Vincere per continuare a crescere

 

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Con il Parma è arrivata una bela vittoria. Forse la più bella vittoria dell’era Pirlo. Bella per due motivi, uno perchè è avvenuta secondo i dettami di Pirlo per cui squadra alta e in costante pressione, due perchè la squadra è stata sempre sul pezzo anche sul 3-0 ed ha continuato ad ad attaccare proprio come piace al nostro Mister. Non sono io particolarmente amante di questo spreco di energie un poco fine a se stesso, visto che non si gioca nemmeno davanti a un pubblico e visto che la Juve a 20 minuti dalla fine sul 3-0 per continuare a cercare il 4, ha rischiato un paio di volte di prendere l’1. Mi piace quando finiamo con la porta inviolata. Tuttavia questo è il gioco che ha in mente Pirlo, lo ha dichiarato più volte e lo ha attuato in quasi tutte le partite, forse eccetto con il Barcellona in Spagna e con la Lazio. Quando poi tutto questo però lo si spiegava agli amanti del gioco aggressivo non lo capivano, perchè di fatto molti parlano ma poi, più o meno inconsapevolmente, giudicano dai risultati che arrivano e quando la Juve non vince non sono contenti a prescindere anche se si è stati aggressivi (vedi Verona, Crotone, Benevento).

Sul gioco aggressivo e sul continuare a girare sempre a mille anche quando non è propriamente necessario, ci sono varie correnti di pensiero. Io propendo per l’amministrare risultati acquisiti senza rischiare infortuni o di riaprire partite morte per il gusto di stravincere, però è altresì vero che questo atteggiamento a volte porti la squadra ad amministrare anche quando non è il caso e lo scarto è minimo, questo per un eccesso di sicurezza sulla propria solidità, come è anche vero che se la squadra si abitua a giocare sempre aggressiva ne fa un proprio marchio di fabbrica e una volta che è abituata a questo, non rischia ad esempio di non esser a mille contro squadre che usano gli stessi ritmi alti. Attenzione però che anche in questo caso ci sono le controindicazioni. Una squadra che va a mille per 90 minuti ad esempio deve essere sempre in piena forma e se qualcuno non lo è tutto l’insieme ne risente, idem se ci dovesse esser un calo generale della forma di tutti a causa di carichi di preparazione o richiami di questa, per esser pronti a lungo termine. In soldoni una squadra costantemente aggressiva sarà molto difficile che vinca partite quando non è informa atletica smagliante.

L’altra controindicazione e si è vista contro l’Atalanta, ed è che questo tipo di squadra difficilmente vincerà le partite per 1-0 o con un gol di scarto e che cercando di chiuderla potrà accadere di subire invece il gol del pari come è accaduto appunto contro i bergamaschi. Il punto di equilibrio non è così facile da raggiungere come tutti pensano e anche il percorso per raggiungerlo potrà esser più o meno lungo e nessuno lo sa. Va detto che quando la cosa riesce come a Parla lo spettacolo è molto godibile. La ricetta è solo una ed è quella di vincere. Perchè vincere aiuta a vincere e perchè solo con il vincere hai la certezza che il tuo modo di interpretare la partita sia corretto. Non esiste giocare bene e non vincere e questo lo si sa molto bene alla Juve dove il pari è visto come una mezza sconfitta cosi come non esiste neppure vincere non giocando bene ed esserne scontenti perchè questo dovrà necessariamente a volte accadere se si vorrà portare a casa qualche trofeo. Le cosiddette ”partite sporche”, che piaccia o no quelle che ti fanno vincere i campioni con il loro colpo di genio. E quelli li si compra apposta per questo motivo.

  1. Ciao Ben, non sono molto d’accordo sullo spreco di energie. Non è detto che attaccando ti stanchi di più. Anzi, i giocatori si divertono e giocano con più entusiasmo. Almeno io, quando giocavo, preferivo che la palla l’avessimo noi invece che inseguire e contrastare.
    Poi ogni partita ha una storia a sé, gli 1-0 arriveranno quando dovranno arrivare, ma secondo me non si calcolano.
    L’attitudine alla ricerca del gol va allenata sempre perché deve far parte del modo di pensare della squadra.
    Anche a Barcellona la Juve finché ha potuto ha attaccato, è stato proprio l’atteggiamento aggressivo a sorprendere i catalani.
    La mentalità di difendere per un’ora l’1-0 non garantisce nulla. La partita con la Lazio né è un chiaro esempio.

    • Alessandro Magno

      bisogna vedere poi come stai la partita dopo

      nessun modo garantisce purtroppo nulla

      • La partita dopo starai come stanno tutte le squadre che fanno un gioco propositivo e mantengono lo stesso atteggiamento fino a giugno.
        Noi quando pensavamo solo a gestire eravamo stanchi fino a marzo, poi giocavamo un mesetto e siccome non eravamo abituati arrivavamo a maggio con la lingua di fuori.

  2. Tutto bello Ben, ma permettimi una brevissima chiosa.

    Perché io direi “Giocare bene per continuare a crescere”.
    Perché “vincere per continuare a crescere” -lo abbiamo visto con Allegri-, è un mantra non sempre vero. Vincere aiuta la consapevolezza, ma è il gioco “connaturato nel tessuto della squadra” la vera certezza.
    È il gioco, “il tuo gioco” come marchio di fabbrica che ti fa crescere come squadra.
    Quel gioco che ti consentirebbe di vincere anche quando qualche tuo campione non è in forma, come purtroppo il pareggio con l’Atalanta ha dimostrato.

    • … Quel gioco che ha consentito di mettere fuori il Papu Gomez all’Atalanta e contemporaneamente di schiantare la Roma.

      • Alessandro Magno

        io invece sostengo proprio che occorre vincere perchè pur giocando molto bene abbiamo pareggiato contro tre piccole e il tifo non è stato contento. non so quanto alla lunga te lo puoi permettere alla juve. secondo me non tantissimo

      • Mah, non mi pare che in quei pareggi vi sia stato un gran gioco onestamente.
        I miei commenti riguardano sempre la prestazione, andrò a rileggerli🤔.

  3. SOLO PER LA CRONACA

    Vorrei ricordare a tutti coloro che continuano a dire peste e corna dello scorso anno, che dopo tredici giornate di campionato la Juventus di Pirlo ha otto punti in meno rispetto alla scorsa stagione (la Juve fu sempre in vetta alla classifica).
    Mentre i rossoneri hanno ben 17 punti in più.
    L’Inter invece ha quattro punti in meno dello scorso anno.

    • Alessandro Magno

      vero ma vale anche per il campionato precedente l’ultimo di Allegri addirittura i punti in più rispetto a Pirlo erano 10 e rispetto a Sarri 2.

  4. ALLA FINE DELLA GIOSTRA

    Direi di fare un confronto, se proprio lo si vuol fare…sono stato sempre contrario ai confronti se non preso per i pochi capelli rimastimi, lo facciamo tra allenatori non con chi, almeno io, non è stato, non era e tantomeno lo è tutt’ora un allenatore di calcio altrimenti beviamo bollicine e basta, la sostanza non c’era, in parole povere ci ha fatto bere solo anidride carbonica.

    Questa Juve non è, per me, paragonabile…ancora non ha vinto nemmeno la supercoppa.
    I punti a confronto trovano il tempo che si vuole, altrimenti dovremmo parlare dei 102 punti e non la finiremo più.

    Troppa tensione, ragazzi, rilassiamo, la Juve è in buone mani e piedi ottimi

    Buon pomeriggio

  5. I RICORDI DEL BARONE

    26 anni e 18 giorni fa…una perla di un grandissimo 10 al minuto 43 del secondo tempo fa prendere i 3 punti alla sua squadra…è stato classificato il più bel goal da lui segnato.

    Era il primo anno con i tre punti per la vittoria.

    Sapreste dirmi: anno, squadra avversaria e chi vinse quel campionato?

    Stemperato gli animi vogliamo bene siamo tutti “gobbi”.
    😉

    • Max, troppo facile xchè c’ero. Curva nord primo anello. Domenica 4 dicembre 1994. Juventus-Fiorentina-3-2. Partita stradominata dal primo all’ultimo minuto anche sullo 0-2. Indimenticabile. Chi vinse il campionato? Boh, non lo ricordo…🤔😁😂🤣🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁🏁. Conta le bandiere.

  6. 1994
    Fiorentina
    Juve

  7. Il tuo discorso Ben è articolato bene ma a mio modesto parere ha qualche falla.
    Il calcio moderno è vero che è più fisico e veloce ma è anche vero che se riesci a praticarlo secondo determinati schemi tattici non è detto che gli atleti corrono e si stancano di più rispetto ad una volta.
    Si gioca ormai con squadre di 10 uomini che si muovono sincronizzati in 20/30 metri di campo sia in fase di attacco che di difesa per cui gli andar di vieni da una porzione di campo all’altra non ti sfianca come quando dovevi muoverti autonomamente per andare e tornare per 70-80 metri almeno 60-70 volte in 90 minuti . Si è più aggressivi sul portatore di palla e si cerca di avere il possesso. Questo significa pure se sai fare bene il palleggio stando concentrati, sfiancare l’avversario mentre ci si riposa e magari ci si diverte.
    Tutto ció dovrebbe pure far sì che certi infortuni possano essere inferiori . Il tiki taka che faceva il Barca di Guardiola aveva sempre poca gente in infermeria e non aveva intervalli di rendimento tra una partita e l’altra, era un modo di giocare in modo “perpetuo “ come un orologio.
    Non amo le imitazioni, ma così come l’Ajax di Cruyff ha inventato un modo nuovo di giocare, quel Barca ne ha inventato un altro che va solo perfezionato e velocizzato rispetto a quello originale.
    Il primo anno di Lippi alla Juve fu caratterizzato da un gioco più profondo e veloce più esplosivo e redditizio a scapito pure di quella stanchezza fisica e di quegli infortuni ( muscolari) di cui si aveva e si ha, tuttora paura.
    La Juve è ben attrezzata con molti uomini intercambiabili, io non mi preoccuperei di andare presto in riserva di energie, Pirlo deve provare a tenere alto l’acceleratore, e comunque andrà a finire, per ogni tifoso credo sia bello riempirsi gli occhi di quella Juve che va a Barcellona e detta legge o che vada a Parma o a Crotone o a Milano per dare spettacolo da protagonista.
    Solo il tempo potrà dire se scoppierà o meno, se si è temerari non bisogna avere paura di effetti collaterali che potrebbero sopravvenire, bisogna provarci. È un piacere maggiore vedere una Juve ancora più cannibale ed affamata di goal.

    • Antonio
      Se non stai bene fisicamente e non saper dare del tu al pallone non puoi fare nessun tiki taka.
      Devi solo giocare di prima e con lanci ficcato e precisi per l’uomo che attacca.

      Comunque, complimenti, hai fatto una bella disamina…un pò complicata ma bella.
      Ciao

      • Si Max, ma non mi dire che alla Juve non ci sia gente che non sappia dare del tu al pallone. In Italia non vedo chi si possa permettere di tenere fuori gente come Dybala ed addirittura permettersi pure di fare delle indagini conoscitive per capire se è il caso o meno di tenerlo alla Juve. Un calciatore del genere anche al 50% di forma sarebbe forte e determinante almeno quanto lo sia Ibra con il Milan attuale ( con le debite proporzioni fisiche di età ecc)

  8. Credo che per un’analisi più approfondita e meno preconcetta bisognerebbe chiedersi quanti dei 35 punti ottenuti dalla Juve di Sarri nelle 13 giornate iniziali del campionato scorso siano stati il frutto di un cambio di mentalità e di gioco, perchè è indubbio che ad eccezione della partita contro l’inter a Milano la Juve di Sarri abbia spesso evidenziato gli stessi difetti di quella dell’ultimo Allegri, in primis le tante vittorie di misura ottenute a volte in rimonta e altre in sofferenza fino al termine ed in qualche caso fortunato nei minuti di recupero, come quella contro il Napoli dopo aver beccato 3 gol in una manciata di minuti, con ben 9 delle 11 vittorie (su 13 partite) che hanno visto la squadra di Sarri prevalere con un solo gol di scarto e un terzo dei gol segnati arrivati nell’ultimo quarto d’ora di gara. Non si capisce allora per quale misteriosa ragione, dopo aver chiuso il ciclo di Allegri, avrebbero dovuto rinnovare la fiducia a Sarri dopo aver assistito per un’intera stagione allo strazio di una Juve molto allegriana e poco sarriana, incapace di aggredire e chiudere le partite, una squadra senza gioco ed esattamente come quella del suo predecessore capace solo di gestire e vincere le partite con la forza delle proprie individualità.

    • Gioele, non so se si sono sentiti i miei applausi, più forte non posso.
      Inutile dire che condivido tutto e aggiungo, non mi sento nemmeno il volere di nominare un si tale allenatore(?) dopo averci fatto fare figure bambine in tutte le coppe sia in terra italica che in terra straniera.
      Ciao

      • Barone, ti ringrazio, ma quel chelascia sconcertati è l’incoerenza di chi fino all’altro ieri metteva al 1° posto il gioco e ora invece al 1°posto mette..la classifica della Juve di Sarri. C’è chi poi dice di non aver mai avuto preclusioni su Pirlo 😀 , ma senza ovviamente far mancare il solito elogio alla Juve di Sarri il cui “andamento” sarebbe addirittura migliore di quella attuale, con l’immancabile stoccata nei confronti di chi “incensa il Maestro e odia lo scaccolatore”. Davvero un bel mistero caro Barone, un vero romicapo e vai poi a capire chi sono i gobbi e chi gli juventini 😆 😉 😎 .

    • Ed io penso che in quella determinata partita c’erano delle motivazioni nei calciatori ( vecchia guardia in primis come rivincita nei confronti di Conte) molto forti per vincerla assolutamente.
      Inutile fare paragoni con la squadra di Sarri, Gió. Quella era una squadra che andava con il pilota automatico innescato ed anche tu o io avremmo vinto su quella panchina.
      Io non sono mai stato un anti Sarri, l’ho aspettato fino a quando è stato possibile ma l’uscita contro il Lione di Garcia che ai bei tempi suonava il violino e se ne tornava a casa asfaltato con la sua Roma, in Champions, mi ha fatto perdere ogni speranza.
      Questa di quest’anno ha già 4-5 giocatori nuovi da inserire ed un centrocampo di 3/4 rivoluzionato , tempo al tempo e comunque andrà a finire sono convinto che ci divertiremo

      • Ciao Antony,
        concordo sulle forti motivazioni dei nostri nelle partite contro l’inter (sia all’andata che al ritorno), quanto ai paragoni con la Juve di Sarri personalmente non ne ho mai fatti ma se ti guardi un pò in giro puoi accorgerti che ce ne sono da diverse parti, non li ho contati e francamente non so dirti se siano più gobbi italioti o juventini snob 😛 😆

  9. Io credo che abbia ragione Benedetto ,vincere per continuare a crescere!

    Solo vincendo e per la Juve e’ un dovere,puoi crescere puoi cercare di migliorare il gioco!

    Quando perdi iniziano le polemiche specialmente alla Juve e contro la Juve!

    E lo sappiamo bene e’ inutile negarlo anche noi tifosi,la Juve e’ condannata tra virgolette a vincere!E’ nella sua storia!!

    Il bel gioco o il brutto gioco quando vinci passa in secondo piano,si puo’ rimandare e aspettare senza polemiche!

    Diciamo la verita’ l’anno scorso Sarri e’andato bene a tutti fino a quando non ha perso la Supercoppa prima di Natale contro la Lazio!

    Se vinceva quella Coppa nessuno avrebbe avuto niente da dire sul suo gioco e sulle dita nel naso e invece dopo quella sconfitta tutti ci siamo accorti del suo gioco da ninna nanna e dei suoi moccoli!Io anche!

    Pirlo non ha perso nemmeno una partita ha fatto 27 punti ma con 3 a tavolino ,adesso tutti lo difendiamo nonostante i pareggi contro le provinciali ma anche lui non deve perdere contro una grande specialmente contro la prescrittese e non deve perdere la Supercoppa se no anche con lui molti di noi avranno da ridire!

    E’ il nostro destino e Pirlo che ha giocato con noi lo sa!!

    Barone ti sei accorto che ho risposto al tuo quiz?

    Forza Juve sempre!!

    • No Massimo. Personalmente non ho mai criticato Sarri ne x la tuta ne x i moccoli ne x altre cose extracalcistiche. Xrò ti assicuro che almeno qui ci sono stati utenti che lo hanno criticato x queste cose fin da subito e non dopo la sconfitta della Supercoppa così come x coerenza lo criticavano sempre x le stesse cose quando era a Napoli e al Chelsea

      • Esatto, ed io ero uno di quelli, ma poi ho taciuto perché allenava la Juventus e bisognava aspettare.
        Non trovo oggi, altro aggettivo da attribuirgli se non ‘avulso” alla Juve. Infatti..

  10. Non sono l’amministratore, ma … si continua col vecchio vizio di riportare qui, commentandoli, virgolettati presi altrove. Col risultato che alcuni vanno a ritroso cercando quelle frasi, e alla non ci si capisce niente.
    Primo fra tutti a non capire -credo-, il collega di tifo, Massimo (che saluto) e che sta intervenendo da poco.

    Buona serata.

    • Luigi hai mosso la mia curiosità e sono andato a sbirciare altrove. Chi parla di juve sarriana (questa di pirlo) vede il calcio in maniera un po’ distorta. Di sarri forse c’è solo il recupero palla , il resto è completamente diverso.

    • Luigis, non entro nel merito di una diatriba astrusa.
      Il mio era un appunto a certi “messaggi trasversali”, come avrai ben capito.

  11. Qualche volta anche Sconcerti dice qualcosa di interessante, con le sue analisi tra il filosofico e l’esistenzialista.

    Nel suo ultimo editoriale per Calciomercato.com infatti, il vecchio Mario ha parlato così della Juventus:

    “Non so se la Juve sia più forte dell’anno scorso, ho spesso dubbi, ma è certamente cambiata l’aria che tira. La squadra si trova meglio con Pirlo, questo è piuttosto evidente. Forse proprio perché è poco invadente e quel poco che dice arriva da un grande passato. I giocatori amano riconoscere se stessi negli altri, tenere il fuoco della loro scienza acceso quasi soltanto nella loro esclusiva capanna. E’ rimasta una piccola sufficienza di fondo, quella è figlia di un’abitudine a vincere che lentamente diventa limite. Ma c’è una partecipazione diversa nei tratti delle partite. Perfino Ronaldo sembra diventato più sentimentale, adesso vive la squadra, non pensa solo a se stesso. Ha accettato di spostarsi al centro quando gioca Chiesa, anche se è chiaro che non gli piace lasciare il territorio della sua vita. Ma lo fa, accetta perché capisce l’esigenza dell’allenatore. Un buon senso comune che in passato non è mai stato altrettanto automatico. E’ come se tutta la squadra si sentisse un po’ allenatrice di se stessa e Pirlo fosse un allenatore-giocatore. C’è il piacere di vedere le cose dallo stesso punto di vista, se volete anche quello di essere casta. Ma funziona”.

  12. Ben sono esaustive le prime righe del tuo post. Non credo che la juve possa fare tutte le partite come contro il parma: sia per mancanza di energie fisiche ma anche e soprattutto psichiche che posso anche a volte coincidere. Ci sarebbe una via di mezzo quella di andare a tutta fino a quando il risultato è acquisito e poi amministrare, comunque finché vengono queste partite godiamoci il risultato e il gioco: l’importante è vincere, soprattutto portare a casa qualche titolo.

  13. Se mi si tira per i capelli, allora arrivo.

    Io non vedo riferimenti alla Juve di Sarri anche perché la Juve non è mai stata di Sarri e viceversa.

    Se questa presenta ancora dei punti da verificare mi sembra comunque diversa. È diverso anche l’ambiente, I rapporti si sono ripristinati e Pirlo fornisce delle spiegazioni e riferisce i programmi da mettere in pratica ed i problemi da risolvere.

    Lo scorso anno abbiamo vinto lo scudetto per il rotto della cuffia con un finale di stagione terrificante e umiliante, dopo un percorso traballante e indecifrabile negli aspetti. Il gioco celeberrimo mai visto se non in un paio di gare e figuracce nelle coppe.

    Non vedo nessuna assonanza, Pirlo fa altre scelte e sa convincere i ragazzi che appaiono motivati, lo vedo dalla faccia, senza scoglionature che trasparivano chiaramente.

    Non so cosa faremo,ma noto voglia ed unità di intenti.
    E dopo tre allenatori in due anni mi solleva. Pirlo ha doti di leadership e sa come muoversi,vedremo,ma fare paragoni con lo scorso anno alla data di oggi è puerile.

    Sappiamo attaccare e anche difendere, i reparti funzionano e si intendono nei meccanismi, si vede la mano di chi sta lavorando, mi pare altra cosa questa Juve, vedremo.

    • Tino
      La cosa positiva, ne cito solo una, sembra come se tra giovani s’intendono a dovere…parlo di Pirlo e i ragazzi…tra loro c’è assonanza.
      L’intelligenza non si compra.
      Ciao

    • Tino

      Niente da aggiungere ad una disamina oggettivamente condivisibili che non ha nullo di astruso o avulso da una realtà che è sotto gli occhi di chiunque voglia vederla.

  14. STEMPERIAMO E SMUSSIAMO GLI ANGOLI

    Tutta colpa del covid…sentite cosa mi è successo…
    Dovevo scendere dall’auto per andare a prendere delle pannocchie, erano ancora vive zompavano nella cassetta, mi ero dimenticato la mascherina…dico a mia moglie: cara mi passi una mascherina? No non le ho in borsa, ti passo la mia. Ok dico io.
    La indosso e vado a prendere le pannocchie…poi la mia signora mi dice: guarda quell’altra signora ha dei gamberoni bellissimi e anche i calamari..mo li prendo…insomma perdo un po di tempo ad aspettare il mio turno della fila.
    A un certo punto un signore mi fa: scusa ma tu non sei Massimo il Barone?
    Si sono io e tu chi sei? Si abbassa la mascherina, era un mio vecchio amico che non ci vedevamo da più di 30 anni…a sto punto mi abbasso anche io la mascherina e lui mi fa: rimettila perché così truccato non è buna bella cosa.

    Azz, ma come?

    Vi spiego: non mettete mai la mascherina indossata da una donna.. ti trucchi senza trucco.

    Mi si era appiccicato tutto ciò che mia moglie si era messa come trucco per uscire.

    Scusate il fuoritema.

  15. Ringrazio e ricambio i saluti a Luigi!

    Germano mi riferivo in generale l’anno scorso dopo le prime 14 partite e specialmente dopo la vittoria contro la prescrittese a Milano nessuno nemmeno io criticava il gioco di Sarri tutti lo apprezzavano e a nessuno davano fastidio le sue dita nel naso!

    Incuriosito pero’ dopo quello che mi hai risposto sono andato a vedere nell’archivio di questo blog e anche qui era la stessa

    cosa!

    Nessuno criticava Sarri fino alla prima sconfitta!!

    Poi le cose sono cambiate con la prima sconfitta in campionato ai primi di dicembre contro la Lazie!!

    Peggiorate con la seconda in Supercoppa prima di Natale sempre contro la Lazie!

    Pirlo rispetto a Sarri parte con il vantaggio di aver vinto e pianto per noi, Sarri invece ci aveva insultato quando allenava lu Napule che perdeva in albergo ,ma il vantaggio di Pirlo non dura senza risultati ,dura se vince!

    Da noi e’ cosi,non si gioca per partecipare si gioca per vincere,siamo la Juve!

    Forza Juve sempre!!

    • Mah. Veramente io ricordo critiche fin da quando di parlava di un suo possibile ingaggio. Boh, forse ricordo male…

      • Si ,era guardato male all’inizio giustamente per i suoi vecchi insulti a noi e non per il suo gioco che non aveva ancora dato e che non ha mai dato!

        Poi dico in generale e’stato anche criticato per i pareggi come e’stato criticato Pirlo dopo Crotone Verona e Benevento!

        Stasera mi aspetto la stessa Juve di Parma!Buona giornata e buon lavoro!

        Forza Juve sempre!!

        • Massimo

          Su Sarri per amore di verità e senza alcun intento polemico permettimi di dirti che forse l’anno scorso leggevi un altro blog visto che lo stesso titolare di questo blog Alessandro più o meno un anno fà in un articolo dopo Atalanta-Juventus scrisse un articolo che personalmente considero il manifesto della passata stagione sull’operato di Sarri, a beneficio di tutti oltre che tuo ne riporto qualche stralcio:

          “La Juve stava dando segni di un buon cambiamento a inizio stagione ora in nome dell’equilibrio e del risultato Sarri sta diventando sempre più allegriano. Non ho nulla contro Allegri anzi l’ho sempre stimato, tuttavia per fare Allegri non c’era bisogno di prendere Sarri mi tenevo l’originale. Abbiamo preso Sarri credo per cercare di portare alla Juve un qualcosa in più o di diverso che dir si voglia che evidentemente i nostri già non sapevano. Se vogliamo evitare di fare la fine dell’anno scorso in coppa, bisogna fare un salto di qualità iniziando a far giocare giocatori con più tecnica. Era una delle mie preoccupazioni su Sarri, quella di far uso dei soliti 15 stile Conte. Anche questo non mi sta piacendo. Alla Juve c’è una rosa importante con giocatori importanti e costosi. Usala.”

          Forza Juve #finoallafine.

  16. X Barone
    Ti avevo letto Baró. Tu credi ad una Juve che sappia essere camaleontica anche quando non dovesse farcela fisicamente e che si sappia adattare alle situazioni.
    Io invece credo che Pirlo stia lavorando per portare questa squadra a certi livelli di gioco magari riconoscibili ma tutti suoi dove lo sforzo fisico non sarà poi particolarmente usurante.
    Lavorare tutti per correre un tot di km a testa a determinate velocità dovrebbe essere più utile che farlo solo in certi momenti e a velocità più intensa. Lo chiamano il professore pure perché sapeva gestirsi in campo, quando giocava. E da quanto diceva all’inizio della sua avventura come allenatore alla Juve, ha parlato appunto di relazione più diretta con i giocatori perché è in grado di capire meglio certe reazioni psico fisiche degli atleti proprio perché essendo stato uno li loro capisce certe reazioni.
    Non voglio parlare difficile Baró, ma ho idea e non vorrei sbagliarmi, ma di questo “ tipo” da quanto dice, inizio a fidarmi.

  17. PIRLO IN CONFERENZA

    Sempre pacato e con un tono di voce mai alterato, solo qualche timido accenno a un sorriso, non adopera le mani in gesticoli e tanto meno si mette le dita nel naso…alla Juve uno da Juve.

    La sua conferenza pre-partita: “Fiorentina squadra buona perché ha ottime individualità. Ha tanti ottimi giocatori. È in un momento un po’ difficile, hanno cambiato da qualche partita l’allenatore. Però nel complesso è un’ottima squadra e verrà qui per fare la sua partita per difendersi e per cercare di ripartire. Noi dovremo stare attenti perché nell’ultima partita del 2020 e dovremo chiudere nel migliore dei modi.Hanno un giocatore molto forte fisicamente come Vlahovic e un giocatore di grande classe come Ribery, dovremo stare attenti soprattutto a loro due. Prandelli bravo allenatore, ho avuto la fortuna di essere allenato da lui in nazionale. È bresciano come me, quindi lo conosco molto bene e mi fa molto piacere che è tornata ad allenare in serie A, sono contento di rivederlo. eravamo arrabbiati per non aver ottenuto i tre punti contro l’Atalanta, quindi sapevamo che dovevamo vincere la partita contro il Parma. Sabato abbiamo fatto un’ottima gara con un grande spirito e voglia di imporre il nostro gioco dal primo fino all’ultimo minuto. Questa deve essere sempre la nostra forza durante tutte le partite e con questa testa è più facile avere il pallino del gioco. Siamo in grande crescita, però è importante dare continuità alle gare e alle vittorie solo con questo tu puoi andare avanti e migliorare il tuo lavoro, lo stiamo facendo bene e stiamo migliorando partita dopo partita, però abbiamo ancora grandi margini di miglioramento. Dybala oggi si è allenato un po’ con la squadra perciò sta meglio e credo che domani possa venire con noi per la partita. Demiral anche lui sta meglio, invece Arthur non è a disposizione. I tre a centrocampo sono giocatori diversi fra di loro che si interscambiano bene, uno più tecnico uno più di inserimento e Rodrigo sa fare un po’ tutto, però anche nelle altre partite con altri interpreti avevamo fatto un buon lavoro, però magari essendo messi diversamente durante la partita riusciamo ad avere una maggiore aggressione sulla palla persa”.

    Buongiorno ☕

  18. Ho un ricordo indelebile del Pirlo calciatore e della sua capacità intellettuale. Il goal che fece in un derby contro il Torino a 10 secondi dalla fine della partita. Sembrava un giocatore di Basket che aspetta l’occasione e l’ultimo secondo utile x tirare a canestro.

  19. CHI VA PER MARE PESCI PIGLIA

    Nel senso che navigando nel grande oceano del web ho trovato questo ricordo, sicuramente qualcuno di voi non era ancora nato o forse era piccolino…forse vi è stato raccontato:
    “Il volo di Roberto Bettega è più di un gol. Molto di più. Eppure è una rete importantissima, è quella che nel novembre del 1976 inchioda l’Inghilterra sul 2-0 e lancia l’Italia di Bearzot verso i Mondiali di
    Argentina.

    No, non è solo calcio, non può esserlo. E la fotografia di un’Italia che sta attraversando il momento più difficile eppure, senza accorgersene, sta rialzandosi.

    Paura.
    Incertezza.
    Violenza.
    Fragilità.

    Da questo è attraversato, spaccato in due, il Paese, tra il piombo del terrorismo per le strade e le bombe nelle piazze, stretto tra i sequestri di persona e due giudici ammazzati in quel 1976, con un 77 durissimo alle porte, scandito dallo scandalo Lockheed, dal terremoto in Friuli, dalla tragedia della diossina a Seveso, e dalle eco del golpe militare in Argentina.

    E’ un’Italia che ha problemi seri e che cerca di uscirne attraverso l’austerità dei comportamenti (quella dei consumi è ancora vicina, solo di 3 anni prima) e il calcio stride con lo schema, col clichè, pur riempiendo domenicalmente tutti gli stadi, perché il popolo è il popolo…

    Così gli azzurri – in una serie A che ha appena visto il primo e unico grande Toro dopo Superga vincere il titolo – diventano eroi per pochi in quel pomeriggio di mercoledi 17 novembre 1976, con calcio d’inizio alle
    14.30 e diretta tv negata per “non turbare i ritmi di lavoro del Paese”.

    Il resto è psicodramma all’italiana, dibattito in Parlamento e Parlamentari in larghissima parte schierati in tribuna d’onore all’Olimpico e differita per tutto il Paese alle 18.30…

    E quando Bettega in volo diventa Sandokan contro la tigre a Mompracem, in quel momento il numero 11 azzurro non solo sconfigge gli inglesi esattamente come l’eroe di Salgari fa contro i britannici di Sir Brook (un superbo Adolfo Celi nell’interpretazione dello sceneggiato che tiene incollati allo schermo 27 milioni di italiani), ma consente al football – ancora una volta – di prendersi sulle spalle un Paese che, pur schiacciato dal grigio degli anni di piombo, sente fermenti nuovi, si diverte in tv con “L’altra domenica”, “Odeon – Tutto quanto fa spettacolo”, eppure si emoziona con “Michele Strogoff”; un Paese che sogna un mondo a colori, con quei colori che la televisione sta irradiando da qualche mese e che inesorabilmente sbavano uscendo dai contorni offerti da un – ancora improbabile – sistema “Pal”.

    E’ un’Italia che respira violenza per le strade, in cui la serie televisiva del momento si chiama “Qui squadra mobile”, ma è un Paese che respira anche violenza spicciola, quotidiana, come racconta il romanzo “Un
    borghese piccolo piccolo” di Vincenzo Cerami che l’anno dopo diventerà un film, capolavoro ed agghiacciante, di Mario Monicelli.

    E il superbo Alberto Sordi che interpreterà il borghese che diventa belva dopo aver visto assassinato il figlio, non è altro che quell’italiano che vorrebbe solo una vita tranquilla, a cui basterebbe quell’Italia normale che “Domenica In”, all’esordio, prova a rappresentare e che elegge a suoi eroi il Rocky che esce nelle sale cinematografiche o quei calciatori azzurri che provano a raccontarci di una nuova Italia, fresca, dinamica, che si rialza quando nessuno ci crede.

    Una Nazionale che parla a un’Italia nuova e in essa si specchia e che porta il volto della gioventù e della energia spregiudicata di Tardelli e Antognoni, Gentile e Graziani, ma anche quello della serietà e dello
    spirito di sacrificio di quelle famiglie semplici del dopoguerra fatto di lacrime e lavoro, di quelle famiglie che portavano cognomi come Zoff, Capello, Facchetti, Benetti…

    E la faccia d’angelo di Bettega, il volto di Bobby-gol che, nel momento dello sforzo e della massima concentrazione agonistica impatta col pallone più importante sorridendo (forse certo di quel che accadrà dopo il suo colpo di testa, sicuramente felice di essere lì e ora), porta ancora il calcio ad essere il miglior affresco del Paese nel momento più difficile, mentre l’Italia da un lato si incanta con “Wish you were here” degli inglesissimi Pink Floyd, ma, dall’altro, porta in vetta alle classifiche Gianni Morandi con “Sei forte papà…” in una contraddizione tutta tricolore come quella che da un lato ci fa invidiare la Nazionale di Sua Maestà, ma dall’altro ce la fa portare a scuola dai ragazzi di Bearzot…naturalmente in differita…per “non turbare i ritmi di lavoro del Paese”…

    Buona giornata

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