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Solo lui può.

Articolo datato 12 maggio 2011 riguardante l’ultimo rinnovo contrattuale fatto all’epoca da Del Piero con la Juventus. Ritorna d’attualità e mi piace riproporvelo proprio in vista dell’addio del Capitano…  

Ma che, stiamo scherzando? Su questa perplessità ci torniamo dopo, con calma. Ora non c’e tempo e non è il momento, c’è altro da dire. Che Del Piero ha firmato. Eh sì. Qualcosa la dobbiamo pur scrivere, no? Osama, William e Kate. Berlusconi sia in campo (quello della politica) che fuori (quello del calcio), Mourinho, il Barca. Tutti temi di tutto rispetto, trattabili, ci mancherebbe, ma si scrive troppo e si pensa troppo poco alle parole da buttare sul foglio. Spesso ci si trova costretti a parlare di temi che ci vengono ossessivamente proposti senza criterio, a ruota libera, in ogni modo, in ogni luogo, in ogni tipo di salsa.

E invece io vi metto di fronte ad una bella storia d’amore, leale e duratura, che ha bisogno di essere monitorata ogni tot. di anni per andare avanti anche se i coniugi salterebbero volentieri questo passaggio noioso e asettico. Il bello è che siete liberi di leggermi, non vi costringe nessuno perché tanto il loro matrimonio va avanti anche senza le luci e gli occhi dei riflettori. Cominciamo dalla fine, col dire che ha messo la firma per compiere la maggiore età con la Juve, pianeta d’appartenenza,  come se fosse una seconda vita parallela perchè la prima la sta vivendo qui con noi e come noi, sul pianeta Terra. Una storia, quella con la Juve, ancora tutta da vivere se si pensa che gli anni compiuti sono appena appena diciotto, omettendo che, eppure, la vita del calciatore è relativamente breve e la maggiore età, con una stessa casacca, non la raggiunge quasi nessuno. Alex è già il top. Molti preferiscono cambiare aria e mondo, stupidi che hanno bisogno di girovagare per trovare stimoli e ne approfittano perché hanno la possibilità di farlo, come se la fortuna di giocare per un grande club non sia già un grande stimolo da mantenere sempre vivo come l’impegno costante nei confronti di quei tifosi che, ogni anno e in ogni partita e in ogni occasione, sono sempre lì ad incitare la squadra e il beniamino che, in qualche modo, rispecchia se stessi e a fare in modo che, almeno la loro componente, faccia bene il proprio dovere. Perché quello del tifoso, poi, diventa uno ‘spensierato’ dovere.

Chissà cosa passa per la testa di quel marziano di Del Piero che decide di legarsi alla Juve dagli albori di una carriera fatta di record, fame e soddisfazioni, sino all’epilogo della stessa, più bello del principio. Una noia mortale, una monotonia da manicomio: ogni giorno, sempre la solita solfa. Eppure è proprio la monotonia che ha migliorato Del Piero come uomo e lo ha fatto apprezzare a noi come bandiera: il fatto di essersi legato alla Juve con un legame inscindibile, fatto di alti e bassi, di periodi bui e di altri felici, di problemi, vicissitudini, gioie, dolori, soddisfazioni tutte da vivere con i ‘soliti’ 14 milioni di tifosi e più o meno le stesse facce che si sono alternate in 18 anni di storia juventina, in squadra e in dirigenza. Ne ha vissute tante, Del Piero, ha fatto con noi anche la serie B, anno nel quale avrebbe potuto benissimo pensare di andare altrove non per mancanza di stimoli ma per necessità di VINCERE. E invece, la sua vittoria è stata continuare a rendere felici i suoi tifosi, alimentando dentro di sé un altro stimolo che solo 4 suoi compagni di squadra che lo hanno seguito hanno compreso: tornare a vincere con la maglia che lo ha portato sul tetto del mondo, ripartendo dal Purgatorio della Serie B anche se si può parlare d’Inferno visti i punti di penalizzazione e la cessione dei pezzi pregiati della squadra.

Soltanto chi non ha paura di cadere nella banalità e nell’indifferenza della monotonia, nell’apatia o nella stanchezza della routine e sa andare avanti giocando sempre per la stessa maglia può dirsi un uomo completo, un atleta costante, un campione apprezzato.

Il rinnovo di Del Piero alla fine è una cosa normale, tanto scontata quanto necessaria. Ogni anno si parla troppo di questa faccenda che non ha nè capo nè coda, a dirla tutta; anche chi si è sempre mostrato ostile nei confronti del rinnovo di Del Piero oggi direbbe che è stata la scelta giusta non perchè la Juve ha bisogno ancora di Del Piero in campo (questi sono pareri, relativi, sui quali si può discutere per ore) ma perchè vedere la Juve senza Del Piero non è la stessa cosa. Ormai è abitudine vedere Pinturicchio nella Juve e nessuno immaginerebbe il nuovo stadio senza almeno un gol di Alex . La verità è che nessuno ha mai pensato veramente ad una Juve senza Alex e ad un suo addio imminente. Quindi di cosa stiamo parlando? Ma che, stiamo scherzando? I numeri, ovvero 674 presenze e 283 reti senza mai stancarsi, parlano da soli.

In questa vicenda, l’altro coniuge si chiama Andrea Agnelli perché i matrimoni si fanno in due. Stefano Del Piero al massimo ha fatto da maggiordomo. Non sapremo mai se Andrea Agnelli si sia realmente alterato alla notizia che Del Piero, qualche mese fa, aveva dichiarato di esser disposto a firmare anche in bianco, azione colta dai più maliziosi come una mossa strategica da parte del Capitano che ha esposto il presidente a serie figure barbine in caso di non rinnovo e costringendolo, in un certo senso, a firmare l’ultimo contratto mantenendo  termini economici comunque decenti. E invece il misero milione e mezzo (dipende dai punti di vista, ma se lo paragonassimo con i campioni o le bandiere di suo pari livello, invece che con giocatori di serie C…) che Alex percepirà da qui sino alla fine del prossimo anno dimostra il contrario: dimostra che la volontà di fare un altro anno c’era, da ambo le parti; dimostra che il sacrifico del capitano è un vantaggio per la Juve che potrà approfittare (sì, approfittare!) ancora del suo contributo in campo, dimostra che le TV hanno parlato, ancora una volta, tanto…

Il senso d’appartenenza, forse, è ancora di casa. Appartiene ad entrambi ma ad Alex appartiene di diritto. È il migliore. ANCORA LUI. Questione di routine e d’abitudine.

eldavidinho

Delpierese – Juventus: il derby surreale degli opinionisti in cerca di popolarità

Oggi mi sono svegliata con un pensiero in testa, e ho deciso di condividerlo. Riguarda il modo un po’ offensivo in cui si sta trattando proprio tra noi tifosi la faccenda Del Piero. Offensivo perché siamo arrivati alla denigrazione del pensiero altrui, con liste nere e una vera e propria caccia alle streghe. Ecco come la vedo io.

La contrapposizione Del Piero-Juventus è indubbiamente illogica. Prima di tutto perché nel calcio le squadre non sono composte da un solo elemento, poi perché la Juventus in sé sarebbe solo un logo, un marchio, una cosa inanimata se non ci fossero le persone a renderla un’entità concreta e tangibile. Anche l’affermazione “esiste solo la maglia” è insensata, essendo la maglia in se stessa un oggetto che può assumere un significato solo una volta indossata da un bipede umano. Altrimenti non ci sarebbe alcun bisogno di stipendiare dei calciatori, basterebbe prendere il pezzo di stoffa e venerarlo passivamente e all’infinito come reliquia sacra. E’ impossibile dunque, pretendere che si prenda una posizione netta senza cadere nell’assurdo. Le due cose sono imprescindibili, poiché hanno bisogno l’una dell’altra per esistere.
Il mio sospetto, invece, è che questa voglia frenetica di mettere i tifosi gli uni contro gli altri, separandoli nelle due assurde categorie citate, sia un’opera mirata, compiuta in palese malafede. Io non so che benefici si traggano dal rendere così forte questa distinzione, facendo addirittura un elenco di buoni e cattivi, come si faceva alle elementari, tanto per intenderci. Quando degli adulti cadono in queste forme di infantilismo, è assai difficile riportarli alla ragione e tentare di instaurare un dialogo. I bambini sono così: hanno ragione a prescindere. Ci saranno allora degli “ulterior motives” in chi pontifica elargendo verità sulla condotta da seguire? Non lo so, ma sarebbe un gigantesco passo in avanti se si evitasse di cadere nella trappola preparata da chi cerca di fare dei proseliti per motivi suoi che non ci è dato conoscere. Chiedo troppo forse? Le opinioni di questi vati del tifo lasciano il tempo che trovano. Come quella che sto esprimendo anch’io in questo momento, un’opinione che non conta né più né meno di quella di un altro, e che non ha comunque la presunzione (a differenza di quelle dei depositari della verità) di essere il verbo.

Fa specie che al centro di questa sgradevole diatriba tra tifosi vi sia uno dei campioni più grandi della storia bianconera. Ma del resto, l’Italia è uno di quei paesi in cui il successo non viene perdonato a nessuno, e proprio i tifosi juventini dovrebbero saperne qualcosa in merito. E’ anche abbastanza incoerente liquidare la pratica Del Piero avendo come alternative non certo un Messi (tanto per fare un nome), ma elementi medi (per non dire mediocri) che non sarebbero in grado di conquistare neanche le briciole di quanto ottenuto dal grande campione che il mondo sportivo ci invidia. Non so se si tratti di superficialità o masochismo, eppure questo sembra essere il sentimento diffuso: “Non serve più. Il passato è passato. Viva il nuovo!” Le bandieruole, del resto, vanno dove tira il vento. Ed ora soffia il vento nuovo, e chissà quante cose belle porterà.
Ho letto che l’intervista rilasciata a Vanity Fair avrebbe destabilizzato l’ambiente in una fase cruciale della stagione, eppure non mi sembra che le parole di Del Piero fossero destabilizzanti: “[Ma] un capitano non deve mai dimenticare i suoi doveri e quello che rappresenta. La Juventus è impegnata al massimo per vincere campionato e Coppa Italia. Non abbiamo bisogno di polemiche, che del resto non hanno mai fatto parte della mia carriera.” Certo – hanno detto in molti – la scelta della rivista… Penso che sarebbe stato citicato anche se avesse parlato sul giornale dei vescovi o su quello dei Boy Scouts. Tutti a cercare il pelo nell’uovo quando bisogna portare avanti una posizione antagonista che si ha da sempre, alla faccia anche del buon senso.

Siamo persino arrivati alla scelta dei capitani da utilizzare come arma morale contro coloro che avrebbero desiderato una conclusione diversa dell’avventura di Del Piero in bianconero; anche qui sono state fatte distinzioni nette tra giocatori degni di tale titolo ed altri che non lo possono evidentemente essere. Distinzioni che poi contraddicono quell’affermazione sulla maglia, dato che queste stesse persone che scelgono un calaciatore rispetto a un altro, sono altresì le stesse che si esprimono con “esiste solo la Juve.” Eh no! Se i capitani passano, passano tutti, non solo uno (Del Piero). Poi, l’avete appena detto che non contano i giocatori ma solo la “maglia.” Delle due cose, l’una.
A me non piace seguire nessun leader, perché sono assai presuntuosa e non ritengo ci sia nessuno in grado di potermi dire cosa pensare o come comportarmi. Se c’è una cosa che detesto sono proprio coloro che salgono su un pulpito a gridare alle folle. Dunque, non posso accettare che si entri nel merito delle passioni altrui, soppesandole e decretandone la validità o meno: è un atto di una scorrettezza immane. E se lo trasferissimo dal calcio alla vita di tutto i giorni, diventerebbe persino pericoloso. Non solo non l’accetto: mi fa repulsione. Alcuni dovrebbero scendere dal piedistallo e sarebbe fantastico se in molti dessero loro la spinta finale.

Rosie Trenta

Le cavolate, l’intuito, la fortuna di Conte… e le combinazioni

Juventus-Roma è stata tanta roba, una Juventus così grande e così bella ci ha fatto dimenticare per qualche giorno che il calcio perfetto non esiste. I demeriti della Roma in quella partita sono passati colpevolmente sotto banco. A Cesena senza dirlo troppo forte, siamo andati con la consapevolezza che i tre punti non potevano mancare, e invece a momenti mancano davvero. Già la sera prima, per chi come me ha assistito a Barcellona-Chelsea, si era visto bene come una squadra che sempre si difende, contro un altra che sempre attacca a testa bassa, può pure vincere (o non perdere). A Cesena è andata una piccola replica di quella partita con noi monotematici e loro a fare muro e a momenti, come detto, riescono a non perdere.

La formazione di Conte mi è sembrata Ok, devo dire che pure io avrei dato una nuova opportunità a Matri dall’inizio, i cambi invece li avrei fatti prima. Quello di Del Piero a mio modo di vedere è arrivato in colpevole ritardo, ma di Del Piero parliamo dopo. La cosa che mi è piaciuta meno di Conte e che considero una cavolata, è stata quella di far tirare il rigore a Pirlo. Andrea per chi ha memoria storica e Conte dovrebbe averla visto che di lavoro fa il Mister, ha sbagliato diversi rigori in vita sua. Ricordo benissimo ad esempio che nel Milan di Ancelotti dopo averne sbagliata una serie (mi pare di 3) fu declassato a vice rigorista in favore di Kakà. Ora in squadra c’è un giocatore che dagli undici metri sembra decisamente più freddo, che è Vidal, e mi pare di poter dire che era anche la prima scelta di Conte, visto che all’andata contro il Cesena lo tirò proprio lui. Non mi spiego il perché di questo cambio, forse per premiare Pirlo, che di questi premi io non credo ne abbia bisogno, oltretutto dopo che proprio domenica ne ha già sbagliato uno (poi ribadito in porta). Fortunatamente non è stato un errore decisivo, ma rischiava di esserlo e non ce lo possiamo permettere.

L’intuito di Conte invece è stato quello di mandare in campo Borriello e di insisterci anche altre volte. Non me ne voglia Marco ma io sono uno di quelli che non lo gradiva. Ritengo sia un buon attaccante di medio-livello, buono per squadre da Euorpa League in giù. Non credevo e non credo che il suo arrivo aggiungesse molto al nostro attacco. Tuttavia sono stato sempre contrario alla sua contestazione e ai fischi rivolti verso di lui. L’ho difeso quando si è insinuato che avesse rifiutato la Juve. Sono e sempre sarò per il campo, e se uno in campo gioca e fa bene lo applaudo. Oggi applaudo Marco perché se lo merita, si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto e non ha sprecato. Carpe diem, bravo Marco, spero che questo gol sia per te quello che spero sia stato Martedì per Torres, l’inizio di una nuova storia. Professionalmente te lo meriti assolutamante e l’abbraccio del gruppo al tuo gol fa capire che bel gruppo siete e come tu ti ci sia inserito dentro alla grande. Ho visto chiaramente Matri esultare, che in realtà dovreste esser rivali. Questo vuol dire tante cose.

E veniamo alla fortuna e alla combinazioni. Certo la fortuna arride agli audaci e non si può dire che Conte non lo sia. Audace perché cambia più volte la formazione in campo togliendo i due esterni e passando dal 3-5-2 al 4-3-3 e forse per la prima volta in questo campionato e in vita sua al 3-4-3 perché alla fine sono in campo sia Giaccherini che fa l’esterno, che Vucinic, Borriello e Del Piero. Fortunato lo è perché se vinci partite come queste e segna un giocatore che hai fatto entrare sei indubbiamente un uomo fortunato. Se poi ci si mettono anche le combinazioni allora la fortuna davvero ti è amica. Forse è un segno del destino? Perché è una pura combinazione che entra Del Piero e la partita trova nuova verve. E’ una pura combinazione che dopo pochi minuti Del Piero su punizione quasi fa gol e Antonioli si deve superare per respingere una palla velenosissima. E’ una pura combinazione che proprio Del Piero sul prosieguo dell’azione mette sulla testa di Vucinic la palla che il montenegrino appoggerà a Borriello e finirà in rete. Ma vedi le combinazioni a volte! … Dite che non lo è? E già lo dico anche io.

Ultima considerazione la voglio fare per Allegri che oltre a stufare un po’ tutti con questo gol di Muntari mi sa che non è nemmeno tanto bravo in matematica. Si sa che i calciatori e gli allenatori non è che siano stati delle cime sui banchi di scuola. Allora, ammesso che lo avessero convalidato sto benedetto gol, il Milan oggi avrebbe 2 punti in più e noi 1 in meno, visto che siamo 3 punti avanti allora diciamo che in questo momento saremmo a pari punti, senza tenere conto ovviamente di tutti i rigori che han avuto loro regalati. Ora ammesso e non concesso che loro facevano sto benedetto gol e noi facevamo quello di Matri (almeno contiamo quello convalidato no), gli scontri diretti sarebbero: andata 2-0 per noi, ritorno 1-2 per loro. A pari punti a casa mia, per causa degli scontri diretti, saremmo sempre noi primi e loro secondi. Sempre ammesso che sto gol di Muntari per qualche ragione che mi sfugge non valga 4 punti. A beh a quel punto allora cambia tutto.

Alessandro Magno

Questi adorabili “vecchietti”

Mercoledì 11 aprile ore 20,45 la Juventus, è stata salvata in extremis da quell’adorabile “vecchietto” che risponde al nome di Alex Del Piero. Qualcuno potrà anche dire che si è trattato di un caso, ma se vincessimo questo campionato, quel gol ce lo ricorderemo per sempre.
Non vorrei  essere troppo “passionale” o tifosa di pancia, ma, la dirigenza si sarà resa conto di quanto un giocatore anziano della sua esperienza, sapendolo gestire  stia facendo la differenza, e mi auguro che ci pensino prima di  darlo via.
Bisogna essere obiettivi: i nostri attaccanti quanti palloni  hanno bisogno per segnare? Il centro campo crea occasioni da gol in tutte le partite, la maggior parte molto buone, ma il nostro attacco fa fatica, e lo stesso Conte ad ogni fine torneo, ricorda che i risultati bisogna chiuderli “prima”.
Io non so perché, questo accade, attaccanti che non segnano o molto poco, centrocampisti che creano e segnano, idem per alcuni difensori.
Partendo dal presupposto che fare gol è difficile, sembra che per il nostro attacco a volte sia impossibile, quindi ecco i “vecchietti” che accorrono a salvare la flotta quando la barca comincia a fare acqua.
Torniamo ad un concetto scontato, è vero che la squadra di calcio deve essere fatta di giovani, è evidente: la freschezza, l’elasticità mentale, la velocità di un ragazzo, la stessa proiezione del futuro,  sono tutti ingredienti ovvi per creare un team vincente, ma non sempre basta, per correre ai ripari ieri sera, non sono bastati i giovani, la Juventus attualmente in campo è diretta da un giocatore non proprio nel fiore degli anni e il Del Piero prossimo ai 40 che è stato determinante in molte occasioni.
Non sarà certo per tutti ma alcuni talenti dimostrano di durare e in qualche modo tenere il “tempo che passa”e di essere sempre straordinariamente attuali.
Nessuno di noi sta pensando a cosa accadrà al nostro capitano, la voglia di vivere questo magico presente cancella l’infausta eventualità della cessione, godiamoci il nostro capitano, non perdiamoci neanche una partita perché è già di nuovo ora …

Luna23

Il Vucinic della discordia ..

 

Probabilmente Mirko Vucinic, non provocherà una guerra, come fu per  la bella Elena di Troia della mitologia greca, incolpevole di essere bella ma per questo,  rea   di aver provocato una guerra, insanguinando la città di  Troia.

Non insanguinerà certo la Juventus, Vucinic, per  le sue intemperanze ed instabilità, ma solo discussioni e polemiche.  E’ in questo momento Juventino,  il  calciatore che fa più parlare e molto discutere per i suoi comportamenti  fuori dalle righe e per il suoi rendimenti non sempre  “leggibili”,  o lo si ama o lo si odia: non ci sono mezze misure. Ha trovato un posto importante Mirko Vucinic, nella Juventus di oggi,  proposto da Antonio Conte suo grande sostenitore, nonostante un inizio tutt’altro che brillante, e con diversi punti di caduta in cui il giocatore non si è distinto in bravura, pare oggi abbia trovato “una quadra” offrendo spesso prestazioni di tutto rispetto degne di un fuoriclasse, almeno così si scrive.

Eppure, Vucinic non passa mai inosservato, per la sua discontinuità piuttosto evidente e non solo per questo, il suo punto debole: un  carattere difficilmente   gestibile.

La sua fragilità emotiva mette in discussione  il suo operato, anche quando ritenuto eccellente fino al momento, può bastare un fallo, o una decisione arbitrale  a fargli perdere le staffe, e procurarsi  un ammonizione  rischiando il più delle volte l’espulsione, situazione spesso evitata grazie all’intervento di qualche compagno volto a tappargli la bocca in extremis, mettendolo  al riparo da situazioni sgradevoli.

Insomma vive anche nella stessa partita, momenti up e pochi secondi dopo down, e se non entra nel ruolo come vorrebbe il nervoso prende il sopravvento, rendendosi quasi inutile.

Quando è psicologicamente in forma Vucinic lavora piuttosto bene, è in grado di servire anche  assists vincenti ai suoi compagni, o che  realizza lui medesimo in gol, ma quando non è “in grazia” fa disastri, tanto da ritenersi necessaria la sostituzione, azione che per’altro Antonio Conte effettua mal volentieri.

Che dire di lui?

Che abbia delle doti non c’è dubbio ma che scompaiano come il fantasma di Amleto è altrettanto vero. Certo va gestito, e Conte proprio perché ne è affascinato lo sa fare, ma sarebbe opportuno, vista la così poca scelta attuale, lavorare con lui molto sulla testa. Che sia un’istintuale è evidente, ma il calcio non lo si può trattare solo così, occorre usare l’intelligenza, il cervello per così dire, il non cadere nelle trappole degli avversarie fa la differenza tra una squadra vincente da una no.

E’ un fuori classe? Qualcuno lo afferma ma personalmente non ne sono convinta che lo sia davvero, la sua resa è condizionata da troppi fattori, e una squadra come la Juventus ha bisogno di poter fare affidamento sulle sue forze di primo livello.

Tutto sommato lui c’è e a sprazzi fa qualcosa, siamo in predicato di poter vincere il campionato, e proprio ora è “obbligatorio tenere i nervi saldi”, quindi è doveroso assistere psicologicamente il giocatore valorizzando il più possibile le sue qualità tecniche, se si riuscisse, il traguardo dello scudetto non sarebbe più un’utopia, ma un sogno che diventa realtà che sarebbe anche un po’ suo .. non posso che dirgli .. Blessed be .. Vucinic! (Sii benedetto ..Vucinic)

Luna23.

Meno male che Ale c’è

Il cuore batte forte perche’ ancora ci credo, lo faccio perche’ in troppi han detto che non potevo. Sono vivo! Per un pelo. Sono un divo! Per un pelo! Sono recidivo fino al giorno che crepo. (J-Ax ft. Jack La Furia)

Ogni partita e’ una guerra lo avevamo detto, un attentato alle nostre coronarie. Certo bisognerebbe raddrizzare un poco la mira sottoporta. Bisognerebbe che i portieri avversari non si esaltassero ogni volta come fa Marchetti che diventa paratutto, salvando anche l’impossibile. Bisognerebbe che le squadre che giocano contro di noi decidessero di giocare a calcio e non di fare catenaccio come puntualmenrte avviene ed e’ accaduto anche contro la Lazio. Mercoledì sera sembrava davvero una notte stregata. Meno male che Alex c’e’. Menomale che questo genio del calcio e’ ancora con noi.Ma ad Alex voglio lasciare la chiusura del “pezzo”, parto dal dopo partita perche’ e’ qualcosa di comico. Il redivivo Paparesta ha il coraggio e la sfacciataggine di far rivedere al replay gli unici due calci d’angolo della Lazio, alla ricerca di un qualcosa che non c’e’, e nemmeno una il rigore reclamato dalla Juve per fallo su Vucinic.
Davvero forte questa cosa se si pensa che la Juve di angoli ne ha battuti ben 11. Evidentemente a Paparesta l’han istruito bene se vuol lavorare a Mediaset, tiene famiglia. Mi chiedo dove lo avevano “conservato” fino ad ora, dato che non si vedeva dal rigore regalato al Milan per fallo di Pato su Manfredini in Atalanta-Milan. La risposta la conoscete, la battuta e’ scontata. Per non parlare del fallo su Pepe, invertito dall’arbitro, da cui nasce il gol laziale. Scherziamo mica son cose da far vedere queste.

Altra curiosità da demandare poi ad Allegri, che dice che i mass-media ce l’hanno con il Milan, è il fatto che Paparesta riesce così a condizionare Reja, che il mister della Lazio presentatosi alle interviste Mediaset ammettendo la superiorità della Juve e la vittoria leggitima, poco dopo va in Rai e si avventura in un : “E’ un peccato perché meritavamo il pari”. Evidentemente Paparesta l’ha convinto di aver subito un danno.
Ora i numeri sono questi: 72% di possesso palla a 28 per la Juve. 20 tiri a 4 della Juve di cui solo 2 della Lazio in porta, e perdonatemi ma io il secondo proprio non me lo ricordo. Nessun tiro della Lazio in porta nel secondo tempo. Dei calci d’angolo abbiamo già detto. Se questi sono numeri per un pari io sono Babbo Natale. Diciamola tutta, la Lazio meritava una batosta ben più pesante, che ha evitato per 80 minuti solo grazie al catenaccio e alla fortuna. Reja e Paparesta se ne facessero una ragione.
Certo il calcio è strano e credo pure io che se a un certo punto, non l’avesse sbrogliata Del Piero, probabilmente si sarebbe pareggiato. Ma sarebbe stato un pari molto fortunato per loro, “meritato” è un altra roba.

E veniamo ad Alex. Cosa si può dire ancora che non abbiamo detto? Cloniamolo. In passato ho scritto che non avrei voluto vedere il declino di Del Piero perché gli voglio troppo bene, ma davvero questo uomo sovverte ogni pronostico.
Ieri è stato immenso per classe, per grinta, per voglia. La squadra con lui in campo si rinvigorisce, inizia a crederci di nuovo. Pure lo stadio ci crede di più quando Alex è in campo.
Io ci penserei molto a non rinnovargli il contratto. Un campione di Juventinità. Uno che gioca 1 minuto o 100 e non si lamenta mai, uno che gente come Vucinic ha solo da imparare vicino a cotanto Campione. Uno che solo delle magliette che vende si ripaga il contratto, perche’ la gente della Juve lo ama all’inverosimile (almeno la maggior parte, gli altri che non lo amano o non capiscono di calcio o sono degli irriconoscenti). Uno che persino Pirlo, che non è l’ultimo dei fessacchiotti, decide che la punizione la batte Alex. E sì, perché solo Alex puo tirare fuori questo coniglio dal cilindro. Questo uomo merita di sentire ancora la musica della Champions allo Juventus Stadium (cit. Discreti). La punizione è di una bellezza rara, di una furbizia disarmante. E’ il proiettile di un cecchino, è un fulmine che squarcia il cielo di Torino, e’ una genialata di Leonardo Da Vinci, la pennellata di Caravaggio (ma quale Pinturicchio, Pinturicchio e’ riduttivo), è un apostrofo bianconero fra le parole: “Crepate gufi”. Alex ce l’abbiamo noi. MenomAlex.

Alessandro Magno

Juventus – Lazio 2-1 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8352878/

Juventus-Lazio 2012 – E Del Piero consegna alla Juventus la vittoria su un piatto d’argento

E pioveva questa mattina a dirotto sullo Juventus stadium in questa gelida giornata torinese, e niente di buono anticipava questo match quasi decisivo per lo scudetto, il Milan aveva superato il Chievo, quasi alla fine quindi  l’obiettivo era il solo “Vincere”. Ore 20.45, era smesso di piovere da diverse ore, ma non il freddo, entrano in campo le due squadre, e il ritmo lo stabilisce come sempre la Juventus, brava e svelta, tanti i tiri in porta, Quagliarella prova e riprova ma stasera per lui la rete  è stregata e lo sarà fino alla fine, ma improvvisamente Pirlo, con un assist fenomenale passa a Pepe che stoppa e rovescia   segnando  uno splendido gol! siamo al 29mo ..E la folla esulta insieme a Conte. La Juventus è raggiante corre e ci prova, vuole il secondo gol, Conte lo vuole .. ma non la chiuderemo ..al 44mo  quasi al termine del primo tempo, complice un calo di attenzione o chissà che, la Lazio pareggia, Mauri smarcato approfitta di un cross di Scaloni che realizza in gol. Doccia fredda ..ma c’è ancora il secondo tempo e siamo fiduciosi.

Sembra quasi matematico e ci crediamo nella rimonta, ma la Lazio ha cambiato approccio, è lei a condurre il gioco, la Juventus reagisce, propone, fa .. tira in porta, ma nulla! Marchetti è incontenibile, sembra una piovra, non sbaglia mai anticipa tutto, e anche la difesa laziale è sempre pronta,  non si lascia sorprendere. Il tempo galoppa, ed in un  niente siamo al 70mo, ci vuole un’idea, Vucinic non è in partita e Pepe a quanto pare è stanco e poco lucido, si decide per due sostituzioni quasi contemporaneamente, prima Matri per Pepe e Del Piero per Vucinic. Bisogna Tentare il tutto per tutto, è vietato pareggiare, se fosse si perderebbe il primato, e le possibilità che il Milan cada sono improbabili. Ad un certo punto succede qualcosa: Ledesma viene ammonito per fallo di mano, calcio di punizione a favore della Juve, chi lo batte? C’è l’imbarazzo della scelta .. Il capitano soprendendo tutti tira ed è gol ..straordinario gol, Marchetti spiazzato non può fare altro che guardare 2-1 ..Lo Juventus stadium esplode ..la Juventus ha vinto, Del Piero ha vinto.

Non è stato facile stasera vincere, la Lazio dopo il pareggio pareva rinfrancata e molto fiduciosa, ad un certo punto ci ha creduto, non fosse altro che quel fallo di mano ha spento  tutti i sogni di rosicchiare un pareggio in casa proprio della Juve, è bastato una punzione per infrangere tutte le speranze e riaccenderle a noi. Conte è arrivato come suo solito all’ultimo minuto con le sostituzioni, penso che tutti noi da casa speravamo nell’ingresso del capitano, che in qualche modo sentivamo come decisivo, e così è andata …

Andiamo avanti ..ennesimo gradino ma la strada è ancora lunga, non perdiamoci.

Luna23

The king of football

“Zio non sei al mio livello procurati uno sgabello,
per impiccarti intendo
Sogni infranti: INCEPTION!
Scusa hai un suono diverso?
Chiamalo toilette ma resta pur sempre un cesso!”. (Marracash)

Tutto è andato come doveva andare. Ogni juventino sapeva da giorni che l’Inter non poteva reggere, noi siamo una squadra, loro sono un ricovero di ex buoni giocatori, campioni o presunti tali. Li ha tenuti in piedi la voglia di fare la partita della vita come sempre è stato contro di noi. Ci abbiamo messo 6 anni, solo 6, a normalizzare di nuovo la cosa. Se pensiamo che in questi anni noi siamo stati buttati all’inferno e loro son stati catapultati sul tetto del mondo, la cosa ha del miracoloso. Sono cresciuto che la Juve era la Juve e l’Inter era una barzelletta, quasi sempre, anche quando era zeppa di campioni. Ho visto la Juventus asfaltare spesso e volentieri i nerazzurri e quando raramente perdeva, era per loro la partita che salvava una stagione. Ho sempre pensato che il loro odio verso di noi fosse nostro motivo di orgoglio, per questo in questi ultimi tempi mi incavolavo parecchio a sentire tifosi caricare questa partita di significati che storicamente non ci appartengono.
Sentivo cose del tipo: ”Mi basta vincere con loro e poi pure andare fuori dalla coppe va bene”… Ma quando mai ragazzi, mi rifiuto di interizzarmi, preferisco perdere con loro e vincere lo scudetto, sempre, a prescindere. E’ proprio questo modo di pensare che di fatto ci faceva vincere contro loro, l’essere mentalmente superiori. Da sempre i forti siamo noi e gli scarsi i mediocri, sono loro. Non sono anti-interista, mi fanno pena.  “I nerazzurri se la facevano sotto ogni volta che ci incontravano” diceva Camoranesi, e questo è. Grazie soprattutto ad Andrea Agnelli  per tutto questo, per averci riportato nella posizione che ci compete.

Veniamo alla partita che fra l’altro è iniziata negli spogliatoi con una stupida polemica. Loro si son sentiti offesi perché nel tunnel dove si cambiano i giocatori, campeggiano 29 scudetti invece che 27, l’han presa come un offesa personale (coda di paglia?). Non hanno pensato evidentemente, che questo è il nostro stadio a differenza di loro che non ne hanno uno, e che quei 29 scudetti li abbiamo messi li in bella vista per tutti, non solo per loro. Hanno risposto appendendo la maglia di Facchetti al di fuori del loro spogliatoio, come nel loro stile, si son nascosti dietro qualcuno che non c’è più e che non può parlare. Può solo essere strumentalizzato, poveraccio, come infatti avviene.
La partita in campo quindi è andata secondo previsioni, noi affrontavamo loro come se fossero l’Inter e nulla più, loro affrontavano noi come se fosse la finale di Champions League. Dovevano vincere per salvare una stagione che dire mediocre vien da ridere, e come da copione han perso. A onore del vero Buffon ci ha tenuto in partita nel primo tempo, un po’ per stanchezza nostra (avevamo fatto 120 minuti tirati Martedì), un po’ per meriti loro, come detto.

Poi la Juventus è salita in cattedra. Nel secondo tempo li abbiamo annichiliti. Non c’è stata più partita, il 3-0 sarebbe stato sacrosanto e strameritato. Conte ha effettuato le sostituzioni finalmente per tempo, cambiando modulo alla squadra. Siamo passati dal 4-3-3 al 3-5-2 e questo ha consentito di bloccare le loro scorribande sulle fasce (soprattutto di Maicon e Obi) e di aumentare il nostro peso a centrocampo. Ultima, ma non per questo trascurabile, ha buttato nella mischia Del Piero per un tempo intero, cosa che molti di noi fra cui io, si erano auspicati più volte in passato, e ”The King” lo ha ripagato alla grande. Ora voglio dire che dopo un bel numero di partite, tutti abbiamo imparato a conoscere pregi e difetti del nostro mister. Conte ha alcune fissazioni, in particolare due. Quella di non buttare mai via la palla, cosa che facciamo a volte pure in area e mi procura sempre molta tachicardia, e attuare il pressing alto per andare subito alla riconquista di questa. Ora va da sé che Del Piero ha 37 anni, e non può fare il pressing alto per più di una decina di minuti, come d’altronde non riesce per una partita intera, neppure agli altri attaccanti più giovani che spesso, vedasi Matri, finiscono solo per sfiancarsi. Quello che intendo dire è che questo pressing alto (che nessuna squadra Italiana attua in questo modo) a volte è producente, altre volte è solo un dispendio notevole di energie, quindi in definitiva, non ce lo ha ordinato il medico di giocare sempre così.
A mio modestissimo parere penso che alcune volte conviene dare invece un poco di respiro alla manovra, contando sulla qualità piuttosto che sull’agonismo. Ieri Conte finalmente pare averlo capito. I migliori momenti della Juve e le migliori cose in campo, si sono viste con Del Piero e Vucinic insieme, autori di tocchi davvero pregevoli. Mirko purtroppo ha rovinato la sua prestazione con un errore (orrore!) davvero macroscopico. Si guardasse un po’ di video del Barcellona, lì Messi avrebbe fatto un pallonetto. Per il resto che cosa posso aggiungere? Dalle parti di Milano continuano ad accadere cose strane, meglio sorvolare. A noi resta l’orgoglio per i nostri ragazzi, per questo Mister, per questo Stadio e questo immenso vecchio-Capitano… E non è poco. Tutto il resto è noia.
Sotto a chi tocca, avanti il prossimo. Noi ci siamo.

Alessandro Magno

 

Juventus-Inter 2012 – Del Piero forever …

Nessun Juventino può rinunciare a Juventus-Inter, in questo caso  posticipo di Domenica in serata, ho fatto una corsa contro il tempo sfiorando i limiti di velocità per rientrare a casa prima del fischio di inizio. E’ tutto bello di Juventus-Inter il prima, il durante e il dopo, soprattutto se si vince. L’incontro non è mai facile, sebbene l’Inter non all’altezza di questo campionato, come a tutte le squadre che ci incontrano, può capitare che parta “l’ormone” e contro tutte le previsioni offra una fantastica prestazione rovesciando le previsioni più logiche.

Già dal primo tempo le squadre non si sono risparmiate ed hanno adottato un ritmo altissimo, l’obiettivo era la vittoria a tutti i costi per entrambi, l’Inter comunque si è fatta sentire, e Buffon anche. Il nostro splendido portiere è sicuramente stato il migliore in campo almeno nel primo tempo, un supporto alla nostra difesa insostituibile, andando a riposo sullo 0-0, l’Inter spera, di poter rosicchiare un pareggio che con la Juve attuale poteva non essere considerato un malvagio risultato…Invece no ..non andrà così.

Il secondo tempo si apre, Conte ha un’idea, sostituisce al 53mo, Matri e Pepe, il primo dimostra un gap tecnico che gli impedisce di finalizzare, è stato vivace e propositivo ma non è ciò che vuole Conte, idem per Pepe, forse stanco e in evidente défaillance: entrano Alex Del Piero e Bonucci, e da lì comincia un grande spettacolo, Caceres smarcato, lasciato tutto solo in area segna di testa, un gran gol ..un boato investe lo Juventus stadium, un’esultanza mai vista, un gol che ribalta una situazione a questo punto la Juventus cambia consapevole del suo valore e superiorità,  comincia a pressare dando tutta se stessa, è vietato sbagliare, un pareggio non sarà minimamente tollerato, si cerca il 2 a 0 ..che arriverà, con un gesto imprevedibile proprio alla Del Piero, Vidal coglie una fessura nella difesa, Alex capisce ..non sbaglia ..GOL!

Ora il pubblico è incontenibile .. l’esaltazione è al massimo ..ancora uno sforzo perchè la fine è vicina, l’Inter è annullata, è demolita, ferita non è in grado di rialzarsi, è come un nemico perito in battaglia che conta i morti, la Juventus è viva e grida alla vittoria.

Spero che, Conte, abbia capito, che il nostro prezioso capitano va inserito quasi tutto un tempo, lui è ancora decisivo, sta bene e si vede, complimenti a tutti i ragazzi, che supportati da un’intelligenza superiore come quella di Pirlo hanno reso al meglio ..e complimenti al meraviglioso pubblico presente allo Juventus stadium, che si è dato da fare non solo con l’affetto ma con le coreografie bianconere bellissime! Bravi a tutti.

ed in ultimo ..caro capitano ..non te ne andare ..

Luna23

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