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Il punto sulla Champions.

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Articolo di Alessandro Magno

 

 

 

Il campionato è andato con la bella vittoria sul Milan vittoria che permette alla Juve di rimanere in testa alla classifica con la Roma. Sembra riproporsi così il duello avvincente della scorsa stagione e se l’anno scorso la Juventus ha demolito l’avversario con un Campionato da record totalizzando alla fine ben 102 punti ( record assoluto), quest’anno sarà oltremodo difficile ripetere una tale impresa. Tuttavia la squadra pare motivata e in forma e non sembra aver smarrito quella buona verve che gli ha consentito di vincere ben tre scudetti di fila. Questo nonostante il cambio del Mister. E’ così che con un occhio al campionato e l’altro alla Champions i ragazzi si apprestano a preparare le nuove gare. Madrid è alle porte. Ci aspetta un Atletico che vorrà riscattare la brutta sconfitta per 3-2 in Grecia. Partita che si era messa sul 3-0 per l’Olympiakos e prestazione che non faceva certo onore alla squadra di Simeone che è pur sempre vice Campione d’Europa. Sarà una lotta dura con gli spagnoli che probabilmente recupereranno Mandzukic e che cercheranno di vincere, anche e soprattutto, perchè una sconfitta o un pareggio per loro potrebbe essere già molto compromettente sul raggiungimento dell’obiettivo qualificazione. La Juve avrà dalla sua la tranquillità di poter giocare contando sul fatto di andare da prima in calssifica (con Olymipakos) fatto che non accadeva da un pò di tempo, visto che con Conte i gironi di Champions League sono stati sempre abbastanza complicati. Sarà soprattutto la prossima gara interna Juventus -Olympiakos che per la Juve sarà decisiva. I nostri tifosi saranno felici di poter seguire la squadra e acquistare i biglietti, per seguire la Juve da vicino allo Juventus Stadium. Oggi, ancora di più dopo la vittoria contro gli spagnoli di cui s’è detto, battere i Greci significherebbe mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno. Questo indipendentemente dai risultati delle altre. Sappiamo che il girone si conquista prima di tutto in casa e dopo nelle altre GARE DI CHAMPIONS. Magari proprio quelle contro le piccole o le cosidette outsider quelle che negli anni scorsi ci hanno sempre tolto punti preziosi. Quattro partite vinte su quattro fra campionato e coppa fanno però essere fiduciosi. Quattro vittorie senza subire neppure una rete. La nuova Juve targata Allegri sembra poter figurare bene su tutti i campi d’Italia e d’Europa. Chi ben comincia è a metà dell’opera. E noi abbiamo cominciato molto bene.

Martedi 17.09.14 – Champions League: Juventus-Malmoe ore 20.45 juventus stadium Torino

imageScritto da Cinzia Fresia

inizia a Torino il percorso in Champions della Juventus accogliendo il Malmoe, dalla Svezia, occhi puntati sulla Squadra ed in particolare sull’allenatore scelto anche  per la sua competenza in Europa.

Ritroveremo una Juventus sicuramente motivata a fare bene ed a riscattare gli anni passati non correttamente interpretati.

Ci aspettiamo molto impegno dalla fazione juventina la quale non potra’ permettersi presunzioni verso chi potrebbe di mostrarsi al di sopra delle aspettative. E’ superfluo dire che  l’obiettivo primario e’ di non perdere punti con le squadre tecnicamente inferiori alla Juve, vietato ripetere gli errori degli anni precedenti.

Mercoledì 10 aprile 2013 Juventus-Bayern – Torino Juventus Stadium ” E’ stato bello finchè è durato”

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Scritto da Luna23

Ebbene sì il nostro sogno è morto all’alba e rieccoci tornati sulla terra. Confesso che non ho mai creduto alla rimonta miracolosa  ma  non perchè sono cattiva, negativa o chissà che altro, ma sono bastate due partite la prima con il Bayern e lo scorso sabato con il Pescara, per rendermi conto che non si poteva andare avanti così’ con il livello dei giocatori a disposizione, l’ottimismo e la speranza ci ha fatto pensare che la volta scorsa fosse una serata no, un match venuto male, non era così, sono saltati fuori tutti  i limiti della nostra rosa, anche di certi giocatori come Vucinic che conferma di essere un attaccante non completamente affidabile.

La Juventus non è stata fortunata, ha incontrato una squadra in forma e superiore tecnicamente in un momento di calo a causa di una stagione vissuta a  1000 con risorse per 100. Non è bastata l’eliminazione dalla coppa Italia per mettere il turbo e cercare di combattere in Champions, l’energia è andata in esaurimento e ha detto la parola no, di fronte ad un Bayern tonico e lucido e  con il campionato in tasca.

Comunque, non è corretto trovare giustificazioni, ma ritengo che più della metà della Juve non fosse al livello dei colleghi del Bayern e questo è un dato di fatto, sebbene Conte sia bravissimo a far uscire sangue dalle rape questa volta è arrivato fino ad un certo punto poi si è dovuto arrendere all’evidenza.

La partita è stata equilibrata e la Juventus soprattutto nel primo  tempo non ha giocato male e occasioni da gol ne ha avute, meglio dell’andata che proprio non ci hanno fatto muovere dalla nostra metà campo, aveva, la Juventus iniziato molto bene nei primi dieci minuti, sono stati aggressivi e ci hanno provato, però  la difesa avversaria si è sempre fatta trovare pronta, diversa la comunicazione tra il nostro centrocampo e attacco, si ripete la storia dell’attaccante o  in ritardo o  in anticipo, anche se qualche volta ha fatto vedere qualcosa. Almeno 2 gli sprechi, peccato perchè era quello che ci serviva, ma il Bayern ormai ci aveva “imparato”  a memoria e nel secondo tempo è uscito fuori, già al primo gol, la Juventus aveva  deposto le armi, ma  per orgoglio è andata avanti tentando il pareggio da regalare al suo pubblico ma niente da fare, è addirittura arrivato il raddoppio è da lì è finita.

Niente drammi, ma solo obiettività, l’Italia in Europa ha fatto passi indietro, non è in grado di essere competitiva,  ciò che è giusto sottolineare è che la Juve non si è mai tirata indietro e come poteva ci ha provato.

Al posto dell’allenatore  E’ corretto ammettere che Antonio Conte in questo ultimi tre eventi si sia un po’ perso, questa sera, ha tenuto in campo giocatori che avrei sostituito come Marchisio e Asamoha, purtroppo l’assenza di Vidal e Lichsteiner ha fatto la differenza, forse avremmo perso lo stesso .. o forse no, ma vista la condizione generale, mancavano. Pogba è nel divenire, ma ha sempre 19 anni e fa fin troppo, altro enigma è stato Anelka, che sta diventando il quarto segreto di Fatima. Ironia a parte, non si comprende l’arrivo di questo giocatore un po’ agèe (in francese, attempato) che avrà giocato 10 minuti in tutto il soggiorno torinese. Ormai che la Champions per noi è finita, può fare le valige e tornarsene a casa. Questa operazione ha lasciato perplessi il mondo Juventino che su questa operazione esclama “Boh!” , la mia ipotesi è che Conte supponeva  questo finale, peraltro molto eloquente per la società per fargli capire che con gente simpatica come Matri, Quagliarella e Vucinic tanto lontano non si va ..  , l’Anelka è stato preso come una ruota di scorta, una manovra  di facciata per far vedere un minimo di attrezzatura priva di  convinzione.

Senza drammi .. continuiamo il campionato che all’apparenza se non succede niente, (metto le mani avanti per scaramanzia) è praticamente vinto, e per quest’anno va più che bene così, d’altronde Conte ha fatto i salti mortali con tutto quello che ha passato e non è detto che sia finita lì. Tra la squalifica del calcio scommesse, e tutte le negatività emanate dai suoi colleghi se non è collassato a terra, poco ci è mancato, significa che è un uomo forte, dotato  di grande  temperamento e carisma. Avrei però  voluto vedere alcuni giocatori impegnarsi un po’ di più e non occasionalmente, ma questo è un problema che si vedrà, la prossima stagione. Dove  auguro a Conte e a noi tifosi,  si prendano in considerazione arricchimenti all’altezza della Champios futura.

Anche se me lo aspettavo, l’eliminazione dalla Champions resta sempre un dispiacere, un po’ perchè le partite sono belle, l’entusiasmo in città è contagioso anche allo stadium deve essere stato un tripudio di gioia e allegria tanti sono accorsi in sostegno della squadra.  Ciò che è importante e che ha contato fino a questa fase è stato l’impegno della Juve, alla fine è stato bello finchè è durato.

Prepartita Bayern-Juve, coltiviamo il sogno.

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Articolo a firma di eldavidinho

E adesso finalmente la tanto attesa sfida col Bayern. La missione è cominciata. Il sogno, come dice il mister, dobbiamo coltivarlo.

Sono 6 i precedenti ufficiali tra le due squadre, tutti in Champions League, e finora il bilancio è di 3 successi della Juventus (doppio 1-0 nei gironi 2004/05 e 2-1 casalingo nei gironi 2005/06), 1 pareggio (0-0 a Monaco di Baviera nei gironi 2009/10) e 2 vittorie del Bayern Monaco (2-1 in casa nei gironi 2005/06 e 4-1 a Torino nei gironi 2009/10). Sono 35 i precedenti ufficiali nelle classiche eurocoppe tra Bayern Monaco e rivali italiane, comprendendo anche le sfide contro la Juventus, e finora il bilancio è di 12 vittorie bavaresi, 8 pareggi e 15 successi italiani, tra cui la finalissima della Champions League 2009/10, Inter-Bayern 2-0 a Madrid. Sono 39 i confronti ufficiali tra Juventus e rivali tedesche nella classiche coppe europee, compresi quelli contro il Bayern, e finora il bilancio è di 16 successi bianconeri (tra cui uno spareggio a Berna contro l’Eintracht Braunschweig, nella coppa Campioni/Champions League 1967/68), 10 pareggi e 13 vittorie tedesche (tra cui due finali di coppa Campioni/Champions League: successi dell’Amburgo per 1-0 ad Atene nel 1982/83 e del Borussia Dortmund per 3-1 nel 1996/97 a Monaco di Baviera). Nella Champions League 2012/13 i bavaresi hanno iniziato dalla fase a gironi, arrivando primo nel proprio gruppo con 13 punti, frutto di 4 vittorie (2-1 in casa sul Valencia, 1-0 esterno e 6-1 casalingo sul Lille, 4-1 interno sul Bate Borisov), 1 pareggio (1-1 a Valencia) ed 1 sconfitta (1-3 a Minsk contro i bielorussi del Bate). Negli ottavi di finale i tedeschi hanno eliminato l’Arsenal, vincendo 3-1 l’andata a Londra e perdendo 0-2 all’Allianz Arena nel ritorno.

In campionato, il Bayern è schiacciasassi. Con il pallottoliere ma senza poter festeggiare il titolo tedesco, così come era preventivabile alla vigilia. I baveresi hanno vinto addirittura per 9-2 la loro sfida di campionato con l’Amburgo, ma non è valso per arrivare alla conquista matematica del titolo. A causa dei campioni uscenti del Borussia Dortmund che hanno vinto 2-1 a Stoccarda. Già sapendo di dover rinviare la festa, il Bayern ha infierito sull’Amburgo all’Allianz Arena. Formazione molto rimaneggiata, fuori Van Buyten, Muller, Ribery e Mandzukic per Boateng, Shaquiri, Robben e Pizarro. Gara già decisa nel primo tempo, chiuso sul 5-0 grazie ai gol di Shaqiri, Schweinsteiger, Robben e alla doppietta di Pizarro. Nella ripresa è arrivato un altro poker con altre due reti di Pizarro, un’altra di Robben e il centro finale di Ribery. A gara già ampiamente decisa le due influenti segnature dell’Amburgo. I punti di vantaggio restano 20 e la festa è solo rimandata alla settimana prossima a Francoforte. Nella sfida che cadrà proprio in mezzo alla doppia sfida di Champions contro i bianconeri. Un modo come un altro affinchè il Bayern non si concentri solo sulla Champions. Manca un solo punto, infatti, per laurearsi campione per4 la 23° volta nella sua storia e in anticipo, ribadendo una tendenza che dal 1990 ad oggi, cioè in 22 stagioni, ha visto festeggiare con il Meisterschale, il grande piatto che viene consegnato al vincitore, solo 6 società: 10 volte il Bayern, 5 il Borussia Dortmund, 2 volte Kaiserslautern, Stoccarda e Werder Brema, una sola il Wolfsburg. Difficile che i bavaresi si distraggano proprio ora anche in virtù dei numeri odierni, tutti da record dopo 27 giornate: 78 gol segnati, 13 subiti, 23 vittorie delle quali 12 consecutive e una sola sconfitta.

Probabili formazioni. Dubbio sul modulo per Conte: affidarsi al consueto 3-5-2, o infoltire il centrocampo con Pogba togliendo un attaccante. La sensazione è che il tecnico bianconero non rinuncerà ad una punta, con il rientrante Vucinic che sarà affiancato da Matri (in vantaggio su Quagliarella e sull’acciaccato Giovinco). Tedeschi in formazione tipo, con la sola assenza dello squalificato Javi Martinez in mediana. Sulla trequarti il sacrificato potrebbe essere Mueller, mentre l’ariete al centro dell’attacco sarà Mandzukic.

Toccherà a una delegazione inglese dirigere la sfida tra Bayern Monaco e Juventus di martedì, andata dei quarti di finale di Champions League. L’arbitro è Mark Clattenburg, direttore di gare con cui i bianconeri non hanno nessun precedente. Almeno nelle gare ufficiali, considerando che c’è stato un incrocio qualche anno fa. Il 29 luglio 2007, quando la Juventus affrontò il Newcastle in un’amichevole precampionato. Clattenburg è un arbitro di grande esperienza e, l’estate scorsa, ha diretto la finale del calcio ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Celtic, ripartiamo da zero a zero.

Ottavi Di Finale CL Ritorno Juve Celtic 1 immagine partita precedente e andata

Articolo a firma di eldavidinho

La Juventus ha giocato due volte a Torino contro il Celtic e sono state entrambe sfide estremamente appassionanti. Nel 1981-82 i bianconeri sono chiamati a ribaltare il gol di svantaggio patito a Glasgow. Trapattoni schiera la seguente formazione: Zoff, Gentile, Cabrini; Furino, Brio, Scirea; Marocchino, Tardelli, Bettega, Brady, Virdis. L’impresa riesce grazie a un primo tempo che vede la Juve andare avanti di due reti. Splendide le segnature. La prima è opera di Virdis, che si fa molti metri palla al piede prima di battere il portiere Bonner con una conclusione che gli piega le mani. Il raddoppio di Bettega è una rete di grande raffinatezza, con controllo di ginocchio e girata al volo di destro. In mezzo alle due prodezze, c’è anche un tiro da fuori area di Marocchino che colpisce il legno della porta. Vent’anni dopo si ha la “rivincita”. Al Delle Alpi si gioca la seconda giornata del girone di qualificazione. Tra gli scozzesi gioca Lennon, attuale allenatore del club, anche se la stella è l’attaccante svedese Larsson. Marcello Lippi opta per il seguente undici: Buffon, Thuram, Montero, Iuliano, Zenoni, Tacchinardi, Davids, Pessotto, Salas, Trezeguet, Del Piero. La gara è avvincente e mette in mostra un superlativo Trezeguet. Il bomber francese colpisce due volte: poco prima del riposo e dieci minuti dopo l’inizio della ripresa. Il primo è un gol frutto di una straordinaria azione di Salas. Sul secondo il cross è di Del Piero e David colpisce di testa. Il doppio vantaggio non basta, però. Il Celtic riesce a pareggiare con Petrov e con Larsson su rigore. E sempre dagli 11 metri arriva il gol di Amoruso, che in piena zona Cesarini regala alla Juve la conquista di 3 punti.

Il verdetto dell’andata parla chiaro: la Juventus ha dimostrato di avere la capacità di saper colpire al momento giusto, all’inizi del match con Matri e nella sezione finale dell’incontro con Marchisio e Vucinic. I numeri della sfida del Celtic Park offrono un ritratto interessante su quel che è capitato. I padroni di casa hanno concluso il doppio dei bianconeri, 16 conclusioni (più del 50% da fuori area) contro 8, ma hanno concentrato i loro sforzi offensivi quasi interamente nel primo tempo, in particolare nel minuti immediatamente successivi al vantaggio juventino: 13 i tiri verso Buffon, ben 6 nel primo quarto d’ora. La Juve nella ripresa è stata straordinariamente efficace, capitalizzando con 2 gol i 4 tentativi effettuati. I dati rivelano una sostanziale parità del possesso palla (51-49%), con la Juve superiore nella ripresa e decisamente migliore nelle verticalizzazioni (160 contro le 123 degli scozzesi). Non è stata premiata la supremazia territoriale del Celtic, che ha trascorso il 67% del tempo nella metà campo avversaria. Una pressione poco produttiva, come testimonia il numero dei palloni giocati presso l’area avversaria, solo 4 in più per la squadra guidata da Neil Lennon L’andata ha visto grande correttezza da entrambe le parti, con 12 falli per ognuna della due squadre. Ai biancoverdi è riuscita la tattica del fuorigioco (6 volte ci sono cascati i nostri giocatori), anche se non è stato sufficiente per evitare le soluzioni in profondità che hanno determinato l’ampio successo della formazione di Antonio Conte. Contrariamente alla tradizione del calcio di stampo britannico, il Celtic non ha effettuato molti cambi di gioco (2 contro i 3 di Pirlo e compagni).

Un dato: 99,4 per cento. Ecco le probabilità che, secondo un calcolo di EuroSport , avrebbe la Juventus di passare il turno e conquistare l’accesso ai quarti di finale di Champions League. Però. Un dato figlio dell’analisi statistica di centinaia e centinaia di partite disputate sino a ora nelle Coppe europee: c’è soltanto un precedente di un club riuscito a ribaltare, nel ritorno in trasferta, uno 0-3 incassato in casa. Vale a dire a compiere l’impresa che dovrebbe realizzare il Celtic. Si è verificato nell’Europa League 2009-2010, playoff per accedere alla fase a gironi: la Dinamo Bucarest reduce da uno 0-3 a tavolino (inflittole a causa di invasione di campo da parte dei tifosi) ribaltò il risultato nel ritorno, in casa dello Slovan Liberec. Altro 0-3, poi supremazia ai rigori. Curiosità: tecnico della Dinamo era Dario Bonetti , bianconero dal 1989-1991. Ebbene, a parte questo caso, non risulta nessun altro precedente di scivoloni così clamorosi nel proprio stadio. Le imprese, le storiche rimonte del calcio europeo sono semmai state compiute nelle gare di ritorno disputate nel proprio stadio. Ad esempio, tra le più note, spicca il capolavoro compiuto dal Deportivo La Coruña, che all’Estadio Riazor – quarti di ritorno della Champions League 2003-2004 – riuscì a ribaltare una sconfitta per 4-1, imponendosi con un perentorio 4-0. A farne le spese fu il Milan di Carlo Ancelotti e di… Andrea Pirlo. Lo stesso Andrea Pirlo che ha vissuto una storica rimonta anche ad Istanbul, il 25 maggio del 2005, nella finale di Champions giocata contro il Liverpool. Ai gol, nel primo tempo, di Maldini e Crespo(doppietta), risposero nella ripresa, Gerrard, Smicer e Xabi Alonso su rigore.

Pare che Conte stia pensando ad attuare un mini turnover, lasciando a riposo i tre diffidati LichtsteinerMarchisio e Vidal(squalificato, però, anche per la prossima di campionato). Spazio quindi a Isla Pogba. Lunedì Chiellini non si è allenato a causa del persistere del fastidio alla caviglia ed è in forte dubbio. Peluso è pronto. Rispetto alla gara di Napoli a sinistra dovrebbe rientrare Asamoah. In attacco la coppia dovrebbe essere formata da Matri e Vucinic, con Giovinco che partirà dalla panchina. Lunedì si sono allenati a parte Caceres e Anelka, che continuano nel lavoro differenziato per smaltire la lombalgia accusata la scorsa settimana. Arbitrerà il turco Firay Aydinus. Forza Juve.

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Prepartita Roma-Juve, non sarà come a Glasgow.

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Articolo a firma di Eldavidinho.

Con la Roma non sarà come a Glasgow. Affrontare una trasferta nella Capitale non porta mai ad un risultato scontato, c’è sempre da faticare. Col Celtic è stato più facile del previsto ma a Roma troveremo una squadra che, dopo l’esonero del boemo, vorrà riscattarsi proprio contro di noi dalla pesante sconfitta subita a Genova dalla Sampdoria.

5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte per un totale di 18 punti su 34 che compongono attualmente la classifica della Roma. 26 le reti fatte (contro le 24 in trasferta), mentre è maggiore la solidità della squadra davanti al proprio pubblico (19 i gol incassati su 45 totali).

A causa del successo a tavolino con il Cagliari, la Roma ha disputato 23 incontri sul campo. L’unico giocatore sempre presente è il giovane Alessandro Florenzi, classe 1991, grande sorpresa della stagione. Una partita in meno è stata giocata dal capitano Francesco Totti, che rispetto al compagno di squadra ha però un minutaggio molto più corposo (1921 minuti contro 1561). Ben 6 i cartellini rossi già maturati da 6 interpreti diversi: Marquinhos, De Rossi, Pjanic, Destro, Osvaldo e Tachtsidis (leader delle ammonizioni con 8 cartellini gialli). I goleador della squadra sono Lamela e Osvaldo con 11 reti. Seguono Totti con 8, Destro con 4, Florenzi con 3, Marquinho e Pjanic con 2, Nico Lopes, Bradley, Perrotta, Castan, Burdisso e Tachtsidis

E’ un bilancio in grande equilibrio quello fra Roma e Juventus negli incontri disputati nella Capitale: 28 i successi dei padroni di casa, 26 i pareggi e 24 le vittorie bianconere. Il successo tipico della Juve è di 1-2, punteggio verificatosi in 6 circostanze. Nel 1935 è una doppietta di Borel a capovolgere lo svantaggio determinato da Scaramelli. Ed è proprio il giocatore soprannominato Farfallino, peraltro, il capocannoniere juventino degli incontri disputati a Roma con ben 7 centri. Nel 1942-43 l’andamento è diverso: la Juve va avanti di due reti grazie a Magni e Meazza, i giallorossi (campioni d’Italia in carica) accorciano le distanze con Cappellini solo a un minuto dalla fine. Il primo marzo del 1964 il grande protagonista è Stacchini, autore di una doppietta che trafigge il portiere Cudicini, destinato poi a brillante carriera con il Milan. La rete della bandiera della Roma è opera del brasiliano Sormani. L’1-2 più importante della storia è quello che chiude il campionato 1972-73. E’ un incontro epico, perché la Juve – staccata di un punto dal Milan – va all’intervallo sotto di un gol (marcatore Spadoni), proprio mentre i rossoneri stanno perdendo malamente a Verona. Nella ripresa tutto cambia: Altafini pareggia con un colpo di testa; Zoff salva il risultato con un intervento prodigioso; infine, Cuccureddu con una staffilata sotto la traversa determina il successo bianconero e la conseguente conquista del quindicesimo scudetto della Vecchia Signora. Dieci anni dopo, il copione si ripete. Stavolta è la Roma lanciata alla conquista del suo secondo scudetto. Ma la Juve non si fa piegare neanche stavolta e risponde al gol di Falcao con una splendida punizione di Platini e un colpo di testa vincente di Brio, sempre servito dal numero 10 francese. L’ultimo 1-2 si registra il 5 marzo 2005. Succede tutto nel primo tempo, con gol di Cannavaro, pareggio di Cassano e rete dagli undici metri ad opera di Del Piero.

Prove di 3-5-2 per la Roma. In difesa provati Piris, Burdisso e Marquinhos, con Torosidis e Balzaretti sugli esterni. Per quanto riguarda l’attacco Andreazzoli potrebbe optare per il tandem Lamela-Totti, con Osvaldo inizialmente in panchina. Out Destro, Dodò e Castan.

Conte ha nuovamente a disposizione Asamoah, di ritorno dalla Coppa d’Africa: il ghanese è pronto per riprendersi la maglia da titolare sulla fascia sinistra del centrocampo bianconero al posto dell’infortunato De Ceglie, con Pogba mezz’ala in sostituzione dello squalificato Marchisio. Turno di stop anche per Peluso, nel terzetto arretrato fa il suo rientro Bonucci.

Sarà Gianluca Rocchi della sezione di Firenze l’arbitro di Roma-Juventus, anticipo della sesta giornata, in programma sabato sera all’Olimpico. Per il fischietto toscano sarà la 21° direzione con i bianconeri e il bilancio finora parla di 15 successi, tre pareggi e due sconfitte. Rocchi in questa stagione ha già arbitrato la Juventus in due partite, entrambe favorevoli alla squadra di Conte: la sfida contro il Genoa a Marassi dello scorso 16 settembre, vinta 3-1, e il derby del 1° dicembre, vinto 3-0. All’Olimpico Rocchi sarà coadiuvato dagli assistenti Di Liberatore e Manganelli e dagli arbitri d’area Orsato e Damato. Quarto ufficiale sarà il signor Tonolini. Forza Juve.

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Prepartita Celtic-Juve, vinciamo anche scalzi.

Ottavi Di Finale CL Andata Celtic Juve 1

Articolo a firma di eldavidinho.

Contro la Fiorentina, dunque, una Juve in versione Europea. Martedì, contro gli scozzesi del Celtic, si torna a giocare proprio in Champions League per l’andata degli Ottavi di Finale. 43 vittorie in campionato, 35 Coppe di Scozia, 14 Coppe di Lega e, soprattutto una Coppa dei Campioni: il Celtic è senza dubbio una delle società più blasonate del calcio europeo. Fondata nel 1888, rappresenta la minoranza cattolica di Glasgow e, dopo il fallimento degli storici rivali dei Ranger, squadra della parte protestante della città, è la regina incontrastata del calcio scozzese. In Champions, per arrivare alla fase a gironi, la squadra del tecnico nord-irlandese Neil Lennon ha dovuto superare due turni preliminari: il primo contro l’Hjk Helsinki, battendo 2-1 i finlandesi all’andata in casa e 2-0 ad Helsinki al ritorno. Il secondo contro l’Helsingborg, con doppio successo per 2-0, il primo fuori casa, il secondo tra le mura amiche. Nella fase a gironi il Celtic ha chiuso al secondo posto nel gruppo vinto dal Barcellona, totalizzando 10 punti, frutto di 3 vittorie (3-2 a Mosca sullo Spartak e doppio 2-1 in casa su Barcellona e Spartak Mosca), 1 pareggio (0-0 in casa contro il Benfica) e 2 sconfitte (1-2 a Barcellona e 1-2 a Lisbona dal Benfica). In casa gli scozzesi sono degli schiacciasassi: nelle ultime 12 uscite nelle coppe europee, il bilancio è stato di 9 vittorie, 2 pareggi ed 1 sola sconfitta (0-1 dall’Atletico Madrid, il 30 novembre 2011 in Europa League). In trasferta segnano da 7 partite di fila, per un totale di 11 reti.

Punto di forza del Celtic è sicuramente la punta greca Samaras (con trascorsi nel Man. City), vero punto di riferimento offensivo; da non sottovalutare l’inglese Gary Hooper, che ultimamente è stato accostato alla Juventus. Altro giocatore da prendere con le molle è il capitano Scott Brown, il recupera palloni di centrocampo ed il portiere Forster, che in Inghilterra aveva indossato la maglia del Newcastle.

Un passaggio del turno nella Coppa dei Campioni, una vittoria a testa nel girone di Champions con la Juve che andava a giocare in Scozia già con la certezza della qualificazione al turno successivo. Sono questi i precedenti bianconeri con il Celtic di Glasgow. Le due sconfitte dei bianconeri sono arrivate sempre in Scozia, dove si giocherà l’andata degli ottavi di finale: nel primo scontro assoluto, nella Coppa dei Campioni 1981/1982 (16 settembre 81), i bianconeri cadono per una sfortunata autorete di Gaetano Scirea ma poi ribaltano il risultato al ritorno a Torino, passando il turno con le reti di Virdis e Bettega. La Juve di Lippi perse di nuovo al Celtic Park nel 2001, il 31 ottobre: era l’ultima gara del girone, con i bianconeri già qualificati che vennero sconfitti 4-3: non bastò un capolavoro su punizione di Del Piero e la doppietta di Trezeguet, gli scozzesi vinsero con il gol di Valgaeren, il rigore di Larsson e le due zampate di Sutton. All’andata a Torino era finita 3-2: altra doppietta di Trezegol, poi il pareggio firmato Petrov-Larsson (r) e un altro penalty decisivo per il tris Juve, trasformato al 90′ da Amoruso con i bianconeri in 10 per l’espulsione di Davids.

Il Celtic ha già scaldato i motori in attesa della sfida di martedì, spazzando via l’Inverness in campionato. La vittoria fuori casa per 3-1, con reti di Commons, Gershon e Miku, garantisce il primo posto al Celtic nella Scottish League.

Sono cinque i giocatori che Neil Lennon ha utilizzato in tutti gli incontri della prima fase di Champions League. Due di essi non hanno saltato neanche un minuto: il portiere Fraser Forster e il difensore Kelvin James Wilson. Gli altri tre sono lo svedese Mikael Lustig, Kris Commons e Charlie Mulgrew. Il Celtic non ha ricevuto espulsioni finora, mentre il giocatore più ammonito è stato Victor Wanyama, centrocampista del Kenya. Gli scozzesi hanno finora dimostrato di essere particolarmente abili sui calci d’angolo, con due reti di testa a opera di Wanyama in Celtic-Barcellona e di Samaras in Benfica-Celtic. Da rilevare che la squadra è stata finora anche abbastanza fortunata, usufruendo di due autogol a proprio favore (autori Kombarov dello Spartak Mosca e Mascherano del Barcellona).

È lo spagnolo Alberto Undiano Mallenco l’arbitro designato dall’Uefa per dirigere questa gara. Forza Juve.

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Prepartita Shakhtar-Juve, momento di svolta.

 

ARTICOLO di eldavidinho

Matati. Con i due giocatori che, evidentemente, sentivano l‘aria di derby più degli altri. Due prodotti della cantera finalmente titolari in prima squadra, dopo anni di prestiti e/o annate opache. Perché di vero e proprio effetto derby non si può parlare. Alla Juve basta un tempo, il secondo, per spazzare via un Toro più violento che aggressivo. Fino alla mezz’ora i bianconeri sono stati un po’ meno aggressivi del solito. Anzi, impacciati, arruffoni e spaesati anche a causa del cambio di modulo. Le due squadre si rispettano e sembrano più attente a non lasciare spazi che ad attaccarli. Il pressing viene portato raramente e mai con troppa convinzione. Si preferisce aspettare la mossa dell’avversario e quello che ne deriva sono ritmi bassi e azioni prevedibili. L’episodio che cambia il volto della partita è l’intervento a gambe unite da codice penale che compie Glik su Giaccherini. Ineccepibile per Alessio e noi tutti, contestato da Ventura che si è ostinato, sia ai microfoni Sky che Rai, nel voler rivedere se l’intervento fosse sulla palla. Pazzesco. La certezza che questi tipi di interventi a prescindere da tutto, vadano condannati, viene dalle parole di Ogbonna: “Glik quelle entrate le fa anche in allenamento”. Ah bè, complimenti. Dal 433 inedito che mettono in campo Conte e Alessio hanno tratto giovamento Giovinco e soprattutto Marchisio. In quel ruolo il principino è il migliore del mondo, Giovinco è un valore aggiunto se ben sfruttato tatticamente. Nel 433 è quasi imprendibile, partendo palla al piede dall’esterno. Il 4-3-3 non è da accantonare. Lo abbiamo detto tante volte. E sono sicuro che Conte lo utilizzerà nel mese in cui dovrà fare a meno di Asamoah. Col Torino, a causa di infortuni e assenze, ha avuto modo di rispolverarlo. Oppure già aveva in mente di riproporlo, contro il 4-2-4 di Ventura. Non lo sapremo mai. Altro episodio della gara è il rigore concesso a Pogba per tocco di mani di Basha. Rigore sacrosanto ma giocatore, già ammonito, non ammonito per la seconda volta. Il Torino sarebbe rimasto in 9. Ventura che dice? Calcio di rigore poi sbagliato da Pirlo a pochi giorni di distanza dal mancato raggiungimento del podio per il pallone d’oro. E molti avranno ripensato alla buca di Maspero e al pallone di Pirlo che avrà incontrato e salutato quello di Salas. Precedentemente, Pogba era stato anche fermato a porta vuota ingiustamente per carica inesistente sul portiere. Poi mi dite che tipo di carica ha fatto Pogba su Gillet. Altra partita, altro episodio. Ci stanno facendo riscrivere il regolamento, partita dopo partita. Fischiato un “fallo di confusione”? Alla fine, però, vinciamo sempre noi. Perché giochiamo e dominiamo. Marchisio, Giovinco, ancora Marchisio. Il 3 a 0 del principino è il 100º gol della Juve di Conte: subìti 30, differenza reti + 70, punti 119, partite 53. Il Torino continua a non vincere un derby da 17 anni e a non segnare in un derby da 10. Dopo 15 partite, nella stagione 2011/2012, la Juventus aveva 33 punti. Oggi, ne ha 2 in più. E gli ottavi di Champions ad un passo. Alessio chiude in A con 5 vittorie, 1 pari(Lazio), 2 sconfitte(Inter e Milan). Al momento è a 2 vittorie(Chelsea e Nordsjaelland) e 1 pari(Nordsjaelland) in Champions League. Dalla prossima giocheremo in superiorità numerica, diranno i sarcastici: torna Antonio Conte. Infine, onore a Bonucci, rimasto in campo per tutta la partita sofferente e piegato sulle ginocchia. Ha diretto la squadra a viso aperto nonostante l‘infortunio. Onore anche al bambino, inquadrato dalle telecamere, che fa la pernacchia ai bovini. Questo è il riassunto del derby. Derby che, invece, non appartiene a quei tifosi resisi protagonisti per aver esposto uno striscione, in CurvaSud, sulla tragedia di Superga. I morti sono tutti uguali, vanno rispettati. Piuttosto, si chiede parità di trattamento nel giudicare cori e striscioni di questo genere. Parità che non c’è né nel multare, né nel portarli all’attenzione dei media. Ci vorrebbe equità nello stigmatizzarli. Quelli di Superga, quelli dell’Heysel, Pessotto(ancora in vita, e mettetevi nei suoi panni) e Scirea. Ma l’attenzione mediatica che si presta a noi è diversa da quella che si presta agli altri. Vedi striscione del Milan a Pessotto. Per Bergomi la Juve ha sofferto e il Toro meritava. Significa che stiamo veramente tornando alla normalità. Non sapevamo neanche “che Glik fosse un difensore così “pulito”, che Basha fosse un portiere e che Ogbonna facesse i falli al suo portiere”, scrivono su Twitter. Noi ironizziamo, loro rosicano. E se questi sono gli avversari che dobbiamo affrontare in campo e fuori…

Adesso sotto con lo Shakhtar, schiacciasassi in campionato e rivelazione di questa Champions. Contro il Kryvbas, venerdì, la squadra di Lucescu ha ottenuto la 17ª vittoria in 18 gare, grazie al 2-0 firmato Mikhitarian e Teixeira. Lo Shakhtar è la squadra solida e pericolosissima con cui abbiamo pareggiato all’andata nel nostro esordio in Champions allo Juventus Stadium.

Con 10 punti in classifica, lo Shakhtar Donetsk si presenta all’ultima giornata del girone di Champions League sicuro della qualificazione. Ne basterà uno per assicurarsi il primo posto del Girone così come ne basterà uno alla Juve per qualificarsi. Non credo, comunque, che le squadre si accorderanno per il famoso “biscotto”. Il cammino degli ucraini ha preso avvio in casa, con un 2-0 agevole contro il Nordsjaelland grazie alla doppietta dell’attaccante armeno Mkhitaryan, Nel secondo turno, Allo Juventus Stadium il punteggio di 1-1 è maturato interamente nel primo tempo, con il botta e risposta di Texeira al minuto 23 e di Bonucci 180 secondi dopo. Il girone d’andata si è chiuso registrando già la conquista del primato in classifica. Merito del successo ottenuto in casa contro il Chelsea. Un 2-1 netto firmato Texeira – Fernandinho. Allo Stamford Bridge, invece, partita pirotecnica: Willian riesce a rispondere per ben due volte alla situazione di svantaggio creatasi, ma nulla si può fare con il terzo gol dei Blues, ad opera di Moses, perché arriva all’ultimo secondo e determina il successo per 3-2 del Chelsea. Lo Shakhtar conquista matematicamente la qualificazione alla quinta partita. In Danimarca, il Nordsjaelland passa in vantaggio con Nordstrand e la formazione di Lucescu arriva al pareggio con un gesto antisportivo di Luiz Adriano, che va in gol non restituendo il pallone dopo una sosta (cosa che poi gli è coastata una squalifica che lo costringerà a saltare il match contro di noi). Il primo tempo si chiude sul 2-2, ma nella ripresa Willian e lo stesso Luiz Adriano, autore complessivamente di una tripletta, determineranno il punteggio di 2-5.

L’unico precedente della Juventus sul campo dello Shakhtar risale all’8 dicembre del 1976, in occasione della gara di ritorno degli ottavi di Coppa Uefa. Per i bianconeri, la sconfitta per 1-0 – maturata per un gol di Stahurin al 36’ del primo tempo – non determinò alcun problema perché a Torino la vittoria della squadra di Trapattoni fu netta: 3-0. Una gara, quella di 36 anni fa, da ricordare comunque con piacere. Al termine di quel cammino in Uefa, la Juventus conquistò la sua prima storica coppa europea. Oltre allo Scudetto dei 51 punti.

Lo Shakhtar ha un gruppo unito e consolidato di uomini che Lucescu ha utilizzato in tutti gli incontri di Champions League. Non hanno saltato neanche un minuto il portiere Pyatov, i difensori Kucher, Rakitskiy, Rat e Srna, i centrocampisti Mkhitaryan e Fernandinho. Sempre presenti nelle cinque gare, ma con un minutaggio minore, vi sono anche Ilsinho, Willian, Texeira e Luiz Adriano. Lo Shakhtar ha messo a segno 12 gol, spartiti in questa maniera: quattro Willian, tre Luiz Adriano, due Mkhitaryan e Texeira, uno Fernandinho. Nella classifica delle statistiche di Champions, lo Shakhtar è al primo posto per le occasioni avute e create, motivo in più per rendersi conto della loro pericolosità sotto porta. Designato per questa gara è l’arbitro svedese Jonas Eriksson, alla prima assoluta con i bianconeri. Non convocati Marchisio squalificato, Lucio, Pepe e Bendtner. Ritornano Caceres e Chiellini. Forza Juve

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