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È tornato o non è mai andato via?

Il portierone della nazionale italiana e della Juventus Campione d’Italia è tornato ad essere l’uomo simbolo di una squadra rinata. Tra difficoltà ed errori di percorso.

“Dopo il Mondiale è la mia gioia più bella, sportivamente parlando, e finalmente dà un senso al fatto che il sudore e il lavoro pagano. Ci ho sempre creduto ma credevo fosse un 80% retorica ed un 20% verità. Dopo questo Scudetto, posso dire che un 80% è verità e un 20% retorica”. Parto da questa dichiarazione fatta da Buffon dopo la partita di Trieste per mettere in evidenza una delle note più liete della stagione: la crescita umana del portiere di Carrara. Prima di questo Scudetto è evidente come le vittorie siano state raggiunte giocando in squadre già attrezzate per vincere. Con la discesa in Serie B e accettando questa sfida, Buffon si è reso conto di dover metterci qualcosa di più della semplice professionalità per poter tornare ad emergere e vincere. Le sue prima stagioni post-Calciopoli, infatti, sono state caratterizzate da un rendimento notevole. L’unica cosa che gli mancava era quel riscatto morale e caratteriale che ancora doveva arrivare con indosso i colori della squadra che ha deciso di amare per tutta la vita. Il Buffon-trascinatore è stato quello che gli ha permesso di raggiungere il trionfo che cercava e che lo avrebbe definitivamente soddisfatto. Non so se mi spiego. L’impressione è che a Buffon mancasse, in carriera, la vittoria di uno Scudetto come questo, dal sapore unico; gli altri sono arrivati quasi in modo ‘scontato’. Eccolo, finalmente, il coronamento di un sogno. La risposta che dà a Pepe, in aereo, al ritorno da Trieste(“Sono quelli come te, Simo, che mi hanno insegnato a vincere”) dimostra come Buffon sia pienamente preso da questa Juve piccola, operaia, per la maggior parte fatta di gente che non aveva vinto nulla prima d’ora in vita sua, che sente più delle altre vissute precedentemente, appunto. Dopo l’errore contro il Lecce, Buffon ha scoperto di avere alle sue spalle, nella curve di tutti gli stadi d’Italia, dei tifosi Veri ad incitarlo. Li ha scoperti come si scoprono e si distinguono i veri amici dagli altri amici nei momenti di bisogno. I suoi tifosi amici hanno deciso di lasciarsi indietro la svista contro il Lecce, di cancellare tutto e di riporre piena fiducia nel portierone che da sempre fa le fortune della squadra. Hanno continuato ad incitarlo e a dargli stimoli, stimoli nuovi. Giocare ad appena tre giorni dal masochistico errore ha aiutato Buffon a far leva sul pronto e immediato riscatto senza neanche avere il tempo di mugugnarci su o piangersi addosso a tre giornate dall’obiettivo finale. “Mi sono tolto un peso dopo il pari col Lecce. Gioia come il Mondiale. Ad Agosto qualche milanista non credette alla mia previsione scudetto, mi risero in faccia ed io rimasi male, molto male. Quando mi prendono in giro non mi piace”. E a chi piace, tenuto presente che la Juve ha vinto? In estate, però, c’era da stigmatizzare quella paura cronica che tutti si portavano addosso da 6 lunghissimi anni, compreso lo stesso Buffon. In un solo anno Gigi ha superato gli infortuni, ha ritrovato feeling in campo con i compagni, è tornato “uomo simbolo” fuori ed ha stretto rapporti duraturi con la società, intenzionata a proporgli un contratto a vita.

Meritato, perché quando si parla di Buffon, i numeri non costituiscono l’eccezione, bensì la regola. Con 35 presente stagionali e 3329 minuti giocati, Buffon ha raggiunto l’ 84,8% dei passaggi riusciti, risultando il portiere più tecnico e manovriero del panorama europeo oltre che la media di 14,3 passaggi a partita, tenendo conto del suo ruolo non propriamente portato alla distribuzione del gioco. Eppure. Conte lo ha migliorato anche in questo, nell’utilizzo dei piedi(spericolato, nel caso…) anche se pressato, anche a costo di sbagliare. Obiettivo principale, quello di far ripartire l’azione dalle retrovie per invitare l’avversario al pressing alto sui nostri difensori e indurlo a scoprirsi dalla zona mediana del campo in giù, con la conseguente creazione di spazi attaccabili a campo aperto. 568 minuti di imbattibilità, dal gol di Di Vaio Bologna a quello subito da Mauri, nella gara contro la Lazio allo Juventus Stadium. Un mese di ordinaria amministrazione, 6 partite consecutive senza subire una rete. In totale, la Juventus ha subito solo il minimo storico di gol, 20. Di cui solo 16 Lui. Si è fatto trovare sempre pronto in tutte le partite in cui ha dovuto scaldare i guantoni anche solo per una volta. Ha costituito con gli stessi ragazzi dello scorso anno(e la sola aggiunta di Lichtsteiner e Caceres) il muro, la diga sulla quale Conte ha cominciato a depositare sin da subito le proprie fortune. Tutta la retroguardia con Gigi indiscusso leader, è ripartita in estate dal ritiro di Bardonecchia con voglia di rivarsa e con umiltà, senza troppe pretese sterili(ma non assurde) con l’obiettivo di dimostrare che il pacchetto difensivo che costituisce pure quello della Nazionale non è quello visto l’ultimo anno. Si è preso le sue responsabilità ed ha ricambiato la fiducia(indiscussa) del mister con le prestazioni, caricandosi sulle spalle tutte le responsabilità di una stagione che si sarebbe potuta rivelare clone delle ultime due ma che, invece, non lo è stata. Non è stato lo spirito uguale agli altri anni; hanno pagato il sudore, l’abnegazione, il sacrificio, l’umiltà. Hanno dato i loro frutti, come auspicava e sperava Conte.

La certezza che “Buffon porta almeno una decina di punti in più a campionato”, diventata col passare degli anni e con l’avvento delle vicissitudini di squadra sbiadita sino ad essere presa per una leggenda metropolitana, oggi ha ritrovato tutto il suo significato, in tutto il suo splendore. Fa niente se fuori dal campo lo si accusa di fare uscite a vuoto e di essere sempre fuori dai pali nel momento delle interviste; quello del campo è ancora il numero uno al mondo.

eldavidinho

Juve, ripartiamo dalle cose positive

Tristezza per favore vai via tanto tu in casa mia…no non entrerai mai.
(Ornella Vanoni).

(Di Alessandro Magno) Juventus-Lecce non è stato solo l’errore di Buffon. Vero che senza di quello il Lecce non avrebbe mai segnato, ma quello è stato solo la punta dell’iceberg.
L’atteggiamento è stato sbagliato fin dall’inizio. Troppi dribbling di Buffon, troppi colpi di tacco di Quagliarella, Vucinic, addirittura Bonucci. No no ragazzi così non va. Nessun tiro dal limite, nessun angolo battuto in area. Sempre a voler far gol entrando in porta con la palla. Cambi alla vecchia maniera di Conte, cioè in colpevole ritardo. Quaglia e Vucinic abulici, e avevano di fronte una difesa che ha preso più di cinquanta gol. Tutte le partite sono  difficili ragazzi e non siamo questi fenomeni che ci possiamo permettere di metterci a cazzeggiare.
Anche fra tifosi, troppe feste, troppi discorsi su presunte e premature stelle, troppe maglie che girano già con lo scudetto in petto e addirittura la Coppa Italia. Certo mettiamoci anche la Champions dell’anno prossimo sulla manica e magari l’intercontinentale sotto il colletto. Ma ragazzi scherziamo? Prima si vince e poi si parla. Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, diceva il Trap.
Questo è quello che è stato fino a ieri, tuttavia io dico e credo che nulla e’ perduto. Ripartiamo dalle cose buone come ho detto nel titolo, anche ieri una sola squadra in campo col Lecce che non ha mai tirato in porta.
Recuperiamo quella ferocia e determinazione che abbiamo avuto fino a Novara. Ieri il primo tempo poteva finire anche 2-3 a zero ma non è stato cosi. Chiudiamo le partite.
Conte, mio caro grandissimo mister, cerca di considerare anche Del Piero fra gli attaccanti perché Alex i gol li sa fare e davvero non serve fargli fare 10-12 minuti.
Checché ne dicano gli antidelpieristi che pure ieri han avuto da ridire nemmeno se questo avesse la bacchetta magica da risolvere ogni situazione con 2-3 palloni che tocca. Oltretutto la presenza di Alex in campo è presenza “pesante” per avversari e compagni. Non per niente Alex è stato il primo e il solo ad andare a consolare Buffon mentre tutti guardavano chi a terra e chi per aria, segno di una qualità umana degna di un vero Capitano. Ripartiamo dal nostro pubblico che ieri è stato grandioso soprattutto dopo la papera di Buffon e ha continuato ad applaudire la squadra.
Non so se l’Inter ci farà qualche favore ma so che se la Juve giocherà come sa e finalizzerà il giusto, noi possiamo vincere entrambe le partite che restano.
Forza ragazzi noi siamo con voi, io sono con voi. Stringiamoci a coorte siam pronti alla morte.

Alessandro Magno

Juventus-Lecce 2012 – una scemenza costata 2 punti

Abbiamo gridato alla vittoria troppo presto, a Torino stasera in questa splendida ed inaspettata serata la Juventus per una scemenza perde 2 punti preziosi.

La partita non è stata semplice ma  il Lecce con un uomo dei suoi migliori in meno pareggia allo Juventus stadium e le prospettive di scudetto si riducono. La Juventus ha iniziato bene con un gol di Marchisio all’8vo, il centro campo fortissimo ha creato palle gol per tutta la durata della partita, ma stasera l’attacco non era lucido, è bastato un avversario meglio organizzato e molto aggressivo nonostante l’espulsione di Quadrado, per disorientare Vucinic, che ha giocato sotto tono, Quagliarella nonostante i tentativi niente, ma non farà meglio Matri al posto suo, questa volta il Del Piero dell’ultimo minuto non ha risolto, ma la doccia gelata è arrivata proprio da Buffon, colpevole, mi dispiace dirlo, perchè io l’ammiro e per noi è importante, ma questa stupidaggine non doveva farla. Un errore inutile, che sta pregiudicando uno  scudetto che desideriamo a più non posso. Se fosse stato un’abilità dell’attaccante di sorprendere il portiere e segnare, sarebbe stato triste ma comprensibile, d’altronde si è in due a giocare, ma così no, la palla andava trattenuta e non messa ai piedi dell’attaccante sempre, figuriamoci quando si è sopra di un solo gol.

Principalmente la responsabilità è imputabile a questa idiozia e  non parlerei nemmeno di errore ma anche l’attacco ha le sue responsabilità: Pirlo ha recuperato una miriade di palloni, creato numerose azioni da gol, ma niente da fare, Vucinic ha subito molto le pressioni dell’avversario e sia Quagliarella che Matri, sono stati inconcludenti. E Del Piero salvatore della patria, stasera non ha salvato, solito errore non farlo entrare prima, tanto Vucinic non poteva che peggiorare, vista la stanchezza e la scarsa concentrazione di stasera.

Questa è una squadra forte, non ci sono dubbi, con un eccellente preparazione atletica,  il gruppo c’è e si vede, ma non è maturo, per lo meno  non ancora. Qualcuno scrive che la Juventus abbia paura di   vincere, penso che la paura non c’entri nulla, è mancato il carattere, ci ha messo sotto un Lecce in 10 che è stato furbo ad approfittare di una pessima abitudine del nostro portiere.  La dichiarazione di Conte in cui sostiene che questo è il calcio  non  mi piace,  la responsabilità è anche sua.

Ma domani è un altro giorno e ammutoliti  andremo tutti a dormire, ed è meglio non parlare più di scudetto per il momento.

Luna23

 

 

The king of football

“Zio non sei al mio livello procurati uno sgabello,
per impiccarti intendo
Sogni infranti: INCEPTION!
Scusa hai un suono diverso?
Chiamalo toilette ma resta pur sempre un cesso!”. (Marracash)

Tutto è andato come doveva andare. Ogni juventino sapeva da giorni che l’Inter non poteva reggere, noi siamo una squadra, loro sono un ricovero di ex buoni giocatori, campioni o presunti tali. Li ha tenuti in piedi la voglia di fare la partita della vita come sempre è stato contro di noi. Ci abbiamo messo 6 anni, solo 6, a normalizzare di nuovo la cosa. Se pensiamo che in questi anni noi siamo stati buttati all’inferno e loro son stati catapultati sul tetto del mondo, la cosa ha del miracoloso. Sono cresciuto che la Juve era la Juve e l’Inter era una barzelletta, quasi sempre, anche quando era zeppa di campioni. Ho visto la Juventus asfaltare spesso e volentieri i nerazzurri e quando raramente perdeva, era per loro la partita che salvava una stagione. Ho sempre pensato che il loro odio verso di noi fosse nostro motivo di orgoglio, per questo in questi ultimi tempi mi incavolavo parecchio a sentire tifosi caricare questa partita di significati che storicamente non ci appartengono.
Sentivo cose del tipo: ”Mi basta vincere con loro e poi pure andare fuori dalla coppe va bene”… Ma quando mai ragazzi, mi rifiuto di interizzarmi, preferisco perdere con loro e vincere lo scudetto, sempre, a prescindere. E’ proprio questo modo di pensare che di fatto ci faceva vincere contro loro, l’essere mentalmente superiori. Da sempre i forti siamo noi e gli scarsi i mediocri, sono loro. Non sono anti-interista, mi fanno pena.  “I nerazzurri se la facevano sotto ogni volta che ci incontravano” diceva Camoranesi, e questo è. Grazie soprattutto ad Andrea Agnelli  per tutto questo, per averci riportato nella posizione che ci compete.

Veniamo alla partita che fra l’altro è iniziata negli spogliatoi con una stupida polemica. Loro si son sentiti offesi perché nel tunnel dove si cambiano i giocatori, campeggiano 29 scudetti invece che 27, l’han presa come un offesa personale (coda di paglia?). Non hanno pensato evidentemente, che questo è il nostro stadio a differenza di loro che non ne hanno uno, e che quei 29 scudetti li abbiamo messi li in bella vista per tutti, non solo per loro. Hanno risposto appendendo la maglia di Facchetti al di fuori del loro spogliatoio, come nel loro stile, si son nascosti dietro qualcuno che non c’è più e che non può parlare. Può solo essere strumentalizzato, poveraccio, come infatti avviene.
La partita in campo quindi è andata secondo previsioni, noi affrontavamo loro come se fossero l’Inter e nulla più, loro affrontavano noi come se fosse la finale di Champions League. Dovevano vincere per salvare una stagione che dire mediocre vien da ridere, e come da copione han perso. A onore del vero Buffon ci ha tenuto in partita nel primo tempo, un po’ per stanchezza nostra (avevamo fatto 120 minuti tirati Martedì), un po’ per meriti loro, come detto.

Poi la Juventus è salita in cattedra. Nel secondo tempo li abbiamo annichiliti. Non c’è stata più partita, il 3-0 sarebbe stato sacrosanto e strameritato. Conte ha effettuato le sostituzioni finalmente per tempo, cambiando modulo alla squadra. Siamo passati dal 4-3-3 al 3-5-2 e questo ha consentito di bloccare le loro scorribande sulle fasce (soprattutto di Maicon e Obi) e di aumentare il nostro peso a centrocampo. Ultima, ma non per questo trascurabile, ha buttato nella mischia Del Piero per un tempo intero, cosa che molti di noi fra cui io, si erano auspicati più volte in passato, e ”The King” lo ha ripagato alla grande. Ora voglio dire che dopo un bel numero di partite, tutti abbiamo imparato a conoscere pregi e difetti del nostro mister. Conte ha alcune fissazioni, in particolare due. Quella di non buttare mai via la palla, cosa che facciamo a volte pure in area e mi procura sempre molta tachicardia, e attuare il pressing alto per andare subito alla riconquista di questa. Ora va da sé che Del Piero ha 37 anni, e non può fare il pressing alto per più di una decina di minuti, come d’altronde non riesce per una partita intera, neppure agli altri attaccanti più giovani che spesso, vedasi Matri, finiscono solo per sfiancarsi. Quello che intendo dire è che questo pressing alto (che nessuna squadra Italiana attua in questo modo) a volte è producente, altre volte è solo un dispendio notevole di energie, quindi in definitiva, non ce lo ha ordinato il medico di giocare sempre così.
A mio modestissimo parere penso che alcune volte conviene dare invece un poco di respiro alla manovra, contando sulla qualità piuttosto che sull’agonismo. Ieri Conte finalmente pare averlo capito. I migliori momenti della Juve e le migliori cose in campo, si sono viste con Del Piero e Vucinic insieme, autori di tocchi davvero pregevoli. Mirko purtroppo ha rovinato la sua prestazione con un errore (orrore!) davvero macroscopico. Si guardasse un po’ di video del Barcellona, lì Messi avrebbe fatto un pallonetto. Per il resto che cosa posso aggiungere? Dalle parti di Milano continuano ad accadere cose strane, meglio sorvolare. A noi resta l’orgoglio per i nostri ragazzi, per questo Mister, per questo Stadio e questo immenso vecchio-Capitano… E non è poco. Tutto il resto è noia.
Sotto a chi tocca, avanti il prossimo. Noi ci siamo.

Alessandro Magno

 

Juventus-Inter 2012 – Del Piero forever …

Nessun Juventino può rinunciare a Juventus-Inter, in questo caso  posticipo di Domenica in serata, ho fatto una corsa contro il tempo sfiorando i limiti di velocità per rientrare a casa prima del fischio di inizio. E’ tutto bello di Juventus-Inter il prima, il durante e il dopo, soprattutto se si vince. L’incontro non è mai facile, sebbene l’Inter non all’altezza di questo campionato, come a tutte le squadre che ci incontrano, può capitare che parta “l’ormone” e contro tutte le previsioni offra una fantastica prestazione rovesciando le previsioni più logiche.

Già dal primo tempo le squadre non si sono risparmiate ed hanno adottato un ritmo altissimo, l’obiettivo era la vittoria a tutti i costi per entrambi, l’Inter comunque si è fatta sentire, e Buffon anche. Il nostro splendido portiere è sicuramente stato il migliore in campo almeno nel primo tempo, un supporto alla nostra difesa insostituibile, andando a riposo sullo 0-0, l’Inter spera, di poter rosicchiare un pareggio che con la Juve attuale poteva non essere considerato un malvagio risultato…Invece no ..non andrà così.

Il secondo tempo si apre, Conte ha un’idea, sostituisce al 53mo, Matri e Pepe, il primo dimostra un gap tecnico che gli impedisce di finalizzare, è stato vivace e propositivo ma non è ciò che vuole Conte, idem per Pepe, forse stanco e in evidente défaillance: entrano Alex Del Piero e Bonucci, e da lì comincia un grande spettacolo, Caceres smarcato, lasciato tutto solo in area segna di testa, un gran gol ..un boato investe lo Juventus stadium, un’esultanza mai vista, un gol che ribalta una situazione a questo punto la Juventus cambia consapevole del suo valore e superiorità,  comincia a pressare dando tutta se stessa, è vietato sbagliare, un pareggio non sarà minimamente tollerato, si cerca il 2 a 0 ..che arriverà, con un gesto imprevedibile proprio alla Del Piero, Vidal coglie una fessura nella difesa, Alex capisce ..non sbaglia ..GOL!

Ora il pubblico è incontenibile .. l’esaltazione è al massimo ..ancora uno sforzo perchè la fine è vicina, l’Inter è annullata, è demolita, ferita non è in grado di rialzarsi, è come un nemico perito in battaglia che conta i morti, la Juventus è viva e grida alla vittoria.

Spero che, Conte, abbia capito, che il nostro prezioso capitano va inserito quasi tutto un tempo, lui è ancora decisivo, sta bene e si vede, complimenti a tutti i ragazzi, che supportati da un’intelligenza superiore come quella di Pirlo hanno reso al meglio ..e complimenti al meraviglioso pubblico presente allo Juventus stadium, che si è dato da fare non solo con l’affetto ma con le coreografie bianconere bellissime! Bravi a tutti.

ed in ultimo ..caro capitano ..non te ne andare ..

Luna23

Non sparate sull’autista

Ovviamente il titolo è un invito a tutti quegli (devo dire sempre meno) juventini che se non vincono vengono colti da un attacco di panico. Qualcuno c’è e gli voglio mandare un segnale. Per fortuna la maggioranza sa valutare. Non sempre si può vincere intonava un vecchio adagio e mai come in Roma-Juventus si è visto che certe partite nascono storte. Trovarsi in pochi secondi sotto di un gollonzo causato da uno che fino ad oggi è stato uno dei nostri uomini migliori, che lo stesso causi pure il rigore dopo che la squadra ha sudato le proverbiali sette camice per pervenire al pareggio e finire con un 1-1 contro una Roma che praticamente non ha mai tirato in porta, non si può dire di esser stati particolarmente fortunati. Aggiungiamo che un De Rossi così come l’altra sera sarebbe il centrale ideale da affiancare a Barzagli per la Nazionale di Prandelli e allora il quadro è completo. Visto la Roma dei precedenti incontri, col senno di poi, c’era da augurarsi che da loro avesse giocato qualche titolare in più.
Veniamo però a noi. E’ da qualche tempo che vado dicendo che Conte deve ampliare il ”giro” dei titolari: egli stesso ha detto che stiamo tirando la macchina a mille e che c’è il rischio di grippare. Quindi la soluzione è sotto mano ed è quella che non si può fare un campionato con 13-14 giocatori. Anche se non si fa la Champions. La formazione iniziale non mi è particolarmente piaciuta . Estigarribia e Pepe in un 4-3-3 sono dei centrocampisti prestati all’attacco ma non sono delle punte. A mio parere può giocare uno dei due, ma non entrambi, a meno che non si voglia fare una partita di contenimento, ma questo non è il caso nostro. Quantomeno sullo 0-0. Lo stesso Matri vicino a due così fatica molto, perché è un giocatore che ha bisogno di un ”complice” negli appoggi, magari uno dotato di fantasia e tocco fino che possa aggiungere imprevedibilità alla manovra. In pratica davanti mancava Vucinic, e per la prima volta quest’anno ce ne siamo accorti davvero. Ritengo che le soluzioni Conte le abbia in panchina . Onestamente Del Piero se non titolare almeno gli ultimi 20-25 minuti li avrebbe potuti fare, così come non ho compreso l’ingresso di Qualgiarella per Matri e non di Fabio per uno dei due esterni con lo stesso Quaglia a fare coppia proprio con l’ex cagliaritano. Ho motivo di ritenere che in questo modo saremmo stati più incisivi in avanti. Anche Simone Pepe, giocatore di cui ho decantato le doti di abnegazione, costanza , impegno e sacrificio, non è insostituibile. Quello visto ieri può fare tranquillamente un turno di riposo in favore di Elia o Krasic. Parliamoci chiaro, a voler esser onesti , va riconosciuto che il serbo per prestazioni simili è stato caricato di vergogna un po’ da tutti. Voglio chiudere con la nota forse più lieta della serata. E’ inutile negarlo, al rigore che Buffon ha parato a Totti ho goduto come pochi. Un po’ perché mancando il nostro capitano Alex Del Piero e con l’altro in campo non mi sembrava la stessa cosa. Un po’ perché va riconosciuto a Totti di esser un grande campione e una grande bandiera e ”battere” un avversario forte è sempre una cosa onorevole. Un po’ perché Buffon è Buffon e gli vogliamo tutti bene, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Aspettavamo con ansia che Buffon tornasse il migliore di tutti, come era ed è sempre stato. Quest’anno Buffon c’è e sarà un problema per tutti i nostri avversari. Chiaramente non ho la sfera di cristallo, ma in un ipotetico leggere nel pensiero io penso che la ”sfida” sia andata in questo modo. E’ il minuto 62 solo un minuto prima la Juve aveva pareggiato. Fallo di VIdal su Lamela e rigore abbastanza netto. I due capitani di questa sera uno contro l’altro come in un duello all’ok corral. Sono compagni di Nazionale, sono stati Campioni del Mondo insieme. Sono amici ma sanno che nel rigore non c’è pareggio. Uno vince e l’altro perde come a testa o croce. Si guardano negli occhi nei pochi secondi che passano dall’attesa al fischio dell’arbitro. Totti pensa: ”Mo’ te faccio er cucchiaio Gigi”. Gigi pensa : ”Non mi butto fino all’ultimo nemmeno se mi paghi, segnerai Francè ma a me il cucchiaio non lo fai”…Totti ha preso la rincorsa e pensa ”muoviti… muoviti…” …Buffon pensa “stai fermo Gigi che gliela prendi”… Totti arriva sul pallone ”’Caz… non s’è mosso allora tiro forte…” ma è troppo tardi la palla si è già staccata dal piede, sta già partendo ed è forte sì… ma non è troppo angolata. Cambiare idea di battuta durante un calcio di rigore è quasi sempre una scelta pessima, Gigi la vede partire ed è pronto a prenderla ha solo il tempo di pensare ”Francè … stavolta t’ho fregato”.

Alessandro Magno

Roma – Juventus 1-1 Sintesi

Omaggio agli Uomini veri.

La consegna del tapiro d’oro al nostro immenso Capitano Alex Del Piero.

 

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Un video che realizzai nel 2006 e mi pare ancora molto attuale.

 

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FISCHI PER (I) “FIASCHI”, E & UNO 0-0 DAI MILLE VOLTI.

FISCHI PER (I) “FIASCHI”, E & UNO 0-0 DAI MILLE VOLTI.

Partiamo dalla fine? No, partiamo dall’inizio… Parliamo di Chievo – Juventus & dintorni.. La partita di domenica, nascondeva molte insidie, alcune certezze, qualche conferma è un pò di interrogativi. Un mix, che negli anni passati, ci ha portato a ripetuti crolli.

Sono anni (nel dopo-farsopoli), che alla ripresa del campionato, che sia una sosta per le nazionali, che sia la sosta delle vacanze di Natale (beati loro che le fanno), che sia pure un semplice picnic, la Juventus, stecca la partita! Antonio (Conte), l’aveva detto… “non sbaglieremo l’approccio”, e così è stato. Però di “chiacchere”, in questi anni, ne abbiamo sentite tante, troppe. Quindi era lecito, avere dubbi.. Molte insidie, appunto.. 14 ragazzi, rientrati dalle proprie Nazionali, potevano essere stanchi e acciaccati. Squadra che vede molti (troppi, a mio avviso) elementi nuovi, pochi allenamenti in vista della trasferta, in quel di Verona, e (finalmente), un modo di stare in campo, fatto di pressing, possesso palla e schemi, tagli e inserimenti, ma che ha bisogno di stare insieme durante la settimana (pensavamo noi).

“Squadra che vince, non si cambia”, e Antonio, rispolvera il 4-2-3-1, o 4-1-4-1, o 4-3-3, o 4-5-1, chiamatelo come meglio credete, ma, rispolvera Bocucci e Barzagli, al centro della difesa, Chiellini (rinato) sulla sinistra, il “motorino svizzero” sulla destra ,il trio Marchisio, Pirlo, Vidal, a centrocampo, Pepe e Krasic, sugli esterni, e Vucinic, terminale offensivo, e (ovviamente) Buffon in porta. L’11 che ha asfaltato due settimane fa i Campioni d’Italia! Questo 11, o meglio, questo “schema”, secondo me è quello che meglio si addice alle caratteristiche della rosa bianconera, e che garantisce più equilibrio in ogni fase di gioco. Questa squadra, sta insieme da soli 3 mesi, eppure, i meccanismi son quasi perfettamente oliati, come giocassero insieme da anni! Insidie, quindi, “soffocate” dalle certezze, di una squadra che ha dato segnali importanti 15 giorni fà.. Oggi, si è vista una squadra autoritaria, in campo, che correva, pressava, e, che ha cercato il gol dal 1° al 94°+1 minuto. Poche sbavature dietro, un po imprecisa davanti, e (molto) arruffata sulla destra, ma sempre quadrata, e senza dar segnali di cedimento.

Arruffata a destra, si, ma ci arrivamo dopo, perchè merita un capitolo a se.

Mettiamo da parte, i “pregi & difetti”, i “si ma”, gli “eh ma”, gli “ecco, te l’avevo detto”.. Che ci piaccia o no (cit.), ricordiamoci bene, da dove veniamo, e quello che abbiamo detto (più o meno, tutti, o al limite, in tanti), fino a qualche mese fa, a “mercato chiuso”. Perchè, questa è la realtà!!

(1)Siamo (2) la (3) Juve, son 3 parole fini a se stesse, in questo momento.

Perchè quì, la gente, ha memoria corta.

Questa è una squadra, ed anche una società, che si era persa, e che, doveva ritrovarsi in tutto!!

Il cammino è lungo, ma, finalmente, son state messe le basi, per tornare a pensare, quello che la storia ci impone! E questo, lo penso dalla partita-folle di Catania!

Veniamo al dunque, visto che la partita l’abbiamo vista tutti, e poi, “siamo tutti cittì”.

Fischi per (i) “fiaschi”, o meglio per l’arruffato di sinistra. Milos Krasic.

IO, non risparmio mai critiche , chiunque esso sia. Non “ho sentimenti” (cit.), per nessun calciatore, e sono stato “innamorato” per motivi diversi, solo di Zizou, e Montero e Davids, e Pavel, nella mia “carriera di tifoso”.

Scirea, ero troppo piccolo, Platinì pure, Del Piero, è troppo scontato, e Boniek, non lo sopporto (tiè!!!). etc. etc. etc.

Milos, da 10 mesi a questa parte, non ne azzecca una. Fatica a rientrare. Quando deve venire incontro, scatta, e viceversa. Stringe quando dovrebbe fare il contrario e viceversa, tira quando deve passare (vedi Catania), e passa, quando dovrebbe “sfondare” vedi oggi. Insomma, stà sbagliando tutto quello che c’è da sbagliare.

Sono d’accordo, e sono il primo, e ripeto, il primo a dirlo!

Il mio pensiero, è che Milos, (ancora) non si adatti ad un gioco armonico, fatto di passaggi, sovrapposizioni, tagli e movimento senza palla. Però sono fortemente convinto che, Milos ha delle qualità che sono uniche in rosa, e per tanto, dev’essere messo in condizione di…

Milos è un giocatore velocissimo, che nello spazio, diventa devastante, con i suoi pregi e difetti, ma, capace di spaccare una difesa.

Domenica, quando è stato sostituito, ci sono stati molti fischi, da parte di chi dovrebbe sostenerlo (sempre). I fischi, non fanno altro che peggiorare la sua situazione! Non portano a nulla di buono. Il ragazzo, ci mette sempre tutto in campo! Corre e da l’anima! Suda e onora la maglia SEMPRE! e non merita i fischi. Non stiamo parlando ne di un giocatore che se ne frega, ne di uno che va a p*****e la notte, e ne di altro! Stiamo parlando di un ragazzo, che stà vivendo una situazione diversa dal calcio Russo, e diversa dal calcio di Del Neri “palla a Milos e speriamo che…”

Tantè, che la scorsa stagione, proprio in questo periodo, si diceva, che la juve era Krasic dipendente.

Se il ragazzo, continua a scendere in campo, è perchè Antonio ritiene che sia meritevole, per impegno ed anche perchè ha qualità che sono importanti! Se così non fosse, statene certi, con Conte, il campo, lo vedrebbe dalla tribuna!

Ora si parla di “panchina per Milos”… Panchina, che sà di bocciatura! Il mio pensiero, è che Milos, non meriti la “bocciatura”.. Anche se questo “cozza”, con quello che succede in campo.

Facciamo un passo indietro: Bonucci! Bonucci, è stato messo sul mercato l’estate scorsa, messo in panchina da Conte e fischiato (ingiustamente), non appena appoggiava un tacchetto sul campo. Complice l’involuzione (?) di Chiellini centrale, i problemi sulla sinistra difensiva (De Ceglie, Grosso), Leonardo è stato rimesso al centro della difesa titolare, dalla partita col Milan, spostando Chiellini sulla fascia! Risultato? Bonucci e Barzagli, formano una coppia ben assortita, Chiellini si è ritrovato, e la difesa è imbattuta (subiti solo 2 tiri in porta, in 180″).

Conte è stato bravo (e fortunato), Bonucci è tornato al centro del progetto (e personalmente, son convinto che è un’ottimo giocatore), e Chiellini, rinato sulla sinistra, son convinto, tornerà “Il Chiello” che tutti ricordiamo, anche da centrale.

(certo, ne per l’uno, ne per l’altro, stiamo parlando di “un Cannavaro” eh)

Ora per Conte, si alza il livello. Deve ritrovare il Krasic, di 12 mesi fa! Antonio è bravo, ed è anche fortunato. Un po di panchina, senza dar adito a bocciature, qualche situazione favorevole, per mettere Milos in campo e 2/3 spezzoni da 7 in pagella, con qualche assist è qualche gol. Ne son certo, a Bonucci e Chiellini, si aggiungerà presto anche Krasic! Perchè Milos, è un’alternativa importante, in questa squadra.. (e ve lo scrive uno, che non le manda certo a dire, e che s’infuria, davanti alla TV, o seduto (?) in tribuna).

Non difendiamo ad oltranza! Però (io per primo), BASTA FISCHI, perchè non c’è motivo per farlo!

Ora, molto è cambiato.

I mille volti (del titolo).

Quali?

Del Piero in panchina? Nessuno fiata

Unica punta? Nessuno fiata

Chiellini a sinista? Nessuno fiata

Storari 0 minuti? Nessuno fiata

Quagliarella in tribuna? Nessuno fiata

E poi c’è Andrea, che con calciopoli…..

E poi Blanc se n’è andato e non ritorna più…

E poi c’è l’interista chiaccherone, salvo con la prescrizione…

Insomma: se da Torino nessuno fiata, e nessuna polemica, dalle tribune, e dalle tastiere, nessuno fischi! Perchè “nessuno” è il motivo.

Antonio, pensaci tù!

PS. Scusate il ritardo

 

Andrea Zito

Sintesi Juvetus – America

 

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