Juventus, chi ben comincia…

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

 

Era importantissimo ripartire con una vittoria, perché era giusto ribadire fin da subito quali sono le gerarchie in gioco anche quest’anno. Il passo falso del Milan poi ieri ne ha data ulteriore conferma, qual’ora fosse necessario su chi si deve riconfermare e su chi invece deve ancora costruire. La vittoria contro la Samp è stata ineccepibile checché ne dicano certi commentatori RAI che sono di una bassezza disarmante. La Juventus ha schiacciato i doriani dall’inizio alla fine, Buffon è stato spettatore non pagante non dovendo effettuare nessuna parata. Da questo punto di vista la Samp per me è stata una mezza delusione, tolto il vivace e in parte nostro Gabbiadini, una manica di catenacciari e simulatori. E dire che una volta mi ricordo le squadre di Delio Rossi giocare col 4-3-3… Forse era un altro Delio Rossi… Boh, o erano altri tempi.

Dunque tutti contenti per la vittoria e per i tre punti ma un filo di apprensione per il risultato risicato e un filo di sofferenza di troppo sono le note se è possibile da correggere. Per quanto riguarda questa obiezione non sono troppo convinto della coppia VucinicTevez, molto simili e molto spesso leziosi nel cercarsi (forse pure troppo). Occorrerebbe un poco più di Killer-instinct almeno da parte di uno dei due. Bravissimo Tevez comunque a farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Fra l’altro a Vucinic la maglia da super-titolare fa sempre abbastanza male ed è praticamente impossibile vederlo fare due partite di seguito sopra le righe. Non è un caso che si è ridestato dopo che Llorente ha iniziato il riscaldamento (spero non l’abbia notato solo io).

A proposito di cambi, farli all’85mo dopo aver utilizzato gli stessi giocatori messi in campo pochi giorni fa contro la Lazio mi sembra una forzatura da un lato e un eccessiva prudenza-paura dall’altro. Conte si deve fidare un poco di più degli elementi a disposizione, altre 3 partite di fila così e Lichtsteiner è già bruciato per quanto corre, come credo sia stato evidente a tutti che sia Vidal che Pirlo non erano proprio al loro standard normale. Ora se è alquanto difficile privarsi di Pirlo e di Vidal forse magari far giocare Caceres contro la Samp e far rifiatare lo svizzero non è poi così rischioso. Qualcuno obietterà giustamente che Stephan contro la Lazio fu il migliore in campo ed è assolutamente vero, resta il fatto che ci sono 23 elementi in rosa e non vedo un motivo valido di farli giocare 180 minuti di fila alla seconda giornata di campionato. Sempre se il motivo valido è: ”Non cambio per non fare danni”. Però un grande mister come Conte non dovrebbe avere di queste paranoie.

Quella dei cambi pochi e in ritardo è una cosa che contesto a Conte da molto tempo e chi mi legge lo sa, come l’eccessiva cocciutaggine a utilizzare sempre il solito modulo. Il caso ha voluto che sbloccassimo la partita proprio mentre Llorente si alzava dalla panchina per il riscaldamento, devo dire che sarei stato abbastanza curioso di vedere se Conte avesse sostituito Vucinic come credo, o avesse utilizzato tre punte, magari anche senza cambio modulo, magari spostando solo Tevez esterno al posto di Asa o di Lichtsteiner. Chissà? A questo giro è andata bene cosi, chi vivrà vedrà.

Alla prossima e sempre forza Juve.

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Campionato 2013-14 ” Le zampate di Antonio Conte”

 

Scritto da Cinzia FresiaAntonio+Conte+A

Rieccoci qua, puntuali come una “cambiale in scadenza” a ricelebrare una stagione calcistica ricca di eventi e soprattutto di sorprese. In questa estate che sta trascorrendo e volgendo al termine,  non è accaduto niente di che,  se non l’arrivo di Tevez incerto fino all’ultimo minuto e l’atteso Llorente.  I giornali si sono divertiti con il solito fare da “strillone” quando poi  di sensazionale non c’era nulla. Mentre la Juventus si impegnava ad integrare i nuovi arrivati, le avversarie si organizzavano per contrastarci, perchè ogni anno è così, noi contro tutti e tutti contro di noi. I nuovi allenatori hanno lanciato anatemi “Juve sei già battuta!” ha gridato Benitez, Mazzarri passato all’Inter nemico numero 1 della Juve proseguirà  l’implacabile odio verso di noi, un allenatore nuovo alla Roma che promette di mettercela tutta, insomma siamo alle solite.

I tornei dimostrativi dell’estate hanno proposto una Juventus un po’ in balia degli eventi, o diciamo dei nuovi arrivati i quali non facevano la differenza, tranne nell’attirare l’attenzione su di sè. Per Antonio Conte rispetto l’anno precedente, è stata un’estate rilassante e rilassata, si è sposato, e le sirene della “giustizia sportiva” non sono suonate. Talvolta penso a lui e mi viene in mente Batman, che tenta di “liberare la Juve” dai tentacoli dei suoi nemici che ha avversari  con nome e cognome che gli giurano vendetta e che lo aspettano seduti sulla sponda sperando che il cadavere prima o poi passi.

Ma la Juve non è “Gotham City” e lui per fortuna non ha maschere, tra un proiettile e l’altro, Conte si diverte a non mostrare, a nascondersi un po’, a non scoprire le carte. Ecco quindi che la vera Juve l’abbiamo vista l’altra settimana che ha steso una Lazio rimasta muta e umiliata con 4 reti a 0. E chi l’avrebbe detto? Dopo i capitomboli americani? Il fatto è che questi intermezzi estivi servono agli altri, dobbiamo far divertire la gente è questione di immagine e perchè no di fondi .. e la Juventus per affrontare la Champions ne ha bisogno di denaro, considerato l’infortunio di Marchisio, la rosa non sarà sufficiente per  affrontare tre percorsi minati come il campionato, Champions, coppa Italia, e impegni di Nazionale.

Come prima partita non c’è male,  iniziamo per noi,  con una “bestia nera” la Sampdoria,  che non abbiamo mai digerito, tra i nostri nemici è quello che facciamo fatica a battere. E pensare che ci detestano talmente a Genova che la metà basta, dovrebbe bastare questo per reagire, ed invece no.

Sarà un campionato ricco di sorprese e avversari attrezzati ed  efferati, ce la farà la Juventus ad ottenere i tre titoli? Risposta difficile, azzarderei un Ni! la certezza è che lo spettacolo non mancherà e saremo nuovamente incollati al video per seguire la nostra squadra al quale facciamo tanti auguri sperando ci offra tante vittorie e soddisfazioni.

Buon campionato a tutti!

È UNA JUVE IN CRISI.

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di Davide Peschechera

La 26.a Supercoppa italiana prende la direzione di Torino. È stata una Juve già più cinica del passato, capace di colpire al momento giusto, sprecare di meno e rischiare ancora meno, implacabile e spietata. Risultato nitido, rotondo, inappellabile, costruito con misura, giustezza e tempismo. Secondo, terzo e quarto goal della Juve sono stati realizzati in 4 minuti e 41 secondi, più o meno 400 secondi, per essere precisi: secondo gol che è un coast to coast, in contropiede fulminante, su corner inesistente per la Lazio, con un Vidal freddo e intelligente nel lanciare Lichtsteiner, un Chiellini che colpisce di destro con un contro movimento da attaccante. Lichtsteiner con l’inserimento, triangolo col tacco e tocco beffardo per il terzo gol; Tevez con i suoi 10kg. in più e la solita freddezza realizza il quarto gol, dopo la geniale illuminazione di Vucinic, la parata di Marchetti su tiro di Lichtsteiner e la lucidità di Pogba. Poi Rocchi fischia la fine della partita senza concedere neanche un minuto di recupero, con persino alcuni secondi d’anticipo, pur di non assegnare un rigore netto per fallo su Vidal in area. Sarebbe stato cappotto. Squadra potente, prepotente e geniale. La tournèe americana aveva sollevato qualche malumore, i lamenti della vigilia avevano trasmesso qualche perplessità. Un precampionato sottotono, non positivo e qualche giro a vuoto di troppo, avevano fatto pensare a una Juventus in difficoltà. La Juve è arrivata all’appuntamento senza troppe certezze e con un mercato ancora in divenire, dopo aver fatto vedere poco o niente del suo reale potenziale in questo precampionato, col timore che si verificasse l’effetto “pancia piena”, la cosiddetta “sindrome di appagamento”, o che tra i giocatori si diffondesse la disabitudine alla vittoria. E poi i soliti imprevisti fuori programma: i media che hanno cercato di inventare polemiche inesistenti su neoacquisti che non funzionerebbero, la Juve che si è allenata a Trigoria dopo aver calpestato un campo da Terza Categoria, ospite della Roma per l’allenamento saltato alla Borghesiana appena giunta nella Capitale. Dopo le spie di Mazzarri dello scorso anno, non ci siamo fatti mancare nulla neanche quest’anno. Neanche la polemica sulla località e gli incassi. Si è giocato all’Olimpico(insomma, vinci lo scudetto e vai a giocare la Supercoppa in casa di chi il campionato l’ha perso) ma si finirà per tribunali perché il 5 settembre la Corte di giustizia federale, a sezioni unite, discuterà il ricorso della Juventus contro la decisione del consiglio di Lega di fine giugno che, per la prima volta nella storia, ha infranto il principio della suddivisione a metà dei proventi. Lo ha fatto per «ricompensare » la Lazio dei mancati introiti della trasferta cinese, cui la Juve ha rinunciato per la contemporanea tournée in America. A Lotito è stato garantito un minimo di 1,8 milioni, cioè la somma dell’ingaggio di Pechino e dei diritti tv. Ai bianconeri sarebbe andato il resto, fino all’eventuale pareggiamento della quota biancoceleste. Com’è andata a finire? La Juventus ci ha rimesso 600-650 mila euro perché l’incasso al botteghino dell’Olimpico è stato di 1,9 milioni lordi. Se invece si fosse proceduto con la ripartizione a metà le due finaliste avrebbero incassato 1,15 milioni a testa. Vabbè. Lotito voleva incassare più della Juve? Accontentato.

È stata la vittoria di un gruppo e di un gioco collaudato. Appena si è trattato di fare sul serio gli uomini di Conte hanno uscito gli artigli e non hanno lasciato scampo alla Lazio apparsa invece troppo guardinga. La tournèe americana aveva alimentato le speranze e le aspettative degli avversari dei bianconeri. Molti saranno rimasti delusi. Perchè non c’è mai stata partita e la Juve, quando c’è da scendere in campo per vincere, c’è sempre. Strapotere sotto il profilo dell’approccio mentale e dell’interpretazione tattica, altro che crisi di condizione, gioco e risultati. Una superiorità totale a livello di reparto e prestazioni individuali e collettive. È ancora una volta il trionfo del gruppo, della compattezza, della feroce capacità di concentrarsi quando si fa sul serio, mentalità che Conte ha saputo infondere ai suoi giocatori. Il flusso delle azioni bianconere scorre ancora per vie centrali anche se l’arrivo di piedi sopraffini come quelli dell’Apache, che ieri ha messo a segno il primo gol ufficiale in maglia bianconera (quarto uomo della storia juventina a segnare in Supercoppa Italiana al debutto assoluto dopo Baggio, Inzaghi e Asamoah), il 200esimo in carriera e il 16esimo titolo in cassaforte, rende la manovra più liscia e imprevedibile. La manovra è stata edulcorata dall’innesto di qualità dell’argentino che, seppur ancora a intermittenza, ha saputo legare e giostrare gli inserimenti dei centrocampisti con tanta sapienza quanto il solito Vucinic. Indolenti, a volte, inarrestabili, spesso, proprio come all’Olimpico. L’argentino infatti è parso già sfrontato, coraggioso e decisivo. Dietro a Vucinic, che ha agito da pivot, con cui ama regalarsi fraseggi stretti, funge da boa e punto di riferimento quasi sempre insidioso farcendo trame per gli inserimenti altrui.

C’è stata maggiore cattiveria agonistica e concentrazione. La Juve è riemersa nella totale forza di un gruppo granitico dall’ondata di critiche dopo un’estate povera in fatto di risultati. La ferocia con cui gli uomini di Conte hanno inseguito il trionfo all’Olimpico è il risultato di una squadra intensa al limite dell’esasperazione, cinica nel colpire e assetata di sangue nel non mollare mai, nemmeno a partita chiusa con il condottiero in piedi davanti alla panchina a urlare dietro a tutti per un passaggio sbagliato. Gruppo che semplicemente non accetta l’idea stessa della sconfitta ed è capace di saltare sopra ogni ostacolo. Ancora una volta, infatti, Conte ha puntato tutto sulle motivazioni, il lavoro, la preparazione e la fame per ripartire e ricominciare e la squadra si è ritrovata alla grande. I deludenti ed evitabili, ma non preoccupanti, risultati della tournèe sono dovuti alla mancanza di voglia, di cattiveria, di attenzione, di fame. Calo di concentrazione. Una delle certezze di questa squadra, il tipo di calcio praticato, difficile ma affascinante, è anche programmato per l’unica, vera necessità che è quella dell’obiettivo, della vittoria, dei punti, del risultato, della conquista: la conquista, in questo caso, della 6a Supercoppa. La quasi mai avvenuta ricerca della realizzazione e della verticalizzazione, negli USA, ma solo l’ampiezza del gioco e qualche taglio degli esterni, era la dimostrazione che le gambe della squadra erano veramente pesanti e la squadra lunga e arrugginita. Ben vengano quindi gli schiaffi che abbiamo rimediato e che ci hanno riportato sulla terra, in questa estate che può dare il via ad una stagione veramente da record, se si riuscisse a vincere il terzo Scudetto consecutivo, impresa mai riuscita. Bagno di umiltà salutare, i risultati del calcio estivo sono destinati a essere spazzati via e non hanno fatto altro che riconfermare che la Juve ha, nelle sue corde, caratteristiche imprescindibili come la rabbia e la cattiveria a agonistica che non devono mai mancare. Se mancano quelle, si perde almeno il 60% del lavoro. Conte spinge continuamente il gruppo ad andare oltre la fatica e superare nuovi limiti, facendo leva sull’orgoglio e sullo stimolo al confronto che evidentemente in un atleta è insito nel profondo, per spronarlo a non mollare la tensione ed a far stare tutti sul pezzo, battendo il senso di appagamento. Per questo Conte ha parlato di uomini, prima che di giocatori.

Si è parlato anche di  cambio modulo, di 334, pur d’inventarsi qualche novità, ma mai come quest’anno, la Juve è sempre la stessa, riparte dagli stessi principi di gioco ma con l’aggiunta di Tevez. Più che altro il 334 è un “atteggiamento” che assumono i due sterni in base alla posizione in campo che ricoprono e che non considera il “ruolo” in se per se dei giocatori. L’obiettivo principale del mister, infatti, è sempre quello di mantenere grande equilibrio, coprendo sempre la stessa larghezza di campo di 40 metri  ovunque ci si trovi, sia in una situazione di transizione offensiva che di transizione difensiva. Per questo di 334 non si può parlare ma è una triste invenzione giornalistica, un divertente passatempo estivo più che un vero e proprio cambiamento di cui parlare. Al massimo, se proprio si vuol parlare di 334, bisogna ammettere che già dallo scorso anno gli esterni erano perennemente presenti nelle azioni d’attacco con improvvisi tagli e con una prima pressione sui giocatori avversari sempre molto alta. Quindi di 334 si dovrebbe parlare già da un po’. Invece lo si fa ora per cercare la novità continuamente, lo scoop che in realtà non c’è. La Juve di Conte è bella e collaudata, sarà ancora 352 con la speranza che i nuovi acquisti alzino il livello tecnico tattico dell’attacco poiché la vera sfida per il mister non è quella di cambiare il suo schema per l’Europa, ma al contrario di dimostrare a tutti che, con i giusti interpreti, questo schema può essere devastante anche contro l’elite del calcio continentale. In molti hanno visto nel passaggio dal 433 al 352 la voglia, da parte del mister, di coprirsi e non subire troppo per non rischiare, spesso, il risultato. In molti hanno visto in lui, nelle ultime settimane, una rabbia compressa, un’ansia nervosetta, il timore o la strategia di alzare la tensione dove la tensione evidentemente si era abbassata per non ritrovarsi un giorno a fallire un appuntamento con lo spettro terrificante di doversi assumere tutte le colpe e dover dare giustificazioni. Il mister, invece, ha sempre spiegato la scelta del 352 come “il vestito, la coperta migliore per questa squadra, avendo in rosa 3 difensori e 3 centrocampisti fortissimi in grado, da soli, di dare sicurezza e copertura alla squadra”.

La partita si è chiusa con l’inno della Juve nello stadio Olimpico di Roma, altissimo nel cielo a coprire tutte le parole che si erano sprecate dopo le amichevoli estive. A coprire tutte le polemiche per la località e gli incassi. Nello stadio del Coni, della Nazionale e dei rosiCONI. Nello stadio in cui tutti hanno spinto per giocare perché tutti volevano così. Col mister che abbraccia uno per uno i suoi uomini, prima che giocatori. Con Lichtsteiner che s’inchina ai suoi tifosi. Con Lotito inquadrato a 3 minuti dalla fine guardare l’orologio e chiedere “quanto manca?”. Ma la partita si chiude anche con Petkovic che a fine gara ha riconosciuto i meriti della Juve, con Klose che dignitosamente non ha gettato la medaglia del secondo posto ed ha applaudito Buffon che alzava la coppa al cielo. Poi ci sono anche gli ululati razzisti, i nostri che non hanno lasciato il campo perché non si chiamano né Constant, né Balotelli, né Boateng, Pogba che definisce ignoranti questo pseudo-tifosi frustrati, l’annuncio dello speaker dello stadio e la squalifica della Curva Nord nella prossima partita dopo la segnalazione di Rocchi nel referto di gara. Il finale più bello è il nostro, che invece di godere delle disgrazie altrui viviamo delle nostre vittorie. Non essendo “proiettati nel futuro” come il presidente Lotito, viviamo delle vittorie presenti. Perché la storia si scrive vincendo le partite che contano. “Le grandi squadre e i grandi giocatori escono in questi momenti. Si vede questo quando conta la partita e non in tournée in Giappone, in Cina e in America. I grandi campioni quando la posta in palio è alta escono”. Parola di Buffon. Tutto il resto lo lasciamo agli altri.

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La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ecco perchè vi abbiamo fatto il cappotto.

SS Lazio v FC Juventus - TIM Supercup

 

Articolo di Alessandro Magno

 

 

Serata da ricordare quella del 18 Agosto 2013, non tanto per il trofeo , che è importante ma non importantissimo , ma che è sempre bene vincere piuttosto che no. Da ricordare perchè una vittoria cosi netta e senza attenuanti per i nostri avversari, francamente, non ce l’aspettavamo. Umiliati. La Juve del precampionato ha smaltito le scorie della preparazione e alcuni giocatori si sono presentati in condizioni sontuose. Che dire ad esempio di Chiellini. Uno dei più imballati e in difficoltà nelle settimane scorse e in grado di volare ieri per tutto il campo fino a segnare (di destro) il gol della sicurezza. Lichtsteiner poi assoluto dominatore e migliore in campo. Pogba, una bestia. Mi sono piaciuti molto anche Buffon sempre arci-sicuro e Tevez un vero combattente. Vidal poi è Vidal, davvero insostituibile. Sono bastati questi 6-7 giocatori sopra le righe per sistemare la Lazio in quattro e quattro otto. Una menzione la merita anche Vucinic per gli assist, certo se Mirkoletto fosse un pò più continuo e incisivo mi chiedo che cosa ne sarebbe dei nostri avversari, in ogni partita.

La goduria poi è totale per un certo gusto di dolce vendetta. Come non dimenticare come la Lazio è passata in semifinale di Coppa Italia con arbitraggi al limite del disgustoso? Chi non si ricorda di Antonio Conte superironico dopo la sconfitta per 1-2 se lo vada a rivedere. E i due clamorosi rigori negati. La verità è che questa Juve rischia seriamente di vincere tutto per molti anni (almeno in Italia), allora la Figc si inventa un antagonista che non c’e’. Almeno fin’ora. Allora eccoti il Napoli spinto in calssifica a forza di aiutini (vedansi alla voce rigori contro), eccoti il Milan mandato in Champions senza particolare merito (vedansi alla voce ricori a favore e chiedere alla Fiorentina), eccoti un Lazio mandata in finale di Coppa Italia ( e poi vinta) senza particolari meriti sportivi. Salviamo solo gli sportivissimi e gran signori, Klose e Petkovic, per il resto sono tutti veramente una pena. Compreso il pubblico che fischia i nostri neri sul 4-0 mentre dovrebbe fischiare i propri ( bianchi e neri).

E che dire dei tentativi maldestri e vomitevoli di fare giocare la partita a Mauri, uno che dovrebbe essere probabilmente squalificato da mesi e che fra l’altro fu decisivo nelle partite contro la Juventus dell’anno scorso, in coppa e in campionato. Questo non è condizionare pesantemente no? Questo è il calcio italiano. Basta squalificare Conte perchè non poteva non sapere, mentre Mauri invece poteva. Per lui c’è il ragionevole dubbio.
Ci hanno mandato pure l’arbitro di Firenze. Pure quello si sono scelti. Nel primo tempo non sanziona nemmeno il fallo per cui Marchisio deve uscire. Non ammonisce Hernanes per una trattenuta da secondo giallo (da regolamento) e un entrata di Ledesma a Karatè e poi ammonisce Barzagli per un fallo di mano che non esiste visto che il braccio è chiaramente attaccato al corpo, anzi il nostro fa proprio il movimento per cercare di non colpire il pallone. Fischia tutto il primo tempo per loro. E biricchini … eh eh … pure l’arbitro vi eravate portati!

Dulcis in fundo la supercoppa disputata in casa della vincitrice della Coppa Italia. Prima volta in assoluto. Guarda caso quando gioca la Juve. Qualcuno ha scritto si gioca nello stadio del Coni. Non mi risulta che lo stadio sia del Coni, mi risulta ne sia proprietario il Comune di Roma, cosi come non mi risulta che ci sia un regolamento per disputare sempre la supercoppa a Roma. Fra l’altro c’è da disputarne ancora una a Pechino per contratto con i Cinesi. A fra l’altro: lo stadio di Roma fa schifo non si vede una mazza.
Ma va bene così, contro tutto e tutti come sempre, contro tutti i sotterfugi, vi abbiamo asfaltato senza pietà. In casa vostra. La prossima se volete la giochiamo direttamente a Formello e la facciamo arbitrare da Tare. Lotito sei stato tritato, rassegnati. Da gran signore ieri non s’è fatto vedere nemmeno per mezza intervista o complimentarsi con i vincitori. Almeno i suoi giocatori hanno partecipato alla premiazione.

La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ecco perchè vi abbiamo fatto il cappotto.

 

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Juventus – Lazio 4-0 Supercoppa italiana. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x13arnc

 

http://www.dailymotion.com/video/x13asig

“Una Juventus che parla spagnolo!”

Scritto da Cinzia Fresia

 

 

tevez e llorente

Non sarà certamente sfuggito a nessuno quanti  ispanici sono richiesti e come sono diventati di grande visibilità, guardate da noi: 2 in un colpo solo! i cileni Vidal e Isla, l’uruguaiano Caceres ieri,  l’argentino Tevez e lo spagnolo Llorente oggi,  e chissà se sarà destino anche il colombiano Zuniga, insomma una vera “casetta ispanica” nella Juve. Il boom made in Spain o similari sta fagocitando  il calcio mercato, ma d’altronde come non essere attratti da Iguain, Messi o Ronaldo e la superstar Cavani ora felicissimo al Paris Saint Germain?

Quasi quasi, lo spagnolo diventerà  la lingua consigliata visto l’exploit di presenze nel nostro campionato, sembra “li stiano regalando”  .. ma mi chiedo, sono davvero così bravi rispetto ai nostri? Io non sono esterofila e non ne faccio mistero, ho un sentimento protezionista nei confronti dei nostri sportivi che seppur meritevoli restano sempre dei conprimari dovendo lasciare il posto ad altri ipoteticamente  con più numeri a quanto pare. Ma io di fenomeni non ne ho visti fino adesso, e mi chiedo che cos’abbiano  i nostri che non va, o che avrebbero di meno,  e per quale motivo non valorizzarli al massimo, si risparmierebbe con “la filiera corta” termine che  varrebbe anche in questo settore ..che ne dite?

Ma torniamo ai nostri ispanici juventini ormai felicemente accasati alla Juve che  hanno accolto a braccia aperte i due nuovi arrivati, il bel Llorente e il simpatico Tevez, in pochi minuti sono piovuti un mare di complimenti a questi campioni in procinto di traghettare al Juventus verso la Champions, i valori aggiunti, i “top player” tanto attesi e agognati per affrontare la “maledettissima” Champions.  Peccato però, che i due nuovi arrivati fino adesso non abbiano entusiasmato un gran che, i loro debutti hanno placato gli entusiasmi alle stelle di noi tifosi della Juve, lasciandoci un po’ perplessi. Anche se sarebbe doveroso dire che ogni new entry fa sempre un po’ di fatica, soprattutto alla Juve dove sì esiste la squadra, ma la palla te la passano in pochi e chi fa per sè fa per tre.  Non sarebbe la prima volta che dei promettenti, non riescano nella Juve completamente, sindrome sempre più frequente negli ultimi anni, che ha colpito la nostra “muta” di attaccanti, speriamo che questo prologo non sia significativo, e che i sig.ri ci facciano vedere chissà che cosa tra non poco, il 25 inizia il campionato e sarebbe ora di  tirare qualche somma positiva o no?

Nel frattempo c’è la supercoppa italiana, vedremo perciò cosa succederà in quell’occasione, se gli attaccanti da un “milione di dollari” sfodereranno il loro magico repertorio e atterrino gli avversari senza pietà, beh noi speriamo questo. Certo se non fosse così sarebbe triste, e a questo punto mi dispiacerebbe aver mandato via Matri per niente, è vero che non è un genio dell’attacco ma forse si poteva insistere un po’ di più, e vederlo indossare la probabile maglia del Napoli per l’arrivo di un Zuniga qualsiasi ..dispiace.

Ma di tempo per il colpo di scena c’è n’è ancora, e chissà cosa ci riserva il futuro prossimo,  e quale altro ispanico uscirà dal cilindro,  mi auguro che Conte si prodighi a tenerli buoni perchè tra sudamericani ed europei non è che si amino alla follia, a dire il vero nemmeno tra sudamericani stessi  corre buon sangue, lo dimostrano le loro partite dove un morto ci scappa sempre, qui scherziamo  in confronto a cosa succede là, e Conte dovrà essere preciso nel domare tutti i “focolai” dettate dalle loro origini e  dal loro modo di essere caliente.

Appuntamento perciò alla supercoppa italiana e vedremo cosa ballare se il flamenco o il tango .. speriamo tutti e due .. sempre attendendo con ansia e grande curiosità l’inizio del nostro campionato. Le avversarie, nonchè acerrime nemiche si sono attrezzate e il famoso Iguain toh ..guarda un altro ispanico, è finito al Napoli, colei che ce l’ha giurata .. incrociamo le dita e buona supercoppa!

 

 

Juventus A – Juventus B 4-1. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x12ym3t

 

Il punto sulla tournée americana.

FBL-JUVENTUS-INTER MILAN-FRIENDLY

 

Articolo di Alessandro Magno

 

 

 

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Lungi da me preoccuparmi per le prestazioni poco convincenti in un torneo estivo, tuttavia qualcosa al di là delle battute di Conte sugli obiettivi stagionali c’è da dire. Intanto che la Juventus in quanto Juve gioca comunque sempre per vincere, anche nelle amichevoli…. e non è onorevole arrivare ultimi neppure nei tornei di briscola, altrimenti nel colletto della maglia, invece della frase celebre di Boniperti: ”Vincere non è importante è l’unica cosa che conta”, ci mettevo la scritta: ”L’importante è partecipare”. Poi che se si va a fare un torneo in cui partecipano Real Madrid, Chelsea, Milan, Valencia e altre di questo genere, va da sé che ci si va seriamente e per fare bella figura, altrimenti meglio fare i tornei col Pizzighettone… Ma la cosa che mi convince meno è questa: ”E’ valsa la pena andare a fare questa tournée americana, rimandando la data della Supercoppa Italiana in funzione di questa e dando modo ai nostri avversari di riuscire a programmarsi la suddetta supercoppa in casa propria?”… E tutto questo ripeto…per questa benedetta e inutilissima tournée americana?”.

 

 

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Inter Juventus 1-1 (d.c.r 8-9). Sintesi.

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L’estate calda americana della Juve

Scritto da Cinzia Fresia

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Non ho avuto l’onore di assistere ad una partita di questo torneo d’oltreoceano dei nostri, avendo solo i canali sky, se non le sintesi ed i commenti su pc, giornali e altri mezzi di informazione. Valutando l’attuale, le cose ci stanno andando maluccio, non penso che l’Everton e il Galaxy siano quei “squadroni” che possono fermare le nostre che  non sono un gran che rispetto le spagnole o le tedesche di questi ultimi anni, ma sono sempre di gradini superiori alle colleghe a stelle a strisce.

E invece no. Pare che le statunitensi si siano ben distinte e affondato i nostri giocatori  piuttosto affaticati e se mi consentite confusi, e il campionato non è ancora cominciato.  Eppure, non è cambiato un gran che .. l’arrivo di Tevez e Llorrente avrebbero dovuto fare la differenza circa il nostro attacco, spesso claudicante in questo campionato e totalmente insufficiente in champions, pare invece che i due non brillino e facciano una gran fatica a muoversi, soprattutto Llorente la cui lentezza è piuttosto evidente.

Preparazione atletica eccessiva? Tattica di Antonio Conte per non svelare le sue carte? oppure?

Potrebbe essere tutto e il contrario di tutto, d’altronde Conte è molto abile a “nascondersi” per togliersi per un po’ i “nemici” di dosso, d’altronde a me  come penso anche a voi, sarà passata l’idea che questo torneo-vacanza in America sia più per loro che per noi. E’ come se l’Europa stia facendo divertire l’America  che nel  foot ball è inesistente , e sappiamo quanti tifosi italo americani siano entusiasti dei nostri giocatori, e come al Galaxy non sembri vero di aver battuto la Juve, cosa da festeggiare per una settimana intera.

Tutte queste vicende “estive” rafforzano la mia opinione che in estate non succede mai nulla di serio, a parte qualche episodio di calcio mercato, le cose sono state già decise prima, il bla-bla-bla alimenta la carta stampata e la fa vendere. D’altronde calcio e mezzi di informazione è un matrimonio che nel bene o nel male deve funzionare 12 mesi all’anno. In realtà il bello deve arrivare e puntualmente il 25 di agosto ci sarà la prima campionato, e per noi non sarà un inizio facile, incontreremo la terribile Sampdoria, e più che sperare che Tevez e Llorente vengano fulminati sulla via di Damasco, non possiamo fare altro.

Nel frattempo però, l’Ogbonna sembra andare meglio di tutti. Più semplice per lui, in quanto già coinvolto nel campionato italiano, ha solo cambiato maglia e destinazione di allenamento (stipendio) per il resto tutto uguale, compagni di lavoro che conosce .. D’altronde Conte lo ha sempre rincorso per anni, eccolo qua. Come tutti gli ex granata passati alla Juve è stato accusato di tradimento, lo supererà se non lo ha già fatto, i tifosi della Juve gli vogliono già molto bene e non rimpiangerà sicuramente l’altra parte della città. In fondo, tutti abbiamo il diritto di migliorare la nostra posizione anche economica se ne abbiamo le possibilità.

In attesa che il campionato cominci, a Conte dovranno venire delle idee, perchè se è vero che la Juventus parta da favorita (spero non perchè ha vinto la scorsa stagione) quel simpaticone del Napoli e altrettanto il Milan si sono attrezzati, con l’Inter e la Roma che non staranno a guardare.

Buon caldo agosto a tutti!

 

 

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