Archivio Mensile: Settembre 2013 - Pagina 2

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Quando abbiamo iniziato pensavi potessimo arrivare alla cinquantesima puntata?

Non penso mai di poter arrivare alla fine. Anche se di fatto vince sempre lei. Esperienze belle o brutte, amicizie importanti e non, cose a volte talmente irrilevanti da potermi stare sul palmo della mano: tutto finisce senza che lo voglia, senza interpellarmi, come fossi una variabile casuale. Perché non tendo mai a finire nulla, tendo a continuare tutto all’infinito. Perché sono un uomo e ho la sindrome dell’harem: rapporti, nemici, tic, abitudini, cose che non dirò mai. Non abbandono niente perché tutto mi sembra mio. Anche il male. Tutto mi sembra utile per passare ogni notte una notte diversa.
Anche questa rubrica finirà ma non quando lo vorrò.

È stato faticoso ? Se ci pensi sono 150 fra domande e risposte.

E’ stato più faticoso per il lettore leggere. E non mandarsi a cagare per il tempo perduto. Per te non è stato faticoso perché sei un amico che ha cercato di tenere in vita la mia voce. Per me non è stato faticoso perché sono un giornalista e mi viene naturale fregare il lettore.

Premesso che continueremo con questa rubrica quando hai intenzione di tornare a scrivere editoriali? Per me o anche per altri siti.

Il tuo sito ha il tuo stile. Tu sei Springsteen. Onestà intellettuale, vigoria fisica, una scarica di adrenalina pulita e leggibile da tutti. Se scrivessi editoriali per te, sarebbe come se Springsteen ospitasse Hannah Montana, una troietta con mossettine di plastica. Per il resto il panorama è chiuso. Giornalettismo mi ha messo al bando per sempre, altri amici sono impegnati a vivere. Ju29ro è una esperienza morta sul nascere, non posso scrivere sotto dettatura degli avvocati. Juventibus è un rullo autoreferenziale tra barzellettieri assediati, bravi ragazzi con le migliori intenzioni di difenderci da tutto e tutti tranne noi stessi, giornalisti che promanano direttamente dalla casa madre Juve.  Li stimo tutti ma non fa per me. E’ la meglio gioventù ma una volta scrivevo per “La voce del padrone” e credo si fosse più liberi o zotici lì sopra. Intendiamoci, non esiste la libertà. non nella scrittura. E non sono certo uno di quelli che intende il giornalismo come una Woodstock che salvi e illumini le coscienze. Tuttavia anche la libertà condizionata deve essere sexy. Che rimane ? Tuttojuve. Con Criscitiello ebbi un abboccamento tramite Moggi. Facemmo un patto di collaborazione ma Criscitiello a Moggi ormai vuol bene un giorno si e l’altro chissà. IlNapolista ? Non posso continuare a perpetuare per sempre lo stesso pezzo, lo juventino a Napoli che spiega ai napoletani scemi come si possa tifare per la squadra migliore di tutte. Altro non vedo. Quindi zero possibilità, che poi la verità è un’altra. La mattina dell’8 Novembre 2011 Oliviero Beha sollecitato da Giuseppe Simone mi offrì aiuto e collaborazione per una casa editrice. Voleva scrivessi a un certo livello, come d’altronde voleva la buonanima di Carletto Juliano che mi voleva bene e stimava. La sera dell’8 Novembre 2011 mi si è rotto dentro qualcosa. Credo abbia a vedere con il rifiuto della mia scrittura come totalmente inutile visto che al Direttore non era servita a niente data la condanna. Ho mandato tutto in vacca da allora, scientificamente. D’altronde era naturale finisse così. Ricchiuti è Pinball wizard, un bulletto roccocò dal talento inutile reso più alto da parole usate come stampelle. Un ego prolungato dal fascino delle parole che innamorate di lui finivano al posto giusto a ritmi infernali come palline da flipper, un prepotente destinato a uscire di scena che lottava contro il tempo e gente che non sa leggere, sentire, parlare come Tommy. Oggi è rimasto poco. Anzi sono rimasti i ricchiutisti, un branchetto di groupies da far invidia agli One Direction dedite al culto di un fantasma tecnicamente ancora vivo.
Non li capirò mai.

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Juventus-Verona Hellas – 22.09.13 – Torino Juventus stadium

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Scritto da Cinzia Fresia

Ancora tramortiti dalla delusione Copenaghen, rieccoci nuovamente in performance con il Verona Hellas, rientrato in serie A,  a Torino. E’ difficile fare previsioni nella condizione in cui versiamo, l’istinto vedrebbe una bella vittoria, ma la situazione chiama cautela. D’altronde il Verona attualmente è ad un punto di scarto dalla Juve, e la scorsa settimana ha vinto contro il Sassuolo. Per noi che attualmente facciamo fatica, anche un incontro sulla carta facile facile potrebbe diventare un incubo più che con l’Inter.
Vedremo come Conte affronterà la partita e soprattutto con chi. Tempi duri a parte, la Juventus non dovrebbe avere problemi contro la formazione scaligera e se il buon senso ci accompagna dovremo assistere ad un altro trionfo in quel di Torino. Augurandocelo vivamente, la Juventus dovrà stare attenta alla determinazione di una squadra che reduce dalla serie B, ha tutta l’intenzione di non ritornarci, senza guardare in faccia nessuno.
Il match è stato assegnato all’arbitro Bergonzi per noi Juventini una vecchia conoscenza, ponendoci in modo positivo, speriamo in una bella vittoria che ci farà dimenticare i dolori europei.

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Considerazioni su Inter Juve e Juve Copenaghen.

Con l’Inter siamo stati molli. Arrivavano prima loro sulla palla. Ma siamo riusciti a raddrizzarla e potevamo anche vincere. Col Copenaghen siamo stati superficiali nel primo tempo. Ma poi l’abbiamo trasformata in un tiro al bersaglio quasi parossistico e dovevamo anche vincere. Peccato il tiro al bersaglio sia continuato fuori dal campo, con Conte nel mirino di tanti. Quando si sbagliano venti goal, discutere l’allenatore è sbagliato.

Il tuo giudizio sul turn over e le sostituzioni di conte.

Le condivido tutte. Con l’Inter ha fatto bene a insistere con Vucinic perché anche su una gamba sola è già affiatato con Tevez. In Danimarca ha fatto bene a evitare di intasare l’area con un brindellone come il basko preferendogli un brevilineo come Giovinco.  Certo, sono decisioni opinabili dati i risultati. Due pareggi alla Juve non sono come altrove, da noi si vince o si muore, è la nostra ragione sociale. Quella che esce fuori da questa settimana è una Juve danese, una Juve Amleto. Però nel dubbio, essere o non essere con Conte, sto dalla parte più sicura.

kakà già infortunato era quello che ci si aspettava?

Sarà contento Allegri che così potrà giocare col 4-3-3.

RITORNO AL PASSATO.

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di Davide Peschechera

Questa Juve è un giallo. No, non la maglia. Mentalità, atteggiamento, approccio timido, impaurito e provinciale. Sembriamo ubriachi da sabato. Probabilmente una partita preparata così, sulla falsariga di quella disputata con l’Inter, senza la voglia di portare troppa pressione, aspettando l’avversario. Nonostante la lezione danese della scorsa stagione. 1-1 col Nordsjaelland, 1-1 col Copenaghen. A distanza di un anno, non abbiamo ancora capito con che atteggiamento giocare in Champions? Se infatti la scorsa stagione si potevano accampare scuse legate all’inesperienza, alla desuetudine a giocare certe partite, questa volta scusanti non ce ne sono. Non può essere una scusante la stanchezza, visto che siamo appena ad inizio stagione. Avversari modesti ma convinti e vogliosi contro bianconeri molli, senza dinamismo e cattiveria. Si vede che la nostra Juve non è ancora matura, non ancora cresciuta, è rimasta quella dello scorso anno in Europa. Il divario tecnico sembrava enorme, ma in campo si è vista una squadra, la nostra, lenta, impacciata e perennemente sotto ritmo, a tratti addirittura assente di testa oltre che di gambe, incapace di organizzare un’azione degna di nota. “Abbiamo avuto una dozzina di occasioni, il loro portiere ha fatto miracoli“. Diciamola tutta: “A quello (il portiere, ndr.) abbiamo tirato sempre addosso. Il risultato è molto, ma molto peggiore di quello ottenuto lo scorso anno su questo stesso campo, perché è stato ottenuto all’esordio contro la peggior squadra del girone, destinata a perdere le restanti partite. Il pari contro il Nordsjaelland arrivò alla terza giornata, non alla prima. Ma attenzione. La Juve non ha giocato bene, nonostante il gioco macinato, le occasioni sprecate, la sfortuna e il portiere. E l’1-1 sta pure stretto. Ce la siamo cercata con ostinato masochismo. Ma alcuni errori Conte li ha commessi, principalmente uno: Ogbonna centrale difensivo, all’esordio assoluto in CL, spaesato ed a tratti osceno, e Bonucci che, spostato a destra, oltre a veder limitato il proprio apporto in fase di costruzione(in confusione lì a destra sembrava quasi imprecasse di tornare al centro ad impostare), ha faticato tremendamente a rincorrere l’uomo. Pacchetto arretrato inedito anche se obbligato anche dal recente stop di Caceres, ma troppo fragile e troppe lacune in fase di impostazione. Il centrocampo ha faticato ad imporsi. Non fa più possesso, non ha ritmo, non s’inserisce più senza palla. è apparso piuttosto scolastico e lento, con le due solite opzioni “palla spalle alla porta alle punte” o “appoggio all’esterno”. Forse col rientro di Marchisio si ritroverà anche la brillantezza che favorisca l’intera transizione offensiva con un Pogba meno lezioso.

Le punte: smarrito Llorente, ricomparso Giovinco assente da Maggio, Quagliarella che a conti fatti doveva partire ma fa un gol, colpisce una traversa e non gioca per 45 minuti. Appurato che ogni allenatore ha il diritto di optare per le scelte che ritiene maggiormente redditizie, appare assai curiosa la gestione del centravanti di Pamplona. Quando arriverà il momento di Llorente? 16 calci d’angolo ed una trentina di cross piovuti dalle zone di Wiland. Niente da fare, non siamo riusciti a vederlo nemmeno stasera. Poi la partita di Tevez, che deve far riflettere. Perfetto in ricezione e impostazione, fallimentare in quella realizzativa. Poco lucido. E quindi? Matri e Quagliarella osceni con lo stop di palla e sua protezione, Giovinco in quella realizzativa. Tevez un grande, ma non può fare tutto lui. In molti criticano Vucinic ma quando non c’è sono dolori. Quindi deve affiancarlo uno che sappia segnare. Costa qualcosa provare, appunto, Llorente? Quanto indietro è questo giocatore rispetto agli altri per non giocare? Ad oggi, sembra che per Conte Llorente sia più scarso di Matri e invece non è così.

Giusto fare turnover col Copenaghen, anche se visto come la Juve si comporta in Europa, forse dalla prossima è meglio fare turnover in campionato e scendere in Europa, contro qualsiasi tipo di avversario, con la squadra titolare. E poi il Conte intervistato a fine gara giustifica così l’ingresso di De Ceglie e non di Asamoah, per Peluso, al 75’: “Contro squadre fisiche come questa il pericolo di prendere gol su palla inattiva è altissimo, e per questo quando ho tolto un corazziere ho preferito metterne un altro, De Ceglie, invece di Asa”. Sì, decidendo per “attitudine fisica”, non tattica e tecnica, e subendo comunque un gol da calcio piazzato nell’unica azione dei padroni di casa, e preoccupandosi della difesa in una partita che devi vincere. Salvo poi inserire, a proposito di centimetri, Giovinco e non Llorente: “Perché non ho schierato lo spagnolo? Ho preferito puntare su Quagliarella e Giovinco, attaccanti svelti, rapidi, brevilinei” In due minuti è riuscito a contraddirsi. Così l’ingresso di Isla e non, ad esempio, di una punta: “Ho cambiato per portare un po’ più di vivacità a destra”. A 4 minuti dalla fine? Stanchezza non può essere, cambio tattico neanche: esterno per esterno, non cambia nulla. Non può averlo fatto per perdere tempo, ne per turnover, allora? Boh. E De Ceglie che, freschissimo, da solo, dal limite dell’area, fa un retropassaggio di 50 metri a Buffon come si spiega?

Il calcio è una materia opinabile ma sembra che stia mettendo il suo ego davanti all’interesse della squadra per far guerra a Marotta, ai microfoni sembrava quasi innervosito ed irritato dalle domande dei giornalisti, rassegnato, sereno, non oserei dire “felice” del pareggio. Lui stesso senza fame. Ho la sensazione che Conte a volte pensi più a mandare segnali di fumo alla società che a vincere, come se riesca a tenere tutto sotto controllo e sia sicuro di vincere la prossima “spaventando”, intanto, la società. Come se questo risultato, per lui, non complichi tremendamente le cose. Persino derisi con sombreri e torello a fine primo tempo e, per non perdere palla, azioni sempre più lente e prevedibili. D’accordo con l’ingresso di Giovinco, ma se inserisci esterni per crossare e fai uscire pure Quagliarella, perché non metti Llorente? Abbiamo giocato una partita alla rovescia. 60 minuti di lanci lunghi quando la difesa avversaria giocava alta e poteva essere sorpresa palla a terra in velocità(come ha ammesso Conte in conferenza), ma ha giocato 30 minuti finali di forcing palla a terra e movimenti spalle alla porta contro un catenaccio, con esterni per i cross, Llorente in panca. Assalto finale condotto con Tevez-Giovinco che in due non ne fanno uno. Vuole dimostrare che senza Matri e Giaccherini non si può vincere? E gli esterni allora in base a cosa li cambia? Solo in nome di un turnover fine a se stesso, con tabelline dei minuti alla mano, o necessario e funzionale alla partita?

Ha fatto semplici cambi conservativi. Non si può essere prigionieri di numeri e modulo solo perché si vince. Serve più dimestichezza alcune volte. Così sembra che la mentalità sia quella di non prenderle. Conte ha paura di perdere? Preferisce coprirsi bene, affidarsi più che può ai suoi soliti pupilli, ai soliti, efficaci, principi di gioco, seppur ridotti ormai all’osso, e urlare/sbraitare da bordo campo come sempre? Non è bella la mentalità che lentamente si sta facendosi strada. Sembra quasi che non volesse vincerla. Invece di osare e finire la partita con gli uomini migliori in campo, l’abbiamo finita con gli uomini peggiori. Ricordate Juve-Catania con gol di Giaccherini al 90esimo? Dentro Matri, Quagliarella, Giaccherini, per Vucinic, Giovinco, Asamoah. Spregiudicatezza giustamente premiata con una vittoria scudetto. Io ieri, sull’1-1, avrei messo dentro Giovinco per Peluso, Llorente per Quagliarella, Isla per Lichtsteiner . 3-4-3 mascherato, con Pogba esterno, ma 352 propositivo a conti fatti. Perché 511 passaggi, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio, una sola rete e l’impressione di non averci provato abbastanza, non è qualcosa di logico. Per non parlare dei calci d’angolo battuti corti(e i colpi di testa che non si vedono neanche da calcio d’angolo), mai un tiro da fuori area o un calcio di punizione dal limite. Mai il gol “semplice” che ti cambia la partita”. 30 gol totali nel martedì di Champions ma la Juve che crea più occasioni di tutte nell’unico match finito pari. Vincitori morali?

Secondo me è riemersa anche la differenza abissale che c‘è tra i panchinari ed i titolari. Nelle altre big d‘Europa questa differenza non si nota. Mi spiego. Non che i nostri panchinari siano più scarsi di altri, ma nelle altre big non si notano differenze in campo tra titolari e panchinari. Magari Conte deve fidarsi di più di certi giocatori inserendoli anche prima dell‘ 80esimo se si sta vincendo, per amalgamare meglio il gruppo.

Amo Conte e amo la Juve. Il mister lo adoro e non lo cambierei con nessuno per ciò che abbiamo vissuto in questi due anni. La Juve un cantiere sempre aperto a livello di gioco e quasi sempre vincente nel complesso. E’ un pari che fa male più per come è venuto che per il pari in se. Lo dico perchè alla Champions io PERSONALMENTE non credo, forse neanche il mister e se avessimo realizzato anche solo la metà delle occasioni, parleremmo comunque di un’altra partita. Ma è insopportabile sentire che Conte non si puó criticare. Nessuno nasce già imparato. Perché non si può criticare Conte o la squadra? Per lui nutro una specie di venerazione ma non è corretto non criticarlo per paura di perderlo. Criticare nel merito sì, processare no. Criticare squadra e allenatore dopo aver buttato via una partita come quella di stasera non solo è utile, ma doveroso. E pure questa volta, anche lui sa di aver sbagliato, ancora.

Rubrica #AttimidiJuve
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Copenaghen – Cappellaghen 1-1

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Articolo di Alessandro Magno

 

Ho voluto aspettare qualche ora per cercare di fare un analisi della partita la più onesta possibile. Premesso che se uno solo di quelli che si sono presentati a tu per tu col loro portiere avesse segnato, staremmo a parlare d’altro e sulla mira ”ad minchiam” dei nostri l’ altra sera, Conte non ha alcuna responsabilità, le domande che mi sono posto sono le seguenti:

Intanto personalmente il turn-over mi è piaciuto. Peluso e soprattutto Quagliarella sono stati fra i migliori. Ogbonna a gol preso, non ha giocato poi male. Molto peggio Chiellini ultimamente in stato confusionale. A proposito di Quagliarella mi pare che quando gioca, ”il ragazzo”, spesso e volentieri timbra il cartellino. Allora perché gioca cosi poco? Perché deve per forza uscire lui, quando ha fatto il gol e preso una traversa, dimostrando di avere il piede caldo? Perché Ogbonna centrale al posto di Bonucci e Bonny laterale al posto di Barzagli ma non era piú semplice Ogbonna al posto di Barzagli punto?

Perché questo approccio sbagliato? Ci siamo di nuovo ridestati dopo aver subito il gol come a Milano. Ma è possibile che i ragazzi non trovino i giusti stimoli per la prima di Champions? E a un solo mese di distanza dove è finita la Juve in grado di asfaltare la Lazio sul piano atletico e dinamico? E perché non l’ingresso di Llorente? L’altra sera chi come me aspirava a vedere di tanto in tanto una Juve a tre punte, ha capito che non la vedrà né ora né mai. Se infatti non si ha il coraggio di ”osarle” contro il Copenaghen sull’ 1-1 credo che non si oserà mai. Peccato! Mi domando come fanno gli altri a questo mondo a giocare o ad aver giocato col 4-3-3 senza Pepe in rosa, come il Barcellona di Guardiola o la prima Juve di Lippi che non avevano Simone Pepe, l’unico unto dal Signore e da Conte per fare il 4-3-3.

Mi chiedo come mai un grande preparatore atletico e mentale come il nostro Mister possa essere così completamente privo di fantasia da togliere un terzino e mettere un terzino, togliere un attaccante e metter un attaccante, togliere un’ala e mettere un’ala? Ma così l’allenatore scusate, ma lo so fare pure io; e non ho studiato a Coverciano. Ho sempre pensato che un Mister debba essere anche un grande stratega. Conte a strategia, mi fa male dirlo, ma sta sottozero. È come un pugile che conosce solo un modo di boxare e va avanti sempre a testa bassa fidandosi di quello che sa fare. Ma così facendo quando trova ”il suo” non ha nessuna speranza! E l’imprevedibilità scusate dov’è?

In ultimo la giustificazione che ha dato sul mancato ingresso dell’attaccante Basko è veramente pessima, lo giustifico in quanto data a caldo, ma è una roba che non si può sentire: ”Contro dei difensori alti e grossi mi servivano attaccanti veloci”. Be raga, quindi gente come Klose, Mario Gomez, Ibra, Luca Toni, insomma tutti gli attaccanti sopra l’1-90 di altezza, non possono giocare a calcio se non contro difensori col fisico di Giovinco. E certo li troviamo in centr-Africa i difensori come Giovinco, fra l’altro è oltremodo strana ”sta” roba perché io ho visto spesso Seba (non ieri sera), giocare contro difensori alti e grossi tipo Luiz o Terry e spiaccicarsi contro tipo una mosca contro un vetro. Si vede che Conte ignora l’ esistenza del termine: “Fare a sportellate in area di rigore”.

Queste sono tutte le domande che mi sono posto e non a tutte ho trovato delle risposte. Sono convinto che questa Juve sia molto forte e che il nostro tecnico sia molto bravo, come che la campagna acquisti sia stata azzeccata. Sono però altresì convinto che bisogna lavorare per migliorarsi sempre a iniziare proprio dal tecnico.

In conclusione si sono persi due punti determinanti in maniera stupida e questo fa male. Occorrerà andarsi a riprendere questi due punti su altri campi costi quel che costi. Sono convinto che passeremo il turno. Certo ci siamo complicati la vita da soli. Ne facevamo volentieri a meno.

 

 

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Copenaghen – Juventus 1-1 Sintesi

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Copenaghen-Juventus (Champions league)Parken Stadium – “E Conte non urla più”

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Scritto da Cinzia Fresia

Dopo aver visto questa tristezza di partita, mi sono calata nei supporter che, poveretti, hanno preso un freddo micidiale per assistere ad uno spettacolo a dir poco deprimente, mi è dispiaciuto per loro e  per ciò che hanno speso, a veder fallire 11 palle gol, era meglio stare a casa.

Penso di aver visto una delle partite peggiori non da inizio stagione ma dell’era Conte, mi sorprendo sinceramente anche se forse qualche sentore poteva esserci, considerata  la partita di sabato. Ma contro l’Inter è stata un’altro tipo di Juve,  e comunque il Copenaghen, una  squadra  assemblata della terza media,  per un colpo di fortuna ma soprattutto di errore nostro è passata in vantaggio.  Potevamo vincere? Si doveva stravincere, dopo essersi scrollata “le ragnatele” del primo tempo,   il gioco l’ha fatto la Juve. In 45 minuti di gol se ne potevano fare, invece il nulla, tranne per Quagliarella il quale ha deciso che era per lui venuto il tempo per segnare. Eh meno male, il rischio di perdere era autentico.

Ma che succede? Non abbiamo bisogno di eminenti giornalisti per accorgerci che qualcosa non quadra, è vero che alcuni  sono in infermeria, ma non è una scusante. Conte non urla più, osserva svagato, depresso e triste. Con un filo di voce si è presentato ai microfoni di sky, biascicando alcune giustificazioni senza particolari  convinzioni. Anche stasera i cambi hanno lasciato a desiderare, ma probabilmente non sarebbe servito far debuttare un Llorente se si sbagliano 11 ipotetici gol. Esaminando la partita, la Juventus è andata in campo senza il minimo entusiasmo, sembravano al supermercato, o al bar davanti al cappuccino e la brioche, fate voi,  ovvio che, il Copenaghen  per mediocre che fosse, da furbo ci ha messo non solo in difficoltà, ci ha fatto ballare per 45 minuti. Certo il secondo tempo è stato nostro, anche se mi vergogno a dirlo poichè  fallire 11 tiri è da squadretta di frazione, nemmeno di paese. Mi aspettavo di vedere la Juventus che ha sfidato la Lazio, che l’ha punita e zittita infliggendole 4 gol e  non mi direte che il Copenaghen sia  più forte della Lazio. Qualcosa non va, forse per Conte l’idillio si sta spegnendo, non è possibile attribuire la debolezza della Juve, per la partenza di Matri e Giaccherini, ma convenite che non è la stessa dell’anno scorso.  Ogbonna è un gran bravo ragazzo ma  tecnicamente non è adeguato a sostituire Barzagli,  colonna portante della difesa, Tevez, è il giocatore che sta giocando meglio attualmente insieme a Vidal,  non è un top player, è in gamba non lo si mette  in dubbio, ma un top player davanti alla porta non sbaglia.

Al posto dell’allenatore

Stasera mi sarei messa le mani nei capelli, perchè non era la squadra che eravamo abituati a vedere, quindi inserire questo o quello non cambiava molto, una cosa è certa, che Conte ha un debole per gli scarsi e  inserire Isla e Giovinco non l’ho capito, lui dice che essendo i danesi uomini molto alti, non si doveva rispondere con giocatori dalle stesse caratteristiche, questa è la giustificazione poco credibile un po’ campata per aria, come si dice qui da noi, va detto che non si è nascosto dietro ad un dito, ammettendo che non va bene  sbagliare 11 tiri.  Da quando Llorente è arrivato qui avrà giocato 2 minuti, è lampante che il nostro allenatore poco gradisce questa presenza desiderata da altri e non da lui. E’ comunque sbagliato non farlo giocare mai.

Tutti i nodi saltano al pettine, anche un cieco si sta accorgendo che Conte non è più in armonia con l’ambiente.

Sperando che tutto si aggiusti e che questa brutta figura non la ripeteremo più, lecchiamoci le ferite che domenica c’è il Verona, che è un po’ di più del Copenaghen.

 

 
 

Copenaghen-Juventus “well come back champions league!”

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Scritto da Cinzia Fresia

La champions è uno dei tornei di calcio più belli da seguire, le migliori di Europa si sfidano per la conquista del più prestigioso trofeo europeo, la coppa dei Campioni. Il nostro percorso inizia con in Danimarca con il Cophenaghen, reduci da un pareggio ricco di curiosità, non vediamo l’ora di assistere alla partita di domani, che vedrà la Juventus impegnata a conquistare la prima vittoria del girone.

Nonostante gli attestati di stima che arrivano da tutto il mondo e che vede la Juventus super favorita, sarà importante non sottovalutare gli avversari, che non si faranno intimidire.

Vista la partita di sabato, difficile fare previsioni, il gioco dovrà essere diverso da quello adottato con l’Inter, e soprattutto non dovremmo fallire occasioni da gol e se ci si riesce magari anche vincere. Ironia a parte, per i nostri comincia una serie di incontri con “tipi tosti”. E’ superfluo dire che la Juventus può farcela, sempre impegnandosi.

Per certi parametri avrebbero vinto loro invece è solo un pari

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Articolo di Alessandro Magno

 

Inter-Juventus. Iniziamo con una battuta messa come titolo così sdrammatiziamo subito con chi ci da già per morti e prendiamo in giro un poco Mazzarri che è davvero incorreggibile con le sue dichiarazioni post partita. Ai punti non c’è dubbio che è stata più pericolosa la Juve, come non c’è dubbio che l’arbitraggio non è stato proprio ”da trasferta”, ma Mister piangina riesce sempre a rigirare tutta la frittata dalla parte sua . Va ben ci siamo abituati. Menomale, ringraziamo il cielo che Marotta non l’ha portato alla Juve quando invece è arrivato Conte.

Veniamo al dunque di Inter-Juventus. L’atteggiamento della squadra non mi è piaciuto affatto. Un primo tempo passato a gigioneggiare e barcelloneggiare con un possesso palla tipo del 70% del tutto sterile e inutile, tanto è vero che sono poi più pericolosi loro con un azione estemporanea con Nagatomo. Un secondo tempo ad aspettarli. Si udite udite: aspettarli. Non ho mai visto la Juve di Conte con questo atteggiamento e non lo trovo giustificato ieri contro una squadra obietivamente più debole. Formazione sbagliata. E se Pirlo è stanco e con Marchisio fuori, è di difficile sostituzione, la presenza di Vucinic in campo è al limite dell’irritante. Vucinic non stava bene si è impegnato e non ha fatto neppure malaccio ma io mi chiedo a cosa servono i giocatori in panchina. Mi chiedo perché rischiare un giocatore che non sta bene e oltretutto metterlo di fronte al rischio di fare una brutta figura. Premesso: critico Conte per le sue sostituzioni ritardate e spesso inutili, fin dal suo arrivo, fin da quando faceva giocare Del Piero a 3 minuti dalla fine. Nella fattispecie di Inter – Juve se fossi Quagliarella a Conte lo avrei mandato a cagare da un pezzo. Poi si lamenta se gli vendono qualcuno. Ieri per mia sfortuna mi è capitato di vedere un poco del finale di Toro-Milan, il ”nostro” Matri quando è entrato ha cambiato l’inerzia della partita, ha giocato stupendamente di sponda con Balotelli finalmente liberato da quei compiti da centrocampista che aveva alla Juve.

Conte è un ottimo tecnico, con Montella io credo sia il miglior tecnico emergente che ci sia in circolazione. Purtroppo a volte fa il talebano. Il Mr non si deve sentire arrivato ma deve sempre pensare di migliorare e migliorarsi. C’è un gioco d’attacco che alla Juve non va bene e sinceramente non me ne frega una mazza che il gran lavoro delle punte fa il bene per gli inserimenti dei centrocampisti. Se alla Juve 4-5 punte non riescono a fare nemmeno 10 gol per uno a stagione c’è un problema punte che non dipende dagli attaccanti ma dipende dal modulo. A non voler vedere questo si fa peccato. Spero ad esempio che Llorente non sia il prossimo caso Elia della situazione.

Concludendo, il pari di Milano con l’Inter ci può assolutamente stare, anche se resta il rammarico di aver pareggiato contro una squadra battibile, il Napoli ha due punti di vantaggio ma ha anche affrontato 3 squadre che lotteranno per non retrocedere, così come i giornalai vari che esaltano giustamente per i 3 gol in tre partite Higuain e Callejon, farebbero bene a non dimenticarsi (cosa che fanno) che Vidal ha fatto altrettanto.

Questo probabilmente sarà un campionato più difficile dell’anno scorso ma non vedo lo stesso grandi problemi a portarlo a casa. A patto che rimanga inalterata la fame. Ieri una mia amica ha parlato di troppe palle perse. Ecco ritroviamo in primis le palle.

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Inter – Juventus 1-1 Sintesi

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