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Palermo – Juve: massimo risultato con il minimo sforzo
Articolo di Alessandro Magno
Palermo – Juve. Devo dire che quando l’arbitro ha fischiato la fine ho pensato: ”Vittoria pesantissima”. Temevo questa trasferta. La temevo perché normalmente come accade in tutte queste trasferte, questi che ci aspettano fanno la partita della vita. Devo dire invece che questa volta la partita è stata tranquilla. Loro forse anche complice il fatto che hanno una classifica tranquilla, non hanno spinto molto e hanno dato l’impressione di accontentarsi di un pari. La Juve dal canto suo ha pensato bene di amministrare cercando appunto il colpaccio ma con il minimo sforzo. Un ”bel” 3-5-2 che Allegri considera un modulo prettamente atto a difendere e un turn over più o meno blando. Quando questo riesce, devo dire che poi il Mister si prende giustamente i complimenti. Non oso immaginare se si fosse perso con i vari rincalzi in campo, quali sarebbero state le critiche. Invece Allegri ha pensato bene che gli 11 punti di vantaggio potessero esser un buon bottino per ora, e che la partita importante fosse quella di Champions League e diciamo ha pensato bene. Non so se sarà questo il modulo e l’atteggiamento in Coppa anche se mi auguro di no. La Champions insegna che chi amministra in Europa, spesso sbaglia.
I nostri avversari diciamolo non sono stati un granché. Vasquez e Dybala sono sembrati dei giocatori assolutamente normali non certamente degni delle cifre da capogiro richieste da Zamparini. Dei loro mi è piaciuto solo Maresca. Di quelli nostri che non vedevo da tempo, o non avevo mai visto con noi, mi è piaciuto molto Barzagli che è stato impeccabile, anche se i ritmi erano decisamente bassi e questo lo ha agevolato parecchio. Mi è piaciuto abbastanza Sturaro anche se un po’ troppo ruvido. Non mi è piaciuto De Ceglie veramente impacciato nella posizione in campo. Tuttavia questa partita vinta dimostra come il turn over non solo si possa fare ma sia addirittura necessario se si vuol cercare di arrivare in fondo a più competizioni possibili. Mi auguro che passeremo il turno di Champions. Se accadrà, con tutte le obiezioni possibili, non si potrà non dire bravo ad Allegri.
Sabato 14 marzo 2015 Palermo-Juventus ore 18 Stadio Barbera – Palermo
Ripresa del campionato per la Juventus a Palermo, domani alle 18 la Juventus affronterà una delle squadre più difficili di questo campionato. Sibillino in conferenza stampa, il tecnico non ha chiarito la formazione che vuole schierare, l’ipotesi è di salvaguardare i titolari che saranno presto impegnati a Dortmund, mercoledì prossimo, è però consigliabile, considerando i turn over, di continuare a non perdere punti amministrando nel modo migliore il vantaggio.
Il tecnico livornese è conscio di non avere ancora vinto e di non disporre degli uomini a centro campo di cui avrebbe invece necessità.
Juventus-Palermo: bene solo il risultato ma giochi chi merita
Articolo di Alessandro Magno
Juventus-Palermo. Chi mi segue spesso sarà abituato a questi miei articoli contro corrente. Ogni tanto capitano. E’ una mia prerogativa di cui vado fiero, quella di non farmi influenzare dal risultato. Quest’anno è capitato contro l’Atletico Madrid in cui io ho parlato di buona prova della Juve nonostante la sconfitta. Capiterà oggi per Juve-Palermo dove non sono affatto contento della prestazione. La Juventus Domenica non mi è piaciuta a iniziare dal modulo che non si capiva bene se fosse un 3-5-2 o un 4-4-2 con Bonucci che a un certo punto me lo sono visto terzino destro. La Juve ha giocato male per lunghi tratti. In alcuni frangenti ha giocato malissimo. Il primo tempo è stato regalato all’avversario che riusciva ad arrivare in zona tiro con 2-3 tocchi, mentre noi ci si accontentava di un soporifero giro palla. Se non ci fosse stato il Palermo ieri, squadra onestamente modestissima, non credo si sarebbe vinto. La manovra è stata di una lentezza disarmante e il vantaggio è scaturito da un intuizione di Pereyra che praticamente facendo pressing da solo ha rubato palla e ha velocizzato la manovra andandosene in percussione solista. Li ha trovato un Tevez in appoggio e pronto alla rifinitura e un Vidal che aveva seguito la manovra viva Dio, ma se Pereyra avesse conquistato palla e l’avesse data all’indietro verso Bonucci o Pirlo saremmo ancora qui ad aspettare che la Juve fa gol.
Pirlo ancora deludentissimo. Gioca a un ritmo imbarazzante e a differenza di tempi migliori, continua a sbagliare un infinità di passaggi. Non è casuale che dopo la sua uscita e l’ingresso di Pogba si sia velocizzata di brutto la manovra e la Juve ha fatto 25 minuti finali come Dio comanda. Vidal, Tevez, Llorente non mi sono sembrati in una condizione ottimale nonostante due di loro siano andati in gol. Nando è poco mobile anche se soprattutto è mal servito (ha fatto gol di testa guarda un poco e crossare un po’ di più magari?), Vidal non è in forma e spesso finisce per strafare visto che la condizione non l’accompagna. Uguale Tevez che troppe volte cerca dribbling avventurosi. Mi viene strano in tutto questo pensare che Allegri faccia riposare Pogba che in verità mi sembra più in condizione degli altri, come lo stesso Marchisio. E’ strano da pensare ma forse ha ragione il mister. Forse, visto che l’avversario era il Palermo, meglio fare ritrovare la condizione a questi giocatori in questa partita. Io non sono nello spogliatoio tuttavia in questo momento, mi pare che Morata e lo stesso Giovinco meritino un attimo più di considerazione.
Siamo all’ottava di campionato e ci può stare un calo di prestazioni visto che veniamo da un tour de force fra campionato, coppe e nazionali, tuttavia Allegri secondo me dovrebbe considerare di fare un maggiore turnover se vogliamo arrivare a fine stagione senza la lingua per terra.
L’ho scritto già nell’articolo passato giochi chi merita. Punto.
LA JVE LASCI L’ITALIA E VADA A GIOCARE ALL’ESTERO: FIRMA LA PETIZIONE
Soldato Tevez ..Agli ordini!
Come in ogni Azienda che si rispetti dove tutti si sentono in famiglia, ci si ricompatta nei momenti di difficoltà, ecco che oggi, è accaduto proprio questo. La Juventus ha ritrovato se stessa, cercando di far emergere i più deboli, profondamente criticati e rei del pareggio più sconfitta europea.
Di elementi affaticati in questa Juve ce ne sono, ma come in tutte le migliori famiglie c’è un fratello maggiore che interviene a mettere le cose a posto, a mediare e a far funzionare tutto, è proprio il caso di dirlo ed ammetterlo, Tevez ha sbloccato servendo una palla gol che Vidal ha sfruttato nel migliore dei modi cioè segnando, anche Llorente, dopo dai, che ti ridai, che ti ridai, che ti ridai e ancora che ti ridai ..Gol anche lui, evviva .. i tre punti sono l’unica cosa che conta, ma anche le quotazioni dei due giocatori fino ad oggi in ribasso stanno per risalire.
Ma questa è la Juventus, sa come gestire le sue forze ma soprattutto conosce i metodi per rimettersi in carreggiata.
La partita: diciamo senza infamia e senza lode, con un giocatore come il Tevez che spesso riesce a divincolarsi da tre difensori, (a volte anche 4) contro un avversario dignitoso ma scarso, vincere non è stato difficile, nel primo tempo i palermitani comunque si sono fatti sentire cercando di contrastare al massimo la Juve, il seconto tempo è stato obiettivamente dei bianconeri, come gioco la Juve poteva fare meglio, forse Pirlo andava tenuto a riposo, considerata la modestia avversaria, io avrei buttato nella mischia Giovinco dietro alle punte, il ruolo a lui più congeniale, dove riesce ad esprimersi meglio, chissà che non trovasse il gol anche lui, maluccio Pereyra ..
La Juventus di Allegri, è ancora in cerca di autore, lo stesso Allenatore è pieno di dubbi amletici, sempre con i riflettori puntati in attesa che commetta errori, non sa mai che pesci pigliare, perchè se tiene Pirlo in panchina, lo accusano di volerlo silurare, come accadde al Milan, però se lo tiene in campo lo criticano perchè non lo toglie, insomma un pasticcio tale da portare l’insuccesso. Oltre al “Pirlo o non Pirlo”, Allegri dimostra di non sapere come gestire sti uomini allo stremo, certo gli hanno consegnato una “bella gatta da pelare”, questa non è la Juve che Conte concepì anni or sono, questa è la Juve ridotta ai minimi termini, dov’è Barzagli? Dov’è Pirlo? Vidal ecc. ecc. non penserete che Ogbonna regga in Europa .. avremmo necessità di rinforzi. Anche il gioco di questa Juve non è ancora chiaro, le lacune emerse con il Sassuolo, che poi era solo il Sassuolo, ma sappiamo quanto queste secondarie siano così spietate quando c’è una partita della vita da disputare, non è altro che il disorientamento dei centro campisti i quali non riescono a trovare la via maestra, negli anni precedenti, Pirlo diceva a tutti cosa dovevano fare, proprio a tutti, muoveva i colleghi come fossero pedine, “tu stai qui, tu fai quello, tu fai quell’altro..” d’altronde se lo chiamano il regista ci sarà un perchè, ora che non lo fa, si perdono come mosche impazzite, ecco che la superiorità tecnica e fisica di Tevez salva capra e cavoli ma non può sempre funzionare.
Sarebbe ora che Allegri ci mettesse un po’ del suo, tanto ormai non ci possiamo fare niente, lo dobbiamo digerire e quindi tanto vale che faccia qualcosa e che individui una strategia che preservi il centro campo.
Comunque, un passo alla volta, aver recuperato tre punti su quegli sciagurati è un bella conquista e sensazione, che bello aver vinto senza sproloqui, anatemi e farneticazioni giornalistiche, nessuno ha detto niente, forse io avrei qualcosa da dire all’arbitro dal cartellino facile comunque va beh c’è di peggio.
Il riposo dura poco, il turno di campionato arriva già mercoledì, e la Juventus come tutte le altre squadre dovrà riprendersi per disputare al meglio la prossima partita.
Prepartita Atalanta-Juve, sfilata Scud3tt1.
articolo a firma di eldavidinho
Conte che lascia parlare in conferenza stampa, alla vigilia di Atalanta Juve, Alessio e Carrera, è un uomo attento ad ogni particolare. In conferenza, i due collaboratori non si risparmiano affatto e rispondono a tutte le domande con fierezza. “In queste ultime giornate di campionato l’ obiettivo è quello di vincere il record di punti di Capello. Dopo due scudetti consecutivi vinti, sarebbe importante raggiungere un altro record.” Dice Carrera. “E’ il terzo anno che lavoro con Antonio e sono stati tre anni pieni di successi. Conte è un leader ed è un vincente. Io resto alle sue direttive e seguire Antonio per me è un onore. Intraprendere una carriera di tecnico? Io voglio restare fedele a Conte e credo che anche lui sia felice del mio contributo”, ha proseguito Alessio, spalleggiato anche da Carrera: “La penso come lui. Siamo uno staff unito. Abbiamo fatto tanti sacrifici per vincere e un gruppo così è un mattone per costruire una squadra vincente come lo è la Juve”. “La preparazione delle gare sono state merito di Antonio», ha dichiarato Alessio. “Per quanto mi riguarda, cercavo di riportare quello che si faceva in settimana. Decidevamo tutto insieme a Conte e pensavamo come programmare la sfida, inclusi i possibili cambi. Io la domenica andavo in panchina ma sapevo già cosa fare. E’ stato bellissimo stare lì ma il merito va ai ragazzi che si sono responsabilizzati e a Conte”, ha detto Carrera.
Il bilancio degli incontri tra Atalanta e Juventus giocati a Bergamo in campionato parla a favore dei bianconeri con 22 vittorie, 21 pareggi e sette sconfitte. La tipica vittoria juventina è di 0-2, verificatasi in sei circostanze. La serie comincia nel 1943 e a firmare i gol sono Meazza e una deviazione del nerazzurro Lamanna nella propria porta. Nel 1966/67 si conferma la regola di una rete per tempo: apre Cinesinho, chiude Leoncini, che proprio a Bergamo chiuderà la carriera. Stessa situazione nel 1973, con gol di Capello prima dell’intervallo e punto della sicurezza a opera di Marchetti (anch’egli, come Leoncini, destinato a diventare una colonna della società orobica). Nel 1978 il copione differisce e la partita si risolve interamente nella ripresa: i gol sono di Verza, con un colpo di testa che sfrutta una punizione di Causio, e di Benetti con un sinistro preciso dal limite dell’area. Nel 2001/02 Bergamo è la prima trasferta della nuova Juve di Lippi. Lo 0-2 vede protagonisti Del Piero in apertura e Trezeguet in chiusura. Infine, lo 0-2 della scorsa stagione, con il colpo di testa di Lichtsteiner su imbeccata di Pirlo e il tiro al volo di Giaccherini su assist di esterno da parte di Marrone. Da notare che, a eccezione del primo 0-2 del 1943, tutti gli altri sono capitati in campionati vinti dalla Juventus con allenatori diversi: Herrera, Vycpalek, Trapattoni, Lippi e Conte.
Sei vittorie, altrettante sconfitte e cinque pareggi: è questo lo score dell’Atalanta in casa, dove ha raccolto 23 punti, segnando due gol in meno rispetto alle trasferte, ma dimostrando maggiore solidità difensiva (21 gol incassati a fronte dei 30 lontano da Bergamo).
Decisamente migliore il rendimento nel girone d’andata, dove sono state prodotti cinque dei sei successi casalinghi. I sei stop sono equamente spartiti tra andata e ritorno. I 5 pareggi sono stati prodotti con l’Udinese (1-1), con il Cagliari (identico punteggio, botta e risposta tra le due squadre nei primi cinque minuti), con Catania e Sampdoria (due 0-0) e, infine, con il Bologna, un 1-1 determinato dalle reti di Giorgi e Gilardino.
Il giocatore più utilizzato da Colantuono è il leader riconosciuto della squadra, l’argentino German Denis, presente in 34 gare dell’Atalanta. A una distanza vi è il portiere Consigli, seguito da Bonaventura a 32. Sono ben nove i cartellini rossi maturati da altrettanti giocatori: Contini, Lucchini, Raimondi, Brivio, Cigarini, Giorgi, Parra, Denis e Carmona. Quest’ultimo, con 10 gialli, è anche l’elemento che ha ricevuto più ammonizioni. Il goleador della squadra è Denis con 15 reti. Lo seguono Bonaventura con sette, Cigarini, Carmona e Livaja con due; Raimondi, Moralez, De Luca, Stendardo, Del Grosso e Giorgi con 1. All’elenco va aggiunto il contributo di un’autorete a favore e un gol di Peluso quand’era ancora in forza con i nerazzurri.
Colantuono recupera Del Grosso e Parra, invece ieri è rimasto a riposo Lucchini che difficilmente sarà del match mercoledì sera. In difesa possibile chance dall’inizio per Contini così come per Scaloni, invece a centrocampo potrebbe esser confermato Raimondi. Infine in avanti torna disponibile Livaja che dovrebbe appoggiare l’argentino Denis.
Dopo la festa Scudetto di domenica, Conte ha fissato subito la ripresa degli allenamenti in vista di Bergamo. Il tecnico deve ovviare all’assenza per squalifica di Pogba. In mediana allora Conte dovrebbe riportare Marchisio, tornando poi al modulo a due punte. Infine possibile turnover e spazio a chi ha giocato meno in stagione. Marrone, De Ceglie, Isla e Storari potrebbero essere titolari. Tra i convocati, non risultano nell’elenco Bendtner, Barzagli, Buffon e Asamoah. Il danese si è nuovamente infortunato, lamentando una lieve contrattura dei flessori, mentre il difensore un’infiammazione al tendine di Achille sinistro. Buffon, invece, ha un’infiammazione tendinea all’adduttore sinistro, mentre il centrocampista ghanese una lesione di primo grado al bicipite femorale destro.
L’arbitro dell’incontro sarà Guida di Torre Annunziata. Lo ricorderete tutti, no? Quello del: “Mister, non me la sono sentita”. Per fortuna la sua direzione di gara sarà ininfluente ai fini del risultato. Forza Juve.
Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve. Blog: http://eldavidinho.tumblr.com/
E con questo son 31 tutti gli altri son nessuno.
Articolo di Alessandro Magno
E’stato uno scudetto trapattoniano. Uno scudetto, probabilmente, più juventino nel vero senso del termine. In testa dalla prima all’ultima giornata, con un lavoro di demolizione degli avversari degno delle Juventus del Trap. Probabilmente in questo senso è stato anche meno emozionante di quello dell’anno scorso, dove si partiva per ricostruire e poi ci si è ritrovati a combattere contro un Milan veramente forte e con varie vicissitudine a volte primi e a volte secondi, fino all’apoteosi finale. L’anno scorso emozionante in quanto non programmato e a un certo punto anche insperato. Emozionante anche perché era il primo per molti (anche molti tifosi). Era l’ultimo di Del Piero, il più grande di tutti sotto tutti i punti di vista senza se e senza ma e chi lo nega non capisce una mazza di juventinità. I primi auguri ai suoi ex-compagni sono stati i suoi e con parole sentite, serve altro?
Quest’anno invece le emozioni forti le abbiamo lasciate agli altri. Noi siamo stati dall’inizio alla fine un caterpillar che ha schiacciato tutto e tutti. Mi pere di poter dire: siamo diventati grandi. Non grandi nel senso di grandezza ma grandi nel senso di età. Questo è lo scudetto della maturità. La maturità di questo gruppo straordinario di giocatori (non tutti fenomeni) che dopo aver vinto uno scudetto si rimette a lavoro con più lena e coraggio del solito. Questo è lo scudetto probabilmente del sudore e del lavoro: della professionalità. I soldatini e non i quaraquaquà. Dell’unità di intenti. Qui non c’è nulla di casuale, e se l’altro è stato emozionante perché più sorprendente, questo è stato anche più difficile. Perché lo si doveva vincere per forza. Perché c’era la coppa. Perché si era giù un po’ sazi. Perché la Nazionale, che non ci ama ma ci vuole, ci ha restituito spesso giocatori infortunati (vedi Chiellini). Se l’anno scorso lo scudetto è stato quello di Conte e della vecchia guardia, i Buffon, i Del Piero, i Pirlo (inteso come grande vecchio), quest’anno è stato lo scudetto del nuovo che avanza: Vidal e Pogba su tutti. Una solida base su cui costruire il futuro. Lo scudetto dei vice allenatori Carrera e Alessio degni sostituti del mister anche loro buttati nella mischia loro malgrado e con la schiena dritta a dispetto dei santi.
Non ci sono neppure i Iuliano o Muntari o Turone che tengano. Nessun appiglio dove arrampicarsi per gli arrampicatori di specchi antijuventini. C’è un arbitraggio discutibile a Catania nel girone di andata, discutibile da ambo le parti però, anche se Pulvirenti ha fatto un casino inaudito. C’è un rigore ed espulsione di Spolli per un cazzotto a Pogba oltre che anche questioni favorevoli al Catania sui gol, ma c’è anche un rigore regalato al Milan all’andata, rigore decisivo ai fini del risultato per fallo di mano involontario e che nemmeno è tocco di mano ma di anca. C’è un rigore clamorosissimo negato alla Juventus contro il Genoa in casa sempre per un fallo di mano di Granqvist che addirittura farà giurisprudenza e da quel momento in poi nessun fallo di mano in area involontario verrà sanzionato con il rigore quando solo pochi mesi prima agli arbitri, nell’assemblea di inizio stagione, si era raccomandato l’esatto contrario.
Per sfavorire la Juve si va addirittura ad assolvere il Napoli e i loro calciatori nel filone del calcio scommesse che li riguarda. Unici e soli. Tutti ma proprio tutti i calciatori e le squadre coinvolte, vengono in qualche modo sanzionate. Il Siena probabilmente non si salverà per queste sanzioni. Conte prende una delle squalifiche più pesanti e assurde, il famoso: ”Non poteva non sapere”, certo se questa fosse legge, tutti i genitori di un figlio delinquente dovrebbero essere messi in carcere. Ma tornando al Napoli, pur di non svaforirli nella lotta contro la Juventus il pentito che li accusa diventa ”non credibile”, l’unico pentito! Gli altri invece sono credibili. Gli vengono restituiti i punti quando sono in piena corsa. Lo fanno apposta per tenerceli vicini. Il Napoli verrà pesantemente battuto in casa nostra senza nessun attenuante mentre da loro finirà in pari. La squadra che ci vuole contendere lo scudetto e che per molti è più forte della Juve, eccetto la finale di coppa Italia dell’anno scorso contro di noi non vince mai. O perde o pareggia. Sempre e ridico SEMPRE, contro di noi, si difende dal primo all’ultimo minuto giocando di rimessa come una piccola provinciale. Sarà anche il modo di giocare di Mazzarri ma questo dovrebbe far riflettere sui reali valori in campo.
Nonostante questo la Juve vince il suo 31mo campionato checché ne dica Pistocchi che prima di parlare di Farsopoli è meglio si informi su condanne e intercettazioni varie e che sulla libertà di espressione si informi ancora meglio, perché non c’è legge che obblighi un condannato, anche in via definitiva, a tacere sulla sua presunta innocenza. Siamo alla libertà più elementare della persona. La vergogna non è la società Juventus che mette 31 sul pullman. La vergogna è quella di personaggi come questi che vogliono fare i depositari di una morale tutta loro in funzione di una laurea da giornalista e di un posto a Mediaset. Direi che è meglio che Pistocchi si occupi di fuorigioco ammesso che ne sia capace e lasci perdere i discorsi sull’etica. Questo è il 31mo godetene tutti, alla faccia di tutti questi rosiconi. Non vi curate di loro e andate fieri di questa squadra, di questo allenatore e di questa bandiera.
Con questo son 31 tutti gli altri sono nessuno.
Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
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Domenica 5 maggio 2013 – Juventus- Palermo Juventus stadium Torino … E Torino gridò …Juventus!
Scritto da Luna23
Oggi, alle ore 15 a Torino, la Juventus ha vinto contro il Palermo 1 a 0 e ha consegnato nelle mani di Antonio Conte lo scudetto n.ro 31 per noi, il ventinovesimo per il resto del mondo. Il Palermo non ha potuto nulla contro una Juve che oggi voleva festeggiare con i suoi tifosi questo titolo tribolato e faticosamente conquistato da Antonio Conte vero artefice di questa conquista.
La partita con il Palermo non era determinante, certamente insidiosa come con tutte le ultime in classifica, ma un’eventuale sconfitta non avrebbe cambiato nulla se non rimandare la festa di pochi giorni, ma un Palermo così sofferente, privo di gioco e di tattica contro una Juventus al settimo cielo non ha contrastato quella che era una vittoria annunciata e molto desiderata. Il Palermo ha subito l’attacco della Juve è stata costretta nella sua metà campo quasi sempre, solo un paio di occasioni rimediate facilmente da Buffon, la Juve dalla sua ha confezionato azioni degne di nota sfortunatamente non concluse, anche questa volta è mancato il gol su azione che avrebbe coronato la chiusura della partita che ci ha portato il tricolore. Il rigore procurato da Vucinic e realizzato da Vidal, uomo rivelazione di quest’anno, sbloccherà il ritmo diventando più intenso, il tentativo di rimonta da parte degli avversari non riuscirà ma per noi non avrebbe variato la nostra sorte, quella vincente, questa volta è veramente finita.
Conte è raggiante, ha voglia di sorridere, entra in campo con in braccio la figlia e il simbolo dello scudetto n.31, è un uomo che ha vinto ma che ha tanto sofferto. La Juventus è stata stoica ha saputo sopportare tutti gli impedimenti e le negatività di un’annata che vedeva degli avversari senza scrupoli, che in modo imprevedibile sono crollati, la Juventus è riuscita ad arrivare fino ad un certo livello in champions, ma qui in Italia nulla da fare è stata implacabile. Conte ha vinto perchè ha costruito una squadra i cui componenti hanno saputo rendere a turno al momento giusto, e non un gruppo intorno ad un giocatore trainante. Questo è stato il segreto di Conte. Mentre mentre stiamo brindando, si pensa già al prossimo anno e alla Champions, il nostro allenatore vuole di più, desidera portare la Juventus sul tetto d’Europa, per farlo occorrono cambiamenti, ora la stampa si scatenerà con fanta-notizie vere o presunte, già ci sono delle voci di un possibile allontanamento di Conte medesimo, smentite peraltro dal Direttore Sportivo Marotta, e di un valzer di stelle, stelline e di ex, probabilmente solo chiacchiere per far vendere i giornali, ma se vogliamo essere competitivi in Europa per sfidare quelle società di altissimo livello, bisogna essere attrezzati. Anche se mancano ancora alcune giornate alla fine del campionato, mi manca già .. Non ha fatto mancare la sua presenza Alessandro Del Piero, le sue congratulazioni sono arrivate puntuali: parole stupende per tutti, tifosi, società e colleghi.
Ma ora ..godiamoci la festa e che stasera non finisca mai.















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