Archivio Mensile: Settembre 2013 - Pagina 3

Inter-Juventus 14.09.2013 Stadio Meazza – Milano ” le palle perse”

 

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Scritto da Cinzia Fresia

Come da previsioni, il pareggio è stato  il risultato più probabile, sono dispiaciuta dell’incontro che ho appena visto e soprattutto dello schieramento per niente  indovinato. Antonio Conte in preda ad un attacco di “Contite acuta” ha concorso per non vincere la partita. Si sapeva che Vucinic non fosse  nella condizione ottimale ancora reduce dalla botta presa in nazionale, e metterlo al posto di un altro attaccante è sembrato un azzardo incomprensibile  e obiettivamente poco intelligente. In più il montenegrino ha “dormito” fino alla sostituzione sbagliando più di una volta.

A volte Conte non si capisce cos’abbia  in testa, il rischio di perdere la partita si è corso e tanto,  l’Inter ha giocato bene i primi trenta minuti del primo tempo mentre  la Juve era in difficoltà anche psicologica, non riusciva a ragionare, dopo si è ripresa imponendo un briciolo di gioco ma senza impegnarsi più di tanto. Anche Pogba e Pirlo hanno effettuato una prestazione non conforme alle loro solite.

In questa giornata gli errori individuali si sono sprecati, l’ultimo clamoroso  di Isla, entrato in campo non si sa bene perchè, fallendo  la possibilità di andare in vantaggio e conquistare la vittoria.

Allora, capisco Conte abbia le sue simpatie, e comprendo anche  fosse arrabbiato con Lichsteiner per l’ammonizione, ma si era messo a giocare bene, cambiarlo con uno il cui rendimento è molto basso per punirlo,  mi induce a pensare che qualcosa mi sfugga della psicologia di Conte e del suo modo di gestire la squadra. L’obiettivo è quello di vincere sempre, e non penso che con Isla, Padoin e in ultimo Quagliarella, già sverso di suo ci si potesse arrivare. Non è più l’Inter dell’anno scorso in mano ad un giovanotto, Mazzarri odio a parte nei confronti della Juve non è proprio l’ultimo arrivato, e ce l’ha messa tutta.

Ma l’Inter pensando di avere la vittoria già in cassaforte, non ha fatto i conti con Vidal, al 73mo Icardi ci ha  gelato segnando e portando il vantaggio l’Inter, azione che ci ha tolto le parole di bocca, sollevando  molta preoccupazione circa la rimonta,  visto l’andazzo degli attaccanti della Juve non proprio in partita, ma quando c’è una crisi, l’uomo giusto è proprio  Vidal, il quale ha risposto al 75mo regalandoci il pareggio con una di quelle reti  “mozzafiato”.

E’ a questo punto che l’Inter ha perso lucidità e non è più riuscita a segnare per tornare in vantaggio, la Juventus ci ha provato a vincere, la  mancata  convinzione ha prodotto troppe   azioni  confuse e errori inutili.

Al posto dell’allenatore

Mi spiace dirlo ma questa volta attribuisco al 50 per cento la responsabilità di questo pareggio a Conte, formazione scorretta, tolleranza di Vucinic eccessiva, il quale dormiva, si trascinava, non doveva giocare, e cambi dell’ultima parte pressochè inutili. Cosa ha visto il nostro allenatore stasera  non lo so, una Juventus forse reattiva ma se alle prime difficoltà si gioca così, sarà dura proseguire anche  in Champions, che peraltro inizia già martedì .

E’ spiacevole un risultato così, contro la “nemica n.ro 1” è stato un peccato aver lasciato troppo spazio all’Inter e averle permesso di essere  pericolosa, il gol subito è stata colpa nostra, sembra che il recidivo Icardi perseveri quando ci incontra a lasciarci un suo ricordo.  Certo è solo l’inizio di campionato e tanta acqua deve passare sotto i ponti, ma se a inizio campionato facciamo così fatica con le squadre “toste” come staremo fra tre mesi?

 

Inter-Juventus 14 settembre 2013 Stadio Meazza – Milano

 

 

 

 

Inter-vs-JuventusScritto da Cinzia Fresia

A poche settimane di inizio campionato arriva già il primo derby d’Italia,  affronteremo  a Milano l’Inter. Aspettiamoci una formazione nerazzurra diversa da quella dell’anno scorso, teoricamente rinforzata, praticamente  cambiata dall’arrivo del tecnico Mazzarri il cui obiettivo è quello di fargliela pagare alla Juve. Per noi normale amministrazione, ma allo stato attuale Conte si trova con sì un inizio di campionato brillante, ma un’ infermeria già piena,  in ultimo si è aggiunto Vucinic la cui disponibilità è in forse a causa di un piccolo incidente durante la partita della sua  nazionale. Non siamo messi al meglio, ma possiamo ugualmente sperare in una reazione, la squadra non è stanca e tutto sommato può farcela se gioca come due domeniche fa. Nell’ipotesi che  Vucinic non sia  impiegato, Conte potrebbe ripiegare con Quagliarella o far debuttare Llorente a fianco dell’ormai titolare Tevez. Noi però abbiamo in gran salute Pogba che insieme a  Pirlo terrà  alto il livello del centrocampo.

Tra il desiderio di emergere dell’Inter e la superiorità tecnica della Juve, il pareggio potrebbe essere il risultato più probabile, ma la Juventus potrebbe stupirci!

 

 

 

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Il calciomercato si è concluso con il ritorno in Italia di Kakà. Sensazioni?

Boateng era migliore. Ma è giusto che Allegri sia premiato per i risultati che ha ottenuto.

Le tue considerazioni su queste prime giornate di campionato e supercoppa italiana.

Che siamo forti. Anche belli da vedere nonostante Tevez. Però tutto questo burro non dura, non è intelligente farsi illusioni estive. Pagheremo e a caro prezzo tutto ciò, forse. Perché ? Perché l’Italia è questa. Non è il paese dei conti a posto. E’ il paese dei regolamenti di conti.

Balotelli non si presenta all’incontro con la ministra Kyenge..

Non mi sarei presentato neanche io.

I conti in tasca

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Scritto da Cinzia Fresia

Non è passato inosservato lo sfogo pre Juventus-Lazio, sappiamo quanto i giornalisti siano dei “monelloni” ed amino mettere il dito nella “piaga”. Ci riferiamo alla partenza di Giaccherini e Matri. Il nostro allenatore Conte, tormentato dalle solite domande, si mette stranamente a disposizione della carta stampata, ammettendo che la cessione dei due giocatori è stata effettuata più o meno contro la sua volontà.

Strano! Davvero strano, che un uomo aziendale come lui si sia schierato un po’ contro il suo datore di lavoro, non parliamo di Andrea Agnelli, ma del DS Marotta, il quale ha affermato che attualmente la situazione economica della Juventus non permette di essere in troppi, “uno entra un altro esce”. Numeri … le cifre non tornano e per far si che i conti siano a posto, dobbiamo sacrificarci e rinunciare. Ma perchè Giaccherini? Perchè Matri? Con tutti quelli che abbiamo da dare via,  se ne vanno proprio gli elementi  con i migliori presupposti? Non dimentichiamo che quest’anno Conte stesso si schierò con il giocatore Toscano dicendo che non sarebbe stato in discussione, almeno fino alla sua permanenza in Juve. E invece no, i due beniamini del pubblico Juventino, gli unici che avremmo voluto stessero qui se ne sono andati. E Conte ci rimase male tanto da esprimerlo davanti ad alla conferenza stampa, pre Juventus-Lazio, con un velo di tristezza e forse rammarico, per aver perso uno dei suoi uomini, a ragione, preferiti.

Numeri … il Ds Marotta con il suo modo di fare pragmatico si giustificò dicendo che erano gli unici due richiesti sul mercato, volevano Giaccherini (e teh credo!) volevano anche Matri, indovinate chi? Il Milan .. Ecco che mi torna in mente un’immagine, vi ricorderete il trofeo Tim? Dove il “debuttante” Sassuolo ha vinto ..(Boh!) vi ricordate, quanto si divertivano Marotta e Galliani, ma che risate quella sera .. beh, è consolante come le cose si aggiustino in fretta, il famoso gol di Muntari è ormai acqua passata, non abbiamo dimenticato noi tifosi l’apostrofo non certo rosa del giornalista di mediaset Pellegatti ad Antonio Conte,   ma oggi è tutto dimenticato in una bella risata con pacca sulla spalla! E già .. avrei preferito non ridere e tenermi Giaccherini.

Comunque .. E’ così.

La Juve indebolita e il Milan rinforzato: sembra il titolo di un romanzo di Italo Calvino, è in realtà il tormentone che Conte ha messo in giro, dicendo che non è così che si fa! E soprattutto offrire all’acerrimo nemico un  giocatore importante  è davvero un fatto scellerato. Ha lasciato a bocca aperta un po’ tutti lo sfogo-lamentazione di Conte, che ha  direttamente puntato  il dito nei confronti dei datori di lavoro, potrebbe  essere stata  una tattica, una delle sue solite “zampate” proprio per allontanare “i ficcanaso” e allentare la tensione sulla squadra, un po’ alla “Mourinho”, che insultava “per finta” il nostro ex buon Ranieri, giornalisti ecc. ecc. possiamo solo immaginare.

No money ..no party: il fatto è che di soldi in eccedenza non ce ne sono, e i rapporti personali con i dipendenti vengono messi da parte, una volta, un Giaccherini o un Matri, non sarebbe andato via dalla Juve, nè l’avvocato, meno che meno il dottore avrebbero allontanato due persone così utili e diciamocelo a posto come loro, ma oggi comandano le cifre, in tutti gli ambienti di  lavoro  o campi della vita, se i conti non tornano, via .. si va .. si chiude, un principio oggi valido in  Exor di questa gestione e applicabile perciò nella Juve.

Anche se l’infermeria ricomincia ad essere frequentata, per il momento reggiamo, se abbiamo cominciato duramente e si prosegue peggio, la sfida con l’Inter è alle porte ..

 

LA SOSTA PER LE CHIACCHIERE.

di Davide Peschechera

La sosta per le Nazionali è tradizionalmente un periodo morto per noi tifosi e appassionati di calcio. Ci si annoia e si pensa, magari vedendo qualche highlights, all’ultima partita giocata dalla nostra squadra del cuore e a quella che verrà. Io ho utilizzato questa pausa per riflettere, ragionare, metabolizzare alcune sciocchezze che si sono dette in assenza del calcio giocato, quello vero. Naturalmente il calcio italiano non può che offrirci ipocrisia, fomentata mediaticamente, dove questa sembra essere veramente l’unico valore di questo sport. Partiamo dalle parti di casa nostra? Bene. Oltre alla solita doppia intervista a Gigi Simoni prima di Inter Juve, dal ritiro della Nazionale non si può che parlare di Balotelli, autore di un’altra piccola gaffe (eufemismo), che ha disertato il discorso del ministro per l’integrazione Kyenge sul razzismo, arrivata a Torino, per impegni istituzionali. L’attaccante del Milan ha scelto di rimanere a dormire invece di presentarsi al saluto informale che la federazione aveva organizzato nella hall dell’hotel. All’incontro, non obbligatorio per i calciatori ma “vivamente consigliato”, come ha ricordato Abete, hanno partecipato, tra gli altri, il capitano Gianluigi BuffonGiorgio Chiellini, Ogbonna e El Shaarawy. Va detto anche che l’ex City si è poi scusato con un sms ma ciò non ha impedito allo stesso Abete di lanciargli una frecciatina attraverso i microfoni di Radio Uno: “Non era obbligatorio presentarsi, però sono sicuro che al ministro avrebbe fatto molto piacere“. Tuttavia non ci sarà alcun richiamo ufficiale nei confronti del giocatore. Il 6 agosto, il ministro aveva detto che Balotelli era un esempio da seguire. A distanza di un mese, ecco il ringraziamento di Mario. Attenti a criticarlo per questo, potreste passare voi stessi per razzisti. Altra notizia di pseudo razzismo è che secondo Peters Peters, il direttore finanziario dello Schalke 04, Boateng sia andato via dall’Italia “a causa dei numerosi episodi di razzismo avvenuti durante la sua permanenza in Italia”. Vuole dire che in Germania non c’è razzismo?

Poi in casa Juve c’è Pavel che non sa mentire: “Nessuna paura di perdere Conte, c’è grandissima sintonia tra lui e la società. A fine stagione valutazioni reciproche.” Non che Conte non possa andare via dalla Juve, ma addirittura si è detto che lo farebbe per nostalgia di Giaccherini e quindi andrebbe al Sunderland ma vista la situazione delle squadre maggiori, tutte attrezzate di buoni allenatori, in lista ci metterei anche WBA e Norwich per il mister, no?

Sempre rimanendo in casa Juve, come ben sapete ospiteremo la Nazionale allo Juventus Stadium. Pare che l’incompetente Abete abbia chiesto di levare i simboli recanti il n.31 allo Juventus Stadium. Io credo che la Juventus debba togliere lo stemma con i 31 scudetti dallo stadio… per mettere quello con i 32 e riservare una bella accoglienza ad Abete, Lega, Figc, Nazionale, Balotelli. Un’accoglienza che riassuma gli ultimi 7 anni di vergogna: Calciopoli, calcioscommesse, incompetenza del Consiglio Federale e del TNAS del CONI a decidere sullo scudetto di cartone, incompetenza a decidere sull’incasso della Supercoppa della Corte di Giustizia Federale, cambio regole in corsa pur di condannare, come la radiazione degli imputati di calciopoli; si inventano reati nuovi, come il famoso illecito strutturato di farsopoliana memoria; si nega l’ascolto di testimoni a discarico che invece sono concessi ad altri, come per Carobbio, protetto fino alla fine dalle domande della difesa. Assegnato in via prioritaria alla Lazio a titolo di risarcimento per un ipotetico mancato guadagno, la Juventus quindi dovrà accontentarsi di ciò che è rimasto dell’incasso. E’ curioso che si rifacciano ad ipotetiche norme dello Statuto e del Regolamento senza né elencarle né tanto meno citarle senza neanche entrare nel merito delle disposizione per giustificare e motivare la in-competenza. Sembra quasi che fosse una decisione scontata e che sia superfluo motivare le decisioni per la giustizia sportiva. Non bisognerà aspettarsi una decisione avversa alla Lazio neanche nella futura decisione della giustizia del CONI, che verrà a breve chiamata a giudicare. Negli ultimi anni la sola decisione “favorevole” alla Juventus emessa dalla giustizia sportiva è stata quella relativa alla vicenda che vedeva coinvolti Pepe e Bonucci. Assolti per il semplice fatto che la giustizia ordinaria li aveva pienamente scagionati da ogni addebito. Altrimenti ci saremmo trovati con due calciatori in meno in rosa. Altri che scritta 31, tutte le coppe scudetto dovrebbero essere posizionate di fianco alle sedie dei vertici federali, con opportuno antifurto, visto che tra un aperitivo e un’oliva, al Coni amano in genere candidare Roma all’Olimpiade, invece di risanare una giustizia sportiva da terzo mondo, fortemente punitiva e vendicativa.

Poi non può mancare mai la gazzetta quando si parla di chicchere da bar. A parte il fatto che la vittoria dell’Italia di Basket, unica squadra imbattuta dopo quattro turni agli Europei, visto che anche la Slovenia padrone di casa perde l’imbattibilità con la Croazia, è a pagina 36, dopo la F1, la Nazionale di calcio, la A, la B e la Lega Pro, non può passare inosservata l’inchiesta che fotografa le spese del calcio italiano in questa stagione attraverso l’analisi del monte stipendi delle squadre di serie A. Ebbene, emerge che oggi siamo sotto, come monte-ingaggi-lordo, al miliardo (non succedeva dal 2009/10): 745,2 milioni di euro (lordi) per la paga base che con il sistema dei bonus viene stimato in 912 milioni di euro. Un anno fa la serie A aveva dichiarato un costo del lavoro lordo di 1.039,5 milioni di euro lordi, già inferiore rispetto ai 1.100 milioni del 2011 che rappresentano la punta più alta del fenomeno. La dieta c’è e comincia a dare i suoi frutti, anche se il sistema dei bonus rende difficile ogni valutazione anche perché spesso si tratta di premi molto semplici da raggiungere che mascherano veri e propri costi fissi a bilancio delle società. A parte quindi la conta farlocca di questi “bonus”, concentrandomi sulla Juve, la Gazzetta ha contato, però, ingaggi troppo più bassi di quanto in realtà non siano. Tevez 4,5M€ (in verità 5,5M€), Pirlo 3,5M€ (in verità 4M€), Llorente 3,5M€ (4,5M€), Ogbonna 1,7M€ (800.000). In più alla Gazzetta parlano di 115M€ lordi totali per la Juve, ma se si fa la somma degli stipendi netti pubblicati si arriva a soli 49,8M€. Come nella conta dei 31 Scudetti tolgono il 6% dal momento che ne riconoscono solo 29, la Gazzetta fa risparmiare almeno il 15% sugli stipendi dei tesserati. Però in fondo cosa vuoi pretendere su cifre, stipendi, dati esatti da un giornale che non sa manco contare fino a 31? Ecco perché poi si legge di “stipendi in calo” e Inter e Milan a dieta.

E chiudiamo questa rassegna con le uscite poco felici di Florentino Perez e Zidane. il Presidente del Real Madrid, anche lui ha avuto una pesante caduta di stile in questa settimana di chiacchiere parlando del suo ex dipendente Mesut Ozil: «Mesut Ozil – ha dichiarato Perez a “abc.es” – non è un buon professionista. E’ ossessionato dalle donne: la notte usciva sempre con le amanti e praticamente dormiva pochissimo». Figuriamoci Crisitiano Ronaldo, allora. Ma lamentarsi dopo essersi intascato 50 mln. dalla cessione del calciatore è una cafonata al pari del De Laurentiis di turno che dà dei “cafoni” ai giornalisti che parlano sempre di soldi, minaccia querele da 100 milioni di euro contro il Comune di Capri e poi la querela la riceve, s’intasca 30+64 milioni dal P.S.G. per le cessioni di Lavezzi e Cavani e poi critica gli arabi (e i russi) che usano i propri club come giocattolini. E di essere scorretti perché spendono troppo, dimenticandosi che i suoi conti sono in regola proprio grazie a loro. Coerenza.

Un’altra uscita infelice che si ricorda del Real è quella che l’ex presidente Calderon fece parlando di Cassano e Florentino Perez: “Mi fa pena vedere un ex presidente che appare durante un momento di crisi della squadra ma d’altro canto ha sempre insidiato l’attuale dirigenza e non mi sorprenderebbe vederlo in posa per i fotografi con un altro giocatore, che ha preso quattro milioni di euro dal Real Madrid e che, secondo quanto ha detto lui stesso, li ha utilizzati per accrescere la natalita’ e rilanciare la prostituzione nelle avventure notturne nella capitale spagnola”. E Zidane che, dichiarato giorni fa: “100 milioni per Bale? Incomprensibile. Nessun calciatore vale così tanto”, sebra soffrire di Alzheimer perché è poi è andato a ritirare la busta paga a Valdebebas: “Bale 100M€? I grandi campioni vanno pagato tanto!”. E vabbè. Tanto il campionato ricomincia tra pochi giorni…

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NON è UNA JUVE Più DEBOLE.

DOMANI LA PARTITA DI CONTE, IL TNAS DISCUTE IL SUO RICORSO

di Davide Peschechera

Magari Conte ci avrà giocato pure, sul significato della definizione di “indebolita”, in conferenza, perché è importante valutare in che parte e in che misura la squadra si è indebolita. Il mister ha detto che la Juve si è indebolita in questo calciomercato, quelle di Giaccherini e Matri non erano cessioni previste, non ha avvallato le cessioni dei suoi uomini di fiducia e abbiamo concesso una punta alla rivale di sempre; Che il divario con le altre squadre non è aumentato come si legge in giro ma diminuito perché le altre si sono rinforzate e hanno speso molto; Che la situazione economica che ha portato la Juventus a operare sul mercato con un budget prossimo allo zero era ben nota sin da maggio e ha dovuto subire la contingenza economica della società. Bene, se sa benissimo che gli acquisti sono stati finanziati dalle cessioni, di cosa si è lamentato? Del fatto che la Juve non abbia speso un euro sul mercato o di incomprensioni con la società dopo il colloquio di fine maggio? Differenze di vedute non risolte e Investimenti importanti disattesi? Nonostante le cessioni di giocatori panchinari, venduti per il bilancio perché ben valutati rispetto ad altri(De Ceglie, Isla, Padoin, Peluso), il gap con le altre è aumentato, non diminuito. Ha sostituito le partenze con Tevez, Llorente, Ogbonna e lo sa benissimo. Quindi? Tutta pretattica in vista della Lazio? Messa in scena, vittimismo, ha dovuto ingoiare un boccone amaro, vuole spostare il peso del pronostico sulle altre società? Non ci credo che sia insoddisfatto per la cessione del 5° attaccante(che di solito non utilizza mai) e di un centrocampista di riserva. Conte ieri ha detto delle cose sapendo che non sono vere. In ogni caso non ci si può sottrarre al ruolo di favorita mettendo le mani avanti. Il “ci siamo indeboliti” sminuisce il lavoro del mercato, non sprona gli attuali componenti della rosa(non bastava un semplice, doveroso ringraziamento ai partenti?) e mette pressione alla società per il mercato. Voleva che fossero venduti i pezzi pregiati, come ha fatto il Napoli, squadra che a suo dire si sarebbe rinforzata spendendo più della Juve? Conte dimentica di aggiungere che De Laurentiis in due stagioni ha venduto i due “tenori” incassando qualcosa come 100 milioni, prima di costruire una squadra che conta un solo vero campione, Higuaìn.

Vedere Conte piangere per Giaccherini (a cui ha concesso 900 minuti in campionato), Matri (la punta da lui meno usata in campionato e CL) e Marrone (che in due anni con Conte alla Juve  ha totalizzato 13 presenze di cui solo 9 da titolare, cioè meno minutaggio di Padoin) è onestamente ridicolo. Alla fine Galliani, con l’acquisto di Matri, ci ha pagato Tevez. L’idea di rafforzare i rivali non faceva impazzire Agnelli ma ha prevalso la volontà del giocatore che ha voluto Milano rifiutando  Napoli. Se sono vere le cifre di cui si parla, per Matri la Juventus mette a bilancio una plusvalenza di 1.850.000. L’ingaggio era di 4.400.000 lordi. Due anni e mezzo in bianconero con critiche e consensi, 81 presenze, 29 gol, 2 Scudetti, 2 Supercoppe Italiane vinte. Con l’uscita di Matri torna ad essere Marchisio il primo in classifica dei marcatori della Rosa attuale (28 in 214 partite). Due mancate cessioni su tutte, poi, vanno citate. Da segnalare il forte interessamento che c’è stato da parte del Genoa per Simone Padoin, e quello del Verona per Federico Peluso, due giocatori che Conte ha portato da Bergamo, nonché due pupilli del mister. In entrambi i casi sono state fatte proposte di prestiti onerosi con diritto di riscatto, proposte però rigettate dalla società bianconera. E’ stato inoltre registrato l’interessamento da parte dell’Atletico Madrid per Sebastian Giovinco, però non è stata formulata una proposta concreta. Conte quindi non ha varato alcuna cessione nell’ultimo giorno di mercato, neanche quelle di Padoin, Peluso e Giovinco e Marotta non gli ha acquistato ne Kolarov, ne Zuniga, ne Nainggolan, ne Biabiany, ne Gilardino(160 gol in serie A, più di Filippo Inzaghi e Gigi Riva, roba che Quagliarella neanche in due carriere di fila li fa… altro che “speriamo non mi vendano Quagliarella”). Conte ha passato gli ultimi due anni a chiedere a Marotta di vendergli Quagliarella chiaramente inadatto al suo gioco. Insomma, un mercato, quello della Juve, conclusosi senza botti. La campagna acquisti della Juventus si è dunque fermata all’11 luglio. L’ultimo, frenetico, giorno di mercato, però, non deve condizionare il giudizio sul mercato bianconero. Il giorno in cui si tirano le somme, si valutano gli acquisti e si controllano le spese non deve essere l’ultimo di mercato. Se di Tevez, Llorente e Ogbonna si è detto già tutto, autentici “colpi” appaiono le conferme di Marchisio, Vidal e Pogba e i rifiuti alle offerte milionarie, piovute da maggio in poi, per dei giocatori che completano uno dei reparti più forti d’Europa. è stato anche formalizzato l’eccellente acquisto di Berardi (scambio di comproprietà con Marrone, entrambi giocheranno a Sassuolo la prossima stagione), che insieme a Zaza e Gabbiadini rappresenta una brillante continuità nella politica di controllo dei giovani talenti. la Juve è attualmente più forte nei titolari e più vulnerabile nelle riserve. Qualitativamente sembra comunque oggettivo dire che la rosa è migliorata, a livello numerico il discorso è un po’ diverso. Quando il mister dice che la rosa si è indebolita, infatti, si riferisce proprio al fatto che perdendo Matri e Giaccherini ha perso potenziale, non al fatto che la campagna acquisti nel suo complesso ha un saldo negativo e lui lo sa benissimo. Una nota negativa infatti riguarda proprio il discorso panchina, nel senso che sono arrivati due attaccanti ed un difensore, mentre sono partiti due centrocampisti (ed una punta), e questo nel corso della stagione potrebbe creare qualche problema. La coperta pare infatti corta in mezzo e o non è arrivata inoltre la tanto desiderata pedina sulla sinistra, che mister Conte desiderava esplicitamente, anche se Asamoah fortunatamente non dovrà partire per la Coppa d’Africa. La questione, però, oltre che numerica e qualitativa, è di natura tattica: Lichtsteiner è un terzino adattato, Asamoah è un mediano, nessuno dei due pare essere di ruolo. Dal momento che con due ali d’attacco effettive è umanamente impossibile giocare per un discorso di equilibri, già in queste prime uscite, infatti, si sono viste ripartenze da 4-3-3 con uno dei due attaccanti larghissimo a sinistra e Asamoah più attento in fase di copertura rispetto allo svizzero. Un 4-3-3 asimmetrico e visibile solo nei movimenti, non nel modulo di gioco. Si punterà dunque sulla rinascita di Isla e sul ritorno di Pepe a destra. Su Peluso e De Ceglie a sinistra. Un mercato, questo, condotto con pochi soldi spesi. Un mercato intelligente e ponderato, una campagna numericamente esigua, ma assai importante sul piano della qualità.

I 22 milioni spesi per Tevez e Ogbonna dovevano necessariamente rientrare: 8 sono quelli di Giaccherini, 11 quelli di Matri, in maniera che il saldo sia quasi in pareggio. Il saldo economico di questa tornata di mercato è negativo ma bassissimo, per questo avere Tevez, Ogbonna e LLorente in entrata e Matri e Giaccherini in uscita non è qualcosa di incomprensibile ma di positivo. L’impressione è che, a livello di costi, rispetto allo scorso anno, sia cambiato molto poco. Marotta ha tenuto fede perfettamente alle indicazioni di Agnelli e Mazzia: smontare e rimontare la squadra entro certe disponibilità. Il bilancio 2012-13 della Juventus dovrebbe registrare una perdita attorno ai 17mln. ma un fatturato record di 276mln. A fronte di questi ricavi, la potenza di fuoco della Juve non è di 190-200 mln. ma di 170-180 mln. Questo significa che nelle tasche di Marotta è rimasta liquidità per un altro colpo, un colpo rimasto in canna, probabilmente l’esterno tanto cercato o la riserva a centrocampo, che arriverà, a Gennaio. Da Gilardino a Nainggolan, Marotta tornerà sicuramente a bussare alle porte di Genoa e Cagliari.

Le lamentele di Conte, dunque, appaiono più strumentali che reali e fondate, il problema non è il mercato. Il tecnico non riconosce o non vuole riconoscere l’autorità ed il ruolo di Beppe Marotta. Conte è sì un valore aggiunto per la Juventus, ma va gestito dal momento che lo stesso Agnelli, scegliendolo personalmente per il dopo Del Neri, ha “autorizzato” il mister ad abusare della non autorevolezza del dg. bianconero. Una spaccatura interna, quella tra Marotta e Conte, dovuta soprattutto a due caratteri e due personalità agli antipodi. A mediare può pensarci solo Agnelli che ha permesso che il mister scavalcasse la persona di Marotta che, con tutto il rispetto, non è sicuramente Moggi. Col suo comportamento, Conte dimostra di poter destituire la società nella persona di Beppe Marotta, cosa che alla Juve non è mai stato possibile e lui lo sa benissimo sin da quando era capitano e calciatore di quella squadra autorevole e autoritaria fuori e dentro il campo. Marotta e Paratici hanno la colpa di parlare poco l’uno e niente l’altro, di essere e mostrarsi educati, in tv e in società.

Dicevamo che la squadra non si è assolutamente indebolita e lo ha prontamente dimostrato sul campo. Anzi. Analizziamo il gol realizzato alla Samp e i 4 fatti alla Lazio: contro la Samp si sono visti movimenti da 4-3-3 nell’azione del gol. Asamoah e Barzagli a fare da terzini, Pirlo e Vidal vicini, Vucinic largo a sinistra che ha favorito l’inserimento in verticale di Pogba e Tevez prima punta. Con una difesa schierata a 4, se la sono vista i due davanti e le mezzali a risolvere la pratica. Se gli esterni larghi sono spesso la chiave per aprire le difese, allargare il gioco direttamente con gli attaccanti, talvolta, porta a scardinare ancora meglio le difese avversarie. Sui rinvii anni ’80 di Da Costa, infatti, la Juve si è schierata con un 5-2-1-2, con Vidal più avanti per essere in pressione in caso di calcio corto e i 5 dietro più Pogba a staccare. Nessun contropiede, superiorità numerica doriana. Proprio quando Vucinic ha cercato di allargarsi, la Juventus ha trovato spazio. 3 uomini molto larghi dietro, 3 uomini larghi in mezzo, due punte in verticale a fare da pivot che dialogano e vengono incontro, gestiscono tempi di gioco, ritmi della manovra e velocità d’esecuzione sul fronte d’attacco, fanno entrare e uscire il pallone da una parte all’altra e, come se il gioco si articolasse in spicchi, in duetti attaccante-ala, attaccante-mezzala, effettuano movimenti in velocità, di transizione, con continui cambi dei fronti d’attacco, assecondando le ali che si buttano dentro, in diagonale. A portare la 1a pressione si alternano mezzali ed ali in base a chi, per primo, si trova in posizione più avanzata. Poi spesso avviene il doppio taglio per vie centrali prima sul lato forte, poi sul debole, da parte di mezzali, ali e attaccanti, mantenendo sempre l’ampiezza del campo o con una mezzala o con un’ala sempre vigile. A tratti sembra che a centrocampo l‘obiettivo sia quello di lasciar giocare Pirlo da solo con i due attaccanti, libero da marcature per ragionare, con Vidal e Pogba che si allargano subito per “sgomberare” tutto il centrocampo e far arrivare il pallone alle punte, verticalizzando. Sagacia, intraprendenza, intelligenza tattica. Squadra che in queste prime uscite ha effettuato più verticalizzazioni per il tandem offensivo e tanti cross dalle fasce per una Juventus che si prepara a Llorente. Meno tiri in porta, meno occasioni degli avversari(la Lazio ha tirato 17 volte, 11 volte nello specchio ma sempre da fuori area) ma più gol. Cinismo e sintomo di crescita.

Con la Lazio, invece, i gol sono stati il frutto di automatismi di squadra assimilati da tempo. Non c’è buona esecuzione senza rapidità, precisione, intensità. Si cade nella prevedibilità e nella lentezza di esecuzione. Un’azione è efficace se eseguita con velocità e istintività. E’ in quest’ottica che la qualità dei singoli fa la differenza. Ecco perché l’innesto di Tevez e il salto di qualità, capace di conferire alla manovra estro, guizzo, imprevedibilità. La Juve sa quello che deve fare, sempre, come e quando farlo, con infinite variazioni sullo stesso spartito. Ha “conoscenza” e “coscienza” di se e degli avversari. Ha nella qualità delle letture dei movimenti propri e degli avversari e nella sincronizzazione con i compagni i propri punti di forza. Nel lavoro, nel sacrificio, nell’attenzione, nella cura dei particolari i suoi segreti. Per questo quando non ci sono questi ingredienti, la manovra appare prevedibile, lenta e i movimenti scontati. La meticolosità del lavoro di Conte porta a studiare, prevedere e anticipare le linee di gioco altrui. Lo schema, invece, è lo strumento che fa acquistare sicurezza al calciatore e dà differenti soluzioni in base alla lettura della difesa. Primo gol: Giropalla difensivo. Poi Chiellini – Pogba – Tevez – Pogba. Vucinic che osserva. Vidal che s‘inserisce e segna. Secondo gol. Altro schema: Vidal che s’inserisce sulla linea degli attaccanti, Vucinic fa da boa e Tevez che questa volta resta a guardare. Terzo gol, altra azione classica: lancio di Bonucci, taglio di Vucinic ad allungare la difesa e contemporaneo movimento incontro di Tevez. Quarto gol, altro classico movimento delle punte: Vucinic e Tevez spalle alla porta, in verticale. Il primo liscia, il secondo segna. Ed il gioco è fatto. Alla prossima.

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Quell’insostenibile voglia di Kakà

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

 

Finalmente si è chiuso il calciomercato, così abbiamo scongiurato definitivamente la possibilità per Marotta di fare troppi danni alla voce ”uscite”, dopo aver fatto sostanzialmente bene a quella ”entrate”. Il mercato si è chiuso con il ritorno di Kaka al Milan che così sostituisce Boateng, uno che praticamente era due anni che non giocava come si deve, con uno che sostanzialmente è tre anni che non gioca proprio, nè come si deve e nè come non si deve. A Milano era troppa l’ invidia di avere in rosa un ogetto misterioso da 4 milioni l’anno come lo abbiamo noi (Llorente) e quindi hanno provveduto a fare altrettanto. Sono pronto fra i due a scommetere sul nostro. Troppo strana tutta l’operazione Kaka per essere un operazione pure riuscita. Strano che Ancelotti l’abbia fatto partire dato che era il suo mentore, così come è strano che il Milan avendo la possibilità di blindarlo con 5 anni di contratto gliene abbia fatto uno di soli due anni.

Infine è oltremodo strano che il Real lo abbia di fatto regalato senza che nessuno oltre al Milan si sia proposto di ingaggiarlo. A proposito di Real: tutti si sono scandalizzati per i 100 milioni spesi per Bale che sono effettivamente tanti. Pero’ se andiamo a contare i 40 presi per Higuain i 50 per Ozil, i 12 per Albiol e i 10 presi per Callejon a me pare che il Real s’è comprato Bale e gli è avanzato pure il resto. Forse che forse… i fessi sono altri?

 

E vittoria fu …

 

 

 

vidalScritto da Cinzia Fresia

Se la Sampdoria è una “brutta bestia” per noi, non vi è alcun dubbio che noi lo siamo per la Lazio, stesa 2 volte, quasi stesso risultato nello spazio di due settimane. E non se l’aspettavano i bianco-celesti di farsi così male, arrivati con l’intento di vendicare la perdita della super coppa, rispediti al mittente con nulla in mano se non la tristezza e l’umiliazione.
E’ evidente quanto si cominci a vedere qualcosa in attacco, iniziando da Tevez, il nuovo arrivato che ha riempito di interrogativi la stagione estiva, dimostra di essere un giocatore con un ritmo molto alto, così facendo la squadra riesce ad andargli dietro aumentando il livello di prestazione. La velocità nel dribblare e la disinvoltura in cui si coinvolge nelle azioni  diventerà l’incubo peggiore di tutte le difese che proveranno a  fermarlo.  Detto questo, l’uomo che sta prendendo le redini della prima parte di campionato sembra proprio Vidal. Il terzetto, Vidal-Pogba-Tevez appare profondamente in sintonia e molto affiatato, insieme hanno costruito in questa fase di partita i gol che hanno fatto volare la Juventus verso il 4 a 1. All’inizio, lo dico sinceramente non sembrava, si sono trascinati per un po’ non sapendo cosa fare, ma poi è bastato il primo gol a seguire il secondo che la Juve è uscita fuori alla grande.

La Lazio ad un certo punto non ragionava neanche più, a parte l’unico gol segnato da Klose, il resto è stato un patimento, e francamente non ho mai visto una squadra andare in crisi e giocare così male, soprattutto in difesa. Forse abituati dalle prodezze di Marchetti  non in serata, i laziali si sono persi senza mai ritrovarsi.

Il sig. Bergomi, ha addirittura commentato quando la Juve era addirittura arrivata al terzo gol, di  Vucinic, che in fondo era tutto aperto e che la Lazio doveva solo darsi da fare come ad inizio partita. Se non li avesse già, all’ex giocatore dell’Inter gli regalerei un paio di occhiali, e pensare che questo era un ex calciatore persino nazionale, la Lazio non è mai stata battibile sabato scorso, che possa aver giocato un poco meglio ad inizio match, forse, ma si vedeva che non prendeva una mazza nemmeno per sbaglio, e nonostante la fortuna di Klose ad aver segnato, sono arrivati 2 gol subito dopo.

Forse al sig. Bergomi è sfuggito un certo tipo di lavoro che ha svolto Pogba. Queste figure a centro campo sono diventate preziose tanto quanto gli attaccanti che hanno grazie a questi colleghi la vita un po’ più facile. Vedi Vucinic che dai che ti ridai ha segnato. Non che abbia fatto chissà cosa, però in terza battuta non  è stato  inadeguato,  ha avuto l’occasione e non l’ha sprecata. L’aria di cessione forse gli avrà fatto bene o magari è semplicemente così, oggi però la Juventus è nelle mani di qualcun’altro e noi tiriamo un respiro di sollievo. Bisogna comunque dire, che la direzione di Pirlo non  manca mai e quando è in forma la sua presenza è ancora fondamentale.

Al posto dell’allenatore

Conte non ha sbagliato niente. Ha vinto schiacciando l’avversario che non si è mai rialzato, ancora psicologicamente ammaccato, il nostro allenatore ha tirato fuori una delle sue “zampate” preferite e basta, la Lazio a casa.

Noi speriamo ..duri ..quello  che ci auguriamo è che la Juve sia sempre così, affronti con forza tutti quelli che arriveranno dopo, chi rinforzati chi no. Le premesse ci sono tutte e spero che ciè che abbiamo visto, non sia “troppo bello” per essere vero.  Che dire, ragazzi complimenti ed andate avanti così!

 

 

Juve, se ci sei batti 4 colpi.

FBL-ITA-JUVENTUS-LAZIO

 

Articolo di Alessandro Magno

 

La Juventus c’è eccome e se n’è accorta ieri la Lazio, che è tornata a Roma con le ossa rotte e con altri 4 schiaffi. I caroselli a Napoli sono durati giusto l’arco di una mezz’ora. Giusto il tempo che iniziasse la partita della Juve. A proposito di Napoli, abbiamo una certezza in più da ieri sera: Napoli grande attacco ma difesa da serie B. Albiol, Maggio, Reina, Britos e anche Zuniga perchè no… francamente non li vorrei neppure regalati.

Tornando ai fatti di casa nostra, che si può dire di una serata praticamente perfetta? Grande pubblico, grande squadra … motivazioni e fame ancora tante. Allora parliamo un poco dei singoli. Una tiratina d’orecchi a Buffon che sul gol ha fatto il Reina ma del resto è l’unico errore in una serata perfetta. Vidal fenomenale, Bonucci anche, Pogba commovente. Vucinic a cui come ho detto in passato, fa veramente un casino bene la concorrenza e l’essere messo in discussione. Tevez, di un altro pianeta e si vede. A parte l’abnegazione a recuperare decine di palloni come l’ultimo dei mediani, ma che numeri! La traversa, il gol con dribbling secco e palla a giro di giustezza nell’angolino. Mi ha ricordato certi gol che faceva e fa Del Piero.  Degno erede. A proposito di questo apro e chiudo una piccolissima parentesi. Non trovo giustificato l’odio o comunque il fastidio che nutrono alcuni tifosi verso Tevez, in quanto successore di Del Piero. Francamente non trovo ci sia bisogno di odiare qualcuno per dimostare l’amore verso qualcun’altro. L’amore se è ossessivo non è più amore ma una patalogia da curare. E chi mi conosce sa che per me Del Piero resterà sepre il numero uno a Divinis. E chiusa parentesi.

In verità di errori grossolani non ne ha fatti solo il nostro buon SuperGigi. Vorrei non passasse inosservato sull’onda del 4-1, un clamorosissimo rigore negatoci sul 1-0. Con il difensore laziale (mi pare Radu ma dato che le tv non è che c’è l’han fatto poi rivedere…) che placca a mò di rugby, uno scatenato Tevez, che l’aveva saltato e s’involava verso la porta. Tutto questo sotto gli occhi (era a circa 4 metri) di Tagliavento, che fa finta di non vedere. Praticamente non se la sente. Iniziamo? No perchè sull’1-0 quello è un penalty che può risultare decisivo, e ho imparato col tempo ad ”apprezzare” come gli arbitri italiani siano più propensi a darci i rigori quando non contano una beata minchia a differenza di altre squadre che godono, sull’argomento, di un trattamento di favore.

Concludiamo dicendo un paio di cose sulla conferenza stampa pre partita di Conte che ha destato qualche polemica. Intanto Conte è uno verace e sanguigno, ed è solo da apprezzare se in conferenza stampa è sincero e non sempre scavato e navigato come tanti che usano le telecamere a proprio uso e consumo, oppure ci riempionola testa di banalità. Conte è uno che dice quello che pensa e non sempre quello che pensa può piacere. Ci stà. Mi ricorda in questo Lippi, che a volte era così schietto da sconfinare nell’antipatia. La Juve secondo me non si è indebolita affatto rispetto all’anno scorso. Sono entrati Tevez , Ogbonna e Llorente e sono usciti Anelka, Bendtner, Giaccherini e Matri. E’ evidente che i rinforzi siano meglio dei partenti (nonostante la mia infinita stima agli ultimi due). Quello che invece penso volesse dire Conte e al solito è stato manipolato, è che magari noi vendiamo subito qualcuno dei nostri quando c’è l’occasione e monetiziamo. Magari vendendo a un altra concorrente come il MIlan. Poi invece, facciamo un sacco di difficoltà a reperire chi ci serve. E questo soprattutto sul mercato italiano, vedansi alle voci Jovetic, Zuniga, Naingollan eccettera. E su questo come dargli torto a Conte.

Juventus Lazio 4-1. Sintesi.

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