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Dopo Doha, ripartire

juve napoli

di Davide Peschechera

La sconfitta (intesa come la mancata conquista del trofeo) è stata bruttissima, proprio per il numero di volte in cui abbiamo ogni volta pensato di avere la gara in pugno, convinti di averla vinta. Troppe volte, considerando la doccia fredda che ci siamo beccati alla fine. Ma, appunto, per quanto brutta la sconfitta possa essere niente cambia il fatto che fosse una partita secca di Supercoppa, un trofeo che non ha nulla a che vedere con il coronamento di una stagione, a maggior ragione a dicembre. Ovviamente dispiace non aver portato a casa un trofeo. Che sia minore, che ci voglia una sola partita per portarlo a casa. Sempre un trofeo è. Complessivamente ha meritato il Napoli, specialmente perché la Juve ha avuto un numero molto grande di occasioni per chiudere la partita e non lo ha fatto. Loro ne avevano meno di noi, dovevamo sbagliare meno nei tocchi a centrocampo, i famosi “errori tecnici”. Il vantaggio di Tevez, il 2-1 di Tevez e il doppio match-point ai rigori. Vero è che durante i 90 minuti siamo stati fortunati, il Napoli ha prodotto molto e colpito 2 pali. Abbiamo fatto di tutto per riaprire una partita chiusa dopo il gol di Tevez e il primo tempo in discesa. Nel secondo, invece, il Napoli ha alzato la linea di pressione. è la mediana che non ha funzionato. Difesa non protetta, loro nell’1vs1 hanno sfruttato gente valida, soprattutto nel secondo tempo mentre la loro mediana ha funzionato bene con Gargano e David Lopez prima, Jorginho poi sulla linea dei trequartisti.

Brutta idea quella di non attaccare una difesa come quella del Napoli per 70′ e poi farlo gli ultimi 10 rischiando il contropiede. Calati di tensione, ci siamo cullati troppo. Poca lucidità e personalità, scarsa attenzione nei momenti clou della gara. Poteva resistere l‘1-0. Doveva, invece, il 2-1. Perché gestirla e non chiuderla? Problemi di ritmo, intensità, atteggiamento, non modulo o stanchezza(almeno non in maniera assoluta, anche se l’aver disputato la Supercoppa dopo la prima parte di stagione sulle gambe ha influito). Ci siamo fermati perché era saggio arrivare al 60esimo con energie? Eviterei comunque ogni discorso sul modulo(almeno in questa partita) e più che di testa parlerei proprio di atteggiamento e di approccio a questo tipo di partite. Vanno aggredite e non studiate. Non sciupando, sprecando, dilapidando un doppio vantaggio e tre bonus sui rigori. E’ stato qualcosa di testa che, invece, ha riequilibrato la partita: il Napoli non l’ha mai persa, la Juventus l’ha usata troppo. Perché andare in controllo quando hai l’avversario potenzialmente alle corde? Perché interpretarla come fosse campionato? Diciamo che anche con Conte questa squadra aveva un atteggiamento chiaro a buttare via partite già vinte – in quelle dentro o fuori – e la seconda metà di stagione ci si limitava a segnare e mantenere il vantaggio. Obiettivo Scudetto sì ma con molti punti di vantaggio sulle altre non si è migliorato a livello di gioco e le altre competizioni sono state “sacrificate”.

è mancata la gestione della partita nei momenti chiave. Quando abbiamo preso il pari abbiamo ripreso a giocare. Una volta in vantaggio, di nuovo campo e palla a loro, quando sarebbe stato più semplice tenere la palla(altro concetto caro ad Allegri) facendola girare in difesa con un possesso fine a se stesso, senza doverci necessariamente abbassare. Loro hanno fatto di tutto per vincere e noi di tutto e di più per perdere. Giusto così. È un grande rammarico perché quando la Juve ha giocato ha messo a nudo i difetti del Napoli e quando ha cercato di gestire non è stata in grado di farlo.

Partita a ritmi bassi e intensità minima, praticamente da amichevole estiva per scelta e per necessità. Non era neanche mai successo di giocare una finale a questo punto della stagione. Agonisticamente location e contesto tutto non hanno aiutato. L’ impressione è che non si sentissero sicuri del loro stato di forma, c’era netto il timore di non averne per 90′ o 120′ nonostante i giocatori ne avessero ancora perché lo hanno dimostrato nei supplementari. Per questo 90 minuti a non prenderle. Insomma, si possono fare tante ipotesi. La Juve ha preferito contenere per evitare le ripartenze del Napoli che, quando è riuscito a ripartire, puntualmente ha creato azioni pericolose.

I gol sono arrivati(per fortuna o per sfortuna) da due errori tecnici sui quali Allegri insiste dicendo sempre che bisogna migliorare tecnicamente e fare in campo la cosa giusta. Sbagliare un passaggio o un gesto tecnico perché si è costretti è un conto, sbagliarlo perché si fa la scelta sbagliata è un altro e la Juve spesso, in alcuni frangenti della partita, fa la cosa sbagliata. La più difficile e non la più facile, ad esempio. Allegri ha capito che a volte ci complichiamo la vita da soli.  Juve di coppa, per spiegare il malinteso al limite dell’area tra Bonucci e Buffon, con miracoloso rimedio del portiere su Callejon, e l’atavica avversione della Juve per partite secche e gare di Coppa?

Detto ciò, negli scorsi anni la squadra aveva un calo fisiologico a gennaio, quest’anno mi pare che il calo sia avvenuto a dicembre, mentre a novembre abbiamo visto le cose migliori, compresa la reazione veemente contro l’Olympiacos e un mese di sole vittorie, alcune molto larghe e convincenti. Non escludo dipenda dalla preparazione: c’è chi dice che dal warm – up pre – partita abbia notato che gli anni precedenti c’era molto contatto con la palla e prove di scambi veloci, quest’anno molta cura fisica, scatti ed esercizi.

La difesa della Juve è una delle meno battute in Europa eppure ci sono dubbi e perplessità sulla tenuta individuale e di reparto dei difensori. Io credo che questa difesa a 4 della Juve sia una difesa molto “artigianale”, che funziona bene perché abbiamo difensori intelligenti che la linea a 4 sanno farla ma è evidente che il miglioramento del cambio di modulo deve vedersi in attacco dove si guadagna un uomo in più nel reparto e una migliore dislocazione in campo dei giocatori. Per vedere automatismi ben oleati come quelli della difesa a 3 di Conte credo che ci voglia tempo anche se non è detto che Allegri punti alla stessa, ossessiva, perfezione. Nonostante lo scorso anno col Real Madrid c’è stata la dimostrazione che si poteva già fare la difesa a 4 Conte preferiva una squadra “italiana”, coperta, compatta (passò a 3 dietro per proteggere Pirlo e far giocare contemporaneamente Barzagli, Bonucci e Chiellini), frutto del pressing del primo anno e dell’organizzazione rimasta sempre marchio di fabbrica della squadra, distintasi per coraggio, grinta e corsa, non certo per razionalità e malizia(vedi in Europa) in questi anni. Allegri preferisce rischiare qualche contropiede in parità numerica ma cercare di imporre la qualità e la tecnica di squadra appena possibile, vuole una Juve più razionale ed abile a gestire i vari momenti della gara con lucidità e cinismo ma capace allo stesso momento di decidere la gara con un gesto tecnico o una giocata. Questa è una Juve nata per tenere palla, non per contenere e lasciare il pallino del gioco agli avversari. Sia con Conte che con Allegri quando ha deciso di difendersi lo ha fatto ma spesso soffrendo. Che abbiamo la miglior difesa del campionato è un dato di fatto ma i gol li prendiamo sempre quando ci abbassiamo, cerchiamo il palleggio e perdiamo regolarmente il controllo della partita. Su questo bisogna migliorare perché è una precisa scelta del mister, è una sua convinzione. Tenendo palla si corrono pochi rischi e si fanno correre gli avversari. Concetti semplici perché Allegri non è un rivoluzionario.

Non so se al momento dei tiri di rigore Evra si sia defilato o se altri come Pereyra, Chiellini e Padoin si sentissero più sicuri tanto da sostituire Evra. Io credo che il francese sia però più tecnico ed esperto degli altri e non riesco a credere che non se la sia sentita o si sia spaventato uno che ha fatto 4 finali di Champions. Ed è stato un suicidio l’ordine dei rigoristi così stilato dopo il quinto. È andato chi se l’è sentita? Allegri ha dettato solo la lista dei primi 5?

Vero che uno come Pirlo, soprattutto in vista dei rigori, non dovrebbe mai essere sostituito ma Allegri ha giustificato il cambio dicendo che serviva più copertura(già detto che la mediana non ha funzionato) laddove Pirlo veniva preso in mezzo da Gargano e David Lopez. Si affondava. Eppure abbiamo preso gol nel momento in cui avevamo trovato un equilibrio con l’ingresso di Marchisio. È il calcio. Pereyra Ha costretto a riposizionare la squadra, con Marchisio in regia e Vidal mezzala destra, con un effetto domino su assetto e certezze infatti il gol è arrivato proprio da destra con Pereyra spaesato. Peccato.

Pereyra gran bel giocatore se non ci fosse il problemino del gol che ha manifestato in questa prima parte della stagione. è veloce, ha tecnica, salta l’uomo e sa crossare. Ma non vede la porta. Un trequartista deve fare almeno 7-8 gol a stagione o basta che il trequartista sia uno che serva i compagni tra le linee, che il gol lo crei e lo costruisca, che salti l’uomo in ogni punto del campo, da fermo o in movimento?

In quella posizione, Allegri ha provato anche Vidal che ha mostrato di sentirsi, secondo me, limitato nelle sue caratteristiche migliori di corsa, pressing e inserimenti. Allegri sta cercando di riproporre ciò che fece con Boateng ma a Vidal mancano il timing e l’elasticità che gli sono consuete. Non dà qualità, non ha spazio per inserirsi, rimane solo l’interdizione. Aldilà di testa e fisico è chiaro che Allegri chiede a Vidal qualcosa di diverso da ciò che chiedeva Conte. Qualcosa che, al momento, gli riesce male. Altri equivoci sono la centralità di Tevez(che in un 4-3-1-2 potrebbe allargarsi spesso), i pochi cross, le poche apparizioni di Coman e Morata, visto il loro valore. Morata non è giocatore che aiuta la squadra o apre le difese, è giocatore da contropiede e ripartenze. Non tiene palla come Llorente e anche Tevez ha espresso preferenza per Fernando ma Allegri continua a ribadire che deve migliorare tecnicamente. Staremo a vedere. Poi i gol dei centrocampisti. Con le stagioni, Vidal, Pogba, Marchisio erano diventati peggio degli attaccanti, per chi li doveva affrontare. Soprattutto il cileno, che viaggiava con fatturato da centravanti. Anche se i gol non sono tutto. Vidal, Pogba e Marchisio: la scorsa stagione, arrivarono sotto l’albero con 18 gol, ora siamo a 10. Si confida nell’anno nuovo.

Ma torniamo a noi. Siate seri. L‘obiettivo principale è lo Scudetto, sempre. Coppa Italia e Supercoppa sono un contorno, in Ucl disputare i quarti. Serve equilibrio. Sarebbe un peccato non raggiungere i quarti di Champions con questo Borussia in difficoltà, sarebbe un peccato non vincere lo Scudetto contro questa Roma chiacchierona. Vero è che vincere è l’unica cosa che conta e che la Supercoppa vale un trofeo stagionale in gara secca ma proprio per questo perderlo non deve far strappare i capelli. Comunque, anche Bayern e Real Madrid hanno perso Supercoppe in gara secca. Può succedere. Ma hanno poi centrato gli obiettivi principali. Non sto disprezzando perché l‘ho persa. Sono incazzato. Ma non c‘è neanche da tirarsi i capelli, secondo me. C’è amarezza che deve trasformarsi in linfa vitale per il prosieguo della stagione. Chiamare la Supercoppa un “traguardo” è di per sè quasi contraddittorio, è più che altro un trofeo che viene assegnato a chi vince la singola partita secca e, come è sempre successo, questo tipo di partite possono andare bene e possono andare male. Ovvio che non dovrebbero andare male esattamente perchè si decide tutto in una partita, ma può succedere, c’è poco da fare. Tuttavia, di tutti i trofei “perdibili” questo rimane il meno importante, lo è anche meno della Coppa Italia. Fallire la vittoria dello scudetto sarebbe davvero un fallimento, proprio perchè non sarebbe dettato da una partita giocata male ma da un’annata sputtanata alla grande. Piuttosto è giusto soffermarsi sul fatto che abbiamo un evidente, storico, problema di mentalità, come confermato, per un verso, dalle enormi difficoltà a livello europeo con squadre di basso livello, e, per un altro, dall’incapacità, in Italia, di chiudere le partite dopo essere andati in vantaggio con squadre inferiori. La Juventus è forse la squadra che maggiormente, nella storia del calcio mondiale, ha somatizzato e rispecchia (non solo per la lunga gestione) il carattere, la mentalità, il DNA del proprietario: la Juventus è una catena di montaggio, una fabbrica di scudetti frutto di professionalità, abnegazione, caparbietà, austerità. Ma poca brillantezza, pochi momenti “magici”, pochi picchi di “irrazionale” valore nella sua storia. In Europa vince quasi sempre la razza eletta, quella del genio che si accende quando il momento, l’attimo, fanno entrare nella storia. In fabbrica non funziona così, conta (come detto) la prussiana (o sabauda) metodicità, l’applicazione, la concentrazione, la continuità. Dopo 38 partite vince chi primeggia in questo.

Le brutte prestazioni di Sassuolo, Genova in campionato e Madrid, Atene in Champions altro non sono state che lo scotto, il passaggio, la conversione al modulo e alle idee di Allegri. Nuove idee su scelte ereditate. Un effetto positivo dell’arrivo di Allegri è, al momento, il miglioramento tecnico e in termini di personalità di gente sottovalutata (o mal sfruttata) come Ogbonna e Padoin. Persino Chiellini sembra più giocatore di quello di Conte, perchè ognuno fa quello che sa fare. Invece la forza e il limite della Juve di Conte era proprio il fatto che i difensori impostassero nella metà campo avversaria, i centrocampisti attaccassero e gli attaccanti difendessero (considerate le dovute proporzioni). A Conte proprio non andava giù, ma diceva sempre che la sua Juve era una squadra da corsa, quella di Allegri invece è esteticamente elegante e imperiale nell’incedere, nonostante la presenza di autentici manovali. Il lato “un po’ sfacciato e un po’ fatalista” di Allegri è probabilmente la cosa al momento più diversa rispetto al passato. Fin dall’inizio della stagione, fin dalla sua prima conferenza a Vinovo. Credo che noi, inteso come tifosi ma sopratutto come squadra, avessimo bisogno di consapevolezza. Prima di tutto, prima ancora della difesa a 4. E trovare un allenatore che viene da “fuori” e che ci ha riconosciuto una forza che ci possa permettere di arrivare nelle top 8 è stato sicuramente importante. Ha sempre ripetuto in conferenza che avremmo passato il turno, forse costretto un po’ dal ruolo un po’ dalla storia ma rispetto al passato è un altro cambiamento. Rischiando (perché, in fondo, con l’Atletico è stato biscotto), però intanto abbiamo iniziato con la convinzione di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Senza pensare che gli altri hanno Di Maria e noi no, ma pensando che noi abbiamo Pogba, Vidal, Tevez, Pirlo e Marchisio e che gli altri dovrebbero preoccuparsi.

Se mi avessero chiesto di scegliere tra Ottavi di Champions e Supercoppa avrei scelto la prima a occhi chiusi. Solo perché i due obiettivi sono stati molto ravvicinati. Ma una Supercoppa estiva per cominciare bene la stagione va vinta senza se e senza ma. Brucia il c***, ma non si può avere tutto. Le partite bisogna vincerle tutte. Con l’Inter bisogna vincere, a Cagliari bisogna vincere… purtroppo capita di perdere. Rabbia e insoddisfazione devono trasformarsi in nuovi stimoli. Bisogna dimostrare di non voler smettere di crescere e di essere ancora in grado, dopo tanti trionfi, di cogliere con umiltà l’aspetto educativo di una sconfitta. E adesso sotto con Inter e 2015. Forza Juve.

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Juventus-Napoli: una Supercoppa persa da fessi

supercoppa-editoriale

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Supercoppa regalata al Napoli in modo veramente sciocco. Credo che per chiunque abbia visto la partita sia saltato subito all’occhio che fra le due contendenti la Juventus sia la squadra più forte. Credo di poter pronosticare che loro arriveranno decisamente staccati dalla Juve in Campionato. Loro hanno un attacco notevole ma in mezzo e dietro hanno diversi problemi. Noi siamo assemblati meglio coperti bene in tutti i reparti.

Avremmo potuto fare solo un errore ieri, lasciare l’iniziativa ai loro attaccanti. Puntualmente lo abbiamo fatto. Sull’1-0 e sull’2-1. Non sono un fanatico del calcio ultra offensivo certo si può difendere decisamente meglio un risultato. Si fa possesso palla, si addormentata il gioco. Noi invece in entrambi i casi ci siamo arroccati in area e abbiamo iniziato a buttare palle in tribuna. Tutto questo senza una reale motivazione visto che a parità di risultato la Juventus faceva tranquillamente la partita e il Napoli aveva grandissime difficoltà.

Anche Allegri ci ha messo del suo togliendo Pirlo e non Vidal particolarmente impreciso e confusionario. Dulcis in fundo con Buffon che para tre rigori riusciamo a sbagliare ben due rigori decisivi. Ma d’altronde quale folle farebbe mai calciare un rigore a Chiellini? Noi abbiamo fatto pure questo.

Allora quando sprechi tutte le chance che il destino ti da (loro hanno preso anche due pali nei 90), allora non puoi dirti sfortunato. Puoi dirti solo fesso. Spero serva di lezione per un’altra volta. Le partite vanno sempre giocate dall’inizio alla fine e non solo quando si è in risultato di parità. Spiace sempre perdere quando poi dai l’impressione di essere più forte, a me spiace di più. La Supercoppa non è di per sé un trofeo estremamente importante, tuttavia poteva essere il primo per Allegri. Peccato.

 

 

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di enzo ricchiuti

 

Juve Cesena senza Tevez bene Giovinco e gli altri. Benissimo Vidal.

Un po’ di turn over giusto per non spaventare nessuno. Sarebbe stato troppo schierare Tevez contro un Cesena. Giovinco ? Bello ma non balla. Marchisio invece.

Tornando al Milan.Pippo Inzaghi molto onestamente in prima battuta non aveva accampato scuse poi Berlusconi e Galliani lo han costretto a ritrattare. Visti a Empoli?

Quest’anno rischiano di incartarsi. Hanno una discreta compagine che può far bene e ogni tanto meglio dei propri limiti se si affida all’opportunismo ambizioso del nuovo allenatore. Continuare nella retorica del Milan che deve fare le partite? Siamo in democrazia. Neanche i loro tifosi ci credono.

Inter un po meglio ma Napoli Milan Lazio e Fiorentina … sarà dinuovo solo Roma Juve?

Qual è il problema. La Roma la conosciamo e l’abbiamo già battuta. Ora va forte di fisico, come noi del resto: bisogna vedere a Cempions inoltrata. Delle altre un po’ di curiosità per l’Inter perché prende pochi goal. Le altre? Fanno solo presenza ma il Milan può farcela col Napoli di Benitez. Se a Napoli cambiano, non so.

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Di Enzo Ricchiuti

Balotelli al liverpool. È un bene per chi?

Penso per tutti tranne Inzaghi. E’ un grand’affare di molti zeri realizzato su un giocatore reduce da un Mondiale difficile: ci guadagnano tutti. Balotelli perché avrà uno stipendio migliore in una grande piazza e in un torneo dove la sua tecnica potrà evidenziarsi meglio. Il Milan perché tra plusvalenze e risparmi sul monte ingaggi ha un piccolo tesoretto. Il Liverpool perché probabilmente il peggio per Balotelli è passato e potrà esprimersi meglio. L’affare è ottimo e poteva realizzarlo solo uno come Raiola: l’unico che ci perde è l’allenatore del Milan perché la squadra non la rafforzi certo così. I grandi editorialisti parleranno di fallimento di SuperMario perché non capiscono niente di soldi.

Le dichiarazioni di Conte alla conferenza di presentazione hanno fatto rumore, considerazioni.

Non sono mai stato un grande fan di Conte in modalità conferenziere. Quando ha svaccato come con Capello lo rilevai. Oggi è facile parlarne male: è un pessimo attore, quando fa il diplomatico appare contrito come uno con la coscienza sporca, è uno che dovrebbe parlare solo in panchina. Di sicuro saprà resistere meglio alle pressioni: rispetto a Prandelli non ha il vizio di piacere a tutti.

La Juve ha ceduto Quagliarella, Osvaldo e Vucinic ed è arrivato solo Morata quindi arriverà un attaccante. Intanto arriverà? E se si chi? E se dovesse essere Lavezzi a Napoli come la prendono?

Di calcio mercato non ne ho la più pallida idea. Non chiedo e non mi interessa. La Juve aveva molte opzioni italiane e giovani: si trova a dover prendere qualche scommessa straniera avendo puntato tra l’altro su un ragazzotto che nessuno conosce e che incautamente Elkann ha esaltato come grande acquisto. Il risultato sarà che Morata avrà il triplo dell’attenzione e 4 volte i calci che avrebbe meritato. Non so chi prenderà, dovesse essere Lavezzi andrebbe bene. L’attuale Lavezzi fermo restando che non segna mai fa pure il lavoro sporco. Bisogna vedere se fa cose anche più sporche come ridursi lo stipendio. A Napoli ? Sono troppo impegnati a insultare altri. Quando ha giocato al San Paolo col Paris St.Germain, Lavezzi ha ricevuto tanto affetto. Dovesse passare alla Juve forse ne riceverebbe meno ma non credo che da quelle parti abbiano più tempo per lui.

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Cosa è andato storto a Napoli?

A Firenze il black out fu di venti minuti. A Napoli di novanta. Non siamo riusciti a far bene nulla. Forse ci stava riuscendo di portare a casa lo zero a zero ma troppi errori e un solo Buffon. Oltre ai loro non poteva parare anche i nostri.

Siamo pronti per il Lione e per la fine del Campionato o bisogna preoccuparsi?

Quella di quest’anno è una squadra formidabile che ha davanti a sè oramai ben pochi ostacoli. Non c’è un calendario impossibile né in campionato né in Europa.

E’ in uscita il tuo libro. Di cosa parla, quando esce , quanto costa? Appena esce facciamo un approfondimento, ti va?

Nell’ordine. Di cosa parla, la solita solfa. Quando esce, me ne hanno dette tante di date, penso aspettassero che uscisse prima quello della Lucarelli. Abbiamo la stessa taglia di pettorali. Quanto costa, a me niente. Approfondimento, no.

Siamo umani

napoli juve

di Davide Peschechera   

Dopo la sconfitta di Firenze di ben 5 mesi fa, la Juve incappa nella 2° sconfitta in campionato, a Napoli, senza il suo Tevez, senza segnare ma senza mai scendere in campo. Adesso potremo arrivare massimo a 102 punti, ma è bene fare il punto della situazione e non perdersi nel racconto dei record raggiunti o meno. Ultime 4 partite vinte tutte di misura, Buffon protagonista, Llorente e Osvaldo assenti ingiustificati. In fase di transizione offensiva, la Juve ripartiva da posizione troppo bassa, con due punte che non hanno la velocità per le ripartenze, costretti ad accontentarsi di sistematici duelli fisici e lanci verso il vuoto che spesso Pirlo e Caceres sono stati costretti ad effettuare. Vucinic ha toccato più palloni di Osvaldo (12 contro 9) nei pochi minuti in campo. È una bella notizia per un reparto martoriato tanto quanto quello del centrocampo. Digiuno di gol dopo 43 gare di campionato in cui siamo sempre andati a  segno. Il San Paolo resta l’unico stadio in cui la Juventus di Conte non è mai riuscita a vincere, dopo il pareggio per 3-3 di due anni fa e l’1-1 dello scorso anno.

Forse è impensabile andare a Napoli e lasciare un tempo a loro rinunciando ad attaccare. La Juve ha cercato di impostare la solita partita difensiva come fatto già contro Milan, Roma e Fiorentina ma non è riuscita a ripartire. Oppure, contro un Napoli che schiera il 4-2-3-1, se vuoi fare una partita attendista si dovrebbe schierare un 4-3-3 (o un 4-5-1). A specchio. Invece la Juve, per mancanza di uomini, cosa che spesso ha denunciato Conte, quando non riesce ad imporre il proprio gioco e difende, comincia il giochetto delle scalate difensive che coinvolgono Asamoah, Lichtsteiner, Pogba, Vidal. Senza la possibilità di poter avere il minimo margine di errore. Altrimenti ti puniscono. Ecco da dove nascono spesso i gol subiti. Poi vanno fatti comunque i complimenti al Napoli, che ha battuto al Juve con un grande Callejon, facendo la partita perfetta, con piglio e ritmo, con entusiasmo e studio, con molti duelli individuali vinti, soprattutto sulle fasce, circolazione veloce e decisa senza dare il tempo di ragionare ad una Juve in debito d’ossigeno. Insomma, atteggiamento giusto.

Tanti impegni ravvicinati con gli uomini contati, fattore che ha inciso a livello di brillantezza. Nessun turnover tra la partita di mercoledì col Parma e quella col Napoli. Vista la partita che abbiamo disputato, infatti, invece di schierare tutti i titolari Conte poteva almeno concedere un turno di riposo a qualcuno in questa gara. Invece, quando si parla di campionato, Conte sembra non sentire niente e nessuno, la formazione che scende in campo è sempre la stessa. Probabile vedere, dunque, in Europa League Padoin, Isla e Marchisio titolari. Persino Ogbonna, Peluso  e Giovinco, tutti contemporaneamente, se non fossero stati infortunati.

Poi un altro dato. La Juventus è la squadra che ha utilizzato meno giocatori in questa Serie A, 24. Stanchezza. Juve che ha pagato sotto il profilo atletico. Siamo umani. Ecco perché la sconfitta era prevedibile per tanti motivi. Non è che nel 2014 abbiamo fatto così bene. È una Juve un po’ in riserva, prima fisica e poi mentale. Una Juve che gioca un po’ al risparmio. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi la formazione di Conte doveva fermarsi. Una volta ci esprimevamo meglio nei secondi tempi. Ultimamente giochiamo i secondi tempi su ritmi bassi, a ridosso della nostra area e lasciando il controllo del gioco agli avversari, a volte con poco equilibrio nel gestire ed esponendoci a rischi enormi, vedi la partita contro il Parma. Bisogna avere le idee chiare: o si chiude la partita sin quando ce n’è(come avremmo dovuto fare nell’andata di Coppa con la Fiorentina), oppure va bene contenere ma bisogna farlo almeno con difesa e attacco titolare, per garantire buone uscite difensive e difesa alta del pallone, facendo possesso, addormentando la partita ma non mollando completamente. Invece il tentativo di controllare si trasforma spesso in leziosità e mancanza di precisione e freddezza sottoporta. Come contro il Parma. Vittoria sofferta nonostante il 2-0 di fine primo tempo che, questa volta, ci avviava finalmente ad una partita in discesa e col minimo dispendio di energie. Invece, nel secondo tempo ci siamo abbassati, addormentati, abbiamo subito il 2-1 e non sembrava neanche che ci fosse superiorità numerica in campo. Diverso atteggiamento tra primo e secondo tempo tanto da assistere quasi a due Juve diverse, consegnando il pallino del gioco al Parma nel secondo tempo. Come  se subentra una certa pigrizia mentale, perché la squadra bianconera è consapevole di sapersi difendere in maniera egregia, con l’intenzione di risparmiare le energie e non concedere spazi. Ma imparare a riposarsi con il pallone tra i piedi, per non permettere agli avversari di prendere fiducia e di giocare, no eh?

Questa squadra ha la necessità di ritrovare la forza e l’energia mentale di affrontare le gare con grande intensità fisica e psicologica, ritornando a schiacciare il piede sull’acceleratore, senza pensare troppo alla gestione del risultato. Nelle ultime uscite si è vista una squadra troppo frenetica, che non è riuscita a consolidare il possesso palla, anche quando recupera in posizione bassa, cercando subito la giocata in verticale sulle punte o la giocata sugli esterni che, se pressati, entrano in difficoltà. Soprattutto in Europa. Ripercorrendo il percorso fatto in questa Europa League, prima di apprestarci ad affrontare la partita col Lione, già contro i turchi del Trabzonspor, in casa, la Juve non giocò per niente bene nonostante il 2-0. Una scelta, quella delle ultime partite tra campionato e Coppa, di attendere l’avversario nella propria metà campo. Non si possono neanche tirare fuori gli argomenti fatti sino ad oggi sulla mentalità e sull’approccio europeo se alla base c’è una precisa scelta del mister, soprattutto in Coppa. Quella delle ultime uscite sembra una squadra vuota, sfilacciata, col freno a mano tirato ma con priorità al campionato, chiarissimo e lampante. Ma con un distacco così netto sulla seconda, giocare con i titolari in Coppa è tanto sbagliato? A questo punto non si può neanche parlare tanto di errore quanto proprio di strategia, in UCL come in EL. Almeno contro il Trabzonspor abbiamo cercato di fare il secondo gol giocando più spregiudicati con tre punte e ci siamo riusciti, dopo i “cambi conservativi” che ci sono costati la qualificazione agli ottavi di UCL. Più dimestichezza e abbiamo osato, finito la partita con gli uomini migliori in campo, l’artiglieria pesante, e non con gli uomini peggiori come in Copenaghen-Juve, con De Ceglie e Giovinco invece di Asamoah e Llorente. Nell’1-1 interno di Coppa con la Fiorentina, invece, dopo Llorente per Giovinco, ecco puntuali i cambi Padoin per Isla invece di Llorente al posto di Pirlo e Pogba per Ogbonna.

Nessun tentativo di vincere la gara dopo aver perso l’occasione di andare a Firenze con più tranquillità, in un periodo pieno di gare, nonostante a Firenze, dopo un inizio un po’ incerto, con gambe contratte, passaggi strozzati e nessun coraggio di uscire a contrastare gli avversari, la Juve ha fatto la Juve, nel limite delle possibilità attuali. A differenza delle ultime uscite, in crescendo è stato il secondo tempo e non il primo. Nella ripresa, la Juve cambia marcia, comincia a macinare il suo palleggio lento, a tenere palla e a controllare il campo. Ne esce una squadra sempre attenta e sul pezzo fin quando la Fiorentina non ha mollato mentalmente. Partita tesa e decisa da un episodio. Fortunati e bravi a non perdere lucidità. Nonostante tutte le difficoltà.

Insomma, turnover obbligato in alcuni casi, vero, ma cervellotico non aver fatto giocare Bonucci, ad esempio. Giovinco, Ogbonna, Peluso, Isla, troppe riserve insieme in campo è un rischio alto, ma Conte continua imperterrito con quest’idea della “doppia squadra”, altro che turnover mirato e scientifico. È come se nella propria mente abbia due formazioni diverse che non possono assolutamente incrociarsi negli uomini se non in casi eccezionali (squalifiche e infortuni). Ogni volta avviene il restyling totale di fasce, attacco, a volte difesa e, se potesse, anche del centrocampo. Non crei una mentalità da grande squadra se affronti il Chievo come fosse il Barcellona, snobbando l’Europa. Dobbiamo imparare anche in Europa a dominare noi il gioco e la partita. Forse è questo che manca a Conte e alla squadra. Troppa, eccessiva attenzione al campionato e poca dedizione e inclinazione alle coppe. Il turnover si fa con il Genoa, con il Catania, non in EL. Invece noi facciamo il turnover con 11 punti di vantaggio in campionato. Boh.

La differenza tra titolari e panchinari c’è anche se ai fini del risultato influisce poco e questo è un complimento che va fatto al gruppo in generale. Perché nel 1° tempo con la Fiorentina all’andata, la stessa squadra, con 5 riservisti su 11 in campo, ha dominato la gara e rischiato di farne tre mentre i titolari, nella partita di campionato, hanno disputato un secondo tempo pessimo. Una chiave di lettura che a me piace molto è che fa giocare i panchinari in Europa per far fare loro esperienza e per farli sentire importanti all’interno della rosa. Conte credo che sia talmente convinto della squadra a sua disposizione e del gioco della stessa che non ha paura di nessuno, ne di presentarsi con alcuni giocatori panchinari in partite importanti della stagione. Resto quindi dell’idea che il problema principale sia quello di una condizione non ottimale, che ci può anche stare dopo aver tirato a mille fino ad un mese fa. Non che la squadra non sia potenzialmente in grado di reggere la doppia competizione, ma numericamente la rosa è un po’ corta quest’anno. Avendo fatto fuori Quagliarella e Vucinic, non si è rimpiazzato Matri con un quinto attaccante e avendo ceduto Giaccherini, non siamo stati in grado di comprare un quinto centrocampista. Io credo che sia questa la realtà dei fatti. E questo va ad intaccare sia le strategie di Conte, sia le dinamiche di squadra che ci portano a disputare gare molto altalenanti. È una Juve che va a folate, si fida dei colpi di cui sono capaci i suoi campioni(vedi le magie di Tevez, Llorente, Vidal, Asamoah, Pirlo) e si fida delle combinazioni e triangolazioni d’attacco estremamente precise e chirurgiche. Si specula molto sul risultato, più di quanto non abbia mai fatto. Un’ esigenza dettata dal logorio fisico-mentale che porta a questa necessità. Oggi si dice che la Juve vince grazie ai campioni, due anni fa sembrava di più grazie all’atteggiamento e al gioco. È in primis un problema numerico di uomini, che di modulo e di atteggiamento. Quando la Juve esegue l’ormai famoso “spartito”, non ce n’è per nessuno, quando non lo esegue è una squadra normale.

Poi credo fermamente che il terzo Scudetto consecutivo sia molto più del semplice obiettivo che ci siamo prefissati ad inizio stagione. È un’ossessione,una paura, come lo era l‘imbattibilità che ci bloccava all‘inizio dello scorso anno. Ma è una priorità assoluta annunciata. Anche se, a livello comunicativo, che benefici porta il parlare di priorità e focalizzare tutto su un solo obiettivo? Non che non fosse l’obiettivo unico e dichiarato già da inizio stagione, ma è meglio non dirlo, perché la Juve deve lottare su tre fronti. E poi, mettiamo che dopo Fiorentina-Juve dell‘andata le cose si fossero messe male, le “priorità“ sarebbero cambiate? Bisogna togliersi questo “peso“ per tornare a vedere una Juve reattiva e sgombra. Conte vuole cambiare e rischiare il meno possibile al momento e tirare sin quando può, con gli uomini più fedeli, col modulo che gli ha assicurato 2 anni di vittorie, col metodo di lavoro che ci ha portato sin qui. Si spiegano anche così alcune scelte testardi e apparentemente poco logiche del mister. Teme un calo finale e beffardo della Juve sull’obiettivo numero 1, dopo aver letteralmente sacrificato Champions League e Coppa Italia. Io credo che se si dovesse vincere il terzo scudetto consecutivo, il fatto di aver sacrificato e snobbato UCL, EL e TIMCUP spudoratamente, non farebbe gustare del tutto la vittoria di uno scudetto vinto in maniera apparentemente semplice. (Perché è stato il più difficile, più della sorprendente cavalcata del primo e della straordinaria conferma del secondo).

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Ogni tanto fanno festa a Rosic-Land.

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Articolo di Alessandro Magno
Portate pazenza siamo umani anche noi. A Rosic-Land sarà festa tutta la settimana. E vai di mortaretti, tricchie tracchi bombe a mano. Fate il trenino tutti insieme , milanisti , interisti romanisti, laziali, viola e quanti più sfigati siete. E si perchè diciamolo: siete un popolo di sfigati.

Comunque noi, a differenza di voi, sappiamo perdere oltre che vincere e non ci nascondiamo dietro inutili piagnistei. La Juve ha giocato male , specie nel primo tempo dove non è scesa in campo. Poi ha cercato una reazione ma a quel punto poteva avvenire il pari o il secondo gol, ed è arrivato questo: è la legge del calcio . Va bene così.

Non vi aspettate amici bianconeri che qualcuno parli del fuorigioco sul primo gol, almeno per dovere di cronaca. Io dico che quel gol è buono come lo era il nostro all’andata , perchè non è umano rilevare un fuorigioco così millimetrico, però avreste ragione a chiedere parità di trattamento da parte dei  vari media, moviolisti, giornali e giornaletti. Purtroppo non sarà così e ripeto non aspettatevelo. Chi è preposto a queste cose è il primo rosicone di Rosic-Land. I Bergomi, i Pistocchi, i Zazzaroni, i De Paola ecc… non sono imparziali. Se un errore penalizza la Juve è ”difficile da vedere”, è ”millimetrico”, è che ”comunque il Napoli ha meritato”, se è pro-Juve ” è decisivo”, ”ha indirizzato la partita”. Nelle ultime 4 partite la Juve ha subito due gol regolari annulati ( Catania e Genoa) e un gol in fuorigioco ( Napoli) e questi parlano ancora di aiutini per la Juve.  La Juve ruba, anche quando rubamo gli altri mettetevelo in testa. Col Sassuolo Rizzoli ha fatto un casino con un rigore dato e tolto ai neroverdi e a danno della Roma. Cosa avrebbe scritto il corriere di trigoria di De Paola se questo fosse accaduto alla Juve?

Ho dovuto persino sentire un telecronista Rai dire che l’aggressione al pulman è figlia di un risentimento. Cioè in pratica è colpa della Juve. Nella ”civilissima” Napoli non si può assistere a una partita in modo decente, ed è colpa nostra? Forse sarà anche colpa nostra delle bombe carta che si sentono durante la partita o è colpa nostra se il ”civilissimo” pubblico della tribuna (e sottolineo tribuna non curva) non permette ad Andrea Pirlo ( vanto italiano e della Nazionale nonchè Campione di tutto) di battere un calcio d’angolo per un lancio di bottiglie. Unico caso e stadio, credo al mondo dove succede questo . Ricordo ai ”civilissimi” napolisti che allo Juvents Stadium non è neppure consentito di entrare con le bottiglie di plastica. Ovviamente ci sono stati gli sputi i lanci di bulloni, di gavettoni di piscio e di merda, sui tifosi nostri chiusi in una gabbia come le bestie, ma saranno presi provvedimenti per i cori contro il Napoli. Mi pare ovvio si usa così a Rosic- Land. Attacca la Juve tutto il resto è minimizzare. Mi sono perso il napolista Varriale ma me lo immagino. E’ come se l’avessi sentito.

E che dire di quegli altri geni e sempre ”civilissimi” manco a dirlo, della Fico, di Oliva, di Bruscolotti e di altre 7-8 facce da provolone che non conosco, che volevano far passare un messaggio schifoso di sfottò come un messaggio antirizzista. Ci prendono in giro e poi vogliono far credere che lo fanno per noi, insomma i napolisti ci credono dei dementi e loro si credono dei gran furboni. Mi riferisco alle maglie con scritto : ”Chi non salta è bianconero”. Complimenti la prossima campagna contro il razzismo facciamo le maglie : Chi non salta è negro. Giobbe Covatta e Paleontoni a Odeon TV molti anni fa ironizzavano: ”Non siamo noi che siamo razzizsti sono loro che sono Napoletani” ed era satira,  questi un messaggio così lo hanno fatto invece per davvero. Incredibile. E poi vogliono pure che li prendiamo sul serio. Marchisio per aver detto di sentire una sana rivalità sportiva verso il Napoli gli hanno augurato di tutto dalla morte a lui e ai sui figli a ogni tipo di malattia. Poi vanno in giro a fare gli spiritosoni ‘sti quattro deficienti.

Non mi voglio dilungare oltre perchè c’è poco da dire. Tutto quanto scritto prima fà ribrezzo e non è degno di un paese civile. Ma Rosic- Land è questa. Abbiamo chiesto molte volte una presa di posizione della nostra proprietà , delle denuncie, delle querele, ma questi dormono. Daltronde loro a Napoli non c’erano, c’erano Marotta e Paratici e piscio in testa, mi pare, non ne han preso.
Concludendo: La Juve ha perso meritatamente ne diamo atto, ogni tanto capita. Era da un pò che eravamo stanchi e riuscivamo a sfangarla, e sapevamo che sarebbe potuto succedere. E’ successo, punto. Sia chiaro, il Napoli non ha vinto un cazzo. Ha vinto una partita. Bene se la potranno raccontare fra di loro per una settimana , per due, per tutto l’anno, a noi non frega niente. A noi frega di arrivare primi alla fine in Campionato e possibilmente in Europa League. Siamo sulla strada buona e abbiamo un calendario piuttosto facile. Restiamo uniti e sereni e la nave arriverà in porto. I conti li facciamo alla fine. Sono sicuro, a questo popolo di sfigati non resterà che rosicare ancora.

 

Gli articoli di Alessandro Magno sono pubblicati su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ilbianconeronews.blogspot.it

Napoli – Juventus 2-0. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x1kwzk5

ricchiuti70

Primo round di Juventus Fiorentina con contemporanea sconfitta della Roma a Napoli.

Abbiamo fatto un po’ quello che ci pare coi viola. Prima li abbiamo costretti a stare a guardare, poi ci siamo presi la vittoria e infine gli abbiamo dato la soddisfazione morale di una traversa. E’ buono e intelligente lasciare sempre qualcosa agli altri, stravincere è pericoloso. La Roma ? Ha giocato bene. Garcia lo prenderei dovesse andar via Conte, con la supervisione di un Capello ovviamente.

Polemiche riguradanti il twitter della Juve sul proprio sito opportuno, goliardia, assenza di stile?

Secondo me quando uno non lavora mai spesso poi si mette a fare disegnini sul banco o barchette di carta. Se invece fosse una strategia comunicativa precisa, direi che siamo di fronte a gente che comunica nel mondo che vorrebbe non in quello reale. Meglio allora pensare alla prima ipotesi, pensare sia stato uno sfogo infantile da debosciati.

Polemiche riguardanti il coro ”viola ebrei” intonato dagli ultras  bianconeri in risposta al coro ”amo Liverpool” dei viola e dichiarazioni di Mariella Scirea che vuol togliere il nome del marito alla curva.

Sugli ebrei ricordo le cose più divertenti nelle curve di Roma e Lazio e non ricordo però se all’epoca la Comunità romana che di fatto è l’ebraismo in Italia abbia mandato la scomunica. Mi auguro che all’epoca abbiano avuto di meglio da fare. Mariella di Scirea può avere il cognome ogni volta che vuole. Noi di Scirea abbiamo di più e ce l’abbiamo per sempre.

ricchiuti65

La tua disamina di Juventus-Inter e di lazio-Juventus.

Settanta minuti di monologo con l’Inter, seguiti da un fisiologico calo. Prestazione poco convincente con la Lazio alla quale abbiamo regalato il primo tempo oltre che il portiere.

Il punto sul mercato Osvaldo, il non arrivo di  Guarin e la permanenza di Vucinic.

Osvaldo, sono contento. E’ un giocatore che mi piace tanto perché rappresenta il bomber classico come lo intendo io. Egoista. Guarin è un buon giocatore ma non l’avrei preso a quelle condizioni. E’ stato un bene che Tohir si sia intromesso. Vucinic ? Recupererà. Alla sua età gli shock psicologici te li puoi permettere solo nei film o nelle interviste.

Roma-Parma rinviata per pioggia  e Atalanta-Napoli 3-0.

Non so se ci fosse premeditazione da parte della Roma nel non voler giocare. Se fosse, sarebbe una furbata da paesello. Quello che guadagni con le piccole furberie spesso lo perdi in sfortuna perché solo le grandi mascalzonate hanno il fascino per farsi perdonare. E poi s’è sottovalutato il fattore psicologico. In Italia quando hai una partita in meno sospesa per mesi non dicono mai che hai una partita in meno. Ti trattano come l’avessi persa. Il Napoli l’ho visto, Benitez ha la fortuna di avere una buona stampa internazionale per cui quella italiana fa fatica a criticarlo. E’ così che per paura di apparire provinciali il re può essere nudo quanto gli pare. Prendere i giocatori del suo manager quanto gli pare, prendere goal quanto gli pare. A Bergamo ha fatto errori marchiani puntando al pari. Si fosse chiamato con un cognome italiano sarebbe stato da esonero. Poiché se ne dispiacerebbe Le Figaro non succederà.

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