Herta-Juventus 0-2 Sintesi

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Calciomercato. Aspettando l’effetto domino.

Mai come quest’anno il calciomercato internazionale (ma anche italiano) è stantio. Eccetto il ricchissimo Paris San Germain, che si è mosso in maniera significativa con gli acquisti di Ibrahimovic e Thiago Motta su tutti e che pare lanciato verso una facile vittoria della Ligue 1, tutte le grandi d’Europa aspettano di cogliere l’occasione propizia per mettere a segno i colpi adeguati. Pochi hanno la disponibilità economica necessaria per operazioni onerose. In Spagna le due grandi Real e Barcellona hanno concluso un colpo per parte con Modric (dato ormai per certo) e Jordi Alba (quest’ultimo già ufficializzato). Difficilmente la vincente non uscirà fra questi due club; quale delle due è un vero rebus, visto che il Barcellona avrà un nuovo allenatore e il Real dovrà fare necessariamente un po’ di ordine nel proprio parco giocatori. Kaka (ma non solo) è sul piede di partenza con il Milan alla finestra pronto ad attenderlo. Qualche speranza pure per la Juventus su Higuain, ma la situazione di questo giocatore appare più complicata. Chi
ama scommettere sul calcio spagnolo dovrà sicuramente tenere conto di tutte queste variabili.
La situazione appare invece più equilibrata in Premier League. Infatti nonostante Arsen Wenger, abbia dichiarato a più riprese la volontà di trattenere Robin Van Persie, la partenza dell’olandese sembra a questo punto abbastanza scontata. Se non altro perchè i Gunners hanno già comprato due attaccanti, Podolski e Giraud per supplire alla cessione del proprio capitano. Evidentemente è solo una questione di prezzo e di tempo. La situazione è infatti in piena fase di definizione dopo i due acquisti dell’Arsenal appena menzionati e il gran colpo Hazard da parte del Chelsea. Sarà probabilmente Van Persie l’ ago della bilancia e la variabile del tutto. L’affare potrebbe fornire il tassello mancante al Manchester United di Ferguson, che per ora non ha ancora effettuato grandi colpi, oppure rafforzare le speranze del Manchester City di conquistare un trofeo continentale, con l’aggiunta delle doti uniche del ventottenne olandese ad un attacco già stratosferico con i vari Balotelli, Silva, Aguero, Tevez e Dzeko. Le quote sulla vincente della Premier League oggi riflettono sicuramente lo strapotere offensivo di questo Manchester City. Tuttavia l’approdo di Van Persie al City potrebbe risultare particolarmente sgradito ad uno o più degli attaccanti a disposizione di Mancini, tanto da indurlo a fare le valige, destinazione: Italia. Milan e Juventus ad esempio sono alla finestra per Dzeko. Oppure sarà lo stesso Van Persie ad arrivare nel bel paese? Siamo tutti in attesa della prima mossa da parte di qualcuno. La mossa che possa scatenare l’effetto domino.

Alessandro Magno

Il mio pensiero su Conte e i deferimenti.

Da una settimana a questa parte non si leggono altro che titoli di testate giornalistiche sulla situazione del mister Antonio Conte coinvolto nella questione del calcioscommesse. Tante le ipotesi sopraggiunte nei giorni scorsi con articoli sì molto precisi e dettagliati che ne hanno tracciato il quadro ma alcuni dei quali anche eccessivamente pubblicizzati e sbandierati sui maggiori social networks che ne hanno estratto l’effettiva dose di verità. Faccio riferimento agli articoli apparsi sul Corriere della Sera (Pentiti, su Conte non tutto torna), sulla Gazzetta(Conte associato a deferimento del giornalista Ceniti) e su Tuttojuve(Perché Conte non può essere deferito per omessa denuncia). Effettivamente, qualche conto non torna e la dimostrazione è evidente anche dallo scambio di battute che il giornalista della Gazzetta Marco Iaria (che i tifosi juventini ringraziano per la disponibilità) e l’informato e appassionato tifoso juventino Antonio Corsa hanno avuto su Twitter. Le ipotesi ventilate ingiustamente in questi giorni sono principalmente 3: il deferimento per illecito e condanna grave ed esemplare, il deferimento per omessa denuncia e condanna meno esemplare; patteggiamento del reato e condanna leggera. Scorretto. Scorretto perché i dati a disposizione della Procura sono pochi se non nulli. Innanzitutto, per la partita Novara-Siena in cui si discute della famosa riunione tecnica, essendo per Carobbio lo stesso Conte ad informare i giocatori della combine, nel caso, il mister non potrebbe essere deferito per omessa denuncia. È lui stesso a parlare. Nella partita Albinoleffe-Siena, invece, nonostante due tesserati dell’Albinoleffe confermino l’accordo, gli stessi non fanno il nome di Conte che, in questa partita, potrebbe comunque rischiare il deferimento per omessa denuncia dal momento che il pentito e accusatore Carobbio è ritenuto credibile dalla Procura. Credibile nonostante, per quanto riguarda queste due partite, sia un semplice “accusatore” che non può fornire a Palazzi “l’illecito confessato”. Tuttavia insieme al mister (unico nome circolato sui giornali in questi giorni e qui andrebbe aperta una parentesi molto più grande di questa) andrebbero deferiti anche il Siena, l’Albinoleffe, l’allenatore Mondonico, il Novara, l’allenatore Tesser, rosa Siena, rosa Novara e Albinoleffe. E pure membri degli staff tecnici dal momento che si è parlato di accordo tra le società (Stellini quello che rischia di più nello staff di Conte). Insomma, non ci resta che attendere le decisioni di Palazzi. Al di là degli aspetti giuridici che vi ho elencato (e scusatemi se non ho utilizzato la terminologia specifica) un aspetto da non tralasciare, quello forse più importante, è l’attenzione e la presa MEDIATICA che ha dovuto subire Conte per questa vicenda. Da giorni sui giornali non c’è altro che il volto di Conte. E sul social network bianconero per eccellenza oramai, Twitter, la battaglia juventina a favore della “parità di trattamento” non è ancora finita. Il vicedirettore della Gazzetta, Zapelloni, ha recitato testuali parole: “Orientare vuol dire dare gli strumenti per capire a tutti”. Assurdo. Quando orientare significherebbe scegliere cosa dire e cosa non dire. Giornalismo distorto. Poveri noi. Su Conte si sta diffamando, non informando.

Eldavidinho

ricchiuti3

1 – Le nuove maglie.

nera non mi piace. non mi piace soprattutto la scritta “30 sul campo”. quando dissero che serviva a ridestare le coscienze sopite in europa su calciopoli, immaginai l’interesse che ciò avrebbe suscitato in un tifoso spagnolo o belga allo stadio tra un vaffa e l’altro dopo una settimana di lavoro. e magari a digiuno di italiano. meno male che la uefa la pensava come me. o forse non si fidava delle traduzioni in inglese che facciamo in italia.

2 – Le parole del Presidente Agnelli alla presentazione delle maglie.

fortebraccio anni fa coniava e riciclava sempre la stessa battuta su cariglia, “s’è fermata la macchina e non è sceso nessuno. Era cariglia”. beh, i discorsi del presidente in tal senso inducono alla tentazione sempre. agnelli mi sembra che voglia far carriera in lega. altrimenti non si giustificherebbe l’elogio che ha fatto della ripartizione collettiva dei diritti se non con un colpo di sole. in un certo senso fa bene ad aprirsi varchi nel potere. però questo significa che è solo e sotto questo profilo sta meglio il milan che ha conservato galliani anziché ibra con tutta la sua agenda e magari gli affianca giraudo per riprodurre ricchezza. sta meglio il milan perché ha già il potere mentre noi dobbiamo aspettare che agnelli impari col nostro di tempo e sulla nostra pelle.

3 – Fa piu’ ”paura” il Milan con Ibra e Thiago oppure il Milan che ha 65 milioni di Euro da spendere.

il milan fa paura comunque perché noi si pensava e si pensa tuttora ci sia di meglio da fare.

Trofeo Tim 2012 – Bari

Sabato a Bari si sono incontrate Inter,juventus e Milan per disputare l’amichevole trofeo Tim, simpatica consuetudine delle tre squadre protagoniste del nostro campionato, un’occasione per verficare la preparazione di inizio estate, valutare i nuovi arrivi e studiare tattiche. L’Inter si è aggiudicata il premio riuscendo a vincere due match, eliminando le altre due.

La Juventus nonostante il buon gioco che siamo abituati  a vedere non ha risolto il problema dell’attacco e della finalizzazione, se non fosse stato per il rigore forse non avremmo vinto neanche la partita contro il Milan, la coppia Matri e Quagliarella come a fine campionato, dinamica ma non utile e il solito Vucinic pasticcione.

Anche se Conte è entusiasta del neo arrivo Lucio, io non condivido l’entusiasmo almeno per il momento, ha fatto parecchi errori e a causa di questo l’Inter ha segnato, e tutto sto’ Top player non credo sia, forse lo è stato ..speriamo migliori. Ma non c’era nient’altro altro da acquistare?

…Indubbiamente questo trofeo non dice niente, è solo il calcio amichevole di luglio,  peccato che abbiamo avuto tre infortuni di cui uno Caceres pare grave.

A parte il piacere di rivedere i nostri beniamini di nuovo in campo la partita nella sua interezza è sè stata noiosa, senza emozioni e affatto divertente. Però una abbiamo ottenuto una conferma:

Che ci servono due bomber ..anche tre! C’è sempre la Champions!

Luna23

 

TROFEO TIM 2012 – JUVE- MILAN – INTER

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Ci tenevo a precisare (piccolo bilancio sul Presidente Andrea Agnelli).

E’ da qualche tempo che nonostante la questione del rinnovo a Del Piero sia stata superata continuo a leggere cose fra Juventini che sinceramente mi lasciano basito. Mi riferisco al fatto della divisione in fazioni, particolarità negativa che ha sempre contraddistinto il popolo Juventino e che sinceramente dopo il 2006 consideravo (evidentemente a torto) superata. Ancora oggi, per l’ennesima volta, ci sono due fazioni, una assolutamente schierata con il Presidente Agnelli e l’altra invece fermamente contraria o comunque molto critica. Cosi pare che qualsiasi analisi o opinione si scriva si debba sempre esser tacciati di qualcosa e collocati da una parte o dall’altra. Infatti è da un pò che io stesso vengo definito ”non Agnelliano” oppure ”contrario al Presidente”, oppure anche, come mi ha recentemente scritto un amico in privato: ”Non troppo allineato alla fc Juventus”. Per quanto rigurada l’allineamento ho spiegato all’amico mio, che non sono allineato a niente se non al mio cervello, non mi sento in ”missione” per conto di nessuno, nè della Juventus e nè tantomeno di nessun altro, compreso Alex Del Piero. Che il mio esser tifoso non mi esime dall’avere un approccio critico che io ritengo sempre costruttivo e non fine a se stesso, sulle vicende della Juventus. Infondo si loda quando c’è da lodare e si critica dove si pensa che si può fare meglio. Per quanto riguarda invece il non esser mai d’accordo con il Presidente non c’è nulla di più falso in quanto spesso ne ho fatto l’elogio (e ci sono i miei articoli a testimonianza di ciò che dico).
Per chi invece avesse poca memoria faccio un piccolo bilancio delle ”azioni” intraprese da Andrea Agnelli da quando è in carica e dei miei giudizi dati a riguardo. Giudizi che ancora oggi non sono cambiati e sottoscrivo.

1 – Ho sostenuto, difeso e poi lodato, fin da subito la scelta di Agnelli di prendere Conte, quando Marotta voleva, ricordiamo, prender Mazzarri. Posizione che ho difeso anche da alcuni Juventini che sostenevano che Conte non era più Juventino o peggio si era addirittura spogliato della propria Juventinità.
2 – Ho lodato sperticatamente Agnelli quando liquidò Cobolli, Secco e soprattutto Blanc, individuando da subito una fortissima volontà di positivo cambiamento.
3 – Ho lodato Agnelli quando ci ascoltò nella nostra battaglia (soprattuto dei siti web) di togliere la stella a Boniek per darla a Edgar Davids. In quel caso ho scritto una lettera di personali ringraziamenti per averci ascoltato e ricevuto da Lui medesimo risposta di congratulazioni.
4 – Ho difeso (quasi unico fra gli Juventini) la scelta del Presidente di sedersi al famoso “tavolo della pace” quando tutti dicevano che Agnelli con Moratti non dovrebbe neppure parlare. Io dicevo: “Aspettiamo di vedere cosa ne esce fuori prima di giudicare”.

Queste sono le cose diciamo che mi vengono in mente ma ce ne sono state anche tante altre come le varie conferenze stampa in difesa della Juve. L’essersi presentato piu’ volte, mettendoci la faccia, a rinuioni di tifosi o di giornali o di siti. Mi piace sicuramente molto ad esempio questo suo modo di cercare di essere fra i tifosi, come in questi giorni nel ritiro, certo poco ”Agnelliano” rispetto a suo Zio e a suo Padre , ma pur sempre molto bello.

Altresì

5 – Ho criticato recentemente Agnelli per aver scelto di non sedersi a un tavolo con Del Piero e per non avergli concesso un altro anno di contratto come il Capitano e moltissimi tifosi desideravano. O comunque per non aver concordato insieme al Capitano un uscita di scena maggiormente senza polemiche.

6 – Ho criticato Agnelli per averci fatto prima credere che mettevamo le 3 stelle sulla maglia e poi aver trovato questa soluzione che mi pare assai stramba nonostante le sue recenti spiegazioni alla presentazione delle nuove maglie. A questo proposito preciso che chi dice che la società non aveva promesso nulla di tutto ciò o mente sapendo di mentire oppure ha la memoria assai corta, perchè ci sono le interviste di Nedved e Marotta che parlano chiaramente di metter la terza stella e i due rappresentano in modo molto forte la società Juventus, essendone due cardini fondamentali.

Tutto queste mie ”posizione” sono ampiamente dimostrabili andando a leggersi gli articoli che ho scritto durante l’anno.
Io a differenza di molti, non mi schiero nè con, nè contro qualcuno. Non divido il mondo in buoni o cattivi, nè mi metto da una parte o dall’altra a prescindere. Semplicemente di volta in volta giudico con la mia testa se una cosa mi piace e mi convince, oppure no. Ho voluto fare questa precisazione perchè spero che finisca una buona volta questa storia delle fazioni e che le idee di tutti vengano giudicate solo in quanto tali.

Il bilancio del Presidente come nei punti che ho elencato sicuramente oggi è più positivo che negativo. Direi che ha fatto tanto e (visto il mercato) stà facendo ancora tanto per portare la Juventus in alto. Tuttavia perdonatemi se lo dico, ma neppure lui è perfetto. Non ogni cosa che fa o dice il Presidente mi piace. E questo lo dico e lo scrivo. Come d’altronde non è che ho la presunzione di dire che tutti i miei pensieri siano giusti e dovete condividerli. Finiamola una buona volta con questa storia delle fazioni.
Ci tenevo a precisarlo.


Alessandro Magno

http://juvemania.it/ci-tenevo-a-precisare-piccolo-bilancio-sul-presidente-andrea-agnelli/

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1 – La nazionale di Prandelli.

è uno spot etico che risente della scarsa personalità del suo allenatore. prandelli è uno che ha iniziato a farsi notare con il caso umano della moglie e ha il complesso di doversi far notare da quando stava in panchina già come giocatore. non avendo idee copia di volta in volta la squadra del momento e per compensare la butta su cose extra tecniche. è l’ultima persona che potrebbe fare del bene al nostro sport proprio perché è una persona genericamente onesta. i migliori papi, quelli che hanno stroncato la corruzione, erano proprio quelli che il papato se l’erano comprato. debellarono la corruzione proprio perché sia la conoscevano e praticavano bene. e sia per evitare che gli altri li fregassero con gli stessi mezzi.

2 – Il panorama web Juventino.

“il potente web juventino” è una definizione di narducci, data la sera della sentenza dell’8 novembre al povero discreti. è una definizione a fronte di risultati pratici praticamente nulli data ai vinti dai vincitori. quindi per il 5 % è un educato chissenefrega e per il 95 % una presa per il culo. il web juventino a volte ricorda l’ambiente dei fascisti alla fine degli anni ’70. umanamente un po’ di tutto. dal politico al terrorista. la sensazione giusta di sentirsi in un ghetto, l’”insultare uno juventino non è reato”. persino i tentativi di far ragionare l’avversario su un minimo di basi comuni. partiti per fare la rivoluzione o per i più realisti vendicare gli amici, finirono con lo spararsi addosso. o andare al governo.

3 – Del Piero atto finale.

del piero chi. ormai è trapassato remoto. e non ha importanza quanto ci manchi o come sia stata gestita male la sua situazione. liquidato in una pausa caffè di un consiglio d’amministrazione, oggi juve spa con lui fa come veltroni con berluskoni nel 2008: non lo nomina neanche più. lo chiama il “predecessore”. solo che veltroni quelle elezioni le ha perse. ma tanto è solo questione di tempo. lo dico sempre a mia moglie. faccio parte di una cosa, la Juventus, che può fare a meno di tutti. compreso me.

Anche un uomo ha il diritto di decidere ..

Ne abbiamo viste di tutti i colori, mi riferisco all’idolo nostrano Mario Balotelli, protagonista di questo strampalato campionato europeo chiuso senza infamia e senza emozioni. Di lui sappiamo quasi tutto delle sue intemperanze e violenze non canalizzate, un personaggio quasi creato dai media le cui avventure catturano l’attenzione del pubblico gossipparo a caccia di scandali da sfogliare sui giornali. Sembrava finita qui, valige pronte ed   europeo archiviato, salta fuori una news  che l’attaccante aspetterebbe un bambino. Dichiarazione  resa ufficiale dalla ex fidanzata lasciata da alcuni mesi senza possibilità di appello a detta del giocatore.

Meglio di così non poteva andare, l’industria del gossip questa estate avrà di che scrivere, è abbastanza usuale che i calciatori siano avvezzi a concepimenti più o meno inconsapevoli, senza regole, ma questa volta parliamo di uno che per il momento non dimostra di sentire la necessità di mettere la testa a posto. D’altronde chi glielo farebbe fare? Un campione, ricchissimo e giovane, di tempo ne ha per sposarsi .. Però, la situazione non cambia, la ragazza è incinta e questo è quanto. In realtà, Mario Balotelli non vuole scappare di fronte a questa eventualità, ma per assumersi la responsabiltà di questo figlio che apparteneva al mondo delle idee fino adesso, vuole la prova di paternità attraverso gli accertamenti del DNA.

Spero di non attirarmi le ire delle femministe o delle donne in generale, ma penso che Balotelli abbia tutti i diritti di essere sicuro che questo bimbo sia suo. D’altronde per sua stessa ammissione, la relazione era finita, ed erano passati diversi mesi restando all’oscuro di tutto. Qualcuno potrebbe pensare che il denaro sistemerà tutto. Non è vero .. una gravidanza  improvvisa e inaspettata non nasce sotto un buon auspicio, i rischi che il bimbo cresca senza padre sono numerosi, ciò che ci auguriamo è che una volta tutto chiarito, Balotelli si “innamori” di questa creatura e lo cresca insieme alla madre, cosa d’altronde possibile, e chissà che non diventi il piccolo una “terapia d’amore” volta a placare questa violenza radicata e non risolta che rischia di rovinargli la vita.

Frequenti i calciatori a cui vengono attribuiti figli nati “così” da rapporti non ufficiali e spesso clandestini, e c’è da stupirsi, che questi uomini non siano al corrente di come gestirsi i propri rapporti intimi senza incorrere a conseguenze infauste, sono queste le informazioni che riceviamo tra la terza media e la prima superiore, quando gli ormoni sono a mille, famiglia e scuola informano i ragazzi ad affrontare un passo importante che è la gestione della vita sessuale, lungi considerarla un “passatempo” divertente e piacevole, ma una parte importante della nostra vita che va gestita con l’assoluto raziocinio, onde evitare problematiche spiacevoli e rischi gravi alla salute.

Dall’altra parte, i calciatori devono imparare che con i soldi non si può comprare tutto, la famiglia e le squadre devono aprire gli occhi a  questi ragazzi troppo presi da se stessi e dalla consapevolezza della propria ricchezza materiale, dal proprio potenziale seduttivo e dall’elevatissimo numero di occasioni sentimentali e non, proprio perchè  non sono individui comuni, ma persone il cui introito è indice di ricchezza, che li rende particolarmente interessanti.

Luna23

 

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E così è arrivato quel giorno, il giorno del saluto.

Se ripenso al 1995, quando avevo 9 anni, quando ho iniziato a seguire la Juventus e vedevo il calcio con gli occhi di un bambino, mi sono calcisticamente innamorato di un piede che faceva magie e che disegnava arcobaleni che finivano dritti sotto l’incrocio.

Il piede di Alessandro Del Piero, stava nascendo un mito, una leggenda. Ti ho visto nascere Alex. Dopo aver vinto la Champions nel 1996 la prima cosa che ho fatto è stata andare a comprare con Papà la maglia di DEL PIERO, con quel numero 10 stampato su una maglia blu con due stelle sulle spalle, nasceva il mito, nasceva il nome.

Col passare degli anni sei diventato il mio idolo, il gol al River Plate, vederti segnare negli stadi maggiori europei, quel gol dopo 20 secondi a Manchester, quelle sgroppate contro napoli e inter, quei continui tiri alla Del Piero, punizioni, rigori, dribbling, esultanze e vittorie, la migliore stagione nel 1998 ed un pallone d’oro sfiorato, ingiustametne non vinto. Quel bimbo contento che ammirava il suo idolo, anche perchè era nato a novembre come lui, era dello scorpione come quel bimbo. Guai a chi mi toccava Del Piero, neanche dopo quel grave infortunio che ha fatto crollare la Juventus. Gli anni successivi tutti aspettavano Del Piero, tutti a criticarti ma io ho sempre creduto in te Alex, non ho mai smesso, sempre difeso. E quel gol nel 2001 al Bari…

Vederti nel 2001 con la fascia di Capitano è stato un grande orgoglio, una grande rivincita la tua, conclusasi con lo scudetto del 5 maggio 2002 e poi lo scudetto 2003, altra grandissima stagione, il gol per l’avvocato, il tacco nel derby e il gol al Real Madrid in semifinale.

Tra dolori e gioie sportive non ho mai smesso di vederti con occhi particolari, sempre con gli occhi di quel bambino del 1995. Soffrivo vederti in panchina ma sapevo che la partita l’avresti risolta o sbloccata o anche fatto un solo gol ininfluente per il risultato. Solamente leggere il tuo nome mi faceva sorridere. Gli scudetti 28 e 29, vinti sul campo.

Quel gol ai mondiali 2006, perchè un tuo gol in nazionale per me valeva di più… E poi la serie B, sentire il boato della gente perchè ti eri solamente affacciato dalla finestra dell’hotel, non scorderò mai quel momento, vederti ed emozionarmi. Vederti per la prima volta su un campo, un campetto, di B ed emozionarmi. Il 200° gol al “mio” Frosinone, il 300° e 301° gol in carriera con me presente allo stadio la prima volta a Torino.

Il ritorno in A, la doppietta al Real a Madrid, la standing ovation del Bernabeu che solo ai grandi va fatta, la standing ovation a Manchester per un’amichevole. Altre punizioni, rigori, dribbling, gol…la sofferenza insieme a te di questi 6 anni.

In quest’ultimo anno non aspettavo altro che il tuo primo gol ed è arrivato contro la Roma in coppa italia, uno dei tuoi sotto l’incrocio come solo tu sai fare, gioia, urlo e lacrime. L’emozione di un tuo gol per me è particolare, soprattutto quest’ultimo anno. La punizione alla Lazio, importante per il nostro campionato, per la vittoria finale. L’ottavo scudetto per te…

Il gol all’atalanta il 13 maggio 2012, lo meritavi, lo cercavi, la standing ovation dello Juventus Stadium, il tuo popolo, l’inchino a noi, il tuo grazie e il nostro grazie. Il momento più emozionante da quando sono Juventino.

Con te si chiude la mia prima epoca bianconera durata ben 19 anni (anche se i primi due anni non li ricordo bene), grazie per gli 8 scudetti vinti sul campo, grazie per la Champions e l’Intercontinentale, per il Mondiale, grazie per le gioie e sofferenze, per fortuna più gioie. Ci hai fatto gioire per 19 anni e piangere in un giorno… Adesso, quando sarò “grande” e mi chiederanno ‘chi era Del Piero?’, posso rispondere e raccontarti.

Sarai sempre il mio mito, per le tante emozioni che solo tu riesci a dare. Perchè mi hanno sempre chiamato “Del Piero” per una vaga somiglianza e ne ero contento. Perchè quando vedevo le tue interviste mi dicevano “eccolo che ora piange, eccolo con il suo amore” e gli occhi si illuminavano, perchè ti ho sempre visto e ti vedo sempre con quegli occhi di quel bambino del 1995.
Grazie Capitano, Grazie Alex.

Silvio Raponi

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