l’occasione perduta

Juventus-Galatasaray-Quagliarella

Scritto da Cinzia Fresia

Quanta tristezza ed amarezza nella partita di ieri, che brutta Juve, che brutto Conte, che brutto tutto. Allora, non mi sento di puntare il dito sui giocatori, i quali è vero che non si sono espressi al meglio, ma non li ritengo  i soli colpevoli di questa  semi disfatta:  mi sono chiesta più volte dove fosse Conte ..come ragionasse, cosa stesse facendo, e altrettante domande sui cambi (terribili) che ha effettuato.

Cio’ che mi infastidisce, non è lo sbaglio o la partita andata male, ma l’offesa all’intelligenza dei tifosi, i quali né ciechi, muti  o sordi,  si sono sentiti presi in giro. Allora, siamo d’accordo che, Bonucci sia stato il responsabile del gol di Drogba, (anche un po’ Buffon) ed è  certo che  la difesa stesse  stappando lo champagne in anticipo, ma toglierlo solo per questo mi è sembrata un’azione da maestra di asilo nido.

Vero ha sbagliato, ma era un problema da vedere dopo, in quell’occasione togliere un difensore, e mettere un’attaccante come Llorente che ha evidenti problemi di adattamento e non ha la cattiveria di Tevez, è stato un azzardo che Conte mi dovrà spiegare e sono convinta che non ci riuscirà. Stessa cosa per Isla, che lo sta facendo litigare con Pirlo, il quale se può non gli passa la palla nemmeno per sbaglio,  ma anche lì, è negato, non c’è niente da fare, Isla tutto doveva fare meno che giocare a pallone, sarebbe stato meglio   Padoin, che  ha dimostrato di saper fare meglio.

Errori grossolani, fissazioni da Contite acuta, ci hanno fatto praticamente “perdere” la partita di ieri sera.

Dico perdere, perché questo pareggio ‘ equivale ad una sconfitta pesante, potevamo vincerla, cercando di tirare fuori un po’ di lucidità, invece niente, un vantaggio durato meno di un minuto, secondo gol peraltro ripetuto con la stessa dinamica.

Ragazzi se andiamo avanti così mettiamoci l’animo in pace perché  perdiamo tutto, scudetto e  Champions.

Evidentemente c’è un problema, Conte non è più felice di stare a Torino, e forse gli Agnelli non sono nelle funzioni di soddisfare le esigenze del tecnico. Ma chi sta pagando questa situazione sono per lo più i tifosi, che assistono a spettacoli poco edificanti.

Un altro particolare, non so se vi siete accorti, che le telecamere non hanno mai ripreso gli Agnelli, sicuramente al loro posto quando si tratta di una partita di Champions disputata a Torino, insomma tanti segnali che fanno pensare.

La Juventus di ieri sera era formata da 5  giocatori, Tevez, Quagliarella, Vidal, Pogba, Asamoha, e saltuariamente Pirlo, gli altri a casa a fare la seta.

Vi dirò, che mi manca la Juve, dei due anni precedenti, quella con Del Piero e con Matri, sì, avevamo Bonucci che non prendeva una mazza, e tanti altri problemi, ma con quella Juve, Pirlo ci stava benissimo e abbiamo un vinto un gran campionato anche  con tanti pareggi, oggi,  sebbene  rinforzata o migliorata con la presenza di Pogba e Tevez, la trovo spesso  in crisi:  Pirlo non riesce a dirigere la partita, e l’accanimento su Isla è preoccupante, mi ricorda quello su Vucinic.

Unica nota di allegria della serata per me, è stata questa: la conoscenza dei ragazzi dello Juventus club di Olbia, trovandomi in Sardegna per la 6 giorni di enduro che si sta svolgendo in territorio olbiese, il neo nato club, la cui sede è stata inaugurata questo agosto con gentilezza e disponibilità ci ha ospitato a vedere la partita insieme a loro. La sede e’  davvero molto carina,  ben attrezzata, e soprattutto curatissima nel dettaglio, ringrazio Daniele, Cristian e tutti i ragazzi dello Juventus club di Olbia per la loro splendida ospitalità, nella speranza di vederla presto! Complimenti ragazzi, vi aspettiamo sul blog e sul forum  e forza Juve!

 

 

La metamorfosi della Juve

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di Davide Peschechera

Pareggiata anche la seconda, come l’anno scorso. Perché questo pareggio ricorda molto quello ottenuto con lo Shakhtar ed il finale di partita quello palpitante della semifinale di Coppa Italia dello scorso anno giocata a Roma contro la Lazio, al ritorno. Pareggiata una partita contro una squadra che, diversamente da quanto si poteva pensare, si è difesa subito dopo il vantaggio e segnato due gol senza mai realizzare un’azione concreta. Nonostante i cambi, giusti e obbligati questa volta, non è bastata ma comunque abbiamo visto cosa può fare questa Juve con il 4-3-3, subito col rigore ed il raddoppio. Con un solo modulo si sta diventando prevedibili e sterili. Per 60 minuti si è fatta fatica e si è giocato un brutto primo tempo, come ormai solito, e di colpo si sono create palle gol con molta facilità. Llorente tiene impegnati i centrali, Tevez ha molta più libertà e Quaglia ha portato rigore e gol. Pirlo, Vidal e Pogba possono avere più spazi. Il reparto in generale deve occuparsi meno di impostare e prendere il pallone lontano dall’area di rigore anche se, sia a 3 che a 4, va registrata la difesa. Odio parlare di errori individuali. Chiellini(Inter), disattenzioni difensive e di reparto su palla inattiva(Copenaghen e Verona), Buffon(Chievo). Ne abbiamo commessi tanti per sufficienza, mancanza di concentrazione, leggerezza, disattenzione. In ultima analisi alla lista si è aggiunto anche Bonucci(con Buffon). Quelli tecnici ci possono stare. Ma quello di posizione di Isla alla fine è proprio da giocatore di categoria inferiore.

La cosa peggiore guardando la Juventus, però, é il cogliere un certo logorio nella squadra. Come se fosse necessario un grande rinnovamento. Alcuni dei nostri stanno subendo un calo, fisico e soprattutto mentale, che non fa remare tutti verso la stessa direzione. Nelle ultime uscite è sembrata una squadra sfilacciata proprio per questo, col freno a mano tirato e senza entusiasmo, imprecisa nei passaggi ed appesantita nelle ripartenze. Spesso siamo lunghi e le distanze tra i reparti non sono quelle giuste. Un appagamento generale che comincia a farsi sentire. Sintomo evidente è il gran numero di disattenzioni in tutti e tre i reparti che ci sono costati sino ad oggi gol su gol subiti. È emersa una squadra che pensa troppo, si preoccupa eccessivamente, non gioca più sul velluto. Mancano sfrontatezza, ritmo, leggerezza, coraggio. È una squadra bloccata, impacciata. È una Juve un po’ lontana da quella che avevamo conosciuto. Nelle orecchie echeggiano gli avvertimenti secchi ed aspri di Conte che già alla fine della stagione scorsa, come se avesse previsto il rischio di un imborghesimento della sua squadra, allarmava la pancia già sazia di vittorie, lo spegnersi di quel fuoco nei giocatori che in questi due anni l’allenatore era riuscito a riaccendere. Lo stesso Conte sembra abbattuto, incapace di trasmettere ai suoi quella carica che lo ha sempre contraddistinto, sente di non avere per le mani la stessa squadra dello scorso anno. Manca dinamicità e movimento, non ci si esprime più sugli standard abituali. La Juventus non morde, non aggredisce più l’avversario, si sfinisce per mezzore intere di un gioco lento, inefficace, di un giro palla effimero all’interno della propria area, che passa dai piedi di tutti e dà possibilità agli avversari di chiudersi. La linea di tre centrocampisti non è in grado, per un semplice fatto di gestione dello spazio orizzontale, di giocare aggressiva sui portatori di palla avversari se questi consolidano il possesso. Ne consegue che la Juventus concede fasi di possesso palla prolungate agli avversari per poi ridursi a forsennate rimonte negli ultimi 30 minuti che non sempre possono completarsi. Nella gestione delle partite, questa Juve ricorda tanto quella di Fabio Capello. È una squadra che non va più a mille all’ora per vincere ma che va quasi a folate, vere e proprie sfuriate. Se si sta vincendo, si cerca di addormentare la partita, se si sta perdendo, si rimpiange il primo tempo mai produttivo. Sarà difficile vedere risultati roboanti?

Non è la Juve tambureggiante del primo anno di gestione Conte o quella schiacciasassi della scorsa stagione. Ma sarebbe sbagliato parlare pure di Juve difensivista. Meno spettacolare sì. La squadra gioca costantemente nella trequarti offensiva con possesso palla, buona pericolosità offensiva e tanti tiri in porta. Semmai questa impostazione risulta al più macchinosa nello sviluppo della manovra, perché il giro palla dietro, con la difesa a tre, conta sempre un passaggio in più che rallenta l’azione, mentre i movimenti degli esterni sono quasi sempre volti a fare sponda e da appoggio per gli spostamenti in fascia delle punte o per scaricare palla per vie centrali ai centrocampisti interni, gioco che spesso impedisce le sovrapposizioni in uno-due, non porta al cross gli esterni stessi che ricevono palla da fermi e marcati, impedisce loro di saltare l’uomo o di cercare di attaccare lo spazio. Per questo Conte cerca tatticamente di portare più spesso le mezzali a cercare le fasce per crossare, gente qualitativamente migliore di Lichtsteiner e Asamoah(gli esterni titolari, per dire) come Pogba, Marchisio, Vidal e col Galatasaray Pirlo, lasciando le due punte più vicine al centro dell’area. Conte, infatti, sta cercando di adattare i principi di gioco di sempre agli attaccanti che possiede. Con l’ingresso in squadra di Llorente, la Juve ha cercato di sviluppare un gioco diverso. Il sistema di gioco resta lo stesso perché difficilmente vedremo, in stagione, Conte cambiarlo(non crede che con giocatori come Tevez, Vucinic e Giovinco e senza Pepe possa giocare con un fronte a tre), ma è cambiata I’interpretazione. La Juve ha cercato di sfruttare la forza fisica degli attaccanti Quagliarella e Llorente facendo arrivare in area cross alti dalle fasce.

Certamente è presto per trarre delle conclusioni dopo solo sei giornate di campionato e due di Champions. Un’altra ipotesi è quella che la Juve stia gestendo le forze in vista di una stagione che si prospetta più lunga e difficile delle ultime due, anche perché nonostante il gioco sino ad oggi deludente, i risultati sono identici a quelli dello scorso anno: in campionato la Juve, dopo le prime sei giornate della scorsa stagione, aveva ottenuto 16 punti frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Nella stagione attuale la Juve ha ottenuto ancora 16 punti su 18 disponibili, frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Questi risultati hanno comportato uno score complessivo di 21 gol realizzati contro 7 subiti nella scorsa stagione, a fronte dei 16 gol fatti contro i 5 subiti dell’attuale, ovvero la Juve lo scorso anno segnava di più (+5), ma subiva anche di più (+2). Quest’anno segna di meno(diminuiscono pure i marcatori perché segna soprattutto con gli attaccanti) rispetto alla mole di gioco creata e subisce di meno(nonostante gli errori difensivi), basti pensare ai zero tiri in porta subiti contro il Torino. Stesso discorso in Europa, con due pareggi iniziali, anche se ogni Champions fa storia a sé e quest’anno il cammino sembra più compromesso che mai.

Di fatto, tutte le squadre che ci hanno affrontato, a parte la Lazio, hanno impostato la loro partita in maniera nettamente difensiva, non trovando quasi mai le geometrie di gioco abituali per andare a rete. 9 uomini dietro la linea della palla e praticamente tutti dentro la propria tre-quarti difensiva. L’avversario di turno quasi mai ha avuto occasioni da gol frutto di una supremazia, anche momentanea, che fosse dovuta ad una disposizione tattica migliore o a doti tecniche superiori dei singoli avversari. Spesso la Juve si trova ad affrontare con linee di gioco sterili, assetti avversari catenacciari e non “a specchio” come ci vorrebbero far credere. Ed è qui che ci sono situazioni(ricorrenti) che la Juve non sfrutta. 11 calci d’angolo e nessuna incornata vincente. I calci da fermo che mai ci conquistiamo. I tiri da fuori area che sono più tiri della disperazione che altro. Serve un cambio di marcia e stop ai regali. In CL devi giocartela. Non sì può forzare così troppo la verticalizzazione, allungare la squadra e permettere all’avversario di avere maggior possesso palla perchè può ricominciare sempre l’azione.

Ma diamo un po’ di numeri: contro il Copenaghen, 511 passaggi effettuati, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio e una sola rete. Contro il Verona, 64% di possesso palla, 700 palloni giocati, 400 passaggi nella metà campo avversaria, 35 volte al tiro, 15 conclusioni nello specchio. Una supremazia territoriale netta, oltre 22 minuti contro gli appena quattro dei veneti. Contro il Chievo, 71% Possesso palla, baricentro alto attestatosi sui 55 mt., pallone toccato 889 volte contro le 473 degli avversari, 605 passaggi contro i 187 del Chievo, 35 cross sfruttando le fasce, tanto che la larghezza della squadra è indicata in 47,6 metri, contro i 33,4 metri dei gialloblu. 18 tiri di cui 8 nello specchio, 4 respinti, 11 da dentro l’area. Chievo 5 tiri. Pirlo 101 passaggi riusciti(90%), Pogba 11 Cross. Contro il Torino, possesso di palla quasi pari, 50.7 a 49.3% per i bianconeri, baricentro molto alto, a 59.2 metri, contro quello del Toro, fermo a 50.7 metri. Indice di pericolosità del 59,2% quello della Juve, 22,8% quello del Toro. Supremazia territoriale: oltre 12 minuti noi, poco meno di otto i granata. Neanche un tiro in porta da parte del Toro delle 6 effettuate, 8 le nostre conclusioni sulle 17 totali. Infine, contro il Galatasaray, 23 tiri ma, a dispetto di altre volte, minor precisione, con appena 5 conclusioni arrivate nello specchio della porta. Possesso palla al 53%, 11 angoli battuti a 0. 221 passaggi effettuati (su un totale di 479) nella trequarti offensiva, contro gli appena 67 della squadra di Mancini. Solo tre squadre hanno fatto meglio dei bianconeri in queste prime due giornate di Champions League.

I numeri sono indicativi, certo, ma non fanno vincere le partite. I numeri vanno pesati per capire che non è oro tutto quel che luccica. Anche se è difficile parlare di Juve meno intensa, perché ciò che fa è sempre, comunque sufficiente per meritare il successo. Ma non convince. Conte ha attinto a piene mani dal “reparto riserve” in questo periodo ed ha sempre rimescolato la formazione, atteggiamento sicuramente rischioso ma praticamente obbligato se si vuole arrivare a coinvolgere tutta la rosa, tenere alta la tensione e non rischiare di arrivare col fiato corto in primavera come avvenne l’anno scorso. È comprensibile che, stravolgendo continuamente le formazioni, si possa andare incontro a qualche rischio come la mancanza di dinamismo, ed a dover fronteggiare alcune difficoltà, quindi se non vedo la Juve dominare e rullare l’avversario ma averne comunque ragione, è sintomo di crescita. Ma bisogna cambiare marcia. Organizzazione di gioco, solidità difensiva, mentalità europea. “Testa, cuore e gambe”, mister.

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Il Toro, una condanna.

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Scritto da Luna23

Io non so per quale motivo, la Juventus, che ha già tanti problemi di suo, debba  pagare anche le miserie derivate dal Toro. Ma ne abbiamo così bisogno del Derby? Io non l’ho visto questa volta, mi sono bastate le impressioni di colleghi, letture e commenti, che mi sono detta “Basta ..mo’ ce siamo rotti”.

Capisco tutti i malesseri interni di una squadra, il Torino, diventato suo malgrado un team di provincia, non per la qualità dei suoi giocatori, ma per la modalità di gestione, che detto sinceramente,  dalla proprietà mi aspettavo di più. Per non parlare dell’allenatore, un presuntuoso, che lancia insulti al nostro, e che parla di cose che non sa,  la cui impresa leggendaria è quella di aver portato il Toro dalla B alla A, sai che roba, ce la potevano fare anche da soli, impegnandosi.

Inoltre, mai e poi mai che i granata facciano autocritica, allora mi dite ..tutti … che razza di squadra è una compagine il cui obiettivo primario  quando incontra la Juve  è di  fargli  del male? Spiegatemi che tipo di tecnico è uno che incoraggia una cosa simile? Ed è successo, l’obiettivo era “mandare all’ospedale Tevez”, obiettivo raggiunto, tant’è che la vittoria (eventuale) non è stata presa nemmeno  in considerazione. Come può una squadra di serie A con la mentalità così semplice, possa nemmeno pensare a vincere, ma qualificarsi per la Champions? Ma comprendo che è comodo dare la colpa agli altri, è facile atteggiarsi a vittime, un giorno o l’altro anche i tifosi rifiuteranno questo atteggiamento da scuola elementare “Maestra tizio mi fa le boccacce!” e inducano i giocatori ad ammettere che potevano fare meglio.

La domanda era “abbiamo proprio bisogno del derby?” Ma anche no, in fondo non è fattibile convivere nella stessa città dove ogni qual volta ci si muove anche solo per un caffè, si da la colpa alla Juve se manca lo zucchero, eppure, le società condividono affari, persino iniziative benefiche, feste, ecc. ecc. ma è come mettersi un abito da sera con la biancheria del giorno prima, non funziona. E’ tempo di chiudere i rapporti, definitivamente, non si può andare avanti così, a continuare a scusarsi, non si sa bene il perché? Gli arbitri durante il campionato li penalizzano? Allora, basta, basta, basta ..scusarsi? Ma di che? Di essere vivi?

Adottare un silenzio stampa sarebbe consigliabile per tutti, è vero, i giornali non si venderanno, il giro di affari intorno al derby subirà un arresto, ma noi poveri tifosi potremmo seguire la nostra squadra in Santa pace, senza sentire stupidaggini da supermercato, un giorno il campo sarà l’unico a parlare.

 

Juventus-Galatasaray – 2 ottobre 2013 20.45 Juventus stadium Torino

 

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Scritto da Cinzia Fresia

Per la  Juventus, domani ore 20.45 torna la Champions League, a Torino arriverà il Galatasaray fresco di Mancini, il quale non  sicuro di poter già prendere posto in panchina sta già avvisando Conte della sua presenza.

Settimana non facile per i bianconeri profondamente criticati ed ammaccati dalle conseguenze del derby, Tevez colpito e ferito da un fallo potenzialmente molto pericoloso, vuole esserci. Sa che la Juventus di oggi ha bisogno di lui.

Purtroppo l’avvio di Champions non è stato un gran che, occorre recuperare per poter fare punti in vista di  avversari più impegnativi. La Juventus può farcela contro i turchi? Sicuramente sì, mettendo ordine al centro campo e schierando la formazione migliore, quella più affine a Tevez e coordinata da Pirlo, non si dovrebbero incontrare problemi a gestire un avversario che sì, vuole vincere, ma perfettamente gestibile da parte di una squadra come la Juventus attuale.

Conte deve recuperare la salute psicologica dei nostri giocatori un po’ acciaccata dai tanti e numerosi attacchi e da un paio di avversarie profondamente ostiche e pronte a tutto per vincere. Si parla di Roma e Napoli, ma soprattutto Roma, il cui cammino pare in discesa.

Coraggio ragazzi, il tifo è tutto per voi!

 

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Considerazioni su Toro Juve.

Il Toro è indubbiamente una squadra che si sa difendere. Mi sono piaciuti i loro difensori. Però li abbiamo agevolati perché eravamo lunghi, avevamo Giovinco e non è un periodo nel quale brilliamo. Detto questo, è stato un bene che non si sia stati troppo bravi. Sennò ci avrebbero picchiato di più. Francamente il cuore Toro è una cosa che non capirò mai, una roba da macellai. Una squadra che puzza di morte e di mancanza di libertà. Sono merda e galera. Ogni volta sembrano quelle squadre di detenuti contro i secondini che giocando tra quattro mura della prigione nei loro cuori ne profittano per regolare due conti da ergastolani.

La moviola in campo.

Non mi piace. Il calcio è il calcio perché poi ci sono i vinti che possono recriminare. Se gli levi alibi ai perdenti sarà come togliere la guerra a israeliani e palestinesi. Dopo che cazzo fanno, si guardano il deserto sino alla noia ?

Conosci Musella questo ex giocatore trovato morto?

Lo ricordo da bimbo. Giocava nel Napoli di Krol che ci contese lo scudo ’81. Testa di merda pare, pare fumasse in panchina. Ricordo che quando cercavano di farmi appassionare alla squadra locale mi parlavano sempre di un tunnel fatto da ‘sto Musella ad Anzivino dell’Ascoli. Al che rispondevo “e poi ?”. E poi era finita che Anzivino la seconda volta l’aveva fatto volare per terra e Musella non s’era permesso più. La storia del Napoli a quanto pare, spacconate di paese di eroi da bar. Ho letto che l’hanno trovato con le braghe calate. In Italia oggi giorno, vivi o morti, chi è che non ce le ha.

Dio benedica il gol in fuorigioco … di Tevez.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Evviva avviva! Menomale che il gol di Pogba è viziato da un fuorigioco di Tevez ( fra l’altro per nulla evidente a velocità normale) altrimenti IO bovino e/o antijuventino in genere di che parlerei? Mi toccherebbe ammettere che la mia squadra al solito ha fatto veramente cagare rinunciando completamente a giocare anche dopo l’1-0. Dovrei dire che la mia squadra anche dopo lo svantaggio non ha reagito per niente, ma anzi è stata schiacciata nella propria metà campo senza neppure troppa difficoltà dalla Juventus. Dovrei dire che il mio idolo Cerci, quello che si permette di dire a Tevez che non ha il suo sinistro pur non avendo nè vinto nè tantomeno dimostrato in carriera neppure la quarta parte di quello fatto dall’argentino, che Tevez a livello di prestazione al mio idolo Cerci lo ha completamente annichilito. Mi toccherebbe ammettere che Buffon è rimasto tranquillo tranquillo a farsi i cacchi suoi per tutto l’incontro, spettatore non pagante, che avrebbe potuto anche togliersi i guanti e mettersi a fumare una sigaretta appoggiato al palo, perchè il mio Toro ( il nostro Toro, per tutti gli antijuventini d’Italia) non ha fatto neppure un misero tiro in porta. Di contro Padelli ha dovuto fare almeno due europarate su Vucinic e Giovinco. Dovrei dire che Immobile, non solo è un attaccante abbastanza normale, ma che andava espulso con un rosso diretto per un fallaccio volontario e cattivo su Tevez a metà campo. Così come dovrei ammettere che il mio Toro al solito preferisce nel derby giocare a calci e non a calcio. In ultimo mi toccherebbe constatare che la Juve contro di me si è permessa di far riposare uno dei suoi uomini migliori degli ultimi due anni nonchè faro del suo gioco, ovvero Mister Pirlo.

Mi sono potuto consolare così con le le moviole italiane. Sante. Santissime. Menomale esistono e Dio benedica chi le ha inventate; fatte così, su misura per noi rosiconi e fegati marci.  Menomale che Tevez è in fuorigioco perchè probabilmente c’è rigore su di lui anche se nessuno lo dice. Strano perchè è da inizio anno che si dice tolleranza zero sulle trattenute in area, ma ovviamente non vale per la Juve. Menomale che è andata così, così possono tutti focalizzarsi su questo episodio e qualcuno dipo la Rai fa anche di peggio omettendo il fallaccio da espulsione di  Immobile. Come se non fosse mai esistito. Persino a Napoli son contenti del gol viziato da fuorigioco. Ormai nell’immaginario collettivo non si parla neppure di gol di Pogba , ma del ”Gol in fuorigioco di Tevez”. Ha segnato Tevez ormai. Fra un poco qualcuno dirà che senza questo gol il Toro poteva anche vincere. Tanto chi se ne frega, in Italia una balla è una balla ma a furia di raccontarla diventa verità. Dicevo pure a Napoli son contenti, così non si parla del rigore su Gilardino che tanto non frega a nessuno. Vedi se era rigore contro la Juve? Pure gli inter-tristi come Bonolis son contenti così possono iniziare ad avere la scusante che se arrivano dopo la Juve è perchè i gobbi sono aiutati. Loro che detengono il record mondiale di giocatori in fuorigioco su un gol. 5-6 non mi ricordo neppure quanti, al Siena. Quelli sono errori in buona fede. Cose che capitano. Queste no! Qui la Giuve ha ruvvato.

E allora siano lodati Mazzoleni e Tevez così avrò sempre mille scuse da raccontare e non dovrò ammettere mai che nell’ennesimo derby giocato male dal mio Toro , se c’era una squadra che doveva vincere quella era la Juve e ammesso che il guardalinee avesse visto giusto e alzato la bandierina, tutto quello che avremmo preso è un misero punticino. Fra l’altro immeritatissimo.

 

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Torino – Juventus 0-1

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Torino-Juventus Domenica 29 settembre 2013 – Stadio Olimpico – vivere il derby a Torino

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Scritto da Cinzia Fresia

Dopo il Chievo ecco il Toro … così inseriamo un altro tassello nel puzzle “brutte bestie”; dopo la discussa vittoria contro la formazione veronese, incontriamo il terribile Toro, motivato solo ed esclusivamente a fare del male alla Juve, non importa come. I nostri dovranno fare attenzione alla compagine torinista che punterà a colpire i nostri uomini migliori.

Il Torino è stato alcuni tornei fa, penalizzato  duramente; in vantaggio contro il Milan, l’arbitro concesse ai rossoneri un dubbio rigore e un impedimento alla richiesta di un cambio che ipoteticamente poteva mantenere la vittoria sul match, ed invece no, l’arbitro colto un pretesto per concedere un rigore,  fece pareggiare il Milan e va bene così. Memori di questo episodio, troveremo un Torino ancora più incattivito e vittimista del solito,  e Cerci, l’antijuventino per antonomasia  ha già lanciato il suo anatema dichiarandoci già sconfitti.

Coraggio ragazzi, leviamoci questo dente ed occhi aperti! Marchisio il nostro uomo “derby” è caldo come un “boiler”, e vuole le vittorie anche quest’anno.   Dovrà essere quella di Conte una formazione sicuramente difensiva ma aggressiva al punto tale da bloccare qualunque iniziativa avversaria, ed attenzione a non cadere nelle trappole delle provocazioni, il cartellino giallo è in agguato, e di diffidati ne abbiamo in quantità.

Coraggio ragazzi .. possiamo farcela!

 

 

Chievo – Juventus 1-2. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x1562tg

Io speriamo che me la …Chievo!

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Articolo di Alessandro Magno

 

E’ il momento di vincere poi arriverà anche il momento di convincere. Chievo – Juve una partita bruttissima specie nel primo tempo. Che c’è un involuzione nel gioco lo stiamo dicendo da settimane e l’ha capito finalmente anche Conte che s’è presentato alle interviste post partita con un aria più disponibile e meno Maurinhesca. Che poi a fare il Mourinho quando le cose van male si rischia di fare la figura dello Stramaccioni. Le cose ancora non vanno male ma prevenire è meglio che curare.

Dicevo Conte pare si sia reso conto ( scusate il gioco di parole) del fatto che c’è diverse cose da correggere. In primis il fatto che andiamo sempre sotto, in secundis l’imparare a giocare senza Pirlo che per ovvie ragione anagrafiche deve rifiatare più degli altri. A differenza di altri noi è almeno 3-4 partite che diciamo che ci sono dei problemi e siamo contenti che finalmente ne hanno preso atto pure altri. Ora siccome abbiamo giocato d’anticipo continuiamo a giocare d’anticipo e mentre ora tutti si lamentano che le prestazioni non sono eccelse io voglio fare notare quanto c’è invece di positivo in un momento non certo facile.

Intanto la Juventus ha dimostrato grande spirito di reazione andando a recuperare per ben 4 volte una situazione di svantaggio, intanto siamo ancora imbattuti nonostante con Inter e Chievo ci siamo andati vicino. Intanto siamo secondi con 4 vittorie e un pareggio su 5 gare e francamente potevamo esser a punteggio pieno se con l’Inter si fosse stati più precisi sotto porta nel finale. Ecco questa è la parte del bicchiere mezza piena quella su cui partire e lavorare.

Della partita di Verona si è fatto gran parlare del gol regolare annullato a Paloschi. Gol regolarissimo. Ci piacerebbe che i media parlassero con altrettanto clamore dei 4 possibili-probabili rigori che c’erano. Su Pogba , Llorente, Quagliarella e Tevez. Sky li ha omessi completamente, Mediaset ne ha fatti vedere due dicendo che erano rigori e di contrasto ha fatto vedere ”solo” un ”ottocentina” di volte quello di Paloschi. Ci siamo abituati.

Concludo dicendo che questo sarà un campionato difficile ed equilibrato. La Roma in testa è una sorpresa per tutti. Ancora più sorpresi sono rimasti quei napolisti che dopo lo 0-7 di  Sassuolo – Inter si dicevano compiaciuti : ” E’ meglij ca ‘o Sassuol a Napule manco s’appresenta”…..e! Non solo si so’ appresentat ma vanno fatt pure no mazz tant”.

 

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