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UDINESE – JUVENTUS 0-2. Sintesi.

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Udinese – Juve . Una vittoria importante.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Si è visto dall’esultanza di Conte. Lunedì è stata una vittoria importante. Non che l’Udinese abbia  opposto questa strenua resistenza ma la voglia di far bella figura contro la Juve puo’ sempre venire a queste squadre, se poi le partite non le metti subito nella giusta direzione. Mettiamoci poi il temibilissimo Rizzoli uno che non si tira mai indietro quando si tratta di regalare un rigore ai nostri avversari e gli ingredienti per una serata da tachicardia c’erano tutti. E’ andata direi benissimo. Ottimo Ogbonna che annulla il vecchietto e un tantinello simulatore Di Natale. Ottimi Giovinco e Llorente capaci di chiudere la pratica già nel primo tempo. Dello spagnolo non so più come tesserne gli elogi, basti vedere le palle che perdono Osvaldo e Vucinic al loro ingresso in campo e fare il raffronto con Nando, uno che non è per niente elgante ma è tremendamente utile. Di Giovinco, che non è mai stato il mio prediletto, apprezzo invece l’umiltà di rimettersi in gioco e di rendersi utile se chiamato in causa. Direi la neo scoperta umiltà. Credo che lo apprezzi pure Conte e credo che a fronte di questo sarà riconfermato a differenza di Osvaldo, Vucinic e Quagliarella.

A Roma si sono inventati di tutto un po’ per metterci pressione. Ho sentito che qualche pseudo giornalista del Corriere di Trigoria ha parlato di scudetto che sarebbe meritato dalla Roma perchè ha espresso un calcio migliore di quello della Juve. Solo in Italia abbiamo una classe giornalistica tanto penosa. A parte che nello sport non vince chi è più bello ma chi arriva prima. A parte che ci sarebbe da disquisire per mesi su cosa vuol dire bel calcio, visto che difesa e contropiede fino a che non erano arrivati Mourinho prima e Garcia poi, parevano una roba schifata un poco da tutti , ma detto cio’: ma ci rendiamo conto che stiamo parlando di una Juve che sta frantumando record su record? Ma di che cosa stiamo parlando?

Garcia, che mi era pure simpatico prima che si ”romanizzasse” del tutto, se ne esce pure fuori con la storia che la Roma è contro tutti. Ma stiamo scherzando?  Il campionato sarebbe finito da un pezzo se alla Roma non dessero ogni tipo di aiutino per tenersi in corsa, vedi gol in fuorigioco col Toro e mancata espulsione di Naingollan, rigore dato e poi tolto col Sassuolo, rigore non dato al Cagliari e mancata espulsione di Destro che poi segnerà 3 gol ( questo solo nelle ultime giornate). Per non parlare del poco corretto: ”a scansateve granata che voi siete antijuventini, a scansate Eusebio Di Francesco ,Colantuono, Daniele Conti che voi siete romanisti”. E poi Benatia chiama pure all’impegno i suoi ex compagni dell’Udinese. Coerenti questi romanisti.

E oltre questo c’è pure tutta una stampa schierata a favore di Garcia e della Roma. Non s’è mai visto uno spiegamento di forze così elevato per un giocatore giustamente squalificato per prova TV, per un atto violento. E ce lo avete voluto fare passare come una cosa a vostro sfavore. E magari Destro non fare il pirla no e? E che deve dire Bonucci risparmiato da Conte perchè sotto diffida e ammonito per troppa esultanza contro l’Udinese. E Lichtesteiner pure. 2 diffidati 2 ammoniti, altro che ammonizioni mirate.

Obiettivamente spero che arriveremo a Roma con già lo scudetto cucito sul petto e spero anche che l’Europa League non ci tolga troppe forze psicofisiche. Tuttavia mi piacerebbe che la ciliegina sulla torta di questo scudetto non siano i 100 punti, di cui davvero frega poco quasi a tutti, ma magari darvi una bella e sonora lezione in casa vostra nel vostro stadio. Come già all’andata. Quella si che sarebbe un apostrofo rosa fra le parole ”continuate a rosicare”.

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Considerazioni su Juventus Udinese e Copenaghen.

Con l’Udinese il migliore è stato Buffon e a differenza del Copenaghen abbiamo affrontato una squadra vera.

I bambini in curva come è andata?

Molto annoiato, grazie. Prima, durante e dopo.

Abbiamo vinto un risorso finalmente quello per l’incasso della Supercoppa. E’ un segnale?

Non me ne sono neanche accorto. Quando se ne accorgerà qualcuno forse sarà buon segno non so. Non mi occupo di società per azioni.

Juventus – Udinese 1-0.

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Anvedi quanto segna Nando?

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

Juventus – Udinese è stata una partita che ha raccontato molte cose. Intanto una buona Udinese con un modulo italiano e catenacciaro, ma funzionale alla partita che intendevano fare e che per poco non dava i suoi frutti. Un ottimo Buffon, superlativo nelle parate e stoico nello stare al freddo in maniche corte a 3 gradi ( ma chi te lo fa fare), ha impedito che le ripartenze micidiali dell’Udinese ci giocassero brutti scherzi. Barzagli dal canto suo  ha contribuito e non poco. Elegante ed efficace come sempre. Mi piacerebbe un giorno che il 6 lo indossasse lui, quanto sarebbe giusto? E quanto è giusto che la Juve non ritiri nessun numero di maglia dalla scena?

E’ stata anche la partita dei bambini allo stadio al posto degli Ultras e al posto delle famiglie che avevano pagato il posto. Perchè nessuno lo dice ma era chiusa anche la Nord  dove non ci sono gli Ultras. Questa dei bambini sarebbe anche una buona cosa , piacevole da vedersi, se non fosse che al solito ci si fa della retorica e ci si montano delle polemiche. La Gazzetta dello Sport sottolinea come i ragazzi gridavano ”merda” ai rinvii del portiere udinese. Strano come se ne siano accorti ieri sera, in quanto è una pratica diffusa in tutti gli stadi a tutte le partite. Forse intendono squalificare anche i bambini. Strano come non si occupino con lo stesso zelo degli incidenti fuori dallo stadio di Bergamo fra ultras atalantini e romanisti. A già non c’è di mezzo la Juve. Altra menzione per le polemiche la dobbiamo fare al Corriere dello Sport e al suo direttore inconsolabile nel suo pianto post domenicale. E diamogli lo scudo a tavolino alla Roma e non se ne parla più dai. Poi non vende i giornali dite? Direttore inconsolabile di questa Roma ancora penalizzata dall’arbitro per un rigore per fallo di mano che a mio parere non c’è e un gol annullato per fuorigioco che pare proprio esserci. Anche questi non mi pare che dopo Livorno Juventus, quando è stato negato un rigore nettissimo per fallo di mano alla Juventus sullo 0-0, hanno parlato di Juve penalizzata. Così come non mi pare quando fanno la conta dei torti subiti ci mettano dentro anche i rigori regalati che hanno preso contro Inter e Napoli. Almeno quando contate contate giusto. Giusto per essere credibili.

Ma torniamo a noi. E’ stata una partita dove l’assenza di Pirlo s’è fatta sentire eccome. Non si può giocare senza Pirlo come se Pirlo ci fosse. In questo Mozart è insostituibile. Conte avrebbe dovuto cambiare modulo subito. Fortunatamente c’è arrivato e udite udite ha provato negli ultimi 15 minuti il 4-3-3. L’avrei fatto prima, ma come detto meglio tardi che mai. E per non farsi mancare niente Conte ci stupisce tutti rinunciando a far entrare il suo cocco Vucinic per far entrare Quaglia, uno che non è certo nelle sue grazie. Ottimo, era la scelta giusta. Non che Vucinic non poteva servire a trovare qualche varco per carità , in questo Mirko è insuperabile, ma Quaglia ha colpi balistici imprevedibili ha il tiro da fuori che serve quando di fronte hai 10 giocatori in area e soprattutto ha la capacità di entrare subito in partita. E’ il cambio che mi auspicavo. Non ci avrei giurato che lo faceva Conte ma lo ha fatto e bisogna dirgli bravo.

E’ stata la partita di un Tevez encomiabile e indomabile come al solito ma soprattutto di Fernando Llorente l’uomo della provvidenza. Lui con questi occhi di ghiaccio e questa faccia da film western. Lui che qualcuno in TV ha paragonato a Charles (e Tevez a Sivori). E no ragazzi qui arrivate tardi. L’ho fatto io per primo e mi voglio prendere i meriti. C’ho messo la faccia e potevo fare una figura di merda. Llorente non è un top player non è un giocatore da pallone d’oro, ma è tanto, tanto, tanto utile. Protegge la palla come pochi e sa dialogare con gli altri. Ha aperture di gioco e passaggi da trequartista e soprattutto ha il Killer instinct che non deve mancare a una punta. Fa gol pesanti  che danno punti. Non è elegante da vedere? E chi se ne frega. Pippo Inzaghi sembrava l’anticalcio eppure ha fatto un mucchio di gol. Vamosa Nando . Anvedi quanto segna Nando?

Prepartita Juve-Genoa, continuiamo su questa strada.

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Articolo a firma di eldavidinho

Con la notizia che da Luglio Llorente sarà ufficialmente un giocatore bianconero per i prossimi 4 anni e con l’arrivo di Nicolas Anelka alla Juve, gratis, per i prossimi 6 mesi a 200.000 euro netti più bonus con opzione per il prossimo anno(altri 200mila alla 12a partita, 200mila in caso di vittoria Scudetto e 300mila vittoria della Champions League) affinchè tamponi la crisi di gol delle punte attuali, la Juve cerca in campionato di continuare sulla strada intrapresa contro l’Udinese. L’arrivo di Anelka non è stato ben accetto da parte dei tifosi bianconeri che di certo si sarebbero aspettati una punta di prospettiva come Lisandro Lopez, vicino nei giorni scorsi, o sicuramente più giovane e talentuosa. Anelka negli ultimi 6 mesi, nella pallida avventura  allo Shangai, non ha di certo giocato ad alti livelli né ha brillato, risultando un giocatore nella piena fase discendente della sua carriera. A lui non resta altro che smentirci e smentire tutti coloro che, alla notizia dell’arrivo di Anelka, sono tornati a chiedersi perché sono stati fatti partire con tanta leggerezza Trezeguet e Del Piero. Acquisto che è parso senza logica né senso, da parte della dirigenza. Ed è la mancanza di programmazione nella ricerca del tanto agognato bomber-top player che infastidisce i tifosi. Lecito farsi certe domande. Non è detto che Anelka escludi anche l’arrivo di Lopez ma a questo punto pare improbabile. Altra opportunità a basso costo, di quelle che Marotta non si lascia sfuggire mai. Perplessità, quelle dei tifosi, derivanti anche dal punto di vista tattico, essendo maturato e cresciuto Anelka, negli ultimi anni, come seconda punta di movimento, in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco partendo addirittura dalla linea dei centrocampisti per dar supporto alla squadra. Non proprio un bomber, insomma. Però. Boh? Sino ad ora che attaccante arrivato alla Juve non abbiamo mai criticato? Nessuno. Dunque lasciamo che parli il campo. Sia chiaro che si critica la mossa societaria per i motivi già elencati sopra ma non è detto che il giocatore, paradossalmente, non possa rivelarsi utile(come chiunque). Però il punto è che #Anelka, per quanto possa rivelarsi utile, non sembra rappresentare un valore aggiuntivo per la squadra. Il livello qualitativo dell’attacco, con i vari Elia, Bendtner, Borriello e ora Anelka, non si è alzato.

I precedenti in campionato tra Juventus e Genoa parlano nettamente a favore dei bianconeri, con 35 vittorie (alle quali va aggiunto il 3-1 del 2006/07 in serie B), otto pareggi e solo due successi degli ospiti. L’ultimo successo dei padroni di casa è di due stagioni fa, quando la Juve allenata da Del Neri (mister del Genoa fino a domenica scorsa) superò per 3-2 la formazione ligure, guidata da Davide Ballardini, neoallenatore del Grifone. Fu una gara avvincente, con due autoreti (Bonucci e Rossi) nel primo tempo, il momentaneo vantaggio di Floro Flores nella ripresa e il capovolgimento del risultato a opera di Matri e di Toni. I punteggi più verificatisi nella storia sono il 2-0 e il 3-1, capitati in sette circostanze. Non mancano però risultati eclatanti, come il 7-0 del 1965 e l’8-1 del 1933/34, a confermare un dato costante nel tempo: quando le due squadre si affrontano non mancano i gol in grande quantità. Anche l’ultimo Juventus-Genoa, del resto, si è concluso 2-2 e risale al girone d’andata dello scorso campionato.

Il bilancio del Genoa in trasferta, per un totale di otto punti guadagnati su 17, è di due vittorie(contro Lazio e Atalanta), due pareggi(contro Udinese e Inter) e sei sconfitte(contro Catania, Milan, Siena, Sampdoria, Pescara e Cagliari). Altri numeri sono invece contraddittori: i rossoblu hanno segnato solo sette gol su 21, dimostrando grande sterilità offensiva. Contemporaneamente, è curioso che lontano da Genova la squadra abbia incassato solo 13 reti a fronte delle 21 di Marassi. A fine girone d’andata la squadra di Del Neri era virtualmente salva.  A Ballardini è stata affidata una situazione che la vede a tre punti dalla quartultima.

Sono due stranieri gli unici giocatori del Genoa che hanno disputato tutti i 21 incontri di campionato: il francese Frey e lo svedese Granqvist. Due finora gli espulsi: Moretti (giocatore che ha raccolto anche più ammonizioni) e Seymour (che ha lasciato in settimana la squadra per approdare al Chievo). I goleador della squadra sono Immobile e Borriello con cinque reti a testa. Seguono Jankovic con tre, Kucka e Bertolacci con due, Merkel, Said, Granqvist e Pisano con uno.

I bianconeri recuperano Bonucci e Quagliarella per la sfida interna contro il Genoa. Il difensore sarà regolarmente in campo al fianco di Barzagli e Caceres, mentre Pogba verrà confermato in cabina di regia con Vidal e Marchisio interni. Quagliarella è favorito su Matri (leggermente influenzato) per affiancare Vucinic in avanti.

Ballardini sembra orientato ad affidarsi al 4-3-1-2 con Bertolacci sulla trequarti a supporto del tandem Immobile-Borriello. L’alternativa è rappresentata dal 4-4-2 con l’innesto di Antonelli sulla corsia mancina di centrocampo. Sulla fascia difensiva destra rientra dal 1’ Pisano, Sampirisi si riaccomoderà in panchina. Unici indisponibili Jankovic e Vargas.

Per Juventus-Genoa, anticipo della 3ª giornata di ritorno di Serie A, è stato designato l’arbitro Marco Guida di Torre Annunziata. Il direttore di gara campano torna allo Juventus Stadium a distanza di poco più di un mese dalla sfida di Coppa Italia vinta dai bianconeri con il Cagliari lo scorso 12 dicembre. La gara con i sardi è stata la quarta in assoluto dei bianconeri con Guida. Il bilancio è di tre vittorie e un pareggio. Curioso che la prima di queste quattro sfide sia stato proprio un Juventus-Genoa, quello del 10 aprile 2011 all’Olimpico. Un 3-2 che rappresenta l’ultimo successo casalingo contro il liguri. Sabato sera, i guardalinee saranno Fabio Pietro Galloni e Matteo Passeri. Il quarto uomo sarà Francesco Altomare. Gli assistenti d’area saranno Andrea Romeo e Gennaro Palazzino. Forza Juve.

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Prepartita Lazio-Juve, POG-BOOM!

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Articolo a firma di eldavidinho

4-0 la prima Juve di campionato senza Pirlo e Marchisio. E la mini, presunta crisi, cacciata via. La Juve gioca un’ottima gara contro l’Udinese, crea parecchio, ma nel primo tempo pecca un po’ di cinismo e fatica a sbloccare il punteggio. Poi trova la classe sfrontata di un predestinato: Paul Pogba. La Juve si rialza e vince. Di prepotenza, con forza e convinzione. vittoria netta, fortificata poi dai gol di Matri e Vucinic. Ma prima della doppietta dell’ex Manchester, i bianconeri avevano palesato gli stessi difetti di sempre: tanta corsa, tante occasioni, zero palloni buttati in rete. A volte i bianconeri sono parsi un po’ troppo leziosi, con Vidal Giaccherini e Vucinic. Solito difetto che probabilmente, nelle ultime settimane difficili, si è ingigantito parendo più evidente ma che in realtà abbiamo da sempre, con la partita che avremmo dovuto chiudere già nel primo tempo e senza un colpo di genio di rara bellezza del francese. Quello che è mancato è stata la necessaria precisione nell’ultimo passaggio e un po’ di cattiveria sotto porta. Come sempre. Solito canovaccio. Dopo le solite occasioni sprecate nel primo tempo, nel secondo l‘Udinese ha cominciato ad impensierirci, con la squadra stanca gìà alla mezzora. Ma ho visto una squadra che ha comunque reagito bene rispetto alle ultime uscite e in settimana ha lavorato bene, senza lasciarsi distrarre da voci e questioni esterne allo spogliatoio. Tuttavia, i bianconeri hanno giocato ad un ritmo molto alto lasciando pochi spazi all’Udinese. Padroni del campo, in fin dei conti. Lo ha ammesso anche il mister dell’Udinese, Guidolin, a fine partita. La chiave della partita porta il nome di Pogba. Una combinazione di tecnica, istinto, irrazionalità, talento, classe, forza e quant’altro esplosa tutta in due destri micidiali. Un pizzico di follia dettata dai 19 anni e dalla sfrontatezza che non ha mai nascosto. Spensieratezza, naturalezza, pazzia. Doppietta con due eurogol dalla distanza che hanno infuocato e surriscaldato le tribune e le curve dello Juventus Stadium. Gol da fuori area, a 100 km/h, frutto dell’invenzione dei singoli che non si vedevano da tanto tempo da queste parti. Non a caso la Juve difetta proprio nel realizzare gol da fuori area o di testa, provenienti da cross o calci d’angolo.  Sperando che denaro e ambizione non lo rovinino. Bisognerà tenere a bada le voglie del suo procuratore. Ma questo si sapeva già. Raiola va gestito e con lui bisognerà temporeggiare. Si dovrà puntare sulla volontà del giocatore di crescere ancora qui e diventare perno di questa squadra. È normale che, attualmente, Pogba non possa giocare titolare: è giovane e discontinuo, inesperto, spesso si “perde” con la squadra, come a Parma, altre volte è molle. Marchisio e Vidal no, sono indispensabili. Hanno tracciato, con Pirlo, la strada verso uno scudetto vinto da imbattuti. Non si possono sostituire da un giorno all’altro. Tutto questo senza tralasciare il fatto che, potenzialmente, ha tutte le carte in regola per poter diventare un leader. Pogba impressiona perché sa giocare a calcio e usa sempre il cervello con grande freddezza e personalità. Restare umili sarà la prossima sfida. Pogba è un diamante grezzo in cui si sfaccettano istinto, classe e genio. E poi c’è l’inedita coppia Vucinic-Matri che, per una serata, è stata davvero prolifica: due gol e 1 assist, in due, in metà tempo. Non mi sarei aspettato mai un‘intesa così prolifica da parte loro. Forse, in fatto di numeri, meglio di qualsiasi altra coppia. La Juve ha superato i problemi legati ai richiami di preparazione e ha ripreso a correre. Matri è parso tonico, il ritorno di Vucinic, finalmente lasciato in pace(in parte…) dal suo tendine d’Achille, ha fatto molto nella fluidità dell’attacco. Non si allena, ma fa un gol e un assist. Nonostante il 4-0, non bisogna sbilanciarsi troppo. Martedì abbiamo la Lazio e sarà difficilissima. Sarà un match che testerà ancora a livello fisico e mentale, a distanza di pochi giorni, questa squadra tornata a vincere, macinare gioco e convincere.

Contro la Lazio, reduce dal pareggio in campionato ottenuto sabato pomeriggio sul campo del Palermo, 4 successi, 2 pareggi e 3 sconfitte: è questo il bilancio degli incontri disputati a Torino tra Juventus e Lazio in Coppa Italia. Il primo precedente risale al 27 settembre 1942. I bianconeri vengono eliminati perdendo 2-3, nonostante per ben due volte Ventimiglia porti in vantaggio la Juve. Nel 1960 la squadra di casa accede alla finale proprio battendo sonoramente i capitolini. Un 3-0 che sa d’impresa perché dopo il primo tempo, chiuso in avanti di un gol per effetto del rigore calciato da Cervato, la ripresa vede la Juve giocare in inferiorità numerica per l’infortunio di Sivori. Ciononostante, Lojodice e Charles chiudono la sfida prima dell’ora di gioco. I bianconeri saranno poi bravissimi nel superare la Fiorentina ai tempi supplementari nella finale disputata a San Siro. Identico risultato si verifica nel 1974, con Bettega autore di una doppietta e Causio in rete per il sigillo conclusivo. Dopo uno 0-0 nel 1987 (epoca Marchesi), le due squadre si ritrovano nel 1995 nella semifinale di ritorno. La Juve si guadagna l’accesso alla finale con un 2-1: dopo l’autogol di Paulo Sousa, va in rete Marocchi e chiude i giochi un rigore trasformato da Baggio. E’ questa l’ultima edizione vinta dalla Juventus, la nona Coppa Italia messa in bacheca. Nel 1998 è di nuovo semifinale. Al Delle Alpi si gioca l’andata ed è un ex juventino, il croato Boksic, a decidere la gara. La Lazio accederà poi alla finale, che la vedrà primeggiare sul Milan. Due anni dopo, nei quarti d’andata, Zidane, Conte e Kovacevic sono implacabili in un primo tempo che rasenta la perfezione. I piani però vengono complicati dalla ripresa, dove un rigore di Ravanelli e un gol di Mancini fissano il risultato sul 3-2 e aprono prospettive nuove alla Lazio, che saprà cogliere nell’appuntamento successivo e che la vedrà, infine, conquistare la coppa. Nel 2004 la Lazio vince il trofeo proprio a Torino. I biancocelesti si presentano forti di due gol maturati all’Olimpico. Trezeguet e Del Piero riescono a pareggiare i conti, ma Corradi e Fiore firmeranno un pareggio che significa conquista della Coppa Italia. Infine, l’ultimo appuntamento è del 22 aprile 2009. Ancora una volta è a Torino che si stacca il biglietto per la finale. La Juve perde, il gol di Del Piero arriva troppo tardi, quando Zarate e Kolarov hanno già messo in cassaforte la qualificazione. Ed è questa la quarta volta (su 5 complessive) che la Lazio riuscirà ad aggiudicarsi la manifestazione dopo avere incrociato la Juventus sulla sua strada.

Capitolo formazione. Nella Lazio, da valutare la condizione di qualche giocatore: “Konko, Klose, Radu, Stankevicius, ci sono diversi dubbi. Giocherà solo chi è al 100%”. Lo ha detto Petkovic. Nella Juve, “Pirlo non ci sarà sicuramente. Marchisio dovrebbe farcela. Giovinco quasi sicuramente non ce la fa e Vucinic è da valutare bene”. C’è dunque un solo attaccante, nella Juventus, sicuro di giocare: Alessandro Matri. Con Vucinic da dosare a causa dell’infiammazione alla caviglia, Quagliarella, Giovinco e Bendner infortunati, Conte non ha alternative. Non si esclude una soluzione a sorpresa con Giaccherini o il primavera Beltrame seconda punta. Parola del mister.

Per Juventus-Lazio, semifinale d’andata della Coppa Italia Tim Cup, è stato designato l’arbitro Antonio Damato di Barletta. Il direttore di gara pugliese trova i bianconeri per la terza volta in questa stagione dopo le gare di campionato con Napoli (2-0) e Cagliari (3-1 sul neutro di Parma). Ma Damato ritrova anche Juventus e Lazio insieme dopo il precedente di Serie A della scorsa stagione, sempre giocato allo Juventus Stadium e vinto 2-1 dalla squadra di Conte. In totale le gare sono 17 con un bilancio di 10 vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. Negativo il computo in Coppa Italia, con due sconfitte in altrettante gare, con l’Inter nel 2010 e con la Roma nel 2011 (a segno andò però Mirko Vucinic). Allo Juventus Stadium, domani sera, gli assistenti saranno Riccardo Di Fiore e Claudio La Rocca. Il quarto uomo sarà Marco Guida. Forza Juve.

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Juventus – Udinese. Tutto in una settimana.

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Scritto da Alessandro Magno

Per fortuna che c’è la giustizia Divina che è più giusta di quella sportiva. Inimmaginabile un così bel filotto di risultati utili per la Juventus. Pari per Napoli, Lazio, Fiorentina, Inter, Roma . Ha vinto il Milan, però ha una distanza siderale. Abbiamo in un solo giorno recuperato quei tre punti persi in malomodo con la Samp anche se chiaramente sarebbe stato meglio avere anche quelli. La settimana era iniziata con la votazione per i vertici federali che ci ha visto completamente esclusi. Abbiamo scritto del grave errore fatto dal Presidente Andrea Agnelli nel fidarsi dei suoi carnefici e infatti così è stato. La Juventus è completamente estromessa ”dalla stanza dei bottoni” e anche Angelli se ne è lamentato, fra l’altro deriso da presidentucoli come Pulvirenti e Cairo. Nessun problema a starne fuori, anzi meglio, trovo però davvero una mossa alquanto bizzarra dichiarare che ”si è visto che si scambiavano poltrone” e poi votare Abete. Meglio, molto meglio, scheda bianca e denunciare la cosa subito. Inutile lamentarsi dopo quando ormai ti hanno fregato. Ancora più bizzarro, se vogliamo usare un eufemismo, l’atteggiamento di alcuni che hanno scritto della questione avventurandosi in congetture inventate di sana pianta, come se loro conoscessero più di altri cosa passa per la testa al nostro Presidente. Amazza che modo serio di fare giornalismo! Si sono tentati anche diversivi come andare ad attaccare ”parafulmine” Del Piero, della serie: ”Quando non c’ho ndo cazzo andare a parare ‘na bella polemica su Del Piero paga sempre”……infatti distrae. In guerra si chiama ”diversivo”. Non so con chi son in guerra certi se con Abete o con Del Piero, ma evidemente più col secondo.  La cosa di cui sono praticamente quasi certo è che Agnelli nemmeno le ha chieste queste ”gentilezze”, ma per leccare non c’è mica bisogno di esser pagati, si sa, si può fare anche per puro piacere di leccare.

E veniamo alla polemica numero 2, quella sull’ asse Napoli. Ai partenopei son stati tolti i due punti di penalizzazione e annulate le squalifiche ai proprio giocatori. Ora escludendo la Juve, di cui sono tifoso e potrei risultare di parte, mi chiedo perchè sono state penalizzate Atalanta, Siena, Torino? Perchè è stato squalificato Portanova del Bologna? Che questi giocatori e queste squadre contano meno del Napoli nel palazzo e la lotta salvezza non è interessante come quella scudetto? Evidentemente si.  Quindi poco importa di manipolare un campionato, visto che oggi il Siena rischia la B e invece negli ultimi posti ci dovrebbero essere le squadre di quei 3 gentiluomini di Zamparini, Preziosi e Cellino. Dite che vogliono provare a salvarli? Siete malpensanti! Io non lo so ma tutto può essere, ormai non mi stupisco di niente. Intanto i napolisti si son fatti riconoscere per quello che evidentemente sono (e dico napolisti e Napoli e i Napoletani non c’entrano un fico secco). Striscione contro Conte che si era detto contento del proscioglimento di Cannavaro e Grava e dei due punti restituiti al Napoli. Così si risponde a chi fa dichiarazioni cavalleresche è si comporta da gran signore. Complimenti napolisti come dice Tiziano Ferro: ” La differenza fra me e te”.

E veniamo alla partita, c’è stata pure la partita. Finalmente il campo. L’Udinese è stata completamente annichilita. Vittoria giusta , meritata, ineccepibile. Anche se … anche se c’è sempre da migliorare davanti. Il risultato non inganni, nel primo tempo ci siamo mangiati l’impossibile. La partita è stata sbloccata da un missile terra-aria, di ”polpo” Pogba, esecuzione e tiro, che con gli schemi di Conte non c’entrano un fico secco. Lo diciamo da un pezzo: ” Tiriamo di più”. Nella formazione ”originale” ci ascolta solo Marchisio, in questa, ci ha dato retta questo giovanotto di 19 anni che evidentemente un poco per indole e un poco per età, non sempre è ”inquadrato” a doppia mandata negli schemi del mister come gli altri. E falla sta pazzia  Paul, tira Pual, tira!  Non sto criticando Conte, sto solo dicendo di variare la fase d’attacco e che non sempre si può entrare in porta col pallone. Altra cosa che il mister deve capire una volta e per sempre è di rinunciare alla ”strana-coppia”. Vucinic e Giovinco non si integrano e non è un caso che la Juve ha giocato meglio nel secondo tempo con Matri. Questa non è una questione di piedi buoni, se ce li ha meglio Giovinco di Matri. E’ una questione di tempi, di spazi e di movimenti. Matri è una punta ha movimenti diversi dagli altri due che invece si pestano i piedi. Il calcio in fondo è anche un gioco semplice e non è che c’è tutto questo margine per inventare. In un attacco a due devono giocare una punta e una mezza punta non due mezze punte. Vucinic e Giovinco sono altrnativi e non complementari in questo schema.

Comunque alla fine l’importante è che si è vinto. Domenica sera ho visto Roma-Inter dato che alla tv non c’era granchè, è son rimasto inorridito. Due squadre che praticano il peggiore calcio anni 80 altro che maestri o nuovi fenomeni. Dopo 27 minuti di gioco le squadre erano così lunghe in campo che sembrava stessero giocando i tempi supplementari. Palle buttate lunghe e giocatori a tentare iniziative solitarie e percussioni. Bello schifo davvero. Non l’ho finita di vedere, al 60mo mi son arreso. Amici mi han aggiornato poi sul risultato e su quanto fosse stato giusto in quanto l’Inter aveva fatto pena nel primo tempo mentre la Roma invece nella ripresa. Quindi un tempo di pena a uno e pari giusto! Non me ne voglia chi non è Juventino e magari mi legge, si fa per scherzare come dice Benigni. La cosa che voglio dire in conclusione è questa: la juventus davvero ha un organizzazione di gioco superiore alle sue avversarie italiane (anche il Napoli se perde Cavani per un’ influenza non arriva neppure in Europa League). Noi non dobbiamo solo crogiolarci di questo.  Il mercato offre opportunità importanti, a noi come agli altri. A memoria ricordo che siamo passati da un settimo posto a uno scudetto inserendo in squadra poi 3-4 giocatori, non spendendo neppure tantissimo. Quindi occhi aperti e mai accontentarsi, non fate giocare più insieme la strana-coppia almeno se si gioca a 2 punte e comprateci un centravanti di valore finchè il mercato è aperto. Non mi sembra di chiedere troppo.

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:

ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

ricchiuti28

Considerazione su Juventus-Udinese.

Squadra riposata. Sgombra anche mentalmente. C’è voluto comunque l’exploit di Pogba per sbloccarla. Pogba è la dimostrazione empirica di quanto sia produttivo lavorare col miglior manager di calciatori attualmente su piazza anziché limitarsi ai soliti amici. Qualità volendo anche a basso prezzo.

Mi spieghi perchè Agnelli ha votato Abete e cosa ha ottenuto visto che son stati eletti Beretta,  Galliani e Lotito?

Le strategie della Juve spa hanno sempre la stessa caratteristica. Sono apparentemente molto ciniche e a lungo termine. In realtà per giocare al gioco di chi comanda bisogna avere requisiti che Juve spa non ha. O non vuole avere. Esperienza, legami con la politica, con la finanza, con gli altri club. La grande stampa. Ecco dunque che Juve spa fallisce ma non a lungo termine. Fallisce subito. Ed è colpa sua. Perché non impone il tavolo ma sceglie di giocare con le regole e al tavolo degli altri. È come se io bravo a scrivere me la giocassi a judo anziché con la dialettica. E considerassi i calci in faccia che prenderei come utili per trionfare domani. Balle. Mi resterà solo l’occhio nero.

Per quale motivo non è cosiderato alterarazione del campionato  la penalizzazione di Siena, Atalanta, Torino giocatori del Bologna e mister della Juve ed è considerato alterarlo invece penalizzando il Napoli?

Ci fu un grande magnate dell’editoria americana che si vantò di aver fatto scoppiare la guerra con una campagna stampa. La risposta che mi chiedi sta sempre nella domanda che fece Stalin, “quante divisioni ha il Papa ?”. Quante divisioni ha la Juve ? Quante guerre può far scoppiare il Napoli ? Ecco.

Noi Juve, l’ho già scritto, siamo un po’ la Chiesa cattolica in Italia. La masnada di peccatori più conosciuta e diffusa in Italia. Senz’armi, però.

Juventus – Udinese 4-0 Sintesi

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