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Lo dicevo già da un pò.

 

 

Di Alessandro Magno

 

 

Permettetemi di tralasciare per una volta le storture arbitrali e i piagnistei vari dei media e dei grandi moralisti commentatori. L’ho fatto molte volte in altri articoli e conoscete il mio pensiero. Lo ribadisco per chi non lo sapesse: penso che la  Juve debba andar via dall’Italia o al minimo Agnelli si debba battere per avere la moviola in campo, così non ci rompono più l’anima. D’altronde cosa posso aggiungere che non si è detto già fra Domenica e Lunedì? Appunto, andiamo oltre.

Oggi voglio parlare dei piccoli-grandi mali di questa Juve e possibilmente di come risolverli. Giuro che odio avere ragione in questi frangenti, specie davanti alla sconfitta, ma purtroppo o sono io che ”da grande” devo fare l’indovino, o più semplicemente riesco ad avere una visione delle cose leggermente più distaccata rispetto al tifoso viscerale e riesco a cogliere sfumature nella prestazione della squadra, aldilà del risultato. Ho scritto la scorsa settimana che non si poteva andare avanti così, con i gol negli ultimi minuti di qualche centrocampista ( articolo ”Non ci può sempre salvare un Pogba”). Anche con l’Inter occasioni per Vidal e Marchisio , ruolo centrocampisti… ma dai!?! Ho scritto che si sprecavano troppi gol e sarebbe arrivata la partita dove non avremmo avuto 50 occasioni da gol. E’ arrivata. Lo score di Juventus-Inter dice 5 tiri a 5 ma loro 3 gol noi 1. C’è qualcosa che non quadra, nel gioco, nel modulo, negli attaccanti.

Giovinco e Vucinic ad esempio, sono per definizione una coppia atipica. Nessuno dei due è un centravanti. Come centravanti abbiamo Matri e forse Bendtner. Adesso c’è la moda stile Barcellona di non giocare con il centravanti classico ma con il finto-centravanti. Peccato che il loro finto centravanti è Fabregas e noi non ce lo abbiamo. Tornando a Vucinic-Giovinco (quelli che mi paiono la coppia titolare del mister) sono assolutamente mancanti di ”killer instinct”. Entrambi non ”vedono la porta” come si dice in italiano. Il Montenegrino è una specie di Messia da cui far pendere le proprie labbra in attesa di ricevere la grazia che a volte arriva a volte no, a seconda degli stati suoi più o meno comatosi. Altresì meno lo si fa giocare, ed entra a partita in corsa, e meno resta in coma. Diciamo che la sua voglia di giocare e inversamente proporzionale al suo status in squadra. Più lui sa di esser intoccabile e indispensabile e più dorme. Il problema è che lui sa di esser indispensabile. Altra cosa che voglio far notare su Vucinic è che è giustamente l’uomo più dotato di fantasia che abbiamo, il chè la dice lunga sulla qualità della rosa. Pure Miccoli o Rosina o Sansone sono gli uomini più dotati di fantasia che hanno quelle squadre, non ne fa altresì per forza dei geni del calcio. E veniamo a Giovinco. Giuro che non ho mai visto un giocatore più ”fumoso” in vita mia. Pensavo che con Marchionni (ve lo ricordate?) avevo già dato, ma Giovinco lo straccia per distacco. Mi spiego: Giovinco è quello che sembra poter fare sempre la differenza da un momento all’altro. Solo che non la fa. Insomma: pare ma non è. O fa tutto bene in preparazione e tira fuori, oppure fa un dribbling di troppo, oppure se deve andare a destra va a sinistra, se fa un assist lo fa un attimo dopo, se deve passarla tira. Insomma riesce quasi sempre a vanificare tutto il buono fatto prima. A parziale discolpa di entrambi c’è da dire che nessuno dei due gioca nel proprio ruolo naturale. Questi per me son due esterni d’attacco da 4-3-3, al massimo Giovinco trequartista, ma nessuno dei due è una mezza punta nè tantomeno punta. Fra l’altro altra leggenda metropolitana è che il 4-3-3 bisogna farlo per forza con attaccanti che tornano, e questo perchè Lippi lo faceva con Del Piero, Ravanelli e Vialli. Il Barcellona fa il 4-3-3 con 3 attaccanti che più che altro attaccano. Non mi pare che Messi, Fabregas e Villa o Sanchez abbiano tutti questi compiti difensivi.

E veniamo a Bendtner, Quagliarella e Matri. Il primo deve perdere almeno 5 kg poi si vedrà. Anche se si impegna tanto, prima di 6 mesi non mi pare arruolabile come titolare. Il duo tanto bistrattato Quagliarella-Matri invece è il duo meglio assortito per giocare a due punte. Uno è una mezza punta l’altro ( Matri) è l’unico che ha le caratteristiche del centravanti vero. Purtroppo  gli hanno rotto talmente tanto le scatole a ‘sto ragazzo che ora non solo non sa giocare con la squadra che non è nelle sue caratteristiche ma s’è perso pure in zona gol. In definitiva abbiamo un parco attaccanti abbastanza assortito ma Conte s’è fissato con il gioco ”corale-mondiale-totale” e questo seppure ha portato dei buoni frutti, perchè fanno gol un poco tutti, ha completamente scombussolato il reparto attaccanti. Ma ci rendiamo conto che siamo il miglior attacco del campionato con gli attaccanti che segnano meno di tutti rispetto a quelli delle altre squadre? Ma è una roba da Halloween ragazzi! Ma che è una cosa enigmistica? Non è normale questa roba qua!

Un sassolino me lo lo voglio togliere dalla scarpa ed è questo, e lo mando a dire a quelli che ce l’hanno tanto con Del Piero. Si diceva che Del Piero mettesse pressione agli attaccanti, che Giovinco era chiuso da Alex, che la società non potesse comprare attaccanti validi perchè c’era la presenza ”ingombrante” di Del Piero. Beh siete stati ampiamente smentiti. Del Piero non c’è più, Giovinco gioca sempre titolare e di Top Player ”manco” l’ombra, nonostante questo l’attacco della Juve fa schifo uguale se non peggio di quando c’era Alex. Quindi sciacquatevi la bocca quando parlate di Del Piero e non andiamo a raccontare cazzate in giro. Le vostre antipatie sono smentite dai fatti. Fine Parentesi e torniamo a Sabato.

Contro una squadra che fa obiettivamente pietà. Con tre pali della luce come difensori centrali (di una lentezza sconvolgente), con un centrocampo formato da 2 vecchietti, una riserva del Napoli e un Giapponese, che sembra di raccontare una barzelletta e che non vorrei nemmeno come mio centrocampo ideale nella play station, siamo riusciti a perdere. E sapete perchè siamo risuciti a perdere? Primo perchè il nostro formidabile centrocampo non è riuscito come fa sempre, a cantare e portare la croce e dopo tante partite ci può stare; e secondo (soprattutto) perchè dall’altra parte c’erano due che invece la porta la vedono molto bene e sono Milito e Palacio; due che a differenza di Vucinic e Giovinco andranno quasi con assoluta certezza in doppia cifra nella classifica cannonieri. Allora la domanda mia nasce spontanea. Va bene il gioco totale-mondiale-corale-spaziale ma il calcio è anche specializzazione nel ruolo. Ma perchè agli attaccanti non gli facciamo fare gli attaccanti? Perchè non li utilizziamo per quello che sanno fare meglio? Perchè andiamo sempre sulle corsie esterne ad allargare la difesa avversaria e poi invece di crossare torniamo indietro e andiamo sull’altra fascia e facciamo questo pendolo per cento volte senza mai dare un cross decente alle punte. Perchè utilizziamo punte che punte non sono? Ma obbiettivamente parlando, secondo voi, vede meglio la porta un centravanti o Marchisio o Vidal per quanto bravi essi siano? E’ come se voglio far fare al meccanico il gommista. Ok sarà anche un bravo meccanico e se la caverà ma non è lavoro suo, l’altro è nel suo campo ne capirà sicuramente di più, è specializzato in quello, o mi sbaglio?  Il calcio è studio, è tattica, è modulo e va bene… ci stà; ma è anche fare gol ragazzi . Le partite si voncono così, solo e semplicemente facendo gol. E noi di gol ce ne mangiamo troppi.

Alessandro Magno

 

articolo pubblicato anche su juvemania.it e su ladivinajuventus.it

ricchiuti6

inter condannata x spionaggio cambia qualcosa?
nulla. le società che fanno dossier godono di protezioni apparentemente incomprensibili ma logicamente durature.
Del piero al sidney
chi è stato in australia mi dice sia un paese bellissimo. non so quanto se ne intenda alex di paesaggismi ma mi sembra una scelta meno patetica di quella che fece baggio all’epoca. cioè caccia grossa in argentina.
alberto contador il ritorno
lo chiamo “sua leggerezza”. sia per il modo di stare in bici che per la percentuale di clembuterolo trovatogli, il famoso zero virgola periodico. un vero errore di ingenuità quello di comprare carne in francia, paese di formaggi grassi e vini acidi. chi segue contador è un vero amante del ciclismo. solo chi ama il ciclismo sul serio poteva sorbirsi il suo ritorno alle corse all’eneco tour, la corsa più brutta e piatta del mondo. dove comunque s’è fatto notare sul grammont. di contro aveva uno zero tituli come rodriguez, uno incapace persino di vincere il giro dei paesi baschi e sul quale usada varie avrebbero già aperto supermegacalifragili inchieste valesse appena qualche cosa. vincere la vuelta è stata la rivincita dello sport, del talento, del razzismo della qualità, della bellezza, dello stile sull’etica, la modestia, il gregariato, la concezione di eguaglianza forzata della competizione, i burocrati dell’antidoping, i facchetti, i brutti, i generosi, tutte le merdose vite da mediano. diciamo che se lo zero virgola aveva battuto contador, contador a sua volta ha battuto quello zero virgola di Rodriguez per tutti gli zero virgola del mondo.

 

Eppur ..ci manca.

di Luna23

Se a qualcuno non manca Alex Del Piero alzi la mano.

Tra poco inizierà il campionato e con esso  il primo anno senza Alex, è strano non vederlo più con la maglia della Juve, anche quando sedeva in panchina praticamente tutto il tempo della partita, dava in un certo senso, sicurezza.

Sarà una Juve quella di quest’anno senza un braccio e una gamba, un grande assente ..lui.

Cosa ci manca di Alex?

Penso che di questo campione ogni tifoso o ammiratore, potrebbe scrivere un libro tante le emozioni vissute insieme, potrei dire che manca la sua presenza essenziale e precisa, manca la sua vera e autentica Juventinità che non perderà mai, caratteristica che non trovo al momento in nessun collega della Juventus attuale. Ma d’altronde Alex non è stato un anonimo calciatore che ha avuto fortuna, ha ricoperto non solo il ruolo del Capitano, la sua modalità di gioco faceva intuire quanto la sua influenza si percepisse in campo e fuori.

Però una cosa mi ha fatto piacere, durante i numerosi memorabilia televisivi di questa estate, in uno, è stata raccontata la lealtà nei confronti della Juventus, quando ha vissuto il peggior momento della sua vita, non parlo della b o di calciopoli, ma degli anni subito dopo, dove si arrivava settimi, un Del Piero che non ha avuto paura di dialogare con quella folla esasperata, un intervento riconosciuto persino dalla carta stampata, gli allenatori, gli ex colleghi che ha difeso spero gli abbiano detto almeno grazie.

La mia è un po’ di nostalgia, non lo nego, questa estate farcita di scandali, condanne, insulti e chi più ne ha ne metta, mi manca ancora di più, non vedremo la sua faccia pulita, mai un sospetto, un pettegolezzo, un rumor che lo riguardasse, una vita all’insegna della correttezza morale, in campo e fuori ne fa un personaggio difficile da eguagliare.

Dice bene Alex, quando dichiara che “le persone passano ma la Juve resta”, e infatti siamo tutti qui in attesa di un altro anno all’insegna di conquiste, che ci auguriamo numerose e sul campo.

Caro Capitano .. so che col pensiero sei insieme a noi .. a tifare una grande Juventus.

Luna23

E così è arrivato quel giorno, il giorno del saluto.

Se ripenso al 1995, quando avevo 9 anni, quando ho iniziato a seguire la Juventus e vedevo il calcio con gli occhi di un bambino, mi sono calcisticamente innamorato di un piede che faceva magie e che disegnava arcobaleni che finivano dritti sotto l’incrocio.

Il piede di Alessandro Del Piero, stava nascendo un mito, una leggenda. Ti ho visto nascere Alex. Dopo aver vinto la Champions nel 1996 la prima cosa che ho fatto è stata andare a comprare con Papà la maglia di DEL PIERO, con quel numero 10 stampato su una maglia blu con due stelle sulle spalle, nasceva il mito, nasceva il nome.

Col passare degli anni sei diventato il mio idolo, il gol al River Plate, vederti segnare negli stadi maggiori europei, quel gol dopo 20 secondi a Manchester, quelle sgroppate contro napoli e inter, quei continui tiri alla Del Piero, punizioni, rigori, dribbling, esultanze e vittorie, la migliore stagione nel 1998 ed un pallone d’oro sfiorato, ingiustametne non vinto. Quel bimbo contento che ammirava il suo idolo, anche perchè era nato a novembre come lui, era dello scorpione come quel bimbo. Guai a chi mi toccava Del Piero, neanche dopo quel grave infortunio che ha fatto crollare la Juventus. Gli anni successivi tutti aspettavano Del Piero, tutti a criticarti ma io ho sempre creduto in te Alex, non ho mai smesso, sempre difeso. E quel gol nel 2001 al Bari…

Vederti nel 2001 con la fascia di Capitano è stato un grande orgoglio, una grande rivincita la tua, conclusasi con lo scudetto del 5 maggio 2002 e poi lo scudetto 2003, altra grandissima stagione, il gol per l’avvocato, il tacco nel derby e il gol al Real Madrid in semifinale.

Tra dolori e gioie sportive non ho mai smesso di vederti con occhi particolari, sempre con gli occhi di quel bambino del 1995. Soffrivo vederti in panchina ma sapevo che la partita l’avresti risolta o sbloccata o anche fatto un solo gol ininfluente per il risultato. Solamente leggere il tuo nome mi faceva sorridere. Gli scudetti 28 e 29, vinti sul campo.

Quel gol ai mondiali 2006, perchè un tuo gol in nazionale per me valeva di più… E poi la serie B, sentire il boato della gente perchè ti eri solamente affacciato dalla finestra dell’hotel, non scorderò mai quel momento, vederti ed emozionarmi. Vederti per la prima volta su un campo, un campetto, di B ed emozionarmi. Il 200° gol al “mio” Frosinone, il 300° e 301° gol in carriera con me presente allo stadio la prima volta a Torino.

Il ritorno in A, la doppietta al Real a Madrid, la standing ovation del Bernabeu che solo ai grandi va fatta, la standing ovation a Manchester per un’amichevole. Altre punizioni, rigori, dribbling, gol…la sofferenza insieme a te di questi 6 anni.

In quest’ultimo anno non aspettavo altro che il tuo primo gol ed è arrivato contro la Roma in coppa italia, uno dei tuoi sotto l’incrocio come solo tu sai fare, gioia, urlo e lacrime. L’emozione di un tuo gol per me è particolare, soprattutto quest’ultimo anno. La punizione alla Lazio, importante per il nostro campionato, per la vittoria finale. L’ottavo scudetto per te…

Il gol all’atalanta il 13 maggio 2012, lo meritavi, lo cercavi, la standing ovation dello Juventus Stadium, il tuo popolo, l’inchino a noi, il tuo grazie e il nostro grazie. Il momento più emozionante da quando sono Juventino.

Con te si chiude la mia prima epoca bianconera durata ben 19 anni (anche se i primi due anni non li ricordo bene), grazie per gli 8 scudetti vinti sul campo, grazie per la Champions e l’Intercontinentale, per il Mondiale, grazie per le gioie e sofferenze, per fortuna più gioie. Ci hai fatto gioire per 19 anni e piangere in un giorno… Adesso, quando sarò “grande” e mi chiederanno ‘chi era Del Piero?’, posso rispondere e raccontarti.

Sarai sempre il mio mito, per le tante emozioni che solo tu riesci a dare. Perchè mi hanno sempre chiamato “Del Piero” per una vaga somiglianza e ne ero contento. Perchè quando vedevo le tue interviste mi dicevano “eccolo che ora piange, eccolo con il suo amore” e gli occhi si illuminavano, perchè ti ho sempre visto e ti vedo sempre con quegli occhi di quel bambino del 1995.
Grazie Capitano, Grazie Alex.

Silvio Raponi

30 GIUGNO 2012. Arrivederci Alex.

30 GIUGNO 2012.Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.

Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare.

Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.

Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me.

I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende.

Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.

Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.

Arrivederci, ragazzi. Grazie di tutto.

Piuttosto che una terza stella così, piuttosto!


E’ di oggi la notizia secondo il quale la nuova maglia della Juventus non recherà la tanto agognata (e sognata) terza stella ma una non meglio precisata scritta sotto il logo (o sotto lo scudetto) del tipo ”trenta” oppure ”trenta sul campo”. La prima cosa che mi viene in mente così a umore è che se questa è la sorpresa del Presidente Agnelli è una sorpresa assai amara. Della serie come quando ti regalano una cravatta che fa schifo e che non ti metterai mai. Se è questa la sorpresa direi che era meglio non averla. Mi spiego: da tifoso nè io e nè tanto meno tutti gli altri crediamo di non saper contare, di conseguenza sappiamo, e lo sapevamo pure prima, che i nostri scudetti vinti sul campo sono 30. Il che significa: non avevamo bisogno di alcun promemoria. Fra l’altro non si capisce perchè oggi dovremmo mettere ”trenta” quando ieri non abbiamo messo ”ventinove”, che si , sarebbe stato qualcosa con un significato davvero importante. Se poi questo ”trenta” come leggo da qualche parte sarebbe un monito, un vanto nei confronti dei nostri avversari la cosa a mio parere, è pure peggio. Sarebbe un poco come uno che si è fatto la galera da innocente ed esce. Se non c’è una revisione del processo, se non viene unanimamente riconosciuto come innocente, è e sarà sempre colpevole. Per tutti. Hai voglia a dire che non lo sei, hai voglia a scriverlo sui muri a lettere cubitali o a scrivertelo in fronte. Sei e sarai sempre colpevole e non c’è nessuna legge che dirà il contrario. Sarai sempre trattato come un colpevole. E se vai in giro con la scritta in fronte ”innocente” fai pure la figura dello stupido. Ecco perchè fra l’altro son belle da vedere le scritte 30 sullo Stadium con le tre stelle sullo scudetto, ma pur sempre lasciano il tempo che trovano. Puoi scriverle anche sulla tazza del cesso (cit.) non è li che servono ma sulle maglie e nella bacheca (quella ufficiale).

A scanso di equivoci voglio subito diradare i sospetti di qualcuno che magari adesso pensa che stia facendo un attacco alla persona di Agnelli. Andrea Agnelli è un ottimo Presidente e un ottima persona che fino ad ora ha fatto tanto. In questo frangente però a parere mio, e se così fosse, ha sbagliato perchè non è prudente promettere cose che poi non si possono mantenere. Attenzione, chi mi legge sa benissimo che io lo dico fin dal primo giorno che le stelle non ce le facevano mettere, per cui lo dicevo prima e lo dico ora. Per me è una semplice constatazione. Non andavo scrivendo prima ”questo è il mio Presidente” come non scriverò ora che non lo è. Io mi sforzo di restare come sempre il più possibile razionale, non lo scrivevo neppure di Gianni o Umberto Angelli: ”Questo è il mio Presidente”, mica vuol dire che non fossero dei grandi o non abbia stima di loro. Anzi mi spingo più in la, a quelli diciamo più umorali che ad esempio han fatto una questione di lana caprina attaccando Del Piero per aver detto in sostanza che: ”gli scudetti ne abbiamo vinti 30 ma ce ne han assegnati 28” dico adesso di non fare uguale con Agnelli ammesso che ne avessero il coraggio. Lo dico agli ”umorali” ma pure …diciamo gli altri. A parere mio, il Presidente a volte è troppo tifoso e commette errori di questo genere a parlare da tifoso. Sulle stelle era tutto abbastanza chiaro fin dall’inizio, mi sarei aspettato che provasse a fare una forzatura , mettendole sulla maglia così come mi aspettavo che la Federazione non le approvasse. Allora si in quel caso lo avrei applaudito e sarebbe stato chiaro che la Juve voleva metterle ma non gliele hanno fatte mettere. Piegarsi prima non è mai bello. Se poi sei Juventino e quindi sei abituato a non piegarti mai la cosa è pure peggio. Ripeto a questo punto era meglio non prometterle. Ero contrario a stelle stilizzate o nel logo figuriamoci a scritte. Da quando le scritte hanno qualcosa di ufficiale nel simbolisimo delle vittorie? Suvvia! Occorre avere rispetto della maglia. La maglia è una divisa , è un armatura. Con la maglia si va nella battaglia. La maglia è una questione di stile ma non è una questione di moda. La maglia è una cosa seria. ”Trenta” o terze stelle fittizie non ne voglio. Addirittura avevamo tre stelle ora neanche una. Era meglio due stelle come prima, continuando le nostre battaglie nei tribunali di dovere. Quando ci sarebbero stati restituiti gli scudetti avremmo messo la terza stella come andava messa. E’ come se per punire la moglie ci fossimo tagliati…… le stelle.

Alessandro Magno

Una sconfitta ogni 43 partite ci può stare anche se fa male

Prima o poi doveva succedere. Spiace sia successo in una finale, seppure della Coppa Italia, coppa da sempre snobbata da tutti, che però quest’anno ha avuto un grande lustro, direi grazie e soprattutto, alla nostra presenza. La Juve è arrivata a questa finale dopo una settimana di feste e bagordi e diciamo che qualcuno (Vidal su tutti) non era proprio in condizioni presentabili. Nonostante questo, il Napoli eccetto i primi minuti con un colpo di testa di Zuniga e nel finale con i gol fatti rigorosamente in contropiede come sua consuetudine, non è mai esistito. L’unico giocatore napoletano vivace è stato Lavezzi, forse perché in procinto di lasciare questa casacca. Cavani è stato inesistente e anche Hamsik non s’è visto mai. Questa è una precisazione doverosa che andava fatta perché ci sono molti (troppi) che oggi stanno raccontando una partita diversa da quella che si è vista ieri. La Juve non meritava di vincere questo lo dico chiaramente, perché nel calcio vince chi fa gol, e quindi la vittoria del Napoli è più che legittima, ma parlare di grande Napoli, di lezione di calcio ecc. mi pare alquanto esagerato.

Mi sono piaciute le parole di Mazzarri che ha sottolineato quanto sia difficile battere la Juve che non era mai stata battuta fin qui, nonostante come detto ieri siamo stati tutt’altro che perfetti. Mi han fatto sorridere quelle di De Laurentis dette sull’onda di un entusiasmo esagerato, mentre trovo ridicole quelle di certi tifosi del Napoli secondo il quale sono adesso Campioni d’Italia (come noi o magari più di noi, non lo so bisognerebbe chiederglielo). Mi è comunque piaciuta molto la reazione della nostra squadra dopo l’1-0, reazione che ha portato il Napoli a rimanere schiacciato nella propria metà campo per diversi minuti, segno che se avessimo giocato con quella grinta da subito probabilmente staremmo qui a raccontare un’altra partita. Mi sono piaciuti molto gli sguardi arrabbiati dei nostri giocatori e del nostro Mister, segno che comunque ci tenevano e che si stanno abituando a non perdere, e che le sconfitte non gli fanno certo piacere. Grazie a Dio ci stiamo allontanando sempre più dalle sconfitte coi sorrisi, baci e abbracci che tanto ci han fatto arrabbiare negli anni passati. Mi è piaciuta moltissimo la standing ovation fatta dalla nostra Curva ai nostri ragazzi, che guidati dal Capitano sono andati fin sotto per riceverne l’applauso. Doveroso ringraziarli per questa stagione entusiasmante e primi segnali di una piccola cultura sportiva che avanza e che noi Juventini che spesso primeggiamo in molte cose abbiamo sposato appunto prima di tutti.

Mi ha lasciato abbastanza indifferente il fatto che la curva napoletana abbia fischiato l’inno. Sono uno che si emoziona quando sente Fratelli d’Italia ma eviterei di metterla in tutte le salse, compresa una finale di Coppa Italia. Oltretutto i fischi bisogna vedere se sono diretti all’inno (cosa che non credo) oppure ai politici riuniti in tribuna (quasi sicuramente tutti entrati a scrocco). Allora quei fischi prendono anche un senso diverso. Si fischia contro lo Stato non contro l’inno e lo Stato in questo momento se li merita tutti. Più dei fischi, infatti , mi fanno arrabbiare le parole del Presidente del Senato Schifani che si sentirebbe offeso e indignato. Visto il periodo storico che stiamo vivendo, i sacrifici che stanno facendo gli Italiani e i sacrifici nulli che stanno facendo i politici come lui, farebbe bene a sentirsi indignato quando ritira lo stipendio.

Tornando alla partita sono diverse le cose che non mi sono piaciute. La prima è il commento della Rai. Faziosi all’inverosimile. Riescono a mettersi a discutere per mezz’ora su un fuorigioco di almeno un mezzo metro di Cavani continuando a dire che è ”dubbio”, e liquidano il probabile rigore su Marchisio in venti secondi. Si ha davvero l’impressione di seguire un commento pro Napoli dello stile dei commentatori faziosi di Mediaset. Peccato che siamo sulla Rai e il canone lo paghiamo tutti. Cosa non mi è piaciuto ancora è stato l’arbitraggio. Timido e inadeguato. Ha permesso ai napoletani di picchiare all’inverosimile. Solo nel primo tempo ci sono almeno quattro falli da dietro su Del Piero da parte di Campagnaro, e incredibilmente per nessuno viene ammonito. Ha permesso a Lavezzi di fare una serie infinita di simulazioni a ogni tocco di palla, specie nel primo tempo. Ha permesso alla quaterna arbitrale di ricevere un sacco di insulti da parte dei giocatori napoletani senza battere ciglio. Ci sono almeno 3 labiali che si vedono chiaramente dalla diretta tv: Cavani e Aronica con dei ”vaffanc…” all’arbitro, e nel caso di Cavani c’è anche il labiale dell’arbitro che gli dice: ”Tu a me non mi parli così”, quindi ha sentito. Poi Campagnaro (sempre lui) che dice al quarto uomo Bergonzi per ben due volte di seguito: ”Ti han pagato prima della partita”. Tutto questo senza nessuna sanzione e anche Bergonzi ha chiaramente sentito visto che con Campagnaro sono viso a viso . Mi spiace aver perso contro questo Napoli anche per questo motivo, perché sono una squadra sinceramente sgradevole a iniziare dal comportamento dei giocatori.

Ultima cosa che non mi è piaciuta è la solita solfa di qualche tifoso juventino che se l’è presa con Del Piero dicendo l’ormai monotono: ”Avete visto tutti”. Allora, Del Piero ieri non ha giocato la partita più bella della sua vita, ma non ha giocato sicuramente peggio di altri. Tuttavia gioca a calcio e come tutti a volte gioca meglio a volte gioca peggio. Se dovessimo dare un giudizio ai giocatori solo per la partita di ieri, allora Vidal è un broccaccione, il sostituto di Del Piero che è stato Vucinic non è proprio un giocatore di calcio visto che il suo impatto sulla partita è stato tutt’altro che devastante e Cavani, che è stato inesistente tutta la partita salvo accorgerci che c’era quando ha tirato il rigore, non è proprio un giocatore da prendere. Questo giusto per dirne tre. E basta con questa storia su! Da domani non ci sarà più chi catalizzerà tutta la vostra attenzione su di sé. Pregi e difetti, gioie e dolori. Chi con la sua classe nasconderà a volte le magagne della squadra. Perché ieri s’è visto chiaramente che la nostra squadra di classe a parte Buffon, Pirlo e Del Piero ne ha davvero poca. Questa squadra per vincere deve correre ed esser affamata, se non lo fa è una squadra normale.

Ultima considerazione la faccio per i tifosi napoletani che giustamente sono contenti di aver vinto la Coppa Italia, ma come loro consuetudine esagerano. Come non siete Campioni d’Europa per aver battuto una volta il Chelsea, così non siete Campioni d’Italia per aver battuto una volta la Juve, siete vincitori della Coppa Italia 2012 che a mio modestissimo giudizio e a memoria non comporta l’essere campioni di nulla. Che vi piaccia o no, anche se questa volta ci avete battuto e ve ne diamo merito e vi applaudiamo, I CAMPIONI D’ITALIA SIAMO NOI! Voi non siete arrivati neppure secondi, ma quinti. Dietro Milan Udinese e Lazio. Per cui buona Europa League per il prossimo anno e arrivederci alla Supercoppa Italiana!

Alessandro Magno

Juventus-Atalanta 2012 – Dalla gioia al dolore

Nessun Juventino potrà mai dimenticare il 13 maggio 2012, una festa attesa e ritornata, lunga un giorno, strepitosa, sentita, mai vista ..dopo una stagione così, si dimentica tutto, il brutto viene messo da parte, conta solo il presente e il nostro futuro.

Nonostante il campionato vinto in anticipo, l’Atalanta non ci stava a passeggiare, se l’è giocata ugualmente, e noi per mantenere l’imbattibilità ci siamo dati da fare,  producendo un bellissimo 3-1, strepitoso il gol di Marrone, una fantastica  partita per lui, ma il gol del Capitano ha fatto impazzire lo stadium. Iniziando il primo tempo non bene, con una botta infertagli da un avversario, ha tenuto duro per i suoi tifosi regalandoci un gol, la sua  uscita è stata un apoteosi, i tifosi in piedi hanno applaudito per minuti il capitano, Alex sorrideva e ha fatto un giro del campo, passeggiando ..per godersi tutti i sorrisi e l’amore dei tifosi, ma Alex Del Piero non ha visto solo quello, si è accorto delle lacrime e dello strazio della sua gente: tutti abbiamo sperato, non so chi non  ha atteso  un cenno,  un cambio di rotta,  un ripensamento dell’ultimo minuto,  di  sentire un annuncio completamente diverso, ed invece no. Il suo addio puntuale ed annunciato è arrivato lasciando il pubblico senza parole. E’ tutto il campionato in cui ci hanno  bombardato  con questa eventualità, non c’è stata settimana con la quale dovevamo fare i conti con il tormentone “Vai o resti?”, nulla è valso, le richieste dei tifosi, la raccolta delle firme, le lettere, le suppliche, niente. E’ andata come doveva .

Il gol di Barzagli metterà la parola fine a questo campionato,  la cerimonia di premiazione vede il nostro presidente, ancora incredulo a ringraziare e a citare per nome, tutti i suoi collaboratori, unendoli in un grande abbraccio virtuale, Presidente Andre Agnelli,  congratulazioni, oggi hai vinto anche tu.

La famiglia al completo è stata sempre al suo fianco, Andrea Agnelli è stato sostenuto fino alla fine, i suoi collaboratori non hanno tradito.

Ma purtroppo, malgrado la forte intensità, la mancanza di Del Piero si fa sentire, un dolore immenso ci pervade, credo che la maggior parte di noi, lo vedesse quasi come un parente, tanto era la sua popolarità, oggi nel giorno della rivincita siamo orfani. Alex andrà via. Lo potemo vivere ancora domenica in finale di coppa Italia e dopo basta, cala il sipario.

La vita ci insegna che qualunque cosa accada bisogna andare avanti, Del Piero, la nostra identità juventina, con la Juventus ha finito, ma d’altronde anche questa Juventus non è quella dell’avvocato, nè quella del dottore, e dopo Alex ci sarà qualcun’altro. Per il momento godiamoci quel che ci resta ..e salutiamoci domenica.

Luna23

Del Piero per sempre.

Sai la gente è strana, prima si odia e poi si ama. Cambia idea improvvisamente…. quando la moda cambia, lei pure cambia…..senza serietà come fosse niente……Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo, un punto sei, che non ruota mai intorno a me,  un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore. Tu……(Mia Martini).

Tutto deve passare cosi è la vita. A volte in certi passaggi si può fare di meglio, io penso di si. Non ce l’ho con il Presidente anche se una deroga a Del Piero io l’avrei concessa. Non è colpa di Andrea Agnelli  se altri prima di lui per assenza di un carisma che gli consentisse di  tenere insieme il popolo juventino nel momento peggiore della loro storia, hanno scelto di delegare ad Alex questo compito nobile, arduo e ingrato allo stesso tempo. La famosa frase pubblicata su tutti i giornali: ”Un cavaliere non lascia mai la sua signora”, non fu idea di Alex ma di quella dirigenza ricordata non proprio per avere grandi capacità. Dicevo non ce l’ho con il Presidente che probabilmente anche giustamente ha deciso di riportare le cose nel giusto ruolo, perchè un giocatore non può sostiutirsi ad una squadra. Questo lo capisco. Capire però dovrebbero quelli che in questi giorni hanno criticato Del Piero dicendo che fosse lui ad aver voluto tutto questo. Sbagliato. Alex si è prestato. Certo a chi non farebbe tanto piacere avere tanto onore? Ma altri si sono rifiutati  e loro si hanno fatto bene i loro comodi. Per il nostro bene Alex ci ha tenuti uniti quando altri non avevano le palle per farlo.

E’ stato il Generale che mentre noi eravamo lontani da Roma e la stessa bruciava, ci ha tenuto insieme nelle battaglie. Mentre a Roma facevano la politica noi facevamo la guerra, uniti come fratelli. Come Ezio contro Attila. Non abbiamo tradito Roma e non la tradiremo mai, ma Roma che prima ci ha utilizzato ora ci ha guardato con non poca diffidenza. Questa è stata una brutta cosa. Pazienza, nella nostra lealtà totale non abbiamo marciato contro. E’ bene aggiungere che all’ analisi finale quasi tutti gli Juventini non hanno tradito il loro Generale. Ero in piazza Castello a Torino fra i 400 mila a festeggiare e ho visto il tributo ai giocatori e al Capitano. Ho visto, sentito e cantato il nome del Capitano. Ero con gente che veniva dallo stadio e aveva assitito ad un tripudio di cuori e di lacrime. Al più caloroso addio a una squadra che io ricordi, finanche perchè non preparato. Al giro di campo durante una partita più clamoroso che io abbia mai visto in vita mia. Diciamolo: in quel momento non fregava a nessuno della partita. In quel momento c’era solo da omaggiare il nostro Generale che era sceso per l’ultima volta nella sua (nostra) Arena. Non ce l’ho con il Presidente ripeto, forse è giusta la sua scelta. Ce l’ho con quella parte del tifo che a mio parere ha voltato pagina troppo presto. Ce l’ho con chi solo un anno fa gridava il nome di Del Piero e ora gli ha voltato le spalle. Ce l’ho con chi solo per un attimo ha pensato di fischiarlo allo stadio. Questi ultimi poi sono 4 gatti sfigati e glielo dico e non mi frega nulla se si offendono. Vi dovete solo vergognare per aver pensato anche per un solo momento uno squallore simile. Lo stadio ha emesso la sua sentenza ieri: siete un esigua minoranza. La Curva Nord, secondo anello, ha scritto: ”Del Piero non è importante è l’unica cosa che conta”. La Curva Sud dove c’e’ ‘chi comanda’ ha omaggiato con 20 minuti di applausi scroscianti.. Amen. Zitti. Fatevene una ragione. La Curva ama la Juve ed ama il suo Capitano. Roma e il suo Generale. Le due cose sono insicindibili,  non sono contrapposte, fanno parte della stessa storia, della stessa famiglia. Agnelli non vi ha chiesto di odiare Del Piero, neppure una volta. Ha preso la sua decisione come è nelle sue mansioni e nelle sue responsabilità, ma voi vi siete subito ugualmente schierati dalla parte forte. Certo molto facile questo. Molto comodo ancorchè poco coraggioso. Molto più difficile mettersi dalla parte di un figlio di un elettricista rispetto che al figlio di uno che possiede magari delle centrali nucleari. Lo capisco ma non lo apprezzo. Sarà perchè pure io son figlio di un maestro di scuola, sarà perchè anche io come Del Piero sono cresciuto in mezzo alla strada, in mezzo alla gente normale. Alex deve andare….e va bene mi piange il cuore, ma lo capisco. Alex come Garibaldi a Teano risponde ”Obbedisco” ma come Garibaldi non è contento, perchè come Garibaldi sa che si poteva fare di meglio. Mi auguro solo che il suo esercito non venga mandato al forte di Fenestrelle come è succeso ai Garibaldini. Grazie a Dio Andrea Angelli non è Vittorio Emanuele.

Sono sicuro che il Presidente farà una grande Juve, lo stà già facendo, perchè è un ragazzo in gamba e ha carisma. In soli due anni ci ha già riportato a vincere lo scudetto. Una gran cosa.  Lo ammiro, anche se non sono disposto ad ammainare i miei sentimenti in forza di uno scudetto seppure bellissimo. Come molti di voi sono un po triste e un po felice.  Chiedo solo umilmente al Presidente, che possa fare rientrare nei ranghi il nostro Generale quando smetterà. A Del Piero ho due sole cose da dire, la prima è la più importante : Io non ti ho tradito. La seconda vorrei che tu la prendessi come la mia carezza sul tuo viso.  Spesso inzio i miei articoli con una canzone, per te Alex chiudo anche con una canzone, non l’ho mai fatto.  Si tratta di Hey Jude la canzone che Paul Mc Cartney scrisse per la pena che provava a vedere il piccolo Julian Lennon, abbandonato da suo padre John. Questa canzone fa:

Hey Jude don’t make it bad, take a sad song and make it better. Remeber, to let her into your heart, then you can start to make it better…… And anytime you feel the pain hey Jude refrain, don’t carry the world upon your shoulders for well you know that it’s a fool.

Hey Jude non essere triste,  prendi una canzone triste e rendila migliore.  Ricorda di lasciarla entrare nel tuo cuore, così potrai  iniziare a renderla migliore…. E ogni volta che senti dolore hey Jude, trattieniti.  Non portare il peso del mondo sulle tue spalle, perchè lo sai bene che questo è folle. (The Beatels).

Alessandro Magno

Juventus – Atalanta 3-1 Sintesi

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