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Pulvirenti attacca Andrea Agnelli: «Parla come una zitella isterica» ” Cosa c’entra Andrea Agnelli con tutto questo?”

 

 Scritto da Luna23
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ROMA – «Le parole di Andrea Agnelli sulla mia nomina? Sono state più che altro una provocazione. Ha agito come una zitella isterica, e in astinenza». Così Antonino Pulvirenti, presidente del Catania,
ha risposto alle critiche del presidente della Juve dopo la rielezione di Mario Beretta alla guida della Lega di A, e la sua nomina a consigliere federale. «Agnelli dice che in Lega non mi si vedeva da dieci anni? Una provocazione» la risposta di Pulvirenti. «Piuttosto – ha aggiunto Pulvirenti – è stato il suo atteggiamento durante l’assemblea a risultare strano. Andrea Agnelli si è comportato come una zitella isterica e in astinenza. Dice che non è rappresentata in Lega la maggioranza del calcio? Quattordici società su 20 mi sembrano una bella maggioranza»Questa uscita del sig. Pulvirenti, per’altro mai smentita ci fa intendere che tipo di ambiente si trova nella lega calcio, il nostro Presidente, il dott. Andrea Agnelli, viene apostrofato e considerato pari ad una “zitella isterica in crisi di astinenza”. Mi meraviglio come la risposta di Agnelli sia stata quella di farsi una “grassa risata”, e mi meraviglio altresì di come i nostri terribili ed efferati avversari non siano all’altezza di una risposta seria,  e non di una scadente sottoculturata e sottoscolarizzata risposta. Entra il presidente del Catania persino nella vita sessuale del Presidente della Juve, supponendolo “in crisi di astinenza” inviterei il sig. Pulvirenti ad occuparsi della sua di vita sessuale, che è meglio, al nostro Presidente non  manca assolutamente niente.

Detto ciò, ho voluto riportare la dichiarazione prelevata dal web, per ragionare un momento insieme a voi, su questi “membri della lega”, se tale  è il livello delle persone che fanno parte di questo palazzo “aiuto si salvi chi può!” dico ma cosa c’entra Andrea Agnelli con questa gente?  ma avete visto che tipo è? Una persona che sa stare al mondo che ha ricevuto addestramento ed educazione decisamente superiore alla media. Basta,  ormai tutto è perduto e tutto è lecito, un’uscita simile andava come minimo sanzionata, e che siamo al bar sport? Dove tutti possono dire qualunque cosa.

Io spero che il presidente, il cui percorso di lavoro e di studio, il Pulvirenti lo vede con il binocolo, non gliel’abbia fatta passare liscia, purtroppo visti gli ultimi accadimenti temo che la cosa sia finita  lì. Ormai il calcio è diventanto parte di un inferno sociale la cui tirannide si manifesta in tutte le partite di campionato, avrete visto cosa è successo sabato sera, e com’è stata trattata la Juve dagli organi competenti  e legali del calcio. Oltre ad attaccare sempre la figura di Conte, sono stati coinvolti, Chiellini e Bonucci, Nedved e Marotta, che non ha neanche commentato, se non detto la verità: che l’arbitro sig. Guida veniva da Napoli o limitrofi .. ma questa è la verità ..cari giudici sportivi, e se un arbitro “non se la sente” stia a casa, non guadagni così tanti i soldi che non dimentichiamo arrivano dal Coni, e il Coni sono le nostre tasse, se non è in grado di arbitrare, altra irregolarità, visti i rigori non applicati, la partita andava rigiocata. Ma se il Guida non se la sente di dare rigori, figuriamoci rigiocare la partita. Prorpio per questo ambiente degradato, il Napoli troneggia: Abbiamo un nuovo nemico, una volta vedevamo solo l’Inter, oggi no, c’è il Napoli nemico di tutti. Questi signori, per far vincere lo scudetto al Napoli stanno facendo scendere  in campo tutte le forze possibili immaginabili, inventando, millantando, il Napoli è così potente da non presentarsi neanche alla premiazione della super coppa Italiana a Pechino. Grazie, bella figura .. perchè il Napoli oggi può tutto: insultare, millantare, fare esattamente quello che gli pare, e tutti a dire bravi! e mentre il Napoli  troneggia, la Juventus, viene condannata per molto meno rispetto alle malefatte del Napoli, subendo torti arbitrali di continuo.

Mentre succedono queste “belle cose”, la Juventus non si pronuncia ..incassa, buttando acqua sul fuoco, d’altronde, la Exor in un momento delicato come questo, ha altre priorità e preferisce stare a guardare senza commentare ufficialmente, mantenendo un self control invidiabile durante il galà del calcio di domenica scorsa e accettando ugualmente i prestigiosi premi destinati agli uomini della Juve, mentre l’aghiacciante giustizia sportiva preparava un cimitero tra espulsioni e multe.

Sapete che vi dico, che è una vergogna e  comincio a pensare che iscriversi ad un altro campionato, magari quello spagnolo,   così ci divertiamo, sia un’ottima soluzione.   D’altronde ..che ci facciamo qui? Non voglio assumere il ruolo della cattiva mai contenta, non è così .. ma posso dire di averne abbastanza di diseguaglianze di trattamento soprattutto verso di noi. Come al solito la sofferenza è tutta dei tifosi che sopportano tutti i pretesti per farci del male.

Che fare?

Fare fagotto e andarsene altrove, iscriversi ad un campionato che non è quello italiano, potremmo disputare, dove c’è gente che gioca a pallone sul serio,  Germania,Francia o Spagna,  insomma chi ci vuole .. per noi andrebbe bene, importante chiudere con questa vergogna casalinga chiamato campionato italiano.A proposito dei fatti di sabato scorso, sottolineo che io sto con Conte, anche se pesantemente criticato,per la richiesta di spiegazioni nei confronti di un arbitro inadeguato, mi dispiace ha ragione lui, che sta subendo ingiustizie e “schifezze” di tutti i tipi. Basta con le ipocrisie, le serate, i premi fasulli, le scemenze televisive, i falsi complimenti, facciamo come gli altri, non andiamoci più ..smettiamo di alimentare un atteggiamento falso e ipocrita, anche noi un giorno dovremo dire NO! Noi non ci stiamo più!

Dichiarazione di Andrea Agnelli. 22 agosto 2012

da www.Juventus.com

L’odierna sentenza della Corte di Giustizia Federale conferma i peggiori sospetti sulla vicenda che ha coinvolto Antonio Conte, per fatti asseritamente avvenuti quando egli era tesserato per altra società. Per molti mesi ho osservato questa situazione con incredulità, accompagnata da un crescente sconcerto, per una giustizia sportiva che somiglia sempre di più ad una caccia alle streghe. Oggi la misura è colma: in presenza di una vittoria giuridica lampante, cioè il proscioglimento per l’omessa denuncia di Novara-Siena che ha fatto emergere le contraddizioni e le ritrattazioni ad orologeria di un “pentito” interessato solamente a sgravare la sua posizione personale, si è deciso di uccidere la logica e di applicare in modo arbitrario una sanzione addirittura raddoppiata.

In sostanza dopo mesi e mesi in cui abbiamo sentito tale Filippo Carobbio raccontare che il suo allenatore avrebbe addirittura invitato a pareggiare una partita nel corso di una riunione tecnica, oggi si scopre la totale innocenza di Antonio Conte su quell’episodio, ma ci si rifugia nella seconda contestazione (Albinoleffe – Siena) per applicare la stessa pena del primo grado, con buona pace della verità, dell’aritmetica e della giustizia. Quella vera.

Per mesi ho dovuto sentire le lezioni, provenienti da membri delle istituzioni e illustri opinionisti, che invitavano alla fiducia in un sistema di giustizia sportiva che, in assenza di prove riscontrate, si accontenta di celebrare processi sommari con tempi asimmetrici, caso per caso, filone per filone, forse persona per persona o peggio società per società, e con modalità barbare che non trovano cittadinanza in democrazia. Non solo: questo sistema brandisce dapprima il patteggiamento come facile via d’uscita in spregio al sentimento di giustizia del singolo, salvo poi rifiutarlo immotivatamente.

Ribadisco il mio pieno sostegno personale e quello della Juventus ad Antonio Conte e ad Angelo Alessio, che si trovano a lottare contro tale sistema, che deve essere riformato dalle sue fondamenta. Confido che gli organi di giustizia del C.O.N.I. , cui con urgenza si farà ricorso, sappiano porre rimedio a questa profonda ingiustizia, che tra l’altro ha creato e crea un danno anche alla società, che dovrà fare in questo senso le sue opportune valutazioni e quantificazioni.

Antonio Conte, come già più volte ribadito è e sarà l’allenatore della Juventus, che dopo aver vinto la Supercoppa Italiana meritatamente, suscitando nuove invidie e risvegliando vecchi “anti-juventini” militanti, si appresta ad affrontare compatta una stagione impegnativa in Campionato, in Champions League e in Coppa Italia.

Chi pensa che le vicende giudiziarie di questa estate possano condizionare la nostra stagione, ha fatto male i suoi conti.

Dichiarazione di Andrea Agnelli. Da Juventus.com

02 agosto 2012

Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale.

Per molto tempo e con grande senso di responsabilità la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati.

Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non può essere accettato.

La decisione di ieri della Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC, che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento già ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Rilevo nuovamente l’incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all’onorabilità.

La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio.

Sarà una stagione complessa ed impegnativa, ma la concentrazione sulle prestazioni in campo della Squadra da parte di tutto il nostro ambiente rimane alta con l’obiettivo di confermarci vincenti a maggio 2013.

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1 – Le nuove maglie.

nera non mi piace. non mi piace soprattutto la scritta “30 sul campo”. quando dissero che serviva a ridestare le coscienze sopite in europa su calciopoli, immaginai l’interesse che ciò avrebbe suscitato in un tifoso spagnolo o belga allo stadio tra un vaffa e l’altro dopo una settimana di lavoro. e magari a digiuno di italiano. meno male che la uefa la pensava come me. o forse non si fidava delle traduzioni in inglese che facciamo in italia.

2 – Le parole del Presidente Agnelli alla presentazione delle maglie.

fortebraccio anni fa coniava e riciclava sempre la stessa battuta su cariglia, “s’è fermata la macchina e non è sceso nessuno. Era cariglia”. beh, i discorsi del presidente in tal senso inducono alla tentazione sempre. agnelli mi sembra che voglia far carriera in lega. altrimenti non si giustificherebbe l’elogio che ha fatto della ripartizione collettiva dei diritti se non con un colpo di sole. in un certo senso fa bene ad aprirsi varchi nel potere. però questo significa che è solo e sotto questo profilo sta meglio il milan che ha conservato galliani anziché ibra con tutta la sua agenda e magari gli affianca giraudo per riprodurre ricchezza. sta meglio il milan perché ha già il potere mentre noi dobbiamo aspettare che agnelli impari col nostro di tempo e sulla nostra pelle.

3 – Fa piu’ ”paura” il Milan con Ibra e Thiago oppure il Milan che ha 65 milioni di Euro da spendere.

il milan fa paura comunque perché noi si pensava e si pensa tuttora ci sia di meglio da fare.

Abbonamenti troppo cari, Presidente così non va.

Sono stato molto critico negli ultimi tempi nei confronti di Andrea Agnelli. Ci tengo a precisare che non è stato sempre così. Ho fatto di recente un riassunto che ho pubblicato su Facebook, delle principali azioni fatte dal Presidente in questo suo breve mandato e ne è uscito un bilancio più positivo che negativo. Tuttavia ultimamente alcune decisioni a livello dirigenziale non le riesco proprio a digerire. Sulle stelle mancanti abbiamo ampiamente discusso ma ci tengo ad aggiungere due cose: 1 – non è stata una provocazione e se lo è stata non ha colpito nel segno, tanto è vero che abbiamo avuto non solo l’avvallo dal ”palazzo” ma addrittura i complimenti per la scelta di non metterle; 2 – Se qualcuno ci ha visto una qualche trattativa per alleggerire la posizione di Buffon , Conte e Bonucci a riguardo delle inchieste in corso, anche questa mi pare un’ ipotesi campata in aria, in quanto continuano ad uscire in maniere molto insistente notizie sulla posizione ”grave” del nostro mister. Ma mettiamo da parte questo discorso e parliamo di ciò che veramente mi ha mandato su tutte le furie, e questo è l’esagerato rincaro dei prezzi degli abbonamenti per la stagione a venire, nonostante il periodo di grave crisi che attanaglia l’Italia. Tanto per capirci , parliamo subito di prezzi. Le curve sono passate da 275 euro a 350 per i rinnovi e a 390 euro per i nuovi abbonati, con un aumento del 27% nel primo caso e addirittura del 42% nel secondo. I ridotti under 16 (quindi i bambini per intenderci), sono passati da 140 a 175 -195 euro. La tribuna family da 400 a 535 (575 per i nuovi), anche qui con aumenti intorno al 40% e oltre. Non so in questo caso cosa s’intenda per ”family”, forse sarà per intendere le ”family” della collina torinese, non certo le famiglie popolari. Di questo passo una famiglia media composta da due adulti e due bambini sotto i 16 anni, se non saranno previsti ulteriori pacchetti sconto, in curva può arrivare a pagare 1170 euro. Praticamente uno stipendio medio di questi tempi. Questo per 19 partite (ma forse verrà escluso il Derby e saranno 18), per la Champions e la coppa Italia, bisognerà tirare fuori altri soldi. Visto il rincaro, che è in media fra il 30% e il 40% non oso pensare cosa costerà il biglietto per un singolo evento. Preparatevi. Si era detto in fase di presentazione del nuovo stadio che il pubblico era il dodicesimo uomo in campo e così è stato, si era detto che questo doveva esser lo stadio delle famiglie e così è stato. Quest’anno. Peccato che per l’anno prossimo, la società ha mostrato di non aver a cuore nè le famiglie e nè tantomeno il dodicesimo uomo in campo. L’idea che passa dalla Juve è questa: ” Abbiamo un prodotto appetibile e che funziona e lo vendiamo al prezzo più caro possibile, se vi sta bene è così altrimenti niente stadio”. Mi spiace Presidente avrei voluto tanto abbonarmi ma siamo in 4 in famiglia e dato i tempi, preferisco fare la spesa.

Alessandro Magno

La mia opinione sulle tre stelle

E’ notizia di questi giorni che la società, nella persona del direttore sig. Calvo, avrebbe optato per sostituire le tre stelle sopra lo stemma con la scritta #30sulcampo. Subito tra i tifosi bianconeri attivi sul web ci sono stati pareri(tanti) discordanti tra loro, tifosi ottimisti e fiduciosi con altri delusi e pessimisti per il futuro. Comincio col dire che la scritta è scorbutica, provocatoria anche se sono stati sbagliati i tempi della comunicazione dato che inizialmente si era promessa un’altra cosa e ci si era orientati subito sulla #terzastella. Agnelli ha sbagliato a parlare subito di terza stella in tempi non sospetti, in preda all’euforia della propria figura di presidente-tifoso che l’ha spinto a promettere una cosa non fattibile. Sarebbe stato più giusto, da parte della Juve, far metabolizzare ai tifosi questa scelta con interventi mediatici più soft di quelli del direttor Calvo. Comunque, è una scelta più rivoluzionaria della terza stella stessa, costretti dagli eventi che ci hanno portato a farlo. Testimonia l’ufficiale distacco dalla #FIGC e dalle sue regole anche quando queste ci negano di poter mettere le legittime 2 stelle. La scritta sotto lo stemma non passerà inosservata come potevano esserlo le stelle tanto scontate quanto normali. È una vera forma di protesta che farà parlare molto, sul campo e fuori. Noi abbiamo inventato le stelle e noi abbiamo deciso di non indossarle più per il valore ed il significato che essere hanno ricoperto sino ad oggi, del tutto calpestato. Abbiamo rivendicato la nostra autonomia. è comunque qualcosa che è partito da noi. Come all’epoca stabilimmo che l’uso di stelle distintive avrebbe stabilito una gerarchia d’importanza e di prestigio dovuto alle vittorie tra le squadre, così le stesse, dopo calciopolipost2006, hanno perso tutto il loro valore. è una mossa delegittimazione delle stelle che altri continueranno a portare, che costringe la Figc a limitarsi a semplici commenti d’invidia o di disapprovazione. #30sulcampo non ce li ha nessuno.
La mossa delle #30sulcampo, comunque, può anche essere visto in un’ottica strategica: è stata intelligente perché c’è di mezzo il processo sul calcioscommesse che vede indagati Conte e Bonucci con Pepe e Buffon ai margini. 4 membri della nostra squadra. È un compromesso, scomodo ma pur sempre un compromesso. è un aggiustamento in corso. Meglio la rinuncia ad un simbolo(sostituito dalla forza delle parole di una frase che nessuno può togliere) che a quattro pilastri fondamentali per la prossima stagione. Evitando ripercussioni. E c’è sempre quella macchia che è Calciopoli, alla quale dobbiamo fare attenzione perché abbiamo tutte le ragioni del mondo per poter vincere anche in sede penale.
In molti hanno criticato l’aggiunta “sul campo” poiché è una specificazione che non si dovrebbe fare ma il riferimento è sicuramente ai cartonati assegnati da Guido Rossi agli Onesti che sono diventati un altro per vincere Scudetti? A me piace pensare all’idea che questa FIGC non si combatte con le rivendicazioni in stile Moratti, con i tira e molla come avrebbe potuto essere la diatriba sulla #terzastella. Sarebbe stata una formatura maggiore quella di continuare ad indossare maglie con due stelle rimanendo indifferenti di fronte alla realtà dei fatti.
Altro punto toccato è quello delle stelle presenti allo Stadio che stonano con la maglia prive di esse: l’idea di fondo credo sia quella di mantenere le stelle come SIMBOLO PRINCIPALE, almeno in casa nostra, ma rimarcare lo stesso significato in un altro modo, sulle maglie, dal momento che si andrebbe incontro ad una multa di 443mln. Alcune reazioni esagerate da parte di tifosi bianconeri probabilmente spiazzati ha portato a delle momentanee divisioni interne alla tifoseria. Più che pensare a noi, dovremmo pensare che, dall’esterno, è vista come una grossa provocazione che assumerebbe contorni più evidenti se solo tutti noi tifosi fossimo uniti e compatti. Ragazzi, una scritta del genere non l’ha messa mai nessuno, tutti la scorgeranno, la leggeranno, la commenteranno. Le tre stelle, grazie alla scritta, non moriranno mai. Sarò l‘ennesimo, ma lo dico: seppur sia giusto avere pareri differenti, dividersi come accaduto per il caso Del Piero non è da tifosi veri. C’è da capire solo che risvolti avrà la questione delle toppe aggiuntive sulle maglie con due stelle già smistate nei magazzini dei maggiori centri Nike e che maglia indosseremo in Europa dal momento che, quella con la scritta, la Uefa ha già detto di non accettarla. Pecca. Qui la società deve stare attenta e chiarire una situazione che potrebbe rivelarsi ingarbugliata.

Eldavidinho

Piuttosto che una terza stella così, piuttosto!


E’ di oggi la notizia secondo il quale la nuova maglia della Juventus non recherà la tanto agognata (e sognata) terza stella ma una non meglio precisata scritta sotto il logo (o sotto lo scudetto) del tipo ”trenta” oppure ”trenta sul campo”. La prima cosa che mi viene in mente così a umore è che se questa è la sorpresa del Presidente Agnelli è una sorpresa assai amara. Della serie come quando ti regalano una cravatta che fa schifo e che non ti metterai mai. Se è questa la sorpresa direi che era meglio non averla. Mi spiego: da tifoso nè io e nè tanto meno tutti gli altri crediamo di non saper contare, di conseguenza sappiamo, e lo sapevamo pure prima, che i nostri scudetti vinti sul campo sono 30. Il che significa: non avevamo bisogno di alcun promemoria. Fra l’altro non si capisce perchè oggi dovremmo mettere ”trenta” quando ieri non abbiamo messo ”ventinove”, che si , sarebbe stato qualcosa con un significato davvero importante. Se poi questo ”trenta” come leggo da qualche parte sarebbe un monito, un vanto nei confronti dei nostri avversari la cosa a mio parere, è pure peggio. Sarebbe un poco come uno che si è fatto la galera da innocente ed esce. Se non c’è una revisione del processo, se non viene unanimamente riconosciuto come innocente, è e sarà sempre colpevole. Per tutti. Hai voglia a dire che non lo sei, hai voglia a scriverlo sui muri a lettere cubitali o a scrivertelo in fronte. Sei e sarai sempre colpevole e non c’è nessuna legge che dirà il contrario. Sarai sempre trattato come un colpevole. E se vai in giro con la scritta in fronte ”innocente” fai pure la figura dello stupido. Ecco perchè fra l’altro son belle da vedere le scritte 30 sullo Stadium con le tre stelle sullo scudetto, ma pur sempre lasciano il tempo che trovano. Puoi scriverle anche sulla tazza del cesso (cit.) non è li che servono ma sulle maglie e nella bacheca (quella ufficiale).

A scanso di equivoci voglio subito diradare i sospetti di qualcuno che magari adesso pensa che stia facendo un attacco alla persona di Agnelli. Andrea Agnelli è un ottimo Presidente e un ottima persona che fino ad ora ha fatto tanto. In questo frangente però a parere mio, e se così fosse, ha sbagliato perchè non è prudente promettere cose che poi non si possono mantenere. Attenzione, chi mi legge sa benissimo che io lo dico fin dal primo giorno che le stelle non ce le facevano mettere, per cui lo dicevo prima e lo dico ora. Per me è una semplice constatazione. Non andavo scrivendo prima ”questo è il mio Presidente” come non scriverò ora che non lo è. Io mi sforzo di restare come sempre il più possibile razionale, non lo scrivevo neppure di Gianni o Umberto Angelli: ”Questo è il mio Presidente”, mica vuol dire che non fossero dei grandi o non abbia stima di loro. Anzi mi spingo più in la, a quelli diciamo più umorali che ad esempio han fatto una questione di lana caprina attaccando Del Piero per aver detto in sostanza che: ”gli scudetti ne abbiamo vinti 30 ma ce ne han assegnati 28” dico adesso di non fare uguale con Agnelli ammesso che ne avessero il coraggio. Lo dico agli ”umorali” ma pure …diciamo gli altri. A parere mio, il Presidente a volte è troppo tifoso e commette errori di questo genere a parlare da tifoso. Sulle stelle era tutto abbastanza chiaro fin dall’inizio, mi sarei aspettato che provasse a fare una forzatura , mettendole sulla maglia così come mi aspettavo che la Federazione non le approvasse. Allora si in quel caso lo avrei applaudito e sarebbe stato chiaro che la Juve voleva metterle ma non gliele hanno fatte mettere. Piegarsi prima non è mai bello. Se poi sei Juventino e quindi sei abituato a non piegarti mai la cosa è pure peggio. Ripeto a questo punto era meglio non prometterle. Ero contrario a stelle stilizzate o nel logo figuriamoci a scritte. Da quando le scritte hanno qualcosa di ufficiale nel simbolisimo delle vittorie? Suvvia! Occorre avere rispetto della maglia. La maglia è una divisa , è un armatura. Con la maglia si va nella battaglia. La maglia è una questione di stile ma non è una questione di moda. La maglia è una cosa seria. ”Trenta” o terze stelle fittizie non ne voglio. Addirittura avevamo tre stelle ora neanche una. Era meglio due stelle come prima, continuando le nostre battaglie nei tribunali di dovere. Quando ci sarebbero stati restituiti gli scudetti avremmo messo la terza stella come andava messa. E’ come se per punire la moglie ci fossimo tagliati…… le stelle.

Alessandro Magno

Neanche il cielo

Brutta cosa, la speranza.

L’ineluttabilità di certi momenti dovremmo metabolizzarla prima che essi accadano, dovremmo cercare di guardare la realtà prima che si presenti nella sua forma più crudele.

Dovremmo…

Bella cosa, la speranza.

Ti fa vivere anche l’ultimo istante con la convinzione che qualcosa possa ancora cambiare, che il tempo possa contraddire se stesso e offrirsi ai desideri.

Desideri….

Protagonisti e spettatori dell’eterno duello, Sturm und Drang contro classicismo, finito contro infinito, dicotomia contro antinomia, nessun Pirandello ad unire flussi e forme.

L’ultimo atto va in scena, nessun ripensamento, un amore folle spezzato, ha vinto la luna, ma tu sei il cielo, o forse di più.

Caro Andrea, ieri non mi hai privato di un calciatore, mi hai strappato un sogno.

 

Massimo Gizzi

Del Piero per sempre.

Sai la gente è strana, prima si odia e poi si ama. Cambia idea improvvisamente…. quando la moda cambia, lei pure cambia…..senza serietà come fosse niente……Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo, un punto sei, che non ruota mai intorno a me,  un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore. Tu……(Mia Martini).

Tutto deve passare cosi è la vita. A volte in certi passaggi si può fare di meglio, io penso di si. Non ce l’ho con il Presidente anche se una deroga a Del Piero io l’avrei concessa. Non è colpa di Andrea Agnelli  se altri prima di lui per assenza di un carisma che gli consentisse di  tenere insieme il popolo juventino nel momento peggiore della loro storia, hanno scelto di delegare ad Alex questo compito nobile, arduo e ingrato allo stesso tempo. La famosa frase pubblicata su tutti i giornali: ”Un cavaliere non lascia mai la sua signora”, non fu idea di Alex ma di quella dirigenza ricordata non proprio per avere grandi capacità. Dicevo non ce l’ho con il Presidente che probabilmente anche giustamente ha deciso di riportare le cose nel giusto ruolo, perchè un giocatore non può sostiutirsi ad una squadra. Questo lo capisco. Capire però dovrebbero quelli che in questi giorni hanno criticato Del Piero dicendo che fosse lui ad aver voluto tutto questo. Sbagliato. Alex si è prestato. Certo a chi non farebbe tanto piacere avere tanto onore? Ma altri si sono rifiutati  e loro si hanno fatto bene i loro comodi. Per il nostro bene Alex ci ha tenuti uniti quando altri non avevano le palle per farlo.

E’ stato il Generale che mentre noi eravamo lontani da Roma e la stessa bruciava, ci ha tenuto insieme nelle battaglie. Mentre a Roma facevano la politica noi facevamo la guerra, uniti come fratelli. Come Ezio contro Attila. Non abbiamo tradito Roma e non la tradiremo mai, ma Roma che prima ci ha utilizzato ora ci ha guardato con non poca diffidenza. Questa è stata una brutta cosa. Pazienza, nella nostra lealtà totale non abbiamo marciato contro. E’ bene aggiungere che all’ analisi finale quasi tutti gli Juventini non hanno tradito il loro Generale. Ero in piazza Castello a Torino fra i 400 mila a festeggiare e ho visto il tributo ai giocatori e al Capitano. Ho visto, sentito e cantato il nome del Capitano. Ero con gente che veniva dallo stadio e aveva assitito ad un tripudio di cuori e di lacrime. Al più caloroso addio a una squadra che io ricordi, finanche perchè non preparato. Al giro di campo durante una partita più clamoroso che io abbia mai visto in vita mia. Diciamolo: in quel momento non fregava a nessuno della partita. In quel momento c’era solo da omaggiare il nostro Generale che era sceso per l’ultima volta nella sua (nostra) Arena. Non ce l’ho con il Presidente ripeto, forse è giusta la sua scelta. Ce l’ho con quella parte del tifo che a mio parere ha voltato pagina troppo presto. Ce l’ho con chi solo un anno fa gridava il nome di Del Piero e ora gli ha voltato le spalle. Ce l’ho con chi solo per un attimo ha pensato di fischiarlo allo stadio. Questi ultimi poi sono 4 gatti sfigati e glielo dico e non mi frega nulla se si offendono. Vi dovete solo vergognare per aver pensato anche per un solo momento uno squallore simile. Lo stadio ha emesso la sua sentenza ieri: siete un esigua minoranza. La Curva Nord, secondo anello, ha scritto: ”Del Piero non è importante è l’unica cosa che conta”. La Curva Sud dove c’e’ ‘chi comanda’ ha omaggiato con 20 minuti di applausi scroscianti.. Amen. Zitti. Fatevene una ragione. La Curva ama la Juve ed ama il suo Capitano. Roma e il suo Generale. Le due cose sono insicindibili,  non sono contrapposte, fanno parte della stessa storia, della stessa famiglia. Agnelli non vi ha chiesto di odiare Del Piero, neppure una volta. Ha preso la sua decisione come è nelle sue mansioni e nelle sue responsabilità, ma voi vi siete subito ugualmente schierati dalla parte forte. Certo molto facile questo. Molto comodo ancorchè poco coraggioso. Molto più difficile mettersi dalla parte di un figlio di un elettricista rispetto che al figlio di uno che possiede magari delle centrali nucleari. Lo capisco ma non lo apprezzo. Sarà perchè pure io son figlio di un maestro di scuola, sarà perchè anche io come Del Piero sono cresciuto in mezzo alla strada, in mezzo alla gente normale. Alex deve andare….e va bene mi piange il cuore, ma lo capisco. Alex come Garibaldi a Teano risponde ”Obbedisco” ma come Garibaldi non è contento, perchè come Garibaldi sa che si poteva fare di meglio. Mi auguro solo che il suo esercito non venga mandato al forte di Fenestrelle come è succeso ai Garibaldini. Grazie a Dio Andrea Angelli non è Vittorio Emanuele.

Sono sicuro che il Presidente farà una grande Juve, lo stà già facendo, perchè è un ragazzo in gamba e ha carisma. In soli due anni ci ha già riportato a vincere lo scudetto. Una gran cosa.  Lo ammiro, anche se non sono disposto ad ammainare i miei sentimenti in forza di uno scudetto seppure bellissimo. Come molti di voi sono un po triste e un po felice.  Chiedo solo umilmente al Presidente, che possa fare rientrare nei ranghi il nostro Generale quando smetterà. A Del Piero ho due sole cose da dire, la prima è la più importante : Io non ti ho tradito. La seconda vorrei che tu la prendessi come la mia carezza sul tuo viso.  Spesso inzio i miei articoli con una canzone, per te Alex chiudo anche con una canzone, non l’ho mai fatto.  Si tratta di Hey Jude la canzone che Paul Mc Cartney scrisse per la pena che provava a vedere il piccolo Julian Lennon, abbandonato da suo padre John. Questa canzone fa:

Hey Jude don’t make it bad, take a sad song and make it better. Remeber, to let her into your heart, then you can start to make it better…… And anytime you feel the pain hey Jude refrain, don’t carry the world upon your shoulders for well you know that it’s a fool.

Hey Jude non essere triste,  prendi una canzone triste e rendila migliore.  Ricorda di lasciarla entrare nel tuo cuore, così potrai  iniziare a renderla migliore…. E ogni volta che senti dolore hey Jude, trattieniti.  Non portare il peso del mondo sulle tue spalle, perchè lo sai bene che questo è folle. (The Beatels).

Alessandro Magno

La pace fasulla

E anche questa volta, i nostri ormai acerrimi nemici hanno girato le carte in tavola da buttarci addosso la colpa di tutto, come ai vecchi tempi, complimenti a noi e alla direzione della società che c’è cascata come un allocco.

Le reazioni del dopo Milan-Juventus sono note, ho già espresso la mia opinione e non desidero ripetermi, però non accetto che il presidente della Juventus abbia telefonato a chi ci ha accusato di “reati non commessi” “per fare la pace” (ma quale?) per me è stato troppo e vi giuro che ho “Grippato” come un vecchio motore. E’ anche vero che il sig. Galliani ha una certa età e per buona educazione,( ferrea, rigida e militare, in casa Agnelli) chi è più giovane deve andare incontro verso chi non lo è più, ma questo gesto, significa legittimare un aggressione a chi onestamente e pacatamente oltre ad essere ospite si stava guardando una partita in un religioso silenzio.

Le accuse sono chiare: “la Juventus ha orchestrato un teatrino che ha montato prima e smontato subito dopo” “Se è stato annullato il gol a Muntari è colpa della Juventus”. Adesso basta, non so gli altri tifosi, personalmente ne ho le “scatole piene” di dover ascoltare le scuse della Juve per non aver fatto niente.

Eppure speravo in altro, mi sembra questa direzione, appena le si abbaia contro, abbassi le orecchie e chini il capo, no, così non va. Sono la prima a criticare Conte quando non propone una formazione che funziona solo nella sua fantasia, e non gliene lascio scappare una, neanche mezza ..ma per quanto riguarda la sua squadra ha sempre preso una posizione, quella giusta, che cade in contraddizione con una dirigenza e ahimè proprietà che si spaventa per un alito di vento.

Mi chiedo perchè? Dove sia finita la nostra autostima, sembriamo la squadra dell’asilo picchiata dai ragazzi di prima elementare, è indecente vederci in queste condizioni, e la proprietà che fa? Telefona e chiede scusa ..ma per cosa? Per i diritti televisivi? O perchè la Exor vuole così?

Beh io non sono contenta, e spero che quelli come me, si facciano avanti e rifiutino questo servilismo, possibile che non abbiamo la forza di continuare da soli? Che ci servono le alleanze? Le scuse di Galliani, che oltre a non aver sentito, non mi convincono affatto e si vede che sono state effettuate a denti stretti ma più per i giornali che per convinzione, non erano accettabili.

Nel calcio l’amicizia non esiste e non credo nelle alleanze possibilii, e a che prezzo? Possono esserci rapporti di buon vicinato ma null’altro, i fatti di Milano sono stati molto gravi e non ricucibili mi aspettavo che la società imponesse il suo punto di vista difendendo la posizione, invece no, siamo irrimediabilmente caduti nell’oblio nell’essere noi ancora una squadra di serie B in serie A. Forse con tutti i suoi difetti, era meglio la B, che trattati come ragazzini con il moccio al naso a cui si dà un calcio e si dice “pussa via …”

Come penseremo di recuperare il rispetto se continuiamo a dire sempre sì? Cosa dovranno ancora passare i tifosi per non assistere a degli spettacoli penosi come quello accaduto sabato scorso?

Mi piacerebbe avere delle risposte.

Luna23

 

 

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