ricchiuti41

Allora sono 31 che scudetto è stato?

A me piacciono le conferme più che gli exploit. Sanno di completezza e scongiurano quel vuoto che tutti temiamo.

I mal di pancia di Conte?

È normale che Conte tratti ora da posizioni di forza. Vuole più potere dal momento che tutte le responsabilità se l’è accollate lui. Quando sei di fatto intestatario di tutto, fino a quando le cose vanno bene sei un idolo. Però gli idoli specie in Italia tendiamo a buttarli giù. Vuole evitare di farsi male.

A proposito di mal di pancia. Ibrahimovic?

È la prova del nove per un Conte che voglia andare oltre la gestione di soldatini, sfollati e incompiuti. Vuole misurarsi con prove più impegnative. Lo stesso dovrà fare la società: essere in grado di tenere insieme i Raiola e i Marotta. È la Juve, direbbe Woytila “non abbiate paura”.

Prepartita Atalanta-Juve, sfilata Scud3tt1.

36a Giornata atalanta juve 1

articolo a firma di eldavidinho 

Conte che lascia parlare in conferenza stampa, alla vigilia di Atalanta Juve, Alessio e Carrera, è un uomo attento ad ogni particolare. In conferenza, i due collaboratori non si risparmiano affatto e rispondono a tutte le domande con fierezza. “In queste ultime giornate di campionato l’ obiettivo è quello di vincere il record di punti di Capello. Dopo due scudetti consecutivi vinti, sarebbe importante raggiungere un altro record.” Dice Carrera. “E’ il terzo anno che lavoro con Antonio e sono stati tre anni pieni di successi. Conte è un leader ed è un vincente. Io resto alle sue direttive e seguire Antonio per me è un onore. Intraprendere una carriera di tecnico? Io voglio restare fedele a Conte e credo che anche lui sia felice del mio contributo”, ha proseguito Alessio, spalleggiato anche da Carrera: “La penso come lui. Siamo uno staff unito. Abbiamo fatto tanti sacrifici per vincere e un gruppo così è un mattone per costruire una squadra vincente come lo è la Juve”. “La preparazione delle gare sono state merito di Antonio», ha dichiarato Alessio. “Per quanto mi riguarda, cercavo di riportare quello che si faceva in settimana. Decidevamo tutto insieme a Conte e pensavamo come programmare la sfida, inclusi i possibili cambi. Io la domenica andavo in panchina ma sapevo già cosa fare. E’ stato bellissimo stare lì ma il merito va ai ragazzi che si sono responsabilizzati e a Conte”, ha detto Carrera.

Il bilancio degli incontri tra Atalanta e Juventus giocati a Bergamo in campionato parla a favore dei bianconeri con 22 vittorie, 21 pareggi e sette sconfitte. La tipica vittoria juventina è di 0-2, verificatasi in sei circostanze. La serie comincia nel 1943 e a firmare i gol sono Meazza e una deviazione del nerazzurro Lamanna nella propria porta. Nel 1966/67 si conferma la regola di una rete per tempo: apre Cinesinho, chiude Leoncini, che proprio a Bergamo chiuderà la carriera. Stessa situazione nel 1973, con gol di Capello prima dell’intervallo e punto della sicurezza a opera di Marchetti (anch’egli, come Leoncini, destinato a diventare una colonna della società orobica). Nel 1978 il copione differisce e la partita si risolve interamente nella ripresa: i gol sono di Verza, con un colpo di testa che sfrutta una punizione di Causio, e di Benetti con un sinistro preciso dal limite dell’area. Nel 2001/02 Bergamo è la prima trasferta della nuova Juve di Lippi. Lo 0-2 vede protagonisti Del Piero in apertura e Trezeguet in chiusura. Infine, lo 0-2 della scorsa stagione, con il colpo di testa di Lichtsteiner su imbeccata di Pirlo e il tiro al volo di Giaccherini su assist di esterno da parte di Marrone. Da notare che, a eccezione del primo 0-2 del 1943, tutti gli altri sono capitati in campionati vinti dalla Juventus con allenatori diversi: Herrera, Vycpalek, Trapattoni, Lippi e Conte.

Sei vittorie, altrettante sconfitte e cinque pareggi: è questo lo score dell’Atalanta in casa, dove ha raccolto 23 punti, segnando due gol in meno rispetto alle trasferte, ma dimostrando maggiore solidità difensiva (21 gol incassati a fronte dei 30 lontano da Bergamo).

Decisamente migliore il rendimento nel girone d’andata, dove sono state prodotti cinque dei sei successi casalinghi. I sei stop sono equamente spartiti tra andata e ritorno. I 5 pareggi sono stati prodotti con l’Udinese (1-1), con il Cagliari (identico punteggio, botta e risposta tra le due squadre nei primi cinque minuti), con Catania e Sampdoria (due 0-0) e, infine, con il Bologna, un 1-1 determinato dalle reti di Giorgi e Gilardino.

Il giocatore più utilizzato da Colantuono è il leader riconosciuto della squadra, l’argentino German Denis, presente in 34 gare dell’Atalanta. A una distanza vi è il portiere Consigli, seguito da Bonaventura a 32. Sono ben nove i cartellini rossi maturati da altrettanti giocatori: Contini, Lucchini, Raimondi, Brivio, Cigarini, Giorgi, Parra, Denis e Carmona. Quest’ultimo, con 10 gialli, è anche l’elemento che ha ricevuto più ammonizioni. Il goleador della squadra è Denis con 15 reti. Lo seguono Bonaventura con sette, Cigarini, Carmona e Livaja con due; Raimondi, Moralez, De Luca, Stendardo, Del Grosso e Giorgi con 1. All’elenco va aggiunto il contributo di un’autorete a favore e un gol di Peluso quand’era ancora in forza con i nerazzurri.

Colantuono recupera Del Grosso e Parra, invece ieri è rimasto a riposo Lucchini che difficilmente sarà del match mercoledì sera. In difesa possibile chance dall’inizio per Contini così come per Scaloni, invece a centrocampo potrebbe esser confermato Raimondi. Infine in avanti torna disponibile Livaja che dovrebbe appoggiare l’argentino Denis.

Dopo la festa Scudetto di domenica, Conte ha fissato subito la ripresa degli allenamenti in vista di Bergamo. Il tecnico deve ovviare all’assenza per squalifica di Pogba. In mediana allora Conte dovrebbe riportare Marchisio, tornando poi al modulo a due punte. Infine possibile turnover e spazio a chi ha giocato meno in stagione. Marrone, De Ceglie, Isla e Storari potrebbero essere titolari. Tra i convocati, non risultano nell’elenco Bendtner, Barzagli, Buffon e Asamoah. Il danese si è nuovamente infortunato, lamentando una lieve contrattura dei flessori, mentre il difensore un’infiammazione al tendine di Achille sinistro. Buffon, invece, ha un’infiammazione tendinea all’adduttore sinistro, mentre il centrocampista ghanese una lesione di primo grado al bicipite femorale destro.

L’arbitro dell’incontro sarà Guida di Torre Annunziata. Lo ricorderete tutti, no? Quello del: “Mister, non me la sono sentita”. Per fortuna la sua direzione di gara sarà ininfluente ai fini del risultato. Forza Juve.

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Juventus – Palermo 1-0 Sintesi

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E con questo son 31 tutti gli altri son nessuno.

 

Articolo di Alessandro Magno

 

E’stato uno scudetto trapattoniano. Uno scudetto, probabilmente, più juventino nel vero senso del termine. In testa dalla prima all’ultima giornata, con un lavoro di demolizione degli avversari degno delle Juventus del Trap. Probabilmente in questo senso è stato anche meno emozionante di quello dell’anno scorso, dove si partiva per ricostruire e poi ci si è ritrovati a combattere contro un Milan veramente forte e con varie vicissitudine a volte primi e a volte secondi, fino all’apoteosi finale. L’anno scorso emozionante in quanto non programmato e a un certo punto anche insperato. Emozionante anche perché era il primo per molti (anche molti tifosi). Era l’ultimo di Del Piero, il più grande di tutti sotto tutti i punti di vista senza se e senza ma e chi lo nega non capisce una mazza di juventinità. I primi auguri ai suoi ex-compagni sono stati i suoi e con parole sentite, serve altro?

Quest’anno invece le emozioni forti le abbiamo lasciate agli altri. Noi siamo stati dall’inizio alla fine un caterpillar che ha schiacciato tutto e tutti. Mi pere di poter dire: siamo diventati grandi. Non grandi nel senso di grandezza ma grandi nel senso di età. Questo è lo scudetto della maturità. La maturità di questo gruppo straordinario di giocatori (non tutti fenomeni) che dopo aver vinto uno scudetto si rimette a lavoro con più lena e coraggio del solito. Questo è lo scudetto probabilmente del sudore e del lavoro: della professionalità. I soldatini e non i quaraquaquà. Dell’unità di intenti. Qui non c’è nulla di casuale, e se l’altro è stato emozionante perché più sorprendente, questo è stato anche più difficile. Perché lo si doveva vincere per forza. Perché c’era la coppa. Perché si era giù un po’ sazi. Perché la Nazionale, che non ci ama ma ci vuole, ci ha restituito spesso giocatori infortunati (vedi Chiellini). Se l’anno scorso lo scudetto è stato quello di Conte e della vecchia guardia, i Buffon, i Del Piero, i Pirlo (inteso come grande vecchio), quest’anno è stato lo scudetto del nuovo che avanza: Vidal e Pogba su tutti. Una solida base su cui costruire il futuro. Lo scudetto dei vice allenatori Carrera e Alessio degni sostituti del mister anche loro buttati nella mischia loro malgrado e con la schiena dritta a dispetto dei santi.

Non ci sono neppure i Iuliano o Muntari o Turone che tengano. Nessun appiglio dove arrampicarsi per gli arrampicatori di specchi antijuventini. C’è un arbitraggio discutibile a Catania nel girone di andata, discutibile da ambo le parti però, anche se Pulvirenti ha fatto un casino inaudito. C’è un rigore ed espulsione di Spolli per un cazzotto a Pogba oltre che anche questioni favorevoli al Catania sui gol, ma c’è anche un rigore regalato al Milan all’andata, rigore decisivo ai fini del risultato per fallo di mano involontario e che nemmeno è tocco di mano ma di anca. C’è un rigore clamorosissimo negato alla Juventus contro il Genoa in casa sempre per un fallo di mano di Granqvist che addirittura farà giurisprudenza e da quel momento in poi nessun fallo di mano in area involontario verrà sanzionato con il rigore quando solo pochi mesi prima agli arbitri, nell’assemblea di inizio stagione, si era raccomandato l’esatto contrario.

Per sfavorire la Juve si va addirittura ad assolvere il Napoli e i loro calciatori nel filone del calcio scommesse che li riguarda. Unici e soli. Tutti ma proprio tutti i calciatori e le squadre coinvolte, vengono in qualche modo sanzionate. Il Siena probabilmente non si salverà per queste sanzioni. Conte prende una delle squalifiche più pesanti e assurde, il famoso: ”Non poteva non sapere”, certo se questa fosse legge, tutti i genitori di un figlio delinquente dovrebbero essere messi in carcere. Ma tornando al Napoli, pur di non svaforirli nella lotta contro la Juventus il pentito che li accusa diventa ”non credibile”, l’unico pentito! Gli altri invece sono credibili. Gli vengono restituiti i punti quando sono in piena corsa. Lo fanno apposta per tenerceli vicini. Il Napoli verrà pesantemente battuto in casa nostra senza nessun attenuante mentre da loro finirà in pari. La squadra che ci vuole contendere lo scudetto e che per molti è più forte della Juve, eccetto la finale di coppa Italia dell’anno scorso contro di noi non vince mai. O perde o pareggia. Sempre e ridico SEMPRE, contro di noi, si difende dal primo all’ultimo minuto giocando di rimessa come una piccola provinciale. Sarà anche il modo di giocare di Mazzarri ma questo dovrebbe far riflettere sui reali valori in campo.

Nonostante questo la Juve vince il suo 31mo campionato checché ne dica Pistocchi che prima di parlare di Farsopoli è meglio si informi su condanne e intercettazioni varie e che sulla libertà di espressione si informi ancora meglio, perché non c’è legge che obblighi un condannato, anche in via definitiva, a tacere sulla sua presunta innocenza. Siamo alla libertà più elementare della persona. La vergogna non è la società Juventus che mette 31 sul pullman. La vergogna è quella di personaggi come questi che vogliono fare i depositari di una morale tutta loro in funzione di una laurea da giornalista e di un posto a Mediaset. Direi che è meglio che Pistocchi si occupi di fuorigioco ammesso che ne sia capace e lasci perdere i discorsi sull’etica. Questo è il 31mo godetene tutti, alla faccia di tutti questi rosiconi. Non vi curate di loro e andate fieri di questa squadra, di questo allenatore e di questa bandiera.

Con questo son 31 tutti gli altri sono nessuno.

 

 

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Domenica 5 maggio 2013 – Juventus- Palermo Juventus stadium Torino … E Torino gridò …Juventus!

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Scritto da Luna23

Oggi, alle ore 15 a Torino, la Juventus ha vinto contro il Palermo 1 a 0 e ha consegnato nelle mani di Antonio Conte lo scudetto n.ro 31 per noi, il ventinovesimo per il resto del mondo. Il Palermo non ha potuto nulla contro una Juve che oggi voleva festeggiare con i suoi tifosi questo titolo tribolato e faticosamente conquistato da  Antonio Conte vero artefice di questa conquista.

La partita con il Palermo non era determinante, certamente insidiosa come con tutte le ultime in classifica, ma un’eventuale sconfitta non avrebbe cambiato nulla se non rimandare la festa   di pochi  giorni, ma un Palermo così sofferente, privo di gioco e di tattica contro una Juventus al settimo cielo non ha contrastato quella che era una vittoria  annunciata e molto desiderata. Il Palermo ha subito l’attacco della Juve è stata costretta nella sua metà campo quasi sempre, solo un paio di occasioni rimediate facilmente da Buffon, la Juve dalla sua ha confezionato azioni degne di nota sfortunatamente non concluse, anche questa volta è mancato il gol su azione che avrebbe coronato la chiusura della partita che ci ha portato  il tricolore. Il rigore procurato da Vucinic e  realizzato da Vidal, uomo rivelazione di quest’anno, sbloccherà il ritmo diventando più intenso, il tentativo di rimonta da parte degli avversari non  riuscirà ma per noi non avrebbe variato la nostra sorte, quella vincente, questa volta è veramente finita.

Conte è raggiante, ha voglia di sorridere, entra in campo con in braccio la figlia e il simbolo dello scudetto n.31, è un uomo che ha vinto ma che ha tanto sofferto. La Juventus è stata stoica ha saputo sopportare tutti gli impedimenti e le negatività di un’annata che vedeva degli avversari senza scrupoli,  che in modo imprevedibile sono crollati, la Juventus è riuscita ad arrivare fino ad un certo livello in champions, ma qui in Italia nulla da fare è stata implacabile. Conte ha vinto perchè ha  costruito  una squadra i cui componenti hanno saputo rendere a turno al momento giusto, e non un gruppo  intorno ad un giocatore trainante. Questo è stato il segreto di Conte. Mentre mentre stiamo brindando, si pensa già al prossimo anno e alla Champions, il nostro allenatore  vuole di più, desidera portare la Juventus sul  tetto d’Europa, per farlo occorrono cambiamenti, ora la stampa si scatenerà con fanta-notizie vere o presunte, già ci sono delle voci di un possibile allontanamento di Conte medesimo, smentite peraltro dal Direttore Sportivo Marotta, e di un valzer di stelle, stelline e di ex, probabilmente solo chiacchiere per far vendere i giornali, ma se vogliamo essere competitivi in Europa per sfidare quelle società di altissimo livello, bisogna essere attrezzati. Anche se mancano ancora alcune giornate alla fine del campionato, mi manca già  .. Non ha fatto mancare la sua presenza Alessandro Del Piero, le sue congratulazioni sono arrivate puntuali:  parole stupende per tutti, tifosi, società e colleghi.

Ma ora ..godiamoci la festa e che stasera non finisca mai.

Prepartita Juve-Palermo, fine della storia.

34a Giornata juve palermo 1

articolo a firma di eldavidinho 

80 punti in 34 partite e il 31° scudetto a un solo punto di distacco. Nell’ormai celebre 5 maggio, a 11 anni di distanza dall’inatteso e inaspettato 26esimo scudetto, la Juve si appresta a festeggiare quello che è uno scudetto strameritato in un campionato stradominato, dopo quello straordinario vinto lo scorso anno. Un exploit senza il favore dei pronostici e dopo due settimi posti deludenti. Come ci tiene a ribadire spesso il mister, in Italia non è facile ripetersi e quest’anno è stato compiuta un’impresa della quale nessuno si rende conto, dal momento che sembra che tutti si siano dimenticati dei mesi in cui la Juve ha dovuto giocare senza mister in panchina, squalificato ingiustamente nell’ambito del processo sul calcioscommesse, parentesi stagionale che ha visto, però, la Juve macinare più punti di quanti ne abbia fatti con lo stesso mister in panchina. Ma questo, sino a Gennaio, non ha fermato la Juve che, a parte le due sconfitte con le milanesi, è campione d’inverno e stabilisce un nuovo record: 94 punti nell’anno solare 2012, meglio della Juventus di Capello. Poi il difficile mese di Gennaio, con qualche passo falso di troppo. Rimonte avversarie contro Parma, Lazio nell’andata di Coppa Italia, Genoa, Sampdoria, quest’ultimo match che culmina in una sconfitta interna, la terza stagionale. Tutti passi falsi dovuto ad errori individuali e tattici molto simili, ad un periodo di forma d’appannamento fisico legato ai carichi di lavoro contiani del ritiro invernale e alle partite di Champions che, lo scorso anno, non c’erano. Poi gli “orrori” arbitrali che hanno fatto sbottare il mister e tornare in mente la “brutta aria” che, di questi tempi, tirava anche la scorsa stagione. Sequenza di rigori negati con la Sampdoria, con la Lazio e col Genoa, quando il clamoroso mani di Granqvist e il “Non me la sono sentita” dell’arbitro Guida scatenano l’ira di una squadra che si ritrova con le squalifiche di Conte, Marotta, Chiellini e Bonucci. Banti nega altri tre rigori nel ritorno di Coppa Italia con la Lazio. La Juve perde 2-1 e dice addio alla finale di Tim Cup. Il fatto che nell’aria si respirasse “un’esagerata voglia di Napoli, con rigori per i partenopei che fioccano al San Paolo”, non ha permesso all’Italia antijuventina ed agli uomini di Mazzarri di raggiungere in classifica i bianconeri che, nello scontro diretto del San Paolo, pareggiando per 1-1 suggellando, raffreddando,  congelando e conservando in classifica i 6 punti di distacco che mettono fine ai sogni di gloria avversari. Sette giorni dopo, i punti di distanza diventano 9. Con la serie di 7 vittorie consecutive, la Juve vendicate le due sconfitte dell’andata con le milanesi e si porta a +11 da un Napoli che non regge il passo. I 4 gol di Vidal contro Lazio, Milan e Torino potrebbero chiudere con 3 giornate d’anticipo la pratica Scudetto, escludendo la partita col Palermo, e puntare ancora altri record: i 92 punti totali per superare i 91 della Juve di Capello del 2006, le 11 vittorie consecutive per superare le 10 della Juve del quinquennio, maggior distacco sulla seconda per battere la Juve di Lippi del 95. Ed entrare, oltre che nella storia, nella leggenda. La missione parte(o continua?) col Palermo.

Il bilancio degli incontri tra Juventus e Palermo giocati a Torino parla di 17 vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Quella con i rosanero è sempre stata una sfida ricca di gol, tanto che non si è mai verificato il risultato di solito più frequente, cioè l’1-0. Il punteggio ricorrente, capitato cinque volte, è il 2-1. E la serie parte curiosamente proprio il 5 maggio, data dell’incontro di domenica prossima. In quel giorno, nel 1935, i bianconeri prevalgono dopo essere andati sotto per effetto di una rete di Blasevich. La Juve pareggia dopo appena tre minuti con Varglien II, per poi andare a conquistare la vittoria a un minuto dalla fine con Cesarini (il giocatore che dà il nome proprio alla zona temporale degli ultimi istanti di gara). Anche il secondo 2-1 vede risolutiva un’azione nei minuti conclusivi: è Giampiero Boniperti a mettere la firma decisiva nella sfida del 1953. Nel 1960, Boniperti apre le marcature. Pareggia poi Carpanesi e segna a fine primo tempo Colombo. Da notare che sulla panchina siciliana c’è Cestmyr Vycpalek, ex giocatore juventino e futuro mister che conquisterà a Torino i tricolori del 1972 e 1973. Tre anni dopo è Sivori, a metà ripresa, a siglare la rete del 2-1. Infine, c’è la gara del 7 maggio 2006: il 2-1 è opera di Nedved, Ibrahimovic e Godeas. Una partita storica perché è l’ultima che si disputa allo stadio Delle Alpi.

Nessun giocatore del Palermo ha disputato tutti i 34 incontri proposti finora dal campionato. Il fedelissimo della squadra è lo svizzero Steve Von Bergen con 31 presenze, seguito a quota 29 da Garcia, Munoz e Ilicic. Della rosa di giocatori del Palermo di oggi, sensibilmente modificata nel mercato di gennaio, sono quattro i giocatori che hanno ricevuto cartellini rossi: Aronica, Morganella, Von Bergen e Barreto. Il collezionista di ammonizioni è invece Munoz, con 10 gialli a carico. Il goleador della squadra è Ilicic con 10 centri. Seguono Miccoli con sei, Dybala con tre, Rios e Giorgi (in forza adesso all’Atalanta) con due e una folta schiera di giocatori con una marcatura a testa: Garcia, Nelson, Von Bergen, Fabbrini, Formica e i non più rosanero Brienza e Budan.

Una vittoria, sette pareggi e nove sconfitte: il bilancio del Palermo in trasferta è negativo, come attestano i soli 10 punti conquistati su 32 complessivi, i 10 gol segnati su 31 e la debolezza difensiva con 26 reti incassate (sei in più rispetto agli incontri casalinghi). L’unica volta che i rosanero hanno guadagnato l’intera posta lontano dalla Sicilia è avvenuta alla trentunesima giornata, grazie all’1-3 sulla Sampdoria.

Il tecnico potrebbe confermare il 3-5-1-1 delle ultime gare, pronti a dar manforte dalla panchina Quagliarella, Matri ed il recuperato Giovinco. In settimana, amichevole a Vinovo contro il Lugano (Serie B svizzera), i bianconeri sono andati a segno con Giaccherini, Anelka e Braccini per il punteggio finale di 3 a 3.

Nel Palermo, dopo Dossena, hanno fatto rientro in gruppo Miccoli ed Ilicic: i due appaiono recuperati e dovrebbero così comporre il tandem d’attacco rosanero. Infine a Torino mancherà Morganella causa squalifica, Sannino dovrebbe affidare a Nelson la fascia destra di centrocampo.

Per Juventus-Palermo di domenica pomeriggio è stato designato l’arbitro Andrea Romeo di Verona. Si tratta della 3ª gara in stagione, dopo le due con Parma e Bologna, entrambe vinte allo Juventus Stadium. Una consuetudine, per i bianconeri, avere Romeo nelle gare casalinghe. Gli otto precedenti sono stati tutti a Torino, gli ultimi tre allo Juventus Stadium, i primi cinque allo stadio Olimpico. Il bilancio è di cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte. Tra questi otto incontri non ce ne sono con il Palermo. Per il match di domenica, gli assistenti saranno Andrea Edoardo Stefani e Andrea Padovan. Il quarto uomo Massimiliano Grilli e gli assistenti d’area Gianpaolo Calvarese e Renzo Candussio. Forza Juve.

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E forza Toro facci un gol…

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Articolo scritto da Alessandro Magno.

 

Come ogni buon torinese che si rispetti vivo in compagnia dei granata. Non perché siano più di noi, non cadete in questo luogo comune che è l’ennesima loro mistificazione. Sono il massimo a raccontare balle. In città sono quanti noi, probabilmente anche meno, con la sola differenza che di juventini ne trovate in tutta Italia e pure nel mondo, di granata al di fuori di Torino neppure l’ombra. Questo fa si che quando un forestiero capita da queste parti esclami: ”Ammazza quanti granata a Torino!”. E capirai! Quanti ascolani ci sono ad Ascoli? Quanti dell’Atalanta a Bergamo, quanti fiorentini a Firenze? Ripeto è normale. Se non li trovaste qui dove li volete trovare i granata a Palermo? Altro luogo comune che spesso colpisce i forestieri è la storia delle bandiere alle finestre e degli stemmini granata alle targhe delle auto. Per quanto riguarda le bandiere noi come tutti, le esponiamo quando vinciamo qualcosa, e quando le esponiamo, per loro non c’è proprio partita. Per quanto riguarda le auto invece il granata li da il meglio di se. Va detto che è una gara falsa e lo sanno, perché loro per primi sanno che nessun juventino puo’ fare altrettanto senza rischiare una riga sull’auto o una gomma forata. Al granata, ovviamente, non capita non perché apprezzato dagli altri, ma proprio perché non se lo caga nessuno.

Il granata poi, difficilmente nasce da sè a differenza di quanto sostengono. Il granata nasce in una famiglia di granata dove si fa dell’odio alla Juve, unica effimera soddisfazione, una ragione di vita. Ora qualsiasi bambino che ragiona con la propria testa s’innamora di una squadra bella e combattiva, che gli da anche una qualche soddisfazione. E’ normale che nell’epoca del Milan di Sacchi sono venuti su tanti milanisti, come gli interisti nell’epoca di Mourinho o Ronaldo, cosi come juventini per Baggio, Platini, Del Piero eccetera eccetera. Ora capisco che qualche bambino si possa innamorare di Rolando Bianchi… ma quanti? Al Toro se non ci pensano papà e mamma granata a portare sulla via-sfigata i propri figli è quasi improbabile che questo accada. Che genitori degeneri. Ma piuttosto liberateli a ‘sti ragazzi, fategli tifare che so… il Milan. Ma non vi basta la vostra di vita da sfigati ma pure quella dei vostri figli? Si raccontantegli che un giorno arriverà la vittoria sulla Juve. E dopo? Altri 20 anni di sfiga a divinis? Ma dai!

E’ per questo che è bello vincere il derby, è bellissimo vincerlo a 5 minuti dalla fine con due gol sotto la maratona. Vincere dopo averli dominati in lungo e in largo, dopo aver dato l’impressione di poterli vincere largamente e avergli dato l’illusione di prendere quel misero punticino contro di noi. Perché poi il granata se pareggia con la Juve va in giro a raccontare che ha vinto. E’ bello nel loro stadio che non è neppure il loro, dove ci volevano dare uno spicchio come abbiamo fatto noi con loro all’andata e ci hanno dovuto dare invece mezzo stadio che altrimenti neppure lo riempivano. Ed è la metà del nostro come capienza. E’ bello perché sentiamo granata dirsi fra di loro, come gli indiani nella riserva: ” Torino è granata” oppure ”c’è solo una squadra a Torino” quando davvero nessuno vi fila. E’ bello vedere che credete ciecamente nelle cavolate che dite, quando vi riempite la bocca di parole di squadre che neppure avete mai visto giocare, quando sono 18 anni che non vincete un derby e 11 che non ci segnate neppure un gol. L’ultimo mi pare fosse Cauet. Ma chi cacchio è Cauet?

Spero la prendiate questa lettura con la giusta ironia, in quanto non sono cattivo e neppure vi odio. Come potrei? Con voi sono 6 punti sicuri tutti gli anni e un godimento unico vedere le vostre facce ”da tola” post-derby. Semplicemente non mi piacete. Anzi sportivamente vi detesto. Vi trovo insopportabili quando con quei sorrisini aspettate le nostre (poche) sconfitte. Vi trovo insopportabili ancora di piu’ quando tifate sempre e solo contro il nostro avversario e poi fate i finti sportivi il giorno dopo della serie: ”sapevo che vinceva la Juve” oppure ”ha vinto la Juve perché quest’anno è veramente forte” sempre frasi dette con ipocrisia. Non vi sopporto perché se vinciamo contro il Chelsea non vi fate vedere. Il calcio non vi interessa. Dite: ”Non l’ho vista”. Ma chi vi crede. State dietro le tv a seguire la Juve peggio di noi Juventini! Improvvisamente poi, resuscitate come zombie dalle tombe dopo che la Juve le prende dal Bayern. Voi che contro queste squadre ci potete giocare solo alla play station. Vi detesto perché spesso a Torino rappresentate la parte più piemontese della città e io da meridionale so bene cosa vuol dire, e nonostante questo avete tifato spudoratamente per il Napoli quest’anno. Vi costringiamo pure a questo. Coerenza sotto zero. Come ho detto conosco tanti granata abitando a Torino, e sinceramente sul piano sportivo li detesto tutti. Anche quelli che sul piano umano restano miei amici.

Torino è bianconera fatevene una ragione. Senza l’odio nei nostri confronti voi neppure esistete. Raccontate tutte le storie che volete, avete solo i vostri figli piccoli che vi credono, in tutta Italia e in tutto il mondo la Juve è la Juve, il Toro? Boooooooooo. Ci rivediamo il prossimo anno, spero. Noi siamo quasi bis-scudettati voi spero per NOI che vi salviate. 6 punti facili facili ogni anno dove li andiamo a trovare. 5 gol fatti zero subiti. Zero gol subiti dalla Juve nei derby negli ultimi 11 anni. Che posso dirvi di più?

E forza Toro facci un gol!

 

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Torino – Juventus 0-2 Sintesi.

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Domenica 28 aprile 2013 Torino-Juventus – Stadio Olimpico- Torino: “il regolamento di conti”

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Se il Toro non interpretasse questo evento ogni volta come un “regolamento di conti” forse il derby diventerebbe  una partita più  interessante per il calcio giocato, e non attraente per le coreografie delle due fazioni.  I  nostri considerate eventuali direttive dall’alto e posizione in campionato privilegiata   hanno preso botte  stando  abbastanza zitti, ma non può durare. Sebbene il tormentone settimanale parlerà della famosa trattenuta di Bonucci, e il Toro insisterà dicendo che il risultato poteva andare diversamente, atteggiamento riconducibile allo  stile Toro dare colpa alla Juve di tutto, l’opinione pubblica sorvolerà sicuramente  su la violenza gratuita dei giocatori granata per quasi tutta la partita, vedi Meggiorini .. In realtà, la Juventus poteva vincere con molto più margine se non avesse errato almeno 3 palle gol, per fortuna che c’è Vidal che  sveglio come una lepre,  ha sbloccato il risultato con un gol straordinario, la chiusura di Marchisio ha dato il colpo di scure che ha messo fuori gioco l’avversario.

Ci siamo levati una bella seccatura e messo altri 3 punti in cantina, ne basta solo 1 e abbiamo vinto, il match è stato risolto negli ultimi 10 minuti con  grande soddisfazione per Antonio Conte.

Una bella partita? No, francamente le belle partite per me sono altre, certo la condizione atmosferica ha disturbato  moltissimo e aumentato tensioni, i granata più che una squadra di calcio sembrava un’insieme di picchiatori in libera uscita, la Juventus che comincia ad  accusare  stanchezza e punte di distrazione riesce a dominare gli attacchi del Toro che trascendono nella scorrettezza. Comunque la Juventus ce la fa, di riffe o di raffe riesce a non farsi fare gol, grazie a due fondamentali  parate di Buffon che annullano le poche riuscite azioni del Toro. La Juventus invece nel primo tempo e buona parte del secondo ha sbagliato diverse palle gol, di cui due dall’unico attaccante in campo, Vucinic. Per fortuna che  la Juve  può contare su Vidal, anche se non è un bomber ma il fiuto del gol ce l’ha, ed ultimamente ci ha fatto vedere di cosa è capace, grazie a lui, abbiamo sbloccato un risultato destinato ad un pareggio, peraltro obiettivo del Toro. Ci sono stati due macroscopici errori della difesa del Torino che sono costati cari a Ventura e C. lasciare due elementi come Vidal e Marchisio smarcati  è stato fatale.

Al posto dell’allenatore La formazione era anche azzeccata, ottima la difesa e  centrocampo  fortissimo, solito problema dell’attacco, prestazione Vidal-Marchisio a parte, gli attaccanti sono stati carenti tutti, da Vucinic rimasto troppo a lungo in campo idem Quagliarella che forse gioca troppo poco. Sta di fatto che le difficoltà non le risolvono gli attaccanti, ma tutto verte sul centro campo. E’ stata corretta la sotstituzione di Lichsteiner le cui prestazioni non brillano come l’anno scorso ed è spesso in preda al nervosismo per motivi futili. Tutto sommato, la JUventus ha retto bene la carica, la rabbia e la sete di vendetta del Toro che non ha risparmiato nulla, calci, pugni, litigate, scaramucce ecc. ecc., .. più che un terreno di gioco sembrava un campo di battaglia. E sinceramente non è gradevole vedere questi spettacoli. Facendo un riferimento a come si dovrebbe giocare a pallone, l’esempio  l’hanno dato le 4 squadre  che si stanno contendendo la finale di Champions league, i quali dimostrano di non essere mai in balia degli eventi. Con un’attività arbitrarle ridotta al minimo,   le partite  hanno avuto   un decorso  fluido e poco contaminato da falli dettati più dalla rabbia che dalla effettiva necessità, un vero confronto da prime della classe.

Da noi l’arbitro ha sempre il fischietto in bocca, c’è sempre qualcuno per terra, non si va avanti, è inutile giustificarsi dicendo che mancano i talenti, va cambiato il sistema, parlare di meno e giocare meglio. Comunque va bene così. Vorrei, per non far mancare nulla a questo commento, fare un’osservazione a Massimo Mauro, commentatore sky, quando chiede a Conte se non sarebbe stato più giusto un pareggio per far contenta anche la città di Torino, e il nostro allenatore risponde a tono dicendogli che a lui queste domande non si dovrebbero fare, ricordandogli la squalifica subita. Condivido la risposta di Conte, e sottolineo l’uscita infelice di Mauro, di cui non ho afferrato il senso. Vittoria non  meritata? La famosa trattenuta?
Pare che Jonathas fosse anche in fuori gioco, ma non penso che la vittoria o il riscatto di una stagione, quella del Toro che sta lottando per la salvezza, non possa dipendere da questo risultato, mentre la Juve, è vero che ha sbagliato nel primo e una buona parte del secondo tempo, ma ha segnato e ha vinto, quindi la vittoria è meritata. Ventura se fosse onesto, ammetterebbe che non ha potuto nulla contro una tattica di gioco che al momento il Toro non la vede nemmeno con il binocolo, ed attaccarsi alla “trattenuta” è arrampicarsi sugli specchi.

Va beh ..diamoci l’appuntamento alla prossima settimana, -1 e abbiamo vinto!

 

ricchiuti40

Più 11 sulla seconda a 5 giornate dalla fine è il momento decisivo?

S’è vinto lo scudo già ad Agosto.

La primavera vince la coppa Italia a Napoli non sono mancate le polemiche. La premiazione come è andata?

Non seguo la Primavera. Mi fa piacere che vinca: seguire però la Primavera mi chiedi troppo.

Si è fatto al solito tanto clamore per i gesacci dei nostri primavera contro il pubblico del San Paolo nulla di che invece per le risse di Domenica a Catania e Napoli.

I gestacci dei nostri erano più divertenti.

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