoli-Juventus. Qui davvero ce n’è per tutti i gusti. Iniziamo con una premessa doverosa per chi legge. Toglietevi subito dalla testa che le mie parole possano avere un qualsiasi che di razzista. Sono meridionale pure io. Si parla solo ed esclusivamente di fatti. Fatti da cui fra l’altro alcuni editorialisti di siti napolisti o semplici tifosi napolisti (pochi) hanno avuto il coraggio di prendere le distanze. Il clima di questa partita è stato da subito un clima di guerriglia e di intimidazione. Il pullman della Juventus è stato preso subito d’assalto da tifosi (ma sarebbe bene chiamarli schifosi) napolisti già all’arrivo all’aereoporto e lungo il tragitto da questo all’albergo. La contestazione è continuata sotto l’hotel con lanci di uova è fra l’altro è andata avanti per tutta la notte con persone che passavano suonando il clacson e sparando petardi e bombe carta e quant’altro volto a fare rumore e a disturbare il sonno dei nostri giocatori. Obiettivo che testimonia in modo inequivocabile quanto questi presunti tifosi oltre che maleducati siano oltremodo anche cretini, visto che i nostri dormivano beatamente con le cuffie degli ipod alle orecchie che gli cantavano la ninna nanna. Sui siti napolisti per tutto il perdurare della permanenza dei nostri in hotel si è diffusa la notizia di presunti avvelenamenti via cibo o addirittura via area attraverso l’area condizionata. E’ chiaro che il personale dell’albergo non poteva soddisfare queste insane voglie dell’antisportivissimo tifo di Napoli però questo è per rendere l’idea del clima di guerriglia creato intorno alla nostra squadra. Ci dobbiamo portare l’assaggiatore a Napoli per non rischiare di esser avvelenati? Lasciato l’albergo il pullman è stato fatto di nuovo oggetto di lancio di un poco di tutto fra cui sassi che hanno distrutto un vetro del pullman dove sedeva Asamoah che fra l’altro guarda caso, non ha potuto prender parte alla partita. E’ stata fatta un azione premeditata di ”guerriglia urbana” con circa 300 tifosi che in varie fasi hanno assaltato il pullman dei nostri, prima con l’accerchiamento tramite moto e motorini e con colpi di casco sui vetri poi con l’agguato di un centinaio di persone che salite sulle capote di automobili in sosta (ne hanno danneggiate 15) han fatto tiro al bersaglio del suddetto pullman. Sassi e pare anche un razzo. Mi chiedo se siamo in una città o siamo nella giungla del Vietnam? Chiedo, agli scandalizzatissimi cittadini di Napoli, quando parlano di razzismo e di gente che parla male della loro città, dove avviene un altra roba simile? In quale altra città d’Italia? Fra scorta al pullman e scorta ai nostri tifosi sono state utilizzate uno svariato numero di volanti e agenti in assetto da guerra (oltre a quelli presenti allo stadio) che sono stati tolti dall’ordine pubblico cittadino per andare a fare questo servizio, non in difesa della città di Napoli, visto che i nostri per quanto non dei santi non hanno fama di andare a devastare le città altrui, bensì per essere protetti dalla possibile e a questo punto palesemente probabile, aggressione dei napolisti? Compliementi a voi! De Magistris il sindaco ha detto: ”Lanciamo un messaggio di quanto è civile la città di Napoli”. Alla faccia del bicarbonato di sodio diceva Totò, hanno lanciato di tutto eccetto il messaggio! E se messaggio era… era un messaggio di merda.

I nostri tifosi poi superscortatissimi sono riusciti ad entrare nello stadio fra il 15mo e il 40mo del primo tempo. Sempre per la loro incolumità si sono dovuti perdere mezza partita. Una volta dentro sono stati accolti dal solito striscione becero contro i morti dell’Heysel di cui probabilmente non pagherà nulla la società Napoli e con ancora lancio di uova, sassi, lattine, bottiglie, sputi, razzi, bombe carta e piscio. Ebbene si , nell’originalità dello sportivissimo tifo napolista dovete sapere che c’è anche il lancio del gavettone di piscio. Loro ”esclusiva” perché l’ho visto fare solo a loro. Dalla tv si notava benissimo come per prevenire tutto ciò i nostri sono stati messi sotto una rete e hanno dovuto guardare la partita dietro questa rete come animali in gabbia. Ripeto per chi non cogliesse la sottigliezza tutto questo non per paura che i nostri facessero qualcosa ma per paura che fossero aggrediti dallo sportivissimo-civilissimo pubblico napolista. Già tutto questo dovrebbe fare sì che i vari Mazzarri e De Laurentis provassero un grande senso di vergogna e chiedessero umilmente scusa alla Fc Juventus e ai suoi tifosi, visto che alla squadra del Napoli e ai suoi tifosi quando vengono qui a Torino non accade nulla di tutto ciò, tuttavia la partita s’è giocata e hanno avuto pure il coraggio di lamentarsi.

Un paio di cosette sulla partita. Il clima lo ha già preparato quel giornaletto tipo pornografico anni 70-80 che è ormai diventato il Corriere dello Sport, con la differenza che i vari Lando, il Montatore, Zora la Vampira erano più credibili. De Paola è veramente al di sotto di ogni qualsiasi forma elementare di giornalismo. La moviola che poi hanno commentato nel post partita è da vomito. Mi chiedo un giornale che aspira ad esser giornale per tutto il sud Italia come possa non tenere in nessuna considerazione il vastissimo pubblico Juventino meridionale. Tanto a De Paola non frega niente e si sta inabissando in un buco nero senza ritorno peggio della Gazzetta dello Sport. A questo tipo di direttori di giornali odierni non frega nulla del giornalismo gli frega solo della loro carriera ed è certo che un posto di lavoro presso De Laurentis al minimo, lo troverà.

Venendo al campo, fin dal primo minuto De Sanctis risulta invasato e come lui Cavani. Più volte viene ripreso dalle tv a gesticolare con il pubblico e contro gli avversari (Lichtsteiner in primis). Insomma anche lui è caricato a molla e invece di placare gli animi li scalda. Mi chiedo se è li per parare o per fare uno show? Forse per Morgan la partita è tranquilla e c’è bisogno di scaldare un poco il pubblico! Giustamente li vede freddini! Non so evidentemente o son abituati a giocare in questo schifo o non colgono il tutto. Forse un giorno si arriverà al morto e allora si ridesteranno. E’ palese come da subito ci sia una squadra che tenta di giocare al calcio e una che gioca a calci. Due entrate a piedi uniti di Cannavaro e Inler molto pericolose 4 gialli per il Napoli 2 per la Juve di cui 1 di Peluso al 90mo a partita quasi finita. Da parte loro un correttissimo e sportivissimo Maggio che dopo aver tirato LUI un pallone in fallo laterale lo va a battere come fosse suo cercando di fregare tutti e quasi ci riesce, dall’altra Vidal e Giovinco che quando vedono Britos esamine lo soccorrono con Seba che addirittura gli alza le gambe per fargli affluire il sangue alla testa. Ecco era da fare a tutti i giocatori del Napoli e a Mazzarri. Di fargli affluire un poco più di sangue alla testa intendo. L’allenatore del Napoli si scalda e inveisce per un fallo di mano di Vucinic davanti alla panchina (siamo a centrocampo cacchio), e si scalda nemmeno gli avessero ammazzato il gatto, che lo stesso Mirko gli dice: ” Mister è mani ok stai calmo”. C’è un ambiente caricato a pallettoni e non da noi, noi stiamo giocando una partita (almeno cerchiamo) loro stanno facendo una guerra. Mazzarri a fine partita dichiarerà che meritavano di vincere che non è contento dell’operato dell’arbitro che i suoi gli han detto che c’erano 2 rigori per loro, coprendosi di ridicolo e facendo al solito la figura del rosicone-piagnone. Non vi è piaciuto Orsato??? E Rizzoli no… Tagliavento manco per niente… Damato non se ne parla, ora Orsato nemmeno? E facciamo che la prossima la arbitra Mazzarri direttamente e si fa dire dai suoi quanti rigori vogliono! Una squadra che fra l’altro non ha rigori contro da 3 anni in campionato e di uno che ne ha avuto contro in supercoppa e che era nettissimo hanno fatto un casino senza senso. L’ennesimo.

Finisce la partita, e ancora sei-sette-otto-nove….dieci…. bombe carta che esplodono. Hanno più bombe i tifosi del Napoli che Al-Qaeda.

Ho sentito poi delle cose allucinanti nel post-partita. Caressa che in un lapsus freudiano chiude l’incontro con ”Napoli BATTE Juventus 1-1”!?!…e ti piacerebbe e rosicone? Questi sarebbero superpartes? A Sky si sono persino adoperati per farci quasi intendere che la gomitata di Cavani è involontaria. E certo mi pare giusto, è Chiellini che ci sbatte la faccia contro. Io avrei dato rigore al Napoli guarda. Fra l’altro nell’azione si sono andati ad arrampicare sugli specchi per la tirata di capelli di Chiello. Allora, a parte che non ho mai visto in vita mia dare un rigore per una tirata di capelli. A parte che se l’arbitro lo vede non è da rosso ma è da giallo perché ripeto è, e resta, una tirata di capelli e non è né un cazzotto e né uno schiaffo, ma la cosa più ridicola è che TUTTI hanno fatto passare Chiellini per provocatore quando il primo che su quell’azione colpisce il nostro è proprio Cavani che gli da un calcio-gionocchiata cercando di colpirlo nelle parti basse. Colpo che va anche parzialmente a segno visto che Chiellini cade e poi prontamente si rialza. Tutti l’hanno visto ma tutti fanno finta di non averlo visto. A parti invertite, era rigore netto per il Napoli, questo è sicuro.

Insomma in tutto questo sportivissimo e civilissmo clima ci hanno fatto giocare a calcio e udite udite, siamo anche usciti vivi, che non è poco. Sono sicuro che lo sportivissimo e civilissimo Napoli già solo con la storia della sassaiola al pullman che ”avrebbe” colpito Asamoah, a parti invertite, si sarebbe fatto dare la partita vinta a tavolino. Alemao-accendino insegna. Noi, nulla di tutto ciò. Abbiamo giocato e resistito e la Juventus pare non farà nessuna protesta formale. Su questo personalmente non sono d’accordo, non credo che per fare qualcosa dobbiamo aspettare che invece di accoglierci con sassi e razzi sul pullman ci accolgano a pistolettate e mitragliate. Anche perché qui a Napoli ormai hanno perso completamente il senso della ragione e della misura delle cose, ed è chiaro come in questa città non si possa giocare una partita di calcio in un clima civile e tranquillo, insomma una partita REGOLARE.

In attesa di soluzioni propongo per il prossimo anno che Napoli-Juventus venga giocata a Kabul. E’ più sicura. Almeno li ci sono i caschi blu.

Ps. ringrazio il mio amico Francesco per avermi regalato questo bellissimo titolo.

Napoli – Juventus 1-1 Sintesi.

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Ma Conte ci legge?

Mi viene quasi il sospetto che Antonio Conte ci legge e forse sbircia anche qualche mio articolo, o più probabilmente ha meditato sugli errori di Parma e Siena ed è arrivato alle medesime conclusioni cui siamo arrivati noi. Già, perchè nel precedente articolo ho scritto di utilizzare ogni tanto Del Piero e se ne è parlato molto. Qualcuno ha proposto Elia, qualcun’altro Quagliarella e\o Borriello, e allora almeno questi ultimi due son stati buttati nella mischia e fatti ”girare” per un minutaggio adeguatamente sufficiente a valutarne la prova. Bene. Devo dire che la coppia d’attacco personalmente non mi è dispiaciuta. Borriello si è sacrificato molto per il suo compagno di reparto e Quagliarella ha provato più volte a bucare la rete fino a riuscirici. Devo dire che nelle nostre disamine della settimana passata abbiamo avuto modo di analizzare del come mai non si segnasse mai su calcio piazzato e non si buttassero mai cross dentro l’area su calci da fermo e calci d’angolo vari, e anche in questo finalmente si è visto un cambiamento. Il primo gol di Pirlo è arrivato finalmente su calcio di punizione, ed era ora che il nostro grande regista ne azzeccasse una, mentre il gol di Chiellini è arrivato su un altra punizione dove finalmente la palla si è scodellata ”dentro” e non si è battuta con il solito passaggio di un metro al compagno vicino, per poi andare a fare il tiki-taki davanti all’area di rigore avversaria. Udite udite Quagliarella ha colpito una traversa con un tiro dal limite. Non c’è ombra di dubbio Conte ci legge.

Spero che tanta grazia sia l’inizio di un percorso di gioco dove tutti si sentano grosso modo coinvolti (Quagliarella titolare a Milano al posto di Vucinic per me è più di un idea) e soprattutto dove tutte queste variabili vengano utilizzate ad ogni partita. Si eviti di barcelloneggiare in continuazione, anche perchè non riusciamo ad entrare sempre in porta con il pallone incollato al piede e non ultimo, e non trascurabile, non siamo il Barcellona. Unica nota stonata è stato l’utilizzo di Padoin da esterno invece che da interno. Questa non l’ho capita, ma per lo meno Conte l’ha corretta in corsa.

Una menzione va a Montella che è venuto a Torino a giocarsela più di tanti altri sui colleghi.

Un pensiero particolarmente negativo invece va a tutti gli adetti ai lavori (Presidenti, Ds e vari) e ai nostri cari allenatori di serie A (e uno di serie B) tutti coalizzati contro la Juve. Complimenti, vi piaceva vincere facile. Tutti oggi neo-tifosi milanisti.

Ad Allegri che insegnadoci il suo stile parla di nostri episodi (dicasi gol da annullare a Chiellini) quando il nostro Mister a lor signori rossoneri non li ha mai tirati in ballo in nessuna polemica. E dire che ce ne sarebbe. E’ nervoso Allegri. A Donadoni che si fa venire i mal di stomaco a suo dire, per le polemiche post Parma-Juve, quando per farseli venire basterebbe vedere come gioca la sua squadra. In verità pessima. Anche a Roma una gran prova di come si subisce per un intera partita. E pensare che senza il ”nostro” Giovinco non avrebbe neppure questa classifica. A Ranieri che si preoccupa di venire a commentare la Juve quando ha tantissimi problemi di cui occuparsi. Non ultimo il suo……..posto di lavoro. Uno che con una squadra di vertice perde con Lecce, Bologna, Novara (2 volte) dovrebbe solo tacere. Gli manca solo il Siena e poi le ultime gliele han suonate tutte. Fossi in lui mi preoccuperei di realizzare al più presto 4 punti perchè la quota salvezza è 40 e lui sta a 36 (mi pare), altro che occuparmi della Juve. Poi c’è Zeman l’unico di B (d’altronde!). Quale tv abbia Zeman in casa sua non è dato sapere, ma se non vede il fallo da rigore ed espulsione che ha commesso Biabiany su Giaccherini deve farsi visitare da un oculista al più presto.

Detto questo (cit.) noi intanto andiamo a giocarci una fetta di stagione a Milano. Domenica abbiamo messo ancora un poco di spazio fra noi e Lazio e Udinese. La Champions fra 4-5 partite potrebbe iniziare ad esser un obbiettivo veramente a portata di mano e questo è sicuramente molto importante a questo punto della stagione. Se poi per allora saremo ancora grosso modo in questa situazione di classifica, allora vedremo di giocarcela fino in fondo. Una cosa mi pare ormai assodata, ed è che per la vittoria finale siamo rimaste in due.

Alessandro Magno

Juventus – Catania 3-1

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Juventus-Catania 2012 – Super Pirlo Show

Non c’è niente da fare ..Andrea Pirlo è la Juventus e non c’è Conte che tenga . Non si stava mettendo bene, al quarto minuto dal fischio di inizio, sotto di un gol, con una difesa che ha dormito e nulla ha potuto Buffon contro Barrientos svelto ad inserirsi in quello spazio incautamente lasciato aperto dalla difesa. Il Catania ha impostato un forte pressing sebbene la Juventus riuscisse a contenere rispondendo con la stessa intensità ma senza andare in gol, ma poi un miracolo Andrea Pirlo, lo trova allo Juventus Stadium su punizione .. un tiro dritto veloce trafigge la porta avversaria, Kosicky non può che guardare.

Si va a riposo con incertezza, la Juventus ha tenuto ma non è riuscita a chiudere la partita, tutto è rimandato nel secondo tempo che inizia con ritmi altissimi, e Pirlo c’è .. fa tutto corre, recupera, crea, difende, dirige i suoi compagni è un talento a tutto tondo, la squadra sente la sua presenza e si fa guidare proprio verso la vittoria, ma i minuti trascorrono e il gol del vantaggio non arriva, ma poi su calcio di punizione battuto da lui, Chiellini andrà in rete portando la Juventus in vantaggio .. e verso la fine, Quagliarella su assist sempre di Pirlo segnerà per il 3-1.

La partita è finita, la Juventus respira questa volta a pieni polmoni .. e tutti guardano verso di lui, Andrea Pirlo un grande regista, che sa prendere per mano una squadra e condurla verso la cima, anche l’errore del primo tempo, e il rendimento di un attacco dinamico e propositivo ma poco incisivo e spesso inconcludente, non rovina la festa bianconera, la vittoria 3-1 farà compagnia fino a sabato prossimo , giorno in cui se la Juve vorrà potrà aumentare di qualche punto il vantaggio dalla seconda. Juve ce la farai? A tirare fuori la tua rabbia, il tuo desiderio di vincere e non ti accontenterai nuovamente di uno 0-0? Questa è un’opportunità per dimostrare quanto vali e quanto si può ancora fare. Non buttarla via! E tu Andrea Pirlo .. riuscirai  a tenere duro fino alla fine, a non riposare mai? Ce la farai a far arrivare fino alla fine, a consegnare lo scudetto su un vassoio d’argento alla tua squadra?

Sono domande che immagino Conte si stia facendo spesso, e possiamo solo rispondere al posto suo sperando di sì, che ce la farà, perchè dalla sua ha tutto, la bravura, la maturità e un obiettivo per il quale si è impegnato. In tutta onestà Pirlo non è stata la sola stella che ha brillato questa sera, c’è stato un Giaccherini sempre più in forma e determinante, e Chiellini che non si fa mai pregare quando serve un gol urgente, una buona partita anche per De Ceglie, Marchisio e Pepe, nonostante abbiano perso un po’ di quello smalto che li aveva distinti su tutti durante il girone di andata.

Ma non tutte le stelle brillano, qualcuna è appannata, soprattutto in attacco, che spesso non riesce ad andare oltre la buona volontà. Stasera Borriello è stato scarso, e l’ingresso in campo di Vucinic non ha cambiato di mezza virgola l’andamento, anzi, il suo nervosismo e qualche stupidaggine gli ha fatto rischiare l’espulsione. Eh no .. Antonio Conte, non possiamo permetterci di metterci nei guai per queste scemenze, occorre ragionare ed intervenire a placare le teste calde, vietato sbagliare  .. la Vittoria ci aspetta!

Luna23

 

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