Prepartita Torino-Juve, in cerca della matematica.

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articolo a firma di eldavidinho
 

 

 

Nella settimana di avvicinamento alla sfida coi cugini rivali del Torino, che
potrebbe già sancire la definitiva vittoria del trentunesimo Scudetto, e dopo gli strascichi della vittoria di rigore col Milan, a tenere banco sono stati il
caso dei falsi cori razzisti a Boateng, ormai solita montatura giornalistica,
ma soprattutto 30.000 euro di multa ricevuti per altri presunti cori insultanti
ma non razzisti a Robinho; la questione della coreografia della Est pagata da
Tim, mossa societaria poco rispettosa verso i propri tifosi, molti dei quali si
sono visti strumentalizzati dalla società per l’annosa questione di Calciopoli;
il calciomercato con l’affare Ibrahaimovic che sicuramente riempirà le prime
pagine dei giornali sportivi per il resto del periodo di mercato; le domande
sulla Juve che verrà, con l’obiettivo di ridurre il gap che c’è in Europa con
le squadre che, in questa settimana, hanno disputato l’andata delle semifinali
di Champions League con risultati finali inimmaginabili come la larga e
convincente vittoria del Bayern sul Barcellona che lascia poche speranze di
rimonta ai blaugrana, e l’inaspettata vittoria del Borussia sul Real Madrid con
lo stesso sorprendente numero di reti realizzare dal Bayern All’Allianz, un 4-0
ed un 4-1 che sanciscono il nuovo dominio, in Europa, del moderno e giovane
calcio tedesco . Poi c’è stato un nuovo episodio di “demistificazione e
malafede giornalistica”, perché, oltre ad essere un vero dispiacere il fatto
che l’intervista di Andrea Agnelli al Financial Times si sia ridotta all’
argomento Calciopoli, avendo il presidente bianconero affrontato non solo la
situazione della Juventus, l’attenzione di molti giornalisti è caduta su poche
righe, scritte in inglese ma poi tradotte male in italiano. Dunque, la
traduzione corretta delle parole del Presidente, che sarebbe dovuta essere: “Ma
Moggi telefonava ai capi degli arbitri e molte altre persone, come è poi venuto
fuori”, magicamente, è diventata “Ma Moggi telefonava agli arbitri come tutti
gli altri”, con la differenza che chiamare gli arbitri era illecito(e Moggi non
lo ha mai fatto, a differenza di altri), chiamare i designatori, invece, non lo
era affatto e si poteva parlare al telefono, con loro, liberamente. E prima di
passare alla presentazione della sfida col Torino, non posso che chiudere con
due perle di saggezza che Stramaccioni e Mazzarri ci hanno riservato alla
vigilia di questa giornata di campionato. Il primo avrebbe affermato con
sicurezza che “La mia Inter al completo avrebbe battuto il Bayern Monaco ad
inizio stagione, il secondo, con spavalderia, che “Il mio percorso qui a Napoli
è paragonabile a quello del Borussia Dortmund.”.
Ma domenica pomeriggio, al Comunale di Torino, si torna a giocare il Derby
della Mole. 26 vittorie, 23 pareggi e 18 sconfitte: nella sfida della Mole
giocata in casa del Torino, il bilancio parla a favore dei bianconeri, con una
differenza significativa anche di gol segnati (89-72). I derby del mese di
aprile sono improntati a un grande equilibrio: due i successi granata (nel 1942
e esattamente 50 anni dopo), quattro i pareggi (2-2 nel 1955, 0-0 nel 1966, 1-1
nel 1977, anno che vide la Juventus prevalere al fotofinish sui rivali proprio
grazie al punto guadagnato nel derby e 1-1 nel 1987). L’unico trionfo juventino
risale al 1996, una sconfitta particolarmente amara per i cugini che chiudono
in vantaggio di una rete il primo tempo grazie a Rizzitelli, ma si trovano
rovesciato il verdetto a causa di un autogol di Sogliano e a una prodezza
inventata da Gianluca Vialli. In quella stagione il Toro finirà in Serie B,
mentre un mese dopo la formazione guidata da Marcello Lippi alzerà la Champions
League.
Sei vittorie e altrettante sconfitte, con quattro pareggi: è questo lo score
del Torino all’Olimpico, dove ha raccolto 22 punti a fronte dei 15 in
trasferta. 21 i gol fatti (fuori casa ne ha segnato uno in più), 22 le reti
incassate (cinque in meno di quelle lontane dal suo stadio).
È il portiere Gillet il punto fermo del Torino, come testimonia il fatto che
non ha saltato neanche uno dei 3154 minuti giocati dalla squadra. Con una
presenza in meno c’è il centrocampista Alessandro Gazzi. Tre gli espulsi
finora: Glik (nel derby d’andata), Ogbonna (nella trasferta di Cagliari) e
Darmian (a Firenze nella giornata di domenica scorsa). Darmian che è anche il
collezionista principale di ammonizioni, con 11 gialli. Il goleador della
squadra è il capitano Rolando Bianchi, che ha già toccato la doppia cifra con
10 gol. Gli altri marcatori sono Cerci con sei, Santana con quattro, Meggiorini
e Barreto con tre, Brighi, Gazzi, Stevanovic, D’Ambrosio, Birsa e Jonathas con
due, Sgrigna, Basha, Glik, Sansone con uno, con in più il contributo di un’
autorete.
Ventura non può disporre degli squalificati Vives e Darmian: saranno
D’Ambrosio e Masiello a presidiare le fasce di difesa, mentre in mezzo al campo
toccherà a Basha affiancare Gazzi. In attacco Bianchi e Barreto potrebbero
esser scelti dal tecnico per comporre il tandem titolare dell’attacco. Infine
migliora Brighi che dalla prossima settimana si renderà nuovamente disponibile.
Ricordiamo che la partita disputata all’Andata col Torino, è l’unica in cui
Conte decise di cambiare modulo e giocare con un inedito 4-3-3 sin dal primo
minuto. Questa volta dovrebbe giocare, però, col 3-5-1-1 delle ultime
settimane, versione di fine stagione del 3-5-2 di quest’anno. In caso di
vittoria e contemporanea non vittoria del Napoli, i bianconeri potrebbero
festeggiare con quattro gare di anticipo la conquista di un altro Scudetto.
Appare al momento improbabile il recupero di Giovinco per il derby. Si profila
una nuova panchina per Quagliarella e Matri, con Vidal-Pogba-Marchisio in campo
tutti contemporaneamente.
Un arbitro di grande esperienza per il Derby della Mole di domenica
pomeriggio: Torino-Juventus sarà diretta da Mauro Bergonzi di Genova. Il
direttore di gara ligure trova i bianconeri per la terza volta in questa
stagione, sempre in trasferta, nei successi di Verona con il Chievo (2-1 il 3
febbraio) e Bologna (2-0 il 16 marzo). Un doppio successo che ha portato a 12
le vittorie juventine con Bergonzi, in un totale di 17 gare. Tre pareggi e due
sconfitte nelle altre cinque sfide. Tra questi precedenti non ci sono Derby,
quindi quello di domenica sarà il primo in assoluto. All’Olimpico, gli
assistenti saranno Nicola Andrea Nicoletti e Massimiliano Grilli. Il quarto
uomo Maurizio Viazzi. Gli assistenti d’are Andrea De Marco e Antonio Danilo
Giannoccaro. Forza Juve.

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Lasciatemi sognare

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Articolo di Massimo Gizzi

 

Con uno scudetto (quasi) in cassaforte e senza, purtroppo, l’obiettivo Champions (ma sia chiaro, grazie al Mister e ai ragazzi per la splendida cavalcata), si comincia ormai insistentemente a parlare di mercato. E’ la stagione dei sogni, in cui ognuno di noi costruisce nella sua mente lo squadrone imbattibile, con la passione del tifoso ma anche col raziocinio del manager, facendo calcoli su entrate, uscite, valutazioni, plusvalenze e quant’altro. Certo, poi bisognerà tornare alla realtà e fare i conti con Marotta…. ma, per qualche settimana, è lecito sognare.
E allora vorrei proporvi la mia Juve, o meglio, le mie Juve, a seconda di come Conte deciderà di affrontare la prossima stagione. Una cosa da premettere: il mio ragionamento esula da eventuali “contestazioni” su cavalli di ritorno, argomento sul quale ognuno ha una propria opinione su cui non voglio ovviamente sindacare. Tanto per chiarire: parlo di Ibra, giocatore tanto forte quanto infedele, professionista al massimo livello, certo non uno che scalda il cuore dei tifosi con promesse di amore eterno, ma uno che ha sempre onorato ogni santissimo contratto con impegno e dedizione totale. E allora diamo il via alle danze.
La mia Juve col 442 a rombo
Buffon – Licht Barzagli Bonucci Chiello – Pirlo Vidal Pogba Marchisio – Ibra Sanchez
Storari – Caceres Marrone Peluso – Verratti Isla Asamoah Bonaventura– Llorente Vucinic
Altri: Terzo portiere, Pepe Quaglia
I difensori potrebbero sembrare pochi numericamente ma non dimentichiamo che abbiamo giocatori che possono ricoprire più ruoli, pertanto come esterni avremmo Licht, Chiello, Caceres, Peluso e volendo Pepe e Asa in estrema emergenza, mentre come centrali avremmo Bonucci, Barzagli, Chiello, Caceres e Marrone, se proprio la sfortuna si accanisse contro di noi avremmo Peluso e anche Vidal che ha già ricoperto quel ruolo.
La grande capacità fisica degli esterni bassi, necessaria per questo modulo, sarebbe garantita da qualsiasi dei nostri difensori. Immagino già la prima osservazione: Bonucci nella difesa a 4 non è lo stesso giocatore della difesa a 5. E’ in parte vero ma dobbiamo ricordare che Bonucci nasce difensore centrale proprio nella difesa a 4, modulo che l’ha visto protagonista nel Bari di Ventura, e inoltre la crescita esponenziale di questi ultimi 2 anni anche e soprattutto a livello di concentrazione e di lettura tattica possono portarlo alla consacrazione anche con questo modulo. I nostri 4 assi di centrocampo giocherebbero tutti e l’attacco con Ibra e Sanchez sarebbe favoloso. Con Ibra che viene tra le linee a dettare il passaggio e Marchisio e Vidal a buttarsi dentro penso che vedremmo uno spettacolo pazzesco.
Acquisti: Ibra (12 mln) Sanchez (8 mln + obbligo di riscatto di ulteriori 17 mln il prossimo anno per non gravare sul bilancio corrente), Verratti  (20 mln), Bonaventura (4 + 6 il prossimo anno), Llorente (par 0) Isla e Asa (18 mln). Totale 60 mln
Cessioni: Matri (10 mln), Giovinco (14 mln), Padoin (4 mln), De Ceglie (4 mln), Giak (7 mln), Melo (5 mln), la comproprietà di Immobile o Boakie o Gabbiadini, per altri 5 mln. Totale: 49 mln
Certo l’ingaggio di Ibra sarebbe oneroso ma con un passivo di mercato di una decina di milioni sarebbe senz’altro abbordabile.
La mia Juve col 352
Buffon – Barzagli Bonucci Chiellini – Pepe Vidal Pirlo Pogba Bale – Marchisio – Ibra
Storari – Caceres Marrone Peluso – Licht Isla Verratti Giak Maxwell- Vucinic – Llorente
Altri: Terzo portiere e Padoin
Acquisti: Ibra + Maxwell (15 mln), Bale (50 mln), Verratti (20 mln) Isla e Asamoah (18), Llorente (par 0). Totale 103 mln
Cessioni: Matri (10 mln), Quaglia (8 mln), Giovinco (14 mln), Asamoah (20 mln), De Ceglie (4 mln), Melo (5 mln), le comproprietà di Immobile, Boakie e Gabbiadini per altri 15 mln Totale 76 mln
Sarebbe un mercato più dispendioso ma anche un passivo di poco più di 25 milioni + gli ingaggi parecchio onerosi di Ibra e Bale sarebbero comunque sopportabili grazie ai proventi champions
Personalmente preferirei la prima opzione ma anche la seconda con due veri esterni sulle fasce e Ibra davanti sarebbe comunque eccezionale.
A voi i commenti, prima di risvegliarci con la realtà marottiana….

Juventus – Milan. Anestesia di una vittoria.

CALCIO: SERIE A, JUVENTUS-MILAN

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

La partita non è stata bella. Antonio Conte ha deciso che che la Juve di questo nuovo corso ”primaverile”  non deve proprio rischiare niente. A torto o a ragione la vittoria contro il Milan è arrivata con il minimo sforzo. Quasi anestetizzata. I rossoneri sono apparsi molto stanchi e spuntati senza Balotelli, forse è vero che il lungo inseguimento li ha fiaccati o forse la loro reale forza è questa e la ”grande” rimonta non è tutta farina del loro sacco. Qualcuno ha detto che dall’ottava in poi hanno fatto gli stessi punti della Juve. Non so come li hanno fatti ma io ho avuto l’impressione che proprio forti come la Juve non lo sono. El Shaarawy e Pazzini sono stati bloccati in modo egregio dalla nostra difesa. Buffon ha corso solo qualche pericolo su tiri da fuori più che altro di Montolivo, Muntari e Mexes sempre comunque abbastanza centrali. L’impressione che ho avuto è che la Juve se avesse voluto avrebbe potuto vincere con più margine ma come detto, ha prevalso la voglia di amministrare e non rischiare. C’è uno scudetto da portare a casa costi quel che costi.

Non è il momento certo di fare i sofisti ma qualcosa sulla prestazione dei singoli la voglio dire visto che la partita in se non ha detto molto. Probabilmente Vucinic andava cambiato prima. Contro una difesa, quella rossonera, che non mi pare affatto impeccabile giocare con una punta in più o con un centravanti vero, sarebbe stato probabilmente più utile a chiudere l’incontro. Io non l’avrei disdegnato. Matri è finito nuovamente nel dimenticatoio e ho l’impressione che ieri avrebbe anche potuto dire la sua. Stesso discorso devo farlo per Asamoah e Lichtsteiner estremamente contratti e preoccupati di difendere il quasi gioco -nullo del Milan sulle fasce. Vidal è una garanzia, l’unico vero Top Player scoperto da Marotta ( Pirlo lo era già, Pogba lo deve ancora diventare), tuttavia mi fa sempre venire una certa apprensione quando calcia i rigori. A me hanno insegnato che non si tirano altri e men che meno all’incrocio dei pali. Rischio di sbagliarlo enorme, poi finisci a togliere le ragnatele nel sette e allora tutti a congratularsi ma un altro rigorista io lo cercherei, magari proprio Vucinic che mi pare che in questo riesce meglio di altri.

Mi sono perso più o meno quasi tutte le interviste post partita ho visto solo quella di Amelia che si arrampicava sugli specchi per difendere un rigore solare e indifendibile con un alquanto improbabile: ”Asamoha mi poteva saltare, ma le immagini mi danno torto”, be dico se ti rendi conto che ti danno torto che parli a fare? E Allegri rammaricato perchè era una partita da pari ed era finita persa, ma francamente vince chi segna e non mi pare che all’andata la partita la meritasse il Milan.

Concludendo credo che anche se effettivamente era una partita che poteva finire pari e che il Milan era imbattuto nel girone di ritorno, non mi pare che i rossoneri abbiano fatto questa grande partita, nè tantomeno meritassero qualcosa di più di un misero punticino, nè ancora di più dopo il gol del nostro vantaggio siano stati arrembanti o furiosi di raggiungere il pari. Anzi nonostante l’ingresso di Bojan è andata più vicino la Juve al 2-0 che non il Milan al pari. Boateng si era prefisso di venire qui a fare una grande partita e a tirare più forte per far gol. Ritenta sarai più fortunato. Sarà per la prossima volta. Salutate la capolista.

 

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Juventus-Milan – domenica 20 aprile 2013 Torino Juventus stadium – Si comincia a vedere qualcosa ..

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Diciamo che si comincia a vedere da lontano l’immagine della vittoria di campionato  che di settimana in settimana si sta materializzando di fronte ai nostri occhi, non si parla ancora di scudetto finchè la matematica non dirà di sì, ma il sorriso e la gioia  sono inequivocabili.  Antonio Conte non ce la fa più ..ha voglia di staccare, ha voglia di prendersi la famiglia e portarla in vacanza, ha voglia di spegnere la luce  e non pensare più al pallone per un po’.

Lo capisco, se vincerà, sarà lo scudetto della “passione”, ottenuto  tra  mille ostacoli tra dicerie, cattiverie e malefatte.  Anche i giocatori della Juve intravedono “la spiaggia” la partita di ieri non è stata tra le migliori in campionato da ambo le parti, il Milan ha tentato di concretizzare qualcosa ma la nostra difesa si è rivelata sempre pronta, se non fosse stato per il rigore, trasformato da un illuminato Vidal sarebbe finita in un pareggio, e andava  bene anche così. Sarà stata l’assenza di Balotelli, ma il Milan anche se ci ha provato accusava le stesse fatiche della Juventus, e durante il match non si possono registrare o menzionare episodi degni di nota, se non il rigore concesso ad Asamoha,  Il resto una normale amministrazione di due squadre ai vertici che vorrebbero vincere ma senza neanche tanta convinzione. Anche le tensioni e i veleni si sono attenuati, e a chiusura della partita un abbraccio sincero fra tutti. E’ giusto però evidenziare il bellissimo spettacolo coreografico organizzato dalle tifoserie che ha accolto le due squadre in campo.

Al posto dell’allenatore trattandosi di una partita giocata sotto tono è mancato il gol su azione, quindi l’attaccante, il solito problema non risolto, posso dire che Conte ha considerato questo scontro diretto come un fatto di normale amministrazione, difatto i cambi sono stati irrilevanti. Atteggiamento comprensibile arrivati a questo punto dell’anno e con questo vantaggio, l’importante era non farsi male e quindi possiamo dire che l’obiettivo sia stato raggiunto.

Poco da dire quindi, se non che il vantaggio si sta ampiamente amministrando ma  aspettiamo la fine del campionato per poter festeggiare tutti insieme.

L’assenza della Champions League però si fa sentire, ormai messa “in cantina”, c’è ancora un pelo di rammarico e un velo di tristezza nei giocatori della Juve a cui logicamente dispiace essere stati privati di questa occasione. E’ vero che ci siamo tolti un problema e che la Juventus sia stata una delle migliori italiane in Europa, ma chi è professionista non si accontenta. Ed è giusto così.

Juventus – Milan 1-0 Sintesi

http://www.dailymotion.com/video/xz7bju

Prepartita Juve-Milan, mettiamo la parola fine sullo Scudetto.

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articolo a firma di eldavidinho

La Juve parteciperà ufficialmente alla prossima Champions League. La Juventus infatti è sicura di disputare almeno i preliminari della prossima edizione, in virtù dei 19 punti di vantaggio sulla quarta in classifica, la Fiorentina, un margine di vantaggio che non può essere più colmato. Questo è il primo verdetto del Campionato. Poi Napoli a meno 11, Milan a meno 15. Mancano 6 giornate alla fine(18 punti in palio), 7 punti per la matematica vittoria dello Scudetto. Vantaggi abissali. Questi sono i numeri impressionanti e stratosferici di una squadra che, dopo l’eliminazione in Champions col Bayern e tutte le dovute riflessioni susseguitesi nei giorni che anticipavano il match con la Lazio, proprio con le aquile di Petkovic ha vinto in scioltezza tornando a mostrare quella sicurezza che da sempre la contraddistingue.

Col Milan, deve continuare la corsa verso lo Scudetto. Quello col Milan dovrebbe essere l’ultimo ostacolo vero e proprio. 37 vittorie, 21 pareggi e altrettante sconfitte: è questo il bilancio degli Juventus-Milan giocati a Torino in campionato. È dal 1966 che tutte le volte che le due squadre si affrontano nel mese di aprile in casa bianconera il risultato prevede la vittoria della Juve. Un evento capitato in ben quattro circostanze. Nel 1966, per l’appunto, la squadra guidata da Heriberto Herrera piega il Milan di Rocco con un secco 3-0, firmato da Leoncini, Stacchini e Cinesinho. Vent’anni dopo, Juventus-Milan è decisamente più importante. Si gioca alla penultima giornata e la rete di Laudrup è decisiva per staccare la Roma nello sprint scudetto, approfittando dell’incredibile sconfitta dei giallorossi all’Olimpico con il Lecce. Nel 2002 la gara vive sul filo dell’equilibrio. A deciderla è una clamorosa autorete di Chamot, che con una deviazione inganna il portiere Abbiati e regala tre punti alla Juve, fondamentali per inseguire l’ipotesi tricolore, concretizzatasi successivamente il 5 maggio con il sorpasso sull’Inter. Infine, la sfida del 12 aprile 2008. Un match appassionante, aperto da un diagonale vincente di Del Piero. Ma il Milan di Ancelotti riesce a recuperare e a capovolgere il risultato con un uno-due dell’ex Inzaghi. Le emozioni non sono finite qui. Tocca a Hasan Salihamidzic mettere a segno a sua volta una doppietta che fissa il verdetto sul 3-2.

Sei vittorie, sette pareggi e tre sconfitte: lontano da Milano i rossoneri hanno conquistato 25 su 59 punti complessivi, segnando gli stessi gol rispetto a quelli in casa (28) e incassando nove reti in più (22 a fronte delle 13 di San Siro). I sei successi sono spartiti esattamente a metà tra girone d’andata e girone di ritorno. Doppiato il giro di boa, le vittorie sono arrivate sulla base della solidità difensiva. Le tre sconfitte sono arrivate tutte nelle prime 19 giornate.

È il ventenne Stephan El Shaarawy il giocatore più utilizzato da Massimiliano Allegri, avendo disputato 31 delle 32 partite finora giocate in campionato. Con due presenze in meno, ma con cinque minuti di presenza in campo in più, c’è Riccardo Montolivo a proporsi come altro leader della formazione. Cinque finora i rossi maturati dal Milan: due li ha presi Boateng, uno a testa Zapata, Constant e Flamini (nell’ultima gara con il Napoli), mentre il giocatore più ammonito è Mexes con nove sanzioni disciplinari. Due i giocatori che hanno già toccato la doppia cifra in termini realizzativi: El Shaarawy con 16 gol e Pazzini con 13. Seguono Balotelli a quota sette, Montolivo a quattro, Bojan a tre, Robinho, Boateng, Nocerino e Flamini a due, De Jong ed Emanuelson a uno. I rossoneri hanno usufruito anche dell’apporto di tre autoreti, determinate da Abbruscato, Jonathas (nella stessa gara, quella con il Pescara) e Paletta.

Conte potrebbe riproporre Marchisio trequartista alle spalle dell’unica punta Vucinic, in mediana verrebbe così confermato Pogba. Il tecnico però non mette da parte il 3-5-2 e la possibilità di consegnare una maglia da titolare a Matri o Quagliarella. In difesa Peluso prenderà il posto dell’infortunato Chiellini. Infine migliora Anelka che dovrebbe esser disponibile contro i rossoneri così come Lichtsteiner che lamenta un leggero fastidio all’adduttore, ma che non preoccupa lo staff medico.

Dopo Ambrosini hanno fatto rientro in gruppo da mercoledì anche Boateng e Bojan, invece Abate lavora a parte ancora dolorante per distorsione alla caviglia. Intanto Allegri per domenica potrebbe confermare Pazzini al centro dell’attacco, in virtù della squalifica di Balotelli, ridotta da 3 a 2 giornate ma che non gli permetterà comunque di essere della partita. Il tecnico sui lati dell’attacco rossonero potrebbe confermare Robinho a discapito di El Shaarawy, il giovane attaccante rischia una nuova panchina dopo quella contro il Napoli. Assente Flamini squalificato.

Sarà Luca Banti, della sezione di Livorno, l’arbitro di Juventus-Milan, posticipo della 14° giornata del girone di ritorno. Il fischietto toscano ha già diretto i bianconeri in 16 partite e in 11 di queste la Juve è uscita dal campo con i tre punti. Due pareggi e tre sconfitte il bilancio degli altri incontri. In questa stagione Banti ha arbitrato la squadra di Conte in tre occasioni: nelle rotonde vittorie contro il Pescara, 1-6 il 10 novembre 2012, e l’Udinese, 4-0 il 19 gennaio 2013, e nella gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, vinta 2-1 dai biancocelesti il 29 gennaio scorso. Domenica sera allo Juventus Stadium, Banti sarà coadiuvato dagli assistenti Vuoto e Giallatini e dagli arbitri d’area Romeo e Russo. Quarto ufficiale sarà il signor Cariolato. Forza Juve.

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Lazio – Juventus. Ci siamo quasi ma basta con ‘sti settimi posti.

Juventus - Conferenza stampa Antonio Conte

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

 

 

La partita di Lunedì sera è stata quasi una partita perfetta. La considero tale non tanto per la prestazione comunque ottima, specie nel primo tempo, quanto per il fatto unico e raro che  neppure i giornali pseudo-sportivi-scandalistico-gossippari italiani hanno avuto di che ridire. Davvero una novità. Rigore solare e arbitro che fortunatamente se la sente. Nulla di nulla, non hanno neppure ripreso gli inviti reiterati del pubblico poco sportivo laziale a buttare fuori Vidal ad ogni suo starnuto e dire che ce ne vuole di coraggio, con Cana e Ciani in campo, e soprattutto Mauri in versione Ribery sempre su Vidal. Certo l’avrei voluto proprio vedere un secondo giallo per aver trattenuto un pallone ed esser stato spintonato per terra. Ma dai! Al di la di queste voglie represse degli spettatori, la partita è filata via quasi liscia come l’olio. Un paio di patemi nel secondo tempo sventati da un ottimo Buffon e undici punti sulla seconda che sono davvero un bel bottino. Ora siamo davvero in una bella situazione. Nella migliore condizione possibile per affrontare le prossime tre partite, che per vari motivi potevano rappresentare degli ostacoli molto duri. Sono sicuro che Milan, Torino e Palermo troveranno lo stesso buoni motivi per renderci la vita difficile ma 11 punti di vantaggio ci lasciano una buona dose di tranquillità.

Voglio fare un applauso e un appunto al nostro amato Mister Conte. L’applauso è per il cambio di modulo che francamente è una boccata d’ossigeno. Questo 3-5-2 francamente aveva frantumato le pelotas. Senza contare che contro il Bayern Monaco questo modulo ha fatto vedere anche i suoi limiti. D’altronde non credo esista un modulo perfetto, anzi devo dire che mi sono sempre piaciute le squadre e gli allenatori che riuscivano a cambiare modulo a partita in corso. Conte ha detto che non si può giocare con il 4-3-3 senza Pepe, francamente non ne sono mai stato convinto. L’appunto che voglio fargli invece è quasi una richiesta. Basta con questa storia del ”da dove veniamo” e ”i settimi posti”. Basta perchè non se ne può più di sentirla. Non siamo una squadra provinciale e non lo siamo mai stati. Il cataclisma vero e proprio è stato Farsopoli ma ormai sono passati sette anni e di quella rosa  è rimasto solo Buffon. I due settimi posti sono stati due incidenti di percorso che si potevano evitare ma che comunque sono capitati anche ad altre squadre, ricordo quella di Rush e Laudrup che si qualificò alla coppa Uefa solo dopo uno spareggio e pochi anni prima aveva vinto tutto e quella di Maifredi, che nonostante una campagna acquisti importante, fallì la qualificazione alla coppe. Mai negli anni successivi io ho sentito questa tiritera del ”da dove veniamo” cosi sempre ricordata come fosse una scusa. Anzi voglio ricordare al Mister e a tutta la dirigenza, che se tutto fila liscio come penso, l’anno prossimo non veniamo più da due settimi posti, ma da due scudetti vinti di fila (e incrocio le dita per averlo detto). Quindi basta scuse e darsi da fare per migliorare. Perchè c’è sempre da migliorare. Specie se si è la Juve.

 

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Lazio-Juventus Lunedì 15 aprile 2013 – Stadio Olimpico Roma – Super Vidal show!

SOCCER: SERIE A; LAZIO-JUVENTUS

 

Scritto da Luna23

 

Abbiamo avuto un Matri day, un Quagliarella day ..stasera lo show è stato tutto per Vidal, grande doppietta del centrocampista che ci porta a più 11 dalla seconda. Questa vittoria ci voleva, la Lazio con la sua un po’ meno piovra Marchetti non ha potuto nulla contro una Juve saldamente motivata a cancellare il risultato di Monaco quindi il mancato accesso in semifinale.

Questa sera ha funzionato tutto, non sempre perfetta la Juve, qualche volta imprecisa, ha lottato fino alla fine per difendere un risultato più che meritato. La Juventus ha sofferto di meno, tant’è che la partita è stata chiusa nel primo tempo, con due gol, uno su rigore procurato da Vucinic, ed un altro su splendida azione confezionata a tre Vucinic-Marchisio- Vidal ..il ritmo è stato  serrato, la Juventus è riuscita ad imporsi con forza da bloccare Klose, l’uomo di riferimento della Lazio, che troverà un po’ più di spazio nel secondo tempo, inutilmente in quanto non riuscirà ad andare in gol.

La tattica il sistema di gioco ha bloccato la Lazio, che seppur rimaneggiata con tante tra sanzioni ed infortuni, sfodera comunque  giocatori concreti in grado di mettere in difficoltà le squadre più forti. Ma questa sera non per la Juve, lucida e libera dal peso della Champions, ha avuto la possibilità di ragionare e di produrre un’ottima partita con un avversario ostico come la Lazio, per la quale non è bastato il volo della bellissima Aquila Olimpia, beniamina della squadra, per ottenere il risultato sperato ed una posizione in classifica che la favorisca per la disputa nelle coppe.Antonio Conte nonostante il dominio abbastanza evidente tutto Juventino, si è arrabbiato molto .. soprattutto con Lichsteiner, con la difesa, vietato rilassarsi. Ha  Conte ancora in mente certe sconfitte, che non ha dimenticato ed in nome di quelle che vuole e pretende la concentrazione fino alla fine, perchè l’avversario è lì e fa male appena possibile.

La squadra ha giocato nell’interezza bene, il primo tempo è stato tutto per lui: Arturo Vidal, che ha realizzato un rigore ed un grande gol su azione, nel secondo tempo è un po’ calato ma rimasto sempre vigile e molto propositivo, bene Pirlo e anche Pogba, altalenante il rendimento di Asamoha e Marchisio, il primo non ha recuperato la piena forma dopo la coppa d’Africa, mentre Marchisio, a parte qualche bella giocata fa fatica rientrare in forma, più o meno come l’anno scorso, stesso discorso per Vucinic la cui concentrazione dura solamente un tempo. Ma queste sono logicamente sfumature, e siamo tutti contenti per questa vittoria che ci sta facendo vedere più da vicino lo scudetto n. 2 dell’era di Antonio Conte.

La partita finisce, la Lazio è sconfitta e stanchissima, non è riuscita nemmeno a segnare un gol, il solito rituale delle maglie, e poi un bel gesto, Buffon si avvia verso la curva laziale a salutare i tifosi avversari, c’è un applauso, dei gesti affettuosi, dei cenni di intesa ..che bel modo di chiudere, senza violenza, attacchi, feriti, sassi, una dimostrazione di affetto sincera quella tra il nostro portiere (e della nazionale) con i tifosi laziali.  Questa è la prova che se si vuole si può … Bravo Buffon ..

Le ultime partite saranno delle vere e proprie fatiche e il calendario non fa sconti, abbiamo molto vantaggio è vero, ma mancano 6 giornate, con scontri diretti e non manca la tensione del derby a peggiorare le cose, bastano 3 sconfitte ad avvicinarci ai nostri inseguitori, quindi, giusto l’atteggiamento della prudenza, il basso profilo, il non dire mai la parola “scudetto”, per vincere bastano 7 punti .. La regola è la solita, “mantenere alta la tensione e   vietato rilassarsi”. Questo è stato un anno pesante e molto duro .. ma per un certo “non so che” vuoi per l’abilità di Antonio Conte e del suo staff vuoi per demerito dei nostri avversari ce la stiamo facendo e sarebbe bellissimo alzare il trofeo di campioni d’Italia, noi che solo qualche anno fa eravamo settimi!

 

Lazio juventus 0-2 Sintesi

http://www.dailymotion.com/video/xz1izq

Prepartita Lazio-Juve, testa al campionato.

31a Giornata lazio juve 1

articolo a firma di eldavidinho 

Dopo aver digerito(si fa per dire) l’eliminazione in Champions e averci ragionato su in questi giorni con riflessioni oculate e dati alla mano, lunedì si torna a Roma, Stadio Olimpico e si torna per vincere e sfatare il tabù che quest’anno vede la Juve sempre perdente nella Capitale. A gennaio, contro la Lazio, era stata una delle sfide più complicate e strane, se vogliamo, della stagione bianconera: dopo l’1-1 dello Juventus Stadium era d’obbligo fare almeno un goal agli uomini di Petkovic e dopo un primo tempo scialbo, avaro d’occasioni e con un Giovinco in particolare più che mai spuntato era arrivato il goal di Alvaro Gonzalez che sembrava scrivere la parola fine alla questione qualificazione.

La Juventus, però, ha una tradizione fortemente positiva all’Olimpico con la Lazio, come dimostrano le 27 vittorie a fronte delle 24 sconfitte e dei 17 pareggi. La tipica vittoria dei bianconeri è di 0-1, verificatasi ben 8 volte, a partir dal primo incontro nel campionato a girone unico, 1929-30, con gol decisivo di Munerati al decimo della ripresa. Per ritrovare questo risultato sono trascorsi 23 anni e nel 1953 è stato Vivolo a determinare il successo della Juve. Nel 1965-66 il match-winner è Da Costa, autentica bestia nera dei laziali visto che da romanista detiene il record di gol nel derby. Nel 1983-84 tocca a Michel Platini ritagliarsi la parte da protagonista con una conclusione che supera il portiere Cacciatori. Un colpo di testa di Inzaghi da calcio d’angolo si rivela decisivo per Lazio-Juventus del 1998, scontro diretto valevole per la corsa scudetto, giocatosi il 5 aprile. Ugualmente importante è il tiro sotto la traversa dell’ex Pavel Nedved nel 2005, che consente alla squadra di Fabio Capello di presentarsi appaiata al Milan nella gara decisiva di San Siro, che vedrà i bianconeri prevalere con il colpo di testa di Trezeguet. Infine, la legge di Simone Pepe. Scatta nelle ultime due prove della Juventus a Roma con la Lazio. Nel primo caso, durante la gestione di Del Neri, l’esterno colpisce a tre minuti dal termine. La scorsa stagione, invece, il suo destro infila Marchetti su un’azione di ripartenza splendidamente orchestrata, utile a guadagnare 3 punti nel girone d’andata.

E’ proprio grazie al rendimento ottenuto all’Olimpico che la Lazio compete nelle posizioni di vertice. 35 dei 51 punti che compongono l’attuale classifica sono stati ottenuti davanti al proprio pubblico e anche il saldo delle reti fatte (27 su 40) e di quelle incassate (14 su 37) certifica perfettamente quanto la squadra abbia comportamenti opposti tra casa e trasferta. 11 le vittorie conquistate a Roma, 2 i pareggi e 3 le sconfitte.

I due giocatori più utilizzati in campionato da Petkovic sono stati due centrocampisti: l’italoargentino Cristian Ledesma e il bosniaco Senad Lulic. Entrambi hanno collezionato 29 presenze, una in più di Candreva, Hernanes e Gonzalez. Sono ben 7 i cartellini rossi ricevuti, tutti con giocatori diversi: Biava, Ciani, Candreva, Hernanes, Ledesma, Mauri e Kozak. Il giocatore più ammonito è invece Lulic, incappato in 8 sanzioni Nonostante diversi stop, che ne hanno limitato il rendimento, il bomber della formazione è il tedesco Klose, capace di segnare 10 gol in 22 incontri disputati. Alle sue spalle vi è Hernanes con 9 centri e via via molti altri: Candreva con 5, Floccari con 4, Mauri con 3 e con un solo centro vi sono Ederson, Gonzalez, Biava, Konko, Radu e Lulic. Allo score complessivo va aggiunto anche il contributo di 2 autogol.

Petkovic, dopo l’eliminazione dalle Europa League, pensa subito alla Juventus e fa la conta dei disponibili: contro i bianconeri infatti sicuri assenti Biava, Radu e Lulic squalificati. Dunque problemi sulle fasce di difesa per il tecnico, si spera di recuperare in extremis Pereirinha, restano invece ai box Dias e Konko. Petkovic allora potrebbe rispolverare Stankevicius affidandogli una maglia dal 1′ minuto. Infine Mauri, Klose ed Ederson sono ristabiliti ed anche Gonzalez sembra recuperabile seppur ancora dolorante al piede.

Conte può contare nuovamente su Caceres, ma deve valutare le condizioni degli acciaccati Marrone ed Anelka. Di certo out contro la Lazio Giovinco e Chiellini: il difensore ha riportato uno stiramento al collaterale del ginocchio destro e dovrà star fermo per circa 15 giorni. Il tecnico dovrebbe allora inserire Peluso nel terzetto di difesa, invece la fascia sinistra dovrebbe essere occupata da Asamoah. Infine in avanti possibile ballottaggio Matri-Quagliarella per affiancare Vucinic. Conte medita di escludere Marchisio in favore di Pogba e per la panchina recupera Bendtner.

Pericolo “giallo” per cinque giocatori bianconeri. Sono cinque, infatti, i diffidati bianconeri che in caso di ammonizione a Roma salterebbero il big match caasalinga contro il Milan: si tratta di  Leonardo Bonucci, Simone Padoin , Andrea Pirlo, Paolo De Ceglie e Alessandro Matri.

Sarà Antonio Danilo Giannoccaro della sezione di Lecce l’arbitro di Lazio-Juventus, posticipo della 13° giornata di ritorno, in programma lunedì sera all’Olimpico di Roma. Il fischietto pugliese ha già diretto i bianconeri quattro volte in carriera, con un bilancio di una vittoria, un pareggio e due sconfitte. L’unico successo la Juve l’ha ottenuto proprio in questa stagione, il 10 marzo scorso contro il Catania, gara decisa da una rete di Giaccherini in pieno recupero. Lunedì sera Giannoccaro sarà coadiuvato dagli assistenti Posado e Padovan e dagli arbitri d’area Damato e Calvarese. Quarto uomo sarà il signor Viazzi. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve. Blog: http://eldavidinho.tumblr.com/

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