Il numero 10

image Scritto da Cinzia Fresia

Il famoso numero 10 appannaggio del nostro magico capitano, Alex Del Piero sta facendo discutere non poco i tifosi, da quando la “mitica ”  e’ stata  riassegnata a Carlitos Tevez. Attualmente, dopo la partenza dell’argentino, il numero 10 e’ tornato alla ribalta, immaginando che il futuro adottante fosse il probabile Marchisio, Juventino e torinese e   nuova immagine della societa’, colpo di scena, come per magia la n. 10 e’ stata consegnata a Paul Pogba.

La decisione ha messo in subbuglio molte frange di tifosi, i quali hanno reagito con indignazione, sostenendo che Pogba e’ destinato ad andarsene, ed il 10 e’ stato indossato da campioni significativi per i tifosi e per la societa’. Naturalmente la Juventus ha ignorato le proteste, mentre Paul ha percepito  il valore di questo numero da subito,  emergendo  nell’ultimo torneo  dove la Juventus ha vinto la Supercoppa annientando la Lazio., ma non tutti sono convinti e si sostiene che il n. 10 non doveva essere nemmeno piu’ riassegnato dalla partenza di Alex.

Ma e’ proprio il nostro Capitano che sdrammatizzando, ha  dichiarato che si tratta solo di un numero, ed era onorato che quella maglia numero 10 fosse stata offerta a Tevez, e ora a Pogba.

Sappiamo che la nostra societa’ e’ un po’ “allergica” ai tifosi, e che spesso e’ consapevole di  prendere decisioni impopolari, e quest’ultima appartiene ad una lunga lista, e che come sempre andrebbe applicata la giusta via di mezzo per fare tutti contenti e per calmare i mugugni, ma niente da fare, lo stile e’ quello del catterpillar, comunque, non che voglia difendere le decisioni della dirigenza ma non vedrei  dietro a questa scelta, una tragedia.

E’ un’occasione per la Juventus di annoverare tra i suoi grandi giocatori un uomo di colore e  di fede mussulmana, un segnale chiaro di una societa’ che riconosce il valore al di la’ della pelle e della religione. E’ vero che la tradizione avrebbe voluto Marchisio, ma la Juventus di oggi  vuole rompere gli schemi, e anche se per poco, la 10 sara’ di Pogba e sono tuttavia convinta che non e’ una cosi’ cattiva idea e che lui fara’   di tutto per meritarsela.

Questo potrebbe essere il suo anno, quello che potrebbe dargli la maturita’ ed aprirgli quel tipo di carriera a cui ambisce, nel frattempo un’altra maglia n,10 viene blindata, quella di Francesco Totti.

 

 

 

Double

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Articolo di Silvio Mia.

 
Campionato 1976-1977. Trentesima e ultima giornata . La classifica prima che inizino le partite , recita così …Juventus punti 49 Torino punti 48. Le due indiscusse protagoniste di quel campionato , sono impegnate nello scontro incrociato con Genova. Il Torino riceverà il Genoa al Comunale , mentre la Juventus farà visita alla Sampdoria a Marassi. La Juventus è reduce dal mercoledì di Coppa , in cui è stata impegnata a Bilbao nella gara di ritorno della finale di Coppa UEFA. I bianconeri hanno vinto 1 a 0 l’incontro di andata con una rete di Marco Tardelli. In terra basca la Juventus , pur sconfitta 2 a 1 , tornerà a casa con la Coppa in virtù della regola che a parità di reti segnate , quelle realizzate in trasferta valgono il doppio. Quindi la rete di Bettega , alias Bobby-goal, acquista questa valenza e finalmente la bacheca della Juventus si arricchisce della prima Coppa Europea della sua storia .

Il miglior modo per festeggiare gli 80 anni dalla fondazione della Società. La Coppa inoltre è stata conquistata con una rosa formata esclusivamente da giocatori italiani , dando al nostro calcio ulteriore motivo di orgoglio. Con i miei amici torinisti, io ed una mia amica juventina, siamo al Comunale per assistere alla partita del Torino. La locazione è la Curva Maratona , gremita e chiassosa come non mai. Inutile dire che i tifosi granata pensano al miracolo, sperando ad una Juventus stanca ed appagata dal mercoledì europeo , che permetterebbe al Torino di bissare lo scudetto conquistato l’anno precedente. Tifo scatenato e goal a volontà nel catino dello Stadio Comunale e partita che viene archiviata nei minuti iniziali della stessa. L’attenzione si sposta dunque a Marassi , dove permane il risultato iniziale di parità . Il Torino sta giocando una partita perfetta disintegrando e travolgendo i rossoblu genoani che alla fine soccomberanno 5 a 1 . Da Genova nulla da segnalare. Ad un certo punto si vede la Tribuna Centrale in agitazione, un veloce passaparola fa esplodere lo Stadio. La notizia che è arrivata dà entusiasmo ai tifosi granata perché la Sampdoria è passata in vantaggio. Inutile dire che si scatena l’inferno, una bolgia indescrivibile. Io e la mia amica, probabilmente gli unici due juventini presenti sugli spalti, cominciamo a sudare pensando al peggio. Passano pochi minuti e per noi la paura diventa terrore. La Sampdoria ha raddoppiato. Il mio pensiero va a quel Milan che , qualche anno prima, dopo la finale di Coppa delle Coppe , stremato dalla fatica , era stato travolto a Verona. Passano un paio di minuti ed arriva la notizia che ci fa capire che qualche bontempone si era preso gioco di tutti , perché comunica che la Sampdoria ora sta conducendo 3 a 0. Lo scherzo è durato poco, ma quei frangenti sono stati davvero molto difficili . La Juventus chiude la pratica tricolore con le reti di Bettega allo scandire dell’ora di gioco e di Boninsegna nei minuti finali della partita in terra ligure . Naturalmente né la mia amica, né io pensiamo di esultare ; per festeggiare i goal della nostra Juventus ci stringiamo forte per mano .

Intanto i tifosi del Torino , che hanno capito che lo scudetto si scucirà dalle proprie maglie , per cucirsi su quelle bianconere , inneggiano al grido di :” Campioni, Campioni” i loro giocatori , autori di un campionato incredibilmente perso a 50 punti , chiamandoli a fine partita sotto la Curva . Una situazione che avrebbe permesso ai cugini di vincere qualsiasi altro campionato, ma non quello , in cui una Juventus straordinaria conquista lo scudetto numero 17 a quota 51 punti su 60 disponibili ! Alla faccia della scaramanzia , l’anno successivo arriva lo scudetto numero 18 contro il Vicenza di Paolo Rossi e G.B Fabbri , che ormai novantenne è scomparso da qualche settimana in questo 2015 . Uscendo dallo Stadio , mi ricordo la giustificata rabbia dei tifosi del Torino . Con la mia amica raggiungiamo le vie del centro per festeggiare il tricolore …Anno strepitoso per la Juventus che vincerà Coppa UEFA e Scudetto . Questa squadra è nata dalle ceneri di quella di Carletto Parola , che perdendo tre partite consecutive ha di fatto consegnato uno scudetto praticamente vinto , al Torino del calcio totale all’olandese di Gigi Radice. Boniperti a fine campionato nel tempo della campagna acquisti ha dato un taglio netto al passato scambiando con l’Inter , Anastasi con Boninsegna e con il Milan , Capello con Benetti , rinunciando non senza suscitare scalpore al regista classico e ha messo alla guida dei bianconeri un allenatore esordiente ai massimi livelli , quel Giovanni Trapattoni detto Trap che in bianconero vincerà tutto in campo nazionale ed internazionale.

Con questo racconto chiudo la mia attività sul blog per pausa estiva. Ringrazio tutti per i commenti positivi espressi su quanto ho scritto. Ci ritroveremo il 3 settembre , data in cui pubblicherò un articolo su un Campione, scomparso prematuramente, che ha scritto la storia della Juventus….Gaetano Scirea…ciao a tutti e buone vacanze.

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Di Enzo Ricchiuti

 

Supercoppaitaliana in Cina.

Le riprese erano effettivamente troppo distanti. Per il resto va bene anche così: quella del 2013 in casa della Lazio fu una situazione ben più ridicola.

La vittoria della Juve. Mandzukic e Dybala

Mandzukic è un buon ripiego, credo che sia uno che va per le spicce ed effettivamente non mi ha mai impensierito. Neanche quando ha sbagliato e quello con la Lazio non è stato il primo errore clamoroso: il colpo di testa col Dortmund grida ancora vendetta. E’ il co-protagonista figo. Ricorda Yanez. Sbaglia pure, come faceva il primissimo Llorente, ma sappiamo tutti che con questo si risolve comunque. Dybala ? Un ottimo caratterino. Due piedi più veloci della luce e soffici della neve. La sbatte pure dentro all’occorrenza. Direi seconda punta come la volevamo dai tempi in cui speravamo in Giovinco. Non farà rimpiangere Vucinic. La vittoria ? Noi giochiamo 90 minuti, Pioli e tanti altri no.

La numero 10 a Pogba

La cosa più intelligente in un periodo in cui han trattato di tutto, persino Guarin. Pogba è la Juventus quest’anno, abbiamo un Re di colore e credo sia la prima volta. Di colore pare fosse pure Sant’Agostino che a Pogba avrebbe dato una sola maglia, la sua, il 10, e una sola istruzione tattica: ama e fa quel che vuoi.

Mandzukic – Dybala. Suona bene.

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

Partiamo col dire che questa coppa non andava assolutamente giocata in Cina e che spero sia veramente l’ultima volta. Se fosse stata gioca in Corea del Nord gli organizzatori tutti, in primis il regista e i cameramen, sarebbero stati tutti immediatamente fucilati. Se questo era uno spot per lanciare il calcio in Cina bene penso che i Cinesi continueranno a giocare a baseball per molti e molti altri anni ancora. Campo indegno, regia al di sotto dell’indegno, tempo impraticabile per una partita di pallone ( credo che l’organizzazione potesse evitare di programmare la partita in un periodo di fine Estate notoriamente propizio di tifoni sulle coste Orientali). Replay smorzati, telecamere che si perdono le azioni, riprese a una distanza abissale che ho rimpianto le partite al Delle Alpi. Ho faticato immensamente a vedere tutta la partita e se non ci fosse stata la ”mia ” Juve avrei spento o cambiato canale immediatamente, tanto che era impossibile seguire una partita così. Altro che spot pro calcio.

Bene, detto questo veniamo alla partita. La Juventus ha iniziato a ritrmo veramente blando e pure se penso che fosse strategico per ”durare” tutta la partita , ha lasciato un poco troppo iniziativa alla Lazio, specialmente a Felipe Anderson. Seppure Buffon è stato inoperoso io credo si potesse fare meglio magari con un possesso palla migliore. Nel primo tempo mi sono piaciuti solo Pogba e Bonucci. La mossa di Coman titolare si è rivelata sostanzialmente sbagliata. Eccetto qualche guizzo sterile a inizio partita, il francesino si è andato subito spegnendo risultando molto negativo per se e soprattutto per il suo compagno di reparto Mandzukic con cui l’intesa praticamente non c’è stata per niente.

Nel secondo tempo complice forse ”la cazziata” dell’intervallo il centrocampo ha incominciato a macinare chilometri con Marchisio e Sturaro estremamente positivi e propositivi, un Barzagli che ha preso le misure e messo la museruola a Felipe Anderson e soprattutto un Dybala vivace e carismatico. Il tutto ha spostato enormemente gli equilibri dalla parte nostra. Ne ha tratto giovamento in primis Mandzukic che ha segnato un gol da centravanti vero e poco prima aveva avuto un occasione d’oro sprecata un po’ stupidamente e poi Dybala che ha messo il sigillo alla partita. Bonucci e Pogba hanno mantenuto lo standard eccellente del primo tempo per cui la partita si è trasformata in un bel monologo bianconero con la Lazio sparring partner. Il polpo veramente notevole, lanciamtissimo sempre piu’ verso quella leaderchip sul gruppo che pare gli altri gli concedano e riconoscano volentieri. La Lazio è rimasta fondamentalmente la stessa fra il primo e il secondo tempo non riuscendo in quel cambio di marcia che è riuscito invece alla Juve e che si è dimostrato fondamentale per la conquista del trofeo. Sono 50 trofei nazionali: 33 scudetti, 10 coppe Italia, 7 supercoppe non male davvero.

Non è stata una Juve eccezionale come è normale che sia in questo momento ma è stata una Juve caparbia e compatta, con un idea di vincere ben radicata dentro la testa di tutti e se qualcuno come Mandzukic ce l’ha di suo o l’ha imparata sui campi di mezza Europa, per qualcun altro tipo Dybala non era poi così scontata. I cazziatoni di Allegri per i due tunnel sbagliati gli faranno capire subito che la Juve non è una squadra dove si puo’ sbagliare a cuor leggero. Il ragazzo ha carisma e non ha paura di prendersi delle responsabilità. Ha già capito come funziona da noi e farà bene. Sono curioso di vedere chi batterà i rigori se lui o Manzukic o Pogba. In attesa che recuperi Morata dico che Manzukic Dybala suona bene. Lo vedremo molte volte nei tabellini delle partite alla voce marcatori. Magari non tante come Del Piero-Trezeguet , va be, ma questa è un altra storia.

JUVENTUS – LAZIO 2 a 0. LE PAGELLE.

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Di Silvio Mia

BUFFON 6 praticamente inoperoso. Viene impegnato a smanacciare un cross e un tiro centrale di Felipe Anderson. Bello il disimpegno con Bonucci che lo costringe a spingersi sulla fascia per poter far ripartire l’azione .

BARZAGLI 7,5 recupero quasi miracoloso che permette ad Allegri di affidarsi , in un momento in cui le posizioni in campo sono ancora da registrare, al modulo che la squadra conosce meglio il 3-5-2. Andrea gioca come sempre diventando invalicabile per tutti. Felipe Anderson più giovane e più veloce di lui , per riuscire a giocare qualche pallone valido deve cambiare fascia

CACERES 6 grande impegno e grande attenzione, ma ha due piedi che sovente litigano con il pallone. Un solo errore che da il là ad una ripartenza della Lazio, quando passando la palla dalla fascia verso il centro del campo , provoca una ripartenza dei biancoazzurri che per fortuna non crea pericoli . BONUCCI 7,5 è ormai il leader indiscusso della difesa. Allegri non fa mai a meno di lui che lo ripaga con prestazioni sempre molto convincenti. Quando , come oggi, la concentrazione lo assiste diventa quasi insuperabile e nel finale quasi si sostituisce a Buffon per rintuzzare uno degli ultimi sterili attacchi dei biancoazzurri.

LICHTSTEINER 6 parte bene , con la giusta determinazione e lucidità spingendo con efficacia sulla fascia destra. Qualche mancato rientro , specialmente nel primo tempo, mette in difficoltà la retroguardia che deve scalare verso il lato destro . Nel secondo tempo è più attento anche se, forse per stanchezza, spinge meno .

MARCHISIO 6 non è un regista, non ne ha le caratteristiche, il passo, la visione di gioco e la posizione. Gioca quasi nascosto facendosi notare solo in fase difensiva. Se Allegri riuscirà a ricreare una condizione che possa ridargli pericolosità con i suoi inserimenti la squadra guadagnerà un buon contributo in zona goal.

STURARO 6 bella l’azione che porta al primo goal della Juventus. Sturaro è un giocatore di grandi potenzialità, sa marcare, sa impostare, ma non riesce a trovare la posizione in campo e spesso lo vediamo vagare per il rettangolo di gioco a rincorrere disordinatamente e con grande dispendio di energie ,gli avversari.

POGBA 8 il migliore in campo. Aver chiesto ed ottenuto la maglia numero 10 , è segno di personalità e di voglia di diventare, come sta facendo, il leader di questa squadra. Dopo la partenza di Tevez, Vidal e Pirlo , il giocatore si sta prendendo la squadra sulle spalle facendo valere la sua tecnica, la sua forza fisica e la sua determinazione per ottenere il massimo risultato. Spettacolare il tiro che sfiora il palo e la capacità di servire a Dybala un pallone solo da spingere in rete.

EVRA 6 partita al minimo sindacale . Fa valere la propria esperienza che mette al servizio della squadra, ma non essendo ancora in condizione con intelligenza tiene la posizione bloccando le incursioni avversarie.

MANDZUKIC 6,5 corre e lotta facendosi valere sia sul piano fisico che tecnico. Spreca in apertura del secondo tempo un’occasione colossale, ma quando in area arriva il cross di Sturaro , sale in cielo e non dà scampo a Marchetti che altro non può fare che raccogliere il pallone in rete.

COMAN 5 inspiegabilmente in campo, ancora una volta delude le aspettative. Corre sulla fascia , ma non riesce mai a superare il diretto avversario e perde il pallone in tutti i contrasti. Probabilmente Allegri lo schiera per risparmiare Dybala per la parte finale della partita in cui entrando può far valere la propria freschezza.

DYBALA 7 entra al posto di Coman dopo un’ora di gioco e si vede subito la differenza ed il motivo della spesa fatta da Marotta per acquisire le sue prestazioni sportive. Senza strafare dà all’attacco bianconero la vivacità necessaria per sbloccare la partita. Segna il secondo goal con un pallone che Pogba gli serve su un piatto d’argento. Fa arrabbiare il Mister per alcuni palloni mal gestiti che finiscono nei piedi degli avversari , ma è un talento che si farà valere nella stagione che va ad iniziare.

PEREYRA e LLORENTE non giudicabili. Entrano nei minuti finali per spezzare il ritmo al tentativo di reazione della Lazio.

ALLEGRI 7 comincia la stagione un po’ tardi ed una preparazione spinta, ma sotto controllo, lo porta a dover fare a meno di Chiellini, Morata e Khedira per infortuni muscolari . Questi problemi fisici mettono sotto accusa lui ed il suo staff , per una gestione delle risorse che non sembra adeguata . Le prime uscite della Juventus sono deludenti , ma oggi , dimostrando intelligenza e buonsenso , mette in campo la squadra con il modulo che conosce meglio per dare tranquilla ai giocatori ed infatti la Lazio non si renderà mai pericolosa. Ora bisogna recuperare gli infortunati e capire quali giocatori la Società gli metterà a disposizione nelle prossime settimane per completare la rosa.

BANTI 7 partita tutto sommato tranquilla , in cui le uniche proteste arrivano dalla panchina della Lazio nella voce di Pioli. Nessuna contestazione e nessuna tensione in un incontro che per lunghi tratti è sembrato più un’amichevole che una finale di Supercoppa, ma un arbitro fa bene il suo dovere quando non lo si vede in campo. Bravo.

Juventus – Lazio 2-0 Supercoppa italiana. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x30vdol

Facce nuove a Shanghai.

imageScritto da Cinzia Fresia

Inizia la corsa della Juventus pre campionato con un bel traguardo raggiunto, la conquista della super coppa a Shanghai, battendo la Lazio 2-0, risultato siglato dai 2 neo arrivi Mandzukic e Dybala, autore di in gran gol che ha chiuso la partita. Con la premessa di aver incontrato una “Lazietta -etta -etta ” davvero poca cosa e affatto pericolosa, Allegri si affida al conosciuto, alla difesa super-consolidata e al centro campo gestito per lo piu’ da un ottimo Pogba, sicuramente tra i migliori in campo.

Un primo tempo “da bolla al naso” , lento ed inconcludente, le squadre hanno dato il meglio di se’nel tempo successivo, dove i talenti dei singoli alla fine sono emersi, dal gol dello sblocco di Mandzukic, al successivo firmato da un attaccante dal grande futuro, Dybala. Entrambe le squadre hanno avuto difficolta’ con l’accidentato terreno di gioco, e il tempo meteorologico, ventoso, umido e caldo, che non garantiva fluidita’ e precisione alle azioni spesso concluse male, tuttavia la partita se non fantastica e’ stata allegra e godibile, gestita da un arbitraggio normale senza particolari contestazioni.

Risultato ottimo e utile per il morale della squadra un po’ acciaccato dall’ultima sconfitta con il Marsiglia, senza dubbio la Juventus di oggi sara’ all’altezza del campionato, seppur consapevole di avere avversari un po’ piu organizzati e rinforzati, e per affrontare l’Europa dove si sentira’ di piu’ la mancanza dei “giochi di prestigio” di Pirlo, Tevez e Vidal, si dovra’ pensare a qualcos’altro, e molto dipendera’ dalla ripresa di Khedira, e dall’ambientamento di tutti i nuovi arrivi.

Il rendimento degli Juventini e’ stato piuttosto buono  in proporzione allavversario che avevamo, medio-basso,  mi e’ piaciuto Marchisio, non e’ stato male Sturaro, anche se non ancora inquadrato nel modo giusto, dimostra una certa forza, non e’ andato bene Coman, e la sua defaillance e’ evidente, non sara’ facile per lui competere con Morata e Dybala, ottima anche la difesa, Bonucci e’ risultato essere quello piu’ in forma, pco da fare per Buffon, un paio di parate e niente piu’.

Bene ragazzi, primo round raggiunto, ora non ci resta che debuttare in campionato.

 

 

 

 

SUPER COPPA ITALIANA JUVENTUS – LAZIO .

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Di Silvio Mia
Sabato 8 agosto si gioca a Shanghai la finale della Super Coppa Italiana. A contendersela la Juventus , vincitrice dello scudetto e della Coppa Italia della stagione 2014-2015 e Lazio che essendo stata l’antagonista nella finale della Coppa Nazionale ha acquisito il diritto di giocare questa partita. L’incontro , ancora una volta, si giocherà in terra asiatica , per motivi di cassetta e di promozione dei marchi. Il regolamento vorrebbe che questa gara si giocasse in casa della squadra con il tricolore sulla maglia, ma credo che ormai questa regola sia stata ampiamente disattesa. A Shanghai si affrontano due squadre che sono reduci , finora, da un precampionato disastroso . La Lazio ha perso tutte le partite amichevoli giocate , pur non avendo inserito nella formazione titolare nuovi acquisti rispetto alla stagione precedente, mentre la Juventus , che ha fissato la data del raduno precampionato il 20 luglio, ha fornito tre prestazioni indecifrabili , nella settimana che ha preceduto la partenza per la Cina , con Borussia, Lechia e O.Marsiglia , dovute ad un logico ritardo di preparazione e a un inserimento dei nuovi acquisti in virtù della perdita di tre punti cardine della squadra per qualità tecniche e di personalità rispondenti ai nomi di Vidal, Tevez e Pirlo. Per questi motivi la gara di sabato ha per me un pronostico indecifrabile , perché se è vero che la Juventus ha mantenuto lo zoccolo duro , che saprà dare le giuste motivazioni ai nuovi arrivati di fronte ad una gara che ha comunque la sua importanza, è anche vero che i bianconeri oltre a non annoverare più tra le proprie fila i tre succitati , ha perso per infortunio Chiellini , Khedira e sta cercando di recuperare Barzagli, anche se non credo che in ogni caso, se lo vedremo in campo, potrà essere al 100% . La Lazio , come ho già scritto , presenterà una formazione praticamente uguale allo scorso anno ,con al massimo l’inserimento dell’ ultimo acquisto Milinkovic-Savic che comunque credo molto difficile per le tempistiche di tesseramento ,per la locazione della partita così distante da Roma , dove sta facendo le rituali visite mediche e per un minimo di affiatamento con i nuovi compagni di squadra. L’incognita maggiore dei biancocelesti, consiste nel saper ritrovare il proprio gioco , dopo tutte le amichevoli perse che hanno sicuramente inciso negativamente sul morale dei giocatori. Credo che aldilà delle dichiarazioni di facciata, questa Coppa abbia un grande valore psicologico per entrambe le formazioni , perché la Lazio dovrà dimostrare di poter essere ancora competitiva , sui livelli dello scorso anno e pronta per i preliminari di Champions League che la aspettano nella seconda parte del mese di agosto e per la Juventus per due motivi. Il primo motivo ,perché un’ulteriore sconfitta che si generasse con una prestazione di qualità scadente come quelle delle amichevoli fin qui disputate , aumenterebbe il nervosismo e diminuirebbe la consapevolezza di poter essere ,almeno nel campionato italiano, ancora la squadra più forte , secondo motivo perché darebbe un impulso positivo alle avversarie che si sono rinforzate e stanno continuando a farlo , creando la convinzione che il gap esistente nelle scorse stagioni , sarebbe annullato o fortemente ridimensionato. Sabato dunque le prime verità , anche se quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo e noi abbiamo tutte le qualità per poterlo fare . Fino alla fine FORZA JUVENTUS

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di Enzo Ricchiuti

Il mercato della juve fino ad ora.

Le partenze di Tevez e Pirlo sono state compensate. La cessione di Vidal no. Adesso si sta in confusione ed è una cosa che si poteva evitare. Va preso semplicemente un tappabuchi per Khedira e dare le redini dellatrequarti a Paul Pogba. Il resto è perdita di tempo e fatica inutile.

Il mercato delle altre.

Bisogna vedere le condizioni fisiche di Dzeko e Jovetic sul medio periodo. Non ho visto arrivare fenomeni in difesa e molte avevano bisogno di questo.

Ibrahimovic ?

Il numero uno in Italia se arriva. Sarà una sfida stimolante batterlo di nuovo come nel 2012.

Mazola

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Articolo di Silvio Mia

 

A Josè Altafini da Piracicaba ,detto Mazola dai sostenitori brasiliani quando apparve sui campi di calcio del football bailado . La sua somiglianza lo fece accostare a Valentino Mazzola capitano del Grande Torino perito insieme alla sua squadra nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949 . Il Torino era di ritorno da Lisbona dove aveva giocato , perdendo 4 a 3 , un incontro amichevole il giorno precedente. Questo incontro era stato organizzato in onore del capitano del Benfica Francisco Ferreira , amico di Valentino , il quale versava in condizioni economiche difficili. Per questo motivo l’incasso della partita fu devoluto al giocatore, un incasso cospicuo che si era potuto realizzare poiché il 3 maggio in Portogallo si festeggiava la scoperta del Brasile , per cui la giornata festiva aveva permesso la presenza del grande pubblico. Nel viaggio di ritorno l’aereo su cui erano saliti giocatori, staff tecnico e medico e giornalisti al seguito, si schiantò contro la Basilica data la visibilità nulla e l’altimetro dell’aereo pilotato del capitano Meroni che era impazzito, motivo per cui segnalava un altezza che non era quella reale. Premessa doverosa anche in ricordo di una compagine che è rimasta nel mito, a prescindere dalla squadra per cui si possa fare il tifo. Una squadra che riuscì tra l’altro a rimanere imbattuta tra le mura di casa del campo Filadelfia dal 1943,fino alla tragedia che pose fine alla loro vita sportiva e terrena. Altafini giocò nel Milan dal quale fu ceduto al Napoli dopo alcune dichiarazioni di Gipo Viani , allenatore rossonero, il quale accusandolo di scarsa combattività in campo lo definì “coniglio” . A Napoli Altafini fece coppia con un altro grande sudamericano che aveva fatto le fortune della Juventus a cavallo degli anni cinquanta-sessanta a cui il sergente di ferro Heriberto Herrera ,in arte HH2 per distinguerlo dall’Herrera interista, precursore del calcio totale fatto di tanto lavoro e di tanta corsa, volle rinunciare per la scarsa attitudine ad allenarsi dell’atleta .

Il giocatore di cui sto parlando è l’argentino Enrique Omar Sivori di cui posso sicuramente affermare, senza paura di essere smentito, che Maradona ne ricalcò le gesta tecniche circa vent’anni dopo nella stessa squadra. Con Altafini formò una coppia che mandò in delirio i tifosi partenopei portando il Napoli ad un passo dallo scudetto. In merito al trasferimento dal Milan al Napoli ,correva voce che nel contratto di cessione agli azzurri , ci fosse una clausola imposta dal Milan nella quale si diceva che il giocatore non avrebbe potuto essere ceduto alla Juventus prima che fossero passati sette anni . A testimonianza di ciò che scrivo , sette sono gli anni che passarono dalla cessione al Napoli ed al conseguente arrivo a Torino , dove con Dino Zoff approdò per giocare il campionato 1972-1973. Se facciamo due conti tutto torna . Altafini raggiunse Napoli nella stagione 1965-1966. Se la matematica non è un’opinione ed avete voglia di contare ecco la conferma. Boniperti acquista Josè detto poi Giuseppe , quando il giocatore ha già la carta d’identità fortemente ingiallita e la sua età segna 34 anni. L’acquisto è motivato dal fatto che l’esperienza e la classe del brasiliano dovranno servire per far rifiatare i titolari Bettega e Anastasi , ma in realtà alla fine i tre si spartiranno quasi equamente le partite, perché Altafini si dimostrerà ancora talmente valido da risultare a fine campionato con 23 partite giocate il capocannoniere della Juventus con 9 reti. Di quell’anno voglio ricordare il suo esordio alla quarta giornata , si giocava Juventus-Milan. L’esordio fu dettato da un inizio molto deludente di Causio che probabilmente dopo l’annata precedente in cui aveva contribuito con efficacia alla vittoria dello scudetto , si era , come si è soliti dire in questi casi, un po’ montato la testa. Vycpalek , da buon padre, per fargli capire che per riuscire ad emergere non bisogna mai perdere l’umiltà , lo relegò in panchina in un incontro la cui importanza era chiara dal blasone delle due società, lanciando nella mischia Altafini. La prima partita del vecchio Josè durò un tempo, prestazione molto deludente, con i tifosi che cominciavano a chiedersi l’utilità dell’acquisto di un giocatore avviato verso il viale del tramonto. Quell’incontro invece servì al Barone Franco Causio a capire che l’atteggiamento vincente non è fatto di spocchia e di presunzione . Il giocatore sfoderando una prestazione maiuscola contribuì prima a far pareggiare le sorti dell’incontro, che il Milan aveva sbloccato nel primo tempo con una rete di Bigon ,con un cross che Billy Salvadore , capitano indomito , finalizzò in rete e poi segnando lui stesso la rete del vantaggio juventino. Per dovere di cronaca il Milan pareggiò un minuto dopo con un colpo di testa di Rivera, che trasformò in rete un cross di Golin fissando sul 2 a 2 il risultato finale della partita.

Il suo primo goal in maglia bianconera , ho avuto l’onore di vederlo dal vivo allo Stadio Comunale. Si giocava Juventus-Fiorentina, io ero in Curva Filadelfia e la Juventus aveva chiuso il primo tempo in svantaggio 0 a 1 per una rete segnata da Saltutti quando l’orologio stava compiendo il suo ultimo giro. Nel secondo tempo ,dopo il pareggio di Haller che aveva battuto il portiere viola con un tiro sotto l’incrocio dei pali, Altafini , che era subentrato a Cuccureddu da cinque minuti , girando di testa un cross proveniente dalla fascia destra diede la vittoria alla Juventus in un pomeriggio dal cielo grigio e piovigginoso , classico del mese di dicembre in quel di Torino . Un altro episodio che ricordo di quell’anno fu la semifinale di Coppa Campioni in cui la Juventus era chiamata ad affrontare a Torino nell’incontro di andata gli inglesi del Derby Country. Partita che si preannunciava difficile , anche se in trasferta le squadre inglesi perdevano molto in fatto di aggressività , cosa che invece in casa era la loro prerogativa. A quei tempi non essendoci tutta la mescolanza di giocatori che vediamo oggi sui campi di calcio ,che ha portato a cancellare le caratteristiche di gioco che ogni nazione aveva sviluppato , andando a giocare le Coppe Europee e le competizioni oltre Oceano ,si potevano ammirare le diverse scuole di gioco . Per esempio andando in Inghilterra si sapeva che si veniva aggrediti con un gioco maschio , molto muscolare che si sviluppava prevalentemente sulle fasce. Nei paesi sudamericani c’era un gioco più compassato dovuto alla tecnica dei giocatori , nei paesi dell’est le squadre si esprimevano con un gioco a ragnatela , molto lento , ma molto efficace e la scuola italiana era famosa per il suo gioco di rimessa fatto di ripartenze , allora si chiamava contropiede, che l’Inter di Helenio Herrera aveva così ben interpretato vincendo tutto in campo Nazionale e Internazionale. Torniamo alla partita contro il Derby Country, perché nei giorni che la precedettero lo stopper inglese , Mc Farland dichiarò che avrebbe marcato il vecchietto Altafini senza problemi . Alla fine invece di problemi Altafini ne creò molti al giovane presuntuoso stopper d’oltremanica , segnò due reti e il giovane uscì dal campo fra le lacrime. La partita finì 3 a 1 per la Juventus con la terza rete, seconda per ordine di marcatura, di Causio , che riportò la Juventus in vantaggio dopo il pareggio degli inglesi realizzato dal giocatore più dotato tecnicamente , il trequartista Hector. Una curiosità di questa partita , che essendo un incontro di Coppa avrebbe dovuto giocarsi la sera e invece si giocò di pomeriggio perché il nuovo impianto di illuminazione dello Stadio Comunale non era ancora pronto.

La Juventus pareggiando in Inghilterra dove tal Hector sbagliò un rigore e si fece notare più per le inusuali per l’epoca, scarpette bianche che per la sua efficacia in campo, si qualificò per la finale di Belgrado dove venne sconfitta dal Grande Ajax degli anni settanta per una rete realizzata dopo tre minuti di gioco da Johnny Rep . L’ultimo episodio che voglio citare , di questo straordinario fuoriclasse, riguarda una questione di cuore . Si giocava Juventus – Napoli venticinquesima giornata del campionato 1974-1975. In quella stagione i partenopei erano in corsa per la conquista dello scudetto e si presentarono a Torino con due punti di svantaggio dalla Juventus. Al vantaggio bianconero siglato da Causio , aveva risposto il capitano degli azzurri , il mitico Antonio Juliano, Totonno per tutti ,centrocampista , napoletano verace e capitano di lungo corso. Quando ormai sembrava che i giochi per la conquista dello scudetto dovessero prolungarsi per le successive quattro giornate ancora da disputare , a due minuti dal termine della partita, da un’azione di calcio d’angolo di Causio e sull’uscita a vuoto di Carmignani , la palla arrivava a Cuccureddu il quale sferrava un tiro che colpiva il palo alla destra del portiere del Napoli , Altafini con l’istinto ed il fiuto del goal che lo contraddistingueva da sempre , con un tocco di punta ribadì in rete e quella risultò essere la segnatura decisiva per la vittoria di quel campionato.

Da questo momento il vecchio Josè per i tifosi napoletani divenne “core ‘ngrato”. Alla fine nonostante due sconfitte, la prima a Napoli 2 a 6 e la seconda quella succitata di Torino, il Napoli arriverà secondo a due punti dalla Juventus. Voglio ancora fare una postilla sulla partita di andata che il Napoli perse largamente davanti al pubblico di casa. Il Napoli dell’allenatore brasiliano Luis Vinicio quell’anno era disposto a zona , una tattica che prevedeva il sistema del fuorigioco sistematico sugli attacchi avversari. La Juventus aveva fatto le prove di tale disposizione in campo avversario il mercoledì precedente in Coppa UEFA , giocando contro gli inventori di tale tattica di gioco , ad Amsterdam con i lancieri dell’ Ajax. La Juventus aveva perso 2 a 1 , ma in virtù della vittoria della partita di andata a Torino per 1 a 0 aveva passato il turno. Trovandosi davanti ad una squadra che era agli inizi della pratica di questa tattica di gioco , i giocatori della Juventus andarono a nozze travolgendo i partenopei che da quel momento attuarono un sistema difensivo meno spregiudicato. Altafini alla fine della carriera totalizzò 216 reti in serie A , dietro all’irraggiungibile Silvio Piola che con 290 reti comanda la classifica , a Francesco Totti che essendo ancora in attività potrà ancora incrementare il suo score che è di 243 reti , a Nordahl con 225 ed a pari merito con Peppino Meazza .

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